Live 24! Foggia-Padova, il giorno dopo: sconfitta che fa riflettere, sarà un lungo viaggio di ritorno per i Biancoscudati…

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Ore 19.00 – (Il Piccolo) La Triestina concede il bis al Rocco. E lo fa con un 3-0 ottenuto con irrisoria facilità e con Granoche a sorpresa tenuto in panchina per problemi fisici.La facilità del tris sul Ravenna non nasce da una superiorità di gioco ma dalla capacità di capitalizzare al massimo nel primo tempo due incertezze della difesa ravennate. E in più questo succede nel momento migliore della squadra ospite, più manovriera dell’Unione almeno fino all’uno-due. Il doppio vantaggio (poi messo in cassaforte nella ripresa da un penalty di Bracaletti) nasce anche dalle forze fresche schierate con coraggio da Pavanel. Sia Libutti che Procaccio mettono lo zampino sia nell’azione della rete di Beccaro che in quella di Bracaletti. E a proposito dell’ex capitano, anche lui, schierato a singhiozzo nelle prime due gare ha saputo ritagliarsi un posto da protagonista nella seconda vittoria stagionale. Una vittoria che cancella la sconfitta di Rimini ma non offre ancora una Triestina sempre concentrata e precisa come serve a un team di rango. Ma sul piatto della bilancia pesano di più le note positive (e tra queste la vivacità di Procaccio) compreso il pubblico che ha dato fiducia all’Unione con quasi quattromila presenze. E per un infrasettimanale alle 19.30 non è poco. Nessuno si aspettava l’assenza di Granoche e forse nemmeno quella di Formiconi sulla destra anche se la sua prestazione a Rimini non era stata certo da incorniciare. Procaccio occupa la stessa zona del Diablo con Mensah a destra e Bracaletti a fare da raccordo. Il centrocampo è sempre affidato al trio Maracchi-Coletti- Beccaro. […]

Ore 18.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Un tempo per costruire la vittoria, uno per difenderla. Ancora una volta si è visto un Pordenone dai due volti. Volitivo nella prima frazione, in cui ha collezionato diverse occasioni, oltre al gol al 42′ di Leonardo Candellone, che sta procedendo al ritmo di un centro a partita. In sofferenza (ancora più che nelle gare precedenti) nella ripresa comandata dalla Virtus, che ha sfiorato il pareggio più volte e centrato una traversa con Manarin all’81’. Restano la vittoria e i tre punti che permettono a Stefani e compagni di rimanere in testa a punteggio pieno insieme al Monza, ormai già di Silvio Berlusconi. Non ci sono sorprese nell’undici iniziale di Tesser che schiera Bindi fra i pali; Semenzato, Stefani, Barison e De Agostini in difesa; Gavazzi, Burrai e Bombagi a centrocampo; Ciurria a supporto della coppia d’attacco formata da Candellone e Magnaghi. Disposizione analoga per la Virtus di Fresco, che ha Danti e Grandolfo in prima linea. […] Il brivido più grosso viene regalato da una botta di Manarin, che Bindi devia di poco sulla traversa. È il bacio di Tyche, dea della della fortuna con la palla in mano. Un buon segno anche in vista del viaggio in casa del Rimini, in calendario per domenica alle 14.30. I biancorossi romagnoli negli ultimi quattro giorni hanno battuto la Triestina e pareggiato a Vicenza. Sarà una trasferta non proprio semplicissima.

