Live 24! Reggiana-Padova, -3: prosegue il lavoro settimanale all’Appiani, con l’entusiasmo alle stelle…

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Ore 20.30 – (Il Piccolo) Se la Triestina è progressivamente scivolata fuori dalla zona play-off, è anche perché non segna più. Quell’attacco che era rimasto a lungo come il più forte del girone con numeri e medie da capogiro, ormai va in gol con il contagocce: dall’esuberante e per certi versi sorprendente prolificità della prima parte di campionato, è subentrata poi una grigia sterilità. E se fosse una curva che illustra le azioni di una società, dopo l’impennata iniziale la linea traccerebbe una costante discesa che negli ultimi tempi è divenuta addirittura una caduta libera. Lo spiegano bene i numeri. Nel girone di andata la Triestina ha realizzato ben 28 gol (in 17 partite), risultando la più forte del girone e mantenendo l’ottima media di 1,64 reti a match. Nel girone di ritorno invece, quando mancano solamente due incontri alla fine della stagione (quindi 15 partite giocate), gli alabardati hanno realizzato solamente 12 reti, precipitando a una media di 0,8 reti a match. Insomma nella seconda parte di stagione la Triestina ha viaggiato esattamente alla metà del ritmo di gol segnati rispetto all’andata. Ma anche questo dato non la dice tutta sulla progressiva sterilità dell’Unione, perché in qualche modo “drogato” dai 5 gol realizzati nelle sfide contro Renate e Albinoleffe. Se infatti andiamo a vedere solamente le ultime 9 partite, scopriremo amaramente che gli alabardati sono andati in gol appena 5 volte. Questo significa che negli ultimi due mesi la Triestina ha peggiorato ulteriormente la situazione e ha viaggiato alla misera media di 0.55 a partita. Non solo non sono numeri da play-off, ma sarebbero numeri che se tenuti lungo tutto l’arco di un torneo porterebbero alla retrocessione. Basti pensare che anche l’attacco più scarso del girone, che è proprio quello del Fano che ha appena vinto al Rocco, ha una media di 0.75 gol a incontro, ben superiore dunque a quella che sta tenendo l’Unione negli ultimi due mesi. […]

Ore 20.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Un sondaggio per capire dove i tifosi vogliano giocare in casa l’anno prossimo. È questa l’ultima iniziativa lanciata dal presidente del Mestre Stefano Serena, che ieri ha aperto un sondaggio pubblico sulla pagina Facebook della società nel quale chiede ai propri sostenitori di esprimere la preferenza sulla struttura che ospiterà le partite casalinghe degli arancioneri nella prossima stagione. Le scelte ricadono su quattro impianti: quello attuale, il Mecchia di Portogruaro (con il quale il Mestre ha già l’opzione di rinnovare l’accordo stipulato quest’anno), il Penzo di Venezia, l’Euganeo di Padova ed il Tombolato di Cittadella. I tifosi avranno circa due settimane di tempo per esprimere il proprio parare, al termine della quali Serena vedrà come procedere. «Vogliamo capire se Portogruaro sia ancora l’opzione più gradita per i nostri tifosi – spiega Serena – ed è un primo passo per eventuali sondaggi che faremo con le società coinvolte. Al momento non ho ancora contattato nessuno, ed ovviamente per far sì che l’operazione vada in porto sarà necessario il via libera di società, questura e comune interessati». A prescindere da quale sarà il risultato del sondaggio, il Mestre dovrà presentare entro il 15 giugno il documento in cui sarà indicato l’impianto che ospiterà le partite casalinghe, ma burocrazia a parte salta all’occhio il fatto che tre dei quattro impianti selezionati possano, eventualmente, ospitare anche la serie B. «Questo ovviamente è una cosa in più, ma non voglio influenzare nessuno con le mie parole. Di sicuro possiamo affermare come il Padova ci debba un favore con tutti i punti che abbiamo tolto alle dirette inseguitrici nella loro corsa alla promozione – scherza Serena – ma questo non cambia nulla, perchè alla fine saranno i tifosi ad indicarci la loro idea». […]

Ore 19.30 – (La Nuova Venezia) Tifosi arancioneri, quale stadio preferite per le partite in casa del Mestre nella prossima stagione? La società del presidente Serena lancia un sondaggio fra i propri sostenitori. Il sondaggio terrà in considerazione i quattro stadi più vicini alla città e già a norma per disputare i campionati professionistici, escludendo quindi a malincuore il “Baracca”. Gli impianti su cui i tifosi saranno invitati ad esprimere la loro opinione saranno quindi il “Pier Giovanni Mecchia” di Portogruaro, che ha ospitato anche quest’anno le partite in casa della squadra di Zironelli, e poi il” Pier Luigi Penzo” di Venezia, lo stadio “Euganeo” di Padova e il “Piercesare Tombolato” di Cittadella. […] Il sondaggio sarà pubblicato a breve sulla pagina ufficiale di Facebook dell’Ac.Mestre e del risultato finale verrà tenuto conto per chiedere la disponibilità (da verificare) delle società sportive, delle questure e delle amministrazioni locali interessate.

