Live 24! Padova-Mantova, la vigilia: rifinitura mattutina, testato ancora il 4-3-1-2

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Ore 21.30 – (Il Piccolo) Ha indossato lamaglia alabardata per due anni a cavallo dell’anno 2000, festeggiando nella seconda stagione la promozione in serie C1. Adesso Roberto Vecchiato è invece sull’altro fronte e come tecnico del Belluno si prepara domenica a ricevere la visita dell’Unione Triestina 2012. Vecchiato, la Triestina che arriva a Belluno è tecnicamente più valida dello scorso anno, ma in preda a mille traversie societarie: che squadra si aspetta? Io mi aspetto una squadra competitiva, perché a mio parere la Triestina ha una rosa importante a livello di nomi, con giocatori di qualità e di spessore. Per esperienza so che le vicende extracalcistiche influiscono, certo, ma è anche vero che in partita poi queste cose si azzerano: gli altri problemi ci sono prima e dopo, quando si va in campo si gioca e si cerca di mettersi in mostra. Ma si tratta davvero di una squadra più competitiva rispetto allo scorso anno? Sì, nel complesso mi sembra meglio attrezzata, ma io credo che anche l’anno scorso ci fossero giocatori molto buoni, per esempio Daniele Rocco. A Belluno arriverà una Triestina senza tifosi al seguito, una Triestina che anche in casa riesce ad avere poche centinaia di spettatori: nostalgia per i suoi tempi? Io a Trieste ho fatto due anni davvero belli, culminati con la promozione in C1. Il Rocco ospitava minimo 4-5mila spettatori, poi con la promozione in arrivo ancora di più. Il mio ricordo è quello di una Trieste ricca di grande entusiasmo per la sua squadra. Ora dispiace che ci sia questa situazione, come dispiace vedere uno stadio vuoto e sapere di una società con tanti problemi. Che poi non è neppure il primo anno che è così. Anzi, direi che dopo Berti, con il quale io c’ero, tutto poi è andato progressivamente a rotoli. Il suo Belluno è appena a 11 punti: vi aspettavate di più? Noi abbiamo cambiato qualcosina, ma sono stati piuttosto fastidiosi i quattro pareggi iniziali, perché sono delle vittorie mancate più che dei pari acciuffati. Poi abbiamo avuto episodi sfavorevoli sui rigori e anche troppi infortuni con una rosa non lunghissima. Ma anche noi come tutti abbiamo pregi e difetti. Dobbiamo sicuramente crescere in personalità. Il trend è sempre quello di lanciare i giovani? Certo, oltre alla verde età cerchiamo di privilegiare i ragazzi del territorio con molti giovani bellunesi, infatti lo scorso anno siamo arrivati in alto nel Progetto D Giovani, Fermo restando l’obiettivo che è quello di ottenere più punti possibili sul campo. Che partita si aspetta domenica? Una partita combattuta, la Triestina ha giocatori di qualità e temperamento. Noi però dobbiamo vincerla con le nostre qualità, ovvero attraverso il gioco come abbiamo fatto in questi anni. Poi però c’è di mezzo anche l’avversario…

Ore 21.00 – (Corriere delle Alpi) «Georges Petdji e Francesco Posocco non torneranno al Belluno nella prossima finestra di mercato». Augusto Fardin spiega che i due giocatori non vestiranno nuovamente la maglia gialloblù nel breve periodo. Fino ad ora il Belluno ha vissuto una stagione al di sotto delle aspettative ed è normale pensare che nel mercato invernale possa essere fatta qualche operazione, che però non comprenderà il ritorno di questi due ex. «Petdji abbiamo provato a riportarlo qui a settembre – spiega Fardin – è un 1996 e sarebbe potuto esserci utile, il suo procuratore, però, ha preferito dirottarlo alla Pro Patria in Lega Pro, dove sta facendo delle presenze, anche se la squadra è ultima. Ormai non credo possa venire da noi. Per quanto riguarda Francesco Posocco, è vero che sta giocando poco ,ma bisogna anche valutare la squadra con cui sta giocando, perchè sono primi nel girone B di Lega Pro e sono certo che più avanti troverà il suo spazio. Se lo hanno voluto in rosa vuol dire che ci tengono. Non tornerà da noi». Triestina avversario scomodo. La squadra alabardata arriva domenica al Polisportivo e non è sicuramente il cliente migliore da affrontare in questo momento della stagione, nel quale i gialloblù faticano a fare risultati. La nobile decaduta ha gli stessi punti del Belluno ed ha un organico di tutto rispetto. La squadra in questo inizio di stagione ha dovuto far fronte all’addio dei tifosi della curva Furlan che, dopo i play out contro il Dro dell’anno scorso, hanno deciso di non seguire più la Triestina e hanno iniziato una polemica con il presidente Pontrelli. E c’è stata anche l’esclusione dalla rosa di giocatori importanti, tra questi il bomber Emil Zubin. L’attacco della squadra, però, rimane super competitivo con l’ex Pordenone Paolo Zanardo e Mehdi Kabine, ex Belluno nella seconda stagione di C2. «A parte il Venezia un avversario vale l’altro – continua Fardin – non penso che i problemi della Triestina possano essere un vantaggio per noi, anzi, potrebbe essere uno stimolo in più per loro. È un match da tripla. Cosa ci sta succedendo? Non so darmi una spiegazione, sicuramente ci manca un po’ di cattiveria agonistica. La nostra stagione fino ad ora è al di sotto le aspettative ma la situazione non è mica drammatica. Adesso pensiamo alla Triestina. Un pronostico? Non ne faccio più». Davide Solagna operato. Il portiere del Belluno ieri mattina alle 11 è andato sotto i ferri per la rottura del menisco. Tra un mesetto dovrebbe tornare in campo. Contro la Triestina si gioca alle 15. La società gialloblù ha chiesto di posticipare di mezz’ora il fischio di inizio perchè prima verrà presentato il settore giovanile.

