Live 24! Padova-AlbinoLeffe, -5: la pagina è già girata, da oggi ci si prepara con rabbia per domenica…

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Ore 21.10 – (Il Piccolo) Princivalli non ha esitato a definirlo di altra categoria ed effettivamente, tra i parecchi alabardati che hanno offerto una prestazione maiuscola nel giorno della vittoria sul Padova, si può certamente dire che la palma del migliore spetta ad Alessandro Lambrughi. «Secondo me abbiamo fatto soprattutto un grandissimo primo tempo – spiega il difensore – abbiamo approcciato la partita proprio come l’abbiamo preparata e come la voleva il mister. Siamo stati bravi a essere aggressivi e a non mollare mai su ogni pallone, poi ad andare in vantaggio e quindi a mantenerlo nel secondo tempo». Una ripresa nella quale l’Unione ha rischiato davvero poco. Secondo Lambrughi, grazie all’atteggiamento complessivo della squadra: «A parte un calcio d’angolo verso fine partita, non ricordo altri rischi. Siamo stati bravi a fare un’ottima fase difensiva, ora però dobbiamo cercare di continuare così: non eravamo scarsi prima e non siamo forti adesso. Ma una cosa è sicura: lavoriamo per arrivare come si deve all’appuntamento con i play-off». La capacità di fermare la capolista, può forse aumentare i rimpianti per dove poteva essere la Triestina. Ma questi sono discorsi che a Lambrughi non piacciono: «Io credo che alla fine della stagione una squadra ha quello che si merita, quindi se noi siamo adesso in questa posizione, vuol dire che in questo momento ci meritiamo questa. Ma questo non vuol dire che preparandoci bene, non possiamo dire la nostra anche ai play-off». […]

Ore 20.50 – (Il Piccolo) Il prestigio della vittoria di domenica al Rocco ha una doppia valenza: una legata al presente e l’altra al futuro prossimo dell’annata. La prima è che finalmente davanti a un pubblico più numeroso del solito (anche se qualche migliaio di spettatori in più sarebbe stato gradito) l’Unione ha fatto centro. Non solo ma la Triestina ha battuto una squadra che in questa stagione finora ha perso pochissimo e che ha sempre tenuto la testa della classifica con ampio margine. Il Padova a dir la verità non ha offerto una gran prestazione: gruppo solido e strutturato sì ma con un ritmo monocorde almeno per quanto si è visto a Trieste. Sul fatto che il merito sia tutto della Triestina non ci sarà mai controprova. Il merito certo e inequivocabile è che Princivalli è riuscito a sistemare in campo una squadra che più di altre volte ha dimostrato di essere tale. Con i centrocampisti a fare bene da elastico sia in fase propositiva che in copertura e con molti aiuti degli attaccanti.Il tutto condito dalla giusta foga agonistica e da una concentrazione che in altre occasioni è mancata. Contro le grandi squadre c’è da dire che la Triestina in tutta la stagione (anche quando la gestione era in mano a Sannino) non ha mai deluso. Contro le formazioni meno qualitative ma più agguerrite invece l’Unione si è adeguata all’andazzo. Ma questa è una caratteristica ormai assodata quando manca un mese o poco più al termine dell’avventura. Di diverso (la seconda valenza) rispetto al passato c’è che la presunzione ha fatto posto alla capacità di soffrire, che il volume di gioco si è tramutato in concretezza sfruttando per la prima volta in modo decisivo una punizione. E poi c’è da constatare che la presenza in campo di due personalità come Lambrughi e Coletti incidono sulle prestazioni di tanti altri compagni. […]

Ore 20.20 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) La prima buona notizia: la classifica. La seconda buona notizia: l’aver battuto una diretta concorrente, entrando subito in clima playoff. La terza buona notizia: il primo gol in questo campionato di Ardit Gashi. Domenica da ricordare per il Bassano che, battendo la Sambenedettese, scala risalendo al quarto posto grazie ai risultati negativi della concorrenza e agganciando il SudTirol e ha ritrovato da protagonista un ragazzo che potrebbe regalare grandi soddisfazioni al club. «Sono felicissimo di aver segnato — sottolinea Gashi — era importante per me tornare a lasciare il segno, dopo una stagione in cui purtroppo ho avuto diversi infortuni. Ho davvero tanta fame, in questo finale di campionato voglio fare il massimo. Sono contento di aver aiutato la squadra a raggiungere questo risultato. Noi cerchiamo di dare sempre continuità al nostro gioco, facendo ciò che ci richiede il mister. Una dedica? Alla mia famiglia che mi è sempre stata vicino e alla squadra che mi ha aiutato a riprendermi». […]

