Live 24! Padova-Dro, -2: nuovo allenamento “bagnato” alla Guizza, si cerca di recuperare Bortot e Zubin

Condividi

Clicca qui per aggiornare la diretta

Ore 21.40 – (L’Arena) Il risveglio del Legnago (10 punti nelle ultime 4 gare) ha portato i biancazzurri all’undicesimo posto con 33 punti in zona salvezza, tre di vantaggio sulla zona play out, occupata dal Giorgione, prossimo avversario dei biancazzurri. Il 7 dicembre scorso il Legnago perdeva a Padova (2-1) precipitando in zona play out e saltava la panchina di mister Leonardo Rossi che in 14 partite aveva ottenuto 14 punti. In riva al Bussè tornava a sorpresa Andrea Orecchia che nelle 13 gare da lui dirette ha ottenuto 19 punti. Alla fine del campionato mancano 7 gare (3 in trasferta con Giorgione, Dro e Sacile e 4 in casa con Belluno, Biancoscudati Padova e Triestina) e per la salvezza diretta dovrebbero bastare 7 punti. Mister Orecchia dopo l’importante successo di domenica sul Mezzocorona non pensava affatto alla zona salvezza conquistata ma alla prossime partite a cominciare a quella di Castelfranco Veneto: «Dobbiamo vincere ancora tre partite», l’annuncio, «e domenica prossima col Giorgione ci giochiamo mezza salvezza». Domenica la squadra trevigiana è stata sconfitta a Padova dai biancoscudati offrendo una prova discreta. Nelle ultime quattro gare il Giorgione ha dato comunque segnali di crisi conquistato un solo punto in quattro gare con le sconfitte di Trieste (2-4), in casa con il Belluno (0-2) a Padova (2-4) e il pareggio casalingo in bianco con la Clodiense. Nell’andata del 16 novembre a Legnago il Legnago vinse 5-2 con una clamorosa «manita» firmata da Ruffini, da una doppietta di Valente, da Zerbato e Farinazzo I trevigiani avevano impegnato duramente i biancazzurri nel primo tempo e a fine gara il mister biancorosso Paganin si lamentava del risultato finale: «Nel calcio non si vince ai punti e nel primo tempo abbiamo sprecato tante occasioni… Bravo invece il Legnago a far male». A quel 5-2 era presente al «Sandrini» il presidente Pier Luigi Bertelli, ritratto sorridente a fine gara con il direttore generale Mario Preto, il vicepresidente Davide Venturato e il consigliere Claudio Berlini. In ogni caso al «Comunale» di Castelfranco Veneto domenica il Legnago non deve assolutamente perdere per non essere agganciato dai biancorossi di Paganin.

Ore 21.20 – (Trentino) Al peggio non sembra esserci fine. La situazione a Mezzocorona sta precipitando: ieri Luca Lomi ha fatto la conta dei giocatori e, tra infortuni, impegni scolastici e altre defezioni, i calciatori abili e arruolati erano appena otto. Rota ha fatto rientro a casa per curare l’infortunio (da mesi, ormai, il preparatore atletico e il fisioterapista si sono chiamati fuori), mentre il difensore Rossi si aggregherà alla squadra solamente domenica, visto che il “posto letto” non è più garantito e anche Folla (anch’egli attualmente ai box per un problema muscolare) tornerà in Friuli. Il motivo? Semplice: la società non paga da tempo immemorabile l’affitto dell’appartamento di Mezzolombardo messo a disposizione dei calciatori e il padrone dell’immobile, comprensibilmente, ha deciso di dire “basta”. I calciatori provenienti da fuori regione, ai quali era stato garantito l’alloggio (mentre il vitto era a loro carico), a breve resteranno sulla strada e, dunque, hanno preferito “prevenire” il problema. Il presidente Alberto Grassi, che aveva garantito alla squadra che entro martedì 10 marzo avrebbe provveduto al saldo della mensilità di dicembre, da una settimana a questa parte non si fa sentire, Lomi e i giocatori non sanno più che pesci pigliare. Per l’ennesima volta, dall’inizio di quello che sta diventando un vero e proprio “calvario” (cominciato già lo scorso anno: qualcuno degli ex calciatori del Mezzocorona si è affidato ad un legale e ha ufficialmente “aperto” una vertenza), la truppa gialloverde deve fare i conti con un accordo suggellato con una stretta di mano e non rispettato da parte del massimo dirigente rotaliano. Oggi la squadra non si allenerà: visti i numeri Lomi ha deciso di annullare la seduta pomeridiana e la squadra si ritroverà domani per l’ultima sgambata della settimana. Domenica in via Santa Maria arriverà l’Altovicentino, seconda forza del torneo, è il rischio “goleada” è più che concreto. Poi la truppa gialloverde potrebbe dire “basta” e decidere di non scendere in campo nel turno pasquale in programma giovedì 2 aprile.

Ore 21.00 – (Il Piccolo) Come previsto, il cartellino giallo rifilato domenica a Montebelluna a Daniele Rocco è costato la diffida all’attaccante alabardato, essendo il suo terzo della stagione: una mannaia sul capo non da poco per la Triestina nel periodo cruciale del campionato. È vero, il bomber negli ultimi due match, soprattutto quello di Montebelluna, è sembrato appannato rispetto al periodo devastante degli ultimi mesi, un calo fisiologico dopo aver fatto più volte la differenze in varie partite. Ma è lampante che resta lui l’arma in più dell’Unione, l’attaccante più pericoloso, non solo in fase di finalizzazione ma anche come capacità di creare dal nulla qualche occasione in qualsiasi momento. I numeri parlano chiaro: in 14 partite Rocco ha realizzato 10 reti, dato assist e provocato una marea di occasioni da rete. Ed è ovvio che non averlo in una delle ultime sfide decisive sarebbe decisamente penalizzante per la Triestina. Come gestire la cosa? Naturalmente la soluzione migliore sarebbe quella di non farsi ammonire mai, cosa praticamente impossibile da prevedere. Basta una spinta, un ritardo su un contrasto e il cartellino è sempre in agguato. Di certo bisogna far di tutto perché Daniele Rocco ci sia assolutamente almeno in tutti gli scontri diretti, ovvero nei match-chiave delle ultime cinque giornate. Vien quasi da fare un pensierino a un’eventuale ammonizione da giocarsi negli ultimissimi minuti della partita di domenica contro la Clodiense, in modo da saltare la trasferta in casa dell’Union Ripa che obiettivamente sembra una di quelle più improbe per la Triestina. Non solo, si giocherà nel giovedì prepasquale, quindi appena quattro giorni dopo la partita con la Clodiense, e forse l’attaccante alabardato avrebbe anche bisogno di rifiatare un momentino, considerata la recente flessione e in vista del rush finale in cui bisognerà dare tutto. Ma sono ovviamente solo discorsi ipotetici, poi sul campo gestire questo genere di cose è molto difficile, ma naturalmente lo stesso Rocco e lo staff dovranno pensarci su per non perdere il bomber proprio in una partita decisiva. Fra l’altro è entrato in diffida anche Arvia, uomo di esperienza e ormai pedina fondamentale a centrocampo, anche se magari in quel settore, al contrario dell’attacco, Ferazzoli qualche ricambio almeno ce l’ha. Nell’elenco dei diffidati, Rocco e Arvia vanno ad aggiungersi ai baby Giordano e Ventura. Tra le altre decisioni, il giudice sportivo ha anche squalificato il centrocampista della Clodiense Mazzetto, che quindi salterà la partita con la Triestina di domenica allo stadio Rocco. Partita che inizierà alle ore 15, visto che dalla notte precedente sarà entrata in vigore l’ora legale.

Ore 20.40 – (Gazzettino, edizione di Belluno) Sospiro di sollievo in casa Union Ripa. Il comunicato settimanale del Giudice sportivo della serie D è stato più dolce di quanto i neroverdi si aspettassero o comunque temessero. Gianmarco Brotto, espulso nel corso del match di domenica scorsa contro l’Union Pro, è stato squalificato per una sola giornata, evitando così sanzioni più dolorose. Brotto dunque salterà solamente la trasferta di domenica in casa del Fontanafredda. Squalificato con lui fino al 1 aprile anche il massaggiatore Del Din. Entrano invece in diffida Cibin e il capitano e numero uno neroverde De Carli.