Ore 20.30 – (La Provincia Pavese) E’ proseguita ieri mattina la preparazione del Pavia in vista della trasferta di Gorgonzola (si gioca domani alle 20,30). Allenamento cui hanno partecipato quasi al gran completo tutti i componenti della rosa azzurra. Rimangono indisponibili gli infortunati Mattia Marchi e Stefano Del Sante e si è fermato anche Mattia Buongiorno che è stato sottoposto ad accertamenti medici, mentre per il resto mister Marcolini può contare sul resto dei giocatori a sua disposizione. E’ tornato in gruppo anche Federico Carraro che era stato assente domenica scorsa con il Pro Piacenza, mentre è in fase di recupero anche Claudio Bonanni. Si va verso la riconferma, salvo problemi o ripensamenti dell’ultim’ora, della formazione che ha fatto molto bene nell’ultima uscita. Marcolini non dovrebbe stravolgere un undici che ha funzionato e convinto. Oggi pomeriggio si svolgerà a porte chiuse la seduta di rifinitura. Quella di sabato sera sarà la prima di due uscite serali consecutive. Si giocherà alle 20,30 anche sabato 31 ottobre al Fortunati la gara Pavia-Padova. Poi gli azzurri torneranno in campo già mercoledì 4 novembre alle ore 15 ancora a Gorgonzola per il turno di Coppa Italia di Lega Pro che li vedrà opposti ancora alla Giana, formazione che si affronterà per due volte in dieci giorni. Il Pavia rimane in corsa anche in Tim Cup e qui l’impegno sarà mercoledì 2 dicembre alle ore 18 al Bentegodi con il Verona e in diretta televisiva sui Raisport. Si concluderà alle 19 di oggi la prevendita dei biglietti per Giana-Pavia tramite il circuito Best Union, i cui punti vendita di Pavia sono il bar Lanterna di via San Giovannino 23/25 e il bar Scala di via Scala 10/A. Il prezzo del tagliando è di €10 più il costo della prevendita.

Ore 20.00 – (Gazzetta di Reggio) Un inizio di stagione così così ma nelle ultime tre gare Paolo Frascatore è cresciuto molto. Però il terzino sinistro, di proprietà della Roma, resta coi piedi per terra e sogna un futuro giallorosso. E’ contento delle sue ultime prestazioni? «Dopo un primo ambientamento, dove tuttavia non penso di aver fatto solo male nelle prime uscite, è arrivata questa fase migliore che mi rende felice sia per le mie prestazioni che per i risultati della squadra. Prima, magari, potevo dare di più in alcune fasi di gioco». Possibile che le abbia pesato il confronto col Mignanelli dell’anno scorso? «Penso a me stesso e a dare il mio contributo alla squadra, altri discorsi li lascio fare ai tifosi». La presenza di Balzaretti, alla rifinitura pre-Mantova, ha fare scattare qualcosa in lei? «Mi sento con lui ogni settimana perché è una persona che stimo molto anzi, se dovessi fare metà della sua carriera sarei già soddisfatto. La visita mi ha fatto piacere perché ho sentito con la sua vicinanza quella della Roma ma già al telefono parlo con lui delle mie prestazioni ed è una cosa che va avanti da inizio stagione». E’ stato il cambio di modulo a giovarle? «Non penso anzi, sto cercando di adattarmi anche se l’ho già fatto in passato perchè mi ritengo più adatto ad una difesa a quattro. Così mi cambia molto perché a volte mi sembra di fare l’ala ma il fatto che adesso le cose vadano bene aiuta molto anche la mia prestazione». Non crede che questo cambio tattico non è dovuto alla poca incisività che prima la Reggiana aveva sulle fasce in fase offensiva? «Il motivo era il Mantova, una squadra con due attaccanti forti fisicamente, e per avere maggior protezione si è pensato ad una difesa a tre. Ne abbiamo trovato beneficio tutti undici quindi è stato giusto continuare così». Quindi vedremo sempre questa Reggiana? «Diciamo che è positivo saper interpretare due moduli, anche a partita in corso, poi sarà il tecnico in futuro, anche in base al tipo di avversario, a decidere come sistemarci in campo». Intanto il futuro prossimo è la Cremonese. «E’ una squadra tosta che sa difendere bene come tutte quelle allenate di Pea, è forte nei calci piazzati e fisicamente, poi credo che sia costruita per vincere ma noi dobbiamo continuare con la nostra mentalità a prescindere dal blasone o meno delle avversarie». Bisogna prendere spunti dall’amichevole fra le due squadre di due mesi fa? «Le partite d’estate fanno poco testo però ricordo la buona prestazione da parte nostra, tenendo sempre in mano il pallino del gioco, mentre loro sono sembrati una squadra molto compatta». Un match che arriva nel vostro miglior momento? «Tre vittorie consecutive danno grande convinzione ma non deve diventare presunzione perché bastano due sconfitte e sei già a metà classifica. Ogni vittoria va valorizzata con successive prestazioni sempre migliori».

