Padova, Marco Fortin: “Mattia è tra il sereno e il dispiaciuto. E adesso…”

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«La situazione di Mattia è un po’ strana perché veniva da un campionato da protagonista e da un buon inizio di campionato, dove non ha commesso errori che hanno portato al gol avversario, e in qualche partita è stato anche decisivo come con Catanzaro, Avellino e Spezia. Il mister ha fatto giustamente le sue scelte, nella sua testa la vede così e al momento Mattia non può che allenarsi come ha sempre fatto, comportarsi da professionista e accettare suo malgrado il momento. Anche le parole di Andreoletti sono state di contentezza dell’operato di Mattia. Questa cosa un po’ di corazza te la mette, dopodiché nel viverla in primo persona sicuramente c’è quella dose di sana arrabbiatura e di dispiacere perché uno dice “Avessi fatto male, mi sarei meritato di uscire”. Invece per le motivazioni che ha dato il mister, giuste dal suo punto di vista e perciò insindacabili, sono un po’ difficili da accettare, anche se va detto che Sorrentino sta facendo cose egregie. Sono dell’idea che per il percorso che ha fatto sarebbe importante che Mattia riprendesse a giocare, e continuare con l’alternanza potrebbe essere una soluzione. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di anticipare di sei mesi il rientro a Lens per ambientarsi e imparare la lingua, ma poi bisogna capire anche le esigenze del Padova che sino a giugno ha voce in capitolo. Mattia è un misto tra il sereno, perché sa di avere risposto presente quando è stato chiamato in causa, e il dispiaciuto perché non giocare non è bello per chi fa questo mestiere, specialmente a 22 anni e quando magari non ti dai una spiegazione tecnica»: queste le dichiarazioni rilasciate sulle colonne de “Il Gazzettino” da Marco Fortin, ex portiere e padre dell’estremo difensore Biancoscudato Mattia.




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