Live 24! Padova-Benevento, le luci dell’Euganeo riusciranno a guidare i Biancoscudati fuori dal tunnel?


Ore 20.00 – (Il Piccolo) Con il cuore l’Unione si era salvata con il Gubbio, con la grinta e la rabbia aveva trionfato in dieci con la Feralpi. Ma non sempre il fattore caratteriale può fare pentole e coperchi, cioè mascherare i limiti tecnici e tattici del momento. E così il Fano, squadra da play-out, con una rete tanto bella quanto occasionale dopo 12′ sbanca il Rocco che per la prima volta concede il tripudio finale agli ospiti e anche un po’ di timidi fischi agli alabardati. Perché ieri neanche il cuore si è visto se non nell’arruffato forcing finale che ha prodotto soltanto una mezza dozzina di corner (come accade quasi sempre non sfruttati). Quando una squadra di prima fascia non riesce non solo a recuperare una rete in oltre un’ora di gioco ma neppure ci va vicina (solo in una circostanza nella ripresa con Mensah) di solito si parla di crisi. Crisi al momento è esagerato ma parlare di una costante e progressiva involuzione non è fuorviante. Prima o poi una partita in casa si può perdere ma l’Unione stenta da oltre un mese in trasferta e da ieri si è portata gli stessi difetti anche sul campo amico. Come il Teramo anche il Fano ha giocato con cinque uomini a fare la spola tra difesa e centrocampo. E come a Teramo l’Unione ha fatto fatica a trovare le misure. Solo nella ripresa con il ritorno al 4-3-3 di inizio stagione Pavanel ha aggiustato il tiro ma non è che il cambio in corso abbia sconvolto gli umili ma pragmatici giocatori di Epifani. […]

Ore 19.30 – (Il Piccolo) Un periodo no, dovuto soprattutto all’atteggiamento mentale iniziale e a un periodo di appannamento di qualche giocatore. Massimo Pavanel spiega così la prima sconfitta interna della stagione. Quella col Fano, secondo il tecnico, è una sconfitta in un momento negativo: «Delle ultime quattro gare ne abbiamo perse tre, bisogna riconoscere che non è un bel periodo. Nel secondo tempo abbiamo fatto anche bene come approccio, ma la prima frazione è stata sulla falsariga di Teramo. E questo è qualcosa su cui dobbiamo lavorare. Dopo la partita con la Feralpi, pensavo che avevamo raggiunto un certo equilibrio mentale, invece dobbiamo stare sempre sul pezzo. Del resto questo lo sapevamo dall’inizio. Basta una minima situazione e ti trovi a rincorrere e poi le partite sono queste qua». Se deve indicare comunque un motivo preciso della sconfitta e del momento negativo, Pavanel sottolinea soprattutto un aspetto: «Il nostro atteggiamento deve essere decisamente più forte fin dal fischio d’inizio, invece negli ultimi due incontri non siamo partiti con quella fame che ci contraddistingue. Partire col giusto atteggiamento significa essere concentrati e pronti fin dal primo secondo, non aspettare invece di subire qualcosa per mettersi in moto. Anche a Teramo, dopo il primo tempo tutto loro, la partita l’avevamo presa in mano noi. Ecco, non dobbiamo aspettare, bisogna essere più pronti da subito». […]

Ore 19.00 – (Il Piccolo) […] «Certo, avrei voluto rientrare con una vittoria – dice Maracchi – ma purtroppo non è andata così. Non lo so di preciso cosa non ha funzionato, proprio la scorsa settimana avevamo detto di dover fare finalmente il salto di qualità anche su certi campi, invece non solo non c’è stato il salto di qualità, ma abbiamo anche fatto dei passi indietro, perché oltre al gioco si è vista anche poca determinazione». Come ammette lo stesso centrocampista alabardato, all’Unione in questa fase purtroppo riesce poco o nulla: «Queste partite già sono difficili e complicate sullo 0-0 – spiega Maracchi – se poi vai anche sotto nel punteggio, allora diventa ancora tutto più complicato. Loro hanno chiuso tutti gli spazi con il loro 3-5-2, e sapevamo che sono molto bravi a far questo. Noi abbiamo tentato in tutti i modi di allargare gli spazi, ma non ci è riuscito. E abbiamo fatto di tutto per trovare il gol, ma in questo momento evidentemente facciamo difficoltà e non ci riesce». […]

