Live 24! Fermana-Padova, -3: allenamenti intensi a dispetto del caldo, mentre voi avete ancora 200 biglietti da prendere…

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Ore 20.30 – (Il Piccolo) Se la Triestina è sempre stata a un passo dal vero salto di qualità, se spesso è mancato poco per incassare qualche vittoria in più che l’avrebbe messa già adesso al quarto posto, ci sono delle motivazioni. Una fra le più importanti, lo dicono le prestazioni e lo ribadiscono i numeri, è che purtroppo spesso è venuta a mancare la finalizzazione sotto porta, il guizzo concreto e incisivo per portare a termine il lavoro fatto dalla squadra. In due parole, l’uomo gol. Quello che avrebbe dovuto essere insomma Rachid Arma, il bomber principe della squadra, il terminator della manovra alabardata. Cosa che l’attaccante marocchino è anche stato nei primi mesi, visto che aveva realizzato ben 6 reti nelle prime undici partite giocate dall’Unione. Poi, dal 5 novembre, quando aveva segnato a Pordenone, il grande digiuno. Da quel giorno, e sono passati cinque mesi e mezzo e ben 20 partite giocate, Arma ha messo a segno la miseria di due reti di cui una su rigore (quella che allo scadere ha permesso di pareggiare proprio con il Pordenone). Un dato davvero preoccupante per un centravanti, soprattutto per una squadra che costruisce parecchio e di occasioni ne crea. Utilizzando un fin troppo facile gioco di parole, verrebbe da dire che l’Arma si è inceppata. Tanto che è stato anche superato da Mensah (giunto a quota 9) come capocannoniere della squadra. Anche a Gubbio, Arma non è riuscito a segnare solo davanti al portiere tirandogli contro, e nella prima frazione ha sciupato un’altra grande chance finendo a terra. Insomma le occasioni non gli mancano di certo, il senso della posizione dell’attaccante esperto c’è, ma l’istinto del killer sembra essere venuto meno. E dispiace dirlo di un giocatore che è comunque prezioso per il lavoro che fa, visto che tiene palla, fa molte sponde e fa salire la squadra. Il grande rimpianto, è che con un Arma appena un po’ più risolutivo, la Triestina poteva essere tranquillamente non solo già sicura dei play-off, ma anche in lotta per le prime posizioni. […]

Ore 20.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Un segnale in controtendenza rispetto agli anni precedenti. Giovanni Colella sarà ancora l’allenatore del Bassano per la stagione 2018-2019 che inizierà dunque sotto il segno della continuità. Una decisione, quella del presidente Stefano Rosso, arrivata dopo cinque mesi trascorsi a ritmi eccezionali, tanto che la capolista del girone di ritorno nel raggruppamento B della Serie C sarebbe proprio il Bassano. Merito di una scelta indovinata, arrivata dopo lunghe riflessioni del club giallorosso, diverse vicissitudini e tanti errori: da Luca D’Angelo a Valerio Bertotto fino a Giuseppe Magi, tre tecnici e tre gestioni che non hanno dato i risultati sperati. Colella, invece, alla guida dei giallorossi dal 4 dicembre 2017, ha conquistato 28 punti in 16 partite e ha rinnovato il proprio contratto ieri. Rintracciato martedì sera al «Tombolato» per Cittadella-Palermo, Colella non aveva dato indicazioni o indizi su questa imminente svolta, comunicata ieri dalla società. «Sono felice della prestazione di Reggio Emilia — ha detto Colella — è stata una partita giocata a viso aperto in cui entrambe le squadre hanno provato a fare gioco e in cui ci è mancato solo il gol. Noi stiamo facendo un percorso importante, abbiamo recuperato posizioni in classifica e puntiamo a fare più punti possibile da qui alla fine della regular season. Poi ai playoff ce la giocheremo fino in fondo, con le nostre possibilità e sfruttando le armi che ci hanno portato ai vertici della classifica nel girone di ritorno». […]

