Live 24! Padova-Venezia, il giorno dopo: quattro punti in due derby, che inizio di stagione per il Biancoscudo!

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Ore 19.00 – (Il Piccolo) Gran chiusura ieri della festa dell’orgoglio alabardato allo stadio Rocco con la presentazione delle numerose squadre giovanili della Triestina Victory e passerella per tanti ragazzini. Intanto gli abbonamenti hanno superato quota 1800: a ieri sera erano infatti oltre 1820 le tessere sottoscritte.

Ore 18.30 – (Il Piccolo) […] Il modulo base sul quale Pavanel ha lavorato a lungo in questo precampionato è il 4-3-1-2. Su questo fronte, è abbastanza pacifico il quartetto di partenza in difesa, con i centrali Malomo e Lambrughi (Codromaz e Pedrazzini le alternative), e i terzini Formiconi e Sabatino (con Libutti e Pizzul a cercare di guadagnarsi il posto). Viste le amichevoli, tutto sembra abbastanza chiaro anche a centrocampo. Il terzetto base sembra composto da Coletti vertice basso con Beccaro e Maracchi mezzali. Ma le alternative sono ricche con Steffè che sicuramente troverà parecchio spazio e sa giostrare sia da mediano che da mezzala, ma anche con il giovane scuola Atalanta Bolis che avrà modo di farsi valere. Il pacchetto offensivo, con l’arrivo di Granoche, sembra avere due opzioni principali: una più spregiudicata con Petrella trequartista e le due punte con El Diablo affiancato a Mensah. Un’altra più prudente con Bracaletti in versione trequartista dietro le due punte. […] Certo, Granoche è comunque più un uomo d’area, per cui Pavanel potrebbe studiare delle opzioni in questo senso. Una ad esempio è il 4-3-3: in questo caso El Diablo giocherebbe punta centrale con la possibilità di impiegare Mensah e Petrella da esterni, ruolo che potrebbero rivestire anche Procaccio o in certi casi Bracaletti, Beccaro o lo stesso Bariti. Ma le soluzioni non finiscono qui: in alcuni frangenti si è visto anche il 4-2-3-1, che potrebbe vedere Coletti e Maracchi (oppure Steffè e Bolis) davanti la difesa, con un terzetto dietro l’unica punta Granoche. Terzetto in cui i ruoli esterni possono essere coperti da tanti giocatori: Mensah, Petrella, Bracaletti, Procaccio, Beccaro o Bariti. Nel ruolo dietro la punta, i più adatti restano Bracaletti, Petrella o Beccaro. Ma Pavanel non ha nemmeno escluso la soluzione 3-5-2. […]

Ore 17.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Non si può nemmeno storcere il naso perché l’ingresso al Bottecchia era gratuito. Certo la prima esibizione di settembre del Pordenone non è stata esaltante. Vuoi perché la squadra è stata completata solo negli ultimissimi giorni di mercato, vuoi per l’impegno messo dal Chions, vuoi (e questa è la cosa che preoccupa di più il popolo neroverde) perché manca a Tesser la punta da doppia cifra. Lo dicono le statistiche, lo ha confermato quanto visto contro Peresson e soci. Oltre a tutto nell’occasione erano in tribuna infortunati Magnaghi e Berrettoni. Tesser dovrà trovare soluzioni alternative o sperare nell’esplosione dello stesso Magnaghi o del neo arrivato Germinale. Il 2-0 maturato contro il Chions è frutto di una sfortunata autorete e di un’inserimento in area di Misuraca su cross dalla fascia di Bombagi. Tesser che non sa mimetizzare la realtà a fine gara si è detto contento solo della prima mezzora del match. «Il resto ha ammesso conferma che dobbiamo lavorare ancora parecchio per favorire l’inserimento negli schemi dei nuovi arrivati». […]