Ore 20.20 – (Messaggero Veneto) Sottovia assente per squalifica? Bella tegola, il centravanti padovano è il capocannoniere della Sacilese con 16 reti. Ma Carlo Marchetto non dispera. Per la sfida di sabato col Belluno, determinante per blindare il terzo posto, torna a disposizione l’altra stella liventina, Marco Beccaro, assente nelle ultime 4 gare per infortunio. Si era fatto male col Montebelluna, nella sfida d’addio di Mauro Zironelli: l’attaccante è rimasto fuori, si è curato e ora è pronto a ripartire. Con un grande carico di motivazioni. Beccaro, anche lui padovano ed ex Marano come Sottovia, vuole raggiungere il prima possibile il tetto dei 10 gol: gliene mancano 3, è fermo a 7 da diverso tempo. Inoltre, un suo obiettivo è trovarsi al top per il 12 aprile, cioè quando la Sacilese va a sfidare il Padova all’Euganeo. Per lui, tifoso biancoscudato, cresciuto calcisticamente in quel club, è l’occasione per mettersi in mostra e dimostrare che, lo scorso dicembre, il club veneto poteva puntare su di lui per rinforzarsi (alla fine si scelse Amirante). Naturalmente, però, prima è necessario battere il Belluno per poter così confermarsi terza forza del campionato per il secondo anno di fila. A proposito, ai gialloblù manca il difensore centrale, Sommacal, che potrebbe essere sostituito da un centrocampista (Masoch). Gli altri provvedimenti del giudice sportivo? Assenza importante anche nell’Union Ripa, prossima rivale del Fontanafredda, che deve fare a meno del proprio capocannoniere Brotto (10 reti), mentre l’Union Pro – rivale del Tamai – rinuncia a Niero. Tra i rossoneri, un turno al tecnico De Pieri e tra i mobilieri, per concludere, infine, nessuna squalifica: c’è soltanto l’entrata in diffida di Colombera.

Ore 19.50 – (Gazzettino, edizione di Belluno) La Sacilese si avvicina e il Belluno recupera qualche pezzo. In una settimana all’insegna del sociale e dei calciatori di domani, la truppa gialloblù di Roberto Vecchiato potrebbe aver ritrovato due dei tanti assenti che da qualche domenica limitano la rosa. Stando all’allenamento di ieri infatti il mister dovrebbe riuscire a portare in panchina, oltre a Masoch – già schierato anche a Chioggia – anche Pellicanò le cui condizioni sono nettamente in ripresa e che potrebbe dunque rivedere il campo nel corso della partita. SQUALIFICHE – Chi non ci sarà, a parte gli infortunati D’Incà e Radrezza, sono gli squalificati. E se Vecchiato dovrà fare a meno come previsto di Sommacal – un turno di stop a Seba in seguito all’espulsione contro la Clodiense -, un pensiero leggermente più pesante lo avrà il collega della Sacilese, che dovrà fare a meno di Sottovia, il bomber della squadra nonché numero 2 della classifica marcatori alle spalle di Corbanese con 16 gol. AIPD – Martedì pomeriggio invece al campo di allenamento hanno fatto visita una manciata di tifosi che volevano conoscere da vicino l’ambiente gialloblù. Sono i ragazzi dell’Aipd (Associazione italiana persone down) che accolti da Vecchiato e dal gruppo hanno potuto tirare qualche calcio al pallone, cercando di impegnare Schincariol e Solagna, e fare domande alla squadra. «Ogni disciplina sportiva, oltre ai benefici in termini fisici – ha spiegato la coordinatrice Maria Paolina De Nale – porta con sé delle precise dinamiche che consentono ai ragazzi di entrare in relazione con molte altre persone in contesti differenti, di mettersi in gioco, di dimostrare quali possano essere le loro reali capacità e i loro limiti». PICCOLI AMICI – Altre domande ancora, sempre martedì pomeriggio, le hanno fatte invece i Piccoli Amici gialloblù al mister e a capitan Corbanese, ospiti del loro allenamento. «Domande simpatiche – racconta Vecchiato – a me hanno chiesto perché ci si deve allenare invece che poter giocare sempre e solo la partita e al Cobra perché non ha la cresta come i bomber della serie A. E lui gli ha risposto che si può fare gol anche senza». «Dopo un po’ però – chiude Vecchiato – avevano troppa voglia di giocare, hanno preso il pallone e chi li ha visti più…». SI GIOCA SABATO – Nella settimana del ritorno dell’ora legale due sono le novità per il match dei gialloblu contro la Sacilese: la prima è che si gioca alle 15, e non più alle 14.30, la seconda è che è stata anticipata al sabato.

Ore 19.20 – (Gazzettino, edizione di Venezia) È fissata alle ore 11 di oggi la convocazione del Venezia a Roma presso la sezione disciplinare del Tribunale Nazionale della Federcalcio. L’udienza fa seguito al deferimento che il club arancioneroverde ha ricevuto, il 5 marzo, da parte della Covisoc per non aver pagato entro il 16 dicembre scorso ritenute Irpef e contributi Inps sugli stipendi (saldati) di settembre e ottobre 2014. Ad occuparsi della questione è l’avvocato Gianmaria Daminato, che davanti al Tribunale Nazionale affronterà anche la posizione del presidente Yury Korablin (legale rappresentante pro-tempore del Venezia) e della società, che è stata deferita a titolo di responsabilità diretta. Ad ogni modo rimane incerta la tempistica in cui il Venezia subirà la prima delle due penalizzazioni di un punto per le note inadempienze economiche. Intanto al Taliercio la squadra prosegue la preparazione della trasferta di dopodomani con l’AlbinoLeffe: a Bergamo (ore 19.30) sicuri assenti gli infortunati Espinal, Raimondi, Giuliatto, Carcuro e Hottor (quest’ultimo forse in gruppo da lunedì). Circa la formazione in mediana tornerà Zaccagni dalla squalifica, accanto a Giorico (ieri di nuovo in gruppo) con possibile conferma di Varano (ancora a parte con Peccarisi e Scialpi), mentre Bellazzini è candidato nel tridente con due tra Magnaghi, Greco e Guerra. In difesa il rientro di Cernuto consentirà di spostare Capogrosso a destra al posto di Dell’Andrea.

Ore 19.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Il Venezia si avvicina alla trasferta di sabato contro l’Albinoleffe (ore 19,30) e comincia a recuperare giocatori. La conta degli assenti è ancora lunga, ma ieri si è registrato il ritorno di Daniele Giorico in gruppo che ha ripreso ad allenarsi con i compagni, dopo lo stop dei giorni scorsi per un problema al tendine. Si intravede poi qualche spiraglio di speranza anche per Maurizio Paccarisi, Federico Varano e Alessandro Scialpi che ieri si sono allenati a parte. Il difensore sta gestendo da alcune settimane un problema al ginocchio ma, dopo un paio di giornate di stop, sabato scorso è sceso in campo nella parte finale del match contro la Giana Erminio e si spera che tra due giorni sia disponibile. Per quanto riguarda Varano (problema al flessore) e Scialpi (problema all’adduttore) si confida in un loro recupero, quantomeno perché siano convocabili per la panchina. Restano invece fuori Andrea Raimondi ma anche Vinicio Espinal per un problema al flessore. Ha invece superato il problema infiammatorio che lo aveva stoppato nelle scorse settimane, Tommaso Bellazzini: da lunedì scorso il fantasista è tornato ad allenarsi in gruppo e sabato sarà a disposizione di Michele Serena. Dopo il pareggio con la Giana, l’obiettivo è conquistare i tre punti a Bergamo: l’Albinoleffe è terz’ultima con 27 punti, ma è reduce dal successo casalingo sul Sud Tirol.

Ore 18.40 – (La Nuova Venezia) Udienza a Roma per il Venezia. La società arancioneroverde si presenterà questa mattina davanti ai membri della Sezione Disciplinare del Tribunale Nazionale Federale per rispondere del deferimento ricevuto il 5 marzo scorso dalla Procura Federale. Il Venezia sarà rappresentato nella capitale dall’avvocato Gian Maria Daminato, che presenterà la memoria difensiva per il deferimento ricevuto dal presidente Yury Korablin, come rappresentante pro tempore del club, e dalla società per responsabilità diretta. Il Venezia è stato deferito dal Procuratore Federale, su segnalazione della CoViSoc, per “per non aver documentato agli Organi Federali competenti l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di settembre e ottobre 2014, nei termini stabiliti dalla normativa federale”. La penalizzazione di un punto in classifica è praticamente cosa certa ma potrebbe anche non essere immediata, Barletta e Reggina si sono presentate davanti al Tribunale Nazionale Federale dieci giorni fa e devono ancora essere sanzionate, mentre al momento non è ancora arrivato al Venezia il deferimento per le inadempienze relative al bimestre novembre-dicembre. La tornata di deferimenti che coinvolge il Venezia vede nel mirino degli organi competenti anche Monza e Novara nel girone A della Lega Pro, Barletta, Savoia e Reggina nel girone C. La penalizzazione non cancellerà l’inadempienza economica del Venezia che entro il 30 giugno dovrà dimostrare di aver assolto a tutte le sue pendenze per potersi iscrivere al prossimo campionato: le ritenute dovranno essere pagate, mentre per i versamenti dei contributi si può richiedere una rateizzazione, presentando la documentazione che quest’ultima è stata concessa. Da qui alla fine del campionato dunque, non saranno solo i risultati sul campo ma anche le decisioni della giustizia sportiva a determinare la classifica. E se il Venezia tutto sommato è tranquillo, a centroclassifica, altre società tremano, impegnate nella corsa promozione (pavia, Novara) o Ssalvezza (Pro Patria, lo stesso Monza). Intanto ieri la squadra agli ordini di Serena si è allenata sotto il diluvio. La prima notizia positiva della settimana è il ritorno in gruppo di Giorico che ha smaltito l’infiammazione al tendine d’Achille accusato alla fine della partita di Gorgonzola con la Giana. Hanno lavorato a parte anche ieri Peccarisi, Varano e Scialpi, fuori gioco Espinal e Raimondi, oltre naturalmente ai lungodegenti Carcuro e Hottor. Si gioca sabato, il tecnico aspetta a snocciolare la formazione, ma le sue scelte non dispongono di molte alternative.