Ore 19.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) 85 presenze consecutive in due anni e mezzo, in cui ogni domenica Marco Beccaro è sempre sceso in campo. Fino a domenica, quando la quinta ammonizione dell’anno rimediata nella gara contro la Reggiana gli ha imposto uno stop di un turno per squalifica, durante il quale i suoi compagni hanno rimediato una sconfitta per 1-0 sul campo del Fano. Un vero peccato, perché a sole tre giornate dalla fine del campionato era davvero alta la possibilità di estendere questo risultato, anche se il generale di ferro del tecnico Mauro Zironelli l’ha presa con grande filosofia. “Prima o poi doveva accadere – commenta Beccaro – è sicuramente un risultato che dà grande soddisfazione, ma al quale onestamente non ho mai pensato molto. In questi due anni e mezzo era andato tutto bene, senza infortuni o squalifiche che non mi mettessero a disposizione del mister, ma è andata così”. […] E dopo che la serie si è interrotta, è il momento di iniziarne un’altra in occasione della gara contro il Santarcangelo in programma tra due domeniche. “Dopo il ko di Fano vogliamo ripartire subito per consolidare il miglior posto nei playoff, e a darci una mano c’è il turno di sosta che osserveremo questo weekend nel quale sicuramente riusciremo a ricaricare le batterie in vista del finale di stagione. Fino ad oggi siamo andate oltre ogni aspettativa, meritandoci ogni punto conquistato, adesso non resta che finire al meglio la stagione e poi penseremo al futuro”. […]

Ore 19.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Fabio Rossitto ringrazia Andrea Fedeli. Se c’era la necessità di caricare a dovere l’attaccante Manuel Nocciolini in vista del match di domenica al Bottecchia (16.30) contro la Sambenedettese, questa è stata soddisfatta in pieno dall’amministratore delegato dei rossoblù. «Nocciolini? Ho avuto ragione a oppormi all’ingaggio dell’ex parmense. A Pordenone non sta offrendo un rendimento positivo e noi abbiamo evitato di buttar via tanti soldi». Non contento, ha aggiunto: «Non cambierei idea nemmeno se domenica lui dovesse farci quattro gol». Una cosa è certa: Barbasette, che a Vicenza non ha segnato ma ha disputato un’ottima gara, farà di tutto per provare a realizzare la profezia (o i timori) di Fedeli. Anche se si accontenterebbe pure di segnare un gol solo, magari quello decisivo. In casa dei marchigiani regna veramente l’euforia. «Il secondo posto in classifica a tre giornate dalla fine – ha detto Francesco Panfili – per noi è un grande risultato. Mancava alla Samb da tanto tempo. Il merito della nostra crescita va suddiviso tra la famiglia Fedeli, lo staff tecnico e i giocatori. Non molleremo nulla, in questo rush finale. L’esperienza in rossoblù – ha concluso il direttore sportivo – mi ha aiutato tantissimo nella crescita professionale. La mia priorità è quella di restare a San Benedetto del Tronto, dove c’è tanta voglia di sognare». Dichiarazioni che si aggiungono a quelle fatte a inizio settimana da Eziolino Capuano. «Nessuno conosce la serie C meglio di me». […]

Ore 18.30 – (Messaggero Veneto) «Nocciolini? A Pordenone non sta rendendo positivamente. Abbiamo evitato di buttar via tanti soldi. Anche se domenica dovesse farci quattro gol, ho avuto ragione io su questa questione». Non ha paura di esprimere la sua opinione al Corriere Adriatico Andrea Fedeli, amministratore delegato della Sambenedettese, relativamente al mancato acquisto a gennaio di Manuel Nocciolini, attaccante di proprietà del Parma e ora in neroverde. Anche la Samb l’aveva cercato e trattato, salvo poi rinunciare all’affare.Proprio la punta potrebbe essere uno dei protagonisti dell’incontro: la dichiarazione del dirigente della Samb può stuzzicare la sua voglia di dimostrare che non è il giocatore visto in questi mesi a Pordenone, dove ha segnato un solo gol in 12 partite. Rossitto sta valutando se far giocare Nocciolini centravanti oppure come esterno destro del 4-3-3 come nel secondo di tempo di Vicenza, in cui si era espresso bene. Il tecnico ha tutti a disposizione tranne Caccetta, ai box per un problema alla tibia. […]

