Venezia-Luparense, Cunico: “Questo Venezia è superiore anche al Padova dell’anno scorso!”

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«Quando ho visto il calendario con la prossima avversaria della Luparense, la reazione spontanea è stata di ridere: ritrovo subito il Venezia, e per di più il Venezia che ritorna a giocare al Penzo». Enrico Cunico è da lunedì sera il nuovo allenatore della squadra padovana, subentrando a Daniele Pasa al quale sono stati fatali la secca sconfitta di Verona (1-5) e il pareggio casalingo (2-2) con il Dro. Torna in pista l’ex tecnico arancioneroroverde, chiamato nell’estate di 5 anni fa in laguna proprio al posto di Paolo Favaretto e reduce dall’esonero della passata stagione quando era alla guida dell’Altovicentino, sostituito da Diego Zanin. «Il Venezia è il peggior avversario che potessimo affrontare domenica», ha ammesso l’allenatore vicentino, «ma sono allo stesso tempo molto contento di ritornare al Penzo, di rifare il percorso in barca verso Sant’Elena. Ho ricordi agrodolci dell’ultima partita da allenatore del Venezia al Penzo: vedere 4.000 spettatori per una partita di serie D è stato fantastico, purtroppo non riuscimmo a battere il Treviso e operare il sorpasso. Purtroppo ci venne annullato il gol ampiamente regolare di Ferretti, fossimo andati quel giorno +1 sul Treviso, quel campionato l’avrebbe vinto il Venezia». Invece ci fu il capitombolo (0-3) di Rovigo, frutto più del contraccolpo negativo a livello psicologico che per un cedimento tecnico, e il pareggio interno (2-2) con il Tamai che spinsero il Treviso a +7, Cunico venne esonerato e la nuova proprietà russa puntò su Gianluca Luppi. «A poche giornate dalla fine, potevo anche rimanere e giocare i playoff. Riflettendo a freddo, il campionato cominciò a scivolarci di mano a gennaio con i seri problemi fisici del povero Rigoni, le voci di un passaggio di proprietà, l’arrivo di Samokhin e di Korablin. Tutti fattori che tolsero un po’ di tranquillità». Cunico ha vissuto in prima persona l’avvio della gestione russa. «L’obiettivo principale era costruire il nuovo stadio e parallelamente portare la società in categorie più consone, quando è venuta meno la finalità essenziale credo che anche il sostegno verso la società sia scemato. Non mi sarei mai aspettato, però, una fine del genere, pensavo che perlomeno Korablin avesse puntato a conservare la Lega Pro». Niente di tutto questo, e adesso Enrico Cunico si ritrova il Venezia di fronte. «Questa squadra ha ben poco da spartire con la serie D, è nettamente superiore a tutte le altre, credo anche al Padova dell’anno scorso. Sono giocatori che non ti perdonano il minimo errore, quindi domenica i miei dovranno stare sul pezzo dal primo all’ultimo secondo, massima concentrazione, nessuna demoralizzazione anche se dovessimo andare sotto perché altrimenti rischi di fare brutte figure. So cosa vuol dire allenare una squadra che deve vincere a tutti i costi, come era l’Altovicentino l’anno scorso, ogni avversario ti affronta con mille motivazioni. Alla fine il Venezia vincerà il campionato con largo margine sulla seconda».

(Fonte: La Nuova Venezia)

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