Live 24! Mercato Padova, si cerca di chiudere per il primo acquisto: fumate in vista…


Ore 21.00 – (Il Piccolo) Giugno è una fase in cui il calciomercato vive di mille trattative, prima che a luglio si cominci a mettere nero su bianco e il filtro della realtà lasci perdere chiacchiere e voci e faccia passare solo le operazioni concrete. Per cui è fisiologico che in questo momento di nomi ne circolino a bizzeffe, anche in ottica alabardata. L’ultimo in ordine di tempo è quello del barese Nicola Strambelli, esterno offensivo sinistro attualmente svincolato dopo gli ultimi tre anni giocati in serie C, prima ad Andria e poi con il Matera. Prima aveva avuto esperienze a Monopoli e perfino tre presenze di serie A con il Bari, con la cui maglia era cresciuto e aveva raccolto una ventina di presenze fra i cadetti quando aveva appena 18 anni. Su Strambelli è forte l’interesse del Catanzaro, ma il giocatore pare deciso ad avere finalmente un’esperienza al nord: in pressing su di lui ci sarebbe proprio la Triestina, ma non solo, perché anche il Pordenone sta facendo la corte all’esterno sinistro.Ma la Triestina sta guardando anche a centrocampo, soprattutto a quelle due mezzali che Mauro Milanese sta cercando per puntellare il reparto. E dopo il nome di Marco Beccaro del Mestre, adesso rispunta in maniera più decisa la voce di qualche giorno fa riguardante il triestino Federico Maracchi, che ha appena compiuto 30 anni e, chissà, dopo dieci anni passati a girare l’Italia, potrebbe anche aver voglia di ritornare a casa. […] Dopo l’ingaggio pressochè certo di Sabatino, del quasi sicuro arrivo di un giovane di belle speranze come Procaccio, dell’interesse per un difensore centrale di prospettiva come Pedrazzini, e della caccia ai portieri che vede Valentini favorito, non si può certo dire che l’amministratore unico non stia lavorando per dare a Pavanel una Triestina più forte e completa.

Ore 20.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Varie opzioni sul tavolo per il futuro del Bassano. La più calda porta sempre alla creazione di un nuovo club pronto a ripartire da zero e, dopo le opportune verifiche sulla solidità dei finanziatori e degli imprenditori coinvolti, con la richiesta di inserimento in sovrannumero in serie D. Fonti federali indicano come possibile l’accoglimento della domanda, in modo che il sindaco Riccardo Poletto riesca a dare il via alla ripartenza della prima squadra dai dilettanti e con la perdita di una sola categoria. Tutta da verificare la situazione del settore giovanile, che dipenderà dalle mosse di Renzo Rosso. Resta alla finestra il presidente della Luparense, Stefano Zarattini, che si era dichiarato disponibile allo spostamento dell’attività a Bassano con una nuova polisportiva. Smentite le voci di una fusione col Cartigliano in serie D, dialoghi in corso con la Marosticense (Eccellenza). Potrebbe essere una soluzione percorribile, in assenza di altre strade.

Ore 19.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Per il calcio Mestre, oggi è il giorno della verità. Dopo altre 24 ore passate nell’attesa di ricevere notizie, sembra infatti prossima la comunicazione dalla sede arancionera che aiuterà a capire il futuro della società, attualmente avvolto nel mistero. Come ci ha fatto sapere ieri il presidente Serena, il numero uno del Mestre confida e spera che oggi saranno date notizie riguardo la trattativa che sta portando nuove figure a capo della società, che in caso di fumata bianca subentreranno a Serena dando inizio al nuovo ciclo societario. Nelle prossime ore dunque si attendono delucidazioni sull’accordo, dal quale dipende il domani del calcio Mestre, che sta tenendo sulle spine tutto l’ambiente arancionero ormai da quasi due settimane, e dovrebbe essere ormai prossimo ad essere rivelato. Nei giorni scorsi, infatti, nonostante i molteplici tentativi perpetrati e le molte indiscrezioni arrivate da fonti vicine a Serena, è stato impossibile risalire alle figure che dovrebbero prendere le redini della società, rendendo dunque arduo capire i punti che sono stati discussi nei giorni scorsi. Ma a prescindere da questo, c’è una certezza che resterà immutata qualsiasi sia l’esito della trattativa: il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro infatti ha confermato come, a prescindere dal prosieguo dell’attività del calcio Mestre, l’amministrazione effettuerà i lavori necessari per rendere agibile lo stadio Baracca per la serie C. Ma per una buona notizia, ne arriva una cattiva: venerdì infatti arriva la prima scadenza per la società, che dovrà indicare il campo sul quale disputare le partite casalinghe del prossimo campionato. Il pre-accordo con il comune di Portogruaro c’è, ed i lavori al Baracca potrebbero consentire al Mestre di tornare già ad ottobre nel proprio stadio, mentre ovviamente, nel caso in cui salti il banco, questo punto diventerebbe inutile. […]