Ore 18.10 – (Giornale di Vicenza) Salvatore Bruno, capocannoniere del girone A della LegaPro con 16 gol, nel 2015 assieme al suo Real Vicenza sta faticando a mantenere i numeri del 2014. A partire da gennaio un calo del suo rendimento ha coinciso con un peggioramento delle prestazioni del Real Vicenza. Quali sono le ragioni? «Non credo sia una cosa solo personale. Verso gennaio ho avuto un periodo di appannamento fisico, ma ora sto bene. Un calo fisiologico sia mio che della squadra ci sta, probabilmente anche perché tanti tra noi hanno giocato tutte e trenta le partite. Poi ci si è messa un po´ anche la sfortuna, tra pali, traverse e gol annullati, c´è anche quella che gioca a mio sfavore ultimamente. Penso sia una conseguenza di cose e il fatto che i risultati sperati non sono venuti non ha aiutato. E il cambio allenatori, anche questo, è stato uno shock per tutti, come abbiamo voluto far capire con la nostra lettera in occasione dell´esonero di Marcolini, ma questi non vogliono essere alibi. Stiamo dando tutto e dobbiamo continuare a farlo per chiudere in bellezza». Quali obiettivi può avere questo Real per il finale del campionato? «Credo che ormai le possibilità di arrivare ai playoff siano poche, non sarà facile agganciare quelle che ci stanno davanti. Noi dobbiamo giocare con la mente sgombra e pensare a quell´obiettivo, puntando in alto possiamo comunque ottenere un buon risultato. È anche il pensiero del presidente: raggiungere la miglior posizione possibile, in vista della Coppa Italia, per ottenere magari un abbinamento di prestigio con una squadra di serie B o magari di serie A. Daremo il massimo anche per orgoglio personale». Domenica si va a Novara contro la capolista. Quale sarà il vostro atteggiamento? Un punto non cambierebbe la vostra posizione, serve una vittoria. «Abbiamo sempre giocato per vincere, quindi anche domenica scenderemo in campo per portare a casa i tre punti. Dopo il passo falso di Cremona, dove avevamo la vittoria servita su un piatto d´argento (quelle lì sono partite che bisogna chiudere prima, con l´uomo in più avanti di un gol…), dobbiamo rifarci al più presto e perchè non a Novara?! Siamo ovviamente consapevoli del valore dei nostri avversari, ma arriveremo al Piola con la nostra solita mentalità, venderemo cara la pelle.
Ho giocato con alcuni come per esempio Garofalo e Martinelli, sono un´ottima squadra, Speriamo di ripetere il colpaccio dell´andata».

Ore 17.40 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Passano i giorni e cresce l’attesa per il big-match in programma sabato alle 15 al Mercante fra Bassano e Alessandria. In palio il primo posto, con le due squadre divise in classifica da un solo punto e in attesa di una penalizzazione in arrivo per la capolista Novara. Logico che lo scontro di sabato assuma un’importanza fondamentale nella corsa alla serie B. Sono attesi almeno 1.500 spettatori e i piemontesi dovranno sudare per portare a casa qualche punto, considerato lo stato di forma eccellente giallorosso. «Non abbiamo nulla da perdere — spiega Antonino Asta in un’intervista a TuttoLegaPro — dovremo mettere in campo la nostra libertà mentale e la nostra spensieratezza. Sarà una partita di cartello ma non la viviamo con l’assillo del risultato, sappiamo che una vittoria aumenterebbe le chance di salire in B ma le favorite sono altre. Pavia, Novara e Alessandria hanno costruito rose molto importanti intervenendo molto sul mercato. Farei molta attenzione anche al Como». Ieri è stato designato l’arbitro per sabato, che sarà Rapuano di Rimini, uno dei fischietti più affidabili della categoria. L’Alessandria ha disputato ieri un’amichevole mentre il Bassano ha proseguito la preparazione senza significativi intoppi. Assente il solo Proietti, impegnato con l’Under 21 di Lega nell’amichevole con la Turchia.

Ore 17.20 – (Giornale di Vicenza) Da Alessandria annunciano per sabato una mini invasione (già 5 o 6 pullman sono prenotati, altri si muoveranno in auto) e a Bassano la tifoseria si mobilita. «Sono due anni che al Mercante ammiriamo del gran calcio – ammette Gian Antonio Bertoncello, leader dei Fedelissimi –. Ora ci proviamo. Ma ricordiamoci che vincere sarebbe favoloso, ma ancora più importante è non perdere. C´è già fermento in città, il meteo ha messo sole e mi immagino un grande afflusso di pubblico per l´occasione». Il presidente del club, Sandro Chiminello non ha dubbi. «Sognare la B con questi ragazzi non è reato – dice – viviamola con serenità ma proviamoci. Dallo scorso anno le presenze allo stadio sono aumentate progressivamente in coincidenza con le affermazione dei giallorossi, so già che chi vuole bene al Bassano si stringerà attorno a questo gruppo e alle tre di dopodomani vedremo un gran bel colpo d´occhio al velodromo». Onofrio Gheno insiste sul concetto di massima adesione. «L´entusiasmo che ci stanno trasmettendo gli uomini di Asta è impressionante, la gente finora non ha mai fatto mancare il proprio appoggio ai virtussini, ma ora è il momento di trascinarli a qualcosa di importante se non addirittura di storico». E anche i Boys, la frangia più calda del tifo in gradinata laterale che con la Pro Patria ha colorato alla grande l´angolo di tribuna promette in consueto ardore («Tranquilli, sarà tutto come sempre» garantisce slancio e passione per 90´ Alberto Pigato, un dei più attivi della torcida). Infine, pure lo speaker ufficiale Angelo Fennino in fibrillazione da giorni suona la carica e chiama a raccolta il popolo Virtus.
Si ferma Proietti. Pessima notizia per Asta: ieri ha lasciato la Nazionale di Lega Pro impegnata a Caserta contro la Turchia, Mattia Proietti bloccato da una fastidiosa forma di pubalgia. Stamane verrà sottoposto a visita specialistica a Torino, quindi rientrerà a Bassano ma la sua presenza con l´Alessandria a oggi è pressochè da escludere. Tre iniezioni di antinfiammatorio non hanno sortito praticamente alcun effetto: ora seguirà le terapie specifiche dello staff medico giallorosso ma per lui potrebbero prospettarsi tempi di recupero non immediati. Di sicuro il sovraccarico di una stagione densa di impegni e il continuo avanti-indietro con la nazionale non l´ha agevolato: non è un caso che siano out in questo momento lui e Maistrello, i due azzurri virtussini. Sicchè toccherà a Davì fare coppia con Cenetti in mediana. E intanto si tenta il recupero in extremis del lungodegente Nolè in panchina per uno spezzone da subentrante.

Ore 16.50 – Situazione infortunati: in netto miglioramento le condizioni di Bortot, si cercherà di recuperarlo già per la sfida di sabato. Più difficile, invece, il rientro di Zubin, mentre per Cunico se ne riparla dopo Pasqua.

Ore 16.20 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 16.00 – Qui Guizza: pienamente recuperato anche Lanzotti, che difende una delle porte nella partitella.

Ore 15.40 – Qui Guizza: partitella a campo ridotto per provare gli schemi anti-Dro. Lavoro in palestra per Zubin e Bortot, regolarmente in gruppo Sentinelli.

Ore 15.20 – Qui Guizza: i Biancoscudati scendono in campo dopo un colloquio in spogliatoio con mister Parlato.

