Presente (radioso) e futuro (promettente)

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Domanda a bruciapelo: è vero che, arrivati a questo punto della stagione, il campionato lo può perdere soltanto il Padova? E ancora: è giusto considerare già chiusi i giochi con l’AltoVicentino a meno sette punti dai biancoscudati? Dando uno sguardo al calendario, il fatto di poter giocare sette partite (fra cui lo scontro diretto) in casa rappresenta un ulteriore vantaggio da non dilapidare, se poi aggiungiamo che con l’arrivo della Primavera, viste le caratteristiche della squadra, questo Padova sembra poter ulteriormente decollare, ecco che il vento che soffia in poppa sembra tutto a vantaggio di Carmine Parlato. Il quale sta dimostrando ancora una volta di essere un autentico cavallo di razza per la categoria, un po’ come Beppe Iachini lo è stato per la serie B dopo aver vinto ben quattro campionati cadetti. Se Parlato riuscirà nell’impresa di riportare il Padova in Lega Pro al primo tentativo, si sarà guadagnato sul campo una chance per salire di categoria. Perché, sempre tenendo ben presente il parallelo con Iachini, quest’ultimo ha dimostrato di poter essere un tecnico coi fiocchi anche in Serie A (chiedere per conferma a Palermo e dintorni) nonostante fossero in molti a ritenerlo inadatto ad altissimi livelli. Ecco perché, spingendosi oltre, sarebbe bello immaginare che questa squadra, così sapientemente costruita da Fabrizio De Poli, se riuscisse a vincere il campionato, potesse non essere smembrata. E che ne venisse confermato in gran parte lo zoccolo duro che tante soddisfazioni sta regalando quest’anno. Tanti giocatori, infatti, potrebbero tranquillamente ben figurare in Lega Pro: penso a Nichele, Segato, Mazzocco, Petrilli, Amirante, Cunico (magari a mezzo servizio), Bortot e Salvadori (magari affiancati da esterni esperti), Lanzotti se il Modena lo lasciasse un altro anno, Petkovic su cui si può lavorare.
Insomma, con i dovuti distinguo e tagliendo e cucendo dopo le opportune valutazioni, l’impressione è che con questa società e con questa dirigenza si possa davvero aprire un ciclo, soprattutto se nel pacchetto azionario del club arrivassero forze fresche. Difficile immaginare quali, perché l’inserimento di un terzo socio chiamiamolo così, “paritario”, sarebbe a dir poco rischioso: già è difficile mettersi d’accordo in due, figuriamoci in tre, soprattutto tenendo bene a mente che l’obiettivo, se si riuscisse a tagliare il traguardo per primi, non sarebbe certo quello di fare una Lega Pro di piccolo cabotaggio. Ecco perché vedrei come maggiormente auspicabile un ingresso “pesante”, un socio di maggioranza forte (Canella?) capace di guidare una struttura già ottima. Sono discorsi prematuri, probabilmente, ma è giusto cominciare a pensare a quello che potrebbe essere il futuro, sempre sottolineando e ricordando con forza che chi scrive non è affatto convinto che i giochi siano già fatti. E’ innegabile che adesso il Padova sia favorito e che abbia in mano il proprio destino, ma ci sono tanti esempi di squadre che sembravano dominatrici assolute e che si sono letteralmente suicidate. Un esempio temporalmente vicino è rappresentato dall’Entella, che lo scorso anno stava per gettare alle ortiche un’annata straordinaria e che ha rischiato seriamente di vedere sfumare sul rettilineo finale la promozione in serie B dopo aver a lungo dominato il campionato. Certo, chi insegue non può sbagliare praticamente mai, mentre chi guida qualche piccolo margine di errore ce l’ha, ma da qui a sedersi sul divano con la pipa in bocca credendo di aver già completato il lavoro ce ne passa…
Per concludere fa veramente tristezza assistere ai vagiti finali di un passato che fortunatamente non tornerà più e che continua ad annaspare collezionando figuracce su figuracce. Come spesso è accaduto anche in passato, davvero imbarazzanti continuano ad essere le uscite di Cestaro che, a lungo andare (i soldi, che sono tanto ma non tutto, per un po’ hanno evitato che un pentolone pieno di scorie non saltasse per aria), ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza, la sua arroganza e la sua incapacità gestionale in un mondo complesso come quello del calcio.  Il giocattolo gli è esploso in mano e purtroppo in molti se ne sono accorti troppo tardi, quando ormai era impossibile rimediare. Evitando di tornare ancora una volta sui disastri di Penocchio-famiglia Valentini, sciagurato duo-trio messo al timone di una nave che, di fatto, stava già affondando, meglio concentrarsi su presente (radioso) e su futuro (promettente). Padova, dopo tante sofferenze, può finalmente sorridere. E rinascere, stavolta per davvero.



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About Dimitri Canello

Direttore responsabile del sito web Padovagoal. Nato a Padova l'11 ottobre 1975, si è laureato nel marzo del 2002 in Lingue Orientali con la specializzazione in cinese. Giornalista professionista dal settembre 2007, vanta nel suo curriculum numerose esperienze televisive (Telemontecarlo, Stream Tv, Gioco Calcio, Sky, La 7, Skysport24, Dahlia Tv, Telenuovo, Reteazzurra, Reteveneta, Telecittà), sulla carta stampata (collaborazioni con Corriere dello Sport, Tuttosport, Corriere della Sera, Repubblica, Il Giornale, World Soccer Digest, Bbc Sport online, Il Mattino di Napoli, Corriere del Veneto) e sui media radiofonici (RTL 102.500, Radio Italia Uno)

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