Carpi, Bonacini lascia e tuona: “Trattati come delinquenti, il nostro percorso finisce qui”


Durissima conferenza stampa avvenuta in data odierna a Carpi dopo la retrocessione in Serie C. Il patron Stefano Bonacini ha annunciato che lascerà la guida del club e che passerà la mano

 

“Abbiamo iniziato tra amici, abbiamo fatto un percorso straordinario: una favola che resterà sempre nei nostri cuori. Ma è arrivato il momento di passare la mano. Lasciamo una società sana, ma purtroppo la città non ha assecondato e condiviso il nostro progetto. La città ha perso una grandissima occasione con la Serie A e la Serie B. Negli ultimi tempi ne ho sentite troppe. Accetto le critiche su centravanti, portieri o altre scelte tecniche sbagliate. Ma quando sento dire che noi soci abbiamo usufruito di risorse del Carpi non lo accetto. Chi dice che senza Giuntoli non abbiamo fatto nulla, ricordo che abbiamo fatto 38 punti in Serie A e raggiunto una finale play-off di B. Abbiamo lasciato nelle casse del Carpi tutti i ricavi, dal paracadute alla famigerata cessione di Lasagna. Avremo anche fatto degli errori, ma non accetto sentire dire che ci siamo arricchiti alle spalle del Carpi. Non ci siamo mai distribuiti un utile, dalle plusvalenze al paracadute. Queste voci ci hanno fatto disinnamorare. Mi auguro che il Carpi trovi una proprietà nuova che investa in stadio, centri sportivi, che faccia risultati”, sono state le sue parole.

“A questa società ho voluto bene e dispiace lasciare il campo davanti a certe infamate. Quest’anno purtroppo è andata male, ma non possiamo farci sentir dare dei delinquenti dopo 11 anni così. Evidentemente non si è mai costruito un rapporto, io non voglio tappeti rossi ma non di essere additato come una persona che lucra alle spalle del Carpi. E’ stata comunque un’esperienza fantastica, ho conosciuto un mondo che forse non avrei mai potuto conoscere. Ci siamo fatti apprezzare in tutta Italia tranne che in questa città. Questa è la verità, ma non c’è problema e togliamo il disturbo. E’ giunto il momento che altri imprenditori della città si prendano questa eredità. Auguro a chi verrà di fare quello che abbiamo fatto noi. Noi abbiamo preso il Carpi in D e lo lasciamo in C, per cui il bilancio è positivo. Abbiamo fatto 11 anni di luna park, siamo stati a Disneyland. Sono molto sereno e anche molto sollevato. Quest’anno è andata male, ci abbiamo messo anche del nostro ma mi assumo io le responsabilità. Lasciamo la Società un gradino sopra rispetto a quando l’abbiamo presa facendo un giro a Disneyland. I prossimi imprenditori che investiranno nel Carpi preservateli. Sono da un lato amareggiato, ma da un lato anche contento perché questi anni qua non ce li toglie nessuno. Quest’anno di errori ne sono stati commessi diversi, non uno solo. L’anno scorso ci siamo salvati con fortuna, sono ancora convinto che questa squadra sia molto più forte di quella dell’anno scorso. Ma tra rigori sbagliati, infortuni e scelte sbagliate… Abbiamo sbagliato più la scelta degli uomini quest’anno che dei giocatori. Ma la responsabilità me la prendo io. Sono arrivato da uomo libero e me ne vado da uomo libero. Possibilità di ripensamento? Nessuno, il rapporto si è rotto e non c’è margine per ricucire”, ha proseguito.

“Trattative per la cessione? Non ho parlato con nessuno perché ho deciso di mollare pochissimo tempo fa. Marchi? Un imprenditore come lui penso sarebbe la persona giusta per prendere il nostro posto visto che si è anche avvicinato al calcio col Bologna. Credo che sia giunto il momento anche per Marco Marchi di dimostrare che ci tiene a questa città. Lazzaretti? Non lo conosco personalmente ma ha fatto bene a livello dilettantistico a Correggio. Non ci sono stati molti imprenditori che ci hanno aiutato ma voglio ringraziare chi ci ha dato una mano. Ringrazio loro e anche tutti quelli che hanno collaborato al settore giovanile. Il Carpi è in vendita, la squadra verrà iscritta indipendentemente dai tempi della cessione. C’è anche un Amministrazione Comunale che si adopererà per trovare un acquirente. Il Carpi verrà iscritto comunque, non abbiamo voglia di fare brutte figure perché c’è un percorso che va onorato. Se non si trova un acquirente c’è l’azionariato popolare, che in Italia è di difficile attuazione ma in Spagna funziona benissimo. Quella sull’azionariato popolare non è una battuta o una provocazione, ma saranno sempre meno gli imprenditori a mettere risorse in un posto in cui si fa fatica a reperirne. L’azionariato popolare potrebbe essere una soluzione, siamo disponibili al confronto. Auspico che qualche imprenditore si faccia avanti perché come ci siamo impegnati noi 11 anni fa è giusto che ora la faccia qualcun’altro. Ringrazio i miei soci che mi hanno sopportato e supportato, siamo rimasti insieme 11 anni e non sono pochi. Senza screzi né litigi, così come i tre soci precedenti che ci hanno lasciato negli anni scorsi”, ha concluso Bonacini.

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