Ore 17.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) La terza vittoria consecutiva dall’inizio del campionato non esalta eccesivamente Attilio Tesser, che non vuole parlare di primato e non guarda troppo lontano, né troppo in alto.
«Sono punti – dice infatti l’allenatore dei ramarri – che servono per tenere alto il morale, accrescere la fiducia del gruppo e formare il carattere della squadra. Parlare di primato dopo appena tre partire potrebbe essere appagante, ma poco serio». Il tecnico esamina poi l’andamento della sfida, che in molti aspetti ha riprodotto quelli con l’Albinoleffe e l’Alma Juve Fano. «Direi – inizia – che abbiamo fatto un ottimo primo tempo, durante il quale i ragazzi hanno costruito parecchie occasioni e svolto un gioco più che soddisfacente. Oltre al gol di Candellone abbiamo visto qualche buona ripartenza, che avrebbe potuto avere esito migliore». Decisamente diversa anche questa volta si è però rivelata la ripresa. «Ammetto che dopo una buona ora di gioco la squadra si è abbassata troppo e abbiamo sofferto. Siamo stati anche fortunati, in occasione della traversa colpita da Manarin. Però – tiene a precisare il mister -, complessivamente, abbiamo meritato di vincere una partita giocata contro un’ottima squadra. Avevo raccontato alla vigilia di aver esaminato il filmato della gara che la Virtus aveva disputato con il Monza e non mi sono per niente stupito della prestazione che gli scaligeri hanno sfoderato contro di noi. Non dimentichiamo poi che in pratica abbiamo fatto tre match in soli 10 giorni, sempre con gli stessi uomini». […]

Ore 16.00 – (Messaggero Veneto) Col minimo sforzo, dimostrando di saper pungere e difendersi quando serve. Il pragmatismo di Attilio Tesser fa già parte del Dna del Pordenone. Alla terza gara in una settimana, giocata con gli stessi elementi, la squadra neroverde ha battuto la Virtus Vecomp, rimanendo in testa alla classifica. Nel girone B di serie C, in vetta a punteggio pieno, sono rimasti i ramarri e il Monza di Silvio Berlusconi, da domani proprietario dei brianzoli, tra i quali potrebbe addirittura tornare a giocare (è un’indiscrezione) nientemeno che Kakà. Stefani e soci hanno faticato – traversa dei veronesi all’80’ – ma alla fine hanno conquistato il terzo successo di fila.LA SVOLTALa Vecomp, complice un po’ di turnover, è arrivata a Pordenone con forze fresche e in avvio di gara si è visto. Squadra impostata con un 3-5-2 “fluttuante”, che col passare dei minuti è diventato 4-3-1-2 con l’arretramento a terzini di Lancini e dell’ex Lavagnoli: il gruppo di Fresco, nei primi 25′, si è mosso molto bene, con linee strette e giocatori pronti a chiudere ogni linea di una passaggio. La formazione di Tesser, pur avendo il pallino del gioco in mano, faceva fatica a sfondare. Tuttavia il muro veronese era destinato a cadere col passare dei minuti. L’attenzione, unita alla tenuta fisica, si è abbassata e i neroverdi hanno iniziato a “picconare”: prima Magnaghi si è reso pericoloso con un colpo di tacco, quindi una conclusione in controbalzo di Ciurria ha costretto al miracolo Giacomel; lo stesso portiere si è poi ripetuto su Burrai mentre ha solo osservato un tiro di Gavazzi, andato alto. Nessun gol, ma quattro azioni pericolose nel giro di pochi minuti. Un segnale eloquente di come doveva andare a finire. Infatti il gol è arrivato puntuale poco dopo, grazie a una bella inzuccata di Candellone, bravo a spedire in rete un cross di De Agostini. Ecco, la svolta è arrivata da sinistra, e non è un messaggio politico. Quando il Pordenone – e in generale le situazioni di gara gara- riescno a liberare “Dea” sulla corsia mancina sono dolori per gli avversari. […]

Ore 15.30 – (Messaggero Veneto) «Abbiamo dimostrato di saper soffrire». Attilio Tesser promuove la capacità della sua squadra di stringere i denti e portare a casa i tre punti tra qualche difficoltà. «Questo è un gruppo che vuole sempre ottenere la vittoria: è cattiva, presenta sui contrasti – afferma l’allenatore del Pordenone -. Non era una partita facile: la Virtus Vecomp, oltre a essere più fresca rispetto a noi, visto che aveva cambiato molti elementi, è un’ottima squadra che ha saputo metterci in crisi. Tuttavia penso che il successo sia meritato, nel corso dell’ultimo quarto d’ora del primo tempo abbiamo creato molto e solo due miracoli del portiere prima del gol di Candellone ci hanno impedito di segnare».Tesser promuove il suo bomber (gli dedica un «bravo») e pensa già alla prossima partita in cui potrebbe cambiare qualcosa. «Sino a questo momento non avevo intenzione di mettere mano all’undici iniziale – spiega -. Ora penso che qualcosa modificherò. Ho visto qualche giocatore stanco: abbiamo poche soluzioni in panchina, ma penso che le sfrutterò». […]

