Ore 20.00 – (Il Piccolo) […] Di certo, già prima dell’ufficialità l’amministratore unico della Triestina non credeva a uno stop dei tornei: «Siamo tutti già partiti da tempo, abbiamo pianificato dei programmi, abbiamo firmato contratti e concessioni delle strutture, ognuno ha fatto i propri investimenti: adesso che dicevamo, che abbiamo scherzato? Che fermiamo la macchina del calcio? Impossibile – è stata la constatazione di Milanese – Di certo certe dichiarazioni e prese di posizione creano solamente ulteriore sfiducia nel calcio italiano e non aiutano la gente ad abbonarsi». Tutto questo caos, in effetti, secondo Milanese non aiuta certo i tifosi ad avvicinarsi al prodotto serie C: «Mi sembrano le solite cose all’italiana, tanto casino come tutti gli anni e alla fine non c’è nessuno che metta tutti d’accordo per intraprendere una strada nuova. Tutte cose che creano delusioni, incertezze, ma per ottenere cosa? Niente, perché poi non cambia mai nulla. Innanzitutto bisognerebbe sistemare una volta per tutte la questione delle fideiussioni: che mi risulti ci sono dieci società che hanno fatto quella assicurativa, si insiste tanto che non si dovrebbe fare, ma poi si fa comunque una deroga. Mentre a noi per un giorno di ritardo dovuto a un problema della banca ci è stato detto di tutto. In questo contesto – tuona l’amministratore unico alabardato – se mi daranno un punto di penalizzazione faccio una rivoluzione popolare: va bene che siamo il paese dei balocchi, ma almeno ci sia uniformità di giudizio per tutti». […]
Ore 19.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) È quasi fatta per il portiere esperto. La corte di Matteo Lovisa ha funzionato e Giacomo Bindi è stato convinto a dire di sì. Esiste già un accordo di massima tra le parti, che dovrà essere perfezionato nelle prossime ore. Ma ormai ci sono pochi dubbi: l’estremo difensore del Padova viaggia verso Pordenone e sarà lui il titolare nella stagione 2018-19. Sembrano essere tramontate tutte le altre ipotesi: si era parlato anche di Ravaglia, ex numero uno della Cremonese. Ormai però il nome di Bindi sembra rimasto l’unico sull’agenda. Non siamo ancora al momento dell’annuncio ufficiale, ma nei prossimi giorni la situazione si sbloccherà definitivamente in favore del Pordenone e del suo staff di mercato. […]
Ore 18.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) […] Certo il rinvio della composizione dei gironi, dei calendari e di conseguenza dell’inizio del campionato comporterà problemi di organizzazione, come l’inserimento di un paio di turni infrasettimanali in più, ma può pure portare qualche beneficio immediato. Attilio Tesser avrà almeno altre due settimane per continuare e perfezionare la preparazione. Il ritiro di Arta Terme è stato prezioso, ma non abbastanza lungo. Gli impegni di Coppa a Bergamo con l’Albinoleffe e all’Adriatico con il Pescara hanno inoltre costretto il tecnico e il suo staff a modificare il programma iniziale. Il campionato non comincerà prima del 9 settembre, se non il 16. Quindi Stefani e compagni avranno altri 15 giorni almeno per riprendere la preparazione. Non solo: per accelerare il raggiungimento della forma ideale prima dell’avvio, Tesser aveva programmato giornate con doppia seduta, al mattino e al pomeriggio. Carichi non facili da sopportare, soprattutto con la calura di questo agosto africano. Ora le sedute potranno essere diluite nel tempo, evitando così la doppia fatica giornaliera. D’altra parte sarà importante organizzare amichevoli, anche con formazioni che possano svolgere ruoli da sparring partner impegnativi. Detto e fatto: sabato 11 al De Marchi alle 17 si disputerà un triangolare d’allenamento (quindi con gare non ufficiali) con FiumeBannia (Eccellenza) e Pramaggiore (Prima categoria veneta). Prestigioso il test successivo, quello di sabato 18 alle 17.30: al Bottecchia arriverà il Venezia di Vecchi, cacciato a sorpresa dalla Coppa Italia dal blitz compiuto in laguna del Sudtirol. […]
