Live 24! Padova-Palermo, -4: doppia seduta, bisogna far scattare la scintilla…


Ore 14.10 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Termina con un punto per parte la sfida allo Zaccheria tra Foggia e Venezia. Succede tutto nel primo tempo. Al vantaggio pugliese con un rigore di Iemmello risponde in pieno recupero la squadra ospite con Vrioni. Un risultato tutto sommato giusto, anche se il Venezia ha molto da recriminare perché avrebbe potuto conquistare l’intera posta in palio. Zenga esce tra gli applausi, fischi invece per Grassadonia, contestato dal pubblico di casa. Al fischio iniziale i due tecnici si presentano con assenze importanti. Grassadonia deve fare a meno di capitan Agnelli (squalificato) e degli infortunati Kragl, Rizzo, Chiaretti, Zambelli e Tonucci. Dall’altra parte Zenga deve fare a meno di Falzerano, squalificato per due giornate, e dell’infortunato Zennaro. Gli ospiti arrivano allo Zaccheria con un bel biglietto da visita. Con Zenga in panchina hanno raccolto 11 punti in 6 gare con 3 vittorie nelle ultime 4 partite, mentre i pugliesi non vincono dallo scorso ottobre. La prima conclusione del match e’ di Bentivoglio all’8′, una punizione alta sulla traversa. Nessun problema per Bizzarri. È il Venezia a cercare di fare gioco nelle prime fasi, il Foggia, viceversa, fa più fatica in fase di costruzione. Ma alla prima vera incursione in area i padroni di casa si procurano un calcio di rigore e passano in vantaggio. Accade al 17′: Zampano strattona Iemmello rimediando un cartellino giallo. Dal dischetto è proprio Re Pietro, come lo chiamano da questa parti, a trasformare con un tiro a mezz’altezza che si insacca sulla sinistra di Vicario. Gli ospiti accusano il colpo, arrivato all’improvviso e si rivedono solo al 32′ con un tiro alto di Vrioni. Dall’altra parte risponde Gerbo con un fendente che si spegne in curva sud. Al 34′ sciabolata di poco fuori di Pinato dalla lunga distanza. Al 40′ è la volta di Di Mariano a provarci da fuori, ma inutilmente e la mira è ancora errata. Clamorosa l’occasione per il raddoppio del Foggia in chiusura di tempo con uno slalom in piena area di Iemmello che spara con violenza da due passi, ma colpisce la faccia interna del palo. In pieno recupero arriva altrettanto inaspettato il pareggio lagunare con Vrioni che insacca sottomisura su assist di Bruscagin. […]

Ore 13.50 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Parte piano, non molla, subisce un rigore dubbio, va sotto, rischia di affondare, risale la corrente, pareggia e poi va a un passo dal successo. Foggia-Venezia è un’altalena di emozioni di ogni tipo, un concentrato di tutto quanto sta facendo Walter Zenga da quando è arrivato sulla panchina lagunare. Squadra corta, aggressiva, che sa andare oltre i propri difetti, camaleontica e capace di cambiare modulo e uomini senza subire contraccolpi. L’1-1 finale tutto sommato può starci, anche se l’ottovolante dello Zaccheria porta con sé scossoni di ogni tipo. Se il primo tempo, ad esempio, fosse terminato 2-0, ci sarebbe stato ben poco da dire. Molto da dire, al contrario, sul rigore concesso dopo al 17’ per un dubbio fallo di Zampano su Iemmello. Contatto che pare in tutta evidenza veniale, ma Volpi di Arezzo non ha dubbi e concede la massima punizione. Ci sarebbe, al contrario, un rigore ben più netto nella ripresa quando Domizzi, in difficoltà a lungo contro lo scatenato Iemmello (che colpisce pure un palo), lo cintura in area e l’arbitro, quasi per compensazione, lascia correre. Al tirar delle somme, c’è molto di positivo che emerge dal bollettino del monday night dal cuore della Puglia: Vrioni segna e si sblocca, confermando di avere qualità di altissimo livello, la squadra gioca e riesce ad esprimersi anche quando gli uomini e gli interpreti e quando bisogna cambiare modulo. Vrioni, in particolare, si muove da centravanti di razza. […]

