Live 24! Lecce-Padova, -5: riparte dalla Guizza la marcia di avvicinamento alla sfida finale

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Ore 21.00 – (Il Piccolo) Quella che si apre dovrebbe essere la settimana decisiva per la scelta dell’allenatore in casa alabardata. Anzi, novità potrebbero esserci già in questi giorni, e non è un mistero che il nome al momento più gettonato per sedersi sulla panchina della Triestina sia sempre quello di Massimo Pavanel, che in settimana ha detto addio all’Arezzo dopo una grande stagione in Toscana. Sul tecnico però ci sarebbero anche gli occhi di Verona (ha allenato per cinque anni la Primavera gialloblu), Sambenedettese e Pordenone. Ma altri nomi sono stati accostati alla Triestina in queste ultime ore. Quelli nuovi sono Mauro Zironelli del Mestre, che piace anche lui al Pordenone, e Rossitto, che ha appena lasciato proprio la panchina dei neroverdi. Ma nella lista ci sono anche Drago e Gauteri, due tecnici offensivi che piacciono molto a Milanese nel caso non si arrivasse a Pavanel, mentre più defilati sembrano Zaffaroni e D’Agostino. Qualcosa intanto si muove anche sul fronte giocatori. Dopo l’interesse emerso per l’esterno mancino del Mestre Alessandro Fabbri, adesso sembra che la Triestina stia lavorando per il portiere e sul taccuino ci sarebbe un nome davvero di peso: si tratta di Ivan Lanni, classe 1990, uno dei grandi protagonisti delle ultime quattro stagioni dell’Ascoli, dopo aver vestito prima le maglie di Grosseto e Pisa. […]

Ore 20.30 – (Il Piccolo) «Sono pronto a continuare il mio percorso all’interno della Triestina in un’altra veste. Ma il mio obiettivo futuro, un domani, resta quello di allenare la prima squadra. Ma non da supplente in sostituzione come quest’anno, con tutti i limiti che comporta, bensì da professore di ruolo, fin da luglio». Nicola Princivalli racconta i suoi due mesi e mezzo alla guida della Triestina, pieni di aspetti positivi ma anche di rimpianti e delusioni, e guarda già al futuro. Princivalli, un bilancio finale di questa esperienza? «Sul piano personale è positivo, ma c’è la delusione per non aver raggiunto i play-off che erano alla portata dalla squadra e che abbiamo sfiorato. Va premesso che essere il titolare in panchina era una cosa che non mi aspettavo. Nella mia testa il percorso era di arrivare a fine anno come vice di Sannino per imparare e fare esperienza. Poi per alcuni eventi mi sono ritrovato in una situazione che non potevo rifiutare. E se l’esperienza da vice è importante, due mesi a gestire in prima persona valgono anche di più per le responsabilità che si hanno. Questo nonostante non sia stata davvero la mia squadra». […] Cosa si rimprovera? «Mi rimprovero il risultato finale, il non aver raggiunto il traguardo dei play-off. Se ripenso invece alle partite, ne abbiamo fatte di ottime come mentalità e piglio, penso anche a Bassano, Pordenone, Vicenza. La vera differenza è che non abbiamo più segnato. Certi gol clamorosamente sbagliati per pochi millimetri, potevano davvero cambiare la stagione». […] Ha già parlato del suo futuro con Milanese? «Non ancora. Noi continuiamo ad allenarci e lui ha avuto molti impegni. Ma come detto, sono a disposizione della società e di Mauro, a cui va la mia gratitudine per aver avuto tanta fiducia in me. So che mi stima e l’idea era di un progetto che, non so in quanto tempo, poteva vedermi alla guida della prima squadra. Questa esperienza è già stata anticipata a quest’anno, ma non è stata veritiera». E quindi? «Se Mauro avrà ancora fiducia in me e c’è sempre l’idea che un domani, quando in futuro avrò finito il mio percorso di crescita, che poi in realtà per un allenatore è continuo, posso essere pronto per guidare la squadra da luglio, io sono a completa disposizione. Da vedere poi in che veste, perché dipende da chi arriverà come mister: credo che fare la prima squadra anche da vice si impara tanto, se c’è la disponibilità potrei rifarlo, altrimenti se mi sarà proposta una squadra del settore giovanile, si valuterà il tutto». […]

