Live 24! Padova-Sacilese, -5: finite le mini-vacanze, si torna a faticare alla Guizza


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Ore 21.30 – Attesa per domani la decisione del Giudice Sportivo riguardo a Daniel Niccolini, espulso giovedì a Chioggia: si teme uno stop di più di una giornata.Ore 20.40 – (Gazzettino, edizione di Treviso) Settant’anni di età – come l’amico Leandro Casagrande – per Valeriano De Pieri, ds dell’Union Pro, nel calcio da oltre 40. E prima come calciatore anche se le scarpe le aveva appese al chiodo da giovane. Nato a Sant’Elena di Silea e residente a Roncade, De Pieri oggi spegne 70 candeline. Calciatore a Casale passato poi alla Pro Mogliano a 16 anni dopo un anno in Promozione all’Opitergina, con la squadra moglianese ha giocato in Quarta serie e a distanza di anni è ritornato nel luogo del delitto. «Due stagioni stupende in quarta serie – ricorda De Pieri – con le trasferte in Romagna e nelle Marche con partenza alle 6,30 del mattino; una squadra forte con i vari Penzo Toppan, Panisi, Niero e allenatore il triestino Vecchiet». E Poi? «Per motivi di lavoro inerente l’attività della famiglia con la trattoria Al Canton a S. Elena ho giocato al Silea (vinto il campionato di Prima) e poi ho smesso». In quella trattoria si fermavano squadre per il terzo tempo come quella del Roncade dove nel 1972 De Pieri assunse il ruolo di ds: 10 anni prima con presidente Angelo Lucatello e poi Davanzo, il re dei gelati, con la squadra dalla Seconda salita all’Eccellenza sfiorando l’Interregionale. Poi Meolo (vinto il campionato di Prima), 5 anni al Ponte di Piave con il “compare” Gianni Davanzo e allenatore Panisi, la vittoria della coppa Italia regionale, quindi 3 stagioni al Conegliano con la salita in Promozione e la coppa regione, un anno al Codognè, 5 campionati all’Ormelle con la vittoria della Prima, 2 stagioni al Musile in Promozione e l’arrivo all’Union Pro nell’anno della fusione. Ricordi? «Da calciatore non dimentico la quarta serie e il provino all’Inter nell’ottobre ’63 con 15 giorni trascorsi a Milano, praticamente ero stato preso dall’Inter ma a casa c’era il lavoro e come figlio unico mia mamma si opposte al trasferimento». E da ds tante soddisfazioni? «Tante davvero con le varie promozioni ma queste tre stagioni all’Union Pro sono irripetibili con due promozioni consecutive ed ora la salvezza in pratica conquistata in D partendo con una grande responsabilità poiché con la fusione fra Preganziol e Pro Mogliano c’era da rifare la squadra con quasi 50 giocatori in rosa e solamente 8 confermati. Un momento non facile dover rinunciare a tanti ragazzi eccezionali, ma bisognava dare una svolta, c’erano obiettivi da raggiungere e con i presidenti Gaiba e Michielan e l’allenatore Feltrin sono stati raggiunti».

Ore 20.10 – (Il Piccolo) Cinque giornate alla fine, due squadre praticamente già retrocesse direttamente (Mori S. Stefano e Mezzocorona) e che quindi non vanno più nemmeno comprese nella corsa finale alla salvezza, e un gruppo di sei squadre che si giocano due posti per la salvezza diretta e i restanti quattro posti della griglia play-out. Sarà questa la situazione alla ripresa del campionato la prossima settimana, e della mezza dozzina di compagini rimaste in lotta, la Triestina purtroppo è al momento quella messa peggio. Le prime due del gruppetto hanno un tale vantaggio sulle inseguitrici da poter essere considerate nettamente favorite per evitare i play-out. Fontanafredda e Tamai, infatti, non solo veleggiano 5 e 6 punti avanti al Giorgione sest’ultimo, ma hanno anche un calendario tale che le mette quasi al sicuro. Il Fontanafredda infatti incontrerà Union Pro e Mori in casa e con un pareggino col Tamai potrà addirittura chiudere a 43 punti, mentre il Tamai ha un tappeto rosso di 6 punti quasi certi con Mori e Mezzocorona e già così andrebbe a 41. Tutta la lotta, quindi, dovrebbe racchiudersi tra le altre quattro squadre per guadagnare la posizione migliore nella griglia play-out: ricordiamo che si tratta di sfide uniche, con la 13.ma che giocherà in casa contro la 16.ma e la 14.ma che ospiterà la 15.ma. Inoltre chi si sarà piazzato meglio, non avrà solo il vantaggio del fattore campo, ma anche quello di poter contare su due risultati su tre: se al termine dei supplementari sarà ancora pareggio, si salverà infatti chi ha chiuso la stagione davanti. Se la giocano dunque Giorgione, Dro, Kras e Triestina, e in programma ci sono vari scontri diretti. La Triestina, se recupererà smalto e condizione, ha un buon calendario ma non dovrà fallire l’appuntamento con tre vittorie al Rocco contro Dro, Mori e Fontanafredda: 9 punti obbligatori che potranno venir implementati da un eventuale pareggio a Tamai, in modo da arrivare all’ultima giornata a quota 36 dovendo giocare in casa del già salvo Legnago. E le altre? Se il Giorgione batte il Kras, poi non ha più scontri diretti, ma comunque impegni non semplici: potrebbe raccogliere in tutto dai 7 ai 10 punti e chiudere fra i 37 e i 40 punti. Per il Dro molto dipende dalle trasferte con Triestina e Kras: se esce a bocca asciutta, nelle altre tre partite casalinghe potrebbe rimediare solo 7 punti e chiudere a 36. Il Kras può vincere le sfide a Monrupino con Belluno e Dro, ma ha tre trasferte problematiche ed è quella col calendario peggiore: potrebbe non oltrepassare i 36 punti. Insomma la Triestina può ancora guadagnare una buona posizione nei play-out e guadagnare gli spareggi in casa, ma come detto non può più sbagliare: deve anzitutto non fallire i tre match casalinghi, e poi all’ultimo turno in casa di un Legnago già salvo tentare il colpaccio per chiudere a 38-39 punti e a quel punto guadagnare almeno la quattordicesima, se non addirittura la tredicesima posizione. E giocare al Rocco una partita secca potendo vincere o pareggiare, sarebbe davvero un gran vantaggio.

