Live 24! Il Padova batte la Sacilese, manca solo una vittoria per la promozione! Legnago-Padova si giocherà a Rovigo?

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Ore 21.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Chiusa la trattativa con Yahya Kirdi, l’imprenditore a capo della cordata araba, l’attenzione è adesso rivolta alla scadenza di giovedì, data entro la quale la società dovrà pagare stipendi e contributi ai tesserati, pena subire una penalità in classifica. La situazione sembra comunque avviata verso una soluzione positiva, con il gruppo di imprenditori vicentini che sta lavorando per trovare un’intesa con il presidente di Finalfa Srl, Sergio Cassingena, e per portare fondi freschi (servono 960 mila euro) nelle casse della società di via Schio. Il tempo stringe ma pare sia stato compiuto un decisivo passo avanti che lascia pensare come la scadenza sarà regolarmente onorata. Sembra che l’accordo sia stato raggiunto sotto forma di prestito che verrà restituito a fine campionato, ma resta aperta la possibilità per gli imprenditori vicentini di entrare in società acquisendo delle quote. A riguardo si lavora all’allargamento della cordata che attualmente è composta da Alfredo Pastorelli (Colombo Finanziaria Spa), Luigi Morato (Morato Pane Spa), Stelvio Dalla Vecchia (Utensilnord Srl), Marco Franchetto (Pulitalia Spa, e Caffè Vero) e Lino Chilese (Came Spa) a cui, oltre al già citato Rino Dalle Rive, potrebbe aggiungersi Roberto Pilla, titolare della omonima azienda di Carrè.

Ore 21.10 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) E fanno 17. Nel Vicenza orchestrato da Pasquale Marino l’arma in più è costituita dal gruppo, dalla squadra nel suo complesso, ma Andrea Cocco senza dubbio può essere considerato il primo violino del Vicenza che vola, che ha ormai in mano i playoff e si trova ad un punto dal secondo posto che vale la serie A diretta. Quasi un sogno che sta prendendo forma, che si sta concretizzando, anche perché in estate Cocco aveva deciso, dopo aver un po’ tentennato, di sposare la causa biancorossa con un Vicenza che allora si apprestava a disputare il campionato di Lega Pro. «A ripensarci mi viene da sorridere — spiega il centravanti del Vicenza — questa estate il dg Cristallini mi ha voluto a tutti i costi ed è riuscito a convincermi, adesso lo devo solo ringraziare; e gli devo fare i complimenti per la squadra che ha allestito, anche se ha avuto poco tempo a disposizione ha preso giocatori di qualità. Poi con l’arrivo di Marino in panchina è arrivata la svolta, ci ha dato un’identità e una serenità che ci hanno permesso prima di uscire dalle zone calde e poi di scalare la graduatoria fino ad arrivare dove ci troviamo adesso». Cocco non andava in doppia cifra dalla stagione 2011-2012 quando, con la maglia dell’Albinoleffe, realizzò 12 reti. Poi con Verona, Reggina, e Beira-Mar solo annate sfortunate, fino all’exploit di Vicenza. «Ho trascorso stagioni difficili anche per colpe mie — ammette l’attaccante sardo — ma a Vicenza ho trovato un ambiente ideale, vivo questo momento con molta serenità. Certo, 17 gol sono tanti, ma non ho nessuna intenzione di fermarmi qui». Con il gol segnato all’Avellino, Cocco è salito in cima alla classifica cannonieri ma lui sottolinea che la priorità è il Vicenza. «Se dovessi vincerla sarei ovviamente molto contento — ammette Cocco — ma quella non è la priorità, perché prima di tutto viene il Vicenza. Se poi si vince con i miei gol tanto meglio, ma non dimentico che senza i miei compagni non riuscirei a combinare nulla, contano il gruppo, la squadra, il Vicenza». Una città dove l’attaccante sardo si è subito ambientato bene, trovando un ambiente ideale per dare il massimo in campo. «La verità è che a Vicenza mi trovo troppo bene — sottolinea Cocco — città meravigliosa, gente cordiale e gentile, una tifoseria fantastica. Poi ho avuto la fortuna di trovare mister Marino che è riuscito a tirare fuori il meglio da tutti noi e i risultati si vedono». Cocco è un ragazzo che ha mantenuto un legame forte con la sua terra e soprattutto con la famiglia. «Purtroppo appena arrivato a Vicenza mio papà se n’è andato; è successo tutto in due mesi, un tumore l’ha portato via. Aveva appena 56 anni, ovviamente era il primo tifoso mio e di mio fratello Federico, che ha 35 anni e fa il portiere al Sant’Antioco. Ogni volta che faccio gol alzo il dito al cielo perché i miei gol sono per lui, con l’unica eccezione per quello segnato venerdì sera contro l’Avellino che ho dedicato, oltre a papà, anche ad una ragazza sarda che vive a Vicenza e che a breve deve operarsi al cuore. In Sardegna è rimasta mamma che mi segue in tv: non se la sente di venire a Vicenza. Ma appena posso torno a casa a riabbracciarla e ne approfitto per fare scorta di mirto da far assaggiare ai miei compagni».

Ore 20.50 – (Giornale di Vicenza) Il secondo posto resta lì. A portata di mano. A un punto. Il Bologna, infatti, non è riuscito ad andare oltre il pari a Brescia (1-1 il finale). E in fin dei conti ai rossoblu, rimasti in dieci al 25´ della ripresa per l´espulsione di Oikonomou (doppia ammonizione), non è andata neppure malissimo visto che le Rondinelle, a dispetto della disperata situazione di classifica, non sono apparse in disarmo. Tutt´altro. La rincorsa. Alle spalle del Vicenza il Frosinone conquista un successo pesantissimo con il Pescara (2-1). I ciociari ora sono a due punti dai biancorossi e potrebbero superarli e agganciare il Bologna al secondo posto in caso di vittoria nel recupero del derby con il Latina in programma martedì alle 18. Occhio, però, perchè la squadra di Stellone non avrà vita facile: i “cugini” lottano con i denti per uscire dalla zona calda e ieri hanno pareggiato sul campo della Virtus Lanciano. Oddo “promosso”? La sconfitta di Frosinone potrebbe costare la panchina a Marco Baroni. I dirigenti del Pescara stanno ragionando sull´eventualità di sostituire il tecnico toscano, ma la decisione definitiva verrà presa oggi nel corso di una riunione tra i massimi rappresentanti del club abruzzese. In caso di esonero, il favorito per la successione è Massimo Oddo, ex difensore di Milan e Lazio, che attualmente guida la Primavera del Pescara. Cittadella nei guai. Il Vicenza è atteso da un altro anticipo: venerdì, con fischio d´inizio alle 20.30, giocherà infatti in casa del Cittadella. E quella del Tombolato non sarà certo una partita facile per la squadra di Marino: i padovani sono stati infatti sconfitti in casa dal Carpi e ora sono soli al terzultimo posto. La formazione dei tanti ex, insomma, ha un bisogno disperato di punti. E pare in salute. Ieri, infatti, il Carpi ha vinto… a modo suo: un gol e poi la solita prova di solidità. La rete decisiva è stata firmata da Di Gaudio, abile al 41´ del primo tempo ad anticipare i difensori granata e a spiazzare di testa il portiere Pierobon. Nella ripresa, i padroni di casa hanno tentato la rimonta, ma sono stati fermati dalle ottime parate di Gabriel. Un déjà vu… Problemini. Giornata così così per le altre big del campionato. Il Livorno ha pareggiato sul campo della pericolante Pro Vercelli mentre lo Spezia è stato sorprendentemente battuto in casa dalla Ternana. Di fronte a tutto questo se la ride il Perugia, che domani sera giocherà in casa contro un Varese che ha un piede e mezzo in Lega Pro: con una (prevedibile) vittoria, infatti, gli umbri salirebbero al quinto posto.

Ore 20.30 – (Giornale di Vicenza) SognAre si può. Lo dice anche chi, esattamente vent´anni fa, ha trasformato questo sogno chiamato serie A in un´inattesa e meravigliosa magia, riportando il Vicenza nel paradiso del calcio dopo 16 lunghissimi anni di assenza. Francesco Guidolin venerdì sera era in tribuna allo stadio Menti, non tanto per assistere ad un´interessante partita di cartello del campionato cadetto, quanto per sostenere i biancorossi. E i tifosi vicentini, che non l´hanno certo dimenticato, l´hanno accolto da amico vero, con l´affetto e la gratitudine di sempre: la Curva Sud nella ripresa ha anche intonato il coro “Noi vogliamo tanto bene a Guidolin!”, e il tecnico di Castelfranco ha ringraziato, non senza un briciolo di stupore e commozione. Guidolin, bentornato. Era da un po´ che non la si vedeva al Menti… «È passato un bel pezzo in effetti, non ricordo nemmeno quanto di preciso. Ma stavolta ne valeva davvero la pena e sono venuto con enorme piacere. E poi, visto che ha portato bene, conto di tornare molto presto…». Per lei non può essere uno stadio come gli altri. «Infatti non lo è: tornare qui mi regala sempre un´emozione enorme. Stavolta è stato bellissimo ritrovare tanta gente, l´entusiasmo che aveva accompagnato e reso possibile anche quella nostra meravigliosa promozione». Vede qualche analogia tra il suo Vicenza e quello di Pasquale Marino? «Direi di sì. Anche noi partimmo con l´obiettivo di centrare la salvezza, e strada facendo ci siamo resi conto di avere le qualità per poter aspirare alla promozione, esprimendo un gioco sempre migliore, acquisendo consapevolezza nei nostri mezzi. Ed è esattamente quello che sta riuscendo a fare il Vicenza in questo inatteso e bellissimo campionato da protagonista». Cocco oggi come Murgita allora? «Per il tipo di gioco che fa per la squadra, unito alla grande capacità di finalizzatore, senz´altro sì, rivedo il “Roby Bum Bum” di allora. Volendo si possono trovare anche altri accostamenti, ad esempio i terzini Sampirisi e D´Elia che spingono come facevano Sartor e D´Ignazio. Giacomelli come Gasparini? Magari sì, però i ruoli sono un po´ diversi». Il suo capitano di quel Vicenza, Gianni Lopez, ha forse un po´ pagato l´inesperienza da tecnico per affrontare un campionato così difficile? «Ma no, questo non lo si può dire. Magari anche Gianni, se gli si fosse lasciato tempo, avrebbe accompagnato la squadra nella sua crescita, com´è capitato anche a me in carriera. Sono certo che in futuro avrà altre occasioni per dimostrarsi un ottimo allenatore. Detto questo, è indubbio che Marino abbia fatto un lavoro straordinario, e la squadra in campo adesso giochi veramente bene». Lei ha conquistato tre promozioni dalla B alla A. Questo Vicenza può centrare l´obiettivo? «Ha tutte le carte in regola per farlo. La volata sarà come sempre tiratissima, ma tra allenatore, giocatori e società si è creata la giusta alchimia. E poi c´è l´effetto-Menti che vale moltissimo, perché venire a giocare in questo stadio, quando c´è un clima simile, è esaltante per i biancorossi e difficilissimo per gli altri, senza contare il supporto costante dei vicentini anche in trasferta». Potrebbe essere testa a testa tra Vicenza e Bologna, due squadre importanti per lei. Il suo cuore è diviso? «Il mio cuore è più per il Vicenza, ma ovviamente ho un legame importante e molto bello anche con Bologna. Il massimo sarebbe se entrambe fossero promosse: purtroppo una dovrà passare per i playoff, perché il Carpi ormai è andato, ma sono fiducioso che alla fine sia serie A per Vicenza e Bologna». E lei, non avrebbe voglia di tornare in panchina? «Avevo bisogno di un anno di stacco. Quest´esperienza da supervisore per le squadre della famiglia Pozzo mi ha consentito di girare molto, aggiornarmi, ricaricare le energie. Sto benissimo, mi sento pronto e carico, vedremo quel che accadrà».