Ore 18.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Il Pordenone chiude il girone di andata pareggiando con la Feralpisalò una gara che avrebbe meritato di vincere e che ha rischiato di perdere. In vantaggio al 27′ grazie a un gol di Barison, pronto a intervenire di piede sul piazzato del solito Burrai, i neroverdi hanno subito pareggio e sorpasso nello spazio di 5′ fra il 22′ e il 27′ della ripresa. Il definitivo pareggio è arrivato al 39′ quando, su mischia furibonda in area lombarda, un rimbalzo su Dametto ha causato l’autogol che ha rimesso parzialmente le cose a posto. Tesser si è affidato alla formazione tipo con Bindi fra i pali, Semenzato, Stefani, Barison e De Agostini in difesa, Misuraca, Burrai e Bombagi a centrocampo, Candellone prima punta al fianco del quale si alternavano Ciurria e Berrettoni. Mimmo Toscano ha risposto con il suo 3-5-2 con Ferretti e Carracciolo in prima linea. L’apporto dell’airone però è durato poco. Al 24′ ha dovuto infatti lasciare il posto a Guerra a causa di una contrattura. E’ stata una partita gagliarda, giocata da due squadre che sanno far calcio. La Feralpi ha ribaltato il risultato nel miglior momento del Pordenone. I ramarri hanno pareggiato forse nel miglior momento dei leoni del Garda. […]

Ore 18.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Non ci sta a vederlo come rallentamento, o passo falso, questo pareggio Attilio Tesser. Evidenzia tutto il buono che i neroverdi hanno prodotto. « La partita la stavamo perdendo nel nostro momento migliore – afferma il tecnico – è veroche abbiamo passato cinque minuti brutti, ma ci siamo tirati fuori bene. In quei frangenti – rivede gli attimi cruciali di metà ripresa Tesser – è arrivata una palla sporca, forse un rimpallo, bravo Legati a metterla sul secondo palo. Poi, da essere meritatamente in avanti, ci siamo trovati a rincorrere». Resta un primato con bel margine, mentre anche alle spalle ci sono avvicendamenti. «Se siamo lì non è per caso – è la legittima sottolineatura di Tesser – forti soprattutto per lo spirito di sacrificio. È stata una gara vibrante, le migliori occasioni nette e anche come numero sono state le nostre». Non è una gara da rimpianti? «Rimpianti se ne possono sempre avere – considera il tecnico – solo spiace aver preso gol in quel momento, il nostro migliore ribadisco. Un po’ com’era accaduto la settimana scorsa. Stavamo producendo un forcing importante per cercare il raddoppio. Ci sta un po’ di rammarico, ma abbiamo pareggiato contro una squadra forte e dopo una partita dura». Pordenone primo, bilancio buono? «A questo punto possiamo dire che stiamo disputando un campionato difficile. Giocare contro la prima oppure l’ultima non cambia, perchè tutte possono mettere in difficoltà chiunque. Ogni settimana ci sono risultati opposti, regna un grande equilibrio. Alla fine si vede come chi ha più forza e carattere ottiene qualcosa in piu». […]