Ore 18.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) E’ andato in scena ieri l’incontro decisivo per il futuro del Mestre, dopo la decisione dell’attuale numero uno Stefano Serena di trovare un socio disposto a rilevare la maggioranza della società e il ruolo. La trattativa avviata da alcuni giorni, e che veniva segnalata alle battute finali, è entrata nel suo momento chiave. A ieri sera, a quanto pare, c’era ancora una differenza economica da limare tra l’attuale presidente Stefano Serena e l’imprenditore interessato a raccoglierne l’eredità alla guida del club arancionero. Se la trattativa dovesse fallire, lo spettro della mancata iscrizione al prossimo campionato di serie C si farebbe a questo punto sempre più concreto. Sotto contratto al momento ci sono soltanto l’allenatore Mauro Zironelli, corteggiato con insistenza dal Pordenone (con cui da giorni si dice ci sia l’accordo) e il centrocampista svedese Daniel Stensson. Il resto è composto da una rosa e da uno staff societario in scadenza e da giocatori pronti all’uscita. […]

Ore 17.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) É stato presentato ieri il nuovo stemma del Pordenone che, come puntualizza il comunicato della società neroverde, «si caratterizza per una grafica essenziale, perfetta fusione tra il Pordenone Calcio e la sua casa, la città di Pordenone. Del club spiega l’ufficio stampa elementi forti sono una grande P stilizzata e i colori nero e verde; dello stemma cittadino sono presenti le porte (una rappresentata dalla stessa P) e le onde del Noncello. Tradizione e innovazione si uniscono quindi conclude la nota per affrontare insieme nuove ed entusiasmanti sfide». Il nuovo stemma fa discutere. E dunque l’obiettivo della società è stato centrato. Così come aveva acceso la discussione la domanda fatta ai tifosi dai gestori dei social neroverdi in merito a quale dei sei stemmi proposti si sarebbe ispirato quello nuovo. Una strategia che ha attirato l’attenzione non solo del popolo neroverde, ma anche della maggiori testate online compresa quella di Sky e ieri di Mediaset. Difficile nascondere che la sorpresa sia stata accolta con qualche perplessità, soprattutto dalla parte più datata o tradizionalista del tifo neroverde. Per rendersene conto basta scorrere i commenti sulla pagina Facebook ufficiale della società. Si va da inguardabile a grottesco da obbrobrio a bruttissimo, evitando di citare epiteti non riportabili. Fra i vari giudizi negativi c’è anche qualche post ironico: dai, non scherzate o adesso fateci vedere quello vero, o ancora peggio non si riusciva?. Ma sono tanti anche coloro che apprezzano: bello, moderno e coraggioso, può piacere o no, ma sicuramente attuale, intrigante e ipnotico. […]

Ore 17.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) «La nostra priorità è scegliere l’allenatore. Poi in base alle sue caratteristiche costruiremo la squadra». Sono parole di Mauro Lovisa. Confermano per certi versi il momento di disagio del club neroverde. I contatti con i procuratori dei giocatori che interessano sono già stati avviati, ma nulla può essere chiuso né in entrata né in uscita sino a quando re Mauro non avrà la certezza di avere alle sue dipendenze il nuovo tecnico. L’indiziato numero uno è sempre Mauro Zironelli. Al De Marchi sono abbastanza fiduciosi sul fatto che il tecnico di Thiene finirà per sedersi sulla panca neroverde. Anche Ziro (attualmente impegnato in un corso a Coverciano) ora sembra più possibilista. Il fatto è che il tecnico di Thiene non è ancora stato liberato da Stefano Serena. Il suo contratto scade a giugno 2019 e senza liberatoria sarebbe costretto a restare in neroarancio. Situazione che nessuno dei tesserati in questo momento a Mestre si augura vista l’incertezza sul futuro della società. Serena continua a ripetere che a breve chiarirà tutto, ma continua anche a rinviare di giorno in giorno l’incontro con la stampa durante il quale ufficializzerà la sua decisione. Rinvio che costringe a sua volta la dirigenza neroverde a posporre la presentazione ufficiale del tecnico. Ora si parla di metà della prossima settimana. Forse perché entro il 20 giugno ogni società dovrà comunicare agli uffici competenti quale sarà il campo sul quale disputare le gare casalinghe. A quel punto il Mestre dovrà cominciare a scoprire le sue carte. […]