Ore 14.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Quando al 91’ Guiebre ha segnato il gol del vantaggio del Rimini con un cross deviato sfortunatamente da Andreoni il Menti non credeva ai suoi occhi. Una partita dominata con almeno sei occasioni da gol fallite e un palo clamoroso colpito da Bonetto stava per trasformarsi in una beffa atroce. La squadra però ci ha creduto e si è riversata in avanti cercando e trovando un pareggio strameritato con il rigore trasformato da Giacomelli a recupero scaduto. La gara è stata un monologo biancorosso con gli uomini di mister Colella che però hanno avuto il torto di fallire diverse occasioni clamorose davanti all’estremo del Rimini. La squadra, schierata con Bonetto e Mantovani al centro della difesa, e con Bianchi preferito a Stevanin nel ruolo di terzino sinistro, ha fornito una prestazione tutta cuore e determinazione. A centrocampo Zonta e Nicolò Bianchi hanno garantito intensità e pressing, con Tronco e Maistrello che hanno sostituito nel ruolo rispettivamente Laurenti e Arma. Un largo turnover che mister Colella aveva anticipato alla vigilia del match, decisione presa anche in vista dei tanti impegni ravvicinati che la ritardata partenza del campionato di serie C imporrà a tutte le compagini della terza serie. […]

Ore 13.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Con il rientro di Schiavone c’è un ballottaggio in più per mister Vecchi nel Venezia anti-Livorno. Sabato al Penzo (ore 18) in regìa non è da escludere possa toccare all’ex cesenate, che ha a disposizione ancora due allenamenti per convincere l’allenatore a farlo esordire al posto di Bentivoglio. Nello stesso reparto Falzerano, Suciu e Segre si giocano due maglie, mentre Pinato sarà ancora indisponibile. […]

Ore 13.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) […] Tacopina e Angeloni hanno confermato fiducia a Vecchi dopo un inizio difficile. Cosa ne pensa, Novellino? «Che hanno fatto benissimo. Questo è il modo giusto di lavorare, se si crede in un allenatore lo si difende anche nel momento di difficoltà. Angeloni è stato un mio giocatore, lo stimo ed è una persona seria. Anche Tacopina lo è, non avevo dubbi che avrebbero difeso Vecchi senza farsi condizionare». Su Vecchi la società ha puntato molto. È l’allenatore giusto per il Venezia? «È bravo, ha fatto meraviglie nella Primavera dell’Inter ed era giusto che avesse una chance importante a Venezia. È una piazza bellissima, ricordo l’accoglienza da brividi lo scorso anno. E di questo ringrazio anche Tacopina, un autentico signore». Secondo lei il Venezia a cosa può ambire? «Lo scorso anno è arrivato in semifinale playoff compiendo un’impresa. Credo che possa ripetersi anche dopo questo inizio difficile, ha eccellenti giocatori che ho avuto anche io come Domizzi e Andelkovic. Di sicuro non è da retrocessione». […] Padova e Cittadella dove possono arrivare? «Il Cittadella mi piace, gioca bene e non avrebbe meritato di perdere col Benevento. Il Padova deve salvarsi, Bisoli si è meritato la promozione dello scorso anno, a Perugia non lo avevano accolto bene e si è preso una rivincita».