Ore 17.30 – (Messaggero Veneto) Domina, dà spettacolo, segna. Ma non chiude il match, commette un paio di ingenuità in difesa, subisce due reti ravvicinate e rischia grosso. Ma alla fine porta a casa un pareggio che, per come sono andate le e cose e per l’importanza della posta in palio con una diretta rivale per la promozione, può stare bene. Contro la FeralpiSalò arriva la seconda “ics” consecutiva per il Pordenone, che non riesce a brindare come avrebbe voluto al suo storico titolo d’inverno, ma che fa comunque classifica, perché tiene a distanza i bresciani e vale comunque l’allungo di un punto sulla Triestina. Partita a due volti quella dei neroverdi, che nella prima frazione offrono probabilmente la loro migliore prova stagionale. Tesser schiera stavolta Ciurria e Candellone in attacco, supportati da Berrettoni, e tiene Gavazzi in panchina, non ancora al top della forma dopo l’infortunio. […] Il Pordenone non si scompone, continua a spingere con forza e al 27′ passa: rispolverando il suo marchio di fabbrica: punizione dalla trequarti di destra, palla velenosa a giro di Burrai che sorprende la difesa schierata dei bresciani, spunta Barison, tocco sottoporta e 1-0. […] La Feralpi trova il pareggio grazie a una prodezza di Simone Guerra, che riceve palla dopo un’indecisione di De Agostini e dal vertice destro dell’area, tutto solo, beffa Bindi con uno splendido colpo mancino liftato all’incrocio dei pali. La doccia gelata blocca i neroverdi, che poco più tardi subiscono anche la rete dell’1-2: lancio per vie centrali, Burrai tocca e involontariamente smarca Magnino, che mette al centro, testa di Legati e nulla da fare per Bindi. Il Pordenone però non demorde e pareggia al 38′: azione sulla sinistra di Magnaghi, che dal fondo crossa in mezzo, mischia sul primo palo e tocco involontario di Dametto per il 2-2, facendo esplodere il Bottecchia.

Ore 17.00 – (Messaggero Veneto) Gioia e dolore. Attilio Tesser a fine partita balla tra la felicità per non aver perso – e in giornate del genere, spesso capita – e il rammarico per non aver vinto, vista l’ottima prestazione dei suoi sia dal punto di vista della qualità del gioco sia per le occasioni create. «Posso dire – commenta il tecnico del Pordenone – che vedo un grande spirito di squadra: in un campionato così equilibrato fa la differenza. Per quanto riguarda la partita, abbiamo subìto due gol nel nostro momento migliore. Poi siamo stati bravi a rimanere in piedi e agguantare il pareggio poco prima della fine».Per i ramarri è la settima rimonta stagionale: dimostrazione lampante del carattere e della mentalità del gruppo. Tesser loda i suoi per questo e non va oltre, non affrontando discorsi sulla classifica («il vantaggio sulle inseguitrici è relativo»). È però contento per il girone d’andata svolto, che ritiene “molto positivo”.Il presidente Mauro Lovisa dà invece i voti: «Primo tempo da 9 in pagella – afferma il presidente neroverde -. Siamo orgogliosi di ciò che abbiamo fatto. Con il carattere e la voglia che ho visto, penso andremo lontano. Ho fatto i complimenti ai ragazzi anche se alcune volte dobbiamo essere più bravi a chiudere le partite». Il massimo dirigente è felice anche per un altro aspetto: «Ho visto tanta gente allo stadio. Ben venga giocare a Santo Stefano: dobbiamo adeguarci alle esigenze del pubblico». […]

Ore 16.30 – (Messaggero Veneto) Era una prima volta anche per Pordenone e i colori neroverdi. Durante il “Boxing day”, come lo chiamano gli inglesi, i suoni del Bottecchia erano solitamente i bisbiglii dei racconti del Natale: con chi, dove, come, quanto. Ieri, di colpo, l’impianto di via dello Stadio si è ritrovato a essere l’epicentro della città. E quei sussurri si sono trasformati in cori, canti, desideri espressi ad alta voce.Uno su tutti: battere la FeralpiSalò e continuare a dipingere quello straordinario affresco chiamato promozione in serie B. Tifosi attempati, giovani, famiglie. Anche una “coda” di carrozzine per bebè tra coloro che attendevano il loro turno all’ingresso. Alla fine si conteranno 1.850 persone. Solo con Triestina e Vicenza, due derby, si è fatto meglio. «Anche qui c’è voglia di calcio», dirà al termine Mauro Lovisa. Il Pordenone, invece, aveva una gran voglia di tre punti dopo la beffa di Gorgonzola. […]