Ore 18.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) […] Bloccata l’elaborazione dei gironi a causa dell’incertezza sulla graduatoria degli eventuali ripescaggi in serie B (e di conseguenza nell’organico di C e nel numero di posti da riempire per mantenerlo a quota 60 club), slittata la presentazione dei calendari (fissata inizialmente per ieri) e di conseguenza anche la prima giornata di campionato (che doveva essere il 26 agosto), ora si parla addirittura di sciopero dell’intera Terza serie per attirare l’attenzione sui problemi che affliggono tutto il sistema calcio, insopportabile per le società di C. «L’ho ribadito anche nella riunione dell’ultimo direttivo – racconta Lovisa -: tutti i presidenti delle società di A, B e C, insieme a quello di Lega e al commissario o al prossimo presidente federale (se le elezioni verranno fatte entro breve, ndr), si devono riunire per imbastire una riforma che riorganizzi totalmente il sistema calcio. Ci devono ascoltare tutti perché la serie C è vitale per l’intero mondo del pallone professionistico». E se l’iniziativa dovesse cadere ancora una volta nel vuoto? «Se non ci ascoltano saremo costretti a dare un segnale forte. Potremmo bloccare i campionati. Noi, presidenti di C, siamo molto uniti nella volontà di trovare una soluzione definitiva al problema. Personalmente però spero che tutto si risolva senza traumi e nel migliore dei modi. Ci sono massimi dirigenti anche di società di A e B che la pensano come noi». […]
Ore 17.30 – (Messaggero Veneto) La serie C è sempre orientata a non far iniziare il campionato il 2 settembre (si deciderà il 22 agosto). Ieri il presidente Gabriele Gravina ha parlato al Corriere dello Sport: «Vista la situazione non partiamo – ha detto -. La confusione regna sovrana e non per colpa nostra. Oggi so che dovremmo avere 56 squadre, ma non so ancora quali. E non possiamo neanche formare i gironi. Siamo ingabbiati dai ricorsi».
Ore 17.00 – (Messaggero Veneto) Il mercato può ancora regalare qualcosa: quando si parla di trattative bisogna sempre tenere una porticina aperta. Tuttavia il Pordenone, per ora, dovrebbe partire con l’attuale reparto avanzato. Un settore che sino a poche settimane fa suscitava qualche perplessità e che, invece, ora sta convincendo. Il nuovo tecnico Attilio Tesser sta puntando – venendo ricambiato – su Patrick Ciurria e Simone Magnaghi, potenzialmente sulla lista dei partenti a inizio estate e ora destinati a un ruolo importante nella squadra neroverde. La rivincita dei delusi, perlomeno per quanto visto lo scorso torneo. […] Il via del campionato è ancora lontano e Tesser ha tutto il tempo per oliare ulteriormente i meccanismi di un reparto offensivo che, complice l’esuberanza di Candellone e gli alti livelli di Berrettoni, può permettersi per ora addirittura un Gerardi come carta-jolly: forse manca la punta da 20 gol, ma la qualità media dell’attacco dei neroverdi fa ben sperare. Il problema è legato al reparto arretrato, con la squadra che continua a subire gol come la scorsa annata, in attesa che Barison stia bene. Gli obiettivi rimangono un portiere (Bindi) e un difensore (Rozzio) esperti. Prima bisogna cedere e il dirigente Matteo Lovisa si augura che questa possa essere la settimana decisiva per salutare Nunzella e Lulli, ormai da tempo fuori dal progetto tecnico. Con calma, poi, si penserà al futuro di Meneghetti, estremo classe 2001 chiesto tra le altre da Juventus e Roma. […]