Ore 18.00 – (Messaggero Veneto) Una sola stagione in neroverde e non da titolare. Eppure Nicola Valente ricorda con piacere l’anno in riva al Noncello. Così l’attaccante della Sambendettese, arrivato nelle Marche dopo un gran torneo a Siracusa in C, alla sua prima volta al Bottecchia da ex ha deciso che non esulterà in caso di gol: «Non ho dubbi: non voglio mancare di rispetto a persone che sento tuttora e agli amici che ho lasciato a Pordenone».È’ una scelta sincera, quella del 26enne veronese, che in neroverde nel 2015-2016 ha disputato la sua prima stagione da professionista dopo cinque tornei disputati nel Legnago in serie D. «Ho in mente tante belle immagini di quel campionato – afferma -. Eravamo un gruppo splendido e, anche chi giocava poco come me si sentiva parte della squadra. Siamo arrivati secondi e alla semifinale playoff col Pisa non solo per i valori tecnici, ma anche perché eravamo uniti».Con Pasa e Ingegneri, oggi rispettivamente a Cittadella e a Palermo, Valente si sente ancora spesso. Con Stefani, capitano neroverde, domenica scambierà la maglia. Rapporti veri che continuano nonostante la distanza. «Per me quel campionato è stato determinante nel processo di crescita – spiega -. Ho imparato tanto e, fuori dal campo, sono stato bene. Per questo non voglio esultare, anche se naturalmente spero di vincere».La Samb, infatti, arriva a Pordenone con l’obiettivo di conservare il secondo posto. «Vogliamo consolidare ciò che abbiamo fatto sinora – continua Valente -. La piazza d’onore dà grandi vantaggi nei playoff. Non vogliamo perderla ora: noi affrontiamo le ultime tre partite come fossero una finale, a cominciare naturalmente dalla gara del Bottecchia». […]

Ore 17.30 – (Messaggero Veneto) Il Pordenone domenica dovrà battere anche la tradizione sfavorevole. Perché è tale quella che la squadra neroverde ha con la Sambenedettese, attesa al Bottecchia alle 16.30. Nella tre sfide giocate nel corso dell’ultimo anno e mezzo, infatti, i ramarri non solo non hanno mai vinto con i marchigiani: hanno disputato anche partite o al di sotto delle loro potenzialità oppure patito errori individuali pesanti. Insomma, serve sconfiggere anche il tabù Samb per consolidare il proprio posto nei playoff e poi aspettare fiduciosi i risultati delle gare di domenica 29 aprile, quando Stefani e soci riposeranno. Partiamo con la prestazione opaca del match di ritorno della scorsa stagione. A San Benedetto del Tronto, l’ultima giornata di campionato, il Pordenone di Tedino può ancora sperare nel secondo posto dietro al Venezia in caso di pareggio o ko del Parma con la Reggiana. Deve naturalmente vincere in trasferta e in emergenza con una squadra, quella rossoblù, già certa di una posizione nei playoff – piazzamento già lusinghiero essendo una matricola. Esce un incontro rocambolesco: i locali vanno in vantaggio al 30′ in seguito a un’autorete di Marchi, quindi vengono ripresi 12′ dopo un rigore trasformato da Burrai. Nella ripresa il match sembra indirizzarsi verso un pari ma nei minuti finali la svolta: Mancuso sigla il 2-1 al 43′ e, al terzo minuto di recupero, Burrai viene espulso perché colpisce al volto con una gomitata Candellori. Il regista verrà squalificato per tre turni e tornerà solo nella sfida playoff col Cosenza, dopo essere stato fuori con Bassano e Giana Erminio. […]

Ore 17.00 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 16.40 – Qui Guizza: Biancoscudati sempre in campo col 4-3-1-2.

