Live 24! Cremonese-Padova, -4: doppia seduta, serve ancor più benzina nelle gambe…


Ore 14.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) In un momento difficile dopo la brutta sconfitta subita al Menti contro la Feralpisalò, la squadra di Michele Serena ha centrato sabato scorso a Pesaro una vittoria molto importante: quando le cose non vanno bene non c’è medicina migliore dei tre punti. L’allenatore è ovviamente soddisfatto e non fa niente per nasconderlo: «Della gara di Pesaro ci sono state tante cose che mi sono piaciute – sottolinea il tecnico dei berici – i ragazzi hanno risposto bene sia dal punto di vista del gioco che della determinazione. Abbiamo creato tanto e se vogliamo migliorare in futuro dovremo concretizzare le occasioni che abbiamo costruito. Una beffa l’abbiamo giù subita contro il Renate e a Pesaro nel finale non dico che abbiamo rischiato ma potevamo e dovevamo segnare il terzo gol per mettere il risultato al sicuro. Ma le cose buone fatte vedere sono state tante e la strada intrapresa è quella giusta. Ora non resta che continuare». […]

Ore 13.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) […] «Il punteggio finale è assolutamente bugiardo – parte da questa considerazione l’analisi del direttore sportivo Valentino Angeloni -. Dovevamo stare un po’ più attenti, perché a un minuto dal 90′ eravamo sotto di un solo gol e, anche con un uomo in meno, avevamo messo il Benevento in grossa difficoltà e potevamo pareggiare. L’arbitro? Ha già parlato il presidente: ho rivisto la partita e credo non ci sia da aggiungere altro, tutta la direzione è stata allucinante e non solo nei macro episodi che sono stati determinanti. Non è voler creare alibi, sono solo fatti successi troppe volte». […] «Tra Padova e Benevento abbiamo subito delle ingiustizie, ma dobbiamo essere più bravi, svegli e furbi per non caderci più. La squadra ha fatto una discreta partita, abbiamo avuto diverse opportunità subendo gol nel nostro momento migliore per una disattenzione in uscita e un doppio rimpallo. Ci è mancato un pizzico di determinazione e cattiveria». […]

Ore 13.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Il giorno dopo, la rabbia non è ancora del tutto smaltita. L’arbitraggio in Benevento-Venezia di Luigi Nasca, non nuovo a polemiche sull’asse veneta anche nel recente passato (con un po’ tutte le squadre a turno protagoniste di recriminazioni più o meno giustificate) ha mandato su tutte le furie il presidente Joe Tacopina. Che si è scagliato subito dopo il fischio finale contro il fischietto barese, per poi correggere e smorzare un po’ il tiro un paio d’ore più tardi. «Abbiamo assistito a qualcosa di imbarazzante — ha tuonato il presidente — il perfetto esempio perché c’è bisogno del Var anche in serie B. C’era almeno un rigore a nostro favore che chiunque avrebbe fischiato e siamo amareggiati per i tanti errori arbitrali a nostro sfavore. Quest’anno evidentemente siamo particolarmente sfortunati però adesso basta, è il momento di dare un segnale forte». […] «E’ stata una giornata negativa sotto molti punti di vista — ammette il ds Valentino Angeloni — sul primo gol avremmo potuto fare meglio e, se non avessimo preso il secondo, ci sarebbe stato ancora tempo per pareggiarla. Sull’arbitraggio non ho altro da aggiungere, il presidente ha parlato e ha espresso il punto di vista della società. Per il resto guardiamo avanti, perché lunedì prossimo arriverà il Lecce e sarà una partita da non sbagliare».

Ore 12.30 – (La Nuova Venezia) Il Venezia sbollisce la rabbia di Benevento, limitando il silenzio di allenatore e giocatori al post partita del “Ciro Vigorito”, quando era toccato al solo Andrea Rogg parlare a nome di tutti per esternare la protesta della società per l’operato dell’arbitro Nasca. Un silenzio dettato anche dal buon senso per evitare qualche esternazione troppo violenta con il rischio di perdere altri giocatori in vista del Lecce. Ieri il dirigente arancioneroverde non è ritornato sulla vicenda, ma la direzione di Luigi Nasca non è andata giù al Venezia, che attende in giornata la squalifica di capitan Domizzi, mentre anche Bocalon andrà in diffida essendo arrivato a Venezia con in tasca le tre ammonizioni rimediate con la Salernitana, di cui una al Penzo.Torti. Riavvolgendo il film delle partite finora disputate, il Venezia recrimina sulla mancata espulsione di Maggio nel match casalingo con il Benevento (fallo in area su Di Mariano lanciato in porta, evitato il secondo cartellino giallo), il rigore di Struna non fischiato a Modolo a Palermo (sull’1-0) con i siciliani già in dieci, l’espulsione di Falzerano contro il Brescia (fermato per tre giornate, poi ridotte a due) per il fallo rilevato su Tonali, il rigore “benevolo” concesso al Crotone (sull’1-0) per il fallo su di Zanellato, infine la sequenza di Benevento (mancata punizione dal limite per il fallo su Besea, prima del gol annullato a Rossi per fuorigioco, poi il penalty per la trattenuta su Vrioni nel secondo tempo e il rigore reclamato da Domizzi, che ha poi portato all’espulsione del capitano arancioneroverde). […]