Ore 16.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Prima notizia di giornata. E’ confermato, almeno dalle notizie in arrivo ieri, che i campionati di Serie C inizieranno domenica 2 settembre. Nonostante il caos all’interno della Figc perduri e ci siano ancora tante cose da sistemare, ieri è stata la volta della conferma ufficiale arrivata dagli uffici della Lega Pro di quando si alzerà il sipario sul campionato 2018-2019. Nel giorno della nuova bocciatura, stavolta al Tar del Lazio, del ricorso dell’Avellino, il Vicenza viaggia spedito verso la nuova stagione. Ieri la campagna abbonamenti, a soli due giorni dal termine delle prelazioni, ha toccato l’incredibile cifra di 3323 tessere rinnovate. Un andamento davvero entusiasmante, che conferma il grande amore del popolo biancorosso per la squadra. Sul mercato, intanto, lo stallo persiste. Ieri è andato in scena un nuovo tentativo di accordo per Andrea Brighenti. Con i bonus, il centravanti della Cremonese arriva a guadagnare circa 230mila euro, gli stessi percepiti da Umberto Eusepi. Le due trattative sono molto complicate e si segnala nella giornata di ieri l’inserimento del Padova per Brighenti. Ancora nessun accordo raggiunto, ma il fatto che il centravanti grigiorosso, giocatore bandiera per la Cremonese e con ancora due anni di contratto in essere, abbia richieste da categorie superiori rende ancora più difficile il buon esito della trattativa. Per quanto riguarda Umberto Eusepi, la situazione è simile, con la differenza che però il Pisa lo ha messo fuori lista ed è disponibile alla partecipazione dell’ingaggio. Nelle scorse settimane il giocatore non aveva accettato la proposta biancorossa. La cifra offerta dal ds Werner Seeber è di 110mila euro per entrambi i giocatori, con la possibilità di arrivare a 130-140mila. Stesso discorso per Andrea Cocco, che percepisce quasi 300mila euro a Pescara. Anche qui il club abruzzese è disposto a contribuire, ma l’offerta biancorossa è giudicata insufficiente. […]
Ore 15.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Poco più di un mese fa aveva lasciato il Mestre a malincuore, ma ai suoi ex tifosi Alessandro Fabbri ha voluto fare una sorta di regalo d’addio. Passato a fine giugno al Sudtirol, complice la sparizione del Mestre dalla geografia della Serie C, domenica il terzino sinistro romagnolo ha firmato il colpaccio bolzanino al Penzo costringendo il Venezia a digerire l’immediata eliminazione dalla Coppa Italia. Un delitto perfetto anche perché pescato all’89’, dopodiché su Fabbri sono piovuti elogi e proposte di santificazione immediata dagli appassionati di fede arancionera. «In effetti qualche complimento mi è arrivato – ammette divertito il 28enne di Cesena – e, sfottò e sorrisi a parte, mi fa piacere perché sono rimasto molto legato ai colori e all’ambiente mestrino. Segnare al Penzo ad una squadra protagonista in Serie B non capita tutti i giorni, una bella soddisfazione perché è servita per spingere il Sudtirol al terzo turno. Poi all’utile ho unito il dilettevole, meglio di così». Un anno fa Alessandro Fabbri aveva realizzato la terza rete nel 3-0 che il Mestre aveva rifilato all’esordio a Portogruaro agli altoatesini. «Quella era Coppa Italia di C, stavolta quella vera e il gol è stato molto più pesante, si vede che la coppa mi porta bene. Il Venezia mi è parso forte, a tratti sicuramente ci ha tenuti nella nostra area: all’inizio siamo stati timorosi, nel secondo tempo abbiamo fatto vedere qualche buona ripartenza dimostrando di poter essere pericolosi, ma ci è mancato l’ultimo passaggio. Ci siamo difesi con ordine e compatti, ormai i supplementari sembravano inevitabili e senza dubbio avremmo finito per pagare dazio». […]
Ore 14.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Si volta pagina e si guarda avanti. La sconfitta con il SudTirol è già dietro le spalle, c’è da metabolizzare un inizio di stagione che non è stato quello che ci si aspettava, ma Maurizio Domizzi, da buon capitano, fa spallucce e tira dritto per la sua strada. Anche lo scorso anno, del resto, c’era stata una falsa partenza, con lo scivolone con il Pordenone al Penzo e i primi mugugni. Poi i risultati avevano soffocato i malumori, fino alla splendida cavalcata che aveva portato la squadra ai confini della Serie A: «E’ chiaro che il 5 agosto qualsiasi squadra, non solo il Sudtirol, che imposti la gara in senso difensivo – spiega Domizzi – sia sicuramente più avvantaggiata, perché spreca meno energie e, quando le capitano occasioni come quella che le è