Ore 13.30 – (La Nuova Venezia) La cura Zenga fa bene al Venezia, che con l’allenatore milanese, se non fosse stato per la caduta di Cittadella, continua ad inanellare risultati utili. Allo Zaccheria è arrivato il sesto su sette gare da quando si è seduto sulla panchina arancioneroverde, terzo pareggio che si aggiunge alle tre vittorie. I punti in classifica ora sono 16, + 4 sopra la zona playout. Insomma, a piccoli passi Domizzi & C. stanno iniziando la rincorsa aI playoff, l’obiettivo minimo stagionale. Peccato comunque, perché, specie nel secondo tempo, i veneti avrebbero meritato il bottino pieno, avendo sfiorato più volte il 2-1, l’ultima con il capitano, al 93′, su cui Bizzarri si è superato. La partita la fa il Foggia, perché ha bisogno di punti e perché il clima, attorno alla squadra e soprattutto a Grassadonia, non è dei migliori. Ma a favorire il vantaggio rossonero è l’ingenuità in cui cade Zampano quando, su un cross di Martinelli dalla destra, tira per la maglia Iemmello. L’arbitro è lì, e indica il dischetto: batte lo stesso Iemmello spiazzando Vicario (18′). La reazione arancioneroverde tarda ad arrivare, e i pugliesi per poco non ne approfittano con Iemmello, che in area si destreggia alla grande, fra Bentivoglio e Domizzi, e calcia verso Vicario: la palla incoccia sul palo (44′). A questo punto s’impone la legge del calcio: gol sbagliato, gol subìto. E difatti nel primo, ed unico, minuto di recupero i veneti pareggiano: Bruscagin resiste a Iemmello, in ripiegamento difensivo, sulla sinistra dell’area avversaria e mette sotto porta, dove Vrioni è lestissimo a girare alle spalle di Bizzarri, bruciando sul tempo Camporese (46′). Primo centro per lui in Serie B e abbraccio giustificatissimo con il mister. […]

Ore 13.00 – (Mattino di Padova) Tempo di analisi per l’Este dopo la netta sconfitta sul campo della capolista Adriese. «Affrontavamo una vera e propria corazzata, una società che ha fatto investimenti importanti e ha una rosa di grande qualità. Noi abbiamo offerto una prima mezz’ora molto positiva, dove siamo riusciti a costruire anche qualche occasione. Se fossimo stati un po’ più precisi e fortunati magari la gara avrebbe potuto prendere una direzione diversa» è l’analisi del direttore sportivo Gabriel Maule. L’Adriese nell’arco dei 90′ ha comunque dimostrato di essere superiore ai giallorossi. «Sul primo gol non siamo stati impeccabili e la sfida poi si è incanalata sul loro binario. Il risultato rotondo può far pensare a un match a senso unico, ma secondo me una partita c’è stata, specie nei 30′ iniziali. Ad ogni modo i nostri avversari hanno meritato , esprimendo un calcio di livello».Per la prima volta gli uomini di mister Zanini non sono andati a segno. Maule non fa drammi: «Le squadre forti si vedono nelle difficoltà. Domenica prossima contro il Levico mi aspetto una forte voglia di riscatto. Le sconfitte ci stanno, l’importante è essere pronti a rialzarsi. Sono sicuro che lavoreremo con ancora più motivazione del solito». […]

Ore 12.40 – (Mattino di Padova) I Gabbiani, dopo il pareggio faticoso in casa contro il Sandonà e la sconfitta nel recupero di Levico, hanno acquistato Matteo Scandilori. Il passaggio per portarlo in biancorosso è stato completato nelle ultime ore di ieri. Scandilori, classe 1998, proveniente dalla Clodiense, costituisce il secondo innesto in entrata di questo mercato di dicembre dopo Pelizzer. Originario di Noventa Padovana, di ruolo gioca come terzino. È cresciuto nei settori giovanili di Montebelluna e Luparense San Paolo per poi essere lanciato in prima squadra dalla Vigontina. Nell’ultima stagione e mezza, ha indossato le maglie di ArzignanoChiampo e appunto quella della Clodiense. […]