Ore 19.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) […] La necessità per il Vicenza, proprio nella settimana dell’asta, è quella di una vittoria per evitare i playout, ma il Bassano vuole arrivare più in alto possibile nella griglia playoff e provare a recuperare almeno il quarto posto momentaneamente perduto. «Speriamo possa essere una bella partita e speriamo di essere più bravi noi rispetto a quanto abbiamo fatto col Gubbio – spiega l’allenatore Giovanni Colella – domenica scorsa la squadra non mi è piaciuta sotto tanti punti di vista. Non mi aspettavo un passo falso simile, speriamo che sia stata solo una giornata storta e di riuscire a lasciarcela alle spalle il prima possibile, già da domenica al Menti». Guarda caso, l’avventura di Colella a Bassano iniziò proprio dal Vicenza, partita persa all’andata 1-0 al Mercante. Motivo in più per prendersi una rivincita.

Ore 18.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Quattro gol in due partite, tre vittorie consecutive, l’imbattibilità che dura ormai da un mese e mezzo tra le curve del velodromo. Nel momento decisivo del campionato, quando a soli 180 minuti dal termine della stagione si decide la griglia playoff, il Pordenone ha ritrovato uno stadio davvero amico, sovvertendo così una tendenza pericolosa che vedeva la squadra di Leonardo Colucci prima e di Fabio Rossitto poi faticare quasi sempre di fronte al proprio pubblico. Sul più bello, il ramarro si è ricordato di avere una tana. I neroverdi non vincono in trasferta dalla gara di Gubbio, ossia dalla prima panchina del Rossitto-ter. Ma adesso poco importa, perché il rush finale fatto di soli novanta minuti sarà tutto concentrato tra le tribune del Bottecchia. E lo stadio velodromo è tornato non soltanto un fortino, ma anche il teatro dello spettacolo. Otto gol nelle ultime due partite, due vittorie contro squadre che in quel momento si trovavano al secondo posto in campionato. La legge del Bottecchia è tornata in vigore dopo mesi di sospensione della sua efficacia. Le partite contro Reggiana e Sambenedettese hanno consegnato a Rossitto più concretezza che speranza: lo scontro finale con il Renate, una partita determinante per l’accesso alla post-season, si giocherà proprio in città, e la squadra brianzola leggendo le statistiche si potrà spaventare. […]

Ore 18.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Che il Padova sia salito in serie B con 180 minuti d’anticipo è il risultato di una costanza di prestazioni, non eguagliata dalle inseguitrici, come pure da alcuni dati in controtendenza rispetto all’andamento generale. Dal confronto con il Pordenone emergono indicazioni chiare. In generale, le vittorie in casa di tutte le squadre del girone B in Lega Pro sono state quasi il 50% in più di quelle ottenute in trasferta: 115 contro 80. La squadra di Bisoli invece i 16 successi ottenuti finora li ha quasi spartiti a metà: 9 dentro e 7 fuori. I neroverdi accentuano il dato generale, avendo conquistato 3 punti tutti assieme 7 volte al Bottecchia e in 4 occasioni altrove. Se ultimamente lo stadio velodromo cittadino sta ridiventando un fortino, nei numeri ridotti l’andamento lontano dal Noncello resta fra i più bassi. Mentre i biancoscudati hanno offerto una grande continuità di rendimento, tante sono state le avversarie iscritte alla corsa al primo posto, ma tutte procedendo a singhiozzo. Nel corso dei mesi a tallonare il Padova si sono avvicendati sopratutto Bassano, Renate, Sambenedettese, FeralpiSalò e Reggiana. Nessuna che abbia saputo tenere il passo dei rivali per un lungo lasso di tempo. Il Pordenone si è generalmente tenuto a debita distanza, dopo un avvio promettente. Qualche scivolone lo hanno accusato pure i padovani, producendo ai loro sostenitori alcuni patemi, ma hanno centrato una promozione anticipata di fatto mai messa in discussione. […]