Ore 12.30 – (La Nuova Venezia) Due partite in panchina (Spezia e Padova), altre due a bordo campo (Benevento e Lecce), a causa di un fastidio muscolare, adesso brillantemente debellato. Andrea Schiavone è stato uno dei “colpi” di mercato del diesse Angeloni, sul punto di finire al Padova, prima di compiere un tragitto un po’ più lungo da Cesena alla laguna. Il venticinquenne centrocampista di Torino torna a disposizione di Stefano Vecchi proprio in occasione del match contro il Livorno, squadra dove il regista di scuola Juventus ha militato nella stagione 2015-2016 prima di approdare al Cesena.«Ho avuto un piccolo problema muscolare», ha spiegato Andrea Schiavone, «ma ormai sono 5-6 giorni che mi alleno regolarmente. Ho recuperato e adesso sto bene. Sul piano fisico ci sono, ero disponibile per le prime due partite, adesso mi rimetto in gioco. Sarà il mister che farà le sue valutazioni per la partita con il Livorno». […] «Stiamo vivendo una situazione difficile», ha ammesso il centrocampista piemontese, «ma sono arrivato in un gruppo che nella passata stagione ha dimostrato di essere forte, quindi verremo fuori da questo momento tutti insieme. La Serie B non è facile, nessuna partita è facile, nemmeno quella di sabato con il Livorno. Noi giocatori sappiamo di dover mettere qualcosa in più in campo e cercare di guardare al futuro in maniera positiva. L’obiettivo è riprendere il cammino che avevamo imboccato alla prima giornata piegando lo Spezia. Ne verremo fuori perché fin dal primo giorno mi sono accorto di essere arrivato in un gruppo che possiede valori importanti. Quando arrivano i momenti in cui i risultati latitano, non resta che lavorare. Questa squadra ha voglia di ripetere il percorso della passata stagione e sono sicuro che questo accadrà. Adesso quello che conta è ritrovare i risultati».Il recupero di Andrea Schiavone consente adesso a Stefano Vecchi di avere un’altra valida alternativa a centrocampo. «Io sono a disposizione della squadra. Non so quando verrà il mio momento, ma sono sicuro che mi farò trovare pronto. Mi sono sempre allenato bene, ho avvertito questo piccolo infortunio che però ormai è superato». […]

Ore 12.00 – (Gazzettino) […] Il presidente Andrea Gabrielli così inquadra questo inizio a due facce: «Significa che prima non eravamo fortissimi e che ora non siamo diventati all’improvviso scarsi. Considerando come sono maturate le due sconfitte dico che ci poteva stare il pari sia a La Spezia e sia con il Benevento. Adesso siamo tornati con i piedi per terra e dobbiamo avere la consapevolezza delle nostre reali capacità, reagendo fin da subito. Sabato a Lecce troveremo un altro avversario reduce da una brillante vittoria a Livorno, per cui è necessario trasformare questa rabbia in mentalità vincente per dare immediatamente una svolta. Sarebbe un grave errore soffermarci in un clima di negatività che porta solo malessere». Il presidente guarda solo il bicchiere mezzo pieno facendo leva sulle potenzialità della squadra che ha i mezzi per esprimere un calcio propositivo e puntare sempre alla vittoria. Entrare negli episodi relativi ai rigori non fischiati e alle espulsioni, secondo il suo punto di vista, non ne vale la pena. «Mi rifiuto di entrare nella discussione sull’arbitraggio o su altre situazioni che fanno innescare solo polemiche. Quel che è successo è successo, adesso si deve guardare avanti perchè quanto accaduto non verrebbe cambiato, ma inasprirebbe soltanto gli animi. Preferisco attenermi al calcio giocato». Gabrielli seguirà la squadra nella prossima trasferta a Lecce. «Dobbiamo reagire dopo queste situazioni che devono essere di stimolo per ritrovare e dimostrare sul campo la nostra mentalità vincente. Ripeto che sarebbe un errore lasciarsi andare in sterili allarmismi». […]