Ore 20.00 – Lega Pro: clamoroso capitombolo interno per il Bassano, sconfitto 2-0 dal Venezia.

Ore 19.50 – (Gazzettino) Il Cittadella non sfigura per nulla anche di fronte alla capolista Carpi, ma deve ingoiare un’altra dolorosissima sconfitta. Ancora una volta i granata hanno pagato a caro prezzo un errore difensivo e poi si sono trovati la strada sbarrata sia da un portiere super (tre gli interventi decisivi di Gabriel) e sia dalla malasorte (clamoroso palo di Sgrigna). Morale della favola? La classifica piange, con la squadra che è pericolosamente scivolata al terz’ultimo posto. Abbastanza prevedibile il copione della gara. Il Cittadella ha provato a fare la partita, mentre il Carpi si è affidato quasi sempre alle sue velenose ripartenze. I granata hanno prodotto un paio di accelerazioni sulla corsia di sinistra con Barreca, ma il più delle volte sono mancati nell’ultimo passaggio. Tutte in velocità le azioni degli ospiti, sempre alla ricerca dello spazio alle spalle dei difensori sfruttando i movimenti di Mbakogu e la rapidità di Di Gaudio. La chiave di volta del primo tempo è stata in due azioni quasi simili. Al 33’, su angolo a favore del Carpi, i granata hanno intercettato il pallone sulle trequarti e si sono involati con Cappelletti. Sfera radente al centro, leggera deviazione con il tacco di Minesso a liberare Coralli davanti alla porta e provvidenziale intervento in spaccata di Porcari ad anticipare di un soffio l’attaccante. Al 41’, a parti invertite, il Carpi ha invece dimostrato perchè è primo in classifica. A trovare campo libero nella ripartenza è stato Struna, tocco ad allargare il gioco sulla destra per Pasciuti (subentrato poco prima all’infortunato Molina) il cui cross, deviato da Barreca, è stato impattato in maniera vincente da Di Gaudio con una bella torsione nell’area piccola. La formazione di casa ha cominciato la ripresa in maniera un po’ troppo timida. E il solito Di Gaudio (2’) è andato a un passo dal raddoppio. A quel punto Foscarini ha rotto gli indugi, operando una doppia sostituzione: fuori Minesso e Coralli (entrambi in ombra), dentro Stanco e Sgrigna. Di lì a poco il tecnico granata è stato però costretto anche al terzo e ultimo cambio a causa di un infortunio a Gerardi che nel rincorrere un pallone si è procurato una distorsione al ginocchio. Spazio quindi a Busellato e Cittadella ridisegnato sul piano tattico. Le tre sostituzioni hanno dato una scossa alla squadra e il Carpi è finito alle corde. A tenere in piedi la capolista sono state però le grandi parate di Gabriel, decisivo prima su Stanco, poi su Busellato e infine su Sgrigna. Fuori di un niente un’altra conclusione di Busellato dal limite e respinto dal palo a portiere battuto un micidiale destro di Sgrigna destinato sotto l’incrocio. E il Cittadella ha dovuto mandare giù un altro boccone amaro.

Ore 19.40 – (Gazzettino) A Foscarini viene riferito che per il tecnico ospite Castori il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto perchè al Tombolato la sua squadra ha sofferto più che in altre partite. «Prendo atto delle belle parole del collega – sostiene l’allenatore granata – e sono contento per il suo campionato. Condivido che il risultato è bugiardo; nell’ultimo periodo le prestazioni ci sono state e avremmo meritato più di quanto raccolto. Ci manca la vittoria, ma ho fiducia perchè la squadra lotta. Il momento è delicato, però sono convinto che ne verremo fuori. È successo anche negli anni scorsi, è un’esperienza già vissuta». Sul Carpi, prosegue: «Ha la mentalità vincente e concede poco, lo sapevamo. Nel primo tempo siamo partiti un po’ intasati, ma abbiamo fatto bene sul piano tattico, anche se siamo stati poco incisivi. Abbiamo preso il gol per un’ingenuità facendoci trovare impreparati non solo nel finale dell’azione. Volevamo che il Carpi alzasse il suo baricentro, ma è una grande squadra che non si scompone e con la quale non si può sbagliare. Nella ripresa abbiamo creato numerose occasioni da gol e per taluni versi siamo stati superiori alla capolista». Sull’undici messo in campo, sostiene: «Rifarei le stesse scelte, ho valutato come i miei giocatori lavorano durante la settimana. Rigoni in panchina? Più che mia è stata una decisione dell’interessato. Avevo l’ok del medico e del preparatore, ma il giocatore non mi è apparso convinto. Rigoni mi fa comodo, ma se è a posto sotto tutti i sensi». Sul derby con il Vicenza di venerdì sera, conclude Foscarini: «È una partita della massima importanza. Noi abbiamo la necessità non della prestazione, ma dei tre punti e il Vicenza non è l’ideale perchè sta bene fisicamente e di testa. Noi però non possiamo sceglierci l’avversario, per cui sarà una battaglia perchè vogliamo la vittoria». «Un primo tempo equilibrato – sostiene Alessio Benedetti – dove è prevalsa la fase di studio. Loro hanno fatto il gol, ma anche noi abbiamo avuto un’occasione importante. Nella ripresa meritavamo almeno il pari, ma a questo punto guardare indietro serve poco. La squadra è viva e puntiamo a salvarci, in classifica siamo tanti in pochi punti. Dobbiamo curare i particolari e sfruttare l’episodio che diventa determinante». Conclude Alessandro De Leidi: «C’è tanto rammarico perchè il risultato ci penalizza; non è solo questa partita che ci va male. Ci eravamo preparati per concedere poco al Carpi. Il gol è nato da una palla deviata che ci ha preso in controtempo. Non può andare sempre così».

Ore 19.20 – (Mattino di Padova) Il Cittadella ripiomba in zona retrocessione, invischiato nelle sabbie mobili da cui era faticosamente uscito grazie ad un girone di ritorno superlativo. In tre partite, di cui due in casa, ha raccolto un solo punto e il contraccolpo sulla classifica è stato immediato: si trovava un paio di lunghezze sopra i playout, adesso è scivolato al terz’ultimo posto. Se il campionato finisse oggi, la retrocessione in Lega Pro sarebbe matematica, senza spareggi. Per fortuna mancano ancora sette gare, di cui quattro al Tombolato, e sul piatto ci sono 21 punti. Le concorrenti dirette – da quota 43 della Ternana a quota 40 del terzetto Pro Vercelli-Crotone-Virtus Entella, assiso appena uno scalino sopra i granata – sono tutte lì, per cui non è il caso di fare drammi, ma una cosa è certa: che sia davanti ai propri tifosi o fuori, la squadra di Foscarini dovrà d’ora in poi giocare alla morte, senza calcoli e, soprattutto, senza timori reverenziali nei confronti di chicchessia. Regalato un tempo. Perché diciamo questo? Perchè la dodicesima sconfitta (in 35 giornate), al cospetto di una capolista che non perde un colpo – ventesimo successo, sfondata quota 71, adesso le basta vincere due volte per avere la certezza che il sogno si tramuterà in realtà (alla faccia di Lotito…) – è la conseguenza di propri errori, di un atteggiamento stranamente troppo prudente, e anche, sicuramente, delle parate di un Gabriel mostruoso, ma pure della cattiva sorte, materializzatasi sotto forma di un palo beffardo, che ha respinto un tiro di Sgrigna destinato a finire in fondo al sacco. Ma soffermiamoci su quei 45’ iniziali, dove forse c’è la chiave del match: Foscarini presenta una formazione diversa da quella che ci si aspetterebbe, con De Leidi e Pellizzer coppia centrale difensiva (e Scaglia, per la seconda volta di fila, va in panchina, mistero…), con Paolucci e Benedetti a cucire il gioco (Rigoni, anch’egli recuperato ma tra la riserve, non se l’è sentita di partire subito titolare), ma in particolare con Gerardi e il redivivo Coralli in avanti. Non ci sono Scaglia e Rigoni, appunto, e mancano sia Stanco che Sgrigna, unico “ex” del confronto. I padovani non giocano male, ma non affondano, bloccati dalla miglior retroguardia del torneo e spesso preoccupati di tenere a bada il bravo Mbagoku, al rientro e in grado di fare reparto da solo, là davanti. Perché il Carpi delle meraviglie – che poi tanto spettacolo, in campo, non ne fa – è compatto e micidiale nelle ripartenze, solido e talmente bene organizzato da non concedere nulla o quasi all’avversario di turno. La differenza, in questa frazione, la determinano proprio le caratteristiche diverse delle due contendenti: tanto ruminare azioni da parte dei granata, ma senza sostanza, e un micidiale contropiede che decide il risultato sul fronte ospite. Succede al 41’: Pasciuti, entrato benissimo in partita al posto dell’infortunato Molina (caviglia ko), affonda sulla destra e crossa, la palla, deviata da Barreca, arriva sotto porta, dove, fra l’incertezza di Pierobon nell’uscire e tra Cappelletti e Pellizzer, belle statuine più che difensori attenti, s’infila il piccolo Di Gaudio, 169 centimetri di altezza, il quale tocca imparabilmente. Ripresa a senso unico e jella. Così vanno le cose per il Carpi, bravissimo ad infliggere la stilettata mortale quando meno te l’aspetti. Ma dopo l’intervallo, a parte un avvio da brividi (con Di Gaudio che si divora il raddoppio al 2’), è la squadra di casa a menare le danze. Foscarini getta nella mischia prima Sgrigna e Stanco, poi Busellato e i tre suonano altra musica. E dal 24’ in poi comincia il duello dei nuovi entrati contro l’angelo… Gabriel, il portiere 22enne dei biancorossi, di scuola Milan, che si trasforma in un baluardo insuperabile: ribatte con le gambe a Stanco, che calcia da pochi passi, poi vola sulla botta di Busellato dal limite (26’), pochi secondi dopo che quest’ultimo aveva sfiorato il bersaglio con una girata al volo (25’), infine compie un autentico “miracolo”, con un balzo strepitoso, intercettando un destro di collo pieno di Sgrigna scoccato appena dentro l’area (35’). Lo stesso Sgrigna centrerà più tardi il palo alla destra dell’estremo difensore con un’altra pregevole conclusione in diagonale all’interno dei 16 metri. È vero, non è un periodo fortunato per l’allenatore trevigiano e i suoi, attesi ora al derby in anticipo, venerdì prossimo, con il Vicenza, sempre al Tombolato. Assisteremo all’invasione dei tifosi biancorossi, ma c’è poco da fare: bisognerà giocare con il coltello fra i denti, e soprattutto esserci con la testa dal primo all’ultimo minuto, non più per metà gara.

Ore 19.10 – (Mattino di Padova) I complimenti di Castori, a fine partita, non muovono la classifica nè mutano l’umore di Claudio Foscarini, che non può essere dei migliori. «È un risultato nettamente bugiardo, non siamo proprio fortunati ultimamente», commenta il tecnico granata. «La fiducia resta, perché vedo una squadra che lotta e perché abbiamo già vissuto momenti simili e sappiamo come venirne fuori». Restano l’impressione di una prima frazione regalata all’avversario e qualche perplessità legata alla scelta della coppia d’attacco. Il mister difende, però, le sue scelte: «Non ho visto un Cittadella molle nel primo tempo: teniamo conto del fatto che davanti avevamo una squadra a cui non dovevamo concedere nulla, perché questo Carpi ti punisce alla prima mezza occasione, come ha fatto approfittando di un nostro movimento sbagliato in difesa. Sul piano tattico la squadra mi è piaciuta pure sino all’intervallo, anche se non siamo stati incisivi negli ultimi metri. La coppia Gerardi-Coralli? Mi sono basato su quanto avevo visto in settimana negli allenamenti. Rigoni? È stato lui a dirmi che non si sentiva al 100%, perciò non l’ho utilizzato». Fabrizio Castori, dal canto suo, ammette con onestà che «il pareggio sarebbe stato più giusto, perché abbiamo avuto anche un pizzico di fortuna, con Gabriel che ci ha dato una mano nei minuti finali compiendo alcuni interventi importanti». Primavera ok. Le uniche buone notizie arrivano dalla Primavera di Giacomin, che travolge 5-1 il Lanciano grazie alle doppiette di Bizzotto e Adu Gyamfi e al gol di Rumleanschi.