Ore 16.20 – Qui Guizza: inizia la ripresa della partitella.

Ore 16.00 – Qui Guizza: Padova schierato col 4-3-1-2, con Belingheri alle spalle di Guidone e Sarno.

Ore 15.40 – Qui Guizza: in programma l’amichevole in famiglia con gli Allievi nazionali.

Ore 15.20 – Qui Guizza: lavoro atletico.

Ore 15.00 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per l’allenamento.

Ore 14.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) […] Per il tecnico biancorosso ci sarà la possibilità di scegliere in attacco, mentre l’assenza di Bianchi, che non ha un sostituto naturale in rosa, potrebbe anche far pensare all’allenatore dei berici di modificare il 3-5-2 finora sempre adottato, andando a scegliere il 4-2-3-1, uno schieramento che la squadra conosce bene per averlo già sperimentato sia con Alberto Colombo che con Nicola Zanini. Per ora solo ipotesi, ma nel caso Lerda decidesse di confermare il 3-5-2, potrebbe schierare Jakimovski a sinistra e Giraudo a destra, anche se il giovane di scuola granata è un mancino puro e a destra si adatta a fatica. Meno problematica sarebbe la scelta del 4-2-3-1 con la difesa a quattro composta da Malomo, Milesi, Crescenzi e Beuratto, due mediani con Alimi e Romizi in vantaggio su Salifu e Tassi, De Giorgio, Giorno e Giacomelli dietro a una punta centrale con Ferrari favorito sul rientrante Comi.

Ore 13.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Sabato scorso nel buon 1-1 di Perugia aveva tirato il fiato in panchina, consentendo a Pippo Inzaghi di rispolverare Marsura. Un breve riposo è bastato ad Alex Geijo per rimettere subito i panni del trascinatore di un Venezia che contro la Virtus Entella ha raccolto tre punti, meritati e fondamentali, in chiave-playoff. Con il 2-0 rifilato ai liguri sono 7 successi nelle ultime 8 uscite al Penzo, accelerata provvidenziale per consolidare il 7. posto (raddoppiando a +4 il vantaggio sul Foggia, nono) dopo 4 partite senza vittorie. L’uomo copertina ad ogni modo è senza dubbio Geijo, elogiato nel post partita da mister Inzaghi che dopo lo stupore per le parole del collega Aglietti («La partita l’hanno fatta loro? Bah l’importante comunque è vincere») ha benedetto la seconda giovinezza del suo centravanti. «Sono contento, ho fatto gol e servito l’assist a Falzerano per il 2-0, a me però non piace mai parlare troppo dei singoli allarga la prospettiva il 36enne spagnolo, ora a 5 reti con Litteri a -1 da Zigoni . Credo che tutto il Venezia abbia disputato una grande partita controllandola dall’inizio alla fine. Forse solo all’inizio abbiamo concesso qualche tiro da fuori area, senza però mai soffrire davvero». L’ex Udinese ha agito da collante tra centrocampo e il fronte offensivo, come sempre non tirandosi indietro quando c’è stato da fare sportellate, non a caso riuscendo a far ammonire due avversari Cremonesi e Crimi (come Stulac con Ceccarelli e Pellizzer). «I playoff? Non centrarli non sarebbe certo un disastro, non era questo il nostro obiettivo di partenza però, visto cosa stiamo facendo da neopromossi, ora non ci possiamo né vogliamo nascondere. Mancano sei partite, siamo lì dall’inizio quindi non andarci sarebbe un vero peccato, ma noi ci crediamo moltissimo, anche per far tagliare un altro grande traguardo a una squadra come la nostra che non era stata costruita per puntare così in alto». […]