Ore 17.30 – (Messaggero Veneto) Sei posti a disposizione, nove squadre in lizza: Bassano (47), Mestre, Feralpi (46), Pordenone (45), Renate (44), Albinoleffe (43), Triestina e Ravenna (42), Fermana (38). I vicentini, la formazione di Salò e i ramarri devono ancora osservare il turno di riposo. Da come si capisce è molto combattuta la volata playoff nel girone B di serie C, tanto che la squadra di Rossitto può addirittura arrivare quinta (e affrontare i primi due turni di casa), ma allo stesso tempo rischia di non centrare gli spareggi promozione – qualora non dovesse superare in casa il 6 maggio il Renate. Se il torneo finisse adesso, i neroverdi affronterebbero nel primo match la Feralpi in trasferta. Ma può succedere ancora di tutto. Innanzitutto vanno analizzate le possibilità che il Pordenone ha di prendere parte agli spareggi promozione: sono tutto sommato alte, in quanto se da un lato è vero che la formazione cittadina deve ancora riposare; dall’altro lo scontro diretto in casa con lo stesso Renate – ora nono in classifica, che si trova un punto sotto ai ramarri – offre un bel match-point per centrare la qualificazione. Il turno di questa domenica è da seguire con attenzione: l’Albinoleffe va a giocare sul campo di una Samb in difficoltà, perlomeno per quanto visto al Bottecchia; il Renate affronta la Fermana in casa (e potrebbe togliere di scena una pretendente alla post-season); la Triestina va in casa di una FeralpiSalò che termina la sua stagione regolare (riposerà all’ultima) mentre il Ravenna ospita un Alto Adige già certo della qualificazione alla post-season. […]

Ore 17.00 – (Messaggero Veneto) La formula dei playoff è cambiata rispetto all’anno scorso. Il primo turno – l’11 maggio – mette di fronte le squadre dal quinto al decimo posto di ogni girone. Si tratta di una gara unica, in casa della formazione meglio piazzata durante la stagione regolare. Non sono previsti supplementari o rigori in caso di parità al 90: passa chi si è comportato meglio in campionato. Gli accoppiamenti: la quinta classificata affronta la decima; la sesta gioca con la nona e la settima con l’ottava. Chi vince passa al secondo turno in cui entra in gioco la quarta forza della regular season, sfidando la peggio classificata delle tre vincenti. Anche qui si gioca sul campo della squadra meglio piazzata in campionato: in campo il 15 maggio, senza supplementari né rigori. Al termine del match, in caso di parità, passa la meglio classificata. Si tratta dell’ultimo scontro interno al girone: chi avanza stacca il pass per la fase nazionale, cui prendono parte 10 squadre: le sei che risultano vincenti degli incontri della fase playoff dei tre gironi; le tre squadre terze classificate di ogni girone al termine della stagione regolare (che entrano ora in gioco) e la squadra vincitrice della coppa Italia di serie C. […]

Ore 16.30 – Qui Appiani: termina l’allenamento.

Ore 16.00 – Qui Appiani: partitella finale.

Ore 15.40 – Qui Appiani: prove tecniche di 4-3-3.

Ore 15.20 – Qui Appiani: lavoro atletico di riscaldamento. A parte Pulzetti, Contessa e Marcandella.

Ore 15.00 – Qui Appiani: Biancoscudati in campo per l’allenamento.

Ore 14.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) […] «Sappiamo bene che i nostri tifosi tengono molto a questa sfida, il loro entusiasmo è fondamentale per noi l’affetto ricambiato di Pippo Inzaghi . Stiano tranquilli, per me ogni partita è una finale. Godiamoci appieno tutti assieme il poter affrontare da quinti in classifica una squadra che vuole la Serie A a tutti i costi. Una corazzata come il Palermo avrà timore di noi e questa è una grande cosa, ce la giocheremo a testa alta e con il petto gonfio, io ci ho creduto fin dal ritiro, con il lavoro ci siamo meritati di poter pensare in grande». Inzaghi non dà peso alle voci di un suo possibile addio il 30 giugno, alla scadenza naturale del suo contratto. «Non è il momento di parlarne, penso non ci siano problemi ma prima c’è un sogno da portare avanti. Ho un ottimo rapporto con la società, a bocce ferme ci siederemo valutando se si potrà continuare o no. Viviamo alla giornata, ci attende un’altra di quelle gare senza nulla da perdere, con la nostra sana follia possiamo sovvertire i pronostici sfavorevoli, ci è riuscito parecchie volte e ci riproveremo domani sera. La vittoria di Novara ci dà grande slancio, manca l’ultimo sprint e ce la mettiamo tutta». Contro il Palermo (privo dei big Nestorovski e Coronado) mancheranno gli infortunati Frey (pronto per martedì a Vercelli) e Pinato, con Geijo in dubbio per un problema al gluteo. […]

