Vicenza, Rubin: “No ai playoff con le prime. Se si vuole farle giocare si finisca il campionato”

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Matteo Rubin è  un vicentino d’origine ma è anche un autentico poliglotta del pallone italiano che in questa stagione gioca tra le fila della Reggina. I calabresi come i biancorossi sono in testa alla classifica del proprio girone e in questo momento attendono con trepidazione le decisioni del Consiglio Federale in programma lunedì prossimo, nel frattempo l’ex giocatore del Modena ha risposto così alle nostre domande sulla situazione che la Lega Pro sta vivendo:

Il campionato è fermo da febbraio, quanto è snervante quest’attesa e indecisione?

“Molto, perché ogni dieci giorni la decisione slitta e non sappiamo se si dovrà giocare, se si dovranno fare solamente i playoff o se abbiamo vinto il campionato e possiamo stare tranquilli. Insomma c’è un’incertezza totale e non so mai come mi devo comportare: se fare un allenamento per riprendere il campionato o solo per tenermi in forma.

Riprendere dopo così tanto tempo che difficoltà porterebbe?

“Per chi in questo momento non si è mai allenato ci sarebbero grandi problemi dal punto di vista fisico perché sono passati tre mesi dallo stop. Per chi come noi (Reggina, Vicenza e Monza) sta in testa alla classifica ci sarebbero difficoltà a livello mentale perché eravamo abituati ad essere primi ed inoltre non sarebbe semplice riprendere il campionato con lo stesso spirito con cui l’avevamo lasciato.

In questo momento i vertici del calcio discutono molto e c’è chi vorrebbe le tre prime ai playoff, cosa ne pensi?

“Secondo me non è giusto che si facciano i playoff con le prime, se si vuole farle giocare è meglio riprendere il campionato: così come lo fanno la serie A e la serie B, lo faccia pure la serie C. Noi come il Vicenza e Monza abbiamo un grande vantaggio, per quale motivo dovremmo rischiare di compromettere la stagione dopo che siamo sempre stati in testa?

In questo momento ti stai allenando a casa? Quando hai lasciato Reggio Calabria che clima c’era?

Sì io mi alleno tutti i giorni. Quando sono salito a casa il virus non era ancora totalmente esploso anche se c’era molta incertezza. Il Presidente Gallo dopo che avevamo disputato l’ultima partita ci disse: guardate ragazzi questa può essere l’ultima partita del campionato, cerchiamo di vincerla. Noi non ci credevamo ma ad ora ha avuto ragione lui.

Con la Reggina hai il contratto anche per l’anno prossimo,  cosa ti auguri per il futuro?

In un modo o nell’altro di raggiungere l’obiettivo che ad inizio non era primario, ma con il passare del tempo ci abbiamo creduto. A livello personale ho fatto la scelta di allontanarmi da casa e spero di raggiungere questo traguardo perché significherebbe molto, un po’ come ho fatto a Foggia tre anni fa




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