Ore 13.00 – (La Nuova Venezia) […] La guida del Venezia nel girone di ritorno è senza dubbio Alexandre Geijo, il centravanti che a gennaio doveva (forse) partire e che invece non solo è rimasto (è partito Moreo), ma ha iniziato a segnare (Cesena, Ascoli, Cittadella e Entella), avendo finalmente trovato quella condizione fisica mai raggiunta nella prima parte della stagione. Un gol, quello che ha sbloccato il risultato, e un assist, a Falzerano, martedì sera contro i liguri di Aglietti. «Protagonista? Non mi è mai piaciuto palare dei singoli», ha osservato Geijo, doppiamente motivato dopo la nascita a fine marzo del primogenito Enzo, «Anche perché è stata la squadra a conquistare i tre punti, controllando la partita dall’inizio alla fine e concedendo solo tiri dalla lunga distanza all’Entella. Sono tre punti molto pesanti».Geijo è stato uno dei punti di diamante della campagna rafforzamento di Giorgio Perinetti nell’estate 2016, risultando tra i grandi protagonisti della vittoria in campionato e della conquista della Coppa Italia lo scorso anno.La squadra di Inzaghi adesso più che mai culla il sogno dei playoff. «Speriamo di coronarlo. Non era il nostro obiettivo iniziale, ma non possiamo nasconderci. Mancano poche partite e siamo lì, dobbiamo provarci. Con l’Entella siamo finalmente riusciti a chiudere la partita, mentre in altre occasioni, pur andando in vantaggio, non era successo». […]

Ore 12.30 – (Mattino di Padova) Il Campodarsego torna da Crema con il rammarico di aver sciupato una grossa occasione per ipotecare la finale della Coppa Italia di Serie D. Un palo ed un rigore sbagliato sintetizzano la doppia opportunità che la squadra di Fonti ha avuto, e sprecato, sempre con Kabine, per aggiudicarsi la semifinale d’andata contro i lombardi e mettere in discesa la partita di ritorno, in programma il 2 maggio alle ore 15, allo stadio “Gabbiano”. Gara dai due volti. È stata una partita in cui il Crema si è espresso meglio nel primo tempo, mentre dopo l’intervallo è uscita la qualità dei padovani, che hanno avuto la possibilità di conquistare il successo. […] Dopo un batti e ribatti pericoloso in area del Crema al 31′, al 35′ l’arbitro fischia il rigore, per un fallo netto di Scietti: Kabine calcia dagli undici metri, ma Marenco intuisce la direzione e para. Al 37′ ancora Kabine, solo davanti alla porta, sbaglia la conclusione di testa. Ultima occasione al 46′, con Aliù protagonista di un buon dribbling in area, ma il suo tiro finisce sull’esterno della rete.

Ore 11.50 – (Gazzettino) «Dobbiamo ripartire dalla grinta e dalla voglia di fare che abbiamo messo nelle ultime due partite. Poi se riusciamo a concretizzare sotto porta, arriveranno anche soddisfazioni importanti». Enrico Pezzi fotografa così il pareggio con il Palermo, secondo 0-0 di fila dopo quello con il Parma al Tardini. La vittoria manca da sette partite, anche se con i rosanero la truppa di Venturato avrebbe meritato di più. «Non abbiamo trovato il gol, ma abbiamo avuto occasioni importanti e ci si è messo anche un pizzico di sfortuna dato che abbiamo colpito due pali, e ne abbiamo sfiorato un altro. Ci manca un po’ di lucidità, però la strada è giusta perché abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Con Palermo e Parma abbiamo comunque invertito il trend che avevamo ultimamente, per cui dobbiamo ritenerci soddisfatti». Tanto più che avete dimostrato di essere all’altezza di una formazione blasonata come quella siciliana. «Sì, l’allenatore ci dispone bene in campo e sappiamo cosa dobbiamo fare: ce la giochiamo alla pari con qualsiasi avversario. Per tutta la partita abbiamo creduto nella vittoria, dobbiamo essere fiduciosi in vista dei prossimi impegni. Non abbiamo corso pericoli in difesa? Abbiamo fatto quadrato cercando di dare il massimo su tutte le palle. Magari non siamo bellissimi perché mettiamo la palla sopra e accorciamo, però cerchiamo di essere concreti e organizzati concedendo poco e provando a fare il massimo davanti». […]