Ore 20.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Dieci giorni per decidere il suo futuro all’interno del calcio Mestre. È questo il periodo di tempo che il presidente arancionero Stefano Serena si è dato per dare una risposta riguardo il suo domani, inequivocabilmente legato alle sorti del club mestrino, come spiegato nella cena che ha chiuso la stagione della truppa di Mauro Zironelli svoltasi giovedì sera. Quattordici minuti di discorso alla squadra, allo staff ed agli altri elementi della società, nel quale il numero uno del Mestre ha ribadito il suo stato d’animo, diviso tra il continuare a tenere in mano le redini della società ed il farsi da parte per dedicarsi unicamente al progetto della città dello sport di Mestre. «Sono diviso tra cuore e testa: con il primo a dirmi che il progetto Mestre deve andare avanti a tempo illimitato, e la seconda a dirmi che forse avrei dovuto fermarmi già un anno fa. Sono contento delle gioie e le soddisfazioni che la squadra mi ha dato, a discapito delle difficoltà affrontate, ma è innegabile che mi stia rendendo conto di come per quanto sia bella la cosa che sto facendo, non abbia senso. Sto cercando in tutti i modi di dare un senso a questo progetto, perché altrimenti sarebbero stati quattro anni buttati al vento, ma è chiaro come lo stadio sia una prerogativa fondamentale per una squadra di calcio». […] «Le soddisfazioni sono arrivate, anche se non sono state godute appieno, ed i risultati dimostrano come, incarnando lo spirito mestrino, siamo riusciti a sopperire alle difficoltà. Ringrazio tutti per la stagione, ma non posso garantire che ci sia una continuità, sto lavorando perché questo accada ma per il momento non posso dare questa sicurezza. Valuterò tutte le soluzioni possibili fino a fine mese, poi comunicherò la mia decisione».

Ore 19.40 – (La Nuova Venezia) Il futuro del Mestre per adesso è ancora tutto da scrivere. La società ha scelto la strada del silenzio, girano parecchie voci in città e sui social, ma a tutte manca una conferma o una smentita ufficiale. Lo stesso presidente Stefano Serena, già amareggiato per la questione stadio (basta pensare al paragone fatto tra il Baracca, il sogno di ogni tifoso, e quello della Virtus Vecomp paragonato a un campo da patronato) ha deciso di prendersi un po’ di tempo per riflettere. A chi gli chiede notizie risponde che se ne riparlerà verso la fine di maggio, una data comunque non lontanissima, ma fino a quel momento bocche cucite. Un discorso che vale per le questioni societarie ma anche per le operazioni di mercato. Nessuno, in primis i giocatori, potranno fare niente senza prima aver parlato con il presidente ma molti degli autori del “miracolo arancionero” di questa stagione sono in scadenza di contratto. Gli unici certi di un contratto biennale che in teoria li vincola anche per la prossima stagione sono l’allenatore Mauro Zironelli (sul quale comunque sembra esserci l’interesse di diverse società anche di categorie superiori) e Stensson, l’Under 21 svedese che si è ritagliato un po’ di spazio nel finale di stagione. […]

Ore 19.10 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Zironelli attende il via libera di Serena per dire sì al Pordenone? Zanetti è impegnato nei playoff con il suo Sudtirol? Coppitelli ha troppi estimatori di categorie superiori? Pavanel è attratto da Trieste? D’Angelo non convince a pieno? Niente paura: Mauro Lovisa avrebbe il suo asso nella manica. Si tratterebbe, secondo voci provenienti dal Veneto, di Vincenzo Italiano (classe ’77), tecnico rampante dell’Arzichiampo che ha chiuso il torneo di Lega D, girone C (lo stesso del Tamai) al terzo posto alle spalle di Virtus Verona e Campodarsego. […] Vediamo su quali giocatori potrebbe contare attualmente il nuovo tecnico, chiunque esso sia. In porta, oltre al giovane (classe 2001) Meneghetti, appetito non solo di Inter e West Ham e quindi sul piede di partenza, c’è Simone Perilli il cui contratto scade il 30 giugno 2019. Non è che il pupillo di Colucci sia però reduce da una grande stagione (San Siro a parte) e non è detto che rimanga. In difesa sono sotto contratto capitan Mirko Stefani, Alessandro Bassoli, Leonardo Nunzella e Giovanni Formiconi. Non dovrebbero esserci problemi per il rinnovo dell’accordo con Michele De Agostini, forse il migliore fra i ramarri della stagione che sta terminando. Il grande vecchio ha già detto che rimarrebbe volentieri a Pordenone e sarebbe un delitto non assecondare il suo desiderio. Tre sono i centrocampisti legati alla società di Mauro Lovisa almeno per un’altra stagione. Sono Salvatore Burrai, Gianvito Misuraca (entrambi avrebbero comunque mercato se il Pordenone volesse lasciarli andare) e Francesco Bombagi (arrivato a gennaio dalla Ternana sul quale Lovisa ha detto di puntare molto per il rilancio dei neroverdi). In attacco sono sotto contratto Federico Gerardi (7 centri al suo attivo), Simone Magnaghi e Patrick Ciurria (6 gol a testa). Nessuno dei tre ha convinto in pieno. In scadenza il rapporto con Emanuele Berrettoni. Anche in questo caso rinunciare all’artista sarebbe una pazzia. […]