Ore 15.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Il Menti è esaurito già da martedì sera e l’attesa tra la tifoseria biancorossa sale di ora in ora per quella che sembra essere una finale. Nella sfida contro la capolista Carpi, gli emiliani hanno il grande vantaggio di potersi accontentare anche di un pareggio, forti dei dieci punti di vantaggio sui biancorossi di Pasquale Marino. «Se mi chiedessero di firmare per una divisione della posta in palio – spiega il tecnico del Carpi, Fabrizio Castori – istintivamente direi di no. Ma se ci ragiono un attimo vi dico che firmerei con tutte e due le mani…». Parole chiare che, classifica alla mano, sono condivisibili. Sabato al Menti il Carpi sarà sollevato da ogni obbligo di vittoria, cercare la vittoria spetterà al Vicenza e non sarà facile considerato che gli emiliani sanno chiudersi molto bene, per poi ripartire con velocissimi contropiedi. La sfida tra Vicenza e Carpi sarà decisa quindi anche dalle scelte tecniche e tattiche di due allenatori che in questa stagione hanno saputo dare un’impronta e un gioco alla loro squadra, portandola a centrare dei risultati del tutto inaspettati sulla carta. Il calcio istintivo e caratteriale di Castori e quello più tattico e ragionato di Marino, sul campo sono molto diversi tra di loro, ma se si guardano i numeri si assomigliano più di quanto non si creda; una fase difensiva che concede pochissimi spazi agli avversari e un gioco che punta sul fraseggio centrale per poi allargare sugli esterni per creare la superiorità numerica. All’andata il Carpi vinse con un gol di Jerry Mbakogu, ma da quella gara le due squadre hanno ottenuto quasi gli stessi punti: 42 il Vicenza, 41 il Carpi. Il Vicenza che affronterà la capolista sarà, con ogni probabilità, per dieci undicesimi lo stesso che ha espugnato il Braglia di Modena, con l’unica eccezione di Garcia Tena che andrà a sostituire lo squalificato D’Elia nel ruolo di terzino sinistro. Il tecnico del Vicenza valuterà con attenzione i recuperi di Manfredini in difesa e quello ormai ultimato di Ragusa in attacco, ma nonostante l’importanza e l’esperienza dei due giocatori, pare difficile poter vederli in campo dal primo minuto. E dalla panchina potrebbe partire anche il bomber emiliano Mbakogu, che la settimana scorsa a Terni ha giocato l’ultima mezz’ora rientrando dopo oltre un mese in cui è stato bloccato da un problema al ginocchio sinistro. Contro la capolista i biancorossi potranno contare anche sulla spinta del pubblico biancorosso, che ha bruciato in 48 ore i 10.235 biglietti disponibili: tutti infatti pagheranno il biglietto d’ingresso, a parte i possessori dell’abbonamento sottoscritto per il girone di ritorno. Da Carpi sono annunciati solo 300 tifosi, che andranno a prendere posto nella gradinata nord: è facile intuire come per la formazione di Castori l’ambiente sarà un ostacolo in più da superare. Ma in questi giorni a Vicenza c’è attesa anche per conoscere gli sviluppi della trattativa societaria che un gruppo straniero (Qatar ed Emirati Arabi) sta portando avanti per arrivare all’acquisizione delle azioni della società. La trattativa dura da quasi due mesi e dopo i consueti controlli sui numeri e sui costi, lunedì i leader della cordata sono arrivati a Vicenza accompagnati da un pool di legali e commercialisti. Martedì il gruppo ha visitato il centro tecnico di Isola Vicentina e ieri ha fatto ritorno a Milano dove, nello studio legale che funge da base, sta studiando la fattibilità dell’acquisto della società. «La cessione del Vicenza resta una priorità per noi tifosi – sottolinea Angelo Barbaro, presidente del gruppo Prime Uve – non facciamo distinzioni tra investitori vicentini, italiani o stranieri: chiunque sia serio e abbia programmi e potenzialità per riportare la nostra squadra del cuore dove merita, è il benvenuto».

Ore 14.40 – (Giornale di Vicenza) Oltre alla trattativa condotta dal presidente Cunico con il gruppo di investitori stranieri, c´è anche quella che abbiamo definito fin dall´inizio l´opzione 2, cioè il discorso sulla cessione del club avviato tra il presidente di Finalfa Sergio Cassingena e alcuni imprenditori vicentini. Tra i più attivi nel cercare di sviluppare il progetto dopo il primo incontro c´è Alfredo Pastorelli, presidente di Colombo Finanziaria.
È lui a riassumere brevemente la situazione. «Direi che sta andando molto bene – spiega – siamo a buon punto e io penso che nel giro di 15 giorni, al massimo 20, si possa anche arrivare ad una soluzione». Sulla trattativa che in parallelo è in corso con gli investitori arabi Pastorelli dice semplicemente: «Non ne so nulla, se non quello che leggo, comunque io vado avanti per la mia strada e dunque continuo i miei rapporti col presidente di Finalfa Sergio Cassingena». In questi giorni dovrebbe esserci un nuovo incontro, il secondo, nel quale tirare le fila e passare a una seconda fase, più operativa. E perciò gli imprenditori già contattati (tra i quali, ad esempio, Alberto Stella ha declinato l´invito a far parte del gruppo) saranno chiamati a procedere e a confermare una disponibilità concreta ad operare.

Ore 14.20 – (Giornale di Vicenza) Sono giorni importanti non solo per la squadra, che con pieno merito si ritrova a giocare per un obiettivo inimmaginabile all´inizio della stagione, ma anche per il futuro assetto proprietario del Vicenza. Come abbiamo scritto nell´edizione di ieri sono arrivati in Italia gli investitori stranieri, uno dei quali opera in Qatar, con i quali il presidente Tiziano Cunico e l´advisor Ippolito Gallovich hanno avviato da tempo contatti per la cessione della società di via Schio. Dopo la “ricognizione” al centro tecnico di Isola e allo stadio Menti di martedì, i tre componenti del gruppo sono tornati a Milano, dove ha sede lo studio di consulenza finanziaria che ha svolto finora funzione di intermediario. A Milano, con l´assistenza di legali e commercialisti, gli investitori stranieri dovrebbero mettere a punto gli ultimi dettagli e quindi mettersi in contatto con Cunico e Gallovich per fissare la data di un nuovo incontro nei prossimi giorni. Da quanto filtra dalla cortina del riserbo, sembra che la permanenza in Italia dei potenziali acquirenti del Vicenza dovrebbe prolungarsi appunto per alcuni giorni. E a questo punto, vista l´occasione, non va esclusa la possibilità che decidano magari di assistere a Vicenza-Carpi.