Ore 14.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Frey e Pinato fuori causa, Geijo in forte dubbio per domani sera. Sono questi gli ultimi rumors che arrivano dal quartier generale arancioneroverde in vista del big-match Venezia-Palermo in programma con inizio alle 19 allo stadio Penzo. Filippo Inzaghi, che ha fatto svolgere ai suoi un allenamento molto intenso, sta pensando alle contromisure per affrontare i rosanero. In pole-position per sostituire Frey c’è Bruscagin, che ha già giocato (e segnato) a Novara, mentre in difesa rientrerà Andelkovic dopo il turno di riposo che l’allenatore gli ha riservato al Pioli. Per sostituire Pinato ci sono quattro opzioni: quella più offensiva riguarda Fabiano, già impiegato a Novara e che ha convinto, ma nelle ultime ore si sta facendo strada pure la candidatura di Soligo. Ha giocato pochissimo finora ma viene tenuto in grande considerazione da Inzaghi. […] Da Palermo, nel frattempo, arriva la notizia che allo stadio ci potrebbe essere anche Maurizio Zamparini. Un addio, il suo, che anche a distanza di anni alimenta molte polemiche fra i tifosi. C’è grande curiosità, nel caso in cui fosse presente al Penzo, per capire quale accoglienza gli riserverà quello che stadio che lo ha tanto amato ma che non gradì (eufemismo) il suo addio alla laguna.

Ore 13.30 – (La Nuova Venezia) Il Venezia vuole i playoff, il Palermo vuole la Serie A: incrocio da cuori forti domani sera (ore 19) al Penzo. Anche perché, per i tifosi arancioneroverdi, le sfide contro i rosanero di Zamparini non sono mai state partite come le altre. Il 2002 è ormai lontanissimo nel tempo, ma i ricordi non si cancellano. Inzaghi perde Pinato («Mi dispiace, una brutta tegola. Ha disputato una grande stagione venendo da due anni complicati»), non rischierà Frey («Martedì giochiamo subito, sarà pronto per Vercelli»), ma anche Geijo non sta benissimo («Ha avvertito un fastidio al gluteo. Niente di grave, ma non si è mai allenato»).Venezia che corre più del Palermo nel girone di ritorno (28 punti contro 24), in casa è diventato una “macchina da guerra” (21 punti in otto gare), mentre i siciliani di Tedino hanno avuto un rendimento a singhiozzo lontano dal “Barbera” (sette punti in otto partite) da gennaio in poi. Ieri allenamento al mattino per il Venezia con visita di una rappresentanza dei tifosi. «Calorosi, coinvolgenti, come sempre» racconta il tecnico «per loro non è una partita come le altre, ma loro sanno che per noi sono cinque finali. Ne avevamo sette, le prime due le abbiamo vinte». Senza Pinato, più probabile l’inserimento di Suciu a centrocampo che non la riconferma di Fabiano, ma solo per dare al reparto più centimetri e chili, anche per i ritorni dalla squalifica di Jajalo e Gnahorè tra i siciliani. «Ho quattro opzioni per sostituire Pinato» osserva Inzaghi, «Fabiano e Suciu, ma anche Firenze e Soligo». Venezia a sei lunghezze dal Palermo in quinta posizione. «Giocare questa partita con la classifica attuale era un sogno» aggiunto il tecnico, «possiamo scendere in campo con la mente sgombra, tenendo conto che avremo di fronte una squadra costruita per salire in Serie A e che vuole la promozione a tutti i costi. Sei punti di vantaggio sul Foggia? Meglio averli, ma non possiamo abbassare la guardia, tenendo anche conto che c’è ancora lo scontro diretto». […]

Ore 13.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) E’ il giorno delle offerte in busta chiusa. Entro le ore 12 di oggi chi intende partecipare all’asta finalizzata all’acquisizione del Vicenza dovrà depositare un’offerta che non potrà essere inferiore al prezzo base fissato: un milione 470mila euro. Nel caso l’offerta fosse inferiore, scatterà l’esclusione. E unitamente all’offerta ogni concorrente dovrà depositare, a titolo di cauzione, un assegno pari al 10% del prezzo offerto. L’apertura delle buste, se ce ne saranno, avverrà domani sempre alle ore 12. In presenza di una sola offerta il Vicenza verrà aggiudicato all’offerente al prezzo base d’asta, mentre in presenza di più offerte verrà tenuta immediatamente una gara con rialzo minimo di cinquantamila euro, partendo come base dalla più alta offerta ricevuta. L’aggiudicazione definitiva avverrà trascorsi tre minuti dall’ultima offerta senza ulteriori rilanci. Ma, cosa fondamentale, l’acquisizione della società biancorossa sarà comunque subordinata alla salvezza della squadra, mentre in caso di retrocessione in serie D al mancato aggiudicatario verrà restituito l’assegno depositato in sede di offerta di acquisto. A poche ore dal deposito delle buste pare sempre più possibile che l’asta possa andare deserta, in quanto l’incertezza legata a quale sarà la categoria in cui giocherà il Vicenza nella prossima stagione è un elemento fondamentale per far prendere tempo ai gruppi interessati al club berico. […]