Ore 19.50 – (Gazzettino, edizione di Venezia) […] Luca Lavagnoli commenta così la gara di domenica. «Sapevamo di giocare una partita difficile contro una squadra che, al di là della classifica, può contare su un organico davvero importante – spiega l’esterno arancionero – è anche vero che loro arrivavano da un turno infrasettimanale, ma la situazione attuale del Vicenza non deve distrarre e far perdere di vista le qualità dei singoli su cui possono contare. Per questo, credo che quello conquistato sia un buon punto, da tenere stretto». Arrivato dopo aver disputato una partita su un campo non in perfette condizioni, un fattore sottolineato a più riprese da più elementi del Mestre. «È vero, noi preferiamo giocare un calcio veloce con palla a terra, e su un campo rallentato come quello di domenica non è la cosa migliore. Questo però non dev’essere un alibi, perché è chiaro che avremmo potuto fare meglio, ma dobbiamo dare merito ai nostri avversari perché in campo c’erano anche loro». E adesso, non c’è nemmeno il tempo di rifiatare perché domani pomeriggio il Mestre sarà nuovamente in campo al Mapei Stadium di Reggio Emilia, in occasione del recupero della gara contro la Reggiana rinviata per maltempo il 3 marzo. «Sarà un’altra gara molto tosta – afferma Lavagnoli – che arriva a sole 72 ore dall’ultimo fischio finale. Ma una cosa è certa, noi saremo pronti perchè possiamo contare su una rosa ampia, per cui non credo ci sarà alcun problema». […]

Ore 19.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) […] Nella giornata di ieri Nerio De Bortoli, curatore fallimentare del Vicenza, ha risposto alle considerazioni di Mauro Zironelli dopo lo 0-0 maturato al Mecchia. L’allenatore arancionero si era chiesto se fosse giusto che il Vicenza si salvasse a scapito di società sane, che pagano regolarmente gli stipendi. E ieri De Bortoli ha diffuso una nota in cui spiega che «la situazione grottesca è che il signor Zironelli non conosca le norme del regolamento sportivo e della legge fallimentare», specificando, infine, che «il Vicenza Calcio si salverà, con il dispiacere per il signor Zironelli». Il Mestre sarà impegnato domani alle 18.30 al Mapei Stadium il recupero contro la Reggiana: la partita fu rinviata per ghiaccio e neve lo scorso 3 marzo.

Ore 19.10 – (La Nuova Venezia) […] «Qualcuno ha preso le mie parole e le ha usate a proprio piacimento» attacca il tecnico di Thiene, «dimenticando che ci siamo guadagnati il titolo di “ammazzagrandi” e abbiamo battuto di fila Sambenedettese, Feralpi, Bassano, Pordenone. Non fosse stato per noi il Padova adesso avrebbe alle costole anche il Bassano e la Sambenedettese. Ma di cosa stiamo parlando? Ho giocato 30 partite con 30 formazioni diverse e l’anno scorso 34 con 34 elementi diversi. Normale debba dosare le forze di chi ha giocato un po’ di più, ma se qualcuno pensa che andiamo a Reggio per una passeggiata sbaglia di grosso. Andiamo lì per vincere e metterò come sempre la formazione migliore. Qualche sportivo padovano pensa che voglia mandare in campo la Berretti? Chiacchiere. Andiamo a Reggio contro una bella squadra che farà la sua partita come noi faremo la nostra. Ci teniamo ai playoff perché non so quante neo promosse possano dire di essere passate dalla serie D ai playoff in un solo anno. Mi spiace solo che non ci sia Neto che probabilmente ne avrà per due settimane dopo la botta rimediata. Mettere in dubbio il nostro impegno per domani a Reggio Emilia è un atteggiamento offensivo verso i miei giocatori. Comunque i vari Mordini, Martignago, Zecchin, Kirwan, Stensson, Gagno, Boffelli o Bonaldi solo per dirne alcuni che in genere sono in panchina, per me sono all’altezza degli undici scelti di volta in volta». […]