Ore 16.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Barese, 29 anni, esperienza e qualità che possono servire al Pordenone di domani. Il nome nuovo proposto oggi dai rumors di calciomercato è quello di Nicola Strambelli, l’ala ex Matera che oggi si ritrova svincolato. E alle porte si può profilare anche un’altra sfida tra Pordenone e Triestina, oltre a quella che probabilmente andrà in scena per l’acquisto di Federico Maracchi. Strambelli, che ha disputato una buona stagione, può giocare sia sulla sinistra che sulla destra, svariando sul fronte offensivo come pochi. In breve, sarebbe ottimo per il sistema che vorrebbe importare a Pordenone Mauro Zironelli. Seguìto da tempo dal Catanzaro, sembra però più propenso ad affrontare la trasferta al nord. Come detto, sulle sue tracce c’è anche la Triestina, ma il Pordenone potrebbe presto avviare i colloqui per riscaldare la trattativa. Nel frattempo si parla anche di Semenzato, che ha terminato (senza gloria) la sua avventura nei playoff di Serie C e si prepara a lasciare il Catania nonostante un altro anno di contratto lo leghi al club siciliano. […] Giampiero Pinzi piace sempre, ma nelle ultime ore è filtrata la notizia relativa al possibile rinnovo di contratto con il Padova in Serie B. Nell’attesa di conoscere il futuro di Federico Gerardi (l’attaccante pordenonese dovrà andare a colloquio con la dirigenza per capire da dove ripartire dopo una stagione sfortunata), ecco un nome nuovo spuntato nelle ultime ore: è quello di Gabriel Lunetta, classe 1996 che ha disputato l’ultima stagione di Serie C con la maglia del Renate.
Piace anche Leonardo Terigi, difensore arrivato ai saluti con la Pistoiese. Su di lui ci sono anche Pro Vercelli, Piacenza, Gubbio e Arezzo. Guardando ai giovani, piace Luca Ranieri della Fiorentina. É un terzino classe 1999. […]

Ore 16.00 – (Messaggero Veneto) Siena-Cosenza è la partita da cui uscirà l’ultima formazione che prenderà parte alla se-rie B 2018-2019 e che farà compagnia a Livorno, Padova e Lecce. Non c’è dubbio: la sfida di sabato 16 giugno alle 20.45, in programma all’Adriatico, è un’autentica sorpresa. E non tanto per la presenza dei toscani, secondi nel girone A, squadra forte per quanto sia stata clamorosamente aiutata dall’arbitro nell’incontro di ritorno dei quarti di finale con la Reggiana (rigore assegnato al 97′ per un fallo inesistente e poi trasformato). È l’approdo in finale dei calabresi ad aver sbalordito tutti: guidati da una vecchia volpe della categoria, Piero Braglia, da quinta in classifica nel gruppo C la squadra rossoblù ha eliminato Sicula Leonzio, Casertana, Trapani, Sambenedettese e infine Alto Adige. Ha affrontato tutti i turni e ha perso solo la semifinale d’andata con gli altoatesini. […]

Ore 15.30 – (Messaggero Veneto) Il simbolo della città, le porte aperte sul Noncello, che si scontra e si fonde con quello vecchio del club: nasce così, nel video di presentazione, l’atteso nuovo logo del Pordenone calcio. Una “P” stilizzata, sotto la quale s’incastonano nello scudo le “classiche” porte spalancate sul fiume. Essenziale, diretto, efficace. A un primo sguardo sembra molto spigoloso, poco “bello”. Ma a un’osservazione più approfondita appare intenso, efficace, molto “grafico”, in una parola, moderno. Un emblema che fa molto “brand”, come ha commentato il bravo fotografo Toni Ros, uno che di arte grafica se ne intende.Bisognerà farci l’occhio, insomma. Del resto non è facile abituarsi a un cambiamento tanto radicale dopo 13 anni. E infatti i commenti sui social sono stati i più disparati: più tendenti al “mi piace” quelli su Twitter e su Instagram, più tendenti al “no” quelli si Facebook. Di sicuro il logo è completamente diverso rispetto a quello che alcuni tifosi avevano votato come il preferito tra i sei proposti, come ironica provocazione, dalla società per creare attesa rispetto alla novità in arrivo: gli stemmi scherzosamente messi a “sondaggio” erano improbabili parodie in neroverde di quelli delle big di serie A. Eppure qualcuno ha pensato davvero che il nuovo logo dovesse essere uno di quelli.Incredibile non riuscire a capire la goliardia della trovata mediatica – peraltro spiegata nei dettagli dalla società stessa al momento della creazione dei finti loghi -, sulla falsariga di quella che aveva suscitato attenzione a livello nazionale prima della famosa sfida di San Siro. Ma tant’è. […]

