Il momento più difficile e la via d’uscita

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E’ il momento più difficile della stagione del Padova. Che mai, dopo un inizio stentato, si era trovato nella zona calda, spingendosi fino al decimo posto, a ridosso dei playoff, a +8 sui playout. Poi, un girone di ritorno al ribasso, con una caduta sempre più evidente, fino alla striscia di quattro sconfitte consecutive che ha convinto il club a cambiare e a esonerare Matteo Andreoletti. Martedì a Venezia mi è stato chiesto perché non abbia rivolto domande al direttore sportivo Massimiliano Mirabelli dopo la sconfitta del Penzo. La risposta è in quello che è successo appena quattro giorni dopo, chi vuol capire capisca. Non è la prima volta che una dichiarazione di un componente del mondo del calcio invecchia malissimo, ma c’è modo e modo di gestire le situazioni e su come è stato esonerato Matteo Andreoletti ci sarebbero da spendere fiumi di inchiostro. Non lo faccio perché oggi penso che sia giusto rinviare i processi eventuali a fine stagione, quando qualche conto dovrà per forza di cose essere regolato. Parliamoci chiaro: nel mondo del calcio si sa come funziona, se il rendimento di una squadra è in picchiata la soluzione più semplice è sempre quella di esonerare l’allenatore. E qualche colpa Andreoletti ce l’ha sicuramente. Non ritengo, però, sia il primo, né tantomeno l’unico responsabile e ricordo in queste righe l’andamento delle sue stagioni da allenatore. Alla guida della Pro Sesto chiuse il girone d’andata al primo posto, per poi accusare un evidente calo scendendo fino al sesto posto, ma con un colpo di coda finale risalendo al quarto. L’anno scorso, nell’anno della promozione, chiuse il girone d’andata al comando con 10 punti di vantaggio, per poi crollare fino a perdere tutto il vantaggio e facendosi scavalcare dal Vicenza, per poi con un colpo di coda effettuare il controsorpasso e mettere la freccia sul rettilineo finale conquistando il primato. Nessuno saprà mai se anche stavolta sarebbe andata così, ossia un colpo di coda finale dopo la crisi, ma se i precedenti contano qualcosa forse anche questo si sarebbe dovuto mettere dentro il calderone al momento delle scelte.

Quali sono le cause della crisi? Sicuramente un logorio dei primattori protagonisti del girone d’andata (Varas, Fusi, Perrotta, Bortolussi e Capelli su tutti), ma anche un cambio di modulo mai del tutto digerito dalla squadra. Fateci caso, ma i problemi più seri sono cominciati quando si è deciso di passare al 4-4-2 dopo il mercato di gennaio e l’arrivo di Di Mariano e Caprari. Chi ha deciso quel cambio di modulo? Perché si è voluto cambiare e toccare un ingranaggio che, a parte qualche scricchiolio, funzionava ancora? Spiegherà mai, il direttore sportivo, il senso di comporre una rosa con cinque esterni offensivi di piede destro (Gomez, Caprari, Buonaiuto, Di Mariano e Seghetti) e un solo mancino (Jonathan Silva)? Si è aiutato il tecnico con una decisione simile o, piuttosto, lo si è messo in difficoltà? Esaminando il rendimento dei giocatori acquistati fra giugno e gennaio in quanti possono meritare la promozione? Proviamo a sbilanciarci, tenendo ben presente che questa analisi potrebbe essere, almeno in parte, sconfessata da quello che accadrà nelle ultime sei partite della stagione, perché tempo per recuperare ce n’è ancora. I promossi: Sgarbi, sicuramente, poi Harder dopo un inizio un po’ a rilento e tutto sommato mettiamoci anche Di Mariano, l’unico arrivato a gennaio veramente pronto per la categoria. Sorrentino fino a qualche partita fa avrebbe meritato la paletta verde, ma nelle ultime settimane ha inanellato una serie di errori davvero sconcertante, rimettendo tutto in discussione. Possono essere promossi per quanto fatto vedere sinora Villa, Baselli, Ghiglione, Jonathan Silva, Pastina, il Caprari visto all’opera in queste partite, Seghetti? Nel limbo ci sono Barreca e Lasagna, per opposti motivi: il primo è partito discretamente per poi calare in modo vistoso, il secondo ha fatto esattamente l’opposto, lanciando segnali positivi nel girone di ritorno dopo un’andata molto sotto tono. Gomez, c’era da aspettarselo dopo due anni di inattività, sinora è stato più fuori che dentro al campo, alimentando ogni tipo di voce sul suo conto. Giunti è un buon giocatore, ma non conosce la categoria ed è un investimento che andava fatto a giugno piuttosto che a gennaio. Può essere considerato sufficiente sotto il profilo numerico, quantitativo e qualitativo il rendimento di Di Maggio? In tutte queste risposte c’è il senso del momento del Padova.