Ore 18.40 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) In inglese, con un termine molto in voga ultimamente, si chiama clean-sheet. Significa mantenere la porta inviolata, volgarmente non prendere gol. È da sempre il caposaldo più importante del calcio all’italiana, mantra indistruttibile di Fabio Capello, e il Pordenone deve ritrovare questa qualità per pensare a un rush finale di successo. Quanto sia importante è testimoniato dall’andamento del girone di ritorno: quando la squadra ha subìto gol, infatti, ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per portare a casa il risultato pieno. È successo per esempio contro la Reggiana e il Gubbio, mentre solo con il Teramo (c’era ancora Leonardo Colucci) e la Fermana sono arrivati i tre punti senza reti al passivo. Nel ritorno il Pordenone ha mantenuto per la prima volta la porta inviolata il 20 gennaio, pareggiando in casa di fronte al Fano. Poi è arrivata la vittoria esterna di Teramo, l’ultima della gestione Colucci, con un 1-0 risicato ma importante. Gli altri due clean-sheet sono maturati in casa contro l’Albinoleffe (0-0) e sempre al Bottecchia con la Fermana, quando il ramarro è tornato a vincere tra le mura amiche dopo quasi tre mesi di dolorosa astinenza. Nel resto delle gare giocate dal giro di boa a oggi la squadra ha sempre beccato almeno un gol. Anzi, lo score delle ultime due giornate testimonia una fragilità difensiva preoccupante: contro Reggiana e Padova, nonostante la vittoria con gli emiliani, i neroverdi hanno preso 6 gol in 180′. Sono decisamente troppi, e non c’entrano soltanto le amnesie dei portieri. Gli errori individuali pesano, ma è la paura di prenderle che gioca spesso bruttissimi scherzi. […]

Ore 18.20 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Attenzione: non è un Vicenza in disarmo. Tutt’altro. È l’impressione che deve aver tratto Fabio Rossitto dopo aver assistito al match fra il vecchio Lane e il Mestre domenica al Mecchia di Portogruaro. Se c’era una squadra che doveva vincere era sicuramente quella di Lerda. I neroarancio, solitamente brillanti, hanno condotto in porto lo 0-0 grazie alla giornata eccezionale dell’ex sacilese Alessandro Favaro, oppostosi alla grande alle conclusioni di Ferrari e Giacomelli. Concorda sul giudizio di Rossitto anche Mauro Zironelli. «Ho visto valuta l’ex tecnico della Sacilese i ragazzi di Lerda giocare molto meglio che nelle sfide precedenti con Santarcangelo (1-2) e Fermana (1-1). Se affronteranno le ultime gare, a partire dal Pordenone domenica, come quella contro di noi profetizza Ziro – non avranno problemi a salvarsi». Del resto la situazione in cui si trovano i berici in questo momento non è certo figlia del valore della rosa biancorossa. Molti a inizio stagione davano infatti i vicentini fra i principali candidati alla promozione in B. Il penultimo posto in classifica a quota 29 è probabilmente l’inevitabile conseguenza della perdurante crisi societaria che ha portato al fallimento e alla curatela di Nerio De Bortoli. La ritrovata vena di Ferrari e compagni nel match al Mecchia potrebbe trarre origine dalle ultime voci di speranza che si sono diffuse proprio alla vigilia della sfida nella città del Palladio. […]