Ore 15.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Il «boxing-day» non porta al Vicenza i tre punti sperati ma dei giusti e meritati fischi: contro l’Albinoleffe finisce 1 a 1. Si chiude il girone d’andata e in casa biancorossa è tempo di bilanci. Il bicchiere non può che essere mezzo vuoto, in virtù anche del deludente ultimo mese, fatto di sette partite in cui sono stati raccolti soltanto sei punti sui 21 disponibili: decisamente troppo pochi. Detto più volte delle macerie da cui questa società e questa squadra è ripartita in estate, non si può comunque nascondere un pizzico di rammarico e forse anche di delusione per come è proseguito il cammino. Oggi il Vicenza sarebbe fuori dai playoff: si pensava di potere essere un po’ più vicini a chi guarda tutti dall’alto e invece la realtà dice che questo gruppo, così come è oggi, non può ambire a tanto di più rispetto a quello che sta facendo. Sabato pomeriggio si chiude contro la Giana Erminio, poi spazio al mercato di riparazione: lì scopriremo cosa potrà e vorrà fare da grande questo Vicenza. […]

Ore 14.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) La pessima prestazione costata la sconfitta col Cosenza potrebbe avere come effetto un restyling in tutti i reparti del Venezia anti-Pescara, e la prima esclusione per scelta tecnica di Falzerano (assieme a Geijo, Zigoni, Fabiano, Migliorelli e all’infortunato Lezzerini) sembrerebbe il primo effetto. Mister Zenga è sceso in Abruzzo con 23 giocatori per opporre presumibilmente il suo 4-3-3 speculare a quello del tecnico trevigiano Bepi Pillon: davanti a Vicario confermati i centrali Modolo-Domizzi, la novità potrebbe essere il ritorno a destra di Bruscagin (fuori Zampano) con Garofalo di nuovo titolare a sinistra a due mesi dalla vittoriosa trasferta di Cremona del 30 ottobre. Nel terzetto mediano verosimile che Schiavone possa rifiatare, quindi Bentivoglio tornerà centrale lasciando la mezzala destra al ristabilito Suciu, mentre come interno sinistro Pinato è favorito su Segre. Infine un capitolo a parte merita il tridente offensivo: l’attacco mini col Cosenza non ha funzionato, il ritorno di una punta centrale pare scontato, resta però da capire se Vrioni o Litteri per dialogare con Di Mariano e l’esterno destro di turno; a casa Falzerano (finora 13 volte titolare e in panchina solo a Cittadella) la scelta di Zenga sembra ristretta ai soli Citro e Marsura. […]

Ore 14.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Ancor prima che su quello del risultato, stasera a Pescara (ore 19) deve riscattarsi sul piano della prestazione un Venezia reduce dalla sua peggior partita del campionato. Cancellare il meritato 0-1 di quattro giorni fa al Penzo col Cosenza, proprio in casa di un team abruzzese da zone alte seppur in evidente calo, non sarà un’impresa agevole ma nemmeno impossibile a patto di ritrovare idee e intensità. «Ci aspetta una gara difficile in casa di un Pescara reduce dal turno di riposo dopo il ko di Verona e che gioca molto bene, avendo qualità importanti soprattutto in mezzo al campo inquadra l’avversario Walter Zenga Stiamo bene e siamo pronti a ripartire senza alcun turnover, abbiamo assorbito bene la sconfitta e sappiamo di non aver fatto una partita ai nostri livelli». […] «Prima di affrontare il Foggia e il Cosenza c’era la prospettiva vincendo di entrare nei playoff, non ci siamo riusciti quindi probabilmente c’è da rivedere qualcosa a quel livello. Ma ho sempre detto che il nostro percorso sarebbe stato lungo e che se perdi una gara non devi buttare tutto via. Quando capita ci sono le critiche, le devi accettare, farne buon uso e tramutare il negativo in positivo. Alcuni giudizi che ho letto sui miei ragazzi non mi sono però piaciuti perché sul personale anziché sul comportamento in partita». […]