Ore 14.00 – (Giornale di Vicenza) Thomas Manfredini potrà essere convocato per la sfida al Carpi capolista. È ancora presto per capire se Marino deciderà di farlo giocare subito o preferirà non forzare i tempi e portarlo in panchina, ma le sensazioni giunte dalla partitella in famiglia di ieri pomeriggio ad Isola sono senz´altro incoraggianti: sotto un diluvio incessante, alla presenza di sei incrollabili tifosi (complimenti per il coraggio!), l´esperto difensore giunto dal Sassuolo non si è risparmiato né negli scatti, né nei contrasti, dimostrando di essere fisicamente pronto. Riecco Garcia. Non sarà certo la difesa comunque a turbare i pensieri di Marino. Nel reparto la coperta è lunga e di qualità: Gentili, titolare nelle ultime due partite al fianco del “titolarissimo” Brighenti, è ormai una garanzia, al pari di capitan Camisa, che però in queste ultime settimane sembra essere stato superato nelle gerarchie del tecnico. Concorrenza interna più che agguerrita, a tutto beneficio del Vicenza. Contro il Carpi in difesa mancherà il solo D´Elia, squalificato, con Garcia Tena pronto come sempre a sostituirlo. Sbrissa rientrato. Decisamente meno folto il pacchetto di centrocampo, dove pesa – eccome – l´ormai cronica indisponibilità dello sfortunato Sciacca. Le alternative scarseggiano soprattutto per quanto riguarda gli interni: Moretti e Cinelli non si discutono, ma non hanno vere alternative. E dunque non guasta il rientro alla base di Sbrissa, che domenica aveva risposto alla chiamata del ct Pane per i prossimi impegni in Austria dell´Under 19. Il centrocampista è stato rimandato a Vicenza perché al raduno di Roma lo staff medico azzurro ha riscontrato il persistere dell´affaticamento muscolare che lo aveva costretto a non andare nemmeno in panchina a Modena. È vero che Sbrissa anche ieri si è allenato a parte in palestra, ma c´è ancora tempo e, visto che si tratta di un semplice affaticamento senza lesioni, è plausibile che possa recuperare per essere in panchina sabato al Menti; al suo fianco, oltre al mediano Alhassan, la prima alternativa sarà Vita, ormai provato stabilmente in allenamento come mezzala. Cocco-Vigorito. Un piccolo brivido nel test di ieri quando, complice il campo scivoloso, Vigorito e Cocco sono entrati in contatto quando il portiere è uscito a fermare un´incursione palla al piede dell´attaccante. Per qualche minuto il bomber biancorosso si è toccato il piede destro, zoppicando leggermente, poi ha concluso l´allenamento correndo normalmente. Sospirone di sollievo, visto che sabato al Menti arriverà un Carpi che vanta la miglior difesa del torneo e per scardinarla Cocco (14 centri) rappresenterà la miglior arma a disposizione di Marino, in attesa di poter contare anche su un Ragusa al meglio. Giacomelli replica. Fa comunque piacere sottolineare come Giacomelli sia riuscito a replicare un´azione molto simile a quella del gol-capolavoro di Modena: fuga sulla sinistra, finta sull´avversario di turno (stavolta Sampirisi) per accentrarsi e tiro a giro sul secondo palo. Ieri il pallone si è infilato in rete rasoterra, in maniera meno spettacolare rispetto al Braglia, ma ugualmente efficace. E i tifosi biancorossi di certo non storcerebbero il naso, se il piccolo attaccante segnasse così anche sabato sera…
Ore 13.40 – (Giornale di Vicenza) Una promozione in serie A, lui, l´ha già conquistata. Lorenzo Laverone, due stagioni fa, giocava nel Sassuolo che a sorpresa riuscì a compiere il grande salto. Ancora più sorprendentemente, si ritrova ora a competere di nuovo per la promozione con un Vicenza partito per salvarsi. Laverone, chi l´avrebbe mai detto ad inizio stagione? «Nessuno, ma stiamo dimostrando con i fatti di essere una squadra valida, che gioca un bel calcio, si diverte e sta ottenendo risultati importanti, quindi la posizione in classifica mi sembra meritata». Vede qualche analogia fra quel Sassuolo e questo Vicenza? «Non molte, nel senso che quel campionato vide Sassuolo, Verona e Livorno giocare una stagione quasi a parte: vincevamo sempre tutte e tre, presto si è creato il vuoto. Tra l´altro in quel Sassuolo c´erano diversi giocatori che oggi sono protagonisti in serie A. Stavolta, invece, a parte il Carpi che ha un po´ di vantaggio, noi e tutte le altre siamo più o meno sullo stesso livello. Di simile c´è il grande entusiasmo che le vittorie regalano al gruppo». Il Carpi oggi come il Sassuolo due anni fa: qual è il segreto di queste emiliane di successo? «Una società seria e solida, ma anche la tranquillità: non avendo la pressione di dover vincere a tutti i costi, i giocatori e il tecnico possono affrontare la stagione con maggiore serenità. Io, però, preferisco di gran lunga sentire la passione di una piazza di tradizione e grande seguito come Vicenza: certo, quando si perde bisogna mettere nel conto di avere uno stadio pieno che ti può anche fischiare, ma vuoi mettere la carica che ti dà un Menti come quello delle ultime gare?». Tutto esaurito per la sfida al Carpi capolista. «Sarà fantastico. Per noi il fattore-tifosi deve essere un elemento decisivo in questa entusiasmante volata finale. Credo che raramente il pubblico del Menti sia tornato a casa deluso dalla nostra prestazione: noi daremo il massimo anche sabato, sperando con il bel gioco di raggiungere il risultato che tutti desideriamo». L´obiettivo, a questo punto, diventa la promozione diretta? «Non credo sia producente fissarsi obiettivi finali. Finora ha pagato la filosofia di affrontare ogni partita come una finale a sé, inseguendo sempre i tre punti. Non possiamo permetterci calcoli o tabelle, non avrebbe neanche tanto senso, quindi continuiamo a giocare e divertirci, poi si vedrà». È in diffida da tempo: il timore della squalifica la preoccupa? «Per nulla. In fondo ho rimediato tre ammonizioni in più di 30 partite, prima o poi arriverà la quarta e vorrà dire che quella volta riposerò e farò il tifo per i compagni. Tanto siamo un grande gruppo, di sicuro chi giocherà farà bene». E se, con il rientro di Ragusa dovesse tornare terzino? «Nessun problema, ma c´è da dire che in quel ruolo sta facendo benissimo Sampirisi Ora che è a disposizione anche un compagno forte come Nino, magari Marino avrà qualche pensiero in più sulla formazione, ma questo può essere solo un bene per tutti noi». L´importanza del risultato può togliere spettacolarità? «Più che altro mi aspetto un Carpi che ci concederà pochissimo spazio, dato che a loro anche un pareggio potrebbe andare più che bene. È una squadra di buon valore tecnico, ma soprattutto organizzatissima: servirà per forza il miglior Vicenza per riuscire a vincere».

Ore 13.20 – (Gazzettino) Allarme per la difesa granata con Michele Pellizzer che lamenta un dolore al flessore della coscia destra, lo stesso problema accusato nella partita con il Bologna. In attesa di accertamenti, ieri il capitano ha svolto un lavoro differenziato, alla pari di Scaglia, Barreca e Kupisz: questi ultimi due già oggi dovrebbero tornare in gruppo. Andrea Signorini, invece, si sta allenando regolarmente con i compagni e conta di poter tornare al più presto a disposizione di Foscarini. Notizie migliori per quanto riguarda l’attacco con Daniele Bazzoffia che sabato scorso ha fatto l’esordio da titolare in maglia granata. «L’ho saputo poco prima della partita – racconta l’interessato, originario di Assisi- e giocare contro il Livorno mi ha riempito di entusiasmo. Sono soddisfatto per i 70 minuti disputati, anche se con maggiore determinazione avrei potuto fare meglio in fase di finalizzazione. Nel finale stavo perdendo freschezza e sono stato sostituito, sono però ancora più contento per la vittoria del Cittadella contro un avversario di grande blasone. Oltre che per la classifica, questo successo ci stimola a fare sempre meglio». Sulla partita di domenica prossima con la Ternana, prosegue: «Vale il doppio per entrambe le squadre, chi ha più fame farà sua la posta in palio. Noi giocando in casa dobbiamo mettercela tutta per vincere la partita». Sulla sua precedente esperienza in Portogallo nella Ohlanense, spiega: «Ero a Gubbio nel 2012 e il presidente del Cesena mi voleva, ma per una stranezza del calcio sono andato al Parma che mi ha poi fatto un’offerta per l’Ohlanense. Quest’anno a gennaio il direttore Stefano Marchetti, che già mi conosceva, mi ha chiamato al Cittadella. Sono venuto di corsa e mi trovo bene». BIGLIETTI. I biglietti per la partita al Tombolato con la Ternana sono acquistabili sul Circuito TiketOne, oppure in sede del Cittadella al mattino dalle 9 alle 12.30 e al pomeriggio dalle 15 alle 18.30. Sabato dalle 9 alle 11,30 e domenica ai botteghini dalle 13.30.

Ore 13.00 – (Mattino di Padova) «Se mi sento in bilico? Mi ci sento da quando ho iniziato a fare l’allenatore, ormai più di vent’anni fa. È naturale essere messi in discussione quando le cose non vanno bene, fa parte del mestiere». Attilio Tesser, all’indomani della sconfitta con il Carpi, ha ricevuto la rassicurazione del presidente della Ternana Zadotti, che gli ha confermato la sua fiducia. Ma dopo quattro rovesci consecutivi e la miseria di due punti raccolti in sette giornate le “voci” relative ad un esonero hanno iniziato a girare. In questo senso Cittadella-Ternana, in cartellone domenica pomeriggio al Tombolato, potrebbe risultare decisiva per il futuro del 56enne tecnico di Montebelluna. Gli ultimi risultati dicono che lo scontro diretto è più delicato per voi di quanto non lo sia per il Citta, che ultimamente si è tirato su. «Noi stiamo peggio, ma penso che alla fine le due squadre abbiano lo stesso bisogno di punti. Per quanto ci riguarda, ci troviamo per la prima volta nella stagione in zona playout e sappiamo che dobbiamo voltare pagina al più presto, partendo proprio da Cittadella». Cosa si è rotto nel giocattolo Ternana? «Momenti come quello che stiamo vivendo nel calcio ci stanno. I risultati ci penalizzano più del dovuto: contro il Carpi non meritavamo assolutamente di perdere, mentre con il Trapani abbiamo recuperato dal 2-0 al 2-2, ma non siamo riusciti a chiudere la gara quando ne avevamo le possibilità. E poi non voglio appellarmi a giustificazioni come gli infortuni e le assenze, ma non è un periodo fortunato». Al Tombolato vi mancheranno anche Bojinov e Valjent, il primo impegnato con la Nazionale bulgara e il secondo con l’Under 20 slovacca. «Purtroppo li riavrò soltanto la settimana prossima. E non ci sarà neppure Eramo. In questi giorni valuterò chi li sostituirà, ma per otto-nove/undicesimi (in attacco dovrebbero giocare Ceravolo e Avenatti, ndr) la formazione ce l’ho in testa». Cosa teme di più del Cittadella? «Conta su 4 o 5 giocatori di esperienza che aiutano il resto dei giovani e sul piano tattico lo conosciamo: ha l’identità precisa impressa da Foscarini, e si presenta con un 4-4-2 che può variare a partita in corso. Ma credo che la sua più grande qualità venga dal fatto che conosce bene la serie B: è abituato a lottare e, soprattutto, è in grado di gestire la tensione. Non tutte le squadre in corsa per la salvezza possono dire di avere queste caratteristiche». Che ricordo ha della sua breve esperienza a Padova, nel 2009? «Ho potuto lavorare solo per cinque giornate, non può certo essere piacevole. Preferisco parlare della partita di domenica». E, proprio pensando a domenica, i granata si stanno preparando al Tombolato: ieri doppia seduta. Allarme per Pellizzer, fermatosi per una contrattura alla gamba già infortunatasi contro il Bologna. Oggi i medici valuteranno con lo staff tecnico, ma il capitano è in forte dubbio. È rientrato Barreca, guarito dall’influenza, Kupisz ha svolto ancora un allenamento differenziato, mentre Scaglia, che Foscarini spera di recuperare, ha alternato terapie e lavoro a parte. Mancava Camigliano, impegnato con la Nazionale Under 20.