Ore 15.00 – (Messaggero Veneto) Un ritorno di fiamma per il Pordenone. La società neroverde, secondo tuttoc.com, sarebbe sulle tracce di Nicola Strambelli, esterno d’attacco classe 1988 del Matera, in scadenza di contratto. Un giocatore sempre piaciuto al De Marchi, che non è escluso possa approdare in Friuli la prossima stagione. Su di lui – sempre da quanto afferma il portale di Lega Pro – ci sarebbe anche la Triestina, che ha già iniziato a muoversi celermente sul mercato (preso il difensore Sabatino dell’Arezzo). […] Venerdì, salvo sorprese, il dirigente Matteo Lovisa si vedrà con Federico Maracchi (’88) e il suo agente, Federico Francioni, entrambi ex giocatori del Pordenone. C’è tutta la volontà da parte del club di riportare in neroverde la mezzala, reduce da due stagioni tra FeralpiSalò, Trapani e Novara.Anche su di lui, come per Strambelli, c’è la Triestina, destinazione gradita dal protagonista in quanto tornerebbe a vivere nella sua città. Tra gli altri affari, sembrano a ottimo punto – per non dire quasi concluse – le trattative che vedono protagonisti Daniel Semenzato (’87) e Andrea Boscolo Papo (’90). […]

Ore 14.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Quando ci sarà la firma davanti al notaio che sancirà l’acquisizione del Vicenza da parte di Renzo Rosso? E’ questa la domanda che corre tra i tifosi, in attesa di notizie sulla società e sulla squadra che affronterà il prossimo campionato. Difficile dare una risposta ma i professionisti del patron di Diesel-Otb stanno lavorando in silenzio da giorni per risolvere e definire gli ultimi dettagli. Potrebbe trattarsi comunque di qualche giorno, alle porte c’è una lunga serie di tappe per iscriversi al prossimo campionato, con una società nuova che nascerà dalla fusione tra il Bassano Virtus 55, di cui verrà utilizzato il titolo sportivo, e il Vicenza. […] Sul nome scelto le ipotesi si sono sprecate: da L.R. Vicenza, a VirtusVicenza 1902, fino al più romantico Lanerossi Vicenza con l’utilizzo della gloriosa «R» di proprietà della famiglia Marzotto, che negli anni scorsi l’ha sempre concessa in comodato d’uso. Probabile però che Rosso, che nel campo dell’abbigliamento ha creato un impero, possa pensare ad un utilizzo anche imprenditoriale del marchio Lanerossi: è quindi normale che la trattativa con la famiglia Marzotto debba essere approfondita nei dettagli. […] Tutte situazioni su cui sta lavorando, comprese quella della scadenza del 30 giugno come termine per l’iscrizione al campionato. Il primo passo riguarderà il versamento della quota di sessantamila euro (5000 euro quella associativa e il resto pagabile a rate di quota di partecipazione al campionato) e la fideiussione di 350.000 euro, con tutta la modulistica prevista. Entro il 15 giugno dovranno invece essere fatti pervenire alla Lega italiana calcio professionistico i documenti necessari per la certificazione dei criteri infrastrutturali dello stadio Menti e non oltre il 20 giugno tutta la relativa documentazione alla Commissione criteri infrastrutturali della Federazione.

Ore 14.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) […] Dopo Inzaghi pure Leandro Rinaudo ha liberato il suo ufficio in viale Ancona, il suo contratto infatti scadrà il 30 giugno e a lui si affiderà una Cremonese reduce da un deludente campionato di Serie B. «Ho 35 anni, vivo di pallone da quando ne avevo 8 e so bene che il calcio è anche questo. Ringrazio il presidente Joe Tacopina per l’opportunità che mi ha dato, di imparare prima da sconosciuto al fianco di Giorgio Perinetti e poi, dall’ottobre scorso, dandomi fiducia per farmi camminare con le mie gambe. Il Venezia per me è stato un’ottima palestra, sono molto contento del percorso fatto, entusiasmante per i risultati, di squadra e anche personali». Rinaudo non scende nei particolari, ma pare che la società gli avesse proposto di restare come spalla di Angeloni, ruolo però ormai stretto per un ds giovane ma premiato al primo colpo come migliore della B. «Non era facile immaginare un’annata così, esser arrivati da neopromossi a giocarsi una semifinale per la Serie A rimarrà per sempre. A me è piaciuto particolarmente toccare con mano la crescita di entusiasmo dell’ambiente, vedere riempirsi sempre più un Penzo che all’inizio era per pochi. Al Venezia auguro di crescere ancora, Tacopina lo merita perché è una fortuna avere un presidente che non fa mai mancare nulla sotto nessun punto di vista». L’ex arancioneroverde non nasconde un pizzico di dispiacere. «Questo c’è sempre quando si conclude un’avventura vissuta intensamente, io credo di aver dato tutto me stesso a questo club. Già da giocatore il cambiamento (12 maglie in 14 anni di carriera, ndr) ha sempre fatto parte della mia vita, ma è anche bello rimboccarsi le maniche per costruirsi una nuova rete di rapporti e di certezze».