Ore 19.40 – (Corriere delle Alpi) I tempi Giusti. Il Ripa Fenadora aspetterà la fine del suo secondo campionato di serie D, per scegliere il suo nuovo presidente. Anche il calcio è fatto di priorità: tanto per cominciare, la salvezza e, solo in seconda battuta, il successore di Nicola Giusti. Nessuna processione di candidati, fuori dalla sede neroverde, ma anche nessuna possibilità di conferma del numero uno delle promozioni: «La decisione è questa», sottolinea lo storico dirigente Mario Dal Soler, «ci siamo ritrovati e abbiamo scelto di aspettare la fine della stagione, prima di procedere con il rinnovo delle cariche. Nel frattempo, stiamo guardando sia al nostro interno che all’esterno della società, per verificare tutte le possibilità». Tutto dipende da questo. Ufficialmente non si muoverà niente, fino quando non spunterà il nome nuovo. Anche se impossibile non cominciare a contattare i possibili rinforzi per la prossima stagione e forse anche un altro allenatore: «Qualsiasi scelta dipenderà dal presidente, c’è poco da fare. Il discorso vale sia per l’allenatore che per i giocatori. Normale che qualche idea ci sia già, ma non abbiamo ancora fatto dei passi in alcuna direzione. Aspettiamo». Il ds è in attesa. È Alberto Faoro il primo interessato a sapere da chi dipenderà, dopo gli anni con Giusti: «Non so chi prenderà il suo posto, pertanto devo assolutamente aspettare. Può darsi che non tocchi a me costruire la nuova squadra e non mi rimane che aspettare. Garantisco che non ho sentito nessuno, del resto non sono in grado di proporre niente, dal momento che non conosco il successore di Giusti. L’urgenza è quella di mettere insieme i punti necessari a portare a casa un’altra salvezza, questa meno altisonante di quella di un anno fa». Qualche vittoria in più. Nel turno infrasettimanale di giovedì, i feltrini hanno pareggiato con il Mori, tra l’altro sul sintetico di casa. Niente di cui essere contenti: «Stiamo rimediando qualche pareggio di troppo», riprende Dal Soler, «quest’anno sta andando in questa maniera, in ogni caso sono convinto che presto conquisteremo i punti necessari. Ce ne mancano tre, a mio avviso e mi auguro di conquistarli prima d’incontrare il Mezzocorona. Domenica affronteremo l’Arzignano Chiampo e mi auguro che la squadra giochi un’ottima partita. Meglio ancora sarebbe tornare alla vittoria, anche se non sarà per niente facile».

Ore 19.10 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Andrea Pagan, l’allenatore della Clodiense, spera che l’amarezza e la delusione per la sconfitta rimediata giovedì scorso con il Padova (0-2), sia stata assorbita e dimenticata. Una sconfitta, ricordiamo, che brucia parecchio non tanto per lo stop in classifica ma per come è maturata. I giocatori lagunari sono apparsi emozionati, timorosi, in soggezione davanti alla capolista ed a una tifoseria (quella padovana) straripante e coinvolgente che ha paralizzato gambe e cervello di molti non riuscendo ad esprimere il solito volume di gioco. «Spero che la sosta pasquale abbia avuto il merito di far dimenticare quella sconfitta – ci confida il tecnico lagunare – Probabilmente la grande attesa per quella gara ha giocato qualche brutto scherzo ai miei. Oggi riprendiamo gli allenamenti – continua Pagan – e dobbiamo guardare avanti. Finora abbiamo disputato un grande campionato, aldilà di tutte le aspettative e dobbiamo continuare a far bene. Domenica prossima incontreremo in casa il Legnago che giovedì scorso ha battuto il Belluno e con quel successo forse si è assicurato la salvezza. Quindi una squadra pericolosa perché tranquilla. Noi – conclude Pagan – dobbiamo assolutamente vincere per consolidare la posizione nei playoff, accorciare in classifica sulla Sacilese ed allontanare Belluno ed Arzignano».

Ore 18.40 – (Corriere delle Alpi) Paolo Pellicanò ancora fermo ai box. Il terzino del Belluno si è infortunato in allenamento il 5 marzo per una distorsione al ginocchio e il suo rientro non ha ancora una data certa sul calendario. È impossibile pensare di vederlo in campo domenica 12 aprile contro l’Altovicentino, la speranza è per la trasferta in casa del Kras. «Il girone di ritorno è stato un periodo sfortunato per me», racconta Paolo Pellicanò, «dopo le tre giornate di squalifica è arrivato questo infortunio che mi sta tenendo lontano dai campi ormai da un mese. E’ stato uno scontro banale in allenamento con Giovanni Pescosta, in un cambio di direzione ci siamo agganciati e io ho avuto la peggio. All’inizio dalla risonanza sembrava che il legamento fosse rotto ma poi abbiamo visto che non era così. Dal 5 marzo sono rimasto fermo due settimane e ho ricominciato a correre prima del match contro la Sacilese ma venerdì nella rifinitura il dolore è tornato. Sto continuando le cure attraverso gli ultrasuoni e degli esercizi in piscina e spero di poter tornare presto in campo e dare una mano ai miei compagni. Rientrare con l’Altovicentino? Più no che sì, non voglio affrettare i tempi se no si rischia di fare peggio». Il Belluno è quinto. Un’ottima stagione giocata dai gialloblù ma nel ritorno la squadra ha lasciato qualche punto di troppo per strada: «Il primo obiettivo era la salvezza e lo abbiamo raggiunto», riprende Pellicanò, «dopo ci siamo prefissati il traguardo playoff e siamo ancora in corsa. Reputo ottima la stagione del Belluno e non bisogna dimenticare anche il piazzamento nella classifica “giovani D valore” che era un obiettivo importante per la società. Per quanto riguarda la mia prima esperienza in serie D sono soddisfatto, non pensavo mi sarei adattato così bene a questi ritmi e lo devo al mister e ai miei compagni». Il Belluno incontra qualche difficoltà: «Stiamo attraversando un periodo difficile, subiamo tanti gol nei primi minuti del primo tempo e del secondo», conclude l’ ex Feltrese, «non entriamo in campo concentrati, un po’ di sfortuna e le assenze hanno fatto il resto. Quanto ai playoff, sono a rischio, ma non vogliamo mollare, guardiamo partita dopo partita». Il Belluno torna ad allenarsi oggi in vista del big match contro l’Altovicentino. Mister Vecchiato non avrà a disposizione per la partita Mike Miniati per squalifica. Da monitorare le condizioni di Yari Masoch.