Ore 12.20 – (Gazzettino) […] Il presidente granata ha assistito da bordo campo al primo tempo dell’amichevole in famiglia, ed è apparso soddisfatto. Sabato la squadra è attesa dal Foggia, la prima ad inseguire il Cittadella nella corsa ai play off, attualmente distanziata di quattro punti. Uno scontro diretto, una partita da non sbagliare. «Sicuramente sarà una partita determinante per entrambi. Non decisiva, a noi potrebbe dare il là ad una scalata della classifica, che è ancora molto corta nei primissimi posti». L’obiettivo è quello di avvicinarsi il più possibile alla vetta nelle rimanenti cinque gare. «Gioverebbe agli spareggi, non vorremmo infatti arrivare al preliminare dei play off come successo l’anno scorso, quando eravamo davvero tirati». Adesso invece si sta vedendo un Cittadella in crescita, che ha superato la mini-crisi di un mese fa e che sta bene fisicamente. «Penso che la squadra sia ben messa sotto questo aspetto – sottolinea il presidente – Basta tenere molto alta la concentrazione mentale». Andrea Gabrielli nutre grande fiducia nel gruppo, che sta lavorando sodo per arrivare tirato a lucido agli spareggi. «L’esperienza fatta l’anno scorso ci è servita. Stiamo recuperando tutti i giocatori, Venturato potrà contare su una rosa completa, vedremo di sfruttarla nel migliore dei modi». […]

Ore 12.00 – (Mattino di Padova) […] «È un mese e mezzo senza gol che faccio fatica a spiegarmi», ammette la “Freccia nera” Christian Kouamé. «Forse ho attraversato un momento meno buono fisicamente, ma ora mi sto riprendendo e spero che dopo l’assist di sabato scorso a Schenetti tornino anche i gol, magari già contro il Foggia, che ho colpito all’andata. E, comunque, l’importante è che qualcuno segni, non che lo faccia io o un altro attaccante, proprio com’è successo a Salerno. In questo senso, la vittoria all’Arechi ci ha regalato quella serenità che negli ultimi tempi era mancata: non avevamo giocato male le partite precedenti, ma sapete quanto conti vincere. E questo può aiutare anche noi attaccanti».Quale coppia? Difficilmente contro i “satanelli” Venturato rinuncerà al 20enne attaccante ivoriano, che, al di là del periodo di flessione, resta il miglior marcatore del Citta assieme a capitan Iori («Siamo tutt’e due a 9, adesso c’è una bella lotta fra di noi per arrivare davanti», scherza). Strizzolo è probabilmente quello che, per caratteristiche fisiche e tecniche, lo completa meglio. Ma Arrighini è l’ultimo ad essere andato a bersaglio e Vido ha qualità troppo importanti per non provare a recuperarlo, nonostante il momento non esaltante. «Luca è sereno», dice di lui Kouamé, sempre con il sorriso sulle labbra, «ma ha segnato all’esordio e poi basta, e sarebbe ora che tornasse a farne, perché ne abbiamo bisogno. L’intesa è buona con tutti e personalmente non ho preferenze: quando andiamo in campo, cerchiamo sempre di aiutarci». […]

Ore 11.40 – (Mattino di Padova) Allenamento doppio, mattina e pomeriggio, per gli uomini di Venturato. La seconda seduta è stata in realtà una partitella in famiglia con la Primavera, con due tempi da 35′ l’uno e molti cambi. 9-0 per i “grandi” il risultato finale, con il tecnico a mischiare le carte. In attacco sono partiti i due baby, Vido e Kouamé, mentre nella ripresa hanno giocato Strizzolo e Arrighini. Quest’ultimo è stato il vero protagonista, con 4 reti. Pelagatti continua, invece, ad essere ancora in dubbio: il difensore aretino ha svolto anche ieri un lavoro differenziato, ma potrebbe tornare in gruppo per il match. Oggi è prevista una seduta pomeridiana, mentre quella di rifinitura si svolgerà domattina. Per Iori & C. non ci saranno pause nel week end, visto che il 1º maggio saranno di nuovo in campo ad Avellino. […]

Ore 11.10 – (Gazzettino) Non era facile vincere, e lunedì sera mi sono venuti un po’ di flash di questo campionato, a cominciare dalla sconfitta 3-0 all’esordio con il Renate. Ricordo che i media ci hanno giustamente un po’ massacrato in quella occasione, e da lì siamo ripartiti. È dal 28 ottobre che siamo in vetta restando sempre lassù, il che comporta un grande dispendio di energie fisiche e mentali, per cui siamo stati bravi». Sulla scelta di trasferirsi al Padova sottolinea: «Sono contento di averla fatta, e la rifarei anche oggi. Ho creduto subito in questa società, in questo progetto e in questa città. Ma pure la possibilità di stare vicino a casa (abita a Jesolo, ndr) è impagabile e ha influito nella mia decisione. Anche se il mio è stato amore a prima vista con Padova che aveva bisogno di tornare dove merita, ossia in serie B. E la società ha creato un gruppo davvero solido nel quale ad avere visibilità siamo noi giocatori, ma dietro ci sono tante altre persone che passano in secondo piano e che sono importanti, e che voglio ringraziare». […]