Ore 11.30 – (Mattino di Padova) Filippo, finalmente è arrivata la prima da titolare nel Cittadella, dopo lungo tempo… «Personalmente sono molto soddisfatto. Ci trovavamo di fronte ad una squadra importante, con valori da Serie A, e penso che siamo riusciti a reggere molto bene l’urto. Sono contento perché poteva non essere facilissimo gestire una partita importante come quella con il Palermo, l’avversario era di quelli che non ti lasciano margine d’errore e dovevo essere attento sotto tutti i punti di vista. Mi ritengo soddisfatto, speriamo lo sia stato anche il mister». È anche andato vicino al gol in un’occasione, sarebbe stato il coronamento di una serata da protagonista. «Sì, è vero, ho avuto la possibilità di segnare, ma non è andata. Forse sarebbe stato addirittura troppo bello tornare in campo da titolare e trovare immediatamente la gioia personale, tuttavia sono convinto che il gol arriverà, perché si tratta di un qualcosa che è ampiamente nelle mie corde. Diciamo che me lo sono tenuto per una delle prossime partite, che, si spera, saranno forse più fondamentali di questa». Contro i siciliani avete fatto la gara dall’inizio alla fine. Significa che il peggio per il Citta è passato? «Stiamo attraversando un buon momento, dopo qualche risultato non esaltante. Nelle ultime due gare, ad esempio, è vero che abbiamo ottenuto due 0-0, ma le squadre affrontate si chiamavano Parma e Palermo, non proprio avversari che si accontentano del pari. Già nella trasferta di Parma avevamo avuto buone sensazioni, che sono state confermate l’altra sera. Tecnicamente, sia da parte mia che di tutta la squadra non è stata la miglior partita da noi disputata, forse ci sarebbe stato bisogno di un po’ più d’intensità e di qualche ricamo in meno. Stiamo entrando nella parte finale della stagione e lo stiamo facendo con convinzione e personalità». […]

Ore 11.10 – (Mattino di Padova) Nella seduta di ieri mattina il gruppo granata si è diviso in due parti: i 14 scesi in campo martedì sera hanno svolto un lavoro di scarico con il preparatore atletico Redigolo, chi invece non ha giocato si è regolarmente allenato agli ordini di Venturato, che ne ha approfittato per un po’ di calcio-tennis e per analizzare la parte tattica. Il Citta si prepara ad affrontare l’ostica trasferta di Salerno con tutti gli effettivi a disposizione, compreso il rientrante Salvi, arruolabile per il match in terra campana. L’unico da valutare è Pelagatti, uscito nel primo tempo contro il Palermo: si parla di un affaticamento muscolare, che sarà valutato con il passare dei giorni. […]

Ore 10.40 – (Gazzettino) «Speriamo arrivi la quarta – esordisce Sarno – e sicuramente questa è una settimana particolare, ma stiamo preparando la partita allo stesso modo delle precedenti. Lunedì ho seguito il posticipo a casa di Guidone, è stata una bella sofferenza e alla fine è andata bene». La palla passa infatti al Padova: «La cosa più importante è portare a casa la vittoria; il fatto di chi segna è indifferente, anche se naturalmente per me sarebbe una cosa piacevole». Anche perché il giocatore, pur decisivo nei derby a Vicenza e Bassano con giocate che hanno propiziato le marcature dei compagni, non ha ancora espresso all’ombra del Santo tutto il suo potenziale: «Sicuramente per me sono stati mesi difficili, ma grazie a compagni, staff e società ne sto venendo fuori, speriamo con la promozione, così si resetta tutto e si parte ancora più forti l’anno prossimo. Il vero Sarno conclude – si è visto poco o niente perché io so quello che posso dare e non ho ancora dimostrato quel valore che si aspettano un po’ tutti». […]