Non è tempo adesso di sollevare polveroni, ma se si deve analizzare il perchè il Padova è in difficoltà vi abbiamo messo uno di seguito all’altro qualche elemento su cui quantomeno riflettere. Di certo Mirabelli non ha avuto un grande budget per lavorare, ma i bravi direttori sportivi si vedono soprattutto in questi casi. Gli esempi virtuosi ci sono: osservate la classifica, guardate chi ha speso poco e ha raccolto tanto e poi tirate le somme. Poi, certo, Andreoletti i suoi errori li ha commessi: lascia perplessi la gestione dei portieri, di certo non ottimale, non si può non aver notato una certa confusione tattica e un nervosismo latente nelle ultime giornate. Ma la vera domanda è: è veramente stato aiutato? Perché non basta saper vendere giocatori e mercanteggiare fra i banconi della frutta per fare un buon lavoro. C’è tutta un’altra parte, la quotidianità, dove ci sarebbero tanti di quegli episodi su cui discutere che non basterebbero tre editoriali. Non adesso. Perché in palio c’è la salvezza ed è giusto focalizzarsi su quello che potrà fare Roberto Breda. Oggi il focus è solo questo.

Fino a qualche tempo fa Breda era lo specialista dei subentri, era l’uomo chiamato al capezzale di squadre in crisi in grado di trovare soluzioni tampone immediate. Arriva con un contratto di tre mesi, senza opzioni di rinnovo automatiche in caso di salvezza. Anche questo dice molto. Il suo curriculum, tutt’altro che disprezzabile, è stato un po’ “sporcato” dalla retrocessione alla Ternana, dove aveva fatto inizialmente bene, risollevando la squadra, ma scivolando sul rettilineo finale e perdendo lo spareggio playout col Bari con la conseguente retrocessione. A Salerno, l’anno dopo, per sua stessa ammissione non ha dato quello che poteva. Ora gli tocca una missione difficile, ma non disperata, perché la classifica non è certo solida, ma neppure drammatica e il calendario, dopo Frosinone, offre alcune opportunità interessanti per togliersi dai guai. Per cui sì, Breda ce la può fare, perché è troppo importante per Padova non perdere quella categoria così faticosamente conquistata dopo anni di tentativi a vuoto.

Una chiosa finale. Riguarda Alessandro Banzato. Molto presto parlerà e farà sentire la sua voce. Va lasciato in pace, non va tirato per la giacchetta, gli va dato il tempo di poter incidere, perché questa stagione non l’ha impostata lui, perché è subentrato a dieci giorni dalla fine del mercato di gennaio e non poteva e non può fare miracoli. Ha dato carta bianca alla dirigenza e questi sono i risultati, che ad oggi ognuno può giudicare. Ma non sono definitivi. Banzato è un imprenditore capace, è un appassionato di calcio, ha a cuore le sorti del club forse più di ogni altro, tanto che ha deciso di mettersi in prima fila raccogliendo l’eredità scomoda lasciata da Joseph Oughourlian. Si possono esprimere opinioni, si può dare il proprio punto di vista, ma bisogna rispettarne il ruolo e le decisioni. In questo momento è giusto tendergli la mano e aiutarlo. A fine stagione, poi, ci sarà tutto il tempo di fare le giuste considerazioni. E capire quale sia la strada migliore per quel futuro radioso che Banzato s’immagina per Padova e per il quale sta già lavorando




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About Dimitri Canello

Direttore responsabile del sito web Padovagoal. Nato a Padova l'11 ottobre 1975, si è laureato nel marzo del 2002 in Lingue Orientali con la specializzazione in cinese. Giornalista professionista dal settembre 2007, vanta nel suo curriculum numerose esperienze televisive (Telemontecarlo, Stream Tv, Gioco Calcio, Sky, La 7, Skysport24, Dahlia Tv, Telenuovo, Reteazzurra, Reteveneta, Telecittà), sulla carta stampata (collaborazioni con Corriere dello Sport, Tuttosport, Corriere della Sera, Repubblica, Il Giornale, World Soccer Digest, Bbc Sport online, Il Mattino di Napoli, Corriere del Veneto) e sui media radiofonici (RTL 102.500, Radio Italia Uno)

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