Ore 13.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Valentino Angeloni diesse, Stefano Vecchi allenatore. Il dado è quasi tratto e a ieri la firma del neo allenatore arancioneroverde, portato dal nuovo responsabile dell’area tecnica che sostituirà Leandro Rinaudo era data per imminente. L’accordo è vicinissimo e, salvo sorprese, i due dovrebbero essere presentati in contemporanea entro la fine della settimana. Il rapporto tra Vecchi e Angeloni è di vecchia data, risalente ai tempi del Pergocrema quando l’allenatore bergamasco chiuse la sua carriera da calciatore. Nella tarda serata di lunedì Vecchi, fresco vincitore dello scudetto Primavera con l’Inter, è stato ospite di SportItalia. «All’Inter siamo stati bravi a creare una grande coesione — ha detto — la società ci ha sempre messo a disposizione giocatori importanti. Questa stagione siamo riusciti a vincere, ma anche ad avere giocatori che hanno mercato e che potranno aiutare Spalletti a creare una squadra più forte. Futuro? Ho qualche contatto, in settimana incontrerò qualche squadra. La società mi ha già dato l’ok, mai come quest’anno credo sia giunto il momento di dividere le strade. Anche gli anni scorsi c’erano stati dei contatti, ma questo credo sia il momento giusto per farlo. Il Venezia? Posso dire “fuocherello”…». Insomma, la trattativa è arrivata alle battute finali e sta per chiudersi positivamente. Joe Tacopina vuole partire per gli Stati Uniti dopo aver chiuso definitivamente il discorso staff tecnico, lasciando lavorare Angeloni e Vecchi in prospettiva futura. Con Vecchi il Venezia sogna di aprire un canale con la Primavera dell’Inter, in modo tale da procurarsi i giovani migliori del settore giovanile nerazzurro. […]

Ore 13.00 – (La Nuova Venezia) Presente per l’abbraccio finale con i tifosi, dopo aver ufficializzato la partenza dal Venezia, Filippo Inzaghi lunedì sera all’ora di cena è andato a Marghera, in piazza Mercato, per l’ultimo “bagno” di folla con la curva arancioneroverde. Insieme al tecnico Inzaghi, presenti anche il preparatore dei portieri Massimo Lotti e i giocatori Vicario, Soligo e Modolo, oltre al presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin. L’occasione è arrivata dal Memorial “Michael Groppello”, la cui prima edizione si sta disputando da fine maggio in piazza Mercato.Inzaghi, tolta giacca e cravatta di rappresentanza con cui cui si era presentato in sede, è stato circondato dai tifosi del Venezia, presenti con cori, striscioni e bandiere per quello che da pochi minuti non era più l’allenatore del Venezia. Maglietta bianca e pantaloni scuri, Inzaghi ha salutato un po’ tutti, ricevendo in dono un regalo dalla Curva Sud Michael Groppello, ma erano presenti tifosi anche di altri club arancioneroverdi. […]

Ore 12.30 – (La Nuova Venezia) Da un milanista a un interista, da un attaccante a un mediano: il passaggio di consegne tra Filippo Inzaghi e Stefano Vecchi, sempre più vicino alla panchina del Venezia, è solo questione di ore. Ci ha pensato poco, Pippo Inzaghi, a scegliere la sua destinazione, una notte appena, visto che ieri mattina si è presentato al centro sportivo di Casteldebole, quartier generale del Bologna, dove ha anche incrociato l’ex premier Romano Prodi e i nipoti. Inzaghi ha visitato le strutture del centro sportivo e si è intrattenuto con i dirigenti rossoblu, l’annuncio dell’accordo biennale è solo questione di ore, il suo arrivo immediato a Bologna conferma i contatti già avviati da oltre un mese. Come questione di ore è anche l’annuncio del successore di Inzaghi sulla panchina del Venezia con Stefano Vecchi in pole position e quasi ai dettagli con Tacopina, tanto da prevedere la sua presentazione, insieme a quella del nuovo direttore sportivo Valentino Angeloni, entro venerdì, visto che il giorno successivo il presidente volerà a New York. Insieme a Stefano Vecchi dovrebbe arrivare al Venezia come vice Aldo Monza, che sabato ha lasciato la Caronnese dove aveva ottenuto la riconferma. Vecchi, dopo aver conquistato il secondo scudetto consecutivo con la Primavera dell’Inter, così aveva commentato il suo futuro ai microfoni di Sportitalia. «Ho avuto il permesso dall’Inter, con cui ho due anni di contratto, di parlare con altri club, credo sia l’anno giusto per andare». […]