Ore 11.30 – (Gazzettino) […] Con la prevista squalifica di Simone Branca è molto probabile che toccherà a Proia scendere in campo nell’undici titolare. «All’andata sono entrato a partita in corso, ma non bisogna pensare a quello che è successo. Guardiamo avanti e lavoriamo per essere pronti ad affrontare una partita difficile. Lo Spezia è un’ottima squadra, ha giocatori importanti in rosa. Anche loro, come noi, avrebbero potuto avere qualche punto in più in classifica. Arrivano da una vittoria con la Cremonese, mentre per noi ci deve essere solo tanta voglia di riscatto dopo l’ultima sconfitta. Le motivazioni questa volta devono essere a mille da parte nostra». Sono cinque finora le sconfitte incassate dal Cittadella, ma solo nell’ultima con i calabresi di Piero Braglia la squadra granata è stata in balìa dell’avversario. «Il Cosenza lotta per non essere coinvolto nella zona retrocessione, ma siamo stati noi a sbagliare l’approccio. C’è tanto rammarico per quanto è successo sabato scorso. Avevamo preparato la gara come facciamo sempre, ma non siamo riusciti a mettere in pratica nulla di quello che avremmo dovuto fare. Ce ne siamo resi conto durante la partita, anche chi come me è subentrato dalla panchina, senza riuscire a invertire il trend. Loro erano più cattivi, mentre noi non c’eravamo proprio. È stata una giornata storta per la squadra in generale». […]

Ore 11.00 – (Mattino di Padova) […] Federico Proia, cosa non è andato al San Vito-Marulla? «A Cosenza non abbiamo fatto quello che dovevamo. Sapevamo che il campo era in cattive condizioni e che l’avversario, in lotta per la salvezza, non ci avrebbe concesso nulla. Dovevamo essere più cattivi agonisticamente: ce ne siamo resi conto subito, ma senza più riuscire a cambiare dopo aver sbagliato approccio. E chi, come me, è entrato a partita in corso non è riuscito a dare la scossa. Dovevamo aggredire, rimanere corti e pressare alti: non l’abbiamo fatto». Ora bisogna ripartire. «Lo Spezia arriva da una bella vittoria a spese della Cremonese, noi da una sconfitta. Dovremo essere più arrabbiati di loro e trovare quegli stimoli che fanno la differenza a questi livelli. Affronteremo un’ottima squadra, che forse, proprio come noi, ha meno punti di quelli che meriterebbe». […]

Ore 10.30 – (Gazzettino) «Dopo essere stato fermo sei mesi, volevo andare a giocare – racconta Baraye – Al mio agente avevo confidato di non sentirmela di restare a guardare per altri sei mesi. Mi volevano due squadre greche e una danese, ma quando ho saputo del Padova ho accettato subito perché mi piacciono le sfide. Come mai non sono andato all’estero? Sono in Italia da dieci anni e non volevo andare via. Qui conosco bene il calcio, in altri Paesi sei nuovo e non sai cosa trovi». […] «È stata una sorpresa dell’ultimo giorno il mio trasferimento – afferma il ventitreenne sloveno Barasic – ma grazie al cielo siamo riusciti a farlo. Se il Padova non mi avesse contattato, sarei rimasto probabilmente al Catania. I biancoscudati mi avevano già cercato in estate, ma la società non mi aveva lasciato partire. Sono molto carico, arrivo con lo spirito giusto. Con il Catania ho giocato poco in serie B, questa è la mia prima vera esperienza in cadetteria e voglio dimostrare di potere fare la differenza anche in questa categoria. Ho guardato la partita con la Salernitana, si vede che in campo si lavora tutti l’uno per l’altro. Non vedo l’ora di cominciare». […]

Ore 10.20 – (Gazzettino) Sono stati ingaggiati sul filo di lana. Yves Baraye ha già debuttato nell’ultimo scampolo di gara con la Salernitana, Maks Barisic ha visto la partita in televisione in attesa di poter dare il suo apporto sul campo. A svelare i retroscena delle due operazioni è stato il diggì Giorgio Zamuner: «Barisic è stata un’idea dell’ultima giornata, nata perché nei giorni precedenti avevamo intavolato con il Catania la trattativa per Sarno. Mi avevano detto che non cedevano il giocatore, invece l’ultimo giorno del mercato ho incontrato il suo agente che mi ha detto: Perché non lo prendi?. Gli ho risposto che non me lo davano. Mi ha informato che se forzavo un po’ la mano me lo faceva dare, e da lì abbiamo provato a capire se c’erano le condizioni. Poi il Catania si è messo a disposizione, come anche il ragazzo, e siamo riusciti a chiudere l’operazione». Più complicata la trattativa per Baraye. «Il giocatore aveva qualche altra richiesta. Il Parma aveva comunque bisogno di fare altre operazioni nelle quali non è stato inserito il ragazzo, e alla fine c’è stata la possibilità di prenderlo, ovviamente con l’aiuto del club ducale».