Ore 17.00 – (Messaggero Veneto) Il Pordenone batte 2-0 il Chions con una prova positiva. Si chiude così il secondo test-match dei neroverdi in settimana con squadre del calcio dilettantistico pordenonese, dopo il 7-0 nella sgambata di mercoledì contro il Cordenons. Un’amichevole certamente più probante per i ragazzi di Tesser quella con i gialloblù di Lenisa, che si sono schierati con un 4-3-1-2 speculare a quello dei ramarri e con le due compagini che hanno cambiato molti uomini nella ripresa per permettere a tutti gli elementi della rosa di mettere minuti nelle gambe.corsie lateraliIl Pordenone ha saputo sviluppare efficacemente le proprie azioni sulle fasce. I due terzini titolari, Florio e De Agostini, hanno sfruttato al meglio le rispettive corsie e quando non erano loro a trovare il fondo per rendersi pericolosi ci pensavano Gavazzi, schierato come mezzala sinistra, o Candellone, che si allargava spesso sulla destra. Proprio da un cross dalla destra di Candellone è arrivato al 17′ il vantaggio neroverde. Il pallone del numero 27 del Pordenone era teso e velenoso e Peresson, smanacciando un po’ maldestramente, non è riuscito a respingere il pallone che poi è finito in prossimità di Duca: il giovane terzino gialloblù ha cercato di deviare la sfera in calcio d’angolo per scongiurare il pericolo ma, colpendola in maniera scomposta, l’ha deviata in gol. […] Il gol del 2-0 è arrivato proprio grazie a un taglio di Misuraca, che ha depositato in rete al 59′ su un cross del neoentrato Bombagi dalla trequarti di sinistra anticipando tutti con il destro: buon rientro per lui dall’infortunio. […]

Ore 16.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) […] Il tecnico del L.R. Vicenza alla fine del test contro il Montebelluna ha esaminato e spiegato il momento della sua squadra. «Ho chiesto delle cose un po’ diverse e per questo siamo sembrati meno efficaci — ha precisato Colella — ma sono cose normali. Del mercato mi interessava relativamente, tutto è stato condiviso con la società e dunque sono pienamente soddisfatto. La difesa è registrata, un po’ di fatica la facciamo in avanti ma sono tutti nuovi e ci vuole tempo. Per dare un giudizio del gruppo dobbiamo aspettare i nuovi; Mantovani è appena arrivato, Rover è indietro nella condizione e con De Falco conto che a centrocampo avremo qualcosa in più».

Ore 15.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Quello con il Montebelluna, squadra di serie D, per il L.R. Vicenza è stato un altro passo verso l’inizio del campionato che parità il prossimo 16 settembre. Gli uomini di Giovanni Colella si sono imposti 3-0, tutti gol maturati nel primo tempo quando in campo era schierato l’undici titolare. Il tecnico ieri non ha potuto disporre di Davide e Nicolò Bianchi, rispettivamente alle prese con un infortunio al ginocchio e un problema muscolare al polpaccio. Non sono stati convocati nemmeno Tommaso Bortot e Filippo Stevanin, mentre Leonardo Zarpellon è rimasto in panchina. Preso atto delle indisponibilità, Colella ha schierato l’undici che potrebbe essere quello titolare, con le presenze dal primo minuto degli ultimi arrivati De Falco in mediana e Arma al centro dell’attacco. Mantovani, l’ultimo arrivato, ha giocato solo la mezz’ora finale confermando di dover recuperare la miglior condizione fisica ma anche di avere qualità ed esperienza superiori alla categoria. La gara si è sbloccata subito con un gol di Curcio che dopo due minuti ha infilato la porta dopo una combinazione con Arma. Il centravanti marocchino ha raddoppiato alla mezz’ora quando, su assist di Giacomelli ha colpito di precisione di testa battendo l’estremo del Monte. Nemmeno il tempo di mettere la palla al centro e Laurenti calcia a botta sicura dai dieci metri sfruttando un ottimo inserimento di Solerio dalla sinistra. Il primo tempo è terminato con un timido tentativo del Montebelluna e nella ripresa, complice la girandola di sostituzioni, la gara ha perso in larga parte di significato senza altre reti. […]

Ore 14.30 – (Gazzettino) Cittadella primo in classifica e in serie positiva da tredici giornate, contando anche il finale della scorsa stagione. Numeri che non lasciano indifferenti, specie per una squadra che, ancora una volta, era stata snobbata nei pronostici del campionato cadetto, e che invece si ritrova a guardare tutti d’altro per almeno un paio di settimane, fino a dopo la sosta del torneo. Ieri anche la fortuna ha strizzato l’occhiolino ai colori granata, con gli emiliani che hanno sfiorato – e fallito – più volte il vantaggio prima di subire il gol partita di Proia, alla prima stagione e al primo gol in serie B. […] Dopo aver rischiato più volte di finire sotto, il Cittadella ha piazzato la zampata vincente al 35′: punizione di Iori in area dove Proia ha saltato più in alto di tutti e infilato di testa Colombi. È stata una vittoria sofferta, raccolta al termine di una partita dura e difficile, come ha ammesso Venturato a fine partita, ma importante e significativa perché potrà infondere grande fiducia all’intero gruppo.