Ore 18.50 – (Messaggero Veneto) È stato ricco di sorprese il match di andata degli ottavi di finale di play-off di serie C. Il risultato più sorprendente è arrivato da Cosenza, dove la squadra calabrese – quinta in classifica al termine della stagione del girone C -ha superato il Trapani (terzo nello stesso gruppo) per 2-1. Situazione identica ha riguardato Viterbese-Pisa (girone A), con il successo dei laziali per 1-0 sui toscani. Il Piacenza, addirittura ottava nel raggruppamento A, è riuscito a superare la Sambenedettese terza nel gruppo B per 2 a 1. Mentre Juve Stabia e Reggiana non si sono fatte male, pareggiando 0-0, l’Alessandria è passata a Salò per 3 a 2 non senza problemi: i grigi conducevano 3 a 0 grazie alle reti di Marconi, Gonzalez e Bellazzini, poi il risveglio dei gardesani. Due gol messi a segno, ad opera di Staiti e Ferretti, e qualificazione ancora apertissima anche se al Moccagatta servirà assolutamente l’affermazione. Mercoledì 23 è in programma la gara di ritorno. […]

Ore 18.30 – (Messaggero Veneto) Il Pordenone vuole stringere i tempi: entro il fine settimana la società punta a trovare l’accordo con il nuovo allenatore. Salutato ufficialmente Fabio Rossitto – il cui contratto scade a giugno – il direttore sportivo Matteo Lovisa ha già in agenda un appuntamento: mercoledì incontrerà Luca D’Angelo, tecnico abruzzese che quest’anno ha portato ai playoff la Casertana. Sullo sfondo c’è sempre l’opzione legata a Mauro Zironelli, trainer del Mestre, che però è ancora sotto contratto con la società veneziana. Il club cittadino gli ha dato tempo sino al prossimo weekend per rescindere. Altrimenti, a quanto pare, si lascerà perdere definitivamente questa pista. A oggi, quindi, l’indiziato numero uno a occupare la panchina dei ramarri è Luca D’Angelo. Il quadro della situazione può cambiare da un momento all’altro, ma il trainer pescarese può raccogliere l’eredità di Rossitto. A metà della settimana parlerà con Matteo Lovisa: i due vedranno se le loro idee di calcio coincidono. Quest’anno il tecnico ha portato ai playoff la Casertana con un girone di ritorno sorprendente: ha perso solo con Fidelis Andria e Reggina e ha conquistato dieci vittorie, superando tra le altre Lecce e Catania (le prime due forze del gruppo C). Alla post-season ha perso col Cosenza al secondo turno ma è rimasta la sua traccia nel cuore della squadra e della tifoseria campana. Ha un difetto, per i gusti del presidente Lovisa: gioca spesso con la difesa a 3, che al massimo dirigente non piace. Tuttavia anche Zironelli usa lo stesso sistema. A proposito del tecnico del Mestre: piace sempre molto, però per le scelte del Pordenone deve stringere i tempi con la sua società. […]

Ore 18.00 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 17.30 – Qui Guizza: partitella finale.

Ore 17.00 – Qui Guizza: prime prove anti-Lecce, testato il 3-5-2.

Ore 16.30 – Qui Guizza: lavoro in palestra per Guidone, Sarno, Candido, Zambataro, Mandorlini, Pinzi e Contessa.

Ore 16.00 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per l’allenamento.

Ore 15.10 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Frey squalificato e Pinato in gruppo. Inizia oggi pomeriggio con queste due novità la preparazione al dentro-fuori di domenica sera al Penzo (ore 20.30) contro il Perugia. Per i playoff Pippo Inzaghi ritrova il centrocampista Pinato, seppur con una condizione tutta da recuperare dopo l’operazione al menisco, ma anche Bentivoglio sarà a disposizione dopo aver saltato il Pescara per un attacco influenzale. Chi di sicuro non ci sarà è il terzino destro Frey, venerdì sanzionato col cartellino giallo per la quinta volta in stagione e che quindi verrà fermato per una gara dal giudice sportivo, mentre tutte le altre ammonizioni si azzerano riabilitando i diffidati Litteri, Cernuto e Bruscagin. Proprio quest’ultimo tornerà titolare al posto di Frey, in mediana con Falzerano e Stulac (esaurito l’esperimento-Firenze) si rivedrà con ogni probabilità Suciu. Ballottaggi aperti fin d’ora in attacco, con Litteri sicuro, Geijo-Marsura a giocarsi la seconda maglia e Zigoni in panchina. […]