Ore 12.00 – (Gazzettino) Al pari del presidente Andrea Gabrielli, anche Stefano Marchetti non ha ancora digerito l’uscita dai play off. Cittadella eliminato senza perdere una gara, per questo l’1-1 di Frosinone brucia nello stomaco del direttore generale: «L’amarezza rimane, perché quest’anno c’erano tutti i presupposti affinché potessimo centrare un grande obiettivo, realizzare qualcosa di veramente importante. Non è andata come volevamo, e mi dispiace». Poi spiega: «All’interno dello spogliatoio c’era grande convinzione, conoscevamo bene le nostre potenzialità e tutti eravamo convinti di potercela giocare in maniera concreta, sul campo». La serie A questa volta non era soltanto un sogno, ma una realtà accarezzata sino alle semifinali. Addirittura il Cittadella poteva restare in corsa per la promozione diretta. «Per quello che abbiamo fatto vedere durante tutto il campionato c’erano le possibilità di disputare una stagione di altissimo livello. Certo che per puntare a certi obiettivi bisognava evitare gli errori ripetuti più volte per nostre disattenzioni e migliorare in altri aspetti, per esempio dovevamo essere più cinici davanti. Poi ripenso a tutti i punti lasciati per strada nei minuti finali e di recupero delle partite, per ingenuità o superficialità: potevamo davvero essere lì con le prime a giocarcela sino alla fine. Ci sono mancati la regolarità e un po’ più di esperienza in determinati episodi». Il Cittadella poteva dire la sua anche negli spareggi. «Pur avendo continuato a commettere certi errori, credo che la squadra abbiamo ben figurato. Le gare sono sempre state equilibrate, i particolari hanno fatto la differenza». Il direttore generale non ha però niente da imputare alla sua squadra. «Ha dato il massimo, anche domenica a Frosinone non si è risparmiata. Vado fiero di questo gruppo. Non penso di esagerare quando affermo che il Cittadella, assieme all’Empoli, ha espresso il miglior calcio della categoria». […]

Ore 11.40 – (Gazzettino) È Manuel Iori il vincitore della prima edizione del premio Giocatore granata dell’anno indetto dal Centro coordinamento club granata. Al capitano sarà assegnata prossimamente in una cerimonia che è in via di definizione la targa Bragnagnolo Argenti di Laghi di Cittadella in virtù dei quattordici voti ricevuti da una giuria composta dai rappresentanti del comitato della segreteria del Cccg (Pierluigi Basso, Lamberto Tellatin, Francesco Rebellato), dai responsabili dei club affiliati, dai giornalisti che hanno seguito la squadra durante la stagione e da alcuni vecchie glorie (Amedeo Bressa, Giancarlo Pasinato ed Enrico Sambo). Iori non è stato l’unico giocatore del Cittadella a ricevere quattordici preferenze, dato che lo stesso numero di voti è stato raggiunto da Christian Kouame: il premio è stato assegnato però al capitano come rappresentante di tutta la squadra e per la sua brillante militanza con la maglia granata (2006-2009 e 2015-2018) conquistando due storiche promozioni in serie B, esprimendo ottime prestazioni e per essere stato un grande protagonista dell’ultimo formidabile triennio. Alle spalle di Iori e Kouame, praticamente tutti gli altri compagni di squadra sono presenti in classifica: Varnier ha ottenuto tredici voti, più staccato Schenetti che si è fermato a quota sette. […]

Ore 11.20 – (Mattino di Padova) La rabbia e l’orgoglio. Ma anche lo sguardo già proiettato al futuro. Stefano Marchetti non ha dormito nella notte dopo il pareggio di Frosinone, costato l’eliminazione dai playoff della Serie B al Cittadella. E anche ad un paio di giorni di distanza la botta resta dura da smaltire. «La delusione è molto fresca. Credo che mai come quest’anno il Cittadella avesse le possibilità di andare in Serie A, lo abbiamo dimostrato sul campo. Non è andata per il verso giusto, ma, oltre alla rabbia, rimane la soddisfazione per aver realizzato qualcosa di unico. Qualche errore nostro e qualcos’altro ci hanno impedito di raggiungere la finale». Soffermiamoci su quel “qualcos’altro”… «Se riguardate l’azione del fallo su Chiaretti, il direttore di gara è ad un metro. E l’episodio che riguarda Varnier è ancora peggiore, perché Ciofani si disinteressa completamente della palla: ci sono 5 arbitri a guardare quello che succede. Cinque! E comunque io ho capito che la piega sarebbe stata questa a fine primo tempo: l’arbitro non solo non ha dato recupero, ma, giunti al 45′, ha fischiato mentre Benedetti stava andando al cross. Possibile che non abbia lasciato finire l’azione? E il problema è che si parlerà di quanto è successo sulla stampa locale, ma a livello nazionale tutto è già nel dimenticatoio. Resteranno tanti bei complimenti e basta. Io sono onesto: all’andata c’era un rigore per il Frosinone per un fallo di Pezzi su Dionisi. C’era, ma ce n’erano altri 3 allo “Stirpe”». […] Proviamo a tranquillizzare i tifosi: Marchetti e Venturato resteranno al Citta, giusto? «Ogni anno le “voci” che mi riguardano sono le stesse. Fanno piacere, ma credo di non dover più ripetere che il Cittadella è qualcosa di importante per il sottoscritto». Quindi… resta? «Quindi passerà qualche giorno, poi ci troveremo con il presidente e l’allenatore e prenderemo le decisioni del caso. Quel che è certo è che il Cittadella deve saper programmare, innanzitutto pensando a mantenere la categoria». E deve programmare anche le cessioni? Si parla di 3 milioni messi sul piatto dal Sassuolo per Varnier, su cui ci sarebbe anche l’Atalanta. Mentre Kouamé è conteso dalla stessa Atalanta e da Chievo e Spal, ma potrebbe finire all’estero… «Abbiamo giocatori che hanno fatto qualcosa di straordinario e che avranno mercato: valuteremo le cose nella maniera giusta per la società e per gli stessi ragazzi. Se un calciatore ha richieste dalla Serie A, e a vent’anni può giocarsi un certo tipo di carriera, il Cittadella non può ostacolarlo. Quando ho preso Kouamé, aveva segnato 2 gol nel Prato, non lo conosceva nessuno. Se andrà via, cercheremo altri come lui, con umiltà». […]