Ore 18.00 – (Messaggero Veneto) Sette squadre per quattro posti: il Pordenone vuole essere nel poker per continuare a coltivare il sogno “impossibile”, la serie B. La volata playoff entra nel vivo. Dopo la 34ª giornata il quadro comincia a delinearsi più chiaro e si può confermare il fatto che i “ramarri” dovranno totalizzare almeno sette punti per essere al via della post-season. Nella corsa verso gli spareggi-promozione abbiamo deciso di escludere la FeralpiSalò, sesta a quota 45, il Bassano e l’Alto Adige, rispettivamente quarto e quinto con 46 punti: salvo sorprese i tre team non dovrebbero avere problemi a conquistare la qualificazione.Lo scenario. Mancano quattro giornate alla fine del torneo: al momento si trovano ai playoff il Renate, Pordenone, Triestina e Mestre, con quest’ultimo che deve recuperare ancora una gara. La squadra di Zironelli gioca domani in trasferta con la Reggiana, vice-capolista che può portarsi a quattro lunghezze dal Padova: se dovesse perdere non sarebbe così certa di un posto al sole, dovendo ancora osservare un turno di riposo come i ramarri. Dalla tabella si evince che la Fermana ha poche possibilità di prendere parte ai playoff: domenica prossima non giocherà e poi affronterà il Padova, in piena corsa per la promozione diretta. Anche l’Albinoleffe, pur avendo due punti in più e quattro partite a disposizione, ce l’ha dura: deve affrontare in fila Padova, Reggiana e Samb, vale a dire le prime tre delle classe e pure iper-motivate. Sta meglio il Ravenna, che ha un punto in meno rispetto ai bergamaschi ma un calendario più agevole: se vince poi lo scontro diretto di domenica col Renate fa un bel balzo in avanti, superando gli stessi nerazzurri in classifica. […]

Ore 17.30 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 17.10 – Qui Guizza: corsa finale.

Ore 16.50 – Qui Guizza: partitella in corso.

Ore 16.30 – Qui Guizza: si lavora il pallone, possibile cambio di modulo per i Biancoscudati.

Ore 16.10 – Qui Guizza: tornano regolarmente in gruppo Ravanelli, Mandorlini e Salviato.

Ore 15.50 – Qui Guizza: lavoro atletico, a parte Zivkov. A bordo campo Gliozzi. Assente Pulzetti, in permesso.

Ore 15.30 – Qui Guizza: termina solo ora il colloquio tra mister e squadra.

Ore 15.00 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo a colloquio con mister Bisoli.

Ore 14.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Per mantenere vive le sue speranze di salvezza il Vicenza doveva tornare dalla trasferta contro il Mestre dell’ex Mauro Zironelli con un risultato positivo. E il Vicenza ha centrato l’obiettivo portando a casa un pareggio meritato. Tanto che, ai punti, la vittoria sarebbe andata senza dubbio ai biancorossi. Il match ha messo in evidenza una squadra più attenta e determinata rispetto a quella vista con il Santarcangelo e la Fermana al Menti tanto che il migliore in campo è stato il portiere arancionero, che ha negato più volte il gol a Ferrari e Giacomelli. La prestazione rappresenta un passo avanti e, se è vero che fare peggio rispetto alle ultime esibizioni era quasi impossibile, fa crescere la fiducia che il Vicenza possa centrare la salvezza diretta anche grazie a un calendario non impossibile. La chiave per uscire dalla zona playout è tornare a vincere al Menti, ritrovare quei tre punti che mancano dal 5 novembre. L’importanza del risultato è legata alle decisioni del curatore Nerio De Bortoli sull’asta che, per logica, dovrebbe tenersi dopo il 6 maggio quando, playout permettendo, si potrà avere la certezza che il club giocherà ancora in serie C. […]

Ore 13.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) «Appagamento? Io non lo vedo affatto assicura il ds Leandro Rinaudo vivo la squadra ogni giorno, tocco con mano i comportamenti del mister, dei giocatori e posso assicurare che la fame del Venezia è quella di sempre. È normale esserci rimanesti male, noi per primi avremmo voluto bissare la vittoria col Cittadella davanti ai tifosi così numerosi. Sarebbe fantastico arrivare ai playoff, ci crediamo e li vogliamo con tutto noi stessi». La prestazione contro il Brescia ha convinto solo a tratti. «Obiettivamente ci aspettavamo di poter fare risultato pieno, invece abbiamo avuto conferma di quanto la Serie B sia imprevedibile. Il Brescia ha fatto una buona partita, ha qualità e una classifica che non merita, abbiamo avuto tante occasioni con Geijo, Litteri e Pinato senza capitalizzarle davanti alla porta. Loro oltre ai due gol non si sono visti davanti a Vicario, purtroppo a volte si perde senza meritare». Raggiunta la quota-salvezza dei 50 punti non sarebbe forse il momento di cercare soluzioni tattiche meno prevedibili rispetto al 5-3-2? «Questa squadra si è espressa bene con questo modulo, non credo che un cambiamento tattico a 8 gare dal termine potrebbe servire. Un bravo allenatore cambia anche in corsa e Inzaghi l’ha fatto, vedi Fabiano che ha portato imprevedibilità. Anzi, continuare col sistema che ci ha portato fin qui, facendo rendere i giocatori al meglio, è la cosa giusta. I punti cominciano a pesare per il nostro secondo obiettivo e occorre sacrificarsi ancora di più. Iniziano le gare decisive di un mini-campionato, abbiamo pagato solo una giornata storta ma il nostro percorso continua. Mettiamoci l’elmetto per cercare di ottenere il massimo a Perugia». […]