Ore 12.10 – (Gazzettino) In palio il prestigioso palcoscenico di San Siro. Il Cittadella è impegnato oggi nella tana del Benevento per il quarto turno di Tim Cup: la squadra che avrà la meglio andrà a sfidare l’Inter di Spalletti a Milano negli ottavi di finale della manifestazione, in programma nel mese di gennaio. Un grande palcoscenico per i colori granata, che vale lo sforzo di giocare tre gare in otto giorni. Tra infortuni e squalifiche il Cittadella ha numerose assenze, ma nei piani di Venturato era già previsto il turnover. «Effettivamente abbiamo qualche problema a livello numerico – sottolinea il tecnico – a cominciare dalla difesa: Rizzo sabato è uscito per infortunio e si sottoporrà a un’ecografia per valutarne l’esatta entità. Scaglia non è convocato, Benedetti e Adorni abbiamo deciso di non rischiarli. Quest’ultimo durante la partita con la Salernitana si è procurato una leggera distorsione alla caviglia, resterà a casa ad allenarsi con gli altri non convocati, tra i quali Drudi, che ha cominciato a correre in questi giorni, Bizzotto che è alle prese con un’infiammazione al ginocchio, e Proia, squalificato per una giornata in Coppa dopo l’espulsione di Empoli». Tante rinunce forzate per il tecnico granata, ma niente alibi. «Cercheremo di mettere in campo una formazione capace di giocarsela sino alla fine, con grande convinzione perché, come ripeto tante volte, credo di avere una rosa che mi consente diverse soluzioni. Un po’ di rotazione ci sarebbe comunque stata, ma avere avuto la possibilità di far riposare qualcuno in più non mi sarebbe affatto dispiaciuto». Tre trasferte consecutive: oggi Benevento, domenica Cremona, quindi Ascoli. «Avrei preferito non sobbarcarmi la lunga trasferta in Campania, oltretutto il Benevento ha avuto un giorno in più di riposo rispetto a noi». La Coppa sarà comunque onorata fino in fondo, perché da sempre questa manifestazione è molto considerata dalla società. «È una partita importante, che vale l’accesso agli ottavi di finale. La posta in palio è notevole e le motivazioni saranno tante: ci teniamo molto a fare bene e a puntare al passaggio del turno. Dovremo avere la capacità di vedere il bicchiere mezzo pieno, scendere in campo con grande entusiasmo e voglia di vincere, ed interpretare bene l’incontro. Ognuno vorrà dare qualcosa in più». […]

Ore 11.50 – (Mattino di Padova) Berlusconi vuole Scaglia. Che messa così magari è una forzatura, ma nemmeno tanto. Pare proprio che sia il Monza, oggi di proprietà dell’ex presidente del Milan, la principale pretendente del difensore del Cittadella, non convocato nemmeno per la sfida di questo pomeriggio in Coppa Italia proprio perché non vuole rinnovare il contratto in scadenza con la società granata. La lista delle pretendenti è comunque lunga e anche il Foggia, che già aveva inseguito il calciatore in passato, potrebbe rifarsi sotto, magari già a gennaio, perché, ovviamente, il Cittadella ha tutto l’interesse a monetizzare ed evitare la cessione a parametro zero.Sin qui sono “rumors”, col giocatore rimasto al Tombolato per allenarsi agli ordini di Musso assieme ai compagni che non sono partiti per la trasferta. Al Vigorito sarà per forza di cose un Citta diverso da quello ammirato sabato, con i sicuri impieghi di Ghiringhelli e Finotto (squalificati a Cremona), e con il giovane Dalla Bernardina che potrebbe essere la sorpresa in difesa. […]

Ore 11.30 – (Mattino di Padova) In palio c’è l’Inter. E basta questa considerazione a caricare di significato Benevento-Cittadella, gara del quarto turno di Coppa Italia, in cartellone questo pomeriggio alle 15 allo stadio Vigorito (diretta su Rai Sport). Chi vince questa sfida secca che, nel caso di parità nei tempi regolamentari, prevede supplementari e rigori, il 13 gennaio andrà a San Siro per gli ottavi di finale, traguardo che la squadra granata, peraltro, ha già raggiunto nella passata stagione, quando fu estromessa solo dalla Lazio all’Olimpico.Per Roberto Venturato, partito nel pomeriggio di ieri assieme ai suoi uomini con un volo da Venezia (col rientro fissato subito per stasera), «è un incontro importante, contro una delle squadre più forti della nostra categoria, e regala un’opportunità non da poco come la possibilità di sfidare i nerazzurri. Ci teniamo e proveremo a giocarcela». Il Citta scenderà in campo ad appena 72 ore dalla vittoria per 3-1 sulla Salernitana. Chiaramente ci sarà ampio turnover. «Non solo siamo reduci da un impegno ravvicinato, ma dobbiamo fare i conti con diversi problemi», precisa il tecnico di Atherton. «Rizzo si è infortunato contro la Salernitana ed effettuerà l’ecografia solo nelle prossime ore, ma temiamo di non averlo per diverse partite. Non sono convocati nemmeno Adorni e Benedetti, che contiamo di riavere a disposizione per la sfida di campionato di domenica a Cremona. Non c’è Scaglia, e non ci sono né Drudi, che ha ricominciato a correre da pochi giorni, né Bizzotto, alle prese con un’infiammazione al ginocchio. Proia invece deve scontare la squalifica rimediata dopo la partita di Empoli, in cui era stato espulso. Rimangono 20 uomini e tra questi cercheremo di mettere in campo una formazione in grado di dire la sua. Come ho ripetuto in più occasioni ho una rosa in grado di farlo. Anche senza infortuni, un po’ di rotazione ci sarebbe stata, ma avrei preferito avere più scelte a disposizione, considerando che ci attendono due trasferte complicate in campionato. Qualche dubbio mi rimane, ma posso anticipare che in porta giocherà Maniero». […]