Ore 18.50 – (Corriere del Veneto) Perdere così fa male. Perché se affronti lo schiacciasassi del torneo, subisci gol per un amnesia difensiva, regali al portiere avversario l’oscar di migliore in campo ed esci dal terreno di gioco ancora più invischiato nella lotta per la salvezza, i problemi si amplificano. La fotografia è quella di Cittadella-Carpi, giocata ieri al Tombolato e che nello 0-1 finale racchiude due verità. I padroni di casa dovranno sudarsi la permanenza in serie B fino all’ultimo istante della stagione, mentre la capolista raccoglie tre punti che la lanciano a pochi centimetri dall’olimpo del calcio italiano. Il massimo risultato con il minimo sforzo per gli emiliani, con una promozione in serie A che ormai è pura formalità. E chissà per quanto tempo Foscarini si riguarderà il secondo tempo del match, con Gabriel che salva il risultato almeno tre volte e con un palo centrato da Sgrigna da mangiarsi le mani. Il tecnico granata sceglie di gettare nella mischia dal primo minuto Gerardi e Coralli. In avvio di match è la capolista a prendere le redini della gara. Il Carpi in 10 minuti si presenta quattro volte nell’area di Pierobon e in altrettante occasioni non sfrutta i corner. Servono almeno venti minuti per vedere in avanti il Cittadella, con una staffilata di Coralli che termina sul fondo. L’attaccante è l’unico a provare a impensierire la retroguardia ospite, come alla mezzora quando al termine di un contropiede ben orchestrato sfiora il vantaggi con Poli che sulla linea gli ferma la sfera. Sul finale di frazione arriva il gol. Di Gaudio con un’inzuccata gonfia la rete su azione di rimessa. Le colpe devono dividersele De Leidi e Cappelletti che restano immobili dopo un traversone dalla destra, permettendo al giocatore di segnare senza ostacoli. Un errore pagato a caro prezzo, soprattutto se davanti hai il caterpillar della serie B. Nella ripresa Foscarini modifica l’assetto: dentro Sgrigna e Stanco, fuori Minesso e Coralli. Sul fronte opposto Lasagna deve rilevare Mbakogu, infortunatosi al ginocchio (distorsione). La squadra di Foscarini gioca una seconda frazione all’arrembaggio, meriterebbe il pareggio ma incrocia solo tanta sfortuna. In tre occasioni i modenesi devono ringraziare il loro portiere. Gabriel si inventa un miracolo su Stanco che da pochi passi lo esalta, poi replica sui bolidi dal limite di Busellato e Sgrigna. Quest’ultimo ha sui piedi l’occasione più clamorosa per pareggiare, centrando un legno al 39’ dove si incagliano i sogni granata.

Ore 18.30 – Lega Pro: pareggio tra Torres e Real Vicenza, 2-2 il risultato finale.

Ore 18.10 – Serie D girone D, i risultati delle padovane: Este-San Paolo 2-0, Abano-Mezzolara 0-0, Rimini-Thermal Abano 2-0. Il Rimini è matematicamente promosso in Lega Pro.

Ore 17.45 – Sala stampa, Lazar Petkovic: “L’ultima parata? Avevo i giocatori davanti, ho avuto la pazienza di aspettare ed è stata la scelta giusta perché ha calciato sul primo palo. Sono rientrato forte dopo l’infortunio! Sono contentissimo…”

Ore 17.40 – Sala stampa, Nicola Segato: “Non vedevo l’ora di fare gol! La dedica? Ad Aperi, che si è fatto male al ginocchio in un contrasto con me. La partita? Dovevamo vincerla, e così è stato… Oggi è stato l’antipasto della festa che spero faremo molto presto…”

Ore 17.35 – Sala stampa, Giuseppe Bergamin: “Siamo in Lega Pro? Se volete lo diciamo anche, ma voglio continuare a vincere fino alla fine giocando con la stessa concentrazione. Sento anch’io il profumo di vittoria, ci mancherebbe… La partita di oggi? Se la Sacilese avesse pareggiato non avrebbe rubato nulla, è stata la miglior squadra qui all’Euganeo”.

Ore 17.30 – Sala stampa, Edoardo Bonetto: “A fine partita sia io che mio padre ci siamo commossi mentre ci abbracciavamo. Quando tutto è iniziato in estate c’era chi riusciva a criticarci per la scarsa organizzazione, quindi per noi è una soddisfazione doppia. Oggi abbiamo messo lo spumante in frigo, speriamo di poterlo stappare domenica. La partita? I nostri concorrenti hanno cercato di gufarci parlando di eventuali nostre difficoltà coi primi caldi, ma noi abbiamo vinto mentre loro…”.

Ore 17.25 – Sala stampa, Carlo Marchetto (allenatore Sacilese): “Non è affatto semplice giocare davanti a tutti questi tifosi! La prestazione globale della mia squadra è stata più che positiva, devo complimentarmi con tutti ma in particolare con i più giovani. È stata una partita molto piacevole, entrambe le squadre hanno portato dei pericoli. Peccato per i primo dieci minuti della ripresa, perché eravamo rimasti negli spogliatoi. Abbiamo pagato caro l’unica disattenzione avuta… Il Padova è la squadra più forte del girone, merita assolutamente di vincere il campionato. Noi la squadra migliore vista all’Euganeo? Grazie per i complimenti, ma vanno girati a chi mi ha preceduto fino ad un mese e mezzo fa”.

Ore 17.20 – Sala stampa, Carmine Parlato: “Thomassen è un professionista serio che lavora da inizio anno, è un ragazzo che ha più di 30 anni, se c’è qualche altro con la sua condizione lo compriamo. Dionisi è sempre stato affidabile, sopratutto dal punto di vista tattico. Certo nel primo tempo poteva fare meglio, ma non è una partita o un passaggio sbagliato che mi leva la considerazione nei suoi confronti. Amirante? Gli ho detto di giocare così, loro giocavano ampi e poteva giocare nell’uno contro uno. Comunque va detto che i ragazzi sono stati bravi per quanto fatto. Per la matematica manca davvero poco. Col Legnago? E’ una settimana di lavoro, portata a quell’equilibrio mentale che serve. Domenica speriamo sia il match decisivo. Nello spogliatoio a fine partita c’era un clima bello, di soddisfazione e devo essere sincero, i ragazzi stanno tenendo un ritmo altissimo. L’anno scorso è stata tirata fino alla fine, adesso è un’altra storia. Questo è un gruppo di uomini, coeso, che guarda avanti, non si fa influenzare e intimidire, che ha preso schiaffi, ma portato ad andare dritti su un obbiettivo senza farsi influenzare. Teniamo presente che abbiamo battuto la miglior difesa del campionato, senza subire gol. L’anno scorso è stato un campionato equilibrato dall’inizio, qua abbiamo fatto in modo di pedalare costantemente fino alla fine, come siamo tornati a pari non c’è più stato un dislivello tipo a Pordenone. Adesso mi auguro che il lavoro fatto e questo team continui. Vedere questo pubblico e questo tifo è da brividi”.

Ore 17.15 – Sala stampa, Carmine Parlato: “Abbiamo vinto e questa è la cosa che contava di più. Abbiamo battuto una signora squadra, soffrendo e giocando a viso aperto. Nel primo tempo non riuscivamo a trovare alcune situazioni che potevano farci stare bene in campo. La squadra dopo qualche cambio ha lavorato meglio, anche se c’era un po’ di fretta e nervosismo. Aggiungiamo un gol e una vittoria. Aver scelto gli stessi del Chioggia è perché loro correvano molto e così Dionisi si poteva alternare a Busetto sulle fasce. La loro forza era la gestione palla nel collettivo, allora ho preferito di far giocare poco le loro fonti di gioco. E’ stata una partita di grande tensione agonistica, devo fare i complimenti ai ragazzi. Vorrei che questa vittoria fosse dedicata ad Aperi, ancora non sappiamo l’esito del suo infortunio. I primi caldi? A una cosa del genere bisogna rispondere da soli. Sono cose da dire molto prima, ma non voglio fare assolutamente polemica. Lasciamo parlare gli altri, noi facciamo i punti. Il Padova ha dimostrato di essere più forte dell’Alto Vicentino, a oggi l’abbiamo dimostrato”.

Ore 17.10 – SI STA VALUTANDO LA POSSIBILITA’ CHE LA PROSSIMA PARTITA TRA LEGNAGO E PADOVA VENGA GIOCATA A ROVIGO PER LA SCARSA CAPIENZA DELL’IMPIANTO VERONESE. GIA’ DOMANI LA QUESTURA PADOVANA SEGNALERA’ IL GRANDE AFFLUSSO DI TIFOSI PADOVANI IN VISTA DELLA GARA CHE POTREBBE SANCIRE IL RITORNO TRA I PROFESSIONISTI. 

Ore 17.05 – Serie D girone C, la classifica aggiornata: Padova 75, AltoVicentino 64, Sacilese 53, ArziChiampo e Belluno 51, Clodiense 49, Montebelluna e Union Pro 44, Legnago 42, Union Ripa La Fenadora 38, Fontanafredda e Tamai 35, Giorgione 31, Dro 30, Kras Repen 29, Triestina 27, Mori S. Stefano 16, Mezzocorona 12.

Ore 17.00 – Serie D girone C, i risultati della trentesima giornata: ArziChiampo-Union Ripa La Fenadora 2-1, Belluno-AltoVicentino 3-0, Clodiense-Legnago 0-2, Fontanafredda-Union Pro 0-1, Giorgione-Kras Repen 1-1, Mezzocorona-Montebelluna 0-5, Mori S. Stefano-Tamai 1-1, Triestina-Dro 0-0

Ore 16.50 – TERMINA LA PARTITA: PADOVA- SACILESE 1-0.

Ore 15.00 – (La Nuova Venezia) Chi sogna la serie B, chi la tranquillità. Bassano in rampa di lancio, Venezia a piccoli passi verso la salvezza. Pronostico sbilanciato per la squadra del Grappa, ma gli arancioneroverdi portano al “Mercante” un filotto di quattro risultati utili consecutivi e la possibilità di giocare una partita a viso aperto, senza tatticismi, contro una squadra che attaccherà, magari concedendo qualche spazio alle ripartenze. Serena. Raimondi sarà disponibile da martedì, ma la formazione del Venezia sarà ancora una volta disegnata da infortuni e squalifiche (Sales e Giorico in castigo). Serena deve adattare un difensore a sinistra (out anche Giuliatto) con Dell’Andrea favorito (ruolo già ricoperto in Coppa a Ferrara e in campionato in uno spezzone finale) e solo Peccarisi in panchina come cambio della retroguardia. Manca Giorico, tocca a Scialpi, scelta che consente al tecnico di schierare Bellazzini alle spalle delle punte Greco e Guerra in vantaggio su Magnaghi. Giallorossi. La squadra di Asta arriva alla sfida con sei vittorie di fila alle spalle, una condizione psicofisica ottimale tanto da essere considerata la squadra favorita per la promozione in serie B, soprattutto se domani o martedì il Novara venisse penalizzato. Ultima sconfitta al Mercante (1-2) proprio contro i piemontesi (28 febbraio). Ambiente galvanizzato, il sogno della serie B è vicino a concretizzarsi e sarebbe il premio per la programmazione della famiglia Rosso. Semenzato e Cenetti sono i due ex, fronte offensivo da brividi con Pietribiasi davanti al trio Cattaneo-Iocolano-Furlan. Precedenti. Nella stagione della promozione in C/1 con Di Costanzo al Mercante finì in parità (1-1) con pareggio beffa su rigore inesistente di Tagliente al 95’ a bilanciare il gol di Moro al quarto d’ora, due anni fa in Seconda Divisione si imposero i giallorossi (1-0, Berrettoni dopo 38’). Probabili formazioni. Bassano (4-2-3-1): 1 Rossi; 2 Semenzato, 6 Bizzotto, 5 Priola, 3 Toninelli; 4 Cenetti, 8 Davì; 11 Cattaneo, 10 Iocolano, 7 Furlan, 9 Pietribiasi. A disposizione: Grandi, Zanella, Ingegneri, Proietti, Cortesi, Spadafora, Nolè). Allenatore: Asta. Un.Venezia (4-3-1-2): 1 Fortunato; 2 Capogrosso, 5 Cernuto, 6 Legati, 3 Dell’Andrea; 7 Zaccagni, 4 Scialpi, 8 Espinal; 10 Bellazzini; 9 Greco, 11 Guerra. A disposizione: D’Arsiè, Peccarisi, Callegaro, Scanferlato, Varano, Marton, Magnaghi. Allenatore: Serena. Arbitro: Di Ruperto di Nocera Inferiore.

