Lecce-Padova, Cappelletti: “Sogno di fare un lungo percorso con questa squadra e questa città! E la promozione…”

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Non si è fermato un attimo. Lo stakanovista biancoscudato si chiama Daniel Cappelletti e nel 2018 ha giocato tutti i minuti possibili del Padova in campionato. Sempre in campo da titolare, mai sostituito, e, come se non bastasse, si è regalato 90′ interi anche in Supercoppa contro il Livorno. Più in generale il difensore canturino è il calciatore più presente di tutti nella rosa di Bisoli, con 2933’complessivi in campionato. Stanco? Macché. «Non sono uno che crede che la stanchezza si accumuli in questo modo», sorride Cappelletti. «Per come conosco il mio corpo, più mantengo una certa continuità più sto bene. Non mi sono mai sentito bene fisicamente come in questa stagione, merito sicuramente del lavoro del mister e dello staff sul campo. A partire da come è stata pianificata la preparazione fino alla gestione durante l’anno».

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Cosa rappresenta per lei questa promozione, dopo averla centrata nel 2016 con il Cittadella, salvo non essere confermato l’anno successivo in B? «Sicuramente una rivincita. Avevo giocato una stagione intera in B, eravamo retrocessi ma avevamo riconquistato subito dopo la categoria. Essere stato lasciato a piedi dopo quella promozione mi aveva fatto sentire come se fossi stato derubato di qualcosa. Il fatto di essermi ripreso la B sul campo dopo due anni di sacrifici è molto appagante e mi dà una grande carica per quello che verrà». Da quel che emerge, rappresenterà un punto fermo anche il prossimo anno tra i cadetti. Sebbene il suo contratto scada fra 13 mesi. «Mi piacerebbe molto pianificare qualcosa di più a lungo termine con la società. Spero ci si possa sedere al tavolo per allungare il rapporto, ne sarei felicissimo. Sto molto bene qui e dopo questa stagione penso si possa pensare in grande. Sogno di fare un lungo percorso con questa squadra e questa città. È stato l’anno migliore della mia carriera e vorrei cavalcare l’onda perché mi trovo in una piazza veramente importante».

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(Fonte: Mattino di Padova, Stefano Volpe. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)




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