Ore 11.00 – (Gazzettino) «Quando torni a giocare in uno stadio che ti ha visto protagonista è sempre bello e ritroverò anche vecchi compagni. Se segno certo che esulto, non è così che si manca di rispetto ai tifosi. E ne approfitto per dire che alcuni sostenitori della Reggiana si sono lamentati dato che lunedì sera ho pubblicato un video nel quale si sente il coro chi non salta un reggiano è: innanzitutto il coro non è partito da me e chi mi conosce sa che non voglio fare la guerra alla Reggiana, ma gioco nel Padova ed è giusto che esulti. A questa partita ci arriviamo con grande entusiasmo e senza avere nulla da perdere avendo centrato l’obiettivo, anche se il nostro allenatore non è cambiato pur avendo vinto: ci ha già detto che chi non ha voglia di allenarsi, va fuori. Lui ha già iniziato come al solito a preparare la partita». Nella cavalcata dei biancoscudati un ruolo di primo piano l’ha avuto anche Nico Pulzetti, il capitano. «Ringrazio tutti coloro che hanno pensato che il mio arrivo sia stato importante, anche se tutti hanno dato il loro contributo.

Ore 10.50 – (Gazzettino) Nella due giorni di bagordi post promozione, uno dei mattatori nei festeggiamenti è stato Marco Guidone. Proprio lui che una stagione fa indossava la maglia della Reggiana, la grande rivale dei biancoscudati in questo rush finale di campionato, e che quest’anno è stato tra i protagonisti sul campo con nove sigilli e un grande lavoro sporco al servizio della squadra. «È ancora grande l’emozione, forse adesso sto iniziando a capire quello che abbiamo fatto perché lunedì sera è stato davvero un delirio totale e abbiamo capito poco quello che è successo. È un’emozione grandissima e ce la siamo meritata. Ne abbiamo parlato anche tra di noi e con il mister, abbiamo fatto qualcosa di straordinario». […] Reggiana, dicevamo, dalla quale è arrivato in estate nell’ambito di uno scambio con Altinier e che domenica ritroverà sulla sua strada, anche se ormai la promozione è in tasca.

Ore 10.30 – (Mattino di Padova) Le “tante cose” sono anche i soldi, che hanno la loro importanza, oltre a quelle garanzie tecniche indispensabili per non fare figuracce nella categoria superiore.Le “sirene” ci sono. Ma Bisoli in cuor suo vuole restare a Padova? gli abbiamo chiesto senza tanti giri di parole. «Il sottoscritto vuole rimanere», la sua replica, «però io ho fatto tanto, la società idem. Adesso serve un confronto per capire bene dove si vuole andare». Interpretatele come volete, eppure sono frasi che lasciano trasparire l’intenzione urgente da parte di uno dei due interlocutori di stringere un patto più forte di quanto già sia. Altra domanda diretta: quali sarebbero le sue idee per l’anno prossimo? «Ho sempre detto che mi piace vincere», la risposta dell’allenatore, «il che non vuol dire che da domattina bisogna iniziare a spendere e… spandere. A Bonetto riconosco un grande merito: questa società è una delle poche ad avere i conti a posto, una delle poche che paga regolarmente e una delle poche che, prima di fare un passo, ci pensa non una, ma dieci volte per il suo stesso bene. Per mantenere un club a tali livelli è fondamentale agire così. Tuttavia…». Tuttavia? «Ci sono pure gli aspetti sportivi e tante cose, ripeto, che devono coincidere. Compreso il lato economico». […]

Ore 10.20 – (Mattino di Padova) È il gioco delle parti, e i protagonisti sono tutti bene in vista. Ma quel che Pierpaolo Bisoli ha detto ieri mattina sul prato dello stadio Appiani, quando si è ritrovato con il suo staff e con i giocatori per la ripresa degli allenamenti in vista della conclusione (rosea) del campionato, getta qualche ombra sul futuro del Padova, promosso in Serie B con due giornate d’anticipo. Perché l’allenatore di Porretta Terme, anche se è legato ai biancoscudati da un contratto che scadrà il 30 giugno 2019, ha fatto capire in modo esplicito di volere al più presto un confronto con la proprietà. Il fine è chiaro: chiedere un allungamento dell’accordo economico, estendendolo ad esempio al 2020, ma soprattutto capire quali dovrebbero essere programmi e obiettivi della “matricola” nel prossimo torneo cadetto.C’è una frase dell’allenatore molto significativa, arrivata a conclusione dell’intervista concessaci nel vecchio stadio di via Carducci: «Dovremo incontrarci con la società il prima possibile per vedere se le nostre idee collimano. Mi auguro che sia così, perché il lavoro qui non è ancora finito. Però, bisogna sedersi attorno ad un tavolo e mettersi d’accordo su tante cose. Vediamo…».