Ore 14.50 – (Gazzettino, edizione di Venezia) […] Nel curriculum di Garofalo ci sono una finale e tre semifinali, l’ultima solo due anni fa in maglia Novara, persa col Pescara (poi promosso in A) dopo aver eliminato il Bari nel preliminare ribaltando il fattore campo. A Modena nel 2013/14 (contro il Cesena) e a Grosseto nel 2008/09 (contro il Livorno) le altre due semifinali, mentre nel 2009/10 arrivato all’ultimo atto con il Torino superando il Sassuolo, vide festeggiare il salto in A al Brescia. «Veniamo da 42 partite e l’aspetto fisico certamente conta molto, però ancor più fondamentale sarà la testa. Dal punto di vista della mentalità noi siamo prontissimi assicura anche perché con Inzaghi non potrebbe davvero essere altrimenti. Lui sa come prepararci al meglio, noi siamo stati bravi a seguirlo in questi due campionati con i grandi risultati sotto gli occhi di tutti. Ad averci portato così in alto è l’approccio di chi non guarda mai oltre la prossima partita». In stagione regolare il Venezia ha ottenuto 4 punti su 6 contro il Perugia, vincendo al Penzo a novembre grazie al gol proprio di Garofalo. «Sono pienamente d’accordo con mister Inzaghi quando evidenzia la forza del reparto offensivo che ci troveremo davanti alza le antenne il 33enne campano In avanti il team umbro ha giocatori importanti come Diamanti, Di Carmine e Cerri, noi dovremo stare molto attenti perché pur avendo a disposizione due risultati su tre, e pur potendo contare sul prezioso fattore-Penzo con la grande spinta dei nostri tifosi, non sarà comunque facile né scontata. In ogni caso la prepareremo al meglio». […]

Ore 14.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) […] «Ci siamo, eccoci esattamente dove tutti abbiamo sognato di arrivare per un intero campionato fatto di tanto impegno, sacrifici e dedizione – è del ds Leandro Rinaudo il plauso a squadra e società -. Conquistare la semifinale non sarà semplice, ma come per il Venezia anche per il Perugia, noi ci vogliamo provare forti dello spirito mai appagato che ci ha portato così in alto pur essendo neopromossi dalla Lega Pro». Da calciatore Rinaudo non ha mai disputato né i playoff né i playout di Serie B, ma avendo giocato a livelli ben più alti di battaglie se ne intende. «Da molte partite finalmente anche allo stadio Penzo si respira calcio vero, per atmosfera, partecipazione numerica e coinvolgimento attivo. Un simile trasporto può diventare fondamentale in partite che valgono tutte quanto una finale, la passione della gente percepita sulla pelle può dare una spinta in più ai giocatori, tenuto conto che ormai dopo una partita secca ne varrà tre sul piano della fatica fisica e nervosa. Così tanti tifosi li aspettavamo, ci è voluto tempo ma ora sono qui, conquistati dalla serietà del club, dalla professionalità di mister Inzaghi e dei giocatori, oltre naturalmente ai risultati ottenuti». Lo scorso anno il Benevento, come il Venezia, chiuse quinto la regular season e vinse i playoff «Non diciamo niente dai scappa una risata a Rinaudo . La verità è che, anche quando fai le cose perfette, bisogna avere dalla proprio parte pure tanta fortuna. Noi speriamo di meritarcela sul campo, contro il Perugia avremo due risultati su tre per passare ma non c’è un bel niente da gestire. Ci vorrà il solito Venezia, umile e propositivo, maniacale per attenzione e agonismo fin dagli allenamenti, come è sempre stato del resto». […]

Ore 14.10 – (La Nuova Venezia) […] Bello viaggiare, una passione per Suciu, che di Venezia dice: «Una delle cinque città più belle d’Europa. Non potete immaginare cosa rappresenti per uno straniero. Per me non ha eguali». E la Romania? «È un Paese con una grande storia, e anche la mia Transilvania ha un passato interessante. Cosa abbiamo di bello? Delle ragazze stupende, e pure le zuppe sono molto famose. Ma ora sono in Italia dove tutto o quasi è bello, dal cibo alla lingua, dalla cultura a tanti luoghi meravigliosi». Maglietta e pantaloni neri, occhiali scuri e cappellino bianco da baseball, tutto sembra estremamente “easy” in Sergiu Suciu, anche se poi i tatuaggi balzano all’occhio. «Non so neppure quanti ne ho sul mio corpo, e quando sono nudo mi sento ancora vestito. Una passione nata in un periodo in cui al Torino ho subito parecchi infortuni. Se con il Venezia andremo in Serie A me ne farò anche un paio, il leone del gonfalone mi piace da impazzire». Fuori dal campo Suciu si definisce un “ragazzo pane e salame, grande appassionato di tennis e basket Nba . Ma non parlategli dei social network. «Sono molto attento alla privacy, è la sola cosa che ci è rimasta da difendere. Odio Facebook e Twitter, al massimo uso un po’ Instagram. Ma bisogna tenersi qualcosa per sé stessi, non ha prezzo. Oggi nessuno ti chiede se sei felice, e ci si deve godere ogni cosa».Il futuro per ora è lontano. «Mi piacerebbe un giorno rimanere nell’ambiente del calcio, avere una famiglia e dei figli. Se avessi un figlio non gli imporrei il calcio, deciderebbe lui cosa fare, ma prima di tutto: lo studio». E allora non resta che il presente, i playoff di serie B e poi le vacanze. «Non ho pensato a nulla, mi piace improvvisare. Intanto spero che sia un finale di stagione vincente anche se abbiamo già fatto cose straordinarie. Siamo ai playoff, possiamo ancora sognare la promozione in Serie A, una stagione bellissima che può diventare fantastica».