Ore 11.00 – (Corriere del Veneto) […] Cena di fine stagione al ristorante al Tezzon di Camposampiero. Il dg Stefano Marchetti sembra orientato al «no» al Verona, dopo che nei giorni scorsi c’era stato un sensibile avvicinamento alle posizioni di Maurizio Setti. Se Marchetti resterà non ci saranno problemi per la conferma di Roberto Venturato. Possibile addio per Alfonso: il nuovo Vicenza di Rosso ha l’opzione per il riscatto di Grandi, in caso di fumata nera può tornare in gioco il portiere granata, peraltro cuore vicentino ed ex biancorosso.

Ore 10.30 – (Gazzettino) Zigoni ha realizzato sei sigilli quest’anno con il Venezia, undici nella stagione precedente con tanto di promozione in A con la Spal. Le sue qualità tecniche non si discutono, e alle dipendenze di un martello come Bisoli potrebbe rendere al meglio. […] Russo, Mandorlini, Candido e Zivkov non rientrano più nei piani, pur avendo un altro anno di contratto. E la società ha già comunicato a diretti interessati che l’esperienza biancoscudata è conclusa, con i rispetti agenti che si sono messi a caccia di un’altra sistemazione. Al momento non ci sono situazioni calde, al di là di qualche pour parler. Il Padova punta alla loro cessione prima della partenza per il ritiro a Masen di Giovo, in modo da salire in terra trentina con il gruppo che dovrà affrontare il prossimo campionato di serie B. Analogo il discorso per i giocatori che rientrano dal prestito: De Cenco (Pistoiese), Chinellato (Alessandria), Favero (Mestre) e Tentardini (Monza). Quello che sembra avere più mercato è proprio quest’ultimo, autore di una stagione positiva con i brianzoli.

Ore 10.20 – (Gazzettino) E al riguardo va sempre monitorata la situazione di Castagnetti, elemento che piace molto al diggì Zamuner. Quasi certamente l’Empoli non tirerà fuori i due milioni di euro necessari per esercitare il riscatto con la Spal, per cui il centrocampista farà ritorno nel club estense avendo un altro anno di contratto. Dopodiché si vedrà. Zigoni è uno dei papabili per puntellare il reparto avanzato, tanto che il suo agente Andrea D’Amico ha ammesso che ne sta parlando con il Padova durante la trasmissione Tuttincampo Spogliatoi su Tv7 Triveneta. Il giocatore ha altri due anni di contratto con il Venezia, ma viene dato in uscita dal momento che non rientra nei piani del nuovo diesse Angeloni. Zamuner ha preso informazioni anche sul suo ingaggio, chiedendo all’agente una disponibilità di massima al trasferimento. Insomma, una pista da monitorare.

Ore 10.10 – (Gazzettino) Dal suo entourage trapelano parole d’amore per il Padova, ma c’è sempre da risolvere l’inghippo di natura economica. La trattativa che riguarda Andrea Schiavone è sempre più al centro dell’attenzione in questo primo scorcio di operazioni sul mercato. Che il centrocampista, in scadenza di contratto a fine mese con il Cesena, piaccia alla società biancoscudata non è un mistero a fronte del triennale messo sul piatto della bilancia già da qualche giorno, poi ritoccato verso l’alto negli emolumenti per venire ancora di più incontro alle esigenze del giocatore. Le parti dunque non sembrano lontanissime, ma il club di viale Nereo Rocco non andrà oltre l’ultima proposta avanzata. Per cui due sono le strade: se tutto andrà per il verso giusto, la fumata bianca sarà inevitabile; se al contrario Schiavone rimarrà irremovibile nella propria posizione, il Padova cambierà strada.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Oggi, tra l’altro, Zamuner sarà a Milano dove si incontrerà con il procuratore di Andrea Schiavone, il 25enne centrocampista centrale, primo obiettivo per rinforzare la mediana di Bisoli. […] Oggi, con ogni probabilità, potrebbe essere la giornata buona in un senso o nell’altro. Il Padova, intanto, sembra aver sciolto il “nodo” relativo alla questione portieri. Tra le tante ipotesi in ballo, il club ha virato sull’opzione che vedrà affiancare al confermato Giacomo Bindi un portiere “under” di buona prospettiva. Un giocatore da inserire nella lista giovani, ma che abbia già almeno un campionato tra i professionisti alle spalle. Ecco perché è tramontata l’ipotesi Del Favero (Primavera Juventus), mentre un nome che stuzzica molto è quello di Michele Di Gregorio, di proprietà dell’Inter e nell’ultima stagione titolare al Renate. […]