Ore 14.10 – (Gazzettino) Una vittoria sofferta, conquistata con i denti e con grande cuore. Roberto Venturato non nasconde le difficoltà trovate a Carpi, che aveva ampiamente previsto alla vigilia del confronto. Finora il Cittadella aveva avuto la meglio contro due squadre – Empoli in Coppa Italia e Crotone in campionato – che cercano di imporre il proprio gioco come fanno i granata; il Carpi invece rappresenta un avversario tradizionalmente ostico per i colori granata, specie al Cabassi, espugnato soltanto in un’occasione prima di ieri. Ai punti il pareggio sarebbe stato forse più giusto, ma nel calcio si vince con i gol. «Ci stava anche il pari – ammette l’allenatore del Cittadella – Mi fa piacere che la squadra abbia lottato sino alla fine per provare a vincere la partita di fronte a una formazione che ha giocatori bravi e forti. Vincere una partita così è un bel segnale». Venturato analizza la prestazione dei suoi. «Non dobbiamo accontentarci perché possiamo fare meglio e di più di quanto espresso a Carpi. In questo momento bisogna stare con i piedi piantati per terra e mantenere il giusto equilibrio». Il Cittadella ha sofferto in diversi momenti della partita. «Soprattutto nei primi venti minuti abbiamo pagato la grande fisicità e determinazione dei padroni di casa. È una loro qualità, il campo poi non era in buone condizioni ma bisogna adattarsi a tutto. Dopo siamo entrati in partita, creando qualcosa di buono, ma in generale si è trattato di un confronto duro e difficile. Diciamo che abbiamo portato a casa un risultato molto importante». […]

Ore 13.50 – (Mattino di Padova) Il fattore C segna l’inizio del campionato cadetto. C come Cittadella, primatista solitario a punteggio pieno dopo due giornate, con 4 gol segnati e 0 subìti e che può permettersi di allungare subito il passo, come due stagioni fa, quando, ritornato in B dopo un solo anno di purgatorio, infilò un filotto di 5 successi consecutivi. Era il 5 ottobre 2013 quando, sempre in B – unico precedente da 3 punti per Iori & C. nella storia dei confronti diretti tra le due squadre nell’ex velodromo – i granata espugnarono il “Cabassi” con una rete di Rodrigo Alborno, centrocampista paraguaiano, al termine di una brutta partita. Un po’ com’è successo ieri, perché di calcio-spettacolo sul campo emiliano non se n’è proprio visto, complice un primo tempo davvero brutto, dove sono volati più calci alle gambe che al pallone, e dove la fisicità dei giocatori l’ha fatta da padrona a discapito della tecnica. Ma, tant’è, in tempi come questi, dove si è al via della stagione e non tutto è rodato come a torneo inoltrato, il risultato conta tantissimo e arrivare alla sosta con 6 punti su 6 per Venturato è esaltante, con benefici effetti per il gruppo e sostanziale iniezione di autostima per tutto l’ambiente. Che poi il marchio di fabbrica sulla vittoria stavolta l’abbia apposto l’ex centrocampista del Bassano non fa altro che confermare la bontà delle scelte compiute sul mercato da Stefano Marchetti, il quale non sbaglia un acquisto che sia uno. Federico, 22 anni e mezzo, si è trovato con la maglia di titolare sulle spalle perché Branca, nella serata di venerdì, era stato richiamato in fretta e furia a Cittadella, dove stava per nascere il suo primogenito, venuto al mondo nella notte. […]

Ore 13.30 – (Mattino di Padova) […] L’analisi del tecnico del Cittadella è onesta: «Ci sarebbe stato anche il pareggio, ma sono contento di aver visto una squadra che lotta per vincere. Aver saputo ottenere i tre punti in questo modo è un bel segnale che ci siamo dati, dopo una partita molto difficile, in un campo che speravo di trovare in condizioni migliori. Dopodiché è chiaro che non possiamo accontentarci della nostra prestazione, perché possiamo giocare meglio di così e fare di più. Noi ci abbiamo provato, ma bisogna ogni volta tener conto anche dell’avversario».In entrambe le frazioni i suoi uomini hanno faticato un po’ a ingranare, crescendo in corso d’opera. «È vero, abbiamo sofferto la loro fisicità e determinazione nei primi 20 minuti, la nostra gara in un certo senso è iniziata dopo quella prima fase. Ma non dimentichiamo che questo Carpi ha dei valori, ed è per questo che il risultato è molto, molto importante. Merito di tutti, sia di chi è sceso in campo sia di chi non ha giocato ma ci ha permesso di lavorare al meglio nel corso della settimana. Lo avevo sottolineato già dopo l’affermazione sul Crotone e lo ripeto ora, perché è un aspetto fondamentale». […]