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) «Ho visto un bel Padova, compatto e con grande voglia di rialzarsi. Il gruppo mi ha fatto subito sentire a casa e devo ringraziare mister e società per quest’opportunità». […] Un concetto simile a quello espresso da Maks Barisic. Lo sloveno, classe 1995, sabato era in tribuna all’Euganeo: «Ho visto un bel Padova. Si nota che i giocatori vogliono aiutarsi e non vedo l’ora di giocare anch’io. Sono carico, ho disputato poche partite in B, all’epoca ero molto giovane. Voglio dimostrare di poter dire la mia in questa categoria».Barisic, cercato da Zamuner anche la scorsa estate, nei piani di Bisoli dovrebbe essere il primo cambio ai due esterni Longhi e Morganella. «Nasco come esterno offensivo, ho fatto anche il centravanti mentre tutta la scorsa stagione ho giocato da laterale di un centrocampo a cinque, ruolo che credo di poter ricoprire bene».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Fattore B. Che poi è l’unica cosa che conta. B come biancoscudati e come una categoria che non può assolutamente sfuggire dalle mani del presidente Bonetto per non mandare all’aria le strategie societarie. B come gli ultimi due acquisti, Baraye e Barisic, presentati ieri e subito a disposizione di Bisoli. A dir la verità, il primo, è già stato gettato nella mischia contro la Salernitana, per una ventina di minuti utili a fargli riprendere confidenza con un campo che non ha mai visto nei primi mesi di stagione. Dopo essere stato tra i protagonisti della cavalcata del Parma dalla Serie D alla A, il ventiseienne attaccante senegalese non ha trovato spazio nella massima categoria, decidendo a malincuore di far le valigie. «Era importante per me riassaggiare il campo, sono contento che il mister mi abbia dato subito qualche minuto», le parole di Yves Baraye.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Non si può certo dire che gennaio sia stato un mese rilassante per Giorgio Zamuner. Il direttore generale biancoscudato ha dovuto a tutti i costi portare a termine quella rivoluzione che si era resta necessaria dopo un girone d’andata disastroso, chiudendo il mercato di riparazione con 10 acquisti e 12 cessioni. «Ci sembrava la strada più giusta da seguire per centrare la salvezza», spiega Zamuner, «solitamente è più faticoso vendere che comprare, ma fortunatamente ho trovato la disponibilità dei giocatori in uscita».Un mercato che invece, in entrata, si è diviso in due. I primi otto acquisti arrivati in tempo per la ripresa del campionato, gli ultimi due, invece, sul filo della sirena. «Abbiamo cercato di colmare subito le lacune, per mettere immediatamente i giocatori a disposizione di Bisoli. Quindi, abbiamo dovuto aspettare per rifinire la rosa e all’ultimo giorno sono saltate fuori queste due opportunità». […]

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Ripresa degli allenamenti ad alta intensità per il Padova. Ieri pomeriggio alla Guizza, infatti, mister Bisoli ha tenuto i suoi in campo per due ore, per una seduta prettamente fisica. La buona notizia riguarda le condizioni di Bonazzoli, che dopo essere uscito a metà ripresa contro la Salernitana a causa di un acciacco, ieri si è allenato con il gruppo. Hanno svolto lavoro a parte, invece, Trevisan e Lollo, entrambi affaticati, ma tutti e due dovrebbero ritornare presto in gruppo.Preoccupano un po’, invece, le condizioni di Simone Calvano. Il mediano è rimasto vittima di un problema al piede destro e si è fermato dopo venti minuti dall’inizio della seduta. […]

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) […] Missione complessa, quella affidata a Bisoli, ma Baraye ha già dimostrato di poter essere un potenziale crac: «Ho visto una squadra compatta che ha voglia di salvarsi – sorride il senegalese – non giocavo da diversi mesi, ho cercato di fare del mio meglio. È chiaro che la lunga inattività si sente, ma credo che si possano fare tutti insieme grandi cose. Avevo altre richieste, sia dalla B che dall’estero (due squadre in Grecia è una in Danimarca), ma quando mi ha chiamato il Padova ho accettato subito». Se ci sono pochi dubbi sulle qualità di Baraye, chi dovrà dimostrare di meritare la Serie B è lo sloveno Maks Barisic, che a Padova cerca la consacrazione che a Padova non è riuscito a trovare: «Sono un jolly – sorride – posso fare l’esterno su una delle due fasce come ho fatto con Lucarelli. Se serve sono stato impiegato anche da attaccante. La trattativa è stata velocissima, arrivo con sei mesi di ritardo, visto che il Padova mi aveva già cercato in estate». […]

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