Ore 13.50 – (La Nuova Venezia) «E adesso sotto con il Perugia!». Joe Tacopina non va per il sottile, e la sua affermazione appare un imperativo nella lotta alla promozione in Serie A. I playoff iniziano domenica 27 con la sfida agli umbri, e per il presidente non ci sono dubbi: «Ora mi aspetto di vincere, punto. In base alla qualità della nostra rosa e al carattere dei giocatori di cui dispone Filippo Inzaghi, dobbiamo vincere. Non fosse solo per il denaro investito in questa stagione dal mio club, il quarto bilancio della categoria sotto questo aspetto. Se sono soddisfatto? Mai, fa parte del mio carattere, e il destino in questo momento è solamente nelle nostre mani. Dobbiamo guardare a domenica e al Perugia, poi il nostro obiettivo sarà puntato sul Palermo. Non dobbiamo avere paura di nessuno, e non ci fa paura nessuno. Voglio che il Venezia giochi il suo calcio, sia attento e giochi soprattutto bene». Tacopina è un fiume in piena. Non usa mezze parole e incita i suoi giocatori. «Qualità e carattere sono le caratteristiche del Venezia Football Club in ogni sua componente» aggiunge il numero uno del club, «spero di aver trasferito a giocatori e staff ciò che penso e cerco di mettere in atto ogni giorno. La voglia di vincere soprattutto. Non mi preoccupo di chi dovremo affrontare domenica o dopo, dovremo vincere e basta».Se si guarda alla stagione, però, Tacopina non appare del tutto soddisfatto. «Naturalmente ci sono state situazioni e partite in cui abbiamo lasciato per strada troppi punti. Penso Carpi, Perugia, Foggia, Pescara e Cesena. Altrimenti saremmo già direttamente in Serie A. Ci credo comunque al cento per cento nella promozione, e ogni giorno il mio obiettivo è puntato sui playoff e sul futuro. Voglio trasmettere il mio entusiasmo alla squadra in questo momento. L’espulsione di Inzaghi? Vedremo cosa succederà, mi aspetto comunque un deferimento». […]

Ore 13.20 – (Mattino di Padova) Sono giorni caldissimi per la dirigenza dell’Este, impegnata nei colloqui e nelle telefonate di rito per la scelta del nuovo allenatore. Il vice-presidente Stefano Marchetti è già al lavoro per accontentare il patron Renzo Lucchiari, che vorrebbe un tecnico in grado di valorizzare i giovani e capace di riportare gli atestini ai vertici della Serie D. Il nome più caldo resta quello di Carlo Perrone, allenatore della Piovese che, in caso di approdo all’ombra della Porta Vecchia, emulerebbe il percorso di Michele Florindo (accasatosi all’Adriese al posto di Gianluca Mattiazzi, che andrà alla Clodiense), già alla guida dei biancorossi in Eccellenza. Tuttavia, Perrone non sarebbe l’unico appunto sul taccuino, come conferma lo stesso Marchetti: «Stiamo valutando vari profili», le sue parole. «A dirla tutta, stiamo parlando anche con un tecnico legato a una squadra professionistica e, dunque, attendiamo po’ prima di prendere una decisione. Vorremmo ufficializzare il nuovo mister entro una settimana, anche perché sarà lui a condurre il mercato».

Ore 13.00 – (Mattino di Padova) […] «È stata una vera e propria battaglia, in cui i nostri avversari hanno cercato di non farci giocare», le parole di Gementi. «Penso, comunque, che questo successo sia maturato dopo la partita di campionato col Tamai: una volta incassato il colpo della promozione in C della Virtus Vecomp, i ragazzi sono stati bravi a non demoralizzarsi e a voler puntare tutto sulla Coppa Italia. D’altra parte, dopo una cavalcata del genere, era impensabile chiudere la stagione a mani vuote. E poi, poco prima di entrare in campo, avevo promesso ai giocatori che in caso di vittoria avrei smesso di fare il direttore sportivo. Un motivo in più per far bene (ride, ndr)».Un trofeo, quello alzato allo stadio Gino Bozzi di Firenze che rappresenta il punto massimo della storia del Campodarsego e del calcio dilettantistico veneto, che da 16 anni non vedeva una sua rappresentante (la Pievigina vinse nel 2002) sul gradino più alto del podio. «Penso sia il coronamento delle ultime tre stagioni in Serie D, in cui abbiamo sempre lottato al vertice. In più, con il secondo posto in campionato, parteciperemo per la seconda volta in tre anni alla Tim Cup con i professionisti». […]

