Livorno, l’ex Morganella tuona: “Umiliato e costretto a spogliarmi per una svastica!”

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“Stagione negativa sotto ogni punto di vista. Livorno è una piazza importantissima, ma mi aspettavo molto di più a livello societario“.
Michel Morganella parla a Il Tirreno della risoluzione contrattuale col Livorno da cui si è separato. L’ex Padova spiega quanto accaduto: “Quest’ anno si sono accumulati tanti piccoli problemi, io mi sono sentito preso in giro dalla società, mi hanno fatto passare sempre da colpevole. E invece i problemi erano altri. Forse a qualche dirigente non piacevo per i tatuaggi e la barba…“.

Per Morganella solo 11 presenze, 9 delle quali da titolare, per un totale di 724 minuti con la maglia del Livorno: “Cosa è andato storto? Tutto. Ci sono stagioni che vanno bene e altre in cui le cose non girano. Pensate che io a Palermo, qualche anno fa, sono retrocesso in B con compagni di squadra come Ilicic, Miccoli e Kurtic. Dipende tutto dalla società alle spalle e da come si muove durante l’anno“.

“Ho sempre pensato a Livorno come una piazza di primo piano in Italia, e sinceramente lo penso ancora, ma la società non è più all’altezza. Con i campi abbiamo avuto problemi per tutto l’anno: una squadra di serie B costretta a venir via dal Coni per un po’ di pioggia e ad allenarsi nei campettini… Scene mai viste. Ho cercato di dare il massimo, è stata una stagione negativa per tutti. Nessuno si salva, forse solo Marras che ha dimostrato qualità in un contesto molto difficile“.

Tra Morganella e il Livorno non è mai sbocciato l’amore, a tal punto che il calciatore svizzero si è anche sentito mancare di rispetto: “Un insulto o un coro in una stagione del genere fa parte del gioco: va accettato, in un certo senso è giusto. Lo ripeto, a qualche dirigente non piacevo. A chi? Niente nomi. Nell’ambiente però circolavano messaggi vocali su di me, storie false sulla mia vita. Qualcuno non mi ha portato rispetto. E ricordo anche un brutto episodio in ritiro“.

Proprio sull’episodio avvenuto in ritiro lo svizzero ha raccontato: “Il terzo giorno un dirigente si avvicina e mi chiede. ‘È vero che hai il tatuaggio di una svastica sulla schiena?’. Che affronto… Dovetti togliermi la maglietta davanti a tutti per dimostrare che erano cavolate“.

Infine Morganella si è soffermato su quanto avvenuto a gennaio e sulla trattativa tra Spinelli e l’imprenditore olandese Yousif per la cessione del club: “Intanto voglio chiarire che non ero fuori rosa, il problema è che in quel periodo la società non ha voluto comunicare il mio infortunio. E non è stato piacevole. Mi auguro solo che Aldo Spinelli venda a una persona seria, il Livorno merita di stare in serie A o B“, ha concluso l’ex Palermo.

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