In che misura la crescente popolarità dell’eFootball ha contribuito alla promozione dello sport del calcio negli ultimi anni?

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In che misura la crescente popolarità dell’eFootball ha contribuito alla promozione dello sport del calcio negli ultimi anni?

 

Gli e-sport in Italia – e in particolare l’e-Football – hanno avuto un’enorme crescita durante questi ultimi anni, che li hanno portati a ottenere riconoscimenti importanti in diverse nazioni in Europa, come per esempio quello di essere considerati sport a tutti gli effetti. Ma riguardo al rapporto con lo sport tradizionale del calcio, e soprattutto, con le squadre di club, la relazione mette in evidenza sia luci che ombre.

La dimensione dell’e-Football

 

Iniziamo a dire che l’e-Football – ovvero quella disciplina che pone di fronte giocatori professionisti di videogame basati sullo sport del calcio – ha numeri davvero importanti, che in più non rappresentano che una piccola parte del fenomeno a livello mondiale. Il mercato mondiale degli e-sport nel 2020 vale circa $1.8 miliardi, ma l’Europa pesa solo per il 16.9% della “torta” mondiale, dominata da paesi come il Giappone, la Corea, la Cina e gli Stati Uniti – e comunque sta crescendo con tassi del 24% annui.

 

È talmente diffuso e in ascesa così rapida che i maggiori bookmaker globali hanno inserito queste discipline nelle loro programmazioni: a oggi, è possibile divertirsi con le scommesse sportive anche puntando su eventi di e-sport, oltre che sulle partite vere e proprie, una cosa che sarebbe sembrata una follia solo dieci anni fa.

 

L’attrattiva dell’e-football

 

Sembra quasi inutile sottolinearlo, ma i videogiochi moderni hanno un livello di realismo incredibile. Visti dal di fuori, sembra davvero di assistere a una partita vera. E sono talmente verosimili che offrono ai club più importanti un interessante canale per arrivare al loro pubblico, sia come avvicinamento a nuovi appassionati di calcio, sia di generazione di nuove fonti di entrate, che nella crescita della propria immagine come squadra.

 

Queste sono le motivazioni principali che hanno portato diversi club sportivi a operare nel settore, creando un team specializzato per curare la loro immagine in questi circuiti, e addirittura, una vera e propria squadra ufficiale. Dall’altra parte, altre squadre si sono dimostrate meno interessate a coinvolgersi direttamente, considerandolo una specie di moda momentanea destinata a spegnersi.

 

La nostra opinione – che segue l’evoluzione del mercato – è quella che difficilmente questo succederà: ma sappiamo anche che molti club di calcio hanno dirigenze ancora poco inclini ad accettare un’evoluzione tecnologica che è ormai in atto da anni.

 

Cosa fare per rafforzare questa collaborazione?

 

Dopo gli anni pionieristici di lancio del settore dell’e-Football, sarebbe positivo iniziare a fare chiarezza, e organizzare le strutture e le attività. Da più parti si lamenta una certa opacità che circonda il settore degli e-sport, data dal fatto che ufficialmente ci sono pochi paesi li riconoscono ufficialmente come sport, e quindi le organizzazioni ufficiali del calcio non sono ancora intervenute per fare ordine nel settore, lasciandolo (ancora) in mano alle case produttrici dei videogiochi.

 

Resta il fatto che, mese dopo mese, il mercato degli e-sport cresce sempre più, anche grazie al prezioso lavoro delle organizzazioni dedicate come IIDEA, e la situazione inizia a raggiungere un livello tale da richiedere una volta per tutte questo coinvolgimento diretto delle federazioni sportive europee. Noi ci auguriamo che avvenga presto, dato che la collaborazione tra calcio giocato e videogiocato non può che fare bene a entrambe le discipline.

 

 

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