Ore 14.50 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Vincere il derby stasera significherebbe restare appaiati al Novara e mostrare sul campo il proprio valore ancor prima che il tribunale della Figc assesti la classifica. La corsa alla promozione diretta in serie B entra nella sua fase calda e per il Bassano il salto di categoria passa attraverso l’happy hour delle 18 al Mercante contro il Venezia. Complice la domenica e l’orario invitante, lo stadio-velodromo si presenterà nella sua veste più bella, con tutta la tribuna imbandierata di giallorosso come già successo contro l’Alessandria. Conquistare i tre punti permetterebbe di raggiungere di nuovo i piemontesi, senza dover aspettare che la giustizia sportiva in settimana faccia il suo corso e, con tutta probabilità, consegni domani ai piemontesi alcuni punti di penalizzazione. I biancoblù ieri hanno vinto a Mantova con un gol allo scadere. Oggi servirà una grande prova per riconquistare la vetta. La squadra di Asta è in momento magico, viene da sei vittorie consecutive e può contare su una situazione ottimale sia dal punto di vista fisico, sia da quello mentale. Il Venezia è reduce da tre pareggi consecutivi, sta vivendo una stagione abbastanza tribolata ma si è assestato a metà classifica. A cinque giornate dal termine quella odierna diventa una partita da vincere sfruttando i pochi spazi che gli ospiti concederanno. Asta dovrebbe schierare il classico 4-2-3-1 con Pietribiasi terminale offensivo di tutta la manovra. «Non sarà una partita semplice — spiega il tecnico bassanese — affrontiamo un Venezia che ha qualità e giocatori importanti. Hanno perso un po’ di punti per strada ma possono contare su un importante pacchetto offensivo. Sono alla ricerca di un risultato che li gratifichi e che gli permetta un balzo in chiave salvezza. Dobbiamo essere liberi mentalmente, senza pensare troppo ai punti in palio». E Asta fa un appello ai tifosi di casa: «Spero che vengano in tanti allo stadio. Questa non è certo la gara decisiva della stagione, dobbiamo cercare di stare sereni e di giocare come sappiamo fare».

Ore 14.40 – (Giornale di Vicenza) Il Novara passa solo al minuto 86 a Mantova 2-1 dopo aver giocato in 11 contro 9 e con un rigore a favore. Corre voce inoltre che la maxipenalizzazione temuta potrebbe ridursi nella peggiore delle ipotesi a 2 punti di handicap ma proprio se tutto dovesse andare a rotoli. E qui qualcuno inizia a fare cattivi pensieri. Poi in serata giunge notizia che almeno il Monza ha fatto il botto ad Alessandria (0-1) stoppando i piemontesi e alleggerendo un minimo la vagonata di pressione addosso ai virtussini. Che nel preserale del Mercante (compare il Venezia alle 18) tentano un complicato riaggancio in vetta al Novara con la leggiadria di chi oggi sentirà pesare il cuoio come fosse una palla medica. Poco da fare, la password del duello è tutta qua: l´emotività di una formazione che quando scendeva in pista come per andare a tirar due calci al parco pubblico faceva neri tutti quanti. E adesso che la posta in palio sale vertiginosamente e tocca occupare la scena da guest star, la luce dei riflettori potrebbe abbagliare. Così la gestione della tensione diventa la materia su cui Asta ha dovuto lavorare alla vigilia. E nemmeno lui può raccontarla diversamente. «Ci sono sensazioni contrastanti – ammette l´allenatore – da un lato i ragazzi hanno una voglia matta di spaccare il mondo e di aggredire da subito gli avversari. Dall´altra, invece, sono consapevoli che una disattenzione o una sbavatura possono costare un capitale in questa fase della stagione e perciò sono combattuti tra l´entusiasmo e la prudenza. Allora dico che è necessario rispettare gli equilibri e vestirci dell´abito delle ultime uscite, ovvero la capacità di essere frizzanti ma pragmatici allo stesso tempo, selezionando i momenti in cui offendere da quelli nei quali invece attendere e ripartire». «Tuttavia ai miei ho ribadito di disinteressarsi dei risultati altrui, occupiamoci del nostro di destino e non sbagliamo. E sappiate che il Venezia come rivale ha un indice di difficoltà altissimo – avverte don Tonino – in primis è un derby, secondo loro a quota 43 sono ancora in bagarre salvezza, specialmente dopo il colpaccio del Monza e giocheranno alla morte. Terzo, vantano qualità diffusa in ogni reparto: Legati è una garanzia in retroguardia, Bellazzini nei piazzati, punizioni e corner è micidiale, Espinal e gli attaccanti Magnaghi, Guerra e Greco rappresentano un arsenale offensivo notevolissimo. Sulla sfida secca il Venezia può stecchire chiunque». Detta le istruzioni per l´uso il precettore del soccer team. «Dovremo essere rapidi e astuti nelle giocate ma senza frenesia – anticipa – siamo in un momento in cui tutti sono fondamentali perchè sono i particolari a indirizzare dalla tua parte gli episodi. Sicchè tutti dovremo remare dalla stessa parte, da ogni singolo tifoso sino al manutentore del campo. Sulla gente non ho dubbi, ci starà vicino alla grande anche stavolta». Alla lista indisponibili, oltre al lungodegente Maistrello (si prova a riattivarlo per le ultime due) si aggiunge Toninelli a cui si è girata una caviglia e il trainer tenta di ripristinarlo almeno in panca. Gli ammaccati Proietti e Nolè vanno tra i rincalzi con una mezz´ora di autonomia e non di più. «Da oggi la condizione fisica traccia il solco – chiosa Asta – ma la testa ancora di più». Si chiama paura di vincere, il braccino del tennis, l´ombra con cui Bassano deve combattere e dimostrare di esser diventato grande. ULTIMI FUOCHI La Lega Pro ha deciso che le ultime tre giornate abbiano un inizio in contemporanea. Così nel Girone A: il 25/4 alle 14.30; il 1/5 alle 15; il 10/5 alle 15.

Ore 14.30 – (Giornale di Vicenza) Oggi alle 14.30 l´incontro tra Real Vicenza e Torres allo stadio “Vanni Sanna” di Sassari. Un´altra partita difficile per i ragazzi di Marcolini che affronteranno una squadra in lotta per star fuori dalla zona play out. La Torres di Cristian Bucchi, ex biancorosso, è in quindicesima posizione a pari merito con la Giana, a più tre dal Monza, attualmente il primo dei “condannati” agli spareggi per la salvezza. Nessuna novità nei moduli che dovrebbero mettere in campo i due allenatori: il solito 3-5-2 per il Real Vicenza. Davanti a capitan Tomei, Marcolini recupera Quintavalla e Polverini a cui dovrebbe affiancarsi Carlini. Ai box è ancora fermo Piccinni e a lui si aggiunge anche Solini, che nell´allenamento di rifinitura ha subito un lieve infortunio e non è partito per la Sardegna con i suoi compagni. Torna il centrocampo a cinque titolare con Dalla Bona a dirigere davanti alla difesa, Malagò e Cristini accanto a lui e Lavagnoli e Vannucci dovrebbero essere gli addetti a spingere sulle fasce laterali. Ma pronti anche a tornare in difesa visto l´attacco a tre della Torres con Baraye e Maiorino a dar sostegno a Scotto. Per il Real davanti dovrebbe essere ancora Gomes ad affiancare Bruno. Bucchi quindi dovrebbe rispondere con il classico 4-3-3. Tra i sardi defezione dell´ultimo minuto di Ligorio per un problema al piede e non ci sarà nemmeno il secondo portiere Costantino, fermato da una botta alla gamba destra. Dopo le belle prestazioni contro Novara e Arezzo da cui però i biancorossi hanno raccolto un solo punto, sarebbe importante per il Real Vicenza tornare alla vittoria. Marcolini dice: «Sono soddisfatto di questa settimana di lavoro. Speriamo ora che il campo ci dia ragione, i tre punti sarebbero fondamentali anche per arrivare alla partita della settimana prossima contro il Bassano con il giusto entusiasmo». A guardare al prossimo avversario del Real Vicenza, la Torres, c´è da aspettarsi una partita vivace sì, ma come ha già detto il tecnico biancorosso, difficilmente bella. Da qui alla fine saranno gare sempre più brutte. La Torres potrebbe essere contenta di un punto, visto che gli permetterebbe di stare fuori dai play out. Ma ha la possibilità di allungare sulle dirette avversarie: Monza e Lumezzane. «Loro hanno un ottimo attacco», commenta Marcolini, «all´andata ci hanno messo in grande difficoltà, quindi prevedo sicuramente una partita ostica. Però noi dobbiamo fare quello che abbiamo dimostrato in più di una occasione di saper fare rimanendo compatti. Ecco credo che forse mai come in questa partita il segreto possa essere la compattezza. Perchè se ci si sfilaccia contro attaccanti rapidi e insidiosi come Scotto, Baraye e Maiorino poi si può incorrere in occasioni pericolose per loro». Attenzione quindi alla velocità dei centravanti sardi e, per tornare alla vittoria, bisogna tornare anche al gol. Problema dell´astinenza dal gol che riguarda entrambe le formazioni: soprattutto la Torres è a digiuno da rete da ben cinque turni, mentre il Real da due.
Ma la vittoria non arriva dal ritorno sulla panchina biancorossa di Marcolini, nella gara contro l´AlbinoLeffe, vinta per 2-0. E la sfida tra bomber Bruno e Maiorino sarà sicuramente entusiasmante. Tutto pronto dunque per un´altra battaglia.