Ore 12.30 – (Gazzettino) […] Oggi a Milano ci sarà la riunione di Lega, dove ci sarà il presidente granata Andrea Gabrielli: «Ci sono altri argomenti all’ordine del giorno, tra i quali le seconde squadre di A. Probabilmente a margine dell’incontro si farà qualche parola sul caso del Bari, noi abbiamo fatto rilevare l’importanza di rispettare i regolamenti». Si aspetta quindi una sollecita risposta? «La Lega deve farsi carico del rispetto della normativa, quindi deve tutelare ogni società che compone la Lega stessa. Non abbiamo niente contro il Bari. Anzi, sarei soddisfatto nell’appurare che la società pugliese non ha commesso irregolarità. Non possiamo però fare finta di niente: il regolamento in caso di inadempienze impone penalizzazioni da scontare nel campionato in corso, e la Lega deve farsi garante di tutto questo. Potrebbe rinviare lo spareggio dopo che il Tribunale federale si sarà espresso in maniera definitiva». Quindi l’ipotesi-rinvio sarebbe praticabile? «Per noi l’ideale sarebbe stato che gli organi di giustizia sportiva avessero deciso nei giorni scorsi. Ora auspicherei che la Lega rinviasse perlomeno il nostro incontro in attesa della pronuncia del Tribunale federale». […]

Ore 12.10 – (Gazzettino) Non solo play off. Per il Cittadella c’è un altro motivo per cui essere orgogliosi: il terreno di gioco del Tombolato è stato infatti definito il secondo più bello della B, subito dietro a quello di Pescara. Per migliorare l’evento-gara, infatti, la Lega da alcune stagioni ha istituito un premio per sensibilizzare le società a comportamenti virtuosi, con lo scopo di avere campi adeguati in ogni situazione, stagione, evento e condizione. La classifica è divisa tra i terreni in erba naturale (o rinforzata) e quelli in erba sintetica, i migliori saranno premiati con un riconoscimento economico. «È un risultato al quale tenevamo, è la prima volta che conseguiamo un premio del genere – ha commentato il presidente Gabrielli – Va dato merito ai nostri consulenti esterni e ai collaboratori della società, che ci hanno consegnato sempre un terreno di gioco sempre perfetto». […]

Ore 11.50 – (Mattino di Padova) Quale che sia la decisione presa oggi dall’Assemblea della Lega B, in programma a Milano, in campo la linea da seguire sarà una sola, e l’ha tracciata Filippo Lora subito dopo la gara vinta sulla Pro Vercelli venerdì scorso: «Adesso dobbiamo vincerle tutte, indipendentemente dal nome dell’avversario e da dove si giocherà, che sia Bari, Frosinone, Venezia, Palermo o Perugia. Vanno affrontate e battute». Intanto, però, c’è una partita che non si gioca sui prati. Quella delle regole. Come noto, la società pugliese rischia una penalizzazione di un paio di punti a causa del deferimento pendente nei suoi confronti per il ritardo nei pagamenti di Irpef e contributi Inps di gennaio e febbraio e il Cittadella ha chiesto di vederci chiaro prima dell’inizio dei playoff. Il Bari è arrivato sesto con un solo punto di vantaggio sui granata, settimi, che quindi potrebbero in teoria scavalcare i “galletti” e affrontare così, sabato 26, il turno preliminare in casa invece che al San Nicola. L’impostazione della Figc sin qui è stata quella di attribuire penalità nel campionato in corso piuttosto che procrastinare alla stagione successiva. Impostazione ribadita dalla scelta di anticipare di un mese i documenti che attestano gli avvenuti pagamenti di gennaio e febbraio (da metà aprile a metà marzo), proprio per non trovarsi con l’acqua alla gola in caso di contestazioni.Ad essere pragmatici, è difficile che oggi l’Assemblea decida per uno slittamento dei playoff, ma allo stesso tempo viene da chiedersi: con che faccia potrebbe essere giustificato un rinvio all’anno prossimo di una penalizzazione in classifica? I giocatori, in ogni caso, devono pensare soprattutto al campo e ad un calendario che dice che sabato si giocherà a Bari. E questo fanno. […]

Ore 11.30 – (Mattino di Padova) Gli uomini di Venturato torneranno ad allenarsi questo pomeriggio al Tombolato, dopo due giorni di pausa. Da valutare se Iori e Vido saranno subito in gruppo per l’intera seduta o solo in parte, dopo i rispettivi problemi al polpaccio: l’obiettivo è quello di avere entrambi in campo per l’esordio nei playoff. Escluso, invece, che rientrino in questa stagione i lungodegenti Liviero, Caccin, Siega e Iunco, oltre a Scaglia, operato la scorsa settimana. Anche il Bari riprenderà gli allenamenti oggi, con i dubbi legati ad Andrada, D’Elia e Salzano. Probabile che, contro il Citta, Grosso non possa accomodarsi in panchina, perché è stato espulso per proteste nel match con il Carpi ed era già in diffida. […]