Ore 18.10 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) La salvezza, prima di tutto. Poi bisognerà sistemare diverse situazioni pendenti sotto il profilo societario, perché le intenzioni di Yuri Korablin, i progetti futuri e la questione-stadio vanno di pari passi con la sopravvivenza del Venezia. Intanto c’è da concludere positivamente il campionato blindando la salvezza e, al netto di sorprese legate alla Giustizia sportiva, mancano solo un paio di punti per raggiungere l’obiettivo. «Credo due punti per la salvezza basteranno – sottolinea il ds Ivone De Franceschi – Facendo i conti non dovrebbero esserci situazioni o cambiamenti improvvisi. Giovedì 9 aprile dovrebbe arrivare il primo punto di penalizzazione legato alla nostra situazione, poi ce ne aspettiamo un secondo attorno al 16 aprile. Ma anche il Monza, che ha già incassato un meno due in classifica, dovrebbe avere un gap di altrettanti punti come noi. Per questo motivo le distanze rimarrrebbero inalterate e quindi basterebbe pareggiare due volte nelle prossime cinque partite. O vincere una volta e, in tal modo, mettersi tranquilli fino al termine della stagione». Il calendario non è agevole, a cominciare da domenica prossima, quando il Venezia sarà di scena al «Mercante» nel delicatissimo derby alle 18 contro il Bassano capolistadi Lega Pro.

Ore 17.50 – (Gazzettino, edizione di Venezia) In agenda il derby di domenica a Bassano (ore 18) ma tra penalizzazioni, deferimenti e scadenze dietro l’angolo il Venezia deve rizzare le antenne soprattutto fuori dal campo. Dopo la sosta pasquale gli arancioneroverdi tornano in campo questo pomeriggio al Taliercio in vista di un derby al quale dovrebbero presentarsi con un gap superiore rispetto all’attuale -20 (Bassano primo col Novara a 64 punti, Venezia decimo a 44). Forse già dopodomani, infatti, diventerà ufficiale la prima penalizzazione di un punto riferita al mancato pagamento dei contributi Inps e delle ritenute Irpef sugli stipendi di settembre-ottobre, per cui il team di Michele Serena salirà al Mercante con 43 punti, 7 anziché 8 di margine sui playout. Considerato che la regular season della Lega Pro terminerà il 10 maggio nei giorni scorsi la giustizia sportiva ha cominciato a stringere i tempi, tanto che il Venezia ha incassato il secondo deferimento per l’analoga inadempienza riferita ai pagamenti di novembre-dicembre. L’udienza di questo secondo procedimento è fissata per giovedì 16 aprile a Roma davanti al Tribunale Nazionale Figc: il secondo -1 arriverà quindi prima della fine del campionato, ma il vero obiettivo del Venezia è uno sconto che riduca al minimo l’inibizione del presidente Yury Korablin. Una priorità per evitare problemi in vista dell’iscrizione al campionato 2015/16 che, entro il 30 giugno, dovrà essere sottoscritta (saldando tutte le pendenze) proprio dal patron moscovita in quanto unico «legale rappresentante» della società. Sempre entro il 16 aprile il Venezia dovrà documentare l’avvenuto pagamento di stipendi e contributi di gennaio-febbraio. Nelle scorse settimane la situazione si era evoluta positivamente visto che Korablin, dando seguito a quanto assicurato a fine febbraio parlando di 800 mila euro disponibili entro metà marzo, aveva versato denaro fresco nelle casse societarie. Nei prossimi giorni sono attesi gli ultimi bonifici dalla Russia per pagare anche i contributi del mese di febbraio, ultimi scoperti essendo invece già stati saldati ai giocatori gli stipendi del bimestre e i contributi di gennaio.

Ore 17.20 – (Giornale di Vicenza) Cinque giornate al termine e Real Vicenza ormai fuori dai giochi per i play-off, ma in corsa per un piazzamento di tutto rispetto. Ma c´è ancora da lottare per stare lì, intorno alla sesta, settima posizione per sperare in un abbinamento prestigioso in Coppa Italia. E parlando della prossima stagione, si parla anche di rinnovi. Per Marcolini è ancora presto: «Non ne abbiamo ancora discusso, prima bisogna portare a termine la stagione. Da parte mia è normale che si pensi anche al futuro, ma le cose sono ancora in via di definizione. Adesso si pensa a finire l´anno e poi vedremo se ci sarà di nuovo l´accordo su come procedere per la prossima stagione». Molti dei giocatori hanno il contratto per il prossimo anno, ma Diquigiovanni farà la squadra assieme al mister. Ed è un Real particolarmente affezionato al suo allenatore, con la squadra al suo esonero espresso tutta la sua contrarietà. La lettera e lo sciopero dei giocatori. Poi il ritorno e la frase di Daniele Dalla Bona: «Il Real Vicenza è di Marcolini». Marcolini è soddisfatto: «Credo che per essere al primo anno di Lega Pro siamo stati bravi. Dobbiamo finire la stagione, ma a prescindere dalla posizione in cui arriveremo, credo sia innegabile che abbiamo trovato un gruppo che, con l´aggiunta magari di qualche elemento, può dire la sua. Dovessi rimanere, molti giocatori resterebbero con me». Oggi la ripresa degli allenamenti, con la verifica delle condizioni dei due infortunati: Marco Cristini e Matteo Piccinni. E la settimana di preparazione alla delicata trasferta di domenica a Sassari contro la Torres.

GiulianoOre 16.50 – Si è tenuto nel primo pomeriggio presso la gremitissima chiesa di Lion di Albignasego il funerale di Giuliano Gobbo, storico tifoso biancoscudato prematuramente scomparso nella serata di venerdì. Presenti in rappresentanza della società il ds Fabrizio De Poli, il dirigente accompagnatore Pierino D’Ambrosio e l’addetto stampa Massimo Candotti, che ha donato al figlio Riccardo una maglia biancoscudata personalizzata “Giuliano” col numero 1, che è stata posta sopra alla bara insieme ad una bandiera del Padova. Momento toccante al termine del funerale, quando in chiesa è stata diffusa “Ma quando torno a Padova”, cantata dai presenti quale omaggio per Giuliano.

Ore 16.30 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 16.10 – Qui Guizza: lavoro atletico.