Ore 12.30 – (La Nuova Venezia) […] «Se guardiamo ai risultati di sabato di Cittadella, Carpi e Spezia, possiamo dire di avere mancato un’occasione per allungare e distanziare le altre pretendenti ai playoff» osserva Leandro Rinaudo, responsabile dell’area tecnica del Venezia, «però è altrettanto vero che restiamo in corsa, che la squadra è viva, come confermano le tante occasioni create nel corso del secondo tempo. Prima frazione sotto tono? Bisogna riconoscere i meriti degli avversari, senza farsi condizionare dalla classifica. E poi, adesso, nessuna partita è scontata in partenza».Due tiri in porta e due gol il Brescia, sei conclusioni nello specchio e una rete il Venezia. «Dovevamo essere più bravi sotto porta in alcuni casi, in altri i nostri tentativi sono stati respinti dal portiere o da un difensore. Il momento-chiave del match? Aver subito il gol del 2-1 un paio di minuti dopo aver pareggiato. Avevamo la partita in pugno, siamo dovuti ripartire». E un calcio di punizione, da dove è scaturito il gol di Bisoli, forse inesistente, almeno secondo le dichiarazioni degli arancioneroverdi a fine partita. «La sensazione è stata quella, ma una volta che l’arbitro fischia fallo, bisogna dimenticare tutto. Va detto che Bisoli è stato molto bravo a incrociare di testa, come era stato abile Caracciolo nel primo gol».Il Venezia vuole comunque i playoff, nonostante il passo falso con il Brescia. «La salvezza è stata conquistata, e questo era l’obiettivo iniziale. Adesso siamo in ballo e lotteremo fino alla fine per coronare un altro sogno. Ovvio che siamo ancora in corsa, ci mancherebbe».Il prossimo test, a Perugia, è di quelli tosti. «Affrontiamo una squadra in salute, oltre a Cerri e Di Carmine è stato aggiunto anche Diamanti. Noi abbiamo sempre reagito dopo aver ricevuto uno schiaffo». […]

Ore 12.00 – (Mattino di Padova) […] CAMPODARSEGO. Anche se il duello con i veronesi è tanto aperto quanto avvincente, il “Campo” ha almeno un buon motivo per battersi il petto: «Il pareggio nel recupero di mercoledì scorso con la Calvi Noale ha rappresentato una piccola nota negativa nel nostro cammino», rileva il centrocampista Carlo Caporali. «Non si può dire lo stesso dello 0 a 0 con il Mantova. Penso che quello racimolato al “Martelli” sia stato un ottimo punto, contro una squadra che, a parte l’inizio di stagione altalenante, ha dimostrato di avere grandi valori e di essere capace di lottare con le migliori. Come, del resto, è nel Dna di una società abituata al professionismo». Sulla piccola flessione dell’ultima settimana, il 23enne biancorosso non ha alcun dubbio: «Con la Calvi non è andata come volevamo, mentre a Mantova eravamo meno riposati dei nostri avversari, che non avevano avuto la gara infrasettimanale. «Questo, però, non significa che il Campodarsego soffra la pressione o tante altre cose sentite in giro. Noi ci siamo e ce la giocheremo sino all’ultima giornata». […] ESTE. Proprio in casa atestina il big match con la vice-capolista potrebbe rappresentare una piccola consacrazione, dopo la netta vittoria nell’ultimo turno con la Calvi Noale. Lorello & C. stanno cercando infatti di acciuffare l’Arzignano Valchiampo, staccato di 6 punti. Un gap difficile da colmare ma ancora matematicamente annullabile. «La partita con la Calvi non era da sottovalutare», le parole del vice-presidente Stefano Marchetti. «I veneziani avevano già messo in difficoltà Campodarsego, Virtus e Delta. A dirla tutta, sono riusciti a mettere sotto pure noi, che però siamo usciti fuori alla grande». […] ABANO. Infine l’Abano, che non può fare altro che attendere un verdetto già nell’aria da un mese. I punti di distacco dai playout sono ben 8 (16 contro i 24 della Liventina). Fra l’altro, nel caso in cui il divario fra la 16ª e la 13ª (l’Ambrosiana) fosse pari o superiore ad 8 punti, anche la terz’ultima scenderebbe direttamente in Eccellenza, e con questa graduatoria l’ipotesi non è poi così remota. Insomma, a Tamai domenica prossima potrebbe già arrivare l’amara sentenza.