Ore 11.10 – (Corriere del Veneto) Data da cerchiare in rosso sul calendario: domenica 13 gennaio 2019. Quel giorno, durante la pausa del campionato di Serie B, si potrebbe celebrare un retour match storico, ossia Inter-Cittadella. Cinque anni e mezzo dopo quello storico 18 agosto 2013, in cui a San Siro i nerazzurri travolsero i granata di Claudio Foscarini con un netto 4-0 e in cui si celebrò uno dei punti più alti della storia granata, potrebbe presto aprirsi un nuovo capitolo, ancora più affascinante. […] Oggi, l’ostacolo per una nuova gita graditissima alla Scala del Calcio sarà il Benevento di Cristian Bucchi, una big del campionato cadetto che arranca più del previsto. Per nessuna delle due squadre in campo oggi la Coppa Italia — arrivata nel frattempo al quarto turno — rappresenta un obiettivo prioritario. Eppure i granata continuano a confermare una tradizione scintillante in una competizione che li ha spesso visti protagonisti. Quest’anno hanno fatto fuori in rapida successione prima il Monopoli e poi l’Empoli al Castellani, sperando di ripetersi contro il Benevento, capace a sua volta di espugnare Udine. Quanto basta per divertirsi e sperare oggi in un nuovo colpaccio al Vigorito. «È un grande momento per noi – ammette Roberto Venturato – veniamo da sette risultati utili consecutivi e siamo convinti di poter andare avanti su questa strada. Siamo gratificati dei complimenti e cercheremo di affrontare questa partita di Coppa Italia con il massimo impegno e la massima concentrazione possibile». La partita non viene sottovalutata: «Storicamente abbiamo spesso fatto bene in questa competizione e in palio c’è un obiettivo importante come quello di andare a giocare a San Siro contro l’Inter. Non ci sono Adorni e Rizzo fra i convocati, così come Drudi e Benedetti. Le scelte saranno fatte in funzione del fatto che ci sono tre partite in una settimana e cercheremo di distribuire le forze per farci trovare pronti anche a Cremona». […]

Ore 10.40 – (Gazzettino) Il primo tempo è stato tutto sommato positivo, poi è vero che la ripresa è stata di sofferenza, ma abbiamo giocato in inferiorità numerica per trentacinque minuti, per di più in un campo molto difficile come Cosenza. L’atteggiamento era quello giusto perché tutti lottavamo su ciascun pallone, ma non si può perdere all’ultimo minuto sull’ennesima palla inattiva. Ci prendiamo tutta la responsabilità». Pur essendo stato un boccone andato di traverso, c’è da voltare pagina e pensare al prossimo appuntamento con il Palermo. «Oggi (ieri, ndr) alla ripresa degli allenamenti era ancora difficile da digerire il ko di Cosenza. Però sappiamo che non è ancora deciso niente e che il campionato è lungo, anche se non all’infinito. Le partite passano e dobbiamo darci una mossa e sistemare alcune cose. La classifica non ci piace, però bisogna ripartire a testa bassa, facendo poche chiacchiere e stando molto più attenti sul campo, a cominciare dagli allenamenti. Perché le partite sono nel bene e nel male uno specchio di quello che fai in allenamento, e se abbiamo queste disattenzioni in partita vuole dire che le facciamo anche durante la settimana». […]