Ore 19.40 – (Gazzetta di Reggio) Tutti fermi, c’è Rachid Arma. E’ stato questo l’effetto prodotto dal bomber della Reggiana che ieri mattina ha visitato l’Eurofluid, l’azienda di Claudio Lugli a Borzano di Albinea. Una visita di cortesia legata alla sponsorizzazione ma che ha ben presto scatenato l’entusismo di tutti i dipendenti che hanno colto l’occasione per scattare una foto e per avere un autografo dall’attaccante marocchino. Claudio Bertolini, capo fabbrica, è stato costretto a interrompere la produzione per consentire ai tanti appassionati e tifosi di poter conoscere il cannoniere della Reggiana. Va detto che Rachid Arma ha mostrato una straordinaria disponibilità e cortesia rispondendo anche alle pressanti domande di Marco Menozzi, Alan Patuelli e Fabio Rossi che sono tifosi delle Teste Quadre e del Gruppo Vandelli. Arma è stato invitato a portare la Reggiana in serie B con i suoi gol ma non solo. Ovviamente l’attaccante ha anteposto gli interessi di squadra rispetto al suo obiettivo personale anche se ha rimarcato che lo scorso anno a Pisa, dei suoi 16 gol solo tre sono stati realizzati di testa mentre tutti gli altri su azione. Lo stesso avvio di questo avvio di stagione con 5 reti in 7 partite. Un avvio fulminante. Va detto che l’atleta marocchino ha mostrato una straordinaria capacità di intrattenimento con i suoi ammiratori. Un perfetto ambasciatore del calcio granata. Solo quando Rachid Arma ha lasciato l’azienda, ovviamente accompagnato dai tifosi, la produzione aziendale ha ripreso e ovviamente con un caloroso applauso. E’ la dimostrazione, se mai ce ne fosse ancora bisogno, di una Reggiana che ha ritrovato in pieno tutto il suo fascino e la passione del suo popolo.

Ore 19.10 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Da quando è in Italia, “Dc9” ha firmato 39 gol. In questo 2015-16, con addosso la maglia del Pordenone, è già a quota 3. L’ultimo, quello sparato in rovesciata nella porta del Sudtirol al Bottecchia, per gli internauti di Sportube è il più spettacolare della giornata nazionale di LegaPro. Ieri gli sono arrivati gli elogi via mail dell’atalantino Mauricio Pinilla, il maestro delle cilene: «Bravissimo, complimenti». Potrebbe anche esaltarsi, ma Caio De Cenco, classe ’89, è un brasiliano atipico, tranquillo e riflessivo. Da buon “grande ramarro” (misura un metro e 90), si lascia andare a una piccola considerazione, quasi confidenziale: «Sì, quella palla l’ho colpita proprio bene». Amen. – Caio, lei ha già cambiato 9 squadre. Dove si è trovato meglio? «Direi a Monza, con Asta come mister. Ho imparato tanto. E poi qui sul Noncello, naturalmente». – La sua carriera in pillole? «Giocavo nell’Ipiranga di San Paolo, sempre da prima punta. Quando avevo 16 anni sono stato notato da un procuratore italiano, che mi ha portato al Boca San Lazzaro, alle porte di Bologna. Ci sono rimasto 4 mesi e abbiamo vinto il campionato di serie D. Lì ho capito che avrei potuto fare il professionista. Poi sono tornato in Brasile per un anno e mezzo, ho preso la cittadinanza e sono rientrato al Carpi, sempre in Emilia, nel luglio 2009». – Da lì ci sono state tante tappe: Bellaria, Cesena, Reggiana, Monza, Pavia, Spal, Pontedera, Pordenone. Oggi lei vale più di 100 mila euro: se lo aspettava? «Cerco sempre di migliorare». – Soffre le marcature dei difensori italiani? «Sono molto aggressivi, qui segnare non è mai facile». – Si dia i voti rispetto ai fondamentali. «Preferisco i giudizi: buon colpo di testa e bel sinistro. Destro migliorabile, resta il mio piede debole». – Le sue caratteristiche tecniche? «Mi ritengo un attaccante moderno: corro, presso e lotto, sfruttando peso e statura». – Ma dove può arrivare questo gruppo neroverde? «In alto, perché siamo una squadra. Diamo a Tedino i suoi meriti. In ogni caso il primo step resta la salvezza. Acquisito quel traguardo, penseremo agli altri». – Non le sembra di volare troppo basso? «No. Il girone A è il più tosto della C. La classifica è compressa e ci sono diverse formazioni di valore». – Una su tutte? «Il Pavia: ha un organico di alto livello. Se comincia a vincere, per me prende il largo». – Playoff: sogno o realtà? «È presto, intanto diamo il massimo ogni domenica». – Perché è venuto proprio al Pordenone? «Il progetto della società è chiaro e serio. Mi ha subito convinto, facendomi sentire coinvolto». – Tre aggettivi per descrivere la città? «Tranquilla, carina, pulita. Abito in centro e ci vivo bene».

Ore 18.50 – (Messaggero Veneto) Il Pordenone domenica ritroverà due vecchie conoscenze: Riccardo Barbuti (classe ’92) e Francesco Potenza (’86). La coppia di ex attaccanti neroverdi, infatti, è in forza al Lumezzane. Il primo sta disputando una signora annata, con 7 presenze e 2 reti, mentre il secondo non ha ancora visto il campo. In riva al Noncello pochi si sono dimenticati di loro, perché alla fine sono legati a una stagione storica, la prima in Lega Pro della squadra cittadina. Arrivarono entrambi nell’estate 2014, Barbuti in ritiro a Piancavallo e Potenza già il giorno del raduno. Il primo si presentò con proclami da grande: “Faccio 10 gol e salvo il Pordenone”. Rimasero fino a gennaio, quando andarono rispettivamente alla Torres e al Lumezzane. Se per il più vecchio, calabrese di Cirò Marina, la società non versò molte lacrime, per la punta di Sassuolo dirigenza e il tecnico, Fabio Rossitto, videro la sua partenza in maniera negativa. Col suo lavoro sporco, sgravava Maccan da un sacco di compiti, permettendogli di essere più lucido in fase di finalizzazione. Ma scelsero entrambi di andare a giocare di più: fece molto bene Potenza, con 16 gare, 4 gol e un contratto rinnovato fino a giugno 2016; meno Barbuti, con 10 presenze, 2 reti e i problemi legati alla pubalgia. All’orizzonte adesso c’è la gara da ex, la seconda per entrambi dopo quelle del girone di ritorno della scorsa stagione. Occhio a Barbuti, molto pericoloso nel ruolo di unica punta nel 4-5-1 di D’Astoli: meglio non fidarsi di un vecchio amico.