Ore 11.30 – (Gazzettino) «Dobbiamo confrontarci e capire i motivi di una sconfitta così pesante». Così il capitano Manuel Iori apre il discorso sul 5-1 rimediato sabato in casa della Ternana, la cenerentola del campionato. Il tecnico Venturato si è assunto tutte le responsabilità definendo la sconfitta di Terni la peggiore della sua gestione in questi due anni e mezzo a Cittadella. «C’è poco altro da aggiungere – ammette Iori – perchè un ko di queste proporzioni non lo ricordo in questi ultimi anni. Tutti dobbiamo farci carico delle nostre responsabilità dal momento chela prestazione a Terni è stata negativa sotto tutti i punti di vista». Eppure il gol del vantaggio messo a segno su rigore proprio dal capitano granata aveva messo la partita nei binari favorevoli. «Proprio per questo la sconfitta è difficile da spiegare e anche da capire. È mancato lo spirito giusto, siamo andati in difficoltà fin dalle prime battute, abbiamo lasciato la partita in mano loro. C’è una sola considerazione da fare: dopo questo grosso schiaffone abbiamo soltanto la possibilità di reagire». Il Cittadella altre volte ha rimediato sconfitte sconcertanti di fronte a squadre di bassa classifica, mentre ha vinto con altre che si trovano al vertice, vedi Empoli e Palermo. Ma per il capitano non c’è un nesso che spieghi questi risultati. «Questa con la Ternana è una sconfitta che va analizzata singolarmente, non è possibile valutarla assieme ad altre. Va giudicata da sola perchè è mancato ciò che in altre partite, pur perdendole, abbiamo messo in campo. I punti sono tutti uguali indipendentemente che siano ottenuti contro formazioni di vertice o di bassa classifica».

Ore 11.10 – (Mattino di Padova) Nubi su Cittadella. Alla ripresa degli allenamenti della squadra non piove, ma il cielo minaccia il peggio, ed è un po’ lo specchio della situazione in casa granata, con gli uomini di Venturato ancora dentro ai playoff, ma tutt’altro che sereni, dopo il 5-1 rimediato a Terni. […] Manuel Iori è, come spesso accade in giornate del genere, quello che si fa avanti a nome di tutti. A Terni ha realizzato il suo nono gol stagionale, record di sempre, «ma non mi passa neanche per la testa in questo momento. La soddisfazione personale passa in secondo piano di fronte agli interessi del gruppo». Venturato si è preso tutte le colpe per il crollo.«È giusto che tutti ci assumiamo le nostre responsabilità», replica il regista. «Affrontavamo una squadra in grossa difficoltà e avremmo dovuto rifilarle il colpo di grazia, invece a livello inconscio siamo stati deboli, forse abbiamo pensato che la vittoria fosse già in porto. Siamo stati poco battaglieri, lasciando il pallino in mano loro. È mancato lo spirito che dobbiamo sempre avere». Tra i tifosi più di qualcuno pensa ad un rilassamento, dopo che è sfumato il traguardo della promozione diretta.«Non so cosa rispondere. Dico, però, che forse uno schiaffone come questo ci farà bene. Una sberla così grossa fa male e ti costringe a svegliarti. L’unico modo per rispondere, adesso, è andare a Parma a sfoderare una prestazione degna. Mancano otto partite e abbiamo ancora la possibilità di giocarci qualcosa d’importante». […] Come si riparte ora? «Nelle ultime partite non siamo stati in grado di reagire alle difficoltà. Dobbiamo ricominciare dalle piccole cose, dal compito che ognuno deve fare: la somma ci riporterà ad essere quelli che eravamo un mese fa», conclude il capitano. Di fronte ci sarà il Parma, il peggior avversario possibile in questo momento. «No, il nostro peggior avversario è il Cittadella. Siamo noi a determinare se le cose vanno bene o male».