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) I più acclamati sono stati l’allenatore e il capitano Pulzetti, fermatosi a firmare qualche autografo. Dopo un’altra breve chiacchierata a centrocampo, via all’allenamento. E chi sugli spalti pensava “hanno trionfato, faranno una sgambata in allegria”, ha dovuto ricredersi alla prima serie di allunghi ed al primo richiamo a Ravanelli. «Rava, perché corri con la testa che ciondola!», gli ha urlato l’allenatore. Dopo gli esercizi atletici, via al possesso palla, quindi partitella. Gialli contro rossi, la squadra sconfitta sarebbe stata condannata a 15 flessioni. «Più aggressivi, più veloci a far girare questa palla, dovete tenerla rasoterra!», ha gridato l’allenatore, cercando di fissare ulteriori stimoli per il finale di stagione: «È adesso, in questi allenamenti, che si vincono le partite, forza abbiamo ancora quattro gare da disputare, dài!».Il riferimento è alle ultime due sfide di campionato, contro Reggiana e Gubbio, e alle ulteriori due della Supercoppa di Serie C. All’ennesimo incitamento “energico” di Bisoli, il preparatore atletico Danilo Chiodi si è girato sorridendo verso la tribuna, come a dire: «Pensavate, eh, che staccasse la spina!».

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) E la festa continua…Non si fermano le celebrazioni per la promozione biancoscudata e anche ieri la ripresa settimanale degli allenamenti, slittata di un giorno dopo l’inedita vittoria del campionato “in poltrona” di lunedì sera, si è trasformata in un’occasione per stappare qualche altra bottiglia di champagne, fare un po’ di gavettoni e pranzare tutti insieme con una grigliata di carne brasiliana sotto i gazebo allestiti a bordocampo, all’Appiani. Alt, non è stata certo una scampagnata totale quella di ieri mattina all’Appiani, tutt’altro. E come potrebbe esserlo con mister Bisoli? C’è stata la grigliata con le famiglie, il brindisi e tutto quanto, ma in precedenza un’ora e mezza di seduta bella intensa. Come ogni primo giorno d’allenamento della settimana, che si perda o che si vinca anche il campionato, il tecnico ha parlato ai suoi negli spogliatoi, prima che l’ingresso in campo della squadra fosse accompagnato da un lungo applauso del centinaio di tifosi presenti.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Per il resto, tutti gli altri sono vincolati, ma qualcuno per forza di cose dovrà salutare la compagnia per lasciar spazio a qualche nuovo acquisto e anche i due prestiti Fabris e Bellemo rientreranno alla base. Capitolo attacco: qui la partita più importante si gioca su Capello, il capocannoniere stagionale. Tutto è legato innanzitutto alla salvezza del Cagliari, visto che, in caso contrario, sarebbe impossibile che i sardi lo prestino ad una diretta concorrente. Zamuner ha già parlato con i rossoblù per il rinnovo del prestito, continuerà a trattare e i margini per concludere l’operazione ci sono. Da verificare anche la situazione di Gliozzi, che ha avuto un anno travagliato, ma piace al d.g. Sarebbe ancora un “under” e con il Sassuolo (come per Ravanelli) c’è l’accordo per ribadire il prestito.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) […] In porta Bindi ha il contratto, dovrebbe restare e potrebbe giocarsi il posto con un giovane di livello in arrivo da una squadra di A, un po’ come fu l’anno in cui si alternarono Pelizzoli e Perin. La difesa, soprattutto sugli esterni, sembra il reparto più coperto, anche se dovrebbe arrivare un centrale di spessore. Il vero “colpo”, però, sarà quello di confermare il prestito di Ravanelli, con Zamuner che vanta già una promessa verbale dal Sassuolo. Trevisan ancora non ha firmato il rinnovo, ma anche qui sembra una formalità e resterà come giocatore-bandiera. A centrocampo, invece, discorso diverso per Pinzi, che sembra abbia intenzione di continuare a giocare ma probabilmente non gli verrà allungato il contratto e sarà lasciato libero.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Per tutta la settimana il Padova si allenerà all’Appiani, per preparare la prossima gara di campionato in casa della Reggiana. Bisoli dovrebbe far riposare chi ha tirato maggiormente la carretta nell’ultimo periodo, lancerà qualcuno che ha giocato di meno, anche se non sembra intenzionato a rivoluzionare completamente la squadra. Molto probabilmente resteranno ancora a riposo gli infortunati di domenica scorsa, Pulzetti e Contessa, sebbene siano entrambi sulla via del recupero. Ieri si è allenato a parte anche Marcandella, che ha accusato un fastidio muscolare alla vigilia della sfida di Fermo.Intanto, è già partita l’organizzazione della trasferta, sia la Tribuna Fattori che l’Aicb hanno allestito un pullman e i biglietti sono in vendita tramite il circuito Listicket, lo stesso usato dal Padova per le proprie partite casalinghe.