Ore 14.20 – (Trentino) Parola d’ordine: non perdere. Altro giro e altra super sfida salvezza per il Dro, che questo pomeriggio scenderà in campo sul nobilissimo campo del “Nereo Rocco” per affrontare la Triestina. La formazione trentina ha tre punti in più rispetto a quella friulana, attualmente terzultima e reduce dal terzo cambio in panchina della stagione: ad inizio settimana, infatti, il tecnico Ferazzoli è stato sollevato dal suo incarico e la squadra è stata affidata a Gianluca Gagliardi che, un paio d’anni or sono, salì agli onori delle cronache per aver aggredito un calciatore della Vibonese (ai tempi Gagliardi allenava il Cosenza), dopo essere già stato espulso dal campo. Il Dro partirà stamattina alle 7 alla volta di Trieste: sosta per la colazione in autogrill, pranzo anticipato a Monfalcone e poi via verso il “Nereo Rocco” con il preciso obiettivo di non perdere. Anche un pareggio, infatti, sarebbe risultato gradito al tecnico Stefano Manfioletti e alla sua truppa che così terrebbero a distanza di sicurezza gli avversari, in attesa dei prossimi scontri diretti, quelli decisivi contro Legnago e Kras Repen che i dorati dovranno assolutamente vincere. «Abbiamo preparato molto bene questa sfida – sono le parole della vigilia della guida tecnica della formazione di “patron” Angeli – e andiamo a Trieste con il massimo rispetto per i nostri avversari, ma intenzionati a giocarci sino in fondo la partita. Come, del resto, abbiamo sempre fatto, anche contro le “big” del girone». Per la sfida in terra friulana Manfioletti può disporre di tutto l’organico a disposizione. L’unico che non potrà scendere sul terreno di gioco sarà proprio l’allenatore gialloverde, appiedato per un turno dal Giudice Sportivo dopo l’espulsione (decisamente severa) patita nel corso del match pre pasquale contro il Giorgione. Il tecnico droato si affiderà allo stesso modulo visto ad “Oltra” dieci giorni or sono, ovvero il “4-2-3-1” con Bonomi tra i pali e linea difensiva formata da Allegretti e Chesani sulle corsie laterali con Ischia e Serrano in posizione centrale. I due mediani saranno certamente Bazzanella e Colpo, mentre sulla trequarti agiranno Ruaben, Proch e Donati che avranno il compito d’innescare Cicuttini, unica punta di ruolo dello schieramento trentino. L’unico ballottaggio della vigilia è quello tra Ruaben (che garantisce maggior copertura) e Cremonini (più portato, invece, ad offendere) come trequartista di destra, mentre la variante tattica di rilievo è l’impiego sulla sinistra di Donati, visto che la Triestina su quella fascia si affiderà al giovanissimo Ventura. I friulani hanno parecchi problemi di formazione, viste le assenze di Giordano, Manzo (squalificati), Celli e Piscopo, questi ultimi due infortunati.

Ore 14.10 – (Il Piccolo) Non si può certo dire che in questa stagione gli esordi degli allenatori alabardati chiamati a risollevare le sorti della Triestina siano semplici, anzi. Quando Ferazzoli subentrò a Lotti, dovette subito affrontare la trasferta in casa della capolista Padova, dove riuscì a strappare un pareggio. Al neo tecnico Gagliardi subentrato a inizio di questa settimana, capita un’avversaria più abbordabile ma un compito ancora più pressante e necessario, quello di uscire per forza con i 3 punti da uno scontro diretto. Dovendo farlo, tra l’altro, con quattro pesantissime assenze (tre titolari come capitan Piscopo, Manzo e Celli e la prima riserva degli under Giordano). Un debutto da far tremare i polsi, dunque, ma il tecnico calabrese non solo è arrivato con la fama di sergente di ferro, ma in questa settimana di allenamenti si è dimostrato anche un martello lavorando sodo tra tecnica e psicologia con i giocatori e cercando di bruciare le tappe per trasmettere idee tattiche, stimoli e motivazioni. Come reagiranno i giocatori a questo cambio di rotta, lo si scoprirà oggi in campo in uno scontro diretto fondamentale: al Rocco arriva il Dro (inizio ore 15, arbitra Citarella di Matera), avversaria che precede di tre punti la Triestina in classifica e potenziale avversaria degli alabardati anche nei play-out. Una vittoria è necessaria non solo per agganciare proprio i trentini in classifica e continuare a sgomitare per una buona posizione nei play-out, ma anche per tenere accesa la piccola fiammella di speranza della salvezza diretta. Ma come sarà la prima Triestina di Gagliardi? Il tecnico cosentino ha lavorato per tutta la settimana su un 4-3-3, che in fase difensiva diventa un 4-5-1 con gli esterni a rientrare sulla linea dei centrocampisti. Quanto agli interpreti, davanti a Di Piero la coppia centrale difensiva sarà composta da Fiore e Giannetti, con Crosato spostato a sinistra e l’altro under Ventura a destra. In mezzo Spadari farà il regista con Bedin e Proia mezzali. Nel tridente offensivo, Milicevic dovrebbe partire come punta centrale mentre Rocco dovrebbe agire a sinistra; come esterno alto a destra, invece, sono cresciute nelle ultime ore le quotazioni di Arvia, che rappresenterebbe una scelta un po’ più conservativa rispetto a Gusella (provato in settimana) ma consentirebbe di coprire meglio la fascia presieduta da Ventura. Gagliardi ha provato anche un tridente con Rocco centrale e Gusella e Aquilani come ali, ma sembra più una soluzione da giocarsi a partita in corso. In panchina, come riserve degli under, oltre a Loperfido convocati anche Tafuro e Muccio Crasso.

Ore 14.00 – (Tribuna di Treviso) La 30ª giornata di serie D accende i riflettori sul confronto salvezza fra Giorgione e Kras Repen, mentre le tranquille Union Pro e Montebelluna cercano punti fuori casa per nobilitare il proprio campionato. La gara clou è all’Ostani, dove i castellani, reduci dalle tre sberle rimediate a Dro, inseguono una vittoria toccasana. Giorgione e Kras languono in zona playout, al Tamai oggi salvo la banda Paganin dovrebbe recuperare cinque lunghezze, passi falsi non sono più ammessi. Il tecnico deve sgranare però il rosario delle assenze, mancando sei potenziali titolari: dagli infortunati Maran e Donè agli squalificati Vio e Baggio, passando per il febbricitante (e contuso al ginocchio) Giacomazzi. «Purtroppo dalle ultime partite siamo usciti un po’ malconci», esordisce Paganin, «Ho pochi cambi nei ruoli-chiave ed è difficile recuperare la propria identità con tanti elementi importanti indisponibili. L’idea è provare a vincere o almeno non perdere, giocando una partita intelligente. Dobbiamo ragionare nell’ottica della griglia-playout, cercando parallelamente di uscire dalla zona spareggi, sfruttando scontri diretti e calendario favorevole. E puntando sulla regola che prevede l’annullamento dei playout, qualora la distanza fra sestultima e terzultima sia più di 7 punti». Si gioca: ore 15, stadio “Ostani”. Giorgione: Bevilacqua; Prosdocimi, Eberle, Fontana, Dotti, De Stefani, Mattioli, Nenzi, Podvorica, Gazzola, Episcopo. All. A. Paganin. Arbitro: Zizza di Finale Emilia. A Fontanafredda Checco Feltrin festeggia la panchina numero 100 con la Pro, anche se, come rivelato in settimana («Non è certo che il matrimonio continui»), le strade molto probabilmente a fine stagione si divideranno. Moglianesi a caccia di punti-playoff: esordio per il portiere Ziliotto, distorsione alla caviglia per Furlan. «Cercheremo di imporre il nostro gioco come al solito», ragiona Feltrin. Union Pro: Ziliotto; Al. Nobile, Trevisiol, Bortoluzzi, Niero, Busetto, Serena, Appiah, Casarotto, Comin, Cattelan. All. Feltrin. Arbitro: Tedesco di Pisa. Seconda trasferta di fila in Trentino per il Montebelluna, che ha ipotecato la salvezza nel recupero con il Mori. Sbarazzarsi del fanalino Mezzocorona non dovrebbe essere un problema. Out l’infortunato Masiero (sublussazione alla spalla), squalificati Guzzo e Severgnini. Da verificare Frimpong. «Vogliamo superare i 48 punti finali dell’anno scorso, facendone il più possibile», spiega Pasa, «Non regaleremo nulla, non prenderemo gli impegni sottogamba». Montebelluna: Rigo; Bonso, Fabbian, Bressan, Frassetto, Garbuio, Nicoletti, Perosin, Giglio, Cusinato, Samba. All. Pasa. Arbitro: Bonassoli di Bergamo.

Ore 13.50 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Al Tognon questo pomeriggio (inizio alle 15, come su tutti gli altri campi di Lega D) arriverà l’Union Pro Mogliano (43 punti), reduce dal successo (2-1 firmato Palmieri, Cattelan) inflitto alla Triestina. «Andiamo a farci questi quattro passi – strizza l’occhio Maurizio De Pieri -. Sono la distanza da 40, definita da tutti quota salvezza. Forse – si fa pensoso il tecnico del Fontanafredda undicesimo con 36 punti – potrebbero bastare anche soli altri 3 punti. Proveremo a farli con l’Unin Pro, ma non sarà facile. In ogni caso – conclude De Pieri – sarà importante muovere la classifica». Nella gara di andata giocata a Mogliano vinse l’Union per 2-1 (Rossi, Ortolan, Nobile). Oggi inizieranno (4-3-3) Vicario, Malerba, Frison, Zorzetto, Roveredo, Tellan, Tonizzo, Nastri, Ortolan, Florean, Alcantara. PRIMAVERA ROSSA – «Con l’arrivo della primavera – scherza Stefano De Agostini – abbiamo messo la testa fuori dal fango». Il riferimento è alla miniserie positiva (2-0 con l’Union Pro, 1-1 a Montebelluna) che a Mori il Tamai (35) vuole assolutamente prolungare per dimenticare definitivamente le magagne dell’inverno. «Sono penultimi – sottolinea il tecnico dei rossi – ma evidentemente felici visto che Zoller e quasi tutta la rosa sono già stati riconfermati». A Tamai invece Verardo per il momento ha confermato solo se stesso. In Trentino De Agostini dovrà rinunciare ancora a Davide Furlan. Giocheranno (4-3-3) Peresson, Bozzetto, Brustolon, Faloppa, Dal Bianco, Pavan, Ursella, Petris, Federico Furlan, Sellan e Zambon. All’andata finì 3-0 per le furie con gol di Federico Furlan e doppietta di Zambon.

Ore 13.40 – (La Nuova Venezia) Digerita la sconfitta prepasquale contro il Padova, che ha messo fine alla lunga striscia positiva che durava da 13 giornate, la Clodiense torna in campo, ancora all’ “Aldo e Dino Ballarin” (ore 15, arbitro Rosami di Carrara), per affrontare il Legnago che nelle ultime sei partite ha messo assieme cinque vittorie ed un pareggio, staccando così il biglietto per la permanenza in Serie D. Granata con una sola assenza di rilievo per l’ennesima squalifica (undicesimo cartellino giallo) di capitan Davide Boscolo Berto. E allora in difesa torna titolare Carlucci, mentre in porta potrebbe essere il turno del giovane Okroglic con Pitteri nel ruolo di terzino destro. Dopo la rifinitura, il tecnico Andrea Pagan sembra pure valutare l’idea di Nicholas Siega in attacco da affiancare, probabilmente, a Santi, bomber indiscusso della squadra. L’utilizzo del giovane attaccante veneziano potrebbe aprire, nella trequarti, le porte a Davide Boscolo Gioachina. «La vera Clodiense la si dovrà vedere contro Legnago e Dro, gare fondamentali se vogliano raggiungere l’obiettivo dei playoff» parole di Pagan, «mi aspetto una gara migliore, rispetto alla sfida con il Padova, sia nel gioco che nella presenza mentale». Probabili formazioni. Clodiense: Okroglic, Pitteri, Moretto, F. Tiozzo, Carlucci, Mazzetto, Casagrande, Piaggio, Boscolo Gioachina, Santi, Siega. A disposizione: L. Tiozzo, Pelizzer, Mastroianni, Ruocco, Chiozzotto, Cigna, Olivieri, Boscolo Nata, Isotti. Allenatore: Pagan. Legnago: Cybulko, Viteritti, Talin, Ronconi, Friggi, Gona, Zerbato, Longato, Adriano, Valente, Rivi. A disposizione: Fazzino, Zambrano, Tanaglia, Viviani, Manganotti, Falchetto, Farinezzo, Tresoldi, Fioretti. Allenatore: Orecchia.