Ore 10.40 – (Gazzettino) Non ci devono essere cali di tensione, dato che la concentrazione deve rimanere sempre al massimo livello. Perché anche nella vita di tutti i giorni è già accaduto che quando vedi vicino il traguardo, possa calare un po’ l’adrenalina e sei fregato da quello che arriva da dietro. Questo per dire che bisogna stare sempre sul pezzo. Dobbiamo tornare a essere il vero Padova, mettendoci in mezzo al campo la cattiveria agonistica giusta». […] Nel pomeriggio partirà in treno alla volta di Roma dove domani mattina in piazza San Pietro avrà modo di incontrare Papa Francesco nell’ambito di un’iniziativa organizzato dalla Lega di serie C. Il patron del Padova sarà accompagnato dalla consorte e dalla moglie di Bisoli. «Non ho mai avuto la fortuna di vedere il Papa, e non mi sono lasciato sfuggire l’occasione. Riceveremo la benedizione del Pontefice, ed era giusto che il Padova fosse rappresentato dal presidente». […]

Ore 10.30 – (Gazzettino) Dobbiamo dimostrare che il Padova ha fame di vittorie per raggiungere il risultato. È vero che abbiamo buone possibilità di ottenerlo e che siamo sulla buona strada, ma non si può dire che l’obiettivo sia a portata di mano: è ancora da conquistare e bisogna stare attenti ai ribaltoni. Per cui è fondamentale rimanere con i piedi per terra e tornare a essere cattivi come lo siamo stati con il Pordenone, perché con la Triestina non ne ho visto vincere neanche un tackle. Ripeto, dobbiamo tirare fuori la giusta cattiveria per raggiungere il risultato che a questo punto tutta la città si aspetta». […] Diceva che tra i giocatori c’era un po’ troppa euforia. «Sì, tra sabato e domenica c’era qualche sorrisetto in più in ritiro e all’interno dello spogliatoio, ed è una cosa che non deve accadere.

Ore 10.20 – (Gazzettino) «Non abbiamo ripetuto la prestazione della settimana precedente con il Pordenone perché tra i ragazzi c’era un po’ troppa euforia all’interno dello spogliatoio. Ecco perché con la Triestina si è vista meno cattiveria agonistica e determinazione». Se qualcuno tra i giocatori pensava che ormai la promozione in serie B fosse un discorso praticamente archiviato, ci pensa il presidente Roberto Bonetto a bacchettarlo e a rimetterlo in carreggiata. Inevitabile che la sconfitta abbia fatto storcere il naso al patron biancoscudato. «Il sentire dire ripetutamente che abbiamo già vinto il campionato non va bene, perché prima di dirlo bisogna raggiungere il traguardo. La scivolata ci può stare, e sarà compito dell’allenatore e del direttore rimettere le cose a posto per fare sì che a Trieste si sia trattato solo di una sbandata, e per riprenderci subito con l’Albinoleffe.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Volevano difendere la posizione playoff e vendicare anche la scoppola subìta in Coppa Italia lo scorso novembre. Fatto sta che hanno messo rabbia e intensità superiore alla nostra. Con un po’ di attenzione in più, senza quel gol preso su punizione, potevamo almeno pareggiarla». Come spiegare la differenza di prestazione tra una prova scintillante come quella contro il Pordenone e un’altra anonima come l’ultima, a distanza di una settimana? C’è il rischio che subentri un po’ di “braccino” tra i giocatori? «Nessun “braccino», spazza via i dubbi il d.g. «Ci è successo anche altre volte in campionato di incappare in giornate storte dopo un filotto di partite giocate bene. La realtà è che non possiamo mai permetterci di abbassare la tensione, altrimenti diventiamo vulnerabili. Contro l’Albinoleffe servirà il vero Padova. Quello lucido, cattivo e determinato che non si è visto a Trieste».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Domenica la squadra di Bisoli scenderà in campo all’Euganeo sapendo già il risultato della Samb (impegnata in casa con il Teramo alle 16.30), mentre dovrà aspettare lunedì sera per conoscere quello della Reggiana, che ospiterà il Bassano in posticipo. La giornata successiva, invece, Padova e Samb giocheranno in contemporanea alle 16.30 (biancoscudati a Fermo, marchigiani a Pordenone), mentre la Reggiana sarà impegnata ancora di lunedì sera, sul campo dell’Albinoleffe. Quindi, finalmente, gli ultimi due turni con tutte le gare del girone in contemporanea. […] Per chiudere davanti a tutti, occorrerà giocare in maniera diversa di quanto visto l’altroieri allo stadio “Rocco”, dove la capolista è stata interprete di una prova opaca. «Non siamo stati i soliti», commenta il direttore generale Giorgio Zamuner. «La Triestina ci ha sorpreso, a dimostrazione che le insidie sono sempre dietro l’angolo.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Una cosa, dopo i risultati dell’ultimo week end, è certa: Padova-Albinoleffe non sarà in alcun modo decisiva ai fini della vittoria dei biancoscudati in campionato.Il passo falso in cui sono incappati a Trieste ha costretto tutti, dirigenti, tecnici e giocatori, a rimettere lo spumante in ghiaccio. Non che si sentisse già il trionfo a portata di mano, ma il massiccio esodo di tifosi e l’atmosfera respirata allo stadio triestino lasciavano presagire l’ultima impresa determinante per la promozione tra i cadetti. Così non è stato e adesso Pulzetti e compagni sono chiamati a restare con le antenne ben dritte, considerato il successo a Ravenna della Reggiana, che si è rifatta sotto a – 7 e che domani scenderà in campo contro il Mestre, nel recupero della 28ª giornata, per provare a tornare a 4 punti dalla capolista. […]