Ore 12.40 – (Gazzettino) «Purtroppo continuiamo a commettere errori davanti e dietro – afferma il tecnico Mario Vittadello – e gli episodi fanno la differenza. Nella ripresa siamo stati bravi a raddrizzare la gara mettendo in difficoltà il Piacenza, ma il 3-1 ci ha tagliato le gambe. Dobbiamo ripartire dalla prova fornita nel secondo tempo. La salvezza può arrivare anche attraverso ai play out, ma solo se andiamo in campo con la bava alla bocca».

Ore 12.30 – (Mattino di Padova) La Thermal Abano non sa più vincere. I tre punti mancano ormai da più di un mese (2 a 1 sulla Virtus Castelfranco, era il 22 febbraio) e la sconfitta di Piacenza accentua lo sconforto nella squadra di Vittadello, che, pur avendo lottato sino all’ultimo, torna a casa a mani vuote. Uno-due emiliano. La partita si sblocca già al 12′ quando Sadocco stende in area Bertazzoli lanciato a rete. L’arbitro non ha dubbi e assegna al Piacenza il rigore, realizzato poi da Volpe. Passano pochi minuti e la Thermal ha la ghiotta opportunità di pareggiare da calcio d’angolo, ma Massaro si divora di testa un gol praticamente fatto. Gol sbagliato gol subìto, con i biancorossi che raddoppiano al 23′ grazie a Bertazzoli che, da calcio d’angolo, è libero di calciare tutto solo in area e infilare Merlano da pochi passi. Nella ripresa i rossoverdi accorciano con una magìa di Bolchi: il centrocampista s’inventa una splendida punizione che, da 25 metri, manda il pallone ad insaccarsi all’incrocio dei pali. La partita sembra riaprirsi, ma all’89’ arriva il tris del Piacenza con Mauri, il quale, imbeccato da un assist al bacio di Volpe, chiude definitivamente i conti. C’è spazio anche per il secondo gol della Thermal con Bolchi, al 3’ di recupero. Ora la classifica vede i termali penultimi in piena zona retrocessione, appena un punto sopra il Formigine fanalino di coda. «Non rassegnati». «Nonostante il risultato, la reazione c’è stata», il commento di mister Vittadello. «Ho ringraziato i ragazzi per il coraggio messo in campo. La sconfitta in casa del Piacenza ci può anche stare, diversamente da quella di domenica contro il Romagna Centro. Siamo riusciti a metterli in difficoltà in diverse occasioni, paghiamo però molte assenze che ci hanno penalizzato. Abbiamo dimostrato di non essere passivi, perché abbiamo reagito in casa di una squadra molto forte. La salvezza può arrivare anche dai playout, dobbiamo rimboccarci le maniche ed evitare le solite ingenuità».

Ore 12.10 – (Mattino di Padova) Quanto è sottile la distanza tra la forza della disperazione e la forza dello spirito. A più di un mese dall’ultima volta, contro il Romagna Centro, e ad uno e mezzo dall’ultima affermazione casalinga, contro il Delta, il San Paolo torna alla vittoria all’Euganeo. Stavolta, però, il 2-1 ha un significato ancora più importante: aver battuto il Formigine, sino a ieri ultimo in coabitazione proprio con i padovani, permette in un colpo solo di lasciare il fondo della classifica e di stagliarsi in zona playout scavalcando anche la Thermal. Con una prestazione pazza e rabbiosa, i gialloblù, in piena emergenza societaria, di uomini e di risultati, hanno dimostrato di essere ancora vivi. E quel filo che tiene il San Paolo aggrappato alla serie D è ancora lì, come la distanza tra la tenacia e la disperazione. La gara. All’ultimo respiro doveva essere, e tale è stata. E il 2-0 con cui l’Atletico si è ritrovato sopra al termine della prima frazione le sue belle speranze le aveva lasciate. Due occasioni per parte, ma esiti completamente diversi: per la squadra di Antonelli un uno-due da far paura tra il 22’ ed il 24’, prima con Boscaro, in rete caparbiamente dopo aver sbattuto due volte su un difensore sulla linea, quindi con Mascolo, bravo a rientrare sul destro e a fulminare Oppici sul suo palo. Per il Formigine due occasioni colossali, e in mano un pugno di mosche per merito di Savi, su Pasaro, e per colpa di Casini, nomen omen nel gettare alle ortiche allo scadere un sinistro da dentro l’area piccola. Ad inizio ripresa le contromisure bolognesi: con l’ingresso di Puglisi Balugani è passato al “4-3-3”, trovando dopo 2’ il gol che ha riaperto la partita, anche se sull’incornata di Di Giuseppe è stata maggiore la dormita di Bianchi sul secondo palo che non la bravura degli ospiti nel concretizzare. Da qui in poi è cominciato l’assedio: nonostante più di 45’ ad una sola porta, e almeno 8 nitide occasioni da gol per i bolognesi, il San Paolo è riuscito a salvarsi. Con un po’ di fortuna,ma anche con le prodezze dei suoi protagonisti: Boscaro, decisivo dietro come in avanti, e il portiere Savi. Partita incredibile quella dell’estremo difensore: prima impacciato al limite del comico, nel farsi sfuggire due palloni sui piedi di De Vechis che non è riuscito clamorosamente ad approfittarne, poi magistrale, nel finale, su Pasaro (39’) e ancora su De Vechis (49’) con l’aiuto sempre prezioso di Boscaro sulla ribattuta. «La sorte ci ha restituito qualcosa oggi», ha ammesso Antonelli a fine gara. Toccante, invece, la dedica di capitan Caco: «A mio padre, che non sta vivendo un momento facile». Cuore e grinta: ora il San Paolo sa che può farcela. Nonostante tutto.

Ore 11.50 – (Mattino di Padova) Ora i playoff sono più vicini. L’Abano non fallisce l’impegno infrasettimanale e sistema con un tris una diretta pretendente per gli spareggi promozione. Il Fiorenzuola cade allo Stadio delle Terme di Monteortone (che oggi chiuderà per i lavori di rifacimento del manto erboso) sotto i colpi del duo Zanardo-Bortolotto, attaccanti che la serie D la conoscono a menadito. Eppure gli ospiti riescono a mettere in difficoltà gli uomini di mister De Mozzi, bravi a recuperare lo svantaggio iniziale ma un po’ troppo ingenui nel dare campo ai rossoneri nella ripresa. Nel complesso, però, l’Abano se la cava nonostante le intemperie, che non facilitano di certo il fraseggio dei padroni di casa. Il Fiorenzuola sblocca la partita dopo un quarto d’ora, quando Di Dionisio sfrutta una papera di Rossi Chauvenet per siglare l’1-0. L’Abano rimette subito le cose a posto con Zanardo, un cecchino su calcio di punizione. L’estremo ospite Comune può fare poco pure ad inizio ripresa, quando Bortolotto insacca in mezza girata un calcio piazzato del solito Zanardo (50’). Tra la rimonta aponense e l’episodio chiave del match passa una manciata di minuti: il Fiorenzuola, infatti, ottiene un calcio di rigore che Rossi Chauvenet respinge ad un impreciso Franchi. Il brivido risveglia Bortolotto e colleghi, che chiudono i conti al 69’: azione corale sull’asse Bortolotto-Zanardo-De Cesare, con il bomber ex Delta Porto Tolle che infila Comune senza troppi convenevoli. A dirla tutta, il Fiorenzuola segna pure il 3-2 a ridosso del 92’ (rete di Donati), ma l’assalto della formazione emiliana frutta solo una magra consolazione. I neroverdi si portano così a quota 45 punti in classifica (che valgono la salvezza quasi matematica), gli stessi del Bellaria Igea Marina, sesto.

Ore 11.30 – (Gazzettino) «Il terreno di gioco era al limite della praticabilità e non era certo adatto alle nostre caratteristiche – conferma Gianluca Zattarin, allenatore dell’Este – Per non parlare del calcio di rigore negato a Rondon, che è stato oltretutto ammonito per una simulazione che proprio non c’era. Comunque noi abbiamo fatto una bella partita. Mi dispiace per i ragazzi – conclude il tecnico giallorosso – perché le prestazioni ci sono e abbiamo perso quattro punti in due partite senza colpa».