capitata, può essere più lucida sottoporta. Comunque, non ne facciamo un dramma, perché siamo una squadra matura, esperta e consapevole. Dispiace essere usciti dalla Coppa, ma conosciamo benissimo quale poteva essere il modo brutto e sbagliato per poter uscire da una partita e credo che sia stato quello che si è visto in quest’occasione». Qualche similitudine con il match contro il Pordenone della passata stagione è balzata subito agli occhi e sicuramente non può essere trascurata. Anche in quel caso la prima ufficiale fu un flop, con la sconfitta interna al Penzo che rappresenta un precedente importante da cui trarre il giusto insegnamento: «Secondo me guardando il risultato il parallelo ci può stare – ammette il capitano – l’anno scorso però in quella partita abbiamo fatto molto peggio. Contro il Sudtirol, a mio avviso, abbiamo tenuto il gioco sempre in mano, abbiamo avuto una o due occasioni per sbloccare il risultato, ma ripeto: in questo momento chi difende è ovviamente facilitato, perché nessuno è al top della condizione». […]
Ore 14.00 – (La Nuova Venezia) Perso il treno della Coppa Italia, il Venezia sta organizzandosi per disputare alcune amichevoli prima dell’inizio del campionato di Serie B. Sabato, infatti, allo stadio Zanutto di San Donà dovrebbe essere la volta di un triangolare con i padroni di casa e il Campodarsego. A ieri sera, però, il Venezia non ha dato ancora una conferma ufficiale, mancando le autorizzazioni da parte della Lega.La prima squadra si è, invece, allenata al Taliercio. Chi non è sceso in campo domenica sera ha affrontato la Primavera di Nicola Marangon, a parte hanno lavorato Vicario, Coppolaro, Geijo, Marsura, Litteri, Zennaro e Pinato. […]
Ore 13.30 – (Gazzettino) Rinforzo a centrocampo per il Campodarsego che ha ufficializzato l’ingaggio del padovano classe 1999 Giammarco Scapin. Originario di Cavino, vicino a San Giorgio delle Pertiche, il giocatore ha sottoscritto un accordo per i prossimi tre anni: un innesto di valore, nonostante la giovane età, considerato che è cresciuto nel settore giovanile della Juventus, mentre nelle ultime due stagioni ha militato con le formazioni Primavera di Vicenza ed Empoli. Ora appunto la nuova esperienza con il Campodarsego, che è iniziata da una settimana considerato che Scapin si è già aggregato ai compagni e oggi sarà a disposizione per l’amichevole in programma alle 18 sul campo amico del Gabbiano con la Robeganese, formazione che milita in Eccellenza. Ecco le parole del direttore generale Attilio Gementi. «É un’operazione che abbiamo voluto fare, convinti che nella nostra squadra avrà la possibilità di mettersi in mostra ambendo a categorie più alte. Giammarco ha grandi qualità, una buona fisicità e alla luce del percorso che ha effettuato negli anni passati non possiamo considerarlo un giovane under: è un giocatore esperto e crediamo che abbia tante doti da potere esprimere. Abbiamo sottoscritto un accordo triennale perché si tratta di un’operazione in prospettiva, e siamo contenti che il ragazzo abbia deciso di sposare la nostra causa». […]
Ore 13.00 – (Mattino di Padova) Il Campodarsego ha acquistato il mediano Giammarco Scapin, 19 anni, cresciuto nel settore giovanile della Juventus e già nella Nazionale Under 17. Originario di Cavino, frazione di San Giorgio delle Pertiche, Scapin ha disputato le ultime due stagioni con le formazioni Primavera di Vicenza ed Empoli, legandosi infine al “Campo” con un accordo triennale. «Crediamo chequesto ragazzo abbia tanta qualità da esprimere», dice il dg Gementi. Oggi, alle 18, scenderanno in campo entrambe le squadre padovane di Serie D in amichevole: il Campodarsego di Antonio Paganin ospita al “Gabbiano” la Robeganese (Promozione). Al Nuovo Stadio di Este gli uomini di Nicola Zanini sfidanola Virtus Verona, neopromossa in Serie C. Sabato altri test: il Campodarsego affronterà in un triangolare Sandonà e Venezia (allo stadio “Zanutto” di San Donà), l’Este se la vedrà con il Legnago (in casa).