Ore 10.30 – (Gazzettino) Lunedì sera hanno seguito insieme in tv il posticipo pareggiato in casa dalla Reggiana, insieme alla Samb unica squadra che potrebbe teoricamente ancora soffiare al Padova la promozione, e ventiquattro ore dopo sono stati entrambi ospiti della festa organizzata dal club Aicb Amissi Biancoscudati. Sia Vincenzo Sarno, ancora a secco di reti, che Marco Guidone, a cui manca un gol per andare in doppia cifra, avrebbero buoni motivi per sognare il loro sigillo più importante dato che a Fermo, classifica alla mano, il Padova con una vittoria avrebbe la certezza matematica del trionfo, indipendentemente dai risultati degli altri campi. Per l’uno e per l’altro, però, la gioia personale in questo caso passa in secondo piano. La punta di Secondigliano ha già festeggiato tre promozioni in serie B con Lanciano, Virtus Entella e un anno fa a Foggia.

Ore 10.20 – (Gazzettino) Dei settecento biglietti disponibili per il settore ospiti dello stadio Bruno Recchioni di Fermo fino a ieri ne sono stati acquistati 510. I tagliandi sono disponibili fino alle 19 di sabato al costo di 10 euro più diritti di prevendita sul sito bookingshow.it o nell’unico punto vendita in città, alla totoricevitoria Casa Fortuna in via Baiardi, zona Mortise, all’interno del centro commerciale La Corte. Non serve la tessera del tifoso e il giorno della gara, che avrà il calcio d’inizio alle 16.30, i botteghini resteranno chiusi. Seguiranno domenica la squadra a Fermo l’Aicb con un pullman già esaurito e i ragazzi della Fattori che si muoveranno con mezzi propri, con ritrovo alle 10 al centro sportivo Gozzano alla Guizza. Ieri intanto la squadra si è allenata per un paio d’ore nel pomeriggio. È rientrato in gruppo Trevisan, mentre hanno lavorato a parte, oltre a Madonna e Gliozzi, Pulzetti per un affaticamento muscolare e Contessa per un colpo alla caviglia. Nelle esercitazioni Bisoli ha schierato a sinistra, al posto dell’ex Lecce, Zambataro, dando spazio a destra a Salviato. In mediana Mandorlini, Pinzi e Mazzocco con Belingheri trequartista alle spalle della coppia d’attacco Guidone e Capello. […]

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) È stato il giorno più traumatico, non me l’aspettavo perché avevo sempre messo tutto l’impegno. Ma le scelte le fa il mister e bisogna accettarle». Tempo tre settimane da quell’episodio e si ritrova titolare per la prima volta in una sfida-chiave contro il Pordenone. E da lì non esce più dall’undici. «Una grande gioia. Ho provato a giocare in modo semplice, sono soddisfatto delle mie prestazioni, anche se avrei potuto dare qualcosa di più. Ho cercato di fare la cosa più semplice, avrei potuto puntare l’uomo più spesso, ma non ho voluto esagerare e rischiare. Altrimenti, chi lo sente Bisoli? Scherzi a parte, credo di essere cresciuto molto caratterialmente grazie al “martellamento” quotidiano del tecnico». […] Sarà per i suoi 19 anni, ma contro l’Albinoleffe è sembrato tra i giocatori meno tesi in campo: «Era la partita più importante della mia carriera e mi sono fatto trasportare dall’entusiasmo. Come tutti, accusavo un po’ d’ansia all’inizio, ma con il passare del tempo e dopo qualche buona giocata che mi è riuscita mi sono rilassato completamente». Come vive la settimana che porta alla sfida decisiva di Fermo?«Con serenità, allenandomi bene. È la partita più importante, speriamo di portarla a casa per poter gioire».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Per trovare lo sprint vincente il Padova si affida ad un… mezzofondista. Che, detta così, sembrerebbe anche un controsenso, visto che il traguardo è ad un passo e manca solo l’ultimo scatto da centometrista. Invece l’arma in più biancoscudata di questo periodo è uno che il mezzofondista l’ha fatto per davvero, e non potrebbe essere altrimenti viste le sue origini. «Non sei un vero etiope se non ti cimenti in questa specialità», sorride Eyob Zambataro, titolare indiscusso nelle ultime tre partite dopo un’intera stagione passata a faticare nelle retrovie. […] «Non nego che, dopo aver giocato pochissimo nella prima parte di stagione, ho pensato anche di cambiare aria», rivela Zambataro. «Avevo parecchi dubbi, ho ragionato e parlato con il mio procuratore, ma alla fine ho scelto di restare, per giocarmela sino in fondo. Ho fiducia nelle mie possibilità, sapevo che avrei potuto risultare utile e, quando sono stato chiamato in causa, credo di aver sempre dato il massimo». Nemmeno da gennaio in poi, in ogni caso, è stata una passeggiata: «Il momento peggiore per me è coinciso con la mancata convocazione per la gara di Bassano.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Al momento, la formazione anti-Fermana è un rebus complesso da decifrare. Anche perché ci sono due pilastri del Padova in dubbio. Il primo è il capitano Nico Pulzetti, che continua ad allenarsi a parte per il problema muscolare alla coscia che si trascina da una settimana. Lunedì ha fatto un’ecografia di controllo che ha dato esito negativo, non ci sono lesioni, anche se il centrocampista non sta ancora bene. Difficile fare una previsione, ma non è escluso che Bisoli si comporti come contro Bassano e Albinoleffe, tenendosi la carta Pulzetti per la seconda parte di gara. L’altro giocatore che non si è allenato nemmeno ieri in campo è Sergio Contessa, che da un paio di settimane convive con una fastidiosa distorsione alla caviglia. Lo staff tecnico sta monitorando la situazione, gli ha proposto un lavoro personalizzato e l’impressione è che possa essere disponibile a Fermo. […]