Ore 11.20 – (Mattino di Padova) L’Este deve ringraziare la pioggia. Non si spiega altrimenti la sconfitta della Correggese, che incassa quattro schiaffi dalla Virtus Castelfranco (4-1 il risultato) in trasferta fallendo così l’allungo decisivo sui giallorossi, al terzo pareggio in quattro partite. Stavolta, però, la «ics» arriva in casa di un modesto Fidenza, impelagato in zona playout ma, a quanto pare, poco dedito alle regalie primaverili. La formazione padovana può solamente allargare le braccia e registrare l’aggancio del Piacenza (a quota 57 punti), che ora ha tutte le carte in regola per insidiare il terzo gradino del podio, finora esclusiva degli atestini. Bisogna dire, però, che gli ospiti dimostrano una certa superiorità: posizione di classifica e qualità dei singoli parlano chiaro ma non troppo, perché l’Este macina tanto gioco ma non conclude. Gli uomini di Gianluca Zattarin si fanno vedere dalle parti di De Angelis con Beghetto, che mette in difficoltà il portiere pure quando la mira è sbilenca. Al 23’ l’esterno di Tombolo colpisce la traversa con un tiro-cross, mentre sul finire del primo tempo la punizione di Rondon regala solo l’illusione del gol. Succede altrettanto poco nella ripresa, se non un tuffo di Loris Formuso che non riesce a deviare un traversone dalla destra (61’), e un capitombolo di Rondon in piena area di rigore dopo un intervento tutt’altro che pulito di De Angelis (65’): l’arbitro Stampatori non concede il rigore tra le proteste della panchina ospite. Insomma, solo un episodio da moviola riesce ad infiammare il secondo tempo del match del “Ballotta”, che lascia a digiuno di gol (e infreddoliti) i pochi spettatori presenti. Il pareggio permette all’Este di rosicchiare un punto alla Correggese, a + 6 dai giallorossi. Imprendibile, invece, il Rimini (a + 16), già entrato in clima Lega Pro.

Ore 11.00 – (Gazzettino) De Poli poi aggiunge: «A volte è dannoso se si accelera il recupero, ma se si va più cauti il giocatore cala un po’ di condizione e può farsi male. Non c’è una verità. Ho avuto la fortuna di potere contare su un buon budget per prendere giocatori importanti e formare una rosa ampia che ovvi alle emergenze, mentre altre ottime squadre, come Belluno e Sacilese, non hanno un’analoga panchina lunga». Capitolo maltempo. Ieri all’Euganeo, sotto la pioggia battente, ha giocato il San Paolo e il campo, seppur pesante, sembra avere retto, ma sabato il Padova non lo troverà certo al meglio. «La pioggia non aiuta – sottolinea il diesse biancoscudato – ma questi sono impegni già fissati e anticipando il nostro si ha un giorno in più per preparare la sfida di giovedì a Chioggia. L’unica cosa che si può fare è provvedere subito al ripristino del terreno, sperando che poi non piova più». IL MIO ASCOLTO ALLA TUA PAROLA. È questo il nome dell’iniziativa voluta dal Padova e rivolta ai suoi giovani atleti e ai genitori. Si tratta di uno sportello psicopedagogico gestito dalla dottoressa Anna Bianchin che riceverà il sabato e due giorni a settimana ad Abano e al centro sportivo Geremia.

Ore 10.50 – (Gazzettino) Resta il dato di un periodo non troppo felice sul fronte infortuni, in particolare con guai muscolari che nell’arco della stagione hanno visto più vittime, in particolare Ferretti e Zubin, costretti a più di uno stop. In forme più o meno gravi hanno accusato simili problemi Petkovic, Thomassen, Sentinelli, Denè e Nichele (due volte). «Denè si è fatto male al secondo giorno di ritiro – spiega il diesse Fabrizio De Poli – per cui la cosa non rientra nella nostra gestione, Petkovic per il ruolo e il tipo di lavoro che svolge esula dall’analisi. Le uniche situazioni effettive sono quelle di Ferretti, Zubin e in parte Nichele, per la ripetitività delle loro situazioni. Considerati i 33 giocatori tesserati che sono passati, si rientra abbastanza nella norma e non c’è una casistica tale da dovere chiamare in causa i terreni di gioco, la preparazione o altro». Situazioni personali, insomma. «Possono esserci periodi in cui queste cose capitano più volte e la casistica è molto soggettiva. Io stesso da giocatore l’anno dopo lo stop per un incidente stradale ho perso metà stagione per due stiramenti e in quella successiva ho giocato sempre».

Ore 10.40 – (Gazzettino) Un’infermeria affollata e le condizioni meteo avverse, con il rischio di disputare il prossimo impegno su un terreno di gioco in cattive condizioni. Questi i pensieri principali in casa biancoscudata, a due giorni dalla sfida di sabato all’Euganeo (ore 15) con il Dro che verrà trasmessa su RaiSport 1. Sul primo fronte ieri sono arrivate buone notizie, con il rientro in gruppo di Salvadori e Mazzocco che hanno disputato un tempo della partitella con la juniores. Anche il portiere Lanzotti ha ripreso a pieno regime. Ancora fermi, invece, Cunico, Zubin e Bortot. Per il capitano è scontato il forfait con il Dro, per gli altri due si valuterà domani ma è più no che sì. Mancava inoltre Sentinelli per un attacco febbrile. Parlato ha schierato i suoi con il 4-2-3-1, con Aperi nel ruolo di Cunico, provando poi il 4-3-3, modulo che permetterebbe di schierare due under a centrocampo e Dionisi al posto di Bortot. Nessuna squalifica dal giudice sportivo, ma va in diffida anche Salvadori.

Ore 10.30 – (Gazzettino) Saranno circa cinquecento i biglietti a disposizione dei tifosi biancoscudati per la partita in casa della Clodiense in programma giovedì prossimo, con calcio d’inizio alle 17. Domani i dirigenti veneziani consegneranno al Padova la relativa dotazione di tagliandi che poi verranno messi in vendita all’ombra del Santo la prossima settimana, presumibilmente da lunedì o martedì. Il prezzo è di 12 euro, con i ridotti (invalidi e over 65) a 10 euro. Ingresso gratuito per i nati dal 2004. Facile da immaginare, dunque, nei prossimi giorni la corsa al biglietto per non mancare a uno degli appuntamenti più importanti di qui a fine stagione nella corsa promozione, contro un avversario che nel 2015 non ha ancora mai perso e la cui striscia positiva dura da 12 partite (ultimo ko a Sacile per 1-0 il 14 dicembre). In assenza di interventi ormai non più possibili, il locale stadio “Aldo e Dino Ballarin” può infatti contenere circa 900 spettatori, divisi in due settori dato che quelli dietro alle porte sono inagibili. Il popolo biancoscudato troverà posto nella gradinata est (lato laguna, 480 posti), mentre i supporter di casa, oltre alla stampa, seguiranno il match dalla tribuna centrale, non più coperta. Pressochè impossibile per i padovani l’ipotesi di acquisto di tagliandi per quest’ultimo settore dato che è stata prevista la prelazione per chi, tra i tifosi di casa, ha assistito alla precedente gara con il Belluno. I pochi tagliandi rimanenti saranno in vendita a Chioggia (biglietteria stadio) martedì e mercoledì con orario 16.30-18.30.