Ore 18.30 – (Messaggero Veneto) La notizia non sta nella vittoria per 7-0. La si trova nel rientro di un grande cuore neroverde: Gianni Careri. Ieri il portiere del Pordenone è tornato in campo, a distanza di poco più di 5 mesi dalla sua ultima gara ufficiale. Dall’Albinoleffe il 10 maggio, dal suo sacrificio di giocare infortunato perché esauriti i cambi, a un’amichevole col Vivai Rauscedo, in cui ha giocato 45’: il calvario è finito, l’estremo bolognese ora c’è. «Sono contento – ha detto a fine gara – non vedevo l’ora di giocare una partita. Ringrazio la società che mi ha aspettato e dato fiducia». Il rientro. Le parate di Careri, assieme al gol di Maracchi, erano valse l’aggancio ai play-out con l’Albinoleffe. Gianni ha poi aspettato un’estate, sia per riprendere sia per conoscere la scelta della società (confermarlo o no?). E ieri, dopo tanti allenamenti, è finalmente sceso in campo. Un tempo contro una squadra di Prima categoria, in cui si è limitato all’essenziale: la prima vera parata l’ha compiuta oltrepassato il 40’, un tuffo alla sua sinistra per bloccare un colpo di testa. Il resto è stato ordinaria amministrazione: tenere unito il reparto difensivo, effettuare qualche uscita, far ripartire l’azione. «Ho ripreso confidenza con gli spazi e le distanze – ha affermato – ed è stato stimolante guidare i giovani che avevo di fronte. E’ stato un bel rientro, positivo. Dolori fisici? Nessuno, per fortuna». Quindi Tedino sa di avere un’arma, una sicurezza in più. Careri conferma di avere le caratteristiche del capitano (ieri ha chiuso la gara con la fascia) dimostrando maturità e umiltà: «Giocare? Fino a quando i risultati sono questi, io sto al mio posto. La squadra sta andando bene, non c’è motivo di cambiare portiere. Io sono solo onorato di far parte di questo gruppo». Il resto. Nei 90’ il Pordenone ha battuto facilmente il Vivai, capolista a punteggio pieno in Prima categoria. Le reti: doppietta di Buratto e di Valente, quindi i giovani Parpinel, Savio e Pignata. Nel 4-3-3 iniziale ha trovato spazio chi ha giocato meno ultimamente, da Gulin a Buratto, Valente, Baruzzini (molto positivo il suo match), Talin e anche tanti “baby”, da Parpinel (’98) a Bucca (’98) – titolari – passando per De Anna (’98). Intanto, mentre si è deciso che Padova-Pordenone si giocherà domenica 8 novembre alle 15, anche Mauricio Pinilla, centravanti dell’Atalanta e “re” delle rovesciate, si è congratulato tramite Instagram con De Cenco, autore della magnifica prodezza con l’Alto Adige. Applausi pure dalla serie A.

Ore 18.00 – (Gazzetta di Mantova) Il Mantova domani sarà seguito a Padova da 150-200 tifosi, che viaggeranno con auto private e con un pullman allestito dal Centro di Coordinamento. La prevendita dei biglietti del settore ospiti chiuderà questa sera alle 19 al Bar Mulina (via Trento 2) e all’ex Punto Snai (piazza Arche 4) di Mantova e al Bar Torresani di Bagnolo San Vito. I tagliandi costano 7 euro più diritti di prevendita. Sarà possibile acquistarli anche domani ai botteghini dello stadio, ma lì costeranno 13 euro.

Ore 17.40 – (Gazzetta di Mantova) Dopo il fallimento del 2014 e la ricostituzione immediata della società, il Padova lo scorso anno ha vinto trionfalmente il proprio girone di serie D ritornando subito tra i professionisti. Alla guida dei veneti una coppia nota, costituita da mister Carmine Parlato, ex difensore centrale del Mantova di patron Cioli, e dal suo secondo Rino Lavezzini, che portò i biancorossi ai playoff (stagione 1998/99) e che ebbe pure una sfortunata esperienza successiva con la Poggese in C2. Entrambi sono stati confermati per il campionato di Lega Pro e insieme al mantovanissimo bomber Cristian Altinier costituiscono gli ex da parte padovana. Le intenzioni del club biancoscudato in estate sono parse subito ambiziose. Confermato il blocco dei pezzi pregiati esperti: Dionisi, Niccolini (in difesa), Petrilli (a centrocampo), Ilari e il 37enne fantasista Cunico in attacco, oltre al talentuoso 20enne Mazzocco. Su questa ossatura il Padova ha inserito elementi di qualità come il centrale difensivo Diniz dal Lecce, il 33enne Fabiano dal Martina Franca, l’esterno sinistro Favalli (’92) dalla Cremonese, il regista Bucolo (27 anni) sempre dal Martina Franca che fa reparto insieme al 35enne Corti (ex Varese). In attacco sono arrivati due pezzi da novanta: il già citato Altinier e il 36enne Neto Pereira che solo lo scorso anno militava nel Varese in serie B. Il Padova è partito forte, conquistando 7 punti nelle prime tre gare: poi è arrivata una crisi con due pareggi e due sconfitte nelle ultime quattro partite. In casa due vittorie (Pro Patria e Lumezzane) e una sconfitta (0-2) contro il Sudtirol.