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Non decolla la prevendita per la sfida di Fermo di domenica 22. Sarà per la distanza della città marchigiana o per la considerazione che è solo il primo dei tre match point a disposizione dei biancoscudati, fatto sta che ieri sera il dato dei biglietti strappati per il settore ospiti dello stadio “Recchioni” si è attestato a quota 510. A questo punto non è da escludere che entro sabato si possa raggiungere il “tutto esaurito” (la capienza del settore è di 700 spettatori) ma, visto l’andamento dei primi due giorni, difficilmente sarà necessario chiedere, per il club biancoscuato, ulteriori biglietti. Così come, anche per la contemporanea disputa della Maratona, non sono previsti maxischermi in città per la visione collettiva della partita. […]

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) «Potrebbe essere il giorno più bello della mia vita, lo aspetto da quattro anni». Occhi lucidi e sonno che se ne va. […] Edoardo Bonetto non si sbilancia, ma sulla promozione in Serie B del suo Padova ha lavorato per mesi in silenzio assieme a papà Roberto, presidente del club biancoscudato. […] «In queste settimane è stato un susseguirsi di emozioni di ogni tipo, positive e negative. Abbiamo giocato la miglior partita della nostra gestione con il Pordenone, poi ci siamo fermati a Trieste e abbiamo pareggiato con l’Albinoleffe. I campionati si vincono anche con i pari, nessuno a inizio anno pretendeva di dominare il campionato. Ma noi siamo in testa al girone B della Serie C da fine ottobre. Ora manca l’ultimo sforzo e domenica contro la Fermana per me sarà una partita speciale». Sembra quasi un segnale del destino, per chi aveva vissuto il suo momento più bello da calciatore proprio con la maglia della Fermana, con lo spareggio playout vinto contro il Taranto e con la convocazione nella Rappresentativa Under 20 della Serie C di allora. «Quello è stato un giorno fantastico, che non dimenticherò mai. E con me c’era un certo Trevor Trevisan – sorride Bonetto – ma lui si vedeva che era bravo e che avrebbe fatto strada, mentre io ero scarso (ride, Ndr ). Domenica lui magari sarà in campo, io sarò in tribuna a soffrire, spero per l’ultima volta. Stavolta dipende tutto da noi, se vinciamo non dovremo neanche sentire cosa fanno le avversarie, non sarà necessario. E sarebbe bello chiudere con un successo, ce lo meriteremmo dopo tutto quello che abbiamo fatto quest’anno». […]

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