Ore 11.00 – (Gazzettino) […] E sempre in tema di contratti, in questi giorni il Sassuolo prolungherà quello del difensore Ravanelli, atto preliminare a una sua nuova cessione al Padova, anche se c’è ancora da decidere la tipologia del prestito che potrebbe prevedere quantomeno un premio di valorizzazione. Si va verso un analoga conferma per Gliozzi, sempre di proprietà degli emiliani con il cui direttore sportivo Angelozzi nei giorni scorsi Zamuner ha fatto una panoramica su altri giocatori tra cui i centrocampisti under Jeremie Broh del Sudtirol (classe 97) e Filippo Bandinelli ora al Perugia. Analogo giro di orizzonti nelle prossime ore anche con l’Atalanta. In primo luogo per trattenere un altro anno Zambataro all’ombra del Santo. […] Tra i nomi seguiti per l’attacco De Luca e Marilungo, ma l’ingaggio di quest’ultimo sembrerebbe decisamente fuori portata. Non mancano però nella testa di Zamuner alternative altrettanto affascinanti e in tal senso il diggì dopo che ieri il Cagliari si è salvato in serie A, oltre a chiedere la possibilità di potere contare ancora su Capello, proverà a sondare il terreno per un clamoroso ritorno a Padova di Federico Melchiorri, rinato tra i professionisti proprio con i biancoscudati cinque anni fa nell’ultimo campionato di B della vecchia società e quest’anno in prestito al Carpi. E a proposito di ritorni, resta sempre da monitorare il discorso legato a Marco Beccaro, centrocampista ed esterno offensivo padovano di Reschigliano in scadenza con il Mestre. Avendo militato per dodici anni nelle giovanili del Padova, non inciderebbe sulla regola delle rose in quanto giocatore bandiera e l’ipotesi di riportarlo a casa con un’operazione che, con le debite proporzioni, ricorderebbe quella fatta un anno fa con Serena, prelevato in serie D e all’esordio in C, intriga non poco la dirigenza. […]

Ore 10.50 – (Gazzettino) Da lunedì (oggi, ndr) ripartiremo per prepararci a terminare l’annata perfettamente perché quella di Lecce è una partita che non vogliamo e che non possiamo sbagliare dato che vogliamo portare a casa questo trofeo». […] Un flash sui giovani che più l’hanno colpita. «Al di là di Cisco e Marcandella che sono sulla bocca di tutti e che dovranno dimostrare ancora tantissimo, Zambataro si è sempre allenato al meglio dimostrando di poterci stare benissimo. Poi c’è Merelli, sin dall’inizio del ritiro mi sono detto che è fortissimo. È un bravissimo ragazzo, abile tra i pali e con i piedi, gli auguro di esplodere». «Ho un altro anno di contratto, ma spero di giocare per altre tre-quattro stagioni e di terminare la mia carriera con il Padova. Mi sono trovato subito bene con la società e con la piazza, e la vicinanza a casa mi permette di stare sereno e di fare il mio lavoro nel migliore dei modi. Quando la società vorrà sedersi al tavolo, sono a disposizione». […]

Ore 10.40 – (Gazzettino) Dalla caccia alla Supercoppa, alle prospettive in serie B e legate al suo contratto: capitan Nico Pulzetti affronta a tutto tondo presente e futuro dei biancoscudati alla vigilia dell’ultima settimana di una stagione ricca di soddisfazioni. Dopo il campionato, il Padova punta ad alzare sabato a Lecce il suo secondo trofeo. «Sarebbe davvero la stagione perfetta. Abbiamo affrontato benissimo il Livorno battendo la formazione migliore del girone A, adesso andiamo a Lecce per portare a casa questo trofeo che è alla nostra portata». Proprio con il Livorno si è visto tutto lo strapotere biancoscudato, non solo sul piano del risultato. «I toscani hanno vissuto una stagione diversa dalla nostra che siamo stati sempre in vetta. È chiaro che mentalmente abbiamo staccato un po’ per festeggiare la promozione, ma non abbiamo mai mollato negli allenamenti e nella voglia di vincere, anche perché il nostro allenatore non ci ha permesso mai di allenarci sottotono.

Ore 10.30 – (Gazzettino) «Quell’anno facemmo una bella cavalcata e c’era un maggiore coinvolgimento della città, che poi è un po’ scemato. Spero che in un futuro si possa ritrovare tutti insieme quel feeling e quello spirito della serie D. Quest’anno abbiamo fatto un’impresa in un campionato in cui ne succedono di tutti i colori». […] Presenti alla serata il sindaco Sergio Giordani e l’assessore allo sport Diego Bonavina, entrambi soci del Cenacolo, inevitabile qualche passaggio sul fronte stadio. «Inutile nascondere che perché l’iniziativa si regga in piedi sul piano finanziario – ha sottolineato Bonetto – occorre creare spazi che si possano affittare per produrre redditi e per questo ci stiamo confrontando con l’amministrazione comunale, sperando che il nostro progetto, che presenteremo tra una quindicina di giorni, possa essere condiviso. Di sicuro vicino all’Euganeo faremo il centro per il settore giovanile e la prima squadra, con sette campi da calcio, la foresteria e un centro medico». E nei giorni scorsi Bonetto ha avuto modo anche di incontrarsi con Diego Zabeo, l’impresario della Zed che organizza i concerti: «Stiamo vedendo se si può fare qualcosa insieme e trovare sinergie tra calcio e musica». […]

