«Il mercato? Con il mister abbiamo condiviso la necessità di cambiare qualcosa sotto l’aspetto tattico e avere qualche giocatore in più verso la trequarti. C’è stata la possibilità di prendere Caprari e Di Mariano che possono consentire all’allenatore di variare il sistema tattico rispetto a quello fatto nella prima parte di stagione. Tutto è stato fatto su precise indicazioni del mister: abbiamo voluto accontentarlo in tutto, e ciò è stato reso possibile grazie all’intervento economico della proprietà. Il cambio di proprietà? Dobbiamo sempre ringraziare Oughourlian, che in questi anni ha investito tanto per il Padova: è vero che da quando sono arrivato io ha stretto un po’ la cinghia, ma va sempre ringraziato perché ha sostenuto un Padova competitivo. Poi la fortuna del biancoscudo è che nel cambio societario ha trovato la famiglia Banzato, che per i tifosi è un marchio di garanzia per i tanti anni che verranno. È una famiglia tifosissima del Padova che ha fatto questa scelta: erano anni che tutti sognavano che arrivasse questo giorno ed è arrivato, pertanto siamo concentrati per fare sì che il nostro obiettivo della permanenza della categoria possa avverarsi tranquillamente, e siamo certi di conquistarlo. La cosa più importante è che il Padova sia finito nelle mani della famiglia Banzato: avrebbero dovuto esserci in città caroselli di gioia per dieci giorni di fila perché oggi in Italia di famiglie così importanti che hanno un club, se le conti non riesci nemmeno a riempire le dita della mano. Si potevano fare altre operazioni di mercato? Se il mister ci avesse chiesto un altro giocatore per qualsiasi reparto l’avremmo preso: abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi che avevamo concordato in base alle richieste del nostro allenatore. Caprari? Non gioca da novembre e ha solo bisogno di essere riatletizzato. Mi dicono che ci vorranno attorno ai dieci giorni. Faremo le cose con calma, abbiamo una rosa abbastanza omogenea e ampia. Il mister voleva due giocatori per la fase offensiva perché ha in testa di cambiare qualcosa»: queste alcune delle dichiarazioni rilasciate sulle colonne de “Il Gazzettino” da Massimiliano Mirabelli, direttore sportivo del Padova.
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