Ore 15.50 – Qui Guizza: partitella in corso.

Ore 15.30 – Qui Guizza: torna regolarmente in gruppo Marco Cunico, mentre lavora ancora a parte Tommaso Bortot.

Ore 15.10 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per il primo allenamento settimanale.

Ore 14.40 – (Unione Triestina) Unione Triestina comunica con rammarico di avere sollevato dall’incarico il responsabile tecnico della Prima Squadra Giuseppe Ferazzoli. L’amara decisione è stata presa dalla dirigenza alabardata dopo attenta riflessione, nella convinzione di dare ai giocatori nuovi impulsi e motivazioni per affrontare questo delicato finale di stagione. La Società, inoltre, informa di aver affidato la guida tecnica della squadra al signor Gianluca Gagliardi che sarà affiancato da un proprio staff tecnico. Il mister cosentino guiderà la prima seduta di allenamento sul campo di Prosecco alle ore 18 di oggi pomeriggio, martedì 7 aprile. A mister Ferazzoli la Società porge un sentito ringraziamento per l’opera prestata e l’impegno dimostrato, augurandogli un futuro ricco di soddisfazioni.

Ore 14.10 – (Giornale di Vicenza) E per la volatona Bassano cala l´asso. Rafa Nolè è l´uomo che può spostare gli equilibri nello sprint al fotofinsh. Il pieno recupero del fantasista dal brutto infortunio di fine febbrario infatti, può tracciare il solco. Sì, avete letto bene, proprio Nolè, pedina da 9 gol e 9 assist sinora e che una lettura superficiale dei numeri indica tra i rincalzi nella sestina vincente giallorossa. Tutto vero e questo l´ha notato anche Asta e non poteva non farlo. Eppure Nolè a pieno regime e non certo quello comprensibilmente timoroso nei contrasti visto nello spezzone con l´Alessandria (a Como è già andato meglio nello scorcio di gara in cui è stato impiegato) è in grado di girare le partite alla distanza. Sì perchè Rafa in un contesto in cui l´assetto ideale è già stato delineato e contempla Iocolano a giostrare dietro Pietribiasi, può cambiare il destino di una gara in corso d´opera, da subentrante di lusso, colui che esce dalla panchina e risolve. Nessuno possiede un cambio di quel livello e se dall´inizio può essere talvolta neutralizzato, Nolè nell´ultima mezz´ora, da ingresso fresco e dinanzi ad avversari più stanchi può essere devastante. Ed è quello l´utilizzo che ha in mente di ritagliare per lui Tonino Asta, il guastatore designato a sparigliare le carte negli incontri più delicati che magari non si sbloccano. Il jolly che con una giocata d´autore può destabilizzare. Il suo rientro con quelli di Proietti e Maistrello sono capaci di mutare la vita virtussina. Infine, una considerazione. La tifoseria giallorossa non ha accolto bene la notizia dell´anticipo del derby col Real di venerdì sera al Menti alle 20.45 con diretta Raisport il 17 aprile. Nello stesso orario di Cittadella-Vicenza, un altro match sugoso che gli appassionati di calcio e i supporter del territorio mai avrebbero voluto perdersi. Il Bassano era rimasto in sospeso di un appuntamento televisivo dopo l´annullamento della diretta di Mantova-Bassano un mese fa.

Ore 13.40 – Triestina: dal capoluogo giuliano giungono rumours riguardo l’esonero di Giuseppe Ferazzoli con conseguente approdo di Gianluca Gagliardi sulla panchina alabardata. Attese ulteriori conferme in merito.

Ore 13.20 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Ripresa ieri pomeriggio con una seduta al Centro tecnico «Piermario Morosini» di Isola Vicentina, la preparazione del Vicenza in vista dell’importante sfida contro l’Avellino che verrà disputata venerdì sera allo stadio «Menti» con fischio d’inizio alle 20.30. Pasquale Marino ha potuto contare su quasi tutta la rosa ad eccezione di Sciacca che è in attesa di sottoporsi a un intervento di pulizia chirurgica allo scafoide del piede sinistro e di D’Elia che è stato tenuto precauzionalmente a riposo a causa di un lieve dolore al ginocchio destro. Per il mancino di scuola juventina non dovrebbe trattarsi di nulla di serio, tanto che già oggi dovrebbe tornare a lavorare con il gruppo. Buone notizie arrivano invece dall’attaccante Petagna che si è allenato con i compagni e che potrebbe essere a disposizione già per la gara di venerdì contro l’Avellino. In vista della sfida contro gli irpini, che occupano il quarto posto in classifica con un solo punto in meno del Vicenza saldo al terzo posto, mister Marino potrà contare anche su un Manfredini che a Vercelli da mostrato di aver superato a tempo di record la lesione al retto femorale della coscia destra e su un Ragusa che, settimana dopo settimana, sta migliorando la sua condizione fisica dopo il grave infortunio subito cinque mesi fa a Catania. « Spero di recuperare al più presto al 100 per cento Ragusa facendogli giocare degli spezzoni di partita – spiega Marino – ma dopo un infortunio così grave come la rottura del crociato anteriore del ginocchio che lo ha costretto a star fuori cinque mesi, non è facile ritrovare l’intensità e il ritmo dei tempi migliori». E continua il tecnico biancorosso: «Nella valutazione delle scelte devo tenere conto di chi sta meglio, di chi è più in forma, l’obiettivo è migliorare ancora la classifica. E per farlo deve mandare in campo chi mi dà più garanzie. Ma Ragusa è un giocatore importante per noi, così come lo sono tutti quelli che stanno fuori, ma che quando sono stati chiamati in causa hanno risposto alla grande».

Ore 13.00 – (Giornale di Vicenza) Il Vicenza tornerà al Menti nell´anticipo di venerdì 10 aprile (inizio della gara alle 20,30) e ospiterà l´Avellino in un vero scontro diretto. I biancorossi, terzi da soli alle spalle di Carpi e Bologna, hanno un punto di vantaggio sull´Avellino e quindi avranno l´occasione di tenere a distanza un pericoloso concorrente. Nella gara di andata il Vicenza ha vinto ad Avellino 1-0 con uno splendido gol di Cocco e quindi la squadra di Marino dovrà difendere anche il vantaggio nello scontro diretto, importante in caso di arrivo a pari punti all´ultima giornata. La classifica infatti è compatta in vetta come in coda e con 8 gare da giocare l´incertezza è notevole.

