Il dato che racconta meglio Catanzaro-Padova è il divario tra produzione offensiva e risultato: al Ceravolo i calabresi hanno chiuso con 25 conclusioni contro le appena 5 biancoscudate, ma la partita è terminata 1-1. Il pareggio, quindi, non fotografa una gara equilibrata sul piano delle occasioni: il Padova ha saputo resistere e sfruttare una delle pochissime opportunità costruite.
Il pareggio del Ceravolo racconta una partita che, numeri alla mano, il Catanzaro avrebbe probabilmente meritato di far sua. L’1-1 finale contro il Padova nasconde infatti una netta superiorità statistica della formazione calabrese, capace di produrre molto di più in fase offensiva senza però trovare la concretezza necessaria per trasformare il dominio in tre punti. I biancoscudati, al contrario, hanno costruito pochissimo, ma sono riusciti a portare a casa un risultato prezioso grazie alla capacità di resistere e alla freddezza mostrata nell’occasione del pareggio. Il dato più eloquente è quello dei tiri: 25 per il Catanzaro, appena 5 per il Padova. Anche le conclusioni nello specchio confermano la differenza, con i padroni di casa a quota 5 e gli ospiti fermi a una sola. Il rapporto si ripete nei calci d’angolo, 11-2, e nel possesso palla, 57% contro 43%. La squadra di Mignani ha dunque gestito maggiormente il pallone, ha attaccato con continuità e ha costretto Sorrentino a intervenire in più occasioni, mentre Pigliacelli non è stato chiamato a effettuare parate.
Ancora più significativo il confronto degli expected goals: 1,88 per il Catanzaro contro 0,39 per il Padova. Un indicatore che misura la qualità delle occasioni create e che restituisce un quadro molto chiaro: i calabresi hanno costruito opportunità complessivamente più pericolose, ma non sono riusciti a capitalizzarle. Anche le conclusioni dall’interno dell’area, 18 contro 3, evidenziano quanto la partita si sia sviluppata prevalentemente nella metà campo biancoscudata. Il Catanzaro ha inoltre collezionato 514 passaggi, contro i 396 degli avversari. Il Padova ha compensato la minore produzione offensiva con una prova di sacrificio. I numeri difensivi raccontano una squadra costretta a lavorare a lungo senza pallone, con 40 interventi di liberazione contro i 17 del Catanzaro. La differenza si è vista soprattutto nella capacità di proteggere l’area e limitare i danni nei momenti di maggiore pressione.
La rete di Dorval al 27’ aveva premiato la spinta dei padroni di casa, ma al 66’ Varas, servito da Capelli, ha trovato il guizzo che ha cambiato il risultato. Per il Padova un punto conquistato con carattere e concretezza, per il Catanzaro il rammarico di aver prodotto molto più degli avversari senza riuscire a chiudere la partita. Il tabellino dice parità, le statistiche raccontano una gara a senso unico sul piano delle occasioni.
Foto: Us Catanzaro
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