Ore 11.40 – (Mattino di Padova) Il rosso a Panico, l’inibizione del dg Stefano Marchetti fino al 18 ottobre per la protesta plateale di La Spezia, martedì l’espulsione ai danni di mister Venturato, lamentatosi della direzione arbitrale. Nervi tesi in casa Cittadella. Il presidente Gabrielli prova a frenare le tensione. Nessunio scippo in campo nelle ultime due partite. «No. Credo sia sbagliato attaccarsi agli episodi, e poco producente. Oggi quello che conta più di tutto è recuperare lo spirito vincente, e sono convinto che lo ritroveremo. Già a Lecce». Altri, al suo posto, avrebbero sbraitato per minuti snocciolando torti e anomalie. E invece, ad Andrea Gabrielli, numero uno del Cittadella, va riconosciuto uno stile non comune. Che è poi quello che ha contribuito a rendere la società granata un modello in Italia. […] «Alla partita era presente il vice-designatore nazionale», riprende Gabrielli, «e ci ha spiegato che nulla vieta una doppia designazione così ravvicinata, non è la prima volta che accade. E comunque ritengo che fare della dietrologia, come oggi va molto di moda in Italia, sia sbagliato. Il sentimento che prevale in me non è la rabbia, ma il rammarico per le due sconfitte consecutive, in cui niente è girato per il verso giusto, a cominciare dagli infortuni che hanno preceduto i due incontri e che, però, a loro volta, non devono essere un alibi. Il Benevento», continua il presidente «è una squadra molto forte e lo ha dimostrato anche al Tombolato, ma credo che il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Purtroppo, invece, queste due gare senza punti aumentano solo le pressioni in vista della trasferta di Lecce, in cui sarà importante riuscire a riprendersi. E sono convinto che quella di sabato sarà una sfida diversa». […]

Ore 11.20 – (Mattino di Padova) Non è stato l’esordio che sognava. Eppure nella prestazione del promettente Domenico Frare, che martedì sera ha debuttato in Serie B nella sfida con il Benevento, c’è una sola macchia: essersi fatto prendere in mezzo tra Insigne e Asencio, con il Citta sbilanciato, in occasione del gol sannita. La personalità, però, non gli fa certo difetto, né la puntualità degli interventi. Questo ventiduenne difensore di Conegliano, ingaggiato dal Pontedera e già impiegato come esterno basso in Coppa Italia contro il Monopoli («Ma io mi sento un centrale, anche se già nella scorsa stagione mi è capitato di riadattarmi come terzino quando serviva»), ha mostrato di avere i mezzi per dire la sua. «Nel primo tempo siamo stati timidi e non abbiamo fatto girare la palla velocemente come avremmo dovuto. Nel secondo siamo usciti, abbiamo trovato la profondità e creato alcune occasioni che non abbiamo sfruttato. Forse serviva il gol per scuoterci. La mia prova? Ero abbastanza tranquillo e ho cercato di fornire il mio apporto. Sul gol del Benevento ho seguito il taglio di Insigne: forse avrei potuto staccarmi prima e spostarmi su Asencio, per ostacolarlo al momento del tiro, ma dobbiamo ancora rivedere l’azione assieme al mister per capire cosa abbiamo sbagliato». Frare sarà con ogni probabilità titolare anche a Lecce, a far coppia in mezzo con Drudi. «E lì dovremo ripartire dalla voglia mostrata nella ripresa, quando siamo riusciti a tenere il Benevento a lungo nella sua metà campo». […]

Ore 10.50 – Le pagelle del Padova (Gazzettino): Merelli 5.5; Ravanelli 6, Capelli 5.5, Trevisan 5.5; Mazzocco 6, Sarno 5.5 (Broh sv), Cappelletti 6, Belingheri 5.5 (Pulzetti sv), Contessa 6; Bonazzoli 5 (Clemenza sv), Capello 6.

Ore 10.40 – (Gazzettino) Gioca in velocità la squadra di casa, pericolosa soprattutto sulla catena di sinistra dove le percussioni di Kragl e Deli mettono in apprensione la difesa del Padova. […] Scampato il pericolo, i biancoscudati alzano la voce e trovano il vantaggio con Mazzocco (8′) che, su perfetto di traversone di Contessa, salta più in alto del solito Kragl sul secondo palo e schiaccia di testa a incrociare, prendendo controtempo Bizzarri. […] Al 13′ su punizione dalla sinistra di Kragl, Camporese trova il tap-in vincente, ma l’assistente è bravo a rilevare la posizione irregolare del giocatore. Il pareggio è solo rinviato: a siglarlo, tanto per cambiare, è Kragl con una punizione non irresistibile da trenta metri su cui questa volta Merelli si dimostra incerto. Il portiere si rifà poco dopo respingendo su Galano in netto fuorigioco non rilevato. Poi spazio a Clemenza e Pulzetti. Nel finale è il Foggia a cercare la vittoria con maggiore determinazione. La sfiora al 37′ con Martinelli che calcia clamorosamente alto a due passi dalla porta e la trova tre minuti dopo sul potente e angolato rasoterra di Cicerelli da fuori area su cui il portiere non ci arriva. E per il Padova si materializza la seconda sconfitta in campionato.