Ore 12.50 – (Giornale di Vicenza) E veniamo alla vendita della società: vuole finalmente parlare della trattativa con gli arabi?  «Oggi posso farlo perchè mi sento svincolato dal patto di riservatezza firmato. Intanto la trattativa è vera, da tre mesi ci lavoro con il dottor Gallovich, ci sono faldoni di carte a documentarla, poi come avete scritto sul vostro giornale sono stati pure a Vicenza a vedere il centro di Isola». Ma a che punto è, si continua a rinviarne la chiusura! «C´è stato qualche intoppo, a gennaio pareva si potesse chiudere entro un mese e mezzo ed invece poi sono iniziati i problemi e non certo per causa nostra, abbiamo sempre fornito tutta la documentazione richiesta. Dirò di più: era stata trovata un´intesa di massima, ma poi un po´ per impegni loro, un po´ perchè non hanno capito certe logiche burocratiche, come ad esempio le tempistiche per il rifacimento dello stadio, c´è stata una frenata, le prossime ore saranno cruciali e dunque non voglio aggiungere altro». E per quanto riguarda la trattativa portata avanti da Sergio Cassigena? «Me ne ha parlò mesi fa di questa idea di coinvolgere alcuni imprenditori vicentini e la reputai positiva, non dimentichiamo che sono stato il primo ad aver provato a percorrere questa strada». Ma le due trattative non si sono ostacolate? «Per niente, non c´è stato nessun intralcio perchè da subito entrambe le parti hanno saputo dell´esistenza dell´altra, senza sotterfugi e lo si è detto chiaro: chi arriva per primo a mettere i soldi avrà la precedenza». Lei ci crede a questa pista locale? «Mi auguro che possa andare in porto, di certo chi si è avvicinato è innamorato del Vicenza, di più non dico perchè non ho partecipato ai lavori». Finiamo con lei, resterà comunque presidente al di là di come finiranno queste trattative? «Quando ho accettato questa carica sapevo di avere la missione di trovare degli acquirenti degni, purtroppo non ci sono ancora riuscito, ma ci ho lavorato tanto. Di certo non sono legato alla sedia, a me interessa solo il bene del Vicenza, dunque nessun problema se dovrò farmi da parte».

Ore 12.40 – (Giornale di Vicenza) La forza della squadra? «Il gruppo, i ragazzi sono molto uniti tra loro, certo magari Cocco è il finalizzatore e dunque si nota di più, ma ogni giocatore ha la sua importanza, caso mai è da sottolineare come sia riuscito alla grande l´inserimento dei nuovi arrivati col gruppo dell´anno precedente». Ma c´è un giocatore che l´ha sorpresa in modo particolare? «Laverone che non conoscevo e doveva sostituire Mustacchio, Brighenti che non mi aspettavo di trovare a questi livelli». Venerdì alle 20,30 c´è la gara delicatissima con l´Avellino. «Tra le più dure di questo finale, anche perchè è un´ottima squadra ed ha solo un punto meno di noi, andrà affrontata con grande rispetto ma senza paura. Poi io temo di più le gare cosiddette “facili”, anzi sarà proprio in quelle occasioni che si dovrà dimostrare di essere maturi». Ci dovrebbe essere ancora uno stadio quasi esaurito. «Come sempre i nostri tifosi hanno già vinto, l´entusiasmo che hanno e trasmettono è grande, finalmente dopo anni di delusioni vengono allo stadio a gioire, se lo meritano davvero». Quali squadre teme di più in questo finale? «Detto che il Carpi è fuori dalla lotta e che il Bologna ha tutto, per me proprio Avellino e Spezia sono tra le più temibili». Passiamo a parlare di società. C´è chi dice che se si andrà in serie A non venderete più.  «Se è per questo c´è pure chi dice che non vogliamo andare in A, discorso fuori da ogni logica». «Assicuro che la volontà di vendere resta in ogni caso, da quando sono tornato lavoro a questo obiettivo senza tregua, certo l´acquirente deve dare garanzie». C´è pure chi teme che se non si dovesse andare in A la società sarebbe destinata a implodere, perchè non c´è più liquidità. «No, ma di certo dovremmo continuare l´abbattimento dei costi, cosa peraltro che stanno facendo tutte le società; visto che gli introiti sono diminuiti di un altro milione rispetto ad un anno fa». Insomma ce la fate, oppure siete a rischio? «Che ci sia bisogno di forze fresche lo stiamo ripetendo da anni, ma è altrettanto vero che riusciamo ad onorare gli impegni».

Ore 12.30 – (Giornale di Vicenza) Presidente Tiziano Cunico il Vicenza si trova a otto gare dalla fine in una posizione che all´inizio del campionato nessuno si aspettava, definirlo momento felice è poco. «Soprattutto pensando che l´avvio non è stato facile, visto che abbiamo conosciuto la categoria in cui avremmo giocato solo due giorni prima: di sicuro salvarsi era l´obiettivo primario, quanto è avvenuto negli ultimi mesi va oltre ogni più rosea aspettativa». Il momento più difficile forse l´esonero del tecnico Gianni Lopez. «Non vorrei tornare su questo argomento, dico solo che quando si arriva ad un esonero è comunque un fatto doloroso per entrambe le parti, perchè significa che qualcosa si è sbagliato. Ma è altrettanto vero che si doveva fare tutto e di più per mantenere la categoria, anche a costo appunto di una scelta così impopolare». Sta dicendo che con Lopez era a rischio la salvezza? «L´impressione era di essere arrivati ad un punto in cui si doveva tentare di dare una scossa, io sono stato l´ultimo a convincersi che era giusto cambiare, oggi ammetto che avevano ragione gli altri componenti del consiglio di amministrazione». Poi si è aperta l´era-Marino, la squadra è decollata. «Abbiamo cercato un tecnico di esperienza, oltre che bravo, ci voleva qualcuno capace di gestire una situazione che si era fatta molto delicata». Cosa le piace soprattutto di Marino? «Come uomo è una persona concreta, parla poco e agisce molto. Come tecnico da subito ha fatto pesare nello spogliatoio la sua grande esperienza, così come stupisce la tranquillità che riesce a trasmettere dentro e fuori dal campo». La pratica salvezza è stata archiviata con largo anticipo e adesso i tifosi sognano la serie A. «Ma noi non dobbiamo pensarci e mi adeguo con convinzione a quello che dice sempre il tecnico Marino: si deve guardare ad una partita alla volta, perchè se siamo arrivati fino a qui è stato grazie alla tanta umiltà avuta e al fatto che si è tenuta la mente sgombra da ogni paura. Guai se oggi si pensasse di essere i più bravi e che il più fosse stato fatto, sarebbe un errore clamoroso. Detto questo, è ovvio che provarci è un obbligo morale per qualsiasi squadra che a otto gare dalla fine si trova tra le prime dieci, ma credetemi, non ha senso caricare la squadra di responsabilità eccessive, anche perchè sta già facendo molto bene».