Ore 10.30 – (Gazzettino) «È stata una chiacchierata per compattarci ancora di più e per tirare dritto verso il nostro obiettivo che è raggiungibilissimo. Dipende da noi, e questo ci rende forti». Anche Daniele Capelli ha preso parte al patto di ferro siglato dai senatori biancoscudati con Claudio Foscarini ieri al termine dell’allenamento. Incontro durato poco più di mezz’ora nella club house della Guizza, e al quale hanno partecipato pure capitan Pulzetti, Trevisan, Belingheri, Cappelletti, Salviato e Pinzi. «Abbiamo parlato un po’ della situazione per cercare di aiutarci tutti insieme a trovare la soluzione. Di sicuro ne usciamo ancora più uniti, unità che non manca a questo spogliatoio». Sono i sentimenti prevalenti dopo la sconfitta con il Cosenza, anche a distanza di due giorni dalla partita. «È stata durissima, forse la sconfitta più dura di tutte per come è venuta. Il viaggio di ritorno è stato davvero molto brutto. Siamo delusi e arrabbiati (usa un’espressione più colorita, ndr) con noi stessi. L’arbitro ha rovinato la partita, però un punto avremmo dovuto portarlo a casa e se non l’abbiamo fatto non è colpa del direttore di gara, ma colpa nostra.

Ore 10.20 – (Gazzettino) Considerando anche gli impegni casalinghi, al quadro va aggiunto il gol della Cremonese a nove minuti dal termine che ha impedito la conquista di una preziosa vittoria. Tutte queste partite, oltre all’amarezza finale, hanno in comune l’atteggiamento decisamente rinunciatario del Padova, scattato sempre con l’avvio della seconda parte della gara o, come a Crotone e Perugia, dopo avere segnato, exploit che normalmente dovrebbe regalare una spinta in più alle squadre e semmai portarle ad attaccare con maggiore vigore. La prova più eclatante di tutto questo arriva come sempre dai numeri che parlano di cinque reti subite in trasferta nel primo tempo e ben quattordici nella ripresa, mentre all’Euganeo si viaggia all’insegna dell’equilibrio con sette gol al passivo prima dell’intervallo e altrettanti dopo. A furia di chiudersi dietro, prima o poi – nel caso del Padova soprattutto poi – il gol ci scappa. E infatti otto volte i biancoscudati sono stati puniti negli ultimi dieci minuti, nove considerando l’ultimo quarto d’ora e cinque volte, restringendo l’analisi dal 40′ in poi. […]

Ore 10.10 – (Gazzettino) Ancora un secondo tempo da dimenticare, ancora una sconfitta arrivata sul filo di lana e ancora una battuta a vuoto esterna dopo avere chiuso i primi 45 minuti in vantaggio. Certi difetti il Padova sembra proprio non riuscire a scrollarseli di dosso, indipendentemente dall’avversario e dalla guida tecnica. Il bruciante ko rimediato a Cosenza fa dunque veramente male, non solo per le modalità in cui è arrivato, ma perché conferma un trend già visto troppo spesso lontano dall’Euganeo. Vinceva a Foggia all’intervallo (gol di Mazzocco) e ha perso per 2-1; ha chiuso il primo tempo avanti a Brescia grazie a Cappelletti e poi è stato travolto per 4-1. Un analogo copione si è visto a Cosenza con Bonazzoli che ha illuso i biancoscudati, poi puniti nella ripresa a tempo scaduto. Non solo: a Crotone il Padova era riuscito nel secondo tempo a portarsi sull’1-1 con lo stesso Bonazzoli, ma alla mezz’ora i calabresi hanno colpito e a Perugia la mazzata è arrivata al secondo minuto di recupero, rendendo inutili le reti di Capello e Cappelletti che avevano ristabilito l’equilibrio.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) «Stiamo continuando a mancare di determinazione nei momenti chiave. Abbiamo quasi sempre perso a causa di episodi dovuti a nostre disattenzioni. In Serie B non serve esprimere chissà quale gioco, basta essere attenti nei momenti chiave e noi spesso non lo siamo stati».Com’è il morale della squadra dopo questi ultimi due k.o.? «Sinceramente è da ricostruire. Bastavano anche solo due punti contro Cosenza e Carpi per non essere così giù. Ma se ci guardiamo indietro siamo rovinati, dobbiamo rialzarci subito per superare questa crisi».E il problema dei gol subiti su palla inattiva come si risolve? «Ci stiamo lavorando tanto ma non l’abbiamo ancora sistemato. Dobbiamo limare gli errori, curare i particolari che ci stanno costando tanti punti persi. E poi risollevarci anche moralmente. Dobbiamo trasformare questa grande amarezza in rabbia da gettare sul terreno di gioco». […]