Ore 13.30 – (Gazzettino, edizione di Belluno) Tra voglia di salvezza e un futuro che già incombe, l’Union Ripa oggi affronta la difficile trasferta sul campo dell’Arzignano. Ma che si stia andando verso una rivoluzione, pare sempre più probabile: oltre a presidente, direttore sportivo e allenatore, potrebbe cambiare anche il capitano. Paolo De Carli, portiere e simbolo dei neroverdi, sarebbe infatti alle ultime partite con la maglia del Ripa. Una voce, per ora, anche se circola in ambienti vicini alla squadra. Tornando al campionato, i neroverdi (decimi a quota 38) hanno come unico scopo la salvezza. «Ci serve arrivare a 40 o 41 punti – dice il tecnico Parteli – e sulla strada per raggiungerli c’è l’ArziChiampo». I vicentini sono a +10 sui feltrini e lottano per i playoff: «È una squadra forte che ha un ritmo molto buono, noi dovremo fare una grande partita. Dobbiamo ancora sudare per la salvezza». A mettere i bastoni fra le ruote dell’Union ci pensano le assenze. «A meno di un miracolo sarò senza Brotto e Mastellotto e di certo senza Dassié (diffidato e molto più utile la settimana prossima con il Mezzocorona), ma ho grande fiducia in giocatori come Solagna, Savi e Ponik». La difficoltà nel far centro è comunque evidente. «I dati sono l’emblema di questa stagione. Siamo migliorati molto in difesa, ma davanti non siamo di sicuro la squadra migliore. Ho comunque fiducia nei ragazzi». E l’ArziChiampo? «Sono temibili con un ottimo organico. Vogliono i playoff e noi la salvezza, non sarà facile per nessuno dei due», conclude l’allenatore. Fuori De March per squalifica, ecco la possibile formazione: De Carli, Malacarne, Antoniol, De Checchi, Frangu, Tibolla, Tomasi, Sommmavilla, Solagna, Savi, Ponik.

Ore 13.20 – (Giornale di Vicenza) Quando ci si mette anche il calendario a darti una spintarella (almeno sulla carta), è normale sfregarsi le mani e pensare «vediamo un pò dove possiamo arrivare». L´Arzignanochiampo, però, non è una creatura abituata a fare troppi conti. Ecco perché oggi con l´Union Ripa la Fenadora (calcio d´inizio alle 15 al Dal Molin) scenderà in campo con la sua solita faccia. I connotati glieli ha cambiati positivamente Paolo Beggio. Che dei suoi, dopo la vittoria a Sacile, riesce a dire: «Loro sono unici, sani e forse anche molto incoscienti, come si deve essere per ottenere risultati del genere». Esiste complimento più bello? Però bisogna continuare così. Ora, infatti, è l´Arzichiampo a guardare gli avversari dall´alto. «Quel gol allo scadere lo abbiamo preso come forza positiva – spiega Beggio -, e da lì è iniziata la nostra crescita. Siamo noi a essere cresciuti, loro rimangono una squadra che va rispettata perché ha grande potenzialità». Beggio dovrà fare a meno dello squalificato Simonato, che sarà sostituito da Carlotto. Davanti, con Trinchieri, ballottaggio tra Draghetti e Marchetti. Per l´Union Ripa, un turno di stop a De March.

Ore 13.10 – (Gazzettino, edizione di Belluno) I playoff? Io ci scommetto. Giovanni Pescosta non si tira indietro, affronta a viso aperto l’Altovicentino (fischio d’inizio alle 15 al polisportivo), punta diritto all’obiettivo finale e abbozza un pensiero sul futuro. «Vogliamo riprenderci, e questa è l’occasione giusta – attacca il difensore, alla vigilia della sfida ai secondi della classe -. A questo punto chiunque incontri è l’avversario peggiore possibile. L’Altovicentino è fortissimo, ma proprio per questo gli stimoli saranno ancora di più». Contemporaneamente meglio tifare Ripa, che incontra l’Arzignano. «Io non tifo per altri. Pensiamo a noi stessi e poi, con i tre punti in tasca, a fine giornata potremo guardare anche cosa hanno fatto le avversarie dirette». Qualcosa là dietro nel girone di ritorno non ha più funzionato. E tu là dietro ci giochi. «Confermo. Ok la sfortuna, ok gli infortuni e le assenze, ma non possono essere alibi. I numeri parlano chiaro, il calo c’è stato e si vede. Con un po’ di attenzione in più avremmo potuto fare molto meglio ed è semplicemente questo che ci è mancato: attenzione!». Si dice che i giovani di fronte ai momenti difficili subiscano di più la pressione. «Io non mi sento un giovane del gruppo. Giovani e vecchi al Belluno sono un tutt’uno e a perdere qualcosa per strada non è stato un singolo o due, è stato il gruppo. Forte e unito nelle vittorie e forte e unito nei momenti duri. Non c’è differenza, in spogliatoio e in campo, io quanto meno non la sento. E personalmente credo di aver seguito il percorso della squadra: bene, molto bene nel girone di andata, poi qualcosa nel girone di ritorno purtroppo è mancato. Peccato». Scommetteresti sui playoff del Belluno? «Certo. Erano, sono e restano il nostro obiettivo. Abbiamo cinque partite per riuscire a centrarlo e il modo è uno soltanto: vincere. Possibilmente vincerle tutte e cinque, in alternativa fare il meglio possibile. E poi faremo i conti». Il prossimo anno Giovanni Pescosta dove sarà? «Non lo so, dipende da un sacco di cose. A giugno ho la maturità, poi è tutto da vedere». Uomo partita di Belluno-Altovicentino? «Se dico il Cobra è scontato, quindi punto su Radrezza». Assenti Miniati (squalificato), Pellicanò e D’Incà (infortunati), questa la possibile formazione: Schincariol (Solagna), Pescosta, Sommacal, Merli, Mosca, Masoch, Bertagno, Canova, Duravia, Posocco, Corbanese.

Ore 13.00 – (Giornale di Vicenza) Difesa a 3. O forse a 4. È il dubbio più grande del tecnico dell´Altovicentino Diego Zanin, che per la sfida contro il Belluno si ritrova con un reparto da riassemblare dopo la squalifica per un turno di Gritti e l´infortunio a Di Girolamo, che si aggiunge allo stop di Bertinetti. Giocherà sicuramente il ghanese Prince Yarboye a fianco del “muro” Bertozzini, con Pignat quasi certamente esterno destro, sia nella linea a 3 che in quella eventualmente a 4, completata in questo caso da uno tra Ricci e Kicaj. Per il resto, assente Dal Dosso e ancora Marrazzo, tutti abili e arruolati. E chissà che non sia la volta di Roveretto dall´inizio, visto che i padroni di casa, proprio perchè improvvisamente in crisi di risultati, restano sempre squadra di cui non fidarsi e da tenere bassa. Anche perchè il suo bomber, Simone Corbanese, è a poca distanza dalle 20 reti, il suo record personale. «Faremo attenzione – promette Yarboye – loro sono una buona squadra con un grande attaccante ma noi non molliamo niente». “Il principe” non gioca da parecchio ma non se ne preoccupa: «Sicuramente non ho i 93´ nelle gambe, ma sono pronto». I play off sono pur sempre una cosa seria.

Ore 12.40 – (Mattino di Padova) L’esilio forzato allo stadio di Legnago, per la chiusura dell’impianto di Monteortone in vista del torneo internazionale, non può mettere i bastoni tra le ruote all’Abano. La squadra di Massimiliano De Mozzi ha cinque gare a disposizione per centrare l’impresa: cinque gare, compresa quella di oggi, per raggiungere i playoff, obiettivo inimmaginabile ad inizio stagione per una neopromossa di belle speranze in un girone di ferro e infarcito di corazzate. La finale di coppa raggiunta dalla Correggese, invece, apre un posto negli spareggi anche per la sesta classificata, che al momento è proprio la squadra neroverde. Contro il Mezzolara la banda aponense può allungare sul Bellaria, impegnato a Rovigo, per poi andarsi a giocare tutto in Romagna tra una settimana nello scontro diretto. «Ci proveremo in tutte le maniere, anche se siamo un po’ in difficoltà e affrontiamo un’avversaria temibile», spiega il tecnico De Mozzi alla vigilia. «Noi ormai siamo tranquilli con la classifica, mentre loro si stanno ancora giocando la salvezza. Rispetto al girone d’andata sono una squadra che gioca in maniera completamente diversa, ma i nomi degli interpreti sul campo rimangono: mi stupisce che siano lì giù in classifica con gente come Bazzani (ex Samp e nazionale azzurra) Iarrusso ed Evangelisti in campo. Loro verranno per portare a casa qualcosa, mentre noi ci giocheremo le nostre carte senza pensieri cercando di divertirci». L’emergenza non è ormai più una novità per una squadra che ha lottato per tutta la stagione contro gli infortuni, ma stavolta sembra essere arrivata davvero al suo apice: non ci sono, oltre ai lungodegenti, i vari Ballarin, De Cesare, Murano, Maistrello e Da Ros, mentre all’ultimo minuto s’è fermato anche Bordin. De Mozzi sarà quindi costretto a sacrificare Bizzotto, terzino sinistro, a centrocampo e a inserire Giusti (unico ‘95 a disposizione) al posto di bomber Barichello, con il giovane ’97 Trovò sull’out di destra.

Ore 12.30 – (Mattino di Padova) In Romagna con l’acqua alla gola. La Thermal Abano oggi avrà un doppio compito: rovinare o, se non altro rimandare, la festa al Rimini pronto a brindare il ritorno tra i professionisti, e racimolare punti fondamentali per la permanenza in serie D. I rossoverdi, penultimi in classifica a quota 30 punti in compagnia del San Paolo Padova, dovranno dunque imporsi allo stadio Romeo Neri (calcio d’inizio alle 15, arbitro Valentina Finzi di Foligno) per non perdere l’ennesimo treno-salvezza. Una Thermal Abano, tra l’altro, piuttosto spennacchiata, a causa delle numerose assenze da dividere tra squalifiche e infortuni: il Giudice sportivo ha fermato Franciosi e Vitagliano, mentre Sadocco, Marzocchi e Neagu faranno una capatina dal fisioterapista prima di accomodarsi in tribuna. Una vera e propria iattura, capitata nella settimana meno indicata. «Non dobbiamo pensare di avere già perso» raccomanda il tecnico aponense Massimo Pedriali, subentrato al dimissionario Mario Vittadello lo scorso 27 marzo. «Affronteremo una corazzata e se vogliamo avere qualche possibilità di fermarla dovremo tenere il ritmo molto alto per tutta la partita». Al Rimini, già munito di magliette celebrative e champagne, potrebbe bastare anche un pareggio nel caso in cui la Correggese, seconda in classifica a 13 punti di distacco, non facesse risultato pieno con la Ribelle. «È vero, il Rimini si giocherà il tutto e per tutto» replica Pedriali, «ma non abbiamo intenzione di fare da spettatori. La società ha fatto uno sforzo economico per permetterci di partire con un giorno d’anticipo e arrivare riposati alla sfida. Abbiamo il dovere di far bene, nonostante la caratura dell’avversario e le assenze importanti».

