L’ex Padova Albertini si racconta in un’intervista a tutto tondo 

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La rinascita della nazionale Italiana, sapientemente guidata da Roberto Mancini è anche merito suo, e se l’Italia è inserita fra le favorite per la vittoria del prossimo campionato europeo 2020 lo si deve anche alla sua programmazione con la FIGC. Parliamo di Demetrio Albertini, uno dei migliori centrocampisti del calcio italiano e della storia del Padova Calcio, che si è raccontato in una bella intervista a Il Giornale. Nelle parole dell’ex centrocampista di Padova, Milan e Atletico Madrid, l’analisi di diversi aspetti del suo passato, passando per quelli più intimi, fino ai suoi nuovi ruoli manageriali.

Gli esordi all’oratorio e poi il Padova sul suo cammino per diventare uomo

Un Demetrio Albertini a “cuore aperto”, quello che si è regalato in una bella intervista recentemente, in cui non ha mancato di menzionare il Padova Calcio e la città euganea che ha contribuito a formare quell’uomo e quel calciatore che avrebbe poi vinto tutto con il Milan di Berlusconi fra gli anni ’90 e ’00. Ciò che traspare dalle parole dell’ex mediano è un attaccamento alla propria famiglia e a dei valori che nel calcio attuale sembrano essersi un po’ perduti. Come tutti i ragazzi che amano il calcio, anche Albertini ha cominciato all’oratorio vicino casa, nella frazione del comune Besana di Brianza di Villa Raverio, ma gli osservatori del Milan adocchiano le qualità del giovane centrocampista immediatamente, e a 17 anni è già esordio con il Diavolo. Maglia forse troppo pesante per un calciatore così giovane, e quindi con grande lungimiranza la società rossonera lo manda a Padova a farsi le ossa in Serie B, squadra in cui troverà anche un altro grande ex del Padova e futuro nazionale Angelo Di Livio, oltre che un giovanissimo Del Piero all’epoca nelle giovanili biancorosse. Qui Albertini gioca con continuità conquistando tifosi e stima da parte di tecnici ed esperti, e la stagione in Veneto si concluderà con 28 presenze, cinque reti e il premio Diadora come miglior giovane emergente del calcio italiano.

L’intervista dell’ex “metronomo” del Padova e del Milan ci regala anche un’immagine molto umana di un campione che è riuscito a fine carriera ad aggiungere alla sua già ricca e preziosa bacheca un trionfo in Spagna al Barcellona. In particolare, racconta di quanto sia stato difficile per un ragazzo nato e cresciuto in una frazione di 2800 abitanti spostarsi a Milano, che, aggiunge scherzosamente, ai suoi occhi sembrava New York. L’umiltà e la grande professionalità accompagnati da una classe indiscutibile hanno poi fatto di Albertini uno dei migliori centrocampisti della storia del calcio italiano.

Albertini è indissolubilmente legato ai colori del Padova anche se vi ha giocato per una sola stagione, ma è stata una tappa fondamentale nella sua carriera per trovare consapevolezza e continuità di gioco. Nel 2000 ha fondato la società che porta il suo nome impegnata nel far rispettare i diritti artistici e sportivi degli atleti, oltre ad aver creato la scuola calcio “Demetrio Albertini” nel 2006, progetto che coinvolge oltre mille ragazzi ogni anno.




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