Ore 12.50 – (Gazzettino, edizione di Venezia) […] Provato per il gol subito il portiere del Venezia Luca Lezzerini tende a sdrammatizzare. «Abbiamo giocato alla pari e sofferto solo sulle palle inattive – ripete il portiere veneziano – nel complesso è stata una buona partita da parte nostra. In campo la squadra ha messo tutto quello che aveva. Il gol era evitabile? In settimana rivedremo le immagini e studieremo le dinamiche della rete subita da calcio piazzato per non commettere più lo stesso errore. Sul gol annullato al Padova, invece, l’arbitro ha visto bene perché c’era un netto fallo di mano di un attaccante padovano». Ancora più realistico Marcello Falzerano. «Il Padova non ci ha messo tanto in difficoltà eccettuo quelle due occasioni su calcio piazzato alla fine del primo tempo dove hanno trovato anche il gol vittoria – spiega il centrocampista lagunare – il Padova poi si è difeso bene e ha vinto un’altra partita assolutamente equilibrata. Dobbiamo migliorare e fare meglio sicuramente ma ci sta perdere all’inizio del torneo come questa sera. Noi oggi abbiamo dimostrato che stiamo bene fisicamente e tecnicamente. Da martedì ci metteremo subito al lavoro per preparare la prossima sfida contro il Benevento, dopo la sosta, una delle favorite del campionato cadetto di quest’anno. I tifosi devono stare tranquilli: siamo la stessa squadra dell’anno scorso ed è assolutamente presto è affrettato emettere sentenze nei confronti della nostra compagni in generale. Anzi in questo campionato siamo partiti meglio dello scorso: dopo due giornate lo scorso anno avevamo due punti, quest’anno ne abbiamo già tre».

Ore 12.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Stefano Vecchi non era il mister più felice del mondo ieri sera nel post partita di Padova. Nella sala stampa dell’Euganeo si è presentato con una t-shirt giallo fosforescente, pantaloni neri e scarpe da ginnastica. Più che attirare l’ attenzione avrebbe voluto dimenticare un derby amaro, giocato bene per mezz’ora ma perso per un altro rete su calcio piazzato. «Credo sia stata una partita combattuta e lottata fino alla fine – ammette serenamente – È stato un match aperto ad ogni risultato. Abbiamo preso il gol da palla inattiva ma abbiamo giocato alla pari. Il Padova è stato bravo a concretizzare le occasioni avute e aver subito la sconfitta in quel modo mi rode assai perché in settimana ci eravamo preparati ad affrontare situazioni del genere. Abbiamo disputato una buona partita per mezz’ora poi si è spenta la luce in occasione dei calci da fermo dove abbiamo subito la rete e un’altra grande opportunità per il Padova.Nel secondo tempo – prosegue il mister dei lagunari -nei primi 10 minuti abbiamo giocato bene e creato delle occasioni da rete e poi ci siamo disuniti e sbilanciati tanto da prestare il fianco ai contropiede degli avversari. Abbiamo cercato si sfruttare le fasce per mettere in mezzo dei palloni giocabili per i nostri attaccanti. Non sempre però siamo stati lucidi e precisi. Abbiamo cercato anche di essere aggressivi in alcuni momenti della partita ma non siamo riusciti a finalizzare il nostro lavoro e i nostri sforzi sul campo». L’allenatore del Venezia non ha nessuna voglia di iniziare dei processi dopo una sola sconfitta dopo appena due giornate di campionato. «Ci vuole tempo per amalgamarci – tranquillizza tutti Vecchi – io comunque non vedo una brutta prestazione della squadra. È stato un incontro aperto a tutti i risultati. Per cortesia non esageriamo con le critiche». […]

Ore 12.10 – (La Nuova Venezia) C’è rammarico in casa Venezia per un derby che si sperava potesse dare delle soddisfazioni. «Ci aspettavamo una gara del genere», spiega il capitano Maurizio Domizzi «dove si sarebbe dovuto lottare. Chi va in vantaggio per primo in casi del genere, poi ne trae grandi vantaggi e loro sono stati bravi a difendere l’1-0. Potevamo pareggiare, perché abbiamo avuto delle opportunità con Falzerano e Vrioni: se lo avessimo fatto, la partita sarebbe scemata a livello agonistico. Il campo era piuttosto pesante e all’inizio si faticava a capire la dinamica dei rimbalzi». Anche l’ex Udinese sottolinea la pericolosità di Clemenza ma la prende con filosofia. «Non troveremo uno come lui ogni partita», dice, «anche se è stato molto pericoloso nelle situazioni da fermo. Lui è molto bravo a calciare e lo sapevamo. Di certo, dovremmo lavorare e stare più attenti». […]