Ore 12.30 – (Gazzettino) Tommaso Cancellotti è da ieri un nuovo giocatore del Cittadella. Il ventiseienne terzino destro, nato a Gubbio, arriva dal Brescia. «É stata una trattativa abbastanza veloce -sostiene il neo-granata- appena ho saputo di questa possibilità non ho esitato. So come lavora questa società in un ambiente favorevole per una crescita personale e il raggiungimento degli obiettivi». […] E sulle sue caratteristiche: «La velocità è una delle mie peculiarità, oltre alla fase difensiva mi piace propormi anche in quella offensiva. Credo che per il tipo di gioco che predilige il tecnico Roberto Venturato, il mio modo di giocare si sposi bene con quello del Cittadella». […] Sulle prospettive personali e della squadra, chiarisce: «Cittadella in questi ultimi anni ha dimostrato di essere una piazza importante con ambizioni crescenti. L’anno scorso ha fatto molto bene sfiorando la promozione in serie A, credo che quest’anno sarebbe bello cercare di ripetere quanto fatto nello scorso campionato, io cercherò di dare il mio contributo alla causa per fare il meglio possibile. A livello personale il mio obiettivo è trovare spazio e meritarmi di giocare. Prima però vengono gli obiettivi della squadra». Domenica per il terzo turno di Tim Cup ad Empoli il neo granata si sente pronto: «Giocare è sempre bello. Sono qui per ambientarmi in fretta con il gruppo, credo che non farò fatica a trovare l’intesa con i compagni». Sul suo livello di preparazione conclude: «Sono stato in ritiro con il Brescia dall’undici al ventuno luglio, mentre i miei nuovi compagni hanno concluso a Lavarone domenica scorsa. Non so se sono più avanti con la preparazione perché i carichi di lavoro devono essere smaltiti progressivamente. In questi giorni potrò verificare anche questo aspetto allenandomi per arrivare alla condizione migliore». […]
Ore 12.00 – (Mattino di Padova) […] Passando ai nuovi arrivi, ieri è stata la volta dell’annuncio ufficiale, con annessa presentazione, del terzino Tommaso Cancellotti, classe ’92 proveniente dal Brescia dopo un ottimo triennio alla Juve Stabia. «Sono molto contento di essere qui», le sue prime parole, «È stata una trattativa veloce e appena ho saputo dell’interessamento dei granata non ho esitato ad accettare. So come lavora questa società, fa bene da tanti anni e ti permette di crescere nel miglior modo. Conosco praticamente tutti i miei nuovi compagni, in particolare Camigliano con cui ho giocato a Castellamare di Stabia e mi fa piacere ritrovarlo qui».Il difensore nativo di Gubbio si è soffermato poi sulle sue caratteristiche e sulla sua formazione giovanile: «Sono un terzino destro che può giocare anche a sinistra, non ho problemi a mettermi a disposizione del mister e dei compagni per dare il mio contributo. Mi piace attaccare, mi ritengo dotato di buona spinta e credo che il gioco che propone Venturato sia perfetto per me. Non nascondo che anche il modo di giocare del Citta abbia influito sulla scelta di venire qui e non vedo l’ora di iniziare. Sono cresciuto nel settore giovanile della Sampdoria e poi ho girato molto, ora sono a Cittadella e ho un entusiasmo pazzesco. Si tratterà di un campionato lungo e faticoso in cui dovremo dosare bene le energie. L’obiettivo personale sarà ovviamente quello di poter avere un minutaggio importante, ma dovrò guadagnarmi ogni minuto con il sudore durante gli allenamenti e la concorrenza gioverà ai risultati di squadra». […]