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) A quel punto giocherebbero due “under” come Fenati e Mazzocco (anch’egli ieri in campo dopo aver smaltito i problemi alla caviglia) a centrocampo, con i soliti due esterni d’attacco e un centravanti. Ballottaggi. Se invece Parlato non volesse scomporre un 4-2-3-1 che finora ha funzionato a meraviglia, si aprirebbero diversi ballottaggi. Come trequartista potrebbe essere lanciato lo scalpitante Aperi o, in caso di bisogno di “under”, Mattin. In mezzo al campo Nichele ha recuperato pienamente e insidia Segato, mentre davanti è tornato a pieno regime anche Ferretti. Difficile vederlo in coppia con Amirante, rinunciando al trequartista. Più probabile che “El Rulo” contenda fino all’ultimo una maglia al centravanti ligure. Qualche problema anche in difesa, con Sentinelli rimasto a casa ieri perché influenzato. Recuperato al centro per cento il portiere Lanzotti, ieri ha disputato la partitella anche Busetto, che potrebbe rientrare nella lista dei convocati a distanza di più di due mesi dall’infortunio al ginocchio. Oggi allenamento alle 15 alla Guizza.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Martedì ha sentito una fitta dolorosa alla coscia. Si è fermato, è uscito arrabbiato dal campo e ha trovato solo una piccola consolazione nell’ecografia di controllo, che non ha riscontrato lesioni ma solo una contrattura. Ieri, però, non si è allenato, dovrebbe fare terapie anche oggi e solo nella rifinitura di domani si capirà se potrà essere aggregato. Ecco perché, senza i due trequartisti, si fa largo l’ipotesi di un modulo finora mai utilizzato: il 4-3-3. Schieramento che Parlato ha testato nel secondo tempo della partitella giocata ieri contro gli Juniores e che potrebbe rappresentare una valida opzione anche per porre rimedio alle altre situazioni ingarbugliate. Anche Bortot, uscito nel primo tempo contro il Giorgione per un problema muscolare, è ancora ai box e resta in dubbio per sabato. Per questo l’alternativa al dover schierare un terzino sinistro fuori ruolo come Salvadori (pienamente recuperato e ieri in campo) potrebbe essere quella di riconsegnare la fascia destra a Dionisi.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Piove a dirotto sui Biancoscudati e i nuvoloni grigi non sono solo quelli che si addensano sopra i campi di allenamento della Guizza. A due giorni dall’anticipo casalingo con il Dro, infatti, la formazione che scenderà in campo all’Euganeo è ancora un rebus dai contorni indefiniti. Per il disappunto di Carmine Parlato, che in questo mese era riuscito a dare continuità ad un undici ben definito, prima dell’innumerevole serie di acciacchi e intoppi dell’ultima settimana. Il sistema alternativo. Partiamo dagli assenti sicuri. Anzi dall’assente sicuro. Marco Cunico non recupererà in tempo per la gara contro i trentini, ed è molto probabile che possa tornare dopo Pasqua, saltando dunque anche la partita con la Clodiense, per non affrettare i tempi di recupero dopo la contusione al ginocchio destro. Contro il Giorgione il capitano era stato egregiamente sostituito da Emil Zubin, ma anche la presenza dell’ex centravanti del Pordenone, sabato, è in forte dubbio.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) «Tutte le società e relative Questure di riferimento fino ad oggi incontrate si sono adoperate per risolvere la situazione ed alla fine si è sempre trovata una soluzione. A Chioggia non si vuole risolvere? Il problema è loro, noi andremo tutti con biglietto oppure senza. Questo è un periodo fondamentale per raggiungere il nostro obiettivo e perciò andremo a Chioggia per sostenere la squadra anche se dovessimo farlo da fuori lo stadio. Ora ci aspettiamo che la prossima mossa sarà quella di alzare il prezzo dei biglietti. Invitiamo tutti coloro che possono farlo a recarsi a Chioggia durante la prevendita e acquistare i biglietti del settore di casa riuscendo così a liberare altri biglietti a nostra disposizione». Ma anche questo potrebbe non bastare. Oggi e domani, infatti, parte la prevendita a Chioggia per i tifosi che hanno assistito alla gara con il Belluno e che potranno esercitare il diritto di prelazione (un centinaio circa). Per tutti gli altri l’assalto partirà all’inizio della prossima settimana.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Altro giro, altra bagarre. Per il “caso Chioggia” non si trova una soluzione e l’epilogo è quello paventato negli ultimi giorni: la partita tra Clodiense e Biancoscudati Padova si giocherà giovedì prossimo, alle 17, allo stadio “Ballarin”, che attualmente ha una capienza di poco inferiore ai 1000 posti e non avrà alcuna deroga per l’aumento di spettatori. Aperte solo le due tribune, con la gradinata est che sarà riservata ai tifosi ospiti, ma non potrà contenere più di 480 spettatori, mentre ai supporter locali saranno concessi i 408 posti della tribuna centrale. I ragazzi della Tribuna Fattori ieri hanno espresso la loro opinione in merito con un comunicato: «È da settembre che si conoscono i numeri che la nostra tifoseria muove», si legge nella nota.

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Secondo TeleDucato anche i rapporti intercorsi tra il Parma e il Calcio Padova potrebbero essere presto messi sotto i riflettori e portare a sviluppi concreti. Sotto la lente sono finiti ancora una volta tutti gli intrecci tra i vertici aziendali del club ducale, l’ex presidente biancoscudato Diego Penocchio, in precedenza numero due e socio di minoranza gialloblù e l’ex ad Andrea Valentini, uomo vicino a Pietro Leonardi ed ex manager di Sts, la società che si occupava di logistica e di sicurezza per conto del Parma. La Procura del capoluogo emiliano si sarebbe mossa sulla base della traccia seguita dai colleghi della Procura di Padova, che nei giorni scorsi hanno passato al setaccio tutti i conti biancoscudati della stagione 2013-14. Difficile capire a cosa possa portare questo intenso lavoro investigativo, tuttavia sono sempre più le voci nell’ambiente che parlano di sviluppi imminenti a dir poco significativi.

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Viene anche comunicato che, quanti non fossero in grado di acquistare i tagliandi del match, rimarranno comunque all’esterno dello stadio a tifare la squadra nel momento decisivo della stagione. Una situazione potenzialmente esplosiva, che le forze dell’ordine stanno seguendo con attenzione, mentre il costo del biglietto per la partita dovrebbe impennarsi a 15 euro. Notizie positive, infine, dall’infermeria: Lanzotti, Salvadori e Mazzocco sono tornati ieri, sotto un’incessante pioggia caduta per tutto il giorno sui campi della Guizza. Il loro recupero risolverebbe il problema della gestione degli Under per Carmine Parlato, dati i ripetuti infortuni che si sono verificati nelle ultime settimane. Intanto non passa giorno in cui non arrivino novità sul vecchio Calcio Padova. Dopo l’accordo siglato dal Comune con la proprietà di Diego Penocchio per la restituzione di logo, marchio, trofei e memorabilia, nella giornata di ieri l’emittente emiliana TeleDucato, nel tg delle ore 14, ha dato ampio spazio al lavoro dei magistrati della Procura di Parma, che indagano da tempo sulle vicende che coinvolgono la gestione della società emiliana.

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) È polemica all’interno della tifoseria biancoscudata per i 480 biglietti concessi dalla Clodiense per il match pre-pasquale in programma giovedì prossimo allo stadio Ballarin di Chioggia. Un numero giudicato troppo esiguo dalla stragrande maggioranza dei sostenitori padovani, nonostante l’orario d’inizio tutt’altro che agevole (si gioca alle 17). I biglietti totali che verranno messi in vendita saranno soltanto 888 (480 ai tifosi del Padova e 408 a quelli della Clodiense), ma l’allarme per motivi di ordine pubblico è immediatamente scattato dopo le prevedibili reazioni in arrivo dalla città del Santo. Escluso lo spostamento del match a Mestre, a Treviso o a Porto Tolle, sarà molto complicato adesso immaginare un epilogo sereno della situazione. Ieri la Tribuna Fattori, tramite il proprio profilo facebook ufficiale, ha promesso un’invasione di massa verso il litorale, invitando i tifosi ad acquistare i biglietti direttamente a Chioggia mescolandosi alla tifoseria avversaria.

Ore 08.38 – Serie D girone C, il prossimo turno (ventottesima giornata, sabato 28/domenica 29 marzo ore 15.00): ArziChiampo-Kras Repen, Belluno-Sacilese (sabato 28 marzo, ore 15.00), Fontanafredda-Union Ripa La Fenadora, Giorgione-Legnago, Mezzocorona-AltoVicentino, Mori S. Stefano-Montebelluna, Padova-Dro (sabato 28 marzo, ore 15.00), Tamai-Union Pro, Triestina-Clodiense.

Ore 08.36 – Serie D girone C, la classifica aggiornata: Padova 66, AltoVicentino 58, Sacilese 50, Belluno 48, Clodiense 46, ArziChiampo 42, Union Pro 40, Montebelluna 37, Union Ripa La Fenadora 36, Fontanafredda 35, Legnago 33, Tamai 31, Giorgione 30, Dro e Triestina 26, Kras Repen 25, Mori S. Stefano 14, Mezzocorona 12.

Ore 08.34 – Serie D girone C, i risultati della ventisettesima giornata: AltoVicentino-Tamai 2-1, Clodiense-Belluno 2-2, Dro-ArziChiampo 1-5, Kras Repen-Mori S. Stefano 0-1, Legnago-Mezzocorona 2-0, Montebelluna-Triestina 1-1, Sacilese-Fontanafredda 0-0, Union Ripa La Fenadora-Union Pro 2-2.

Ore 08.32 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.30 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Box Uomo, Black Bell Tattoo, Maglietteveloci.it, Studio Pignatelli Netstore, InterBrau Birra Antoniana, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 25 marzo: partitella in famiglia per i Biancoscudati, assente Sentinelli causa influenza ma tornano a disposizione Mazzocco, Lanzotti e Salvadori.

Print Friendly, PDF & Email

Commenti

commenti

About Gabriele Fusar Poli

Controlla anche

Live 24! Padova, si prova a “dimenticare” il presente guardando con speranza al futuro

Ore 09.30 – I titoli del “Corriere del Veneto”: “«Un nuovo Padova per un palcoscenico …


WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com