Ore 12.00 – (Gazzettino) Dimenticare Latina e ripartire. Finita la mini-vacanza di Pasqua, ieri pomeriggio il Cittadella ha ripreso gli allenamenti in vista del big match di sabato con il Carpi. Il weekend di riposo è servito per staccare la spina, e recuperare qualche giocatore acciaccato. Sono tre gli osservati speciali di questi giorni: i difensori Scaglia e Pellizzer e il centrocampista Rigoni. Pellizzer ha svolto la prima parte con il gruppo, per poi continuare in maniera differenziata con i due compagni di squadra, oggi i difensori saranno aggregati ai compagni, da valutare invece Rigoni. Si è allenato per conto proprio anche Cappelletti, che a Latina ha rimediato una botta alla schiena e ieri ha praticamente solo corso attorno al campo da calcio, oggi comunque rientrerà in gruppo. La pausa ha fatto bene al morale della squadra, se è vero che nella fase di pre allenamento tutti i giocatori apparivano distesi e anche sorridenti. Dopo gli auguri dei compagni ad Alex Valentini – che ha compiuto 27 anni proprio il giorno di Pasqua – il consueto «torello» poi il lavoro atletico sotto gli occhi del preparatore Redigolo. Ieri al Tombolato la squadra ha ricevuto la visita del vice presidente Giancarlo Pavin: una veloce ispezione al terreno di gioco quindi le sue impressioni sul momento del Cittadella. «Siamo sfortunati, anche nelle decisioni arbitrali. Penso alle due situazioni dubbie, con Ternana e Latina, entrambe giudicate a nostro sfavore. Sono convinto però che alla fine tutti gli episodi si compenseranno: adesso siamo in credito con la fortuna». Il dirigente granata si dice fiducioso: «Il Cittadella c’è, si impegna e gioca bene, come ha dimostrato per un’ora buona a Latina. Ho visto tante avversarie giocare peggio di noi in campionato. Adesso abbiamo due gare consecutive in casa, faremo del nostro meglio». Sulla carta saranno alquanto impegnative, contro la capolista Carpi prima e il derby con il Vicenza a seguire: «Non sono così in alto in classifica per caso. Il Carpi è davvero micidiale, ti aspetta per poi ripartire in contropiede e fa sempre male. Speriamo in una bella giornata, senza pioggia e con il recupero di qualche giocatore assente nelle ultime gare». Si potrà acquistare il biglietto di Cittadella-Carpi sul circuito TicketOne o alla sede di via Ca’ dai Pase sino a venerdì sera. Sabato mattina sarà aperto il botteghino della tribuna ovest, dalle 9 alle 11.30.

Ore 11.30 – (Mattino di Padova) La Pasquetta ha portato notizie positive in casa del Cittadella: l’infermeria pare destinata a svuotarsi. Ieri pomeriggio, alla ripresa degli allenamenti al Tombolato dopo i tre giorni di riposo seguiti alla sfortunata trasferta di Latina, Rigoni, Pellizzer e Scaglia hanno lavorato con il resto del gruppo per la parte atletica e tutto lascia presupporre che da oggi si riuniranno a tempo pieno ai compagni. L’unico ad allenarsi a scartamento ridotto è stato Cappelletti, che lamenta un affaticamento muscolare alla schiena dopo l’ultima partita: sarà valutato meglio oggi, ma le sue condizioni non sembrano preoccupare lo staff medico. Di sicuro alla sfida con il Carpi capolista non parteciperà invece Camigliano, fermato dal giudice sportivo per tre giornate dopo la gomitata che gli è costata l’espulsione al 95’ della gara disputata allo stadio Francioni. La società granata sta ancora valutando se presentare ricorso e puntare così alla riduzione della squalifica da tre a due turni: gli estremi ci sono, perché, in quel frangente, il difensore ha alzato il braccio, ma nel suo gesto non era ravvisabile l’intenzione di far male all’avversario. Il Carpi come il Palermo. Davanti a loro, sabato pomeriggio (ore 15), gli uomini di Foscarini si ritroveranno un avversario sicuramente in salute. Lo certificano i numeri: le 15 lunghezze di vantaggio del Carpi sulla terza in classifica, il Vicenza, consentono agli uomini di Castori di eguagliare il distacco-record che aveva il Palermo nella passata stagione, considerando i campionati di serie B a 22 squadre e con i 3 punti a vittoria. Sono, invece, 10 i punti che separano i prossimi avversari del Citta dalla prima aritmetica promozione in serie A: toccando quota 78, infatti, i biancorossi emiliani avranno la certezza blindata di festeggiare l’ascesa nel calcio che conta. A certificare la compattezza della squadra modenese il rapporto tra gol fatti e subìti: con 53 reti all’attivo vanta il secondo miglior attacco della categoria alle spalle del Pescara (57), a cui si associa la miglior difesa, capitolata in appena 24 occasioni, cinque volte in meno rispetto al Bologna, secondo in questa graduatoria. I biglietti. Come sempre, sono acquistabili su www.ticketone.it oppure rivolgendosi alla sede granata di via Ca’ dai Pase 41/B, con orari 9-12.30 e 15-18.30, fino a venerdì. Sabato i biglietti saranno in vendita al botteghino della Tribuna Ovest dalle ore 9 alle 11.30 e non in sede. Il Tombolato riaprirà poi i cancelli alle 13.