Ore 11.00 – (Gazzettino) Lo stadio è un buon punto di partenza. «Sì. Abbiamo due mesi per presentare lo studio di fattibilità economica e poi, entro il 31 dicembre, via al progetto con cui riqualificare la zona di Padova Ovest anche attraverso una serie di negozi attorno allo stadio. Ma penso anche al progetto dell’Arena della Musica: sono due strutture che potrebbero coesistere e portare beneficio alla città». […] La serie A, il sogno impossibile. Qual è l’obiettivo per la prossima stagione? «Dobbiamo affrontare il campionato di B con umiltà. La A adesso è un’utopia per noi e lo dico chiaro e tondo. Certo lo spirito di partecipare e basta non è nelle mie corde, ma bisogna anche essere realisti. Magari un giorno, più avanti, arriverà il momento in cui ci troveremo a programmare la serie B in un’altra maniera, ma manca ancora tempo. Bisogna crescere ancora e si cresce attraverso strutture societarie e non». […] E lei, cosa vuole lasciare a chi verrà al suo posto un giorno, ma anche ai padovani? «Vorrei essere ricordato come l’uomo che ha creato una società solida. Come l’uomo che ha dato alla società il nuovo stadio e il centro Padovanello».
Ore 10.50 – (Gazzettino) […] Presidente Bonetto, inizia un anno importante per Padova. Cominciamo dallo stadio, finalmente da idea si parla di progetto. Come c’è riuscito? «Sono stati gli eventi di questi anni a portarci a questo punto, approdo naturale dell’intero percorso che stiamo ancora facendo. Mi spiego meglio. Adesso è il momento giusto di crescere, di far crescere la società sotto tutti i punti di vista. Siamo arrivati in B, il progetto sportivo sta diventando sempre più importante e anche noi ci siamo resi conto di come serva dare una maggiore attenzione ai tifosi e alle categorie economiche della città. Ci mancava uno stadio vero, dove far sentire i nostri tifosi a casa, un posto comodo dove fargli gustare le partite, dove cantare e gioire. Dove stare vicini alla squadra. Per quanto riguarda la squadra invece è ora di avere campi di proprietà anche per l’allenamento, solo così potrà crescere anche il settore giovanile». […]
Ore 10.40 – (Gazzettino) Aggiunge. «Quando ero ragazzino ho fatto anche molte volte il raccattapalle, spesso stavo dietro alla porta della curva Bulgarelli ed era bellissimo. All’epoca in attacco giocava Di Vaio, mi piaceva molto: oggi è un simbolo per il Bologna ed è una figura importante in seno alla società. Nel periodo in cui invece mi allenavo con la prima squadra c’erano Gilardino e Diamanti». Immaginiamo che domenica lei e i suoi compagni ce la metterete tutta per passare il turno, che vi permetterebbe di andare ad affrontare la Juventus. «Sarebbe bellissimo. Non è impossibile andare avanti nella competizione, vogliamo dare continuità a ciò che di buono abbiamo fatto con il Monza. Siamo consapevoli di poter fare bene, e di giocarci tranquillamente le nostre carte». […]
Ore 10.30 – (Gazzettino) Bologna è la sua città, nella quale è nato e vive. Tanto più che è sbocciato come giocatore proprio nel vivaio rossoblù, colori per i quali ha fatto sempre il tifo. Ecco perché domenica al Dall’Ara sarà una sfida all’insegna dell’amarcord per Alessandro Capello. «É la prima volta che gioco da avversario al Dall’Ara, stadio nel quale ho debuttato in prima squadra in Coppa Italia: partita con il Livorno, e a un quarto d’ora dalla fine Pioli mi ha fatto entrare. É stata una bellissima esperienza esordire nello stadio della mia città e con la squadra nella quale ho fatto tutto il settore giovanile fino all’ultimo anno di Primavera. Un pezzo del mio cuore è per il Bologna, poi domenica tutta la mia famiglia mi verrà a vedere, a parte la mia ragazza che è a Cagliari. Sarà una bellissima emozione e un grande motivo d’orgoglio tornare a giocare nello stadio dove andavo sempre in tribuna a guardare tutte le partite quando militavo nel settore giovanile».