Ore 10.20 – (Gazzettino) Anche il Cenacolo, il sodalizio di opinione sportiva che festeggia trent’anni di vita, ha voluto celebrare la promozione in serie B del Padova con l’assegnazione alla società biancoscudata del Premio Michelangelo, il tributo più importante previsto dal club presieduto da Sergio Melai. Non è una novità dato che già nel 2015 un analogo riconoscimento era stato assegnato in abbinata a Giuseppe Bergamin, ora socio di minoranza, e Roberto Bonetto per avere fatto rinascere il Padova, portandolo subito in Lega Pro. Proprio il ricordo di quei primi giorni ha dato il via all’intervento dell’attuale presidente, accompagnato venerdì alla Montecchia dalla moglie Maria Rosa per ricevere il prestigioso premio. «Ripensavamo questa settimana al percorso fatto in questi quattro anni, guardando le foto della partenza su quel pullman giallo per il ritiro ad Asiago dalla sede della mia azienda, con i giocatori vestiti ognuno a modo suo e senza divisa ufficiale. Non avevamo nulla». Poi il numero uno biancoscudato non ha nascosto un pizzico di malinconia per quei tempi, nonostante un presente ricco di soddisfazioni.

Ore 10.10 – (Gazzettino) Ultima settimana di lavoro e ultimo impegno stagionale sabato a Lecce per il Padova. La Supercoppa è ormai a un passo e i ragazzi della Fattori seguiranno la squadra in Salento con un pullman al costo di 30 euro. Numerose le defezioni per la sfida con i giallorossi, a partire dai centrocampisti Mandorlini e Mazzocco, i trequartisti Candido e Sarno e in attacco Gliozzi, oltre a Madonna. Possibile recupero per Guidone e Zambataro, da valutare Pinzi. La squadra riprenderà la preparazione oggi pomeriggio alla Guizza. […]

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) «Volevo avvicinarmi a casa e nel Padova ho trovato un club che ha creduto subito in me e mi ha fatto capitano. Avevo anche altre offerte dalla B, ma ho accettato Padova per la società, che è molto sana, e la piazza. Non l’avevo mai detto, ma sapevo dentro di me che avrei fatto la Serie C solo per un anno». Ora la B. Cosa ci vuole per far bene anche tra i cadetti? «Non spetta a me pensare a queste cose. Credo che 4-5 rinforzi arriveranno e sicuramente partiremo per salvarci, poi vedremo. Quello che cambierà, al di là dell’aspetto fisico e tecnico, è che andremo a giocare in stadi importanti e questo aspetto farà la differenza». […] Lei ha un altro anno di contratto, sta già parlando per un rinnovo? «Mi tengo stretto questo anno, ma spero di finire la carriera a Padova. Mi piacerebbe giocare altre 3 o 4 stagioni e restare qui anche una volta appese le scarpe al chiodo, perché mi sono trovato veramente benissimo. Non penso al rinnovo adesso, se la società vorrà sedersi a parlarne, sono ovviamente a disposizione». […]

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) L’allenatore sicuramente non concederà ai suoi alcuna distrazione aggiuntiva, ma capitan Nico Pulzetti sembra molto vicino a sollevare il secondo trofeo dell’anno. «Sarebbe la stagione perfetta», sorride il centrocampista. «Vorrebbe dire mettere la cornice ad un campionato dove le sofferenze iniziali si sono trasformate in gioie. Il trofeo è alla nostra portata e vogliamo andare a prendercelo». L’impressione è che, in attesa della sfida di Lecce, il Padova abbia dimostrato di stare molto meglio atleticamente rispetto al Livorno. «Non so come le altre squadre abbiano vissuto l’annata. Da parte nostra non abbiamo mollato dal punto di vista degli allenamenti e della voglia di vincere. Anche dopo i festeggiamenti non abbiamo diminuito l’intensità, è chiaro che si allenta un po’ la tensione, ma non abbiamo mai pensato di fare allenamenti sotto tono». A 11 mesi dalla scelta di scendere per la prima volta in Serie C dopo 12 anni tra A e B, si può dire che la scommessa sia stata vinta?

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Il Padova ha entrambe le mani sulla Supercoppa di Serie C. Il risultato della seconda partita tra Livorno e Lecce ha regalato, infatti, un vantaggio enorme ai biancoscudati. I salentini hanno perso 3-1 allo stadio “Picchi” e adesso la classifica vede il Padova a 3 punti, con una differenza reti di + 4 e il Lecce a 0, con – 2. Il Livorno, che chiude con 3 punti e – 2 di differenza-reti, è fuori dai giochi. La squadra di Bisoli può anche permettersi di perdere con 3 gol di scarto sabato prossimo al “Via del Mare”, per aggiudicarsi il trofeo. La differenza-reti e la “manita” rifilata al Livorno sorridono al Padova, mentre il Lecce per alzare la Supercoppa dovrà vincere con almeno 4 gol di scarto sugli avversari.

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