Ore 13.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) È un Walter Zenga teso e nervoso quello che si presenta davanti a microfoni e taccuini prima della penultima partita del 2018 per il suo Venezia stasera a Pescara. Non ha gradito alcune critiche, in particolar modo quelle a Falzerano e Di Mariano dopo il ko pre natalizio col Cosenza e non fa nulla per nasconderlo. Solo che poi, al momento di leggere la lista dei convocati, Falzerano non c’è e, a quanto emerge, si tratta di una scelta tecnica. Stasera si gioca a Pescara e il caso di mercato scoppia in modo fragoroso. Come si poteva intuire dagli affondi verbali di Joe Tacopina dei giorni scorsi, a cui si è aggiunta la prestazione negativa del centrocampista contro il Cosenza, prima o dopo qualcosa sarebbe dovuto accadere. In attesa di capire qualcosa di più, vanno registrate le rabbiose dichiarazioni di Zenga, che a microfoni aperti sbotta: «Se si perde i giudizi cambiano — tuona l’allenatore — e non me ne sono piaciuti alcuni sui miei giocatori perché sono critiche personali. Le critiche ci stanno se non vanno sul personale, possono essere costruttive perché magari mettono in luce aspetti che non si erano presi in considerazione». Poi, però, ringhia ancora: «Si fanno critiche senza sapere la situazione. Per esempio perché nessuno mi ha chiesto perché non ho messo Vrioni, Litteri o Geijo contro il Cosenza? Nessuno dei tre stava bene». Poi la difesa apparente su Falzerano: «Quando si parla di Di Mariano e di Falzerano in certi termini non va bene e non lo accetto. Nessuno ha fatto notare che col Cosenza un minuto prima di prendere gol avevamo sfiorato il vantaggio con Di Mariano». […]

Ore 13.00 – (La Nuova Venezia) Ultima trasferta dell’anno per il Venezia che scende l’Adriatico fino a Pescara. Come un anno fa, quando Inzaghi masticò amaro per la prodezza di Valzania a quattro minuti dalla fine. Pescara che arriva dal turno di riposo, Venezia dall’inattesa sconfitta casalinga con il Cosenza che ha arrestato la rincorsa alla zona playoff della squadra di r Zenga. Venezia che ritorna a guardarsi le spalle e che proverà a sfruttare le due gare che mancano al termine del girone d’andata (domenica arriva il Carpi al Penzo) per allontanarsi di nuovo dalla zona playout. Il Pescara ha rallentato vistosamente nelle ultime giornata (5 punti nelle ultime 5 giornate), ma in casa è un rullo compressore (19 punti in 8 gare), finora solo il Cittadella è riuscito a sbancare lo stadio Adriatico.Rifinitura ieri mattina, nella nebbia e nel gelo del Taliercio, poi nel pomeriggio partenza verso l’Abruzzo in treno, mentre il ritorno avverrà il pullman a fine partita. Scelte drastiche da parte di Zenga, che ha portato a Pescara 23 giocatori, lasciando a casa, oltre all’infortunato Lezzerini, anche Migliorelli, Fabiano, Zigoni, Geijo e Falzerano per scelta tecnica. «Il Pescara gioca molto bene a calcio» commenta Walter Zenga, «e ha qualità molto importanti in mezzo al campo. Ha ottenuto finora ottimi risultati, nell’ultimo turno non ha giocato, quindi ha riposato e recuperato, soprattutto sul piano psicologico dopo sconfitta di Verona». Il tecnico si aspetta una reazione da parte della sua squadra. «Abbiamo assorbito bene la sconfitta con il Cosenza, l’abbiamo analizzata e siamo pronti a ripartire». […]