Ore 10.20 – (Gazzettino) La ripresa degli allenamenti alla Guizza è stata l’occasione per fare il punto sul mercato con il direttore generale Giorgio Zamuner, a cominciare dalle uscite che sono la priorità per poi operare gli ultimi innesti. «Giovedì il procuratore di Bindi si vede con il Pordenone, mentre oggi (ieri, ndr) ho ricevuto una telefonata della Sambenedettese per Chinellato: vorrebbero prenderlo e ho informato l’agente del giocatore, che si metterà in contatto per cercare di trovare un accordo. Per Candido c’è una situazione con il Ravenna, che però è bloccata. Quanto a De Cenco so che ha un’offerta dal Monopoli, che al momento non va bene. Rimangono Russo e Mandorlini che non hanno situazioni concrete». In entrata? «Prima dobbiamo fare due-tre cessioni. Salzano come mezzala? É un giocatore che mi piace, ma la precedenza è per un attaccante, dopodiché valuteremo un eventuale centrocampista e ci guarderemo intorno». […]
Ore 10.10 – (Gazzettino) […] Partiamo da chi se ne è andato dalla squadra del Santo, allora in serie C, lusingato da una categoria superiore. Il primo è stato Alessandro Favalli che un anno fa non ha accettato la proposta di rinnovo del contratto in scadenza per approdare alla Ternana. Positiva a livello personale la sua stagione, ma gli umbri sono poi retrocessi sul campo in serie C. Ancora peggio è andata a Carlo De Risio che a gennaio ha forzato la mano, andandosene in maniera un po’ rocambolesca ad Avellino (contratto fino a giugno 2020), anche lui desideroso di misurarsi con il torneo cadetto. Per il mediano un buon numero di presenze, ma nei giorni scorsi l’amara sorpresa nel vedere gli irpini estromessi dal campionato. Stessa situazione per Cristian Altinier che dodici mesi fa aveva firmato un biennale con la Reggiana. Lui ha poi fatto la sua parte (11 reti), a differenza degli emiliani, a loro volta non iscritti e così il giocatore mantovano dovrà guardarsi altrove, forte comunque di 58 reti all’attivo nelle ultime quattro stagioni. E non si è iscritto in serie C nemmeno il Mestre, squadra di Neto Pereira che non era stato confermato dal Padova per motivi anagrafici, ma per lui, ormai a fine carriera, nessun problema: disputerà il prossimo campionato in serie D alla Bustese Milano City, vicino a Varese dove ha messo radici. […]
Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Da lì un lungo peregrinare, che l’ha portato alla Primavera dell’Inter, a Cagliari e poi in Serie C. Fino all’opportunità biancoscudata: «Tornare a Bologna, con la mia famiglia sugli spalti, è motivo di grande orgoglio. Ricordo quando facevo il tifo per i rossoblù dalla tribuna o gli anni in cui avevo la fortuna di fare il raccattapalle proprio sotto la Curva Bulgarelli».E da quella posizione privilegiata poteva studiare le mosse di qualche attaccante di Serie A: «Al tempo ammiravo Di Vaio, un giocatore che ha fatto benissimo a Bologna diventando un simbolo, prima dell’arrivo di Gilardino e Diamanti con i quali mi sono anche allenato». E adesso non gli resta che far vedere quanto sia cresciuto quel 17enne: «Voglio far bella figura assieme a tutti i miei compagni. Dobbiamo dare continuità alla vittoria con il Monza, non è impossibile passare anche questo turno. Ci giocheremo le nostre carte». […]
Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Chissà quante volte ha sognato di correre su quel prato, segnare sotto la curva, sentire il calore della propria città. Un sogno che potrà tornare a rivivere domenica prossima, seppur con una maglia diversa, in una situazione diversa, all’inizio di una carriera che ha preso una strada diversa. Ma una strada che appare in netta ascesa. Bologna-Padova sarà anche la partita di Alessandro Capello, il bomber biancoscudato che giocherà per la prima volta contro la squadra della sua città: «Sarà emozionante», rivela l’attaccante. «Al Dall’Ara ho esordito a 17 anni in Coppa Italia con Pioli, coronando la trafila del settore giovanile e centrando l’obiettivo di giocare con la squadra del mio cuore».
