Padova-Perugia, un coro di elogi per i ritorni di Madonna e Ravanelli: ora Bisoli ha altre due frecce appuntite…


Un coro unanime di elogi. Il ritorno in campo di Luca Ravanelli e di Nicola Madonna regala due nuove, appuntite, frecce all’arco di Pierpaolo Bisoli. Il quale ha tutta l’intenzione di avvalersene. Luca Ravanelli si era procurato alla fine di novembre la frattura al quinto metatarso del piede destro. Un infortunio molto serio avvenuto durante la partita casalinga con il Carpi, che ha messo in grande difficoltà il Padova. Fra i difensori biancoscudati, infatti, Ravanelli è quello che sin dall’inizio è stato una spanna sopra a tutti gli altri. Per sfondare nel calcio che conta, del resto, ha davvero tutto: fortissimo nel gioco aereo e in marcatura, pur non avendo piedi eccelsi imposta il gioco con precisione e ha pure il senso dell’anticipo.

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Quella di Nicola Madonna, invece, è la storia di un autentico calvario. Si fece male nel novembre del 2017 con la Triestina: legamento crociato, intervento chirurgico e via col solito percorso che si fa in questi casi. Poi ricadute, problemi, lesioni muscolari e continui aggiustamenti. Fino a sabato scorso, quando dopo due settimane abbondanti di allenamenti con il gruppo, Madonna è stato spedito in campo dopo otto minuti della ripresa al posto di Mazzocco, giocando uno spezzone di gara molto incoraggiante. E ieri è stato provato fra i titolari in vista di Padova-Perugia. Un segnale definitivo? Sicuramente un indizio importante, così come la conferma di Ravanelli al centro della difesa accanto ad Andelkovic.

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(Fonte: Corriere del Veneto, Dimitri Canello. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)

Da bambino il suo idolo era Nesta, sabato ce l’avrà di fronte in carne e ossa. Chissà le emozioni che proverà Luca Ravanelli nello stringere la mano prima della partita con il Perugia a quello che ero il suo beniamino, che seguiva in televisione quando guidava la difesa del Milan. Della serie, a volte i sogni diventano realtà. Tanto più che il giovane biancoscudato appare più che mai sulla buona strada per ripercorrere almeno in parte la carriera gloriosa di uno dei difensori più forti del calcio moderno, anche se sabato sul campo naturalmente non farà sconti: il Padova deve vincere per rincorrere la salvezza, e farà di tutto per sbarrare la strada ai grifoni allenati proprio da Nesta. Beninteso, di partite ne deve masticare ancora tante alla luce dei suoi 22 anni, ma non c’è dubbio che Ravanelli sia uno dei giocatori più interessanti in prospettiva futura.

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Ravanelli è il classico ragazzo della porta accanto, senza tanti grilli per la testa. Nonostante una carriera in rampa di lancio, è rimasto il ragazzo di sempre. E anche controcorrente rispetto ai suoi colleghi, che sono soliti tappezzarsi il corpo di tatuaggi: lui invece è ancora come mamma l’ha fatto. E non porta orecchini, altra moda molto in voga tra i calciatori. Insomma, caratterialmente un giocatore d’altri tempi, ma attuale più che mai per il calcio di oggi. L’antidivo, appunto. L’ulteriore dimostrazione è che anche adesso quando ritorna a casa in Trentino va a dare una mano al padre che lavora nell’edilizia.

(Fonte: Gazzettino, Pierpaolo Spettoli. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)

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