Padova, Moro: “Emozionante tornare alla Guizza: ho voluto sin dal primo momento questa maglia, è un legame mai spezzato”

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Di Riccardo Bomparola

Tornare alla Guizza, ritrovare i campi sui quali aveva iniziato a sognare da bambino e indossare finalmente la maglia del Padova da protagonista. Per Luca Moro il ritorno nella sua città non è una semplice operazione di mercato, ma l’inizio di una nuova fase della carriera.

«È stato emozionante tornare alla Guizza e rivedere gli stessi campi sui quali mi sono allenato fin da piccolo – racconta il nuovo attaccante biancoscudato –. Non è un ritorno importante soltanto perché sono a casa: significa molto per me. Ho grandi aspettative e penso che questo debba essere un anno importante, un nuovo punto di partenza. Sento tantissime motivazioni, mie e dei miei compagni, e mi piace il modo in cui l’ambiente e la squadra stanno lavorando».

Nel suo percorso ci sono state esperienze molto diverse. «A Catania mi sono messo in luce, mentre a Frosinone ho vissuto un’esperienza bellissima perché abbiamo vinto il campionato. È stata una stagione che mi ha fatto crescere molto anche a livello personale. A La Spezia, invece, ho capito che non tutte le annate possono essere positive. La squadra è retrocessa e il clima era completamente diverso. Gli anni al Sassuolo mi hanno formato sia come persona sia come calciatore. Adesso sono pronto per tornare a Padova e dare tutto».

La trattativa non è stata immediata, ma la volontà del giocatore era chiara. «È durata un po’. Sapevo che avrei dovuto fare il ritiro con il Sassuolo, avevo già parlato con il direttore e dato il mio ok. Poi sono intervenute alcune questioni societarie e ho dovuto aspettare, ma io avrei voluto tornare subito. La prima persona che ho chiamato è stata la mia ragazza, poi ho parlato con la mia famiglia».

Decisivo anche il confronto con il direttore sportivo e con l’allenatore. «Il direttore era carichissimo e mi ha trasmesso questa energia, mi ha fatto arrivare tutta la carica dell’ambiente. Ho parlato anche con il mister e sono contento che valorizzi il gioco con due punte. Non vedo l’ora di entrare a far parte di questo sistema».

Moro torna con un ricordo particolare del Padova vissuto da bambino. «Ricordo i playoff con El Shaarawy al Novara: io ero raccattapalle. Guardavo quella squadra forte e avevo l’ambizione di poter essere un giorno uno di quei giocatori. Adesso voglio essere io quello capace di far innamorare i bambini. Ho fatto il raccattapalle anche sotto la tribuna Fattori e ricordo che guardavo i tifosi: quell’ambiente mi affascinava».

Il legame con Padova non si è mai spezzato. «L’anno scorso seguivo la squadra da tifoso e guardavo la classifica di Serie B sperando che il Padova riuscisse a salvarsi. Quest’anno vedo un’impronta importante e sono felice di aver ritrovato questo ambiente».

Poi il sorriso per il gol segnato nell’amichevole: «È stato un segno, mi hanno fatto parecchie battute». E c’è anche la soddisfazione di ritrovare Matteo Lovato, compagno conosciuto fin dalle giovanili e poi nuovamente incrociato al Sassuolo.

Moro, però, guarda soprattutto avanti. «L’anno scorso ho realizzato il sogno di giocare in Serie A. Adesso che l’ho vista, questo deve essere l’anno della consacrazione. Voglio tornare su quei palcoscenici, per gli stadi, il tifo e le atmosfere che si respirano. È un’ambizione mia, ma deve diventare anche quella della squadra».




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