Ore 11.50 – (La Nuova Venezia) Prima trasferta stagionale e prima sconfitta per il Venezia targato Stefano Vecchi. «Il Padova si è chiuso molto bene soprattutto al centro», analizza il tecnico, «e abbiamo provato ad andare sull’esterno per fare dei cross, mettendo pure delle buone palle con Falzerano. Non siamo, invece, riusciti ad arrivare in area ma quando l’avversario ti chiude gli spazi, è difficile trovare dei varchi. All’inizio della ripresa c’è stata la reazione, siamo riusciti a essere pure aggressivi, ma in certi casi non siamo stati lucidi. Con l’ingresso di Zigoni si poteva cercarlo nel gioco aereo e non sempre si è andati sulle fasce con qualità». Il Venezia ha sofferto soprattutto nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo, dove il Padova ha costruito il suo successo. Clemenza è stato tra i protagonisti. «Conoscevamo il suo valore», continua l’allenatore, «e avevamo previsto che potesse in quella posizione, a fare il trequartista. Tutto sommato, è riuscito a fare la differenza nei calci da fermo, dove ha un piede molto importante e lo ha dimostrato. Dai corner e dalle punizioni laterali sono arrivati i pericoli e prima dell’intervallo ci siamo fatti prendere dallo spavento. Sul gol di Ravanelli non abbiamo difeso bene». […]

Ore 11.20 – Le pagelle del Padova (Mattino di Padova): Merelli 6; Ravanelli 8, Capelli 6.5, Trevisan 6.5; Salviato 6 (Zambataro sv), Cappelletti 7, Pulzetti 7, Contessa 6; Clemenza 6.5; Bonazzoli 6.5 (Ceccaroni sv), Capello 6.5 (Belingheri sv).

Ore 11.10 – (Gazzettino) Clemenza mostra la sua classe con un sinistro vellutato che Lezzarini devia in tuffo, sulla ribattuta ci prova Bonazzoli ed è angolo. Pallone in area e tocco finale di Capello appostato sul secondo palo. Sembra gol (il portiere intercetta la sfera quando ha già varcato la linea di porta), ma l’arbitro ravvisa un tocco di braccio dell’attaccante e annulla. Da applausi anche il sinistro in corsa di Pulzetti che sfiora l’incrocio. Sulle ali dell’entusiasmo il Padova sblocca la partita. Salviato si guadagna una punizione sulla destra, la traiettoria di Clemenza è delicata quanto micidiale, perfetto il terzo tempo di Ravanelli che salta più in alto di tutti (i lagunari difendono a zona) e insacca. […] Alla mezz’ora Vecchi si gioca anche la carta Zigoni, dando più fisicità e centimetri al suo reparto offensivo. Bisoli corre ai ripari e abbassa i suoi esterni, contando allo stesso tempo sul grande lavoro di schermatura che fanno a turno Cappelletti e un indomabile Pulzetti. Sull’asse Bonazzoli-Capello il Padova ha però un guizzo (37′) e sfiora il raddoppio. Gli ultimi minuti si giocano sotto l’acquazzone. Il Venezia dà fondo a tutte le sue energie, ma sbatte sulla solidità difensiva dei biancoscudati. E i novemila dell’Euganeo possono esultare.

Ore 11.00 – (Gazzettino) Come a Verona: Clemenza confeziona l’assist su punizione e Ravanelli al centro dell’area veste i panni dello stoccatore. Ma se al Bentegodi il gol del giovane difensore di proprietà del Sassuolo aveva fruttato un ottimo pareggio, questa volta ha regalato al Padova i tre punti. E vincere un derby vale doppio. L’1-0 finale rispecchia i valori espressi in campo: alla resa dei conti i biancoscudati hanno fatto di più e meglio. Il Venezia ha esibito una buona reazione dopo essere andato sotto nel punteggio, ma a parte la supremazia territoriale e i tanti palloni buttati a centro area nel secondo tempo non è quasi mai riuscito a minacciare veramente la porta di Merelli. Il Padova prova da subito a fare la partita: Clemenza agisce dietro le punte, i due esterni di centrocampo sono molto alti e Pulzetti cerca di ricucire il gioco. L’aggressività dei biancoscudati non spaventa però il Venezia che in fase difensiva si compatta tra le linee e quando ne ha l’opportunità cerca di sfruttare gli spazi a disposizione per ripartire. […] Un’invenzione di Capello dà la scossa al Padova alla mezz’ora: l’assist per Bonazzoli è al bacio, decisiva la chiusura in extremis di Domizzi. Quasi d’incanto i biancoscudati ritrovano vigore, scacciando la tensione dovuta al debutto casalingo.