Ore 09.30 – (Mattino di Padova) […] «Il calcio è un veicolo importante che porta molto interesse a attrattività», spiega Bertin. «A maggior ragione grazie alla Serie B, che può regalare visibilità nazionale alle nostre imprese».E qualcosa, da questo punto di vista, si sta muovendo, considerato che rispetto alla scorsa stagione la vendita complessiva degli abbonamenti “corporate” si è più che triplicata, passando da 24 a 90. Il presidente Roberto Bonetto sorride: «La vicinanza di Ascom è molto importante per noi e per attrarre nuove aziende interessate a sostenerci», spiega il numero uno del Padova, che dalle prossime settimane sarà sempre più impegnato nel far quadrare i conti sul nuovo impianto. Ma a tal proposito Ascom che dice? Bertin resta vago sul progetto, ma fissa alcuni principi cardine: «Non ho ancora avuto modo di vedere l’opera che il Padova ha presentato al Comune, ho dato un’occhiata solo tramite i giornali. Ci faremo un’idea e valuteremo bene. Ci farebbe molto piacere dare una mano al Padova, ma vogliamo capire che tipo di attività potranno esserci. Ribadiamo la nostra contrarietà alla costruzione di nuovi centri commerciali con una speculazione fine a sé stessa. Ci auguriamo si possa ragionare su un sistema diverso».
Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) […] Roberto Bonetto, sviluppi sul nuovo stadio? «Padova ha bisogno di un nuovo stadio, di un’arena per la musica che potrebbero coesistere. Non sono incompatibili, ne ho parlato anche con ZED e credo si possa lavorare fianco a fianco. Abbiamo presentato il progetto di riqualificazione dell’area dell’Euganeo, Ascom ci ha dato disponibilità a lavorare all’interno del retail park. Abbiamo superato il primo step ma la strada è molto lunga. C’è progettualità e la voglia di crescere passo dopo passo. Vogliamo mantenere la categoria e far crescere questa società ». Calendari e campionati, ma che caos… «Sono in contatto con il presidente Balata e ho cercato di capire con lui che sviluppi ci possano essere. Quello che posso dire è che la posizione della Lega di B è chiara. Il sistema non riesce a sostenere 22 squadre nella categoria, come Serie B chiediamo il blocco dei ripescaggi e un campionato a 20 squadre. Lo si diceva già lo scorso anno, lo chiediamo nuovamente adesso. Non voglio fare nomi, ma come fanno certe squadre a prendere Galabinov o Floro Flores se hanno avuto difficoltà a iscriversi?». A proposito di Galabinov. E’ solo un sogno? «Percepisce oltre 500mila euro di stipendio. Quelle cifre non le possiamo spendere. Il nostro obiettivo è fare bella figura e mantenere la categoria, poi se a gennaio fossimo in una posizione interessante di classifica, allora si potrebbero fare certi ragionamenti, così come se malauguratamente fossimo a rischio retrocessione. A quel punto magari ci comporteremmo in modo diverso». Bologna-Padova è una bella vetrina… «Non vedo l’ora di andare al Dall’Ara. Abbiamo battuto il Monza e ci prendiamo questa passerella che nobilita il nostro lavoro. Abbiamo un gruppo consolidato, credo possa essere la nostra forza in un campionato complesso e logorante come quello di B».
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