Ore 17.20 – (Gazzetta di Mantova) Sarà sciolto soltanto questa mattina, al termine della rifinitura che il Mantova svolgerà sul prato del Martelli, l’unico dubbio che resta sulla formazione che andrà in campo domani (ore 15) all’Euganeo contro il Padova. E stavolta non si tratta di pretattica, visto che mister Riccardo Maspero ha le idee chiarissime sull’undici che vorrebbe schierare. Ma il tecnico biancorosso deve fare i conti con i tanti piccoli acciacchi che da giorni stanno condizionando la preparazione di alcuni calciatori. Ieri è stato risolto il dubbio legato alle condizioni di Sereni, che non sarà del match (almeno inizialmente) all’Euganeo. Il terzino non ha lesioni muscolari, ma è condizionato da un problema posturale che va risolto prima di forzare. Dalla risonanza magnetica sono arrivate buone notizie anche per Caridi: niente lesioni muscolari ma una forte contrattura con relativa infiammazione. Lo staff medico spera di recuperarlo per la prossima gara in casa con la Giana Erminio o al più tardi per la successiva trasferta di Bassano. Detto del capitano e dell’attaccante Anastasi che è fermo ai box per un’infiammazione al ginocchio, resta dunque da sciogliere il dubbio legato agli interpreti che a Padova copriranno la fascia sinistra dell’Acm. Maspero sceglierà stamani fra due soluzioni: se Di Santantonio (ieri a riposo per un leggera febbre e il solito dolore al piede dovuto a un ematoma) recupererà, il mister lo farà giocare esterno sinistro di metà campo, con alle spalle Foglio nel ruolo di terzino. In caso contrario, il giovane Longo giocherà in difesa e Foglio agirà davanti a lui sulla linea mediana. Per il resto, modulo (4-4-2) e formazione confermati: Bonato in porta; Trainotti, Gavazzi, Scrosta e Foglio (o Longo) in difesa; Zammarini, Dalla Bona, Raggio Garibaldi e Di Santantonio (o Foglio) a centrocampo; Ruopolo e Momentè in attacco. Da Padova arriva invece la notizia che mister Parlato sta provando il modulo 4-3-1-2. Probabile formazione: Favaro; Dionisi, Diniz, Fabiano, Favalli; Bucolo, Giandonato, Corti; Petrilli (o Cunico); Altinier, Neto Pereira.

Ore 17.00 – (Gazzetta di Mantova) Alla vigilia della trasferta di Padova il presidente Sandro Musso gioca l’X2 e lascia intendere che anche un pari lo soddisferebbe in pieno, vista la difficoltà dell’impegno che attende i biancorossi e soprattutto la «necessità di dare seguito al successo ottenuto domenica scorsa». Insomma, in casa Acm dopo avere rialzato la testa l’imperativo è «trovare continuità», senza per questo ovviamente rinunciare a giocarsela fino in fondo anche per i tre punti. Musso osserva l’allenamento del giovedì seduto in panchina e, mentre lo vede sgambettare sul prato del “Dante Micheli”, ribadisce il suo apprezzamento per il baby Zammarini: «Questo ragazzo è davvero bravo». Ma non è sulla qualità dei singoli che il numero uno di Viale Te ripone le sue speranze in vista della sfida di Padova: «Vorrei rivedere in campo la determinazione, la grinta, la compattezza e il carattere che la squadra ha messo in mostra nell’ultima gara – spiega Musso -. Spero che ci sia in tutti la consapevolezza che, con i tre punti di domenica scorsa, non abbiamo fatto ancora nulla. Restiamo in una situazione difficile e dobbiamo uscirne continuando a lottare su ogni palla dal primo all’ultimo minuto di gioco». In poche parole, il presidente chiede al suo Mantova di «restare umile» e di «mettere al bando la voglia di strafare». Di non mollare la presa, insomma. Il confronto con il Padova preoccupa un po’ Sandro Musso perché gli avversari, reduci da due sconfitte e da un deludente pareggio, si trovano sull’orlo di una crisi: «Loro hanno una buona squadra, esperta e con dei valori importanti, ma sono messi più o meno come eravamo messi noi alla vigilia dell’ultima partita – spiega Musso -. Dunque vorrei evitare di fare la fine del Lumezzane… La cosa fondamentale è non perdere, anche se ovviamente ciò non significa che il Mantova andrà a Padova rinunciando a cercare la vittoria». Quella di domani è anche una gara che propone la sfida nella sfida fra i bomber ex di turno, Ruopolo e Altinier. E Musso sul tema si esprime così: «Da parte mia conto molto su Ruopolo e Momentè, che hanno i mezzi per finalizzare la manovra della squadra, come hanno dimostrato anche contro il Lumezzane. Per quanto riguarda Altinier, è un ragazzo che ho conosciuto bene la scorsa estate e per il quale ho grande stima. Proprio oggi (ieri per chi legge, ndr) è diventato papà con la nascita di Melita e gli ho fatto gli auguri. perché siamo rimasti in contatto e ogni tanto ci sentiamo. So che in questo momento avrebbe bisogno di far gol e, se potessi scegliere io l’esito della partita – conclude il presidente biancorosso -, mi piacerebbe che vincesse il Mantova ma anche che Cristian segnasse una rete».