Ore 10.50 – (Gazzettino) «Quattro punti tra Verona e Venezia sono tanta roba. In più con la certezza di avere un gruppo che vuole imporsi su tutti in campi anche in serie B». È un fiume in piena Pierpaolo Bisoli, palesemente soddisfatto per la prova dei suoi ragazzi. Prima di concedersi ai cronisti, la stretta di mano con il presidente Bonetto e con il socio Oughourlian, nonché anche una battuta simpatica indirizzata a Ravanelli, bomber della squadra in virtù del gol vittoria con il Venezia e del sigillo del pareggio con il Verona. «In allenamento sbaglia una marea di gol, ma evidentemente è bravo perché se li tiene per la partita. È il nostro cannoniere, e anche della serie B. Quest’anno sulle palle inattive abbiamo una batteria di saltatori importante, e ogni partita creiamo situazioni da rete perché, oltre al gol di Ravanelli, abbiamo avuto un’altra occasione importante con Cappelletti. Ieri (venerdì, ndr) avevamo provato due-tre situazioni, e si sono avverate. Adesso segna Ravanelli, spero più avanti toccherà a qualcun altro».
Quindi il tecnico passa alla disamina del match. «Abbiamo disputato davvero una grande partita sul piano tecnico, tattico e di duelli vinti. L’unica pecca che si può trovare, è non avere chiuso la partita perché in serie B puoi pagarla. Il Venezia non ci ha mai impensierito, Merelli non ha compiuto una parata. Anche quando il Venezia ha cercato di alzare la palla, siamo stati bravi a contrastarlo. È chiaro che era meglio andare sul 2-0, ma non si può pretendere sempre la perfezione. Abbiamo fatto un calcio molto propositivo, un calcio moderno di adesso dove bisogna sapere giocare palla a terra e andare ad attaccare gli spazi. Il tiki taka non è più di moda, ci siamo adeguati avendo i giocatori adatti a fare questo tipo di calcio». […]

Ore 10.40 – (Gazzettino) Entrano in sala stampa insieme, uno vicino all’altro, proprio come hanno guardato la partita in tribuna. E sono entrambi comprensibilmente raggianti il presidente Roberto Bonetto e il socio Joseph Oughourlian per la vittoria dei biancoscudati. Patron Bonetto sfoggia una cravatta a righe bianche e rosse, ed esordisce così: «Me l’ha regalata Merighi (tifoso che ha fondato l’Aicb, ndr). Ha portato bene, per cui la metterò senz’altro ancora. Sono quelle serate che ricorderò per un bel pezzo vista la vittoria e il calore dei nostri tifosi. Al riguardo ringrazio il Questore che ci ha dato la possibilità di incrementare la capienza fino a 8.700 posti permettendoci così di accontentare qualche tifoso in più. Però vedere lo stadio pieno e una grande prestazione della squadra come questa mi rende molto felice. Abbiamo raccolto quattro punti tra Verona e Venezia, spero di non svegliarmi domani mattina», ossia oggi. […] Arriva il turno di Oughourlian. «Sono molto contento della squadra che ha disputato una partita eccezionale, e la vittoria è meritata perché ha giocato meglio del Venezia. I ragazzi sono stati fantastici nel difendere fino alla fine il vantaggio, ma soprattutto si vede che c’è uno spirito di squadra che è lo stesso che c’è all’interno della società, e di questo ne sono molto felice». Ancora sulla prestazione di Pulzetti e compagni. «Una prova davvero impressionante, molto tosta. Sono stati bravi tutti, e abbiamo avuto molte occasioni tanto che potevamo segnare anche altri gol. Sono molto soddisfatto». Niente voli pindarici però. «Abbiamo giocato due partite, pensiamo a fare un passo alla volta. Il presidente Bonetto ha indicato l’obiettivo che è mantenere la serie B, ed è ragionevole tenendo conto delle nostre risorse».

Ore 10.30 – (Gazzettino) Ho fatto bene ad abbonarmi, ho fatto bene ad acquistare il biglietto nonostante qualche problema, ho fatto bene a rischiare di prendere la pioggia. Buona parte dei quasi novemila presenti ieri all’Euganeo a fine gara avrà sicuramente ragionato in questi termini, galvanizzato dal successo del Padova e dalla sua convincente prova nell’atteso derby con il Venezia. Tanta gente allo stadio, del resto, all’ombra del Santo non è cosa di tutti i giorni, con un dato finale di 8.696 presenti di cui oltre ottomila di fede biancoscudata. Piene anche le nuove tribune autorità e vip, con il socio Joseph Oughourlian che non si è voluto perdere l’appuntamento e con l’impressione che, con una capienza più ampia dalla prossima gara casalinga si passerà a 11.500 posti ci sarebbe stata ancora più gente.
Già con una simile cornice, tuttavia, lo spettacolo sugli spalti non è mancato, con un sostegno incessante dei supporter padovani anche nei momenti di difficoltà e con tutto il campionario di sfottò che accompagnano questa tradizionale sfida, a partire dal classico Oh issa a mimare lo sforzo di chi rema, dedicato ai cugini lagunari. Tra gli avversari in campo, poi, il più bersagliato è stato l’ex Bentivoglio. […]