Ore 12.20 – (Gazzettino) Undici risultati utili, ma tre pareggi consecutivi. Migliore difesa del torneo ma peggiore attacco tra le primissime squadre del campionato cadetto. Sono i dati contrastanti del Cittadella che vuole fare il salto di qualità. A patto, però, che si ricominci a vincere. «È così – sottolinea il tecnico Venturato – Se avessimo fatta nostra qualche partita in più la classifica sarebbe certamente migliore e ci avrebbe gratificato del grande lavoro fatto in campo. I numeri ci dicono che non è così e quindi dobbiamo restare molto attenti perché la graduatoria è tanto corta. Bisogna crescere in certi aspetti, consapevoli che il torneo è insidioso: le partite sono meno rispetto agli ultimi anni e la classifica è molto corta. Serve la continuità nei risultati, e in questo ci stiamo riuscendo, ma si deve imparare che le prestazioni importanti devono essere poi coronate dalla vittoria». La partita di stasera merita il circoletto rosso da parte dell’allenatore granata. «Affronteremo una delle squadre più forti del campionato, che ha ambizioni di tornare immediatamente in serie A e ci metterà alla prova in modo serio, nel proprio stadio». Il Cittadella è un’ottima squadra per tre quarti: gioca bene, crea tanto, prende pochi gol. Cosa fare per completare l’opera? «Bisogna riuscire a concretizzare di più. Fa parte di un percorso di crescita e non si deve addossare nessun tipo di responsabilità in questo momento. Dobbiamo invece creare tensioni positive, affinché i calciatori possano esprimere le qualità che hanno in maniera concreta». […]

Ore 12.00 – (Mattino di Padova) Natale con i tuoi… compagni. Festività insolite per il Cittadella, che ha trascorso in campo anche la vigilia, il 25 dicembre e il giorno di Santo Stefano per ripartire dopo il 2-2 con il Perugia e preparare il derby di stasera a Verona. «La scelta di giocare sotto le feste è motivata dalla volontà di creare un certo tipo di interesse nel pubblico», dice la sua sul tema Roberto Venturato, «è un esperimento che era giusto fare anche in Italia, visto che all’estero da anni si cerca di offrire quest’ulteriore possibilità di divertimento. Certo, in Italia la strada che dobbiamo fare sotto a questo punto di vista è ancora tanta, creando strutture in grado di accogliere la gente che viene allo stadio anche al di là dello stadio stesso, ma è un primo passo». Il tecnico di origini australiane ha convocato 20 uomini. Mancano gli squalificati Settembrini e Siega, gli infortunati Rizzo, Frare e Scappini, quest’ultimo alle prese con un’infiammazione al pube che si vuole arrestare in tempo prima che diventi una vera e propria pubalgia, oltre a Scaglia. E in attacco potrebbe essere giunta l’ora di Malcore, pochissimo utilizzato sin qui, ma brillante nello scampolo di partita avuto a disposizione con il Perugia, magari in coppia con Panìco. Visto il trittico di impegni ravvicinati, con il Palermo domenica ospite del Tombolato, il turnover è scontato. «Malcore ha qualità tecniche importanti e può esserci utile, altrimenti non sarebbe qui. Io tengo tutti in considerazione, lui compreso, anche se rispetto ad altri è arrivato dopo e ha dovuto lavorare per mettersi al passo». […]

Ore 11.40 – (Mattino di Padova) Saranno almeno 250 i tifosi granata al seguito di capitan Iori e soci al Bentegodi per il derby di stasera. In pochi giorni è stato riempito un terzo pullman da 61 posti, organizzato direttamente dal Centro Coordinamento Club Granata, che in brevissimo tempo ha fatto fronte alle numerose richieste giunte, lasciandone anche di inevase: partirà alle ore 18 esatte dal Piazzale di Villa Rina per arrivare in tempo per il saluto pre-partita con una delegazione gialloblù presente allo stadio. […]