Ore 16.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Tornare alla vittoria. È questo l’imperativo della vigilia in casa biancorossa a poche ore dal match contro il Novara. Il Vicenza davanti ai propri tifosi è reduce da quattro pareggi consecutivi e la voglia di riassaporare i tre punti è tanta, anche in considerazione della prima sconfitta stagionale di sabato scorso a Vercelli. «Finora in casa non abbiamo mai sbagliato la partita, ma se abbiamo pareggiato troppo evidentemente c’era da fare di più – spiega Pasquale Marino –. Contro il Novara dovremo dare il massimo per iniziare a fare punti pesanti anche al Menti». Dopo otto giornate il Vicenza ha ottenuto 11 punti e qualcosa si è perso per strada, forse più per demeriti dei biancorossi che per meriti degli avversari. «Nel calcio si può e si deve migliorare sempre, noi dobbiamo crescere in attenzione e concentrazione. A Vercelli non sono d’accordo con chi ha detto che abbiamo avuto un approccio sbagliato alla partita, perché già dopo sette minuti avevamo segnato una rete regolare con Giacomelli, andando al tiro un’altra volta e creando con Raicevic una nitida occasione da gol fallita di poco. Detto questo abbiamo certamente commesso disattenzioni che andranno via via eliminate, ci stiamo lavorando e siamo consapevoli di dover migliorare in fretta». Contro il Novara tornerà a disposizione Laverone che dopo i tre turni di squalifica potrebbe subito ritrovare una maglia da titolare, anche perché Giacomelli ha saltato la rifinitura e la sua disponibilità è in dubbio. «Giacomelli ha la febbre, vedremo l’evoluzione e valuteremo domani (oggi per chi legge ndr ) – spiega Marino –, decideremo insieme al giocatore e allo staff medico. C’è da considerare bene la situazione anche perché dopo il Novara dovremo giocare martedì a Trapani e lunedì a Cagliari e quando ci sono gare così ravvicinate si deve valutare con attenzione anche il recupero. Intanto pensiamo al Novara, solo dopo potremo ragionare in funzione di Trapani anche se è probabile che per quella partita potrei cambiare qualcosa». La bussola del presente però punta dritta ai piemontesi che, penalizzazione a parte, hanno raccolto sul campo gli stessi punti del Vicenza. «Il Novara ha un organico importante – sottolinea Marino – e per batterlo servirà giocare un’ottima partita gestendo al meglio gli episodi determinanti in una partita di calcio. Giochiamo in casa davanti al nostro pubblico che, come è sempre accaduto finora, saprà darci una spinta notevole verso la vittoria. I nostri tifosi ci hanno sempre sostenuto perché l’impegno della squadra è sempre stato totale e questo è un particolare che per la tifoseria vicentina è importante. Loro, come noi, vogliono un Vicenza vincente. Contiamo di invertire la striscia di pareggi ottenuti finora al Menti con una vittoria che darebbe a tutto l’ambiente una spinta importante in vista di due trasferte insidiose».

Ore 16.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Continua senza intoppi l’avvicinamento del Venezia allo scontro al vertice di domenica a Campodarsego (ore 14.30). In terra padovana si sfideranno la prima e la seconda della classe, entrambe imbattute, con i ragazzi di Paolo Favaretto determinati a cogliere la 9. vittoria in 10 giornate per salire a +7. Unico neo le squalifiche di Serafini e Calzi, ma Maccan e Soligo danno ampie garanzie: nessun appiedato invece nel Campodarsego tranne il tecnico Andreucci che siederà in tribuna. Tre i nodi da sciogliere nella formazione, Luciani-Galli per il terzino sinistro, Callegaro-Acquadro e Gualdi-Malagò per le mezzali. In vista di domenica la Curva Sud invita i tifosi a seguire numerosi la squadra nel big match: l’appuntamento è nel parcheggio di via Torino-angolo Corso del Popolo (ex deposito Actv) con partenza alle ore 12.30. Allo stadio Gabbiano di Campodarsego saranno aperte dalle ore 13 tre biglietterie, una delle quali in tribuna ospiti, con costo del biglietto fissato a 10 euro in tutti i settori.

Ore 15.40 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Serata tutta veneziana per Joe Tacopina, presidente dell’Unione Calcio Venezia. In occasione della partita Juventus – Borussia Mönchengladbach l’avvocato italo-americano è stato invitato con il suo staff al ristorante Al Colombo dallo Juventus Club Venezia Bianconera, per essere poi intervistato in diretta da Sky Sport Tv. Un grande schermo è stato allestito in una saletta appartata del ristorante, dove ha preso posto una delegazione del club assieme al giornalista Sky Gianluca Di Marzio. Al termine della partita, anche se visibilmente delusi, i tifosi bianconeri hanno voluto donare un pallone d’oro in vetro di Murano, opera di Antonio Seguso, ad Alessandro Del Piero, in questi giorni a Los Angeles. «Non sappiamo quali siano i criteri di assegnazione del Pallone d’Oro – ha detto il presidente del club, Massimiliano Rosa – comunque questo è il nostro omaggio ad Alex, che per noi rimarrà sempre il più grande campione». Tacopina ha raccontato di aver sentito telefonicamente, prima della partita, Gianluigi Buffon, suo grande amico. «Sono orgoglioso di avere un rapporto di stima e affetto con lui – ha detto Tacopina – è un grande portiere, il numero uno al mondo». Intanto, durante il proseguo della cena, Tacopina ha lasciato l’aplomb alla Harrison Ford per abbracciare le più caserecce caricature di Lino Toffolo, mostrando di apprezzare assai il vino bianco secco e tentando di parlare in uno stentato dialetto veneziano: «Me piaze el vin, mi no so imbriago, forsa Venessia». Frasi suggerite dal suo staff, ma Tacopina ha ribadito di voler migliorare il suo italiano e che in breve tempo ce la farà a comprenderlo e a farsi capire. Poi la passeggiata lungo Piazza San Marco ed il giro in gondola a mezzanotte, sempre seguito in diretta da Sky. «Venezia ha una grande storia – ha concluso il presidente dell’Unione – ed anche la sua squadra di calcio possiede un importante passato. È un connubio che ci porterà avanti. Il Venezia ha vinto nove partite consecutive, sarebbero otto ma un arbitro ci ha messo del suo: io le considero nove tonde tonde». Dopo i giorni veneziani, Tacopina è ripartito per la sua New York, pronto a tornare in laguna in occasione del derby contro il Mestre.