Ore 10.10 – Le pagelle del Padova (Mattino di Padova): Merelli 6; Ravanelli 7.5, Capelli 6.5, Trevisan 6.5; Salviato 6 (Zambataro 6), Cappelletti 6.5, Pulzetti 7, Contessa 6.5; Clemenza 7; Bonazzoli 6.5 (Ceccaroni sv), Capello 6.5 (Belingheri sv).

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Guardi il cielo e sembra il giorno del giudizio. Si chiude con tuoni e secchiate di pioggia. Per i lampi ci pensa Luca Clemenza, che illumina la serata del Padova e abbaglia un timido Venezia. Risultato finale 1-0 per i biancoscudati, 1-0 forse anche stretto per una squadra che, superati dieci minuti di impasse nel primo tempo, ha sempre comandato la partita. Tre punti limpidi, legittimati da un finale di prima frazione arrembante, nel quale il Venezia è finito a terra e non si è più rialzato. Gol-partita (40′) di Ravanelli, la zuccata giusta, tanto per offrire al Venezia l’attenuante del gol su palla inattiva, ma la verità è che il Padova ha giocato meglio e il Venezia molle non ha trovato la forza di fare un tiro in porta. Bel dilemma dare il voto a Merelli. Bisoli presenta un 3-4-1-2, Clemenza al centro dietro le punte è fonte d’ispirazione soprattutto per Bonazzoli, che lotta come un gladiatore ma non trova il gol. Coppia ravvicinata, quasi a uomo, Cappelletti-Pinato, va anche detto che le difese – da questa e da quella parte – si presentano compatte, abili a chiudere le strade che portano all’area. Padova concepito più per andar dentro in verticale, e quando l’operazione non riesce, ecco quei tre-quattro cross da brivido per i veneziani: su uno nasce il gol, sugli altri il Venezia si limita a vedersela brutta.Riflettori sul Padova: bene i tre centrali, centrocampo che regge ritmi alti per un’ora abbondante, Bonazzoli meglio di Capello nel cercare gloria e poi la qualità di Clemenza a dare la scossa. In un campionato in cui per prima cosa si deve annullare l’avversario, avere un uomo che inventa il “numero” può essere molto importante. […]

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Due partite e quattropunti è veramente tanta roba. Parola di mister Pierpaolo Bisoli, che si gode il trionfo e si prepara alla prima sosta del campionato nelle zone alte della classifica. «Vittoria meritata, non abbiamo rischiato nulla e potevamo anche andare sul 2-0», sorride il tecnico. «Rispetto a Verona è stata una gara diversa, abbiamo sofferto in avvio di ripresa e non nella parte finale quando potevamo trovare il raddoppio. Ma questa squadra nella sofferenza non perde equilibrio e questa è una grande dote. Il Venezia ha patito il nostro ritmo e il pubblico ci ha dato una grande mano trascinandoci in un piccolo momento di difficoltà nel primo tempo».Oltre a qualche fiammata degli attaccanti ciò che piace di questo Padova è la tenuta della retroguardia: «Secondo me siamo ancora più solidi difensivamente dello scorso anno. Abbiamo guadagnato un giocatore come Capelli che guida alla grande la difesa. E Cappelletti in mediana ci permette di avere la fisicità che fa stare sereni i tre difensori». In più c’è Ravanelli che si traveste anche da bomber: «Secondo me tra due o tre anni lo vedremo in Serie A». […]

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Un’emozione particolare l’ha provata Trevor Trevisan, che a distanza di 4 anni e mezzo dal suo doloroso addio al Padova è tornato a calcare il campo dell’Euganeo in Serie B. «Ed era quello che volevo dopo essermene andato a meta di una stagione disastrosa», ricorda il difensore. «E devo dire che è stato veramente speciale ritrovare uno stadio con così tanta gente in una partita di questo fascino». E a rendere il tutto quasi indimenticabile, ovviamente, ci ha pensato il risultato: «Avrei messo la firma per raccogliere 4 punti in avvio tra Verona e Venezia. Sapevamo dell’importanza di questa partita e di quanto ci tenevano i tifosi, sono veramente soddisfatto. E non dimentichiamoci il valore dell’avversario, il Venezia è reduce da un ottimo campionato in cui ha centrato i playoff e può contare su un gruppo di grande spessore». […]