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Per Ettore Gliozzi la stagione rischia seriamente di essere già finita. Dopo l’infortunio che l’ha costretto ad uscire a metà del secondo tempo del derby contro la Triestina, appena 5′ dopo essere entrato in campo al posto di Guidone, ieri l’attaccante calabrese si è sottoposto ai primi esami, che hanno evidenziato “una sublussazione acromion claveare della spalla destra”, come si legge dal comunicato diramato dal Padova. […] Il rischio è quello che Gliozzi debba sottoporsi ad un’operazione chirurgica, dovendo in tal modo restare fermo sino a fine stagione.

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) […] Il ko del Rocco ha lasciato il segno, la sublussazione alla spalla di Ettore Gliozzi (per lui stagione finita se non si andrà ai playoff) ha fatto il resto. E il Padova deve ripartire. «E’ stata indubbiamente una giornata negativa — ammette il dg Giorgio Zamuner — abbiamo perso una partita in cui non abbiamo ripetuto la brillante prestazione offerta con il Pordenone. Il mister ha scelto giustamente di dare continuità alla squadra che aveva vinto 3-0 la settimana precedente, ma purtroppo la resa non è stata la stessa. Loro ci hanno aggrediti subito, avevano voglia di vendicare le due sconfitte subite all’andata e in Coppa Italia, abbiamo preso gol su punizione e non siamo riusciti a rientrare in partita. Poi si è fatto male pure Gliozzi e il quadro purtroppo si è completato». Adesso il calendario del girone propone domenica sera un Padova-Albinoleffe ad altissima tensione, considerato che più o meno dodici mesi fa furono proprio i prossimi avversari a spingere fuori dai playoff i biancoscudati, al primo turno degli spareggi promozione. E considerando anche che i seriani sono sempre in corsa per agganciare un posto ai playoff. «Ipotizzando che la Reggiana le vinca tutte — taglia corto Zamuner — noi abbiamo bisogno di 9 punti per avere la certezza di essere promossi. Aspettiamo il recupero di domani e poi tireremo qualche somma. Siamo ancora padroni del nostro destino, di punti potrebbero bastarne anche meno ma esempi di chi ha perso campionati che parevano già vinti ce ne sono… L’anno scorso l’Alessandria, quest’anno il Livorno è stato risucchiato, anche il Lecce aveva un ottimo vantaggio ed è lì a giocarsela: dobbiamo mantenere la calma e andare avanti. Nulla è perduto, se facciamo il nostro dovere con Albinoleffe e Fermana restiamo in una posizione di forza, a patto di fare quello che sappiamo. E che sono convinto che la squadra saprà tirare fuori anche domenica».

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