Ore 15.20 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Il Venezia si mette alla prova con il Campodarsego. Dopo aver piegato Virtus Vecomp e Calvi Noale, gli uomini di mister Paolo Favaretto domenica saranno al «Sant’Andrea» per la sfida contro la squadra più in forma del momento, arancioneroverdi esclusi. Imbattuti, proprio come il Venezia, i padovani inseguono in seconda posizione con 21 punti (6 vittorie e 3 pareggi) e se alla distanza è assai probabile che venga fuori soprattutto il valore dei veronesi della Virtus, in questo momento sono proprio i biancorossi quelli da tenere d’occhio. «È una squadra che ha entusiasmo e gioca bene», avverte il ds Giorgio Perinetti. Gli uomini di mister Favaretto (25 punti fritto di 8 vittorie e 1 pareggio) hanno tutta l’intenzione di proseguire a pieno ritmo. «I ragazzi si stanno comportando molto bene, non hanno sbagliato nulla fino ad ora. Hanno sempre risposto bene – osserva il ds – compresi i più giovani e quelli che sono stati chiamati in causa». Domenica mancheranno Serafini e Calzi, squalificati. Il Campodarsego invece dovrà fare a meno di mister Antonio Andreucci. Squalifiche a parte, la squadra si sta allenando al completo e anche Barreto è ormai rientrato a pieno nel gruppo. «Sarà la nostra arma in più», osserva Perinetti artefice dell’arrivo del brasiliano in arancioneroverde. Intanto ieri è ripartito per gli Stati Uniti il presidente Joe Tacopina, dopo aver trascorso i suoi primi dieci giorni da numero uno in laguna. Una presenza che ha acceso i riflettori sul Venezia come mai accaduto prima, neanche ai tempi della Serie A. Di questo clamore mediatico la squadra non ne ha risentito, anzi. «Sono tutti ragazzi seri, professionisti. Il clamore è solo intorno al presidente, che da parte sua ha visitato molto spesso la squadra. I ragazzi sentono la responsabilità ma non c’è una pressione aggiuntiva per questo. Sanno – chiude Perinetti – che se faranno bene in questa stagione ne guadagneranno, in termini economici e di prestigio». L’ultimo flash veneziano su Tacopina si è acceso mercoledì in tarda serata, con Sky in collegamento da Piazza San Marco e traversata in gondola in Canal Grande: a bordo il presidente e Gianluca di Marzio. Tra le curiosità emerse, l’invito (un domani) a Gigi Buffon: «Lo ammiro – ha detto il presidente – è il più grande portiere al mondo. Quando deciderà di lasciare la Juve e la Nazionale, ci sarà un posto qui per lui». E un particolare sul suo amore per il calcio: «Me l’hanno trasmesso i miei genitori, fin da piccolo sono stato tifoso della Roma. In Italia – ha aggiunto – c’è la possibilità di unire passione e business». E in una D sempre più veneziana, domani scenderà in campo il Mestre, nell’anticipo con il Giorgione, mentre domenica il Calvi Noale sarà impegnato con il Monfalcone.

Ore 15.00 – (La Nuova Venezia) Arrivederci a metà novembre: Joe Tacopina ha lasciato ieri Venezia, dopo due settimane, per far ritorno a New York. Riflettori sempre accesi sul presidente del Venezia, e di conseguenza sul calcio veneziano, dal giorno della presentazione ufficiale a Ca’ Sagredo fino a mercoledì sera quando è stato ospite in centro storico del club juventino Venezia Bianconera, insieme a Dante Scibilia, Giampaolo Marcheggiani e Veronica Bon. Tappa intermedia in vista del collegamento con Sky e l’intervista di Gianluca Di Marzio. Tacopina in gondola, da Piazza San Marco al ponte dei Sospiri, sfidando una temperatura sempre più rigida e qualche colpo di vento, con ritorno verso il Canal Grande e sosta davanti all’illuminata basilica della Salute, prima di avvicinarsi alla Fondazione Guggenheim. Il presidente Massimiliano Rosa ha fatto gli onori di casa di Venezia Bianconera con tanto di pallone d’oro di vetro di Murano da donare ad Alessandro Del Piero, collegato in diretta da Los Angeles visto che il tema della serata era “Un italiano negli Stati Uniti, un americano in Italia”. «Per me i tifosi sono il cuore di una squadra di calcio», ha sottolineato Tacopina seduto in gondola, «io ci sono e ci sarò sempre per loro. Qua a Venezia vogliono tornare grandi». Non è mancato un passaggio sulla stadio. «Quando saremo in serie A», ha confermato ancora una volta Joe Tacopina nel corso dell’intervista su Football Night, «avremo il nuovo stadio. I tempi sono cambiati. Oggi sono maturi. Sono sicuro che ci riusciremo anche grazie al supporto e alla lungimiranza di un sindaco-imprenditore come Luigi Brugnaro».