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) […] Il Padova continua a confermarsi come la peggior difesa della Serie B con 23 gol incassati in 14 partite. Ma non solo. Più della metà, 12, sono arrivati su calcio da fermo, compresi gli ultimi due costati la nuova sconfitta a Cosenza. È un Padova fragile, che crolla sempre al dunque, come sabato scorso, con il gol decisivo subito al 93′. «Una mazzata bruttissima, molto dura da attutire», ammette il difensore centrale Daniele Capelli. «Il viaggio di ritorno dalla Calabria è stato molto triste, così come la domenica. È una sconfitta che pesa perché quel punto ce lo stavamo meritando e lo stavamo difendendo con le unghie e con i denti, dopo aver subito ingiustamente sia il pareggio che l’espulsione. Ma prendere gol su una cavolata del genere fa veramente male».Come è possibile che una squadra che si deve salvare cada ancora su queste ingenuità?

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) È la settimana che porta a Palermo-Padova e in casa biancoscudata si sarebbe voluto vivere questo appuntamento con uno stato d’animo ben diverso. Da 35 anni le due tifoserie hanno sancito un forte gemellaggio, che ha resistito alle varie vicissitudini di entrambe le società e al naturale ricambio generazionale della frangia più passionale del tifo. Un anniversario, quello dei 35 anni, che il club biancoscudato ha voluto celebrare in grande stile, presentando a inizio stagione la terza maglia con i colori proprio del Palermo (rosa e nero), con la scritta incisa sul colletto per rimarcare l’anno d’inizio di questo gemellaggio, il 1983. Un gesto molto apprezzato in Sicilia, dove è stata cerchiata in rosso la data dell’otto dicembre, ovvero il prossimo turno di campionato. Padova-Palermo torna a distanza di cinque anni dall’ultima volta e anche in quella circostanza i biancoscudati lottavano per non retrocedere e i siciliani per tornare in Serie A. Era il Palermo di Dybala e Belotti e il Padova di Penocchio. […]

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) […] A Cosenza non hanno convinto e il motivo è presto spiegato. Il tentativo dell’allenatore trevigiano è stato quello di responsabilizzare i senatori dello spogliatoio, ma in tutta evidenza ci sono giocatori (come per esempio Luca Belingheri) che sembrano ormai aver ben poco da dare alla causa comune. Vedere contemporaneamente in campo e nella formazione Pulzetti, Pinzi e Belingheri, soprattutto nel secondo tempo, non ha aiutato e, al di là dell’inferiorità numerica e dell’assurda espulsione di Mazzocco che indiscutibilmente ha indirizzato il match in direzione Cosenza, il Padova ha pagato soprattutto la disposizione della linea centrale. Dove, in assenza di Broh, sarebbe servito probabilmente molto di più un incontrista e podista come Riccardo Serena quantomeno a partita in corso. Anche l’esclusione di Luca Clemenza ha poche spiegazioni. Se c’è qualcuno che ha qualità in squadra, questo è indiscutibilmente il fantasista della Juventus, retrocesso improvvisamente a riserva delle riserve, senza neppure giocare un minuto neppure quando pure Minesso finisce in panchina. Anche i cambi non hanno convinto, più che mai pensando che in dieci contro undici Foscarini non li ha neppure effettuati tutti. La marcatura sul gol decisivo di Garritano al 93’, infine, grida vendetta, con un errore di quattro giocatori (Trevisan, Minesso e Zambataro, per non parlare di Belingheri) che risulta francamente difficile da accettare. Ora si pensa anche al mercato: il nome cerchiato in rosso sul taccuino è quello di Emanuele Calaiò, che compirà 37 anni a gennaio e a cui scadrà la squalifica per la vicenda Spezia-Parma e il messaggio whatsapp a Filippo De Con il prossimo 31 dicembre. Anche il Monza si è mosso, ma i 13 gol segnati lo scorso anno a Parma in B e la voglia di riscatto di Calaiò sembrano dare chance concrete al Padova. […]

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