Ore 12.20 – (Mattino di Padova) Ci sono un secondo posto e una salvezza in palio. Obiettivi agli antipodi ma alla portata di Este e Atletico San Paolo, che oggi pomeriggio (Nuovo Stadio di Este, calcio d’inizio alle 15, arbitro Bendandi di Ravenna) si daranno battaglia per indirizzare il finale di stagione sulla pista giusta. Il derby padovano, infatti, darà il via a un carosello di match clou: di fatto, 15 punti a disposizione e altrettanti calcoli da snocciolare di domenica in domenica per assicurarsi un posto da finalista nei playoff, speranza tutta giallorossa, o una salvezza quanto mai disperata, affare di sponda gialloblù. Este. La corsa a quattro per il titolo di seconda forza del girone D ha rinvigorito pure l’Este, sedotto dalle bollicine dell’alta classifica per tutto il girone d’andata e poi abbandonato dal Rimini che ha letteralmente preso il volo verso la Lega Pro. È rimasta comunque la seggiola da nobile gregaria, contesa con Correggese, Piacenza e Delta Porto Tolle Rovigo. Quattro squadre in cinque punti, simili per qualità tecniche e, proprio per questo motivo, intenzionate a pigliarsi a sportellate fino al 10 maggio: gli uomini di mister Gianluca Zattarin partiranno dal quarto posto, a tre lunghezze dalla Correggese e due dal Piacenza, con la consapevolezza che un’eventuale vittoria nel derby servirebbe più che altro a tenere a debita distanza il Delta, in pace con se stesso (e in serie positiva) dopo la girandola infinita di allenatori susseguitisi allo stadio Gabrielli – tra esoneri, dimissioni e ritorni – da ottobre in poi. Il tecnico atestino, però, non si fida dell’Atletico: «Alleno l’Este da cinque anni e contro il San Paolo ho sempre fatto fatica» ammette Zattarin. «Noi, però, vogliamo far bene per arrivare davanti a Correggese, Piacenza e Delta. Sarà una sfida molto combattuta, in primis con il San Paolo e, a distanza, con le altre». L’ex stopper del Padova dovrà fare a meno di Bonazzoli (alle prese con il solito problema al ginocchio), Anderson Piva e Bicalho Albanesi. Più complicata, invece, la situazione della compagine patavina dell’Atletico San Paolo. Se n’è parlato tanto, tra parallelismi con il patatrac del Parma, contrasti tra squadra e dirigenza e una serenità che latita ormai da mesi. Mister Vito Antonelli, però, è riuscito a tirar fuori il meglio dai suoi giocatori, facendoli reagire nonostante lo zero alla voce rimborsi spese e un futuro legato a una cordata di genitori che vorrebbe salvare prima di tutto il settore giovanile e, in un secondo momento (forse), la prima squadra. «Questi ragazzi meritano un plauso perché ne hanno viste e sentite di tutti i colori ma continuano a dare il massimo», sottolinea l’allenatore sampaolino. «L’Este è una squadra attrezzata ma la salvezza è ancora possibile e anche stavolta faremo di tutto per avvicinarci a un traguardo che rappresenterebbe, più che un’impresa, una rivincita a livello umano». Non sarà della partita soltanto l’attaccante Alberto Rebecca, fermo da un mese e mezzo per un fastidio al ginocchio.

Ore 12.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Un altro sgambettino a Parlato? Indubbiamente a Sacile sarebbe gradito. Il tecnico del Padova (un ex) ha diversi estimatori in riva al Livenza. Amici non più tanti. Non gli è mai stato perdonato il passaggio al Pordenone nell’estate del 2013. PER LA GLORIA – La scorsa stagione il clan biancorosso “sottrasse” 2 punti ai ramarri di Parlato. Non bastarono a frenare la corsa del Pordenone verso il professionismo. In estate Parlato passò al Padova per ripetere con ancora più enfasi l’impresa compiuta in neroverde. All’andata al XXV Aprile i biancoscudati furono fermati da un gol di Dario Sottovia (oggi squalificato). Sulla panca sacilese c’era Mauro Zironelli. Fu uno dei tre soli “infortuni” subiti dal gigante patavino nel percorso verso la Lega Pro. Questo pomeriggio all’Euganeo, casa della capolista (72 punti, 8 più della seconda Altovicentino), Carlo Marchetto proverà a imitare il suo predecessore e rendere meno scontato il finale di stagione nel girone C. Fra gli uomini di Parlato mancherà un altro illustre ex liventino Daniel Niccolini (3 turni di squalifica per aver schiaffeggiato un avversario a Chioggia. La Sacilese (53) cercherà nuova gloria all’Euganeo con (3-4-3) Favaro, Peressini, Baggio, Manucci, Mboup, Favret, Boscolo Papo, Beccia, Craviari, Beccaro, Spagnoli.

Ore 11.50 – (Messaggero Veneto) Non è il campo ideale per fare risultato. Ma può essere la vetrina giusta per dimostrare di valere l’attuale terzo posto. Ecco la “mission” della Sacilese, oggi impegnata sul terreno della capolista Biancoscudati Padova (più 8 sull’Altovicentino, di scena a Belluno). Dieci vittorie in 12 partite per la squadra dell’ex Parlato nel ritorno. E per risalire all’ultima sconfitta dei veneti in casa bisogna andare indietro di quasi un anno (10 maggio 2014), quando il Cesena passò allo stadio Euganeo, che ancora era un palcoscenico della serie B. Per l’impresa bis. Insomma, infrangere l’imbattibilità dell’impianto biancoscudato pare impresa ardua. Ma anche all’andata la Sacilese riuscì in qualcosa in cui pochi credevano, ovvero infliggere alla già allora battistrada del torneo la prima sconfitta (1-0) stagionale. Oggi non ci sarà il match-winner del XXV aprile, Dario Sottovia, fermato per un turno dal giudice sportivo. In compenso Carlo Marchetto, rispetto al match prepasquale perso con l’Arzichiampo, ritroverà tre pedine fondamentali come Baggio e Manucci in difesa e Beccaro in attacco. Sull’altro versante è assente l’illustre ex Niccolini, alle prese con la prima di tre giornate di stop. Ma dal via dovrebbero vedersi un altro ex, Segato, in ballottaggio con Nichele per un posto in mediana, e soprattutto colui che ha contribuito a scrivere la storia recente del Pordenone, Emil Zubin, cui Parlato farà spazio nel tridente alle spalle di Amirante. Marchetto dovrebbe invece schierare il solito 3-4-3: Favaro; Peressini, Baggio, Manucci; Mboup, Favret, Boscolo, Beccia; Craviari, Spagnoli, Beccaro.

Ore 11.30 – Probabile formazione Padova (Gazzettino): Petkovic; Busetto, Sentinelli, Thomassen, Salvadori; Segato, Mazzocco; Ilari, Zubin, Petrilli; Amirante.

Ore 11.20 – (Gazzettino) Tutte le sue attenzioni sono giustamente rivolte alla Sacilese, ma cosa si aspetta dalla sfida Belluno-Altovicentino? «Parto dall’idea che preferisco portare a casa i miei tre punti, poi se sull’altro campo arriva un risultato a noi favorevole sarei ipocrita a dire di non essere contento». A questo punto il tecnico lancia un appello ai tifosi. «Più siamo e meglio è. Vorrei fare diventare l’Euganeo come l’Appiani, mi sa che è impossibile, però proviamoci». Le indicazioni relative alla squadra emerse nella rifinitura hanno lasciato aperto ancora qualche dubbio da sciogliere. «Devo valutare se cambiare qualcosa rispetto alla gara con la Clodiense. Forse solo i giovani hanno il posto assicurato», ossia Petkovic, Busetto, Salvadori e Mazzocco. È recuperato Cunico, anche se difficilmente sarà in campo dal primo minuto. «Sta bene, ma è inutile andare a forzare un giocatore se non è al 100 per cento». Zubin, quindi, è favorito per agire nella linea a tre con Ilari e Petrilli alle spalle dell’unica punta, ruolo nel quale Amirante dovrebbe essere preferito a Ferretti. In difesa Niccolini è squalificato, al suo posto Thomassen.

Ore 11.10 – (Gazzettino) «Siamo a un momento del campionato nel quale dobbiamo curare ancora di più il dettaglio per portare a casa la vittoria, che può sembrare facile, ma non è così. In questo momento bisogna mordere sempre l’osso e tenerlo in bocca. E dobbiamo ricordare sempre i nostri valori: siamo il Padova e fino al 10 maggio cerchiamo di lavorare al massimo delle nostre possibilità. Faremo di tutto per portare a casa i tre punti, però bisogna fare i conti anche con la forza dell’avversario e con le difficoltà che potremo trovare in campo». A proposito della Sacilese, all’andata vi ha inflitto la prima sconfitta in campionato. Uno stimolo in più? «Ci deve essere rispetto per l’avversario e al tempo stesso voglia di rivalsa per andare a pareggiare ciò che è successo all’andata. Affrontiamo una squadra viva, che è sempre propositiva nel giocare la palla e che mette in pratica gli stessi principi in casa e fuori, come dimostrano i suoi gol. Tra l’altro conosco la società (Parlato è stato allenatore due stagioni, ndr), prepariamoci all’impegno con la massima concentrazione. Ancora di più dobbiamo giocare tutti e undici, mi auguro di aver dato ai ragazzi le informazioni giuste, poi leggiamo la partita e ci regoliamo di conseguenza. Però la passione, la professionalità e la fame che ci stanno mettendo sono caratteristiche che dobbiamo ricercare anche in questa occasione».

Ore 11.00 – (Gazzettino) Può essere considerato l’ultimo vero scoglio da superare prima della discesa che porta verso la Lega Pro. Il Padova torna all’Euganeo per scrivere un’altra pagina importante della sua stagione entusiasmante nella sfida con la Sacilese, terza forza del campionato, staccatissima in classifica dai biancoscudati (19 punti), ma autentica mina vagante. Lo dicono i numeri: otto vittorie in trasferta, tre delle quali in altrettante gare sotto la nuova gestione Marchetto, e la casella dei gol equamente divisa con 26 sigilli fatti e 12 incassati sia nelle gare in casa e sia in quelle in trasferta, il che la dice lunga sulla filosofia di gioco dei friulani. Naturalmente il Padova non è da meno, anzi. E in casa ha fatto vedere sempre i muscoli lasciando solo in tre occasioni qualcosa agli avversari. Per il resto un cammino fantastico che i biancoscudati puntano a impreziosire con la dodicesima gemma a domicilio (altrettante quelle in trasferta) per vedere sempre più da vicino il traguardo del ritorno nei professionisti. «È una partita importantissima per il nostro percorso – sottolinea Carmine Parlato – dato che può portare ulteriori punti a un cammino straordinario, ma non è determinante».

Ore 10.50 – (Gazzettino) «Il Padova è fortissimo e i numeri lo testimoniano, ma noi vorremmo tanto rendere più interessante questa fine di campionato per tutti». Così presenta il match di oggi il tecnico della Sacilese Carlo Marchetto. «Sarà una gara affascinante – aggiunge – da giocare davanti a più di seimila persone. Quando ci ricapiterà?». Dopo il cambio in panchina per le dimissioni del precedente allenatore Mauro Zironelli i friulani, saldamente al terzo posto, hanno ottenuto quattro vittorie, tra cui quella a Belluno, un pareggio e un’unica sconfitta nell’ultimo turno casalingo con l’Arzignano Chiampo. Come noto, mancherà il cannoniere padovano Dario Sottovia (16 gol), ma rientrano in avanti l’altro padovano Beccaro e in difesa Baggio e l’ex Cittadella Manucci. VERSO IL TRAGUARDO. Con cinque partite da giocare e 15 punti ancora in palio, Cunico e colleghi per poter festeggiare la matematica promozione ne devono conquistare ancora otto. In pratica mancherebbero all’appello tre vittorie, sempre che nel frattempo l’Altovicentino, impegnato oggi a Belluno, domenica prossima a Valdagno nel derby con l’Arzignano Chiampo e poi a Castelfranco, non incappi in qualche passo falso. Se così non fosse ed entrambe le contendenti facessero il pieno di punti, il giorno del verdetto inappellabile potrebbe essere il 26 aprile, al termine della sfida casalinga con il Kras Repen, fermo restando che, qualora le distanze restassero invariate dopo le gare di oggi, dal prossimo turno ogni domenica potrebbe diventare quella giusta per la festa. Per evitare infine che lo scontro diretto del 10 maggio sia decisivo, il Padova può permettersi di pareggiare due delle prossime quattro gare. TIFOSI E TV. Oggi i botteghini sud dello stadio saranno aperti a partire dalle 13.30 ed è facile prevedere, vista la bella giornata e l’importanza della posta in palio, una cornice di pubblico di tutto rispetto.