Ore 11.20 – (Corriere del Veneto) Esame di maturità, oggi allo stadio Bentegodi, per il Cittadella. Roberto Venturato stavolta non fa giri di parole e la frase da titolo la regala quando gli chiedono delle forti pressioni che potrebbero condizionare il Verona., partito per vincere il campionato ma ora attardato rispetto alla previsioni. «Le pressioni ci sono per tutte le squadre – riconosce l’allenatore granata – se vogliamo provare a stare fra le prime anche per noi ci saranno, cercheremo di avere la nostra identità e la voglia di giocarcela, perché ci serve un risultato». Una vittoria a Verona per sognare. Non lo dice chiaramente nessuno, al quartier generale granata, ma l’obiettivo è quello. E l’Hellas fa molta meno paura di altre volte, anche perché il rischio contestazione di uno stadio ostile rimane sempre dietro l’angolo. […]

Ore 10.50 – Probabile formazione Padova (Gazzettino): Merelli; Capelli, Cappelletti, Ceccaroni; Zambataro, Broh, Pinzi, Pulzetti, Contessa; Capello, Bonazzoli.

Ore 10.40 – (Gazzettino) E uguale è anche la mia risposta: è vero che non abbiamo dato segnali, soprattutto all’esterno, sul piano dei risultati e come prestazioni e per questo ci sono tanti punti di domanda, ma da quello che vedo nel quotidiano la squadra ha in sé la capacità e la possibilità di trovare un appiglio e una svolta. So pure che stiamo parlando da varie settimane di possibile partita della svolta aggiunge Foscarini – ma penso comunque di avere elementi per crederlo perché vedo i ragazzi allenarsi e noto che siamo migliorati soprattutto sul piano dell’atteggiamento e dell’approccio. E e se capto queste sensazioni durante il lavoro settimanale credo che possano poi essere riversate nella gara. Mi danno fiducia i miglioramenti che vedo in allenamento. Non so se basta ma bisogna ripartire da qualcosa». […]

Ore 10.30 – (Gazzettino) «Credo di essere forse un po’ incosciente, ma non pazzo e ancora ho tanta fiducia in questa squadra. Sono convinto che non siamo questi e che da questa situazione si può uscirne fuori». Così il tecnico Claudio Foscarini alla vigilia della difficile sfida di questa sera all’Euganeo con il Benevento valida per la penultima giornata d’andata. La speranza condivisa è che le sue parole trovino adeguato riscontro sul campo per evitare che una situazione già delicata, con quattro ko di fila, possa ulteriormente compromettersi. Serve dunque un guizzo, una scossa che le dirette concorrenti nella corsa salvezza a turno hanno già trovato, come il Livorno capace ieri di vincere 4-1 a Carpi. Ma questo Padova è in grado di cambiare rotta e ripartire? «Sento inevitabilmente questa stessa domande da qualche settimana.

Ore 10.20 – (Gazzettino) In ottica di turnover e considerando la trasferta di domenica a Livorno, terza gara in otto giorni, ci saranno novità nell’undici di partenza, anche se Foscarini ha fatto capire che gran parte dei giocatori ha recuperato a livello fisico. A parte gli infortunati di lungo corso (Madonna, Mandorlini e Ravanelli) e lo squalificato Trevisan, non si registrano particolari defezioni e tornerà a disposizione Cappelletti che ha scontato il turno di stop. Si dovrebbe inoltre ripartire con il modulo 3-5-2, speculare a quello adottato dai campani, con l’ex granata che sostituirà Trevisan nella linea difensiva a tre che dovrà proteggere la porta difesa ancora da Merelli. Sulle fasce Zambataro sembra leggermente favorito su Salviato a destra (con Mazzocco possibile sorpresa) mentre Contessa giostrerà ancora in corsia mancina. […]

Ore 10.00 – Probabile formazione Padova (Mattino di Padova): Merelli; Cappelletti, Capelli, Ceccaroni; Mazzocco, Broh, Serena, Pulzetti, Contessa; Capello, Bonazzoli.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) È già da un po’ che cerchiamo la partita della svolta e io credo possa essere questa». Prima di Lecce, tuttavia, aveva invocato una rabbia agonista che in campo non si è vista. «La rabbia è mancata ma fino a un certo punto. Prendere un gol in avvio ancora su calcio piazzato non è giustificabile, così come lo scoramento che ne è seguito. Ma a volte non tutto quello che proviamo viene realizzato e stiamo lavorando su questo». Teme che i giocatori possano essere distratti o demotivati dal mercato? «Il mercato può disturbare, ma in questi ultimi giorni ho voluto assicurarmi che i giocatori abbiano la consapevolezza del momento delicato che stiamo vivendo. E rispetto a una decina di giorni fa se ne rendono conto bene». […]

