Pasqua di resurrezione e…. qualche spiegazione (dovuta)

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Vado a memoria. Era da tempo che non si trascorreva una Pasqua serena, senza assilli, senza fastidiosi ronzii, preoccupazioni sparse, varie ed eventuali. Ricordo un successo esterno a Brescia per 2-1 prima di Pasqua nel 2012, ultimo anno dell’era Foschi-Dal Canto, ma in quel particolare momento si annusava già nell’aria un’inconfondibile puzza di bruciato. A Brescia il Padova vinse anche lo scorso anno, ma anche in quel caso il sentore che non sarebbe stata una vittoria capace di cancellare ogni assillo di classifica (e non) era sin troppo diffuso. Prima e dopo, tanti giorni pre e postpasquali di sofferenza, liti, classifica non adeguata, preoccupazioni, veleni e via discorrendo.  Il successo di Chioggia del giovedì santo, unito alle notizie sull’imminente “riacquisto” della denominazione Calcio Padova da parte dell’attuale proprietà, ha permesso alla tifoseria di godersi una Pasqua di Resurrezione foriera di gioia e di serenità. Verrebbe da dire meritata, dopo tutto quello che è accaduto. Gioia e serenità che potrebbero mettere radici, perché l’impressione è che ci siano le basi per costruire qualcosa di duraturo, a patto di saper mantenere quegli equilibri che, considerati gli eccellenti risultati raggiunti, hanno permesso alla squadra di arrivare a un passo dalla Lega Pro. Merito di Giuseppe Bergamin, un presidente che ha saputo trasmettere quella sensazione di sicurezza e di equilibrio che da queste parti erano del tutto sconosciute almeno da più di un decennio: dai tempi di Alberto Mazzocco che, con tutti i suoi difetti, aveva comunque raccolto dalle ceneri della C2 la società per poi farla risalire di un gradino. Bergamin però, da solo per sua stessa ammissione non ce l’avrebbe potuta fare ed ecco entrare in scena Roberto Bonetto, uno che sa far di conto, che sa quanto avanti ci si può spingere, se una spesa è possibile o meno e come non sforare il budget previsto a inizio stagione. Presenza fondamentale, magari meno amata fra i tifosi rispetto a quella tipica della porta accanto di Bergamin, ma che in una società serve come il pane: un uomo macchina come l’ad, che sino a questo momento ha fatto tutto quello che gli era stato chiesto in modo più che positivo, è imprescindibile, soprattutto perché non è un neofita del mondo del calcio e sa come muoversi conoscendo la realtà in cui naviga. Se regge l’asse fra i due, così diversi eppure compatibili, il Padova può andare lontano.

La vera incognita, in caso di promozione in Lega Pro, è l’inserimento di un altro socio. Rino Dalle Rive non sarebbe stato compatibile, ci ha provato un paio di volte a buttare l’amo, ma dall’altra parte nessuno ha abboccato: “colpa” di una presenza e di un modo di fare troppo simile a colui che, di fatto, ha affondato la barca che aveva a sua volta tratto in salvo dalle secche di un fallimento pressoché certo. Forse andrà a Trieste, forse virerà su Vicenza, forse punterà altrove, chissà… Fatto sta che a Padova adesso resta la scommessa più importante da vincere: se è vero, come pare, che non entrerà un socio forte di maggioranza (così riferiscono gli ultimi rumours), ma che in ballo c’è una sinergia con diversi soggetti, alcuni anche non padovani, se i pezzi del mosaico aumentano, è sempre più complicato farli combaciare nel modo giusto. Le fortune di una squadra, si sa, sono strettamente correlate alla solidità societaria, altrimenti si rischiano disastri come quelli che abbiamo tristemente conosciuto anche a queste latitudini. Per fare una Lega Pro di altissimo livello servono cifre molto importanti, diciamo 4 milioni, se poi si vuole un campionato tranquillo (che a mio parere per il primo anno può andare più che bene se esiste una progettualità graduale) possono bastarne anche meno, mentre sotto un certo livello si è destinati per forza di cose a soffrire. Il primo passo è confermare l’altro asse forte della squadra De Poli-Parlato: il primo conosce la Lega Pro, il secondo merita una chance dopo essere vicino a vincere il suo terzo campionato di Serie D. Padova è casa di entrambi, si può andare avanti con loro senza timori di imboccare un vicolo cieco. In merito alla rosa, se arriverà la promozione in Lega Pro come tutti sperano, bisognerà fare ampie riflessioni: giusto cercare continuità, ma altrettanto giusto realizzare in fretta che la scalata porta con sé un livello tecnico decisamente superiore. Insomma, se passerà la linea “ambiziosa” l’impressione è che servirà un ampio e ragionato restyling nel rispetto della fisionomia raggiunta, altrimenti si potranno fare altri discorsi e altri ragionamenti.

Un’ultima postilla e una spiegazione (dovuta) ai lettori. Nelle ultime settimane il nostro sito è stato ripetutamente vittima di attacchi hacker sempre più aggressivi e mirati, spesso negli orari di intenso traffico. Abbiamo verificato, escluso altre cause (insufficienza della capacità del server utilizzato) e purtroppo il responso è stato desolante: Padovagoal, chissà per quale motivo, viene costantemente o quasi preso di mira. Soltanto in un’occasione abbiamo dovuto fronteggiare un crash inatteso dovuto a un’operazione tecnica in corso per difendersi dalle continue incursioni che mettono a rischio il nostro lavoro. Abbiamo investito ulteriori risorse e speriamo e confidiamo che la situazione adesso si sia stabilizzata. Da direttore responsabile del sito ovviamente ci metto la faccia, perché il lettore da fuori si fa delle domande e può arrivare a conclusioni magari sbagliate. Sappiate che, pur non potendo ricorrere perché fuori dalla nostra portata economica a servizi che il nostro lavoro e i lettori meriterebbero, stiamo sempre facendo il massimo per fornire un servizio all’altezza.  Siamo partiti da zero, senza appoggi esterni, contando solo su noi stessi e sugli sponsor che hanno voluto darci fiducia (e che non finiremo mai di ringraziare). Siamo arrivati sin qui facendo i salti mortali nelle condizioni in cui sapete o intuite. Cercheremo in ogni modo di proseguire, almeno fino a quando avrà un senso farlo. Ma non è facile lottare ogni giorno disperdendo energie senza potersi unicamente concentrare sull’aspetto professionale. Alla lunga logora. Speriamo non troppo.



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About Dimitri Canello

Direttore responsabile del sito web Padovagoal. Nato a Padova l'11 ottobre 1975, si è laureato nel marzo del 2002 in Lingue Orientali con la specializzazione in cinese. Giornalista professionista dal settembre 2007, vanta nel suo curriculum numerose esperienze televisive (Telemontecarlo, Stream Tv, Gioco Calcio, Sky, La 7, Skysport24, Dahlia Tv, Telenuovo, Reteazzurra, Reteveneta, Telecittà), sulla carta stampata (collaborazioni con Corriere dello Sport, Tuttosport, Corriere della Sera, Repubblica, Il Giornale, World Soccer Digest, Bbc Sport online, Il Mattino di Napoli, Corriere del Veneto) e sui media radiofonici (RTL 102.500, Radio Italia Uno)

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