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) E alla fine il sold out c’è stato. Sono 8696 gli spettatori che hanno bagnato il debutto casalingo stagionale del Padova nel derby, applaudendo la squadra di Bisoli e inaugurando anche l’Euganeo reduce dal restyling estivo. Nuovi seggiolini, nuove zone vip e nuovo manto di gioco. Il rifacimento totale del terreno effettuato nei giorni scorsi ha dato i suoi frutti, il campo era in buone condizioni, sebbene in alcuni punti (a causa probabilmente del poco tempo passato tra la posa dell’erba e la gara) si è sollevata qualche piccola zolla. Da registrare, invece, qualche problema di viabilità prima della partita. […] Ieri il tetto è stato fissato a 8.700 spettatori, a causa di qualche problema di natura tecnica ai software dell’impianto di video sorveglianza, ma i guai dovrebbero essere risolti. «Già dalla prossima partita casalinga la capienza salirà a 11.500 posti», ha assicurato il sindaco Giordani, presente in tribuna.

Ore 09.00 – Le pagelle del Padova (Corriere del Veneto): Merelli 6.5; Ravanelli 8, Capelli 6.5, Trevisan 6.5; Salviato 6 (Zambataro 6), Cappelletti 6.5, Pulzetti 6.5, Contessa 6; Clemenza 7; Bonazzoli 6.5 (Ceccaroni sv), Capello 6 (Belingheri sv).

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Finisce con un autentico diluvio, lampi, tuoni e fulmini che si abbattono sullo stadio Euganeo. Sufficientemente tardi, per grazia ricevuta, da non mettere a rischio il derby Padova-Venezia, quello che ci si poteva aspettare. Teso, per cuori forti, bello a tratti, muscolare in altri momenti e deciso da un episodio. Il Padova gonfia il petto e mostra i muscoli, si toglie la maglietta e urla tutta la gioia per una vittoria da ricordare. L’1-0, di solito, è il successo che tutti gli allenatori vorrebbero blindare. Difesa imbattuta, quanto basta per aprire la cassaforte e richiuderla a chiave dopo averci messo dentro i tre punti. Decide un difensore, Luca Ravanelli, che al 40’ del primo tempo fa quello che tutti aspettavano: raccoglie la deliziosa pennellata di Luca Clemenza, l’artista sbarcato da Torino che incanta l’Euganeo e mette sotto scacco Stefano Vecchi e gonfia la rete per la seconda volta in sei giorni. E, poco prima, il gol annullato (giustamente) a Capello per un fallo di mano. Partita complessa, nervosa, tesa, si diceva. Alla fine una palla inattiva sposta gli equilibri in direzione Padova, ma a ben guardare il successo non fa una grinza. Il Venezia gioca, ringhia ma è spuntato, davanti non riesce a graffiare. Nicola Citro sembra ancora un corpo estraneo in una squadra che, per il resto, gioca a memoria. Per adesso la prima considerazione che emerge è che senza attaccanti in condizione il Venezia fatica tre volte tanto e non può bastare l’instancabile Falzerano per provare a spostare le montagne. Il Venezia spinge e attacca a testa bassa ma il Padova è roccioso, capace di difendere a denti stretti il capitale in banca. Di fronte a quasi novemila spettatori (davvero un peccato la capienza ridotta) lo spettacolo è di quelli che vale il prezzo del biglietto. L’attacco rapido e tecnico di Bisoli punge e dà fastidio, il Venezia dietro prende pochissimi gol ma un attimo di distrazione è fatale. E risalire la corrente e tutto fuorché facile. […]

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) Fuori dall’Euganeo il serpentone di auto, a un certo punto, comincia ben prima del Gran Teatro Geox. Tutti in colonna, come ai vecchi tempi, quando da queste parti arrivavano la Juve, il Milan o l’Inter. Padova-Venezia è anche il derby dello stadio a capienza ridotta, appena 8700 spettatori. Fuori la gente è inferocita, lungo la strada i padovani imprecano. «Ma perché ai concerti fanno arrivare quarantamila persone e ogni volta in questo stadio ci sono sempre problemi?». Già, perché? La videosorveglianza è il pomo della discordia, il Comune aveva promesso a inizio estate che sarebbe stato tutto pronto, la società assicura di aver fatto quanto di sua competenza. Il presidente Roberto Bonetto, in tribuna autorità, non alza i toni, anzi li smorza perché vuole costruire uno stadio nuovo. «Lo stadio poteva essere più pieno – ammette – ma i problemi legati alla video sorveglianza non l’hanno consentito. Devo anzi ringraziare il questore per la concessione fino a 8.700». […]

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