Ore 11.00 – (Gazzettino) La società le ha dato una Ferrari per la categoria. «Siamo molto competitivi, ma la rosa vera e propria si è formata a novembre-dicembre. Adesso è facile dire che il Padova ha una squadra da Lega Pro, ma a queste persone dico che dovevano venire il 5 agosto a vedere come eravamo messi. Siamo stati bravi tutti, ringrazio De Poli e la società che mi ha ascoltato e che mi è stata vicina confrontandoci quotidianamente per risolvere tutte le problematiche». Ancora un po’ di riposo, da oggi si torna sul pezzo. «Ho salutato i ragazzi prima di Pasqua dicendo loro di rilassarsi, ma anche di mordere l’osso ogni tanto. Mancano cinque gare, adesso la più importante è quella con la Sacilese». Spera di restare sulla panchina del Padova anche l’anno prossimo? «Con Bergamin, Bonetto e De Poli ci sentiamo quotidianamente e abbiamo un rapporto molto sincero. Da parte mia c’è la disponibilità di sedersi a un tavolino a fine campionato e parlarne, ma quello che conta oggi è portare il Padova dove tutti vogliamo».

Ore 10.50 – (Gazzettino) «Parto dal presupposto che sono cinque gare, ma possono essere anche tre. Cerchiamo di pensare a una partita per volta e di portare a casa il risultato pieno nelle prossime tre». Si aspettava di avere tra le mani un Padova così costante nell’arco della stagione? «Nessuno se lo sarebbe aspettato, ma ho lavorato per farlo diventare quello che è. E l’ho fatto insieme alla società, al direttore sportivo De Poli e ai ragazzi. Abbiamo fatto in modo di fare rivivere a noi stessi, e a quell’onda gigante che sono i nostri tifosi, quella gioia legata ai trascorsi del passato nei quali chi veniva allo stadio lo faceva con passione e con il cuore». Ha giocato nei biancoscudati e da vent’anni vive in città. Senza togliere nulla ai traguardi raggiunti in altre piazze, quest’anno ci ha messo qualcosa in più del suo? «Quando alleni la squadra della città in cui vivi e nella quale hai giocato hai un dovere umano, di principi, di educazione, di rispetto e di non venire meno alle aspettative che è più alto rispetto agli altri. E sto cercando di portarli avanti insieme ai ragazzi».

Ore 10.40 – (Gazzettino) Carmine Parlato, con la Clodiense avete allungato un ciclo fantastico di vittorie in attesa dell’ultimo sforzo. «Volevamo regalarci una bella Pasqua sotto l’aspetto dei risultati e dei punti e devo dire che i ragazzi sono stati fantastici. È stato giusto premiarli con un giorno di vacanza in più». Cosa le è più piaciuto della vittoria a Chioggia? «L’atteggiamento e la strategia tattica che avevo pensato e che i ragazzi hanno messo in pratica al 100 per cento». Con quest’ultimo successo ha tra l’altro battuto se stesso: a parità di giornate il Padova ha più punti rispetto al Pordenone che ha condotto l’anno scorso in Lega Pro. «A oggi è così, bisogna vedere più avanti. Ma questo mi rende orgoglioso e mi dà ancora di più forza e consapevolezza, anche se dobbiamo restare in campana». Cinque partite alla fine e otto punti di vantaggio sull’Altovicentino. Il traguardo è sempre più vicino. «L’asticella della percentuale si è alzata, ma non mi piace mai fare conti».

Ore 10.30 – (Gazzettino) Dopo quattro giorni di riposo per la Pasqua oggi alle 15 i biancoscudati riprendono la preparazione al centro sportivo Geremia in vista della sfida con la Sacilese in programma domenica all’Euganeo, che apre il filotto delle ultime cinque gare di campionato. Il ritorno al consueto ritmo di lavoro settimanale sarà anche l’occasione per valutare le condizioni degli acciaccati: capitan Cunico dovrebbe tornare a lavorare insieme ai compagni dopo aver saltato per infortunio le ultime partite, ed è da monitorare anche la situazione di Bortot. Sul fronte squalifiche, con la Sacilese tornerà a disposizione Nichele dopo aver scontato un turno di stop nella trasferta a Chioggia, mentre domani è attesa la decisione del giudice in merito all’espulsione (cartellino rosso diretto) rimediata proprio con la Clodiense da Niccolini che corre il rischio di essere squalificato anche per più di una giornata. Quanto alla Sacilese, sempre domani sarà formalizzata la squalifica per una giornata al padovano Sottovia che è stato espulso (doppia ammonizione) giovedì con l’Arzignano Chiampo e che nella gara d’andata aveva segnato il sigillo che era costato la prima sconfitta in campionato per i biancoscudati.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) I ricordi più belli? Ranzato ne ha uno particolare: «La fondazione delle “Galline” nel 1981. All’epoca c’erano poche donne allo stadio, così feci annunciare allo speaker dell’Appiani che in settimana sarebbe stata indetta una riunione per sole donne e diedi il nome di mia moglie come referente, per paura che altrimenti non si presentasse nessuno. Alla fine si ritrovarono in una cinquantina e nacquero le “Galline”, appunto». E poi tanti altri flash per il fondatore: «La trasferta in treno a Taranto nel 1984 con la prima lotteria, il mio incontro con Cestaro nel 2003. Gli dissi: se vuole prendere il Padova, cacci i dirigenti attuali e dia il club in mano ad un uomo di fiducia. Non mi ascoltò. Sabato scorso, prima di Pasqua, ho avuto l’onore di conoscere Bergamin, persona splendida: mi ricorda Puggina. Spero che la città lo aiuti». Nel 1987 il boom portò alla nascita di un centinaio di club, oggi sono 24, compreso il club Civico 26 che sarà inaugurato stasera, alle 19.30, al bar omonimo in via Rossi 26 a Rubano. «Questo è stato un anno positivo per l’Aicb», conclude Ferretti, «ma è il momento di guardare avanti. Io presto passerò il testimone e credo di aver già individuato il mio successore».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Nacque, quindi, il CCCB. La prima molla che unì il tifo fu lo “sciopero” indetto sul finire della stagione 1979. Il Padova stava retrocedendo in C/2, e l’astio nei confronti del proprietario Farina era sempre più forte. «Proclamammo lo “sciopero” del tifo e lo facemmo sapere tramite giornali e manifesti», continua Ranzato. «Il giorno della partita ci piazzammo davanti ai cancelli di via Carducci e fu un successo. Alla fine entrarono meno di 200 persone». Un filo conduttore che porta a galla un’altra contestazione. Nel 1999 Giorgio Ferretti è il segretario del Coordinamento dei club, mentre il Padova di Viganò sta affondando. Tutti i club si ritrovano e danno vita ad una riunione molto calda. «Da una parte c’era chi voleva aspettare ancora le mosse di Viganò, dall’altra chi intendeva far pressione perché il presidente cedesse», ricorda Ferretti. «Non si trovava accordo, si votò e alla fine passò la linea dei contestatori. Da lì, per la prima volta, ci fu la scissione. Da una parte l’Aicb, dall’altra la nuova Ucb». Sì, perché nel frattempo il Centro coordinamento (CCCB) aveva cambiato nome in Aicb, dopo la promozione (storica) inserie A del 1994. «Sull’onda dell’entusiasmo nacquero un club a Roma e uno a Milano», prosegue Ferretti. «Così si pensò di denominare il Centro di coordinamento Associazione Italiana Club Biancoscudati».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Anche l’Aicb si è fatta grande. Nella primavera del 1975 veniva fondato il Centro di coordinamento dei club biancoscudati, primo vagito del vero e proprio tifo organizzato. Oggi l’Associazione dei club biancoscudati compie 40 anni e li festeggia senza sfarzi, ma con la consapevolezza che il movimento si è fatto solido attorno alla passione per questi colori. Ma com’era lo stadio a Padova prima della nascita di club e ultras? «Da un certo punto di vista, come a Chioggia», sorride il presidente dell’Aicb, Giorgio Ferretti, lasciandosi andare ad un lungo flashback. «Ricordo la gradinata dell’Appiani in cui non c’erano barriere tra i vari settori. E così la massa di gente si spostava a seconda della zona di campo in cui attaccava il Padova, proprio com’è stato giovedì scorso contro la Clodiense». Ma all’epoca, al di là di qualche club e di tifosi più o meno passionali, mancava una vera guida. L’idea venne a Ruggero Ranzato, di professione idraulico, che era riuscito a venire a contatto con i club organizzati del Milan. Decise di prendere in mano la situazione e riunire i primi gruppi di tifosi creati a Padova sotto un’unica effige. «Volevo strutturare i club, dare costanza alla presenza allo stadio», ricorda Ranzato, ora 77enne. «Era fondamentale far gruppo al di là del solo interesse comune per il Padova».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Una messa nel giorno del suo compleanno, perché domani avrebbe compiuto 58 anni. Furio Stella, firma storica delle pagine sportive di “mattino di Padova”, “nuova di Venezia-Mestre” e “tribuna di Treviso”, verrà ricordato così, domani pomeriggio alle 15, nella Basilica di Santa Giustina a Padova. A distanza di sei mesi dalla sua morte, avvenuta all’ospedale di Monselice nella notte fra domenica 12 e lunedì 13 ottobre 2014, la moglie Carlotta, Carla e i figli Lenny e Fabio chiamano parenti, amici e chiunque lo vorrà a presenziare al rito liturgico, che sarà officiato dal parroco della basilica, padre Federico Lauretta, grande appassionato di calcio e soprattutto grande tifoso del Padova. Furio ha lasciato un enorme vuoto in tutti noi, ma il suo ricordo è sempre vivo e questa è una valida occasione per continuare ad alimentarlo.