Ore 09.20 – (Corriere del Veneto) Continueranno insieme, il Padova e Pierpaolo Bisoli, o il corteggiamento del Brescia e di Massimo Cellino potrebbe aprire una breccia nel cuore dell’allenatore che ha appena portato la squadra in serie B? A dar retta ai contratti non ci ci sono problemi: Bisoli ha un adeguamento previsto in caso di promozione e un vincolo con il club di viale Rocco fino al 30 giugno 2019. Ma il tecnico, pur senza esplicitarlo chiaramente, chiederà alla società il prolungamento di un anno. Non vuole rimanere «in scadenza» e intende rilanciare. A questo punto la palla passerà alla società, che dovrà decidere se accontentarlo o meno. E nel calcio, si sa, le cose cambiano molto rapidamente. «Con la società dovremo trovarci al termine della stagione – spiega Bisoli dopo l’allenamento di ieri terminato con una grigliata assieme ai giocatori – e dovremo capire se i programmi coincideranno. Intanto finiamo il campionato, poi speriamo di vederci il prima possibile. Non sono venuto qui per rilanciarmi, bensì per portare il Padova in serie B. E la missione può dirsi compiuta». E la telefonata di Cellino? «Non c’è niente – dice Bisoli – ma non è una bugia che i nostri rapporti siano ottimi e di lunga data. Sono stato suo giocatore a Cagliari sei anni e pure suo allenatore. Mi ha esonerato, è vero, ma i rapporti sono rimasti ottimi. Ripeto, non c’è niente e adesso non è il momento di parlare. C’è da finire un campionato che noi vogliamo onorare fino in fondo». […] I capelli, invece, li taglierà Giorgio Zamuner. Lo aveva promesso qualche settimana fa e lo ha confermato ieri pomeriggio. «Non a zero — ride il dg — ma sicuramente terrò fede alla promessa. A Bassano ho capito che avremmo vinto il campionato e devo dire grazie alla società, al mister e ai ragazzi per questa grandissima impresa. Il contratto? Sono contento delle parole del presidente, io voglio restare e spero di firmare presto». […]

Ore 09.10 – (Corriere del Veneto) Siamo solo ad aprile ma con il campionato già in archivio (nonostante le due partite da giocare contro Reggiana e Gubbio), il Padova pensa già al futuro. E alla prossima estate, quando il ritiro precampionato si svolgerà ancora una volta a Masen di Giovo, la stessa località in cui la squadra svolse la preparazione nell’estate 2017. L’intesa con l’Apt trentina è già stata formalizzata e, curiosamente, oltre al Padova anche il Venezia ha raggiunto un accordo di massima con Bedollo (Trento), nello stesso Altopiano. Le due squadre saranno a circa 45 minuti di distanza l’una dall’altra. Era stata proposta pure un’amichevole, idea subito tramontata per problemi di ordine pubblico. Ancora da definire le date, ma il periodo sarà quello della seconda metà del mese di luglio. […]

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Il «nodo», a ben vedere, resta quello dello stadio. Il Comune di Padova, tramite il sindaco Sergio Giordani, ha confermato anche dopo la matematica promozione del Padova in B, di essere in attesa di una risposta dal Coni per un un finanziamento di due milioni. Finanziamento che si aggiunge al milione e duecentomila euro già messo a bilancio per la riqualificazione dell’Euganeo. Pista però tutt’altro che semplice e che non ha certezza di andare a buon fine. […] Per questo il presidente biancoscudato Roberto Bonetto sta seguendo la strada intrapresa diversi mesi fa per un nuovo stadio. Un progetto ambizioso alimentato dall’ingresso in società di Joseph Ourghourlian, finanziariamente una potenza. «Il nuovo stadio — ha detto Bonetto — è un investimento complesso e bisogna creare un ritorno economico per renderlo sostenibile. Se tutto questo sta in piedi si può pensare alla costruzione di un nuovo stadio. Abbiamo un’amministrazione vicina al Padova come quella passata e dobbiamo riuscire a trovare equilibrio fra quello che può fare il Comune e l’investitore privato. Se i numeri tornano, penso che non ci saranno problemi; in caso contrario non se ne farà nulla e sarà un problema del Comune trovare altre soluzioni come l’avvicinamento delle curve. Ma io sono cocciuto: tra due o tre mesi potrebbe esserci una bella sorpresa in vista».

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