di Riccardo Bomparola
Queste le dichiarazioni di Simone Scaglia nel giorno della presentazione ufficiale da neo giocatore del Padova
“La trattativa è iniziata verso metà luglio, sapevo che ci fosse una chiacchiera, ma appena l’ho scoperto non vedevo l’ora di chiudere, è stata la mia prima scelta rispetto alle altre e non vedevo l’ora di arrivare qua.
Padova è uno step importantissimo perché è la prima volta che esco dalla mia comfort zone ed è la prima volta che vado in un’altra squadra dopo 15 anni di Juventus. Con i compagni mi trovo bene e ho visitato la città, voglio aiutare la squadra.
Io ho iniziato la mia carriera alla Juve a 7 anni e la Juve è una seconda famiglia per me , sono diventato educato e un lavoratore, posso portare tanta grinta e tanto lavoro, spero di poter aiutare la squadra in qualsiasi occasione.
Io mi sono già allenato e il livello è altissimo, c’è un ritmo incredibile, il gruppo portieri e molto unito e Sorrentino è un fenomeno per me devo rubargli il più possibile e ha una stima enorme da parte mia, del gruppo conoscevo Dellavalle perché abbiamo iniziato assieme da piccoli e poi conoscevo Zuelli per qualche mese assieme in next gen, mi stanno aiutando e mi stanno facendo entrare nel gruppo.
Il mio idolo è indubbiamente Buffon per la storia che ha avuto, ho visto tutte le sue partite, ho avuto la fortuna di conoscerlo, guardo però anche tutti gli altri portieri, so che anche Perin è venuto qua a giocare e ha fatto benissimo.
Da questa esperienza mi aspetto di migliorare, di diventare ancora più maturo dentro e fuori dal campo, imparare a vivere un nuovo spogliatoio dato che la media età è più alta rispetto a quelli in cui sono stato finora.
Cerco di essere un portiere più moderno possibile, ora serve anche fare ripartire l’azione, tenere la linea più alta e fare un’uscita in più per aiutare i difensori e cercare l’imbucata per aiutare la squadra a creare, dunque voglio aiutare il più possibile la difesa.
Il giorno della firma ho parlato con Calabro, sono molto felice perché abbiamo la stessa visione di campo, mi sto trovando molto bene, penso di non avere difficoltà nell’ambientarmi con il suo stile di gioco.
Il ruolo del portiere è cambiato e ora ha delle richieste più complicate rispetto ad anni fa dove l’unica era quella di parare. Il numero di maglia è il 12 e sono felice”.
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