Ore 10.30 – (Gazzettino) Ancora una delusione dai campi del sud per il Padova che perde al fotofinish a Foggia, campo tradizionalmente ostico (un solo successo in tredici gare) dopo avere accarezzato i tre punti per oltre un’ora. Come domenica scorsa con la Cremonese (che ieri ha superato il Cosenza per 2-0), la squadra è venuta a mancare nella ripresa subendo l’uno-due dei pugliesi nell’ultimo terzo di gara e in entrambi i casi con reti arrivate dalla lunga distanza (decisiva nella rete del pareggio la complicità di Merelli), ma i momenti di sofferenza per tutta l’arco della gara non erano comunque mancati. Bisoli, alla sua panchina numero 400 tra i professionisti, torna alla difesa a tre e mischia le carte, con l’esordio in mediana di Mazzocco, schierato a destra, e Belingheri. Spazio dal primo minuto anche per l’attesissimo Sarno, che in terra pugliese ha vissuto tre ottime stagioni. A sinistra torna Contessa. Per il Foggia un modulo praticamente speculare dato che la mezzala Deli spesso agisce tra le linee dietro le punte Galano e Mazzeo. In mediana spazio all’ex granata Busellato, affiancato da Marco Carraro, giocatore cresciuto nel vivaio biancoscudato. Sin dall’inizio le squadre danno vita a una sfida a viso aperto, senza pause e cercando subito di sbloccare la gara.

Ore 10.20 – (Gazzettino) «Quando hai tre occasioni per raddoppiare in serie B devi sfruttarle». C’è rammarico nelle parole di Bisoli che aveva pregustato la possibilità di ottenere un risultato positivo allo Zaccheria, salvo vederla andare in frantumi per la rimonta dei satanelli firmata al fotofinish da Cicerelli. «Paghiamo delle ingenuità, anche se ho visto un primo tempo ottimo della squadra, dopodiché nella ripresa ci siamo difesi con ordine, ma poi la nostra costante è che prendiamo gol da trenta metri. Dobbiamo crescere in fretta, l’ho già detto ai ragazzi. È un processo lungo, molti tifosi forse si erano illusi dopo i grandi risultati ottenuti, ma noi siamo nell’ordine di ciò che potevamo fare: cinque punti in altrettante partite contro squadre importanti. Siamo venuti a Foggia a giocarcela. Ora dobbiamo essere bravi a leccarci le ferite e ripartire. Il campionato è lungo, noi giochiamo per la salvezza e abbiamo perso con due formazioni che hanno altri obiettivi. Però ci siamo fatti rimontare due volte, e dobbiamo migliorare questo aspetto», alludendo anche al pareggio con la Cremonese. […]