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Nel corso della stagione alla guida del Padova, Parlato è subito entrato nel cuore dei tifosi e ha saputo gestire il gruppo in modo eccezionale. «Ma non cantiamo ancora vittoria – sottolinea l’allenatore campano – mancano ancora cinque partite, dobbiamo affrontare la Sacilese e non abbiamo ancora certezze. A Chioggia abbiamo fatto un grosso passo in avanti, ma bisogna tenere ancora la guardia alta». Che Parlato meriti la Lega Pro se ne sono accorti in molti. Dopo una lunga gavetta, esattamente come Iachini che ha vinto 4 volte la B prima di allenare anche in Serie A, radiomercato racconta che sarebbero almeno due le squadre professionistiche a pensare a lui per la prossima stagione. Nessun approccio diretto, nessuna trattativa, ma una manifestazione d’interesse nei giorni scorsi. Parlato tira dritto, sa che a Padova la dirigenza è pronta a dargli ancora fiducia e rimarrà in quella che ormai è la sua città.

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) Lo specialista. L’uomo su cui puntare per evitare sorprese. Carmine Parlato, la scelta estiva compiuta dal Padova per tornare subito in Lega Pro, sta completando il suo terzo capolavoro dopo le promozioni con Rovigo e Pordenone. Dalla D alla Lega Pro, chi cerca un allenatore da grande salto può scommettere: Parlato è il Beppe Iachini della categoria, conosce il mondo dei dilettanti, sa cosa serve per uscirne e anche stavolta sta facendo centro nonostante mille difficoltà. E pensare che l’estate scorsa era stato a un passo dalla Lega Pro: con il Pro Piacenza era vicino alla firma, poi come accade nel mondo del calcio, all’ultimo istante saltò tutto. Tanti saluti al tecnico che, dopo aver guidato il Pordenone fra i professionisti, aveva ricevuto un inspiegabile benservito dalla dirigenza friulana di cui ancora il club sta pagando le conseguenze.

Ore 08.38 – Serie D girone C, il prossimo turno (trentesima giornata, domenica 12 aprile ore 15.00): ArziChiampo-Union Ripa La Fenadora, Belluno-AltoVicentino, Clodiense-Legnago, Fontanafredda-Union Pro, Giorgione-Kras Repen, Mezzocorona-Montebelluna, Mori S. Stefano-Tamai, Padova-Sacilese, Triestina-Dro.

Ore 08.36 – Serie D girone C, la classifica aggiornata: Padova 72, AltoVicentino 64, Sacilese 53, Clodiense 49, ArziChiampo e Belluno 48, Union Pro 41, Legnago 39, Montebelluna e Union Ripa La Fenadora 38, Fontanafredda 36, Tamai 35, Giorgione 30, Dro 29, Kras Repen 28, Triestina 26, Mori S. Stefano 15, Mezzocorona 12.

Ore 08.34 – Serie D girone C, i risultati della ventinovesima giornata: AltoVicentino-Fontanafredda 2-1, Dro-Giorgione 3-1, Kras Repen-Mezzocorona 7-0, Legnago-Belluno 3-2, Montebelluna-Tamai 1-1, Sacilese-ArziChiampo 0-2, Union Pro-Triestina 2-1, Union Ripa La Fenadora-Mori Santo Stefano 0-0.

Ore 08.32 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.30 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Box Uomo, Black Bell Tattoo, Maglietteveloci.it, Studio Pignatelli Netstore, InterBrau Birra Antoniana, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 6 aprile: ultimo giorno di riposo per i Biancoscudati

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