Ore 10.30 – (Mattino di Padova, editoriale di Stefano Volpe dal titolo “E se da Belluno dovesse arrivare la buona notizia…”) Il conto alla rovescia è iniziato e l’esplosione della primavera ha risvegliato vecchie emozioni nel tifo biancoscudato. «Tutti allo stadio con la bandiera e vestiti di biancoscudo», questo l’appello lanciato ieri dalla Tribuna Fattori, con l’obiettivo di agghindare per la festa l’Euganeo. Padova ha voglia di assaporare un trionfo, dopo tre finali di stagione uno più beffardo dell’altro: dal sogno della serie A svanito nelle mani dello squadrone di Dal Canto, alla retrocessione annunciata dello scorso anno, tra contestazioni varie e l’aria sempre più spettrale del fallimento sportivo. Padova è ripartita da zero, ha trovato fondamenta solide e forse anche per questo la vittoria che non vede l’ora di celebrare assume un significato anche superiore del semplice ritorno tra i professionisti. Manca solo l’ultimo scoglio e non può che essere rappresentato dalla partita di questo pomeriggio. Nonostante i diretti interessati, in primis mister Parlato, si mantengano ancora cauti, i Biancoscudati sanno che la gara contro la Sacilese è la più importante della stagione. Oggi arriverà all’Euganeo la prima squadra capace di battere il Padova in questo campionato, che viaggia con il vento in poppa verso un ottimo terzo posto e che può vantare l’attacco più prolifico del girone. Il che non è detto che sia un male. I Biancoscudati finora hanno sofferto le squadre chiuse, arroccate, sbarcate nello stadio amico con l’obiettivo dichiarato di non prendere gol. Se c’è una squadra che non ragiona in questo modo è la Sacilese, pronta ad attaccare sulle fasce e anche a rischiare qualcosa pur di provare un colpaccio mai riuscito a nessuno quest’anno. Il Padova in casa non ha mai perso, raccogliendo 36 punti su 42 disponibili, ennesimo record di una stagione da primato. Manca l’ultimo passo e magari anche un regalo del Belluno, che battendo l’Altovicentino potrebbe consegnare al Padova (a patto che venga piegata la Sacilese) la vittoria del campionato già domenica prossima.

Ore 10.20 – Probabile formazione Padova (Mattino di Padova): Petkovic; Busetto, Sentinelli, Thomassen, Salvadori; Segato, Mazzocco; Ilari, Zubin, Petrilli; Amirante.

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) Vanno aspettati, quindi? «Sono una squadra da prendere con le molle, ma ai miei ragazzi prima della rifinitura ho ricordato che noi siamo il Padova. Dobbiamo evitare di crearci degli alibi, perché in questo momento potrebbe anche starci che qualcuno non riesca a fornire la miglior prestazione individuale, ma io spero che non accada sino al 10 maggio. Tutta la rosa, in particolare i primi undici, dovrà star bene con la testa». La squadra come sta? «Siamo riusciti a recuperare la condizione di qualche giocatore che era ancora un po’ in ritardo. Abbiamo la disponibilità di Cunico e anche di Bortot, averli è già importante anche se sono ancora un po’ a corto di benzina». La formazione è decisa? «Il mio dubbio principale è se confermare la formazione di Chioggia (con Dionisi in luogo di una punta, ndr) o se inserire qualcuno, in avanti o a centrocampo. Le possibilità sono Zubin dietro le punte, Ferretti davanti con Amirante arretrato, oppure ancora Nichele al posto di Segato. Ci sono tante situazioni che devo valutare». Difficile che Cunico parta quindi dal 1’? «Ne ho parlato anche con lui: è inutile forzare il rientro di un giocatore che non è al cento per cento. Fisicamente sta bene, ma non è ancora al top».

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) «Ed è per questo», spiega il tecnico biancoscudato, «che chiedo alla città, ancora di più in questo momento, di farci sentire il tifo e il calore. Contro la Sacilese più siamo e meglio è». È questo l’ultimo vero scoglio di questo rush finale? «Secondo me è una partita importante, perché affrontiamo una squadra che vuole raggiungere i playoff, ma non determinante. Se siamo arrivati a questo punto del campionato, non possiamo non curare ancora di più il dettaglio: prepariamoci a questa sfida con grande determinazione. Mi auguro di aver dato ai ragazzi le giuste informazioni, mi auguro intanto che mettano sul campo la passione, la professionalità e la fame che stanno dimostrando tutti i giorni». La Sacilese fu la prima a battervi. Voglia di rivincita? «Da una parte sì, dall’altra il ricordo dell’andata ci deve portare ad avere rispetto per l’avversario. Squadre come questa vanno affrontate cercando di metterle in difficoltà, vogliamo cancellare ciò che è accaduto all’andata ma sappiamo che affrontiamo una Sacilese viva, che gioca sempre la palla in maniera propositiva, e che viaggia, sia in casa che in trasferta, sempre seguendo gli stessi princìpi».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) «Vorrei che per un giorno l’Euganeo assomigliasse un po’ all’Appiani: facciamolo diventare una bolgia». Non c’è errore, le parole sono proprio queste: Carmine Parlato ricorda bene qual era il clima che si respirava in via Carducci, tra quelle tribune ha giocato in prima persona e mai, da padovano ormai acquisito, si sarebbe sognato di affiancare il tempio storico, il teatro dei sogni del calcio padovano, all’attuale cattedrale nel deserto. Stavolta ha le sue buone ragioni per farlo: alle 15 i Biancoscudati accolgono la Sacilese per la terz’ultima gara casalinga della stagione, la meta è vicina, ma quello di oggi è lo scoglio più duro sulla strada che porta alla promozione. E servirà perciò tutto il cuore della città, dei suoi tifosi, per trascinare il Padova alla ventiquattresima vittoria stagionale. Una vittoria che porterebbe con sé un peso notevole, perché già domenica 19 sul campo del Legnago potrebbe diventare la giornata della festa, se l’Altovicentino tra oggi (a Belluno) e la settimana prossima (con l’Arzignano) dovesse perdere qualche punto.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) La prevendita sta cominciando a decollare. L’aria di primavera attira i tifosi allo stadio Euganeo, che oggi potrebbe anche sfiorare le seimila presenze. La febbre da Lega Pro sta cominciando ad avvertirsi sempre più forte: «Siamo in dirittura d’arrivo, vediamo il traguardo sempre più vicino e dobbiamo continuare a fare la differenza con la nostra passione e con il nostro entusiasmo», ha scritto la Tribuna Fattori chiamando a raccolta i tifosi. «Tutti allo stadio vestiti di biancoscudo, tutti con la propria bandiera. Un muro biancoscudato deve accogliere l’ingresso in campo delle squadre!». I biglietti potranno essere ancora acquistati in prevendita fino alle 12.30 nei punti vendita e sul sito internet di Ticketone, mentre dalle 13.30 apriranno i battenti i botteghini sud dell’Euganeo. Prima della partita la società donerà un mazzo di fiori alla compagna e ai familiari di Giuliano Gobbo, lo storico tifoso biancoscudato scomparso una settimana fa all’età di 67 anni.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Se da una parte mancherà Niccolini, in casa Sacilese il giudice sportivo ha appiedato un altro elemento di peso: Dario Sottovia, padovano e match-winner del match d’andata, sarà in tribuna per squalifica. Nel suo “3- 4-3” il tecnico Carlo Marchetto (subentrato due mesi fa al dimissionario Zironelli) si affiderà in avanti alla verve di un altro padovano, Marco Beccaro, che ha giocato per 12 anni nel settore giovanile biancoscudato e che lo scorso dicembre è stato molto vicino al passaggio alla corte di Parlato, prima che il diesse De Poli virasse su Savio Amirante. Beccaro e Baggio rientrano dopo aver scontato un turno di squalifica, mentre in difesa troverà spazio l’ex Cittadella Andrea Manucci.

Ore 09.00 – Probabile formazione Padova (Corriere del Veneto): Petkovic; Busetto, Sentinelli, Thomassen, Salvadori; Segato, Mazzocco; Ilari, Zubin, Petrilli; Amirante.

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) La Sacilese è avversario ostico, ha subito solo 24 reti, è la difesa meno battuta ma è orfana di bomber Sottovia (16 reti), appiedato dal giudice sportivo. La squadra dovrebbe ricalcare quella vittoriosa a Chioggia, con Thomassen a far da spalla a Sentinelli al centro della difesa. In mezzo Segato e Mazzocco si metteranno in cabina di regia, davanti Ilari, Zubin e Petrilli con Amirante terminale offensivo avanzato. «Conosco bene la Sacilese — spiega Parlato — servirà grande determinazione. Sarà una gara importante ma non determinante. Dobbiamo mordere l’osso e tenerlo in bocca, perché non si può dire nulla finché la matematica non ce lo consente. Ricordiamoci i nostri principi, le qualità e i valori, perché noi siamo il Padova e c’è voglia di rivalsa dopo l’andata. Belluno-Alto Vicentino? Noi pensiamo a vincere, se poi arrivano risultati favorevoli tanto meglio. Faccio un appello ai tifosi: insieme a loro possiamo andare lontano. Voglio una bolgia». Il tecnico può contare su tanti giocatori a disposizione: Cunico partirà dalla panchina e pure Ferretti come fa trapelare velatamente Parlato: «E’ inutile forzare un giocatore che non è al 100%. Valuteremo con calma». La testa al campo quindi. Una vittoria può chiudere i giochi e permettere alla società di disegnare già il futuro.

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) Per capire l’importanza del match odierno per il Padova, è necessario analizzare attentamente le parole di Carmine Parlato. E non solo perché la capolista aspetta la Sacilese, terza forza del torneo e prima squadra a battere i biancoscudati in questa stagione, ma perché la gara è un crocevia imprescindibile in ottica promozione in Lega Pro. «Avrei un sogno: trasformare l’Euganeo nell’Appiani. Per questo chiamo a raccolta i tifosi. Più siamo, meglio è», chiosa il mister a margine della conferenza stampa post rifinitura. Insomma, serve l’appoggio di tutti per superare quello che sembra essere l’ultimo vero scoglio al ritorno tra i professionisti. Se il Padova oggi dovesse intascare i tre punti, l’obiettivo sarebbe a un tiro di schioppo. Molto dipenderà dall’Alto Vicentino, impegnato nella difficile trasferta a Belluno. In sostanza, questi 90 minuti daranno un orientamento fisso alla bussola del torneo. La squadra di Parlato si presenta al match nelle migliori condizioni. Recupera Cunico e Bortot, deve fare a meno solo dello squalificato Niccolini e vuole chiudere al più presto un discorso aperto a inizio stagione e ormai all’epilogo.

Ore 08.38 – Serie D girone C, il prossimo turno (trentesima giornata, domenica 12 aprile ore 15.00): ArziChiampo-Union Ripa La Fenadora, Belluno-AltoVicentino, Clodiense-Legnago, Fontanafredda-Union Pro, Giorgione-Kras Repen, Mezzocorona-Montebelluna, Mori S. Stefano-Tamai, Padova-Sacilese, Triestina-Dro.

Ore 08.36 – Serie D girone C, la classifica aggiornata: Padova 72, AltoVicentino 64, Sacilese 53, Clodiense 49, ArziChiampo e Belluno 48, Montebelluna e Union Pro 41, Legnago 39, Union Ripa La Fenadora 38, Fontanafredda 36, Tamai 35, Giorgione 30, Dro 29, Kras Repen 28, Triestina 26, Mori S. Stefano 15, Mezzocorona 12.

Ore 08.34 – Serie D girone C, i risultati della ventinovesima giornata: AltoVicentino-Fontanafredda 2-1, Dro-Giorgione 3-1, Kras Repen-Mezzocorona 7-0, Legnago-Belluno 3-2, Montebelluna-Tamai 1-1, Sacilese-ArziChiampo 0-2, Union Pro-Triestina 2-1, Union Ripa La Fenadora-Mori Santo Stefano 0-0.

Ore 08.32 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.30 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Box Uomo, Black Bell Tattoo, Maglietteveloci.it, Studio Pignatelli Netstore, InterBrau Birra Antoniana, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 11 aprile: rifinitura alla Guizza per i Biancoscudati, assente solo Aperi.



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