Padova, il racconto di un compleanno da ricordare: fra emozioni, abbracci e… contestazioni

Condividi

Il 29 gennaio 2026 si è ritagliato uno spazio speciale nella memoria di chi il Calcio Padova non lo segue soltanto, ma lo vive. Una giornata densa di simboli, emozioni e contrasti, aperta dalla presentazione della quarta maglia stagionale, pensata come omaggio allo stemma dell’ultimo Padova capace di calcare i campi della Serie A. Un tuffo nel passato che ha fatto da ponte con il presente, suggellato dall’incontro diretto tra squadra e tifoseria nel cuore della città.

Il primo appuntamento è stato nel tardo pomeriggio, in un clima raccolto e fortemente identitario, per svelare una divisa che richiama le radici biancoscudate. Dirigenza, staff tecnico, giocatori simbolo e istituzioni cittadine si sono ritrovati fianco a fianco, insieme a figure che hanno contribuito a costruire l’immaginario del club, dal logo storico alla sua più recente valorizzazione. La maglia è passata di mano in mano, tra ricordi, spiegazioni e sorrisi, mentre fuori dal negozio decine di tifosi osservavano con curiosità e orgoglio. Rivedere il Gattamelata sul petto ha acceso emozioni profonde, legate non solo al calcio ma alla storia stessa di Padova.

In contemporanea, Piazza Cavour si è riempita di cori, sciarpe e colori. La squadra al completo ha raggiunto i sostenitori, concedendosi a foto, firme e applausi, in un’atmosfera di compattezza che da tempo mancava in occasioni simili. Poco dopo, oltre seicento persone si sono mosse insieme verso Piazzetta Garzeria, accompagnando i giocatori lungo pochi metri carichi di significato. Lì, davanti alla targa che ricorda l’atto fondativo del club voluto dal barone Giorgio Treves de’ Bonfili e dal marchese Giuseppe Corradi, il presente si è idealmente intrecciato con i 116 anni di storia biancoscudata. Oggi come allora, Padova si affida a una guida cittadina, con il patron Alessandro Banzato, affiancato dal figlio Giovanni e dal presidente Francesco Peghin, impegnati in una corsa alla salvezza che vale molto più di una semplice categoria.

Cori, fumogeni e qualche fuoco d’artificio hanno accompagnato il corteo, vissuto come un momento di festa condivisa, capace di coinvolgere tifosi di ogni età. Ma la serata non si è chiusa lì. Terminato l’abbraccio con la squadra, una parte della tifoseria si è spostata verso Palazzo Moroni. Il tema, ormai noto, è quello dei ritardi nei lavori della Curva Sud dell’Euganeo. La protesta è esplosa con forza, a ricordare che anche nelle giornate di celebrazione restano nodi irrisolti. Un messaggio diretto, lanciato in vista della gara dell’11 aprile contro l’Empoli, che ha chiuso una giornata sospesa tra orgoglio, appartenenza e malcontento. Una fotografia autentica del rapporto viscerale tra Padova e la sua gente.




Commenti

commenti

About Staff Padova Goal


WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com