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Manca poco per la “fumata bianca” e l’annuncio del primo acquisto del “mercato” estivo del Padova. E tutti gli indizi portano a Luca Clemenza, trequartista di proprietà della Juventus, classe 1997, e nella stagione appena conclusa in prestito all’Ascoli in Serie B. Clemenza ha il contratto in scadenza con i bianconeri, ma già nella giornata di ieri il suo agente si è incontrato con la dirigenza della Juve per imbastire il prolungamento: non dovrebbero esserci intoppi e tutto potrebbe essere formalizzato a breve. A quel punto Zamuner è già in parola con i bianconeri per un nuovo prestito, con Clemenza che ovviamente non troverebbe spazio agli ordini di Allegri e ha bisogno di un’altra stagione in Serie B per maturare definitivamente. Il d.g. biancoscudato è fiducioso e aspetta solo il via libera da Torino per inserire il primo giovane del nuovo organico.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Il Padova Under 15 è in finale scudetto. Al termine di una semifinale batticuore i biancoscudati superano il Livorno ai rigori, dopo il 2-2 dei tempi regolamentari, e accedono alla per giocarsi il tricolore di categoria. La squadra di Ottoni sfiderà il Bisceglie (che in semifinale ha battuto il Renate) venerdì alle 18 a Ravenna. […] Nel primo tempo botta e risposta nel giro di un minuto. Al 16′ passa in vantaggio il Livorno grazie a Poli. Il pareggio biancoscudato arriva subito dopo con Radoni che trova un gran destro all’angolino dai 25 metri. Nella ripresa parte meglio il Padova che va invantaggio al 10′ grazie a Sartori, servito da Favaro in area. I biancoscudati nel finale rimangono in superiorità numerica per l’espulsione di Carmanzi. Ma al 1′ di recupero il Livorno trova il pari con Bartoli e si va ai supplementari. La gara non si sblocca e si va ai rigori. Dopo un errore per parte è decisiva la parata del portiere del Padova Fortin: respinge il sesto tiro del Livorno e regala ai suoi la finale.

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Missione milanese per il direttore generale Giorgio Zamuner, che tornerà anche oggi nella city. Sul taccuino tanti nomi ma ancora nessun affare fatto. Oggi, però, è la giornata del dentro o fuori per Andrea Schiavone. Zamuner ha formulato la sua proposta e attende una risposta definitiva. Vediamo la situazione reparto per reparto della rosa biancoscudata. In porta l’idea è quella di confermare Giacomo Bindi e di affiancargli un portiere giovane. Un’opzione è quella che porta a Mattia Del Favero, mentre è andato a vuoto un tentativo per Radunovic (Salernitana, di proprietà della Lazio). Non è semplice trovare l’estremo difensore giusto che non entri in lista A e che, allo stesso tempo, offra garanzie sufficienti. In difesa in pole-position adesso c’è Daniele Capelli, 32 anni, in uscita da La Spezia. Il Padova lo aveva cercato già lo scorso anno, senza però riuscire a tesserarlo perché il pupillo di Pierpaolo Bisoli aveva scelto la squadra ligure per una questione di categoria. […] A centrocampo oggi è la giornata del «dentro o fuori» per Andrea Schiavone. Il Padova ha alzato leggermente la prima offerta, il giocatore però non ha ancora detto sì. Se non arriverà una risposta positiva, Zamuner non attenderà ancora e virerà quasi sicuramente su Mattia Vitale, scuola Juve e di proprietà della Spal. Vitale è un pupillo del dg, ha qualità incredibili ma un carattere un po’ particolare. Poi si cercherà anche una mezzala. Vicinissimo Broh (Sassuolo), che dovrebbe rappresentare l’alternativa al titolare. Piacciono Lollo (Empoli) che però è fuori portata, offerti Suciu (Venezia) e Rizzo (Catania). Riavvicinamento con Pinzi: può arrivare il rinnovo annuale per l’esperto centrocampista ex Udinese. In attacco l’oggetto dei desideri è Zigoni (Venezia). Il club lagunare ha il riscatto obbligatorio a 450mila euro dal Milan, ma il figlio d’arte non dovrebbe rimanere in laguna. Poi c’è Federico Bonazzoli: la Samp sarebbe disponibile a darlo in prestito ma il giocatore nicchia sulla prospettiva di scendere in B. […]

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