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Dopo i giorni festivi nei quali Padova è stata avvolta dalla nebbia, la giornata di oggi prevede qualche timida schiarita. Basterà per non mettere a rischio rinvio la partita in programma stasera all’Euganeo? Forse. Ma ciò che più preme ai tifosi è che la metafora si allarghi sul piano calcistico. Gli ultimi risultati hanno imprigionato i biancoscudati nella nebbia più cupa e questa squadra ha assoluto bisogno di uno spiraglio di luce per ritornare a sperare nella salvezza. […] Anche se mister Foscarini non perde la speranza: «Sono incosciente ma non pazzo e ho ancora tanta fiducia in questa squadra», le parole dell’allenatore. «Sono ancora convinto che non siamo quelli visti finora. All’esterno non abbiamo dato buoni segnali, restano tanti punti interrogativi ma nel quotidiano vedo che la squadra ha le caratteristiche per risollevarsi.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Dal punto di vista del budget e del monte stipendi non ci sarebbe sfida. Il Benevento, infatti, è in cima alla classifica degli ingaggi di tutta la Serie B, visto che sborsa più di 17 milioni (tra bonus e parte fissa) per pagare i propri calciatori. Il Padova, invece, ne tira fuori un terzo. L’organico a disposizione di mister Bucchi è da promozione diretta, anche se finora i sanniti non hanno disputato un campionato esaltante, non riuscendo ancora a trovare la continuità necessaria per ambire ai primi posti. Una continuità che manca soprattutto in trasferta, visto che il Benevento non vince lontano dal “Vigorito” da più di tre mesi. Anche se da questo punto di vista, la cabala è a favore dei campani, che hanno vinto solo due gare in trasferta ma entrambe in Veneto, alla terza a Venezia e alla quinta a Cittadella.E dire che in tutta la propria storia, fino a questa stagione, “la Strega” aveva vinto soltanto una volta in Veneto. Dove? Proprio a Padova. […]

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Se non è un’ultima spiaggia, poco ci manca. I risultati della concorrenza, ancora una volta, sono mortificanti. Il Livorno ieri ha espugnato Carpi per 4-1 , lasciando il Padova in beata solitudine all’ultimo posto della serie B. Oggi nell’incrocio ad altissima tensione in programma alle 21 all’Euganeo contro il Benevento serve a tutti i costi un colpo di coda, altrimenti il tracollo sarebbe totale e le conseguenze imprevedibili. La panchina di Claudio Foscarini traballa e non potrebbe essere altrimenti dopo quattro sconfitte consecutive, l’ultima delle quali inaccettabile sotto tutti i punti di vista, a Lecce. Dovesse arrivare un ulteriore ko, non si potrebbe escludere del tutto neppure un clamoroso quanto tuttora improbabile ritorno di Pierpaolo Bisoli in panchina. Qualcosa di interessante Foscarini lo dice, nella conferenza stampa della vigilia. Ad esempio, che «il mercato disturba, dal giorno in cui sono arrivato si continua a parlare di cessioni, di partenze e di nuovi arrivi», oppure, rileggendo fra le righe, chiarisce la scelta di Lecce in porta e che oggi contro il Benevento e nell’ultima del 2018 a Livorno «giocherà ancora Merelli, l’avvicendamento l’ho voluto io, ho voluto premiarlo perché l’ho visto bene in allenamento». E ancora, sotto il profilo tattico il tecnico trevigiano ammette che «potremmo continuare col 3-5-2, magari per dare solidità e continuità, ma siamo pronti a cambiamenti e a tutte le variabili». Insomma, il Foscarini in questa vigilia chiarisce, ma non del tutto, le sue intenzioni. […]

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