Ore 10.00 – Le pagelle del Padova (Mattino di Padova): Merelli 5.5; Ravanelli 5.5, Capelli 5.5, Trevisan 6; Mazzocco 6, Sarno 5.5 (Broh 5.5), Cappelletti 5.5, Belingheri 6 (Pulzetti sv), Contessa 6.5; Bonazzoli 5.5 (Clemenza 5.5), Capello 6.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) E il gol ne è la riprova: discesa magistrale di Contessa a sinistra e lungo cross a scavalcare Bizzarri per il perfetto colpo di testa del centrocampista bellunese, che meglio di così non potrebbe festeggiare il “battesimo” nella categoria (8′). […] Nella ripresa il Padova arretra troppo – era già successo contro Salernitana e Cremonese – e subisce la pressione dei pugliesi, che dopo essersi visti annullare il secondo gol per fuorigioco (il primo era stato fischiato contro Mazzeo, questa volta Camporese) trovano il pareggio grazie ad una “papera” di Merelli, che si fa sorprendere sul primo palo da una punizione forte e rasoterra di Kragl da fuori area (17′). Il calo fisico del Padova dà forza al Foggia, che alla fine pesca il jolly vincente con una “sassata” da lontano del neo-entrato Cicerelli, una rasoiata imprendibile per Merelli (40′). Il Sud è proprio amaro per Bisoli, e ci sono parecchie cose da rivedere.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Il Padova dura metà gara, gioca un calcio anche piacevole, ma non fa i conti con se stesso e i suoi limiti. Di inesperienza, di distribuzione dello sforzo lungo i 90′ e di lettura non sempre positiva della partita. Prova ne è che, avanti di un gol com’era successo con la Cremonese, i biancoscudati non tengono il vantaggio e alla distanza pareggiano o perdono. Come ieri sera a Foggia, dove sono stati capaci di resuscitare una squadra che aveva incassato 3 sconfitte di fila e che ora vede la sua penalizzazione ridotta a – 2. Due ko su due in trasferta, dopo il positivo pareggio nel derby di Verona, accendono un campanello d’allarme. Bisoli, in ossequio al turnover, dopo aver trasformato Cappelletti da difensore in centrocampista, rovescia come un calzino il pacchetto di centrocampo, lanciando in un sol colpo Mazzocco, al debutto fra i cadetti, e Belingheri, con il ritorno di Contessa a sinistra. […] La fortuna sotto forma di palo (punizione di Kragl che coglie il legno alla sinistra del portiere dopo 5′) e le parate di Merelli (19′, respinta d’istinto su deviazione al volo di Kragl e su colpo di testa dello stesso tedesco, 24′) fanno pendere l’ago della bilancia dalla parte del Padova.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Mastica amaro mister Bisoli dopo la seconda sconfitta consecutiva in trasferta. «Quando hai tre occasioni per raddoppiare e non le sfrutti poi succede questo», spiega a caldo il tecnico biancoscudato. «Ho visto un ottimo primo tempo e poi ci siamo difesi con ordine ma alla fine la nostra costante è che prendiamo sempre gol da trenta metri». L’allenatore prova a non fare drammi, anche se il ko brucia. «Dobbiamo crescere in fretta, l’ho già detto ai miei ragazzi. Ora lecchiamoci le ferite e ripartiamo, ma non possiamo andare due volte in vantaggio e poi farci riprendere, è questione di mentalità. E pure in questa occasione chi è entrato dalla panchina non è riuscito a dare una mano, come succede invece ai nostri avversari». […]

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Come con la Cremonese. Le partite durano 90 minuti e, se rinunci a giocare, alla fine vieni punito. La morale a ben guardare è sempre la stessa: il Padova sforna un ottimo primo tempo, poi lentamente arretra, fra cambi conservativi e una papera di Davide Merelli che fa male e che cambia il senso della partita. Alla fine il Foggia strappa il 2-1, una vittoria molto pesante perché lo riporta a -2 in classifica e rilancia le quotazioni di una diretta concorrente per la salvezza. […] Il problema è che nella ripresa il Padova rinuncia proprio a giocare e non può essere una giustificazione la clamorosa topica di Merelli, che si fa sfilare il pallone da sotto le mani sulla punizione tutt’altro che irresistibile di Kragl. Perché comunque aveva tenuto a galla la squadra nel primo tempo e pure a inizio ripresa con parate da fuoriclasse e perché tutti e tre i cambi (Broh per Sarno, Clemenza per Bonazzoli e Pulzetti per Belingheri) indicano chiaramente la direzione presa: difendersi e conservare, con il risultato che il baricentro della squadra arretra troppo e finisce per condizionare in negativo i giocatori. Insomma, se la mossa Mazzocco, schierato a sorpresa a destra da Bisoli, è a tutti gli effetti un colpo di genio dell’allenatore (suo il gran gol dell’1-0 su splendido cross di Contessa), la tattica troppo rinunciataria della ripresa si rivela un boomerang. […]




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