Ore 14.40 – (Mattino di Padova) Per i veneziani, Campodarsego «xe on paesoto». Di 14mila abitanti, ma pur sempre un paesetto. Figuriamoci cosa può essere per il neo presidente del Venezia Joe Tacopina, originario di Brooklyn, “quartiere” di New York che di anime ne conta quasi tre milioni. «Campodarsego is a tiny town», detto con quell’inconfondibile pronuncia yankee. Una cittadina minuscola, appunto. Ma il calcio di paese, si sa, è nato sotto i campanili: i campi sportivi nascosti dietro le chiese, le piazzette e le trattorie identificano da sempre le piccole realtà. E del «Venèssia», in questi giorni, si sta parlando nei bar di Bronzola, Fiumicello, Reschigliano e Sant’Andrea, piccoli “centri nel centro”. Si parla del Venezia, ma soprattutto di questo Campodarsego che domenica si giocherà un pezzo di vetta contro la corazzata del capoluogo. A -4 punti dal Venezia, squadra che non solo ”può” ma anche “deve” vincere il campionato, non ci sono le gettonate Virtus Verona, Mestre, Belluno o Triestina. C’è il Campodarsego, società che fino a cinque anni faceva la gavetta in Prima Categoria, prima della rivoluzione voluta dal presidente e imprenditore del posto Daniele Pagin. Nell’ultima estate in casa biancorossa, però, c’è stata una seconda ventata di cambiamento: stop agli acquisti di grido e largo a giocatori funzionali come Raffaele Cacurio, attaccante mestrino 27enne, arrivato con i vari Merlano, Radrezza, Piaggio e Pellizzer alla corte di mister Andreucci. Cacurio conosce bene la Serie D (in cui ha esordito ormai nove anni fa) e soprattutto il calcio lagunare. Lì, infatti, ha tirato i primi calci al pallone: «Ho giocato nove anni nelle giovanili del Venezia e nel 2006 sono stato aggregato alla prima squadra, che al tempo militava in C/1» racconta l’esterno offensivo, capocannoniere dei biancorossi con 5 gol. «Anche se ho già incontrato il Venezia qualche anno fa sarà comunque una sensazione strana: questa società, per tradizione, storia e tifosi, non c’entra nulla coi dilettanti». E, a quanto pare, non c’entra nulla nemmeno col girone C, visti i risultati raccolti finora (8 vittorie e un pareggio): «È’ uno squadrone costruito per la Lega Pro», continua Cacurio. «E poi conosco bene il mister, Paolo Favaretto, che ho avuto per tre anni proprio a Venezia. Un grande allenatore e per il calcio veneziano è addirittura un’istituzione». Il bomber del “Campo” non riesce a nascondere la passione per la maglia arancioneroverde, ma anche domenica prossima, dopo l’eurogol che nell’ultimo weekend ha condannato la Luparense, vuole essere protagonista: «Ho la fortuna di far parte di un gruppo stupendo e penso che in campo il grande affiatamento si veda. Domenica dovremo pensare a fare solo il nostro, giocando come abbiamo fatto finora: il Venezia è forte, ma noi non abbiamo paura».

Ore 14.10 – (Gazzettino) Alessandro Salvi, ventisettenne difensore di fascia destra del Cittadella, è l’ex di turno nella partita di domani (17,30) contro l’Albinoleffe allo stadio “Azzurri d’Italia” di Bergamo. Il calciatore lombardo ha un tifoso che lo segue sempre e che anche domenica scorsa è arrivato da Bergamo in moto per vedere il figlio contro la Giana Erminio. «È mio padre – svela Alessandro -, ma i miei tifosi speciali sono anche la mia ragazza Martina e a volte mio figlio Daniele che ha quattro anni». Il papà, Giovanni, ha una dote di discrezione non comune tra i genitori. Precisa il difensore granata: «Mi segue fin da bambino e per me è un punto di riferimento insostituibile. Sa trasmettermi la sua esperienza di vita fuori dal campo senza interferire sulle mie scelte di calciatore. Apprezzo la sua presenza preziosa e non invadente. In trasferta viene in moto perchè ama molto le due ruote». Con la maglia dell’Albinoleffe Salvi ha disputato cinque campionati. «Ho iniziato nelle giovanili del Curlo, il mio paese natale, passando poi all’Alzano Virescit, dove sono rimasto quattro anni. All’Albinoleffe ho giocato due anni nella Primavera, poi sono andato per due campionati a Prato in prestito (e qui ha trovato la sua ragazza, ndr) per rientrare nella società bergamasca in B per due stagioni e tre in Lega Pro». L’approdo a Cittadella quest’estate. «Della società granata – spiega – ne avevo sentito parlare sempre bene, in particolare dal mio procuratore Filippo Breschi, che nel 2003/04 ha giocato a Cittadella. Posso confermare di trovarmi a mio agio sotto tutti gli aspetti. Come era nelle mie aspettative l’ambiente è ideale per lavorare in tranquillità e la cittadina è confortevole». Sul suo ruolo, dice: «In questi ultimi campionati ho giocato terzino destro basso, ma fino alla Primavera ho fatto in prevalenza l’esterno alto. Non ho problemi di adattamento e seguo senza difficoltà le richieste dell’allenatore a seconda delle situazioni che si presentano». Sulla Festa del Tifoso Granata di martedì scorso, a cui ha partecipato, dice: «È stato veramente tutto bello. Per me era la prima volta che prendevo parte a un’iniziativa dei tifosi di queste dimensioni. C’erano proprio tutti dalla dirigenza alla squadra, dagli operatori alle rappresentanze istituzionali, dalla componente sociale agli appassionati tifosi. Mi ha colpito il modo speciale di fare “squadra” fra queste realtà non solo del calcio, ma del territorio».

Ore 13.50 – (Mattino di Padova) Schenetti, Bobb e Paolucci. Tre giocatori per due maglie. Al momento, Roberto Venturato pare avere solo quel particolare tipo di problema che ogni allenatore si augura di dover affrontare: l’abbondanza delle soluzioni a disposizione. Con il rientro di Sgrigna resta fuori dal gruppo solo il 18enne centrocampista Davide Xamin, la cui convalescenza si sta allungando leggermente più del previsto dopo la frattura del perone della gamba sinistra rimediata a Lavarone, nel corso della stessa amichevole in cui s’infortunò anche il fantasista romano. E, in vista di Albinoleffe-Cittadella, in cartellone domani pomeriggio a Bergamo, i dubbi principali riguardano il centrocampo. Sì, perché le ultime due positive prove di Schenetti, che si è “riscoperto” mezzala più che affidabile e che ha deciso con un gol la sfida contro la Giana Erminio, potrebbero spingere il tecnico granata a rivedere le sue ipotetiche gerarchie. Chi andrà in campo alle spalle del trequartista Chiaretti? Difficile pensare di poter rinunciare a capitan Iori, metronomo della squadra e suo punto di riferimento. Paolucci, dal canto suo, ha già usufruito di un turno di riposo proprio contro la Giana, il primo della sua stagione. E allora resta da capire se, sul centrodestra, Venturato premierà nuovamente Schenetti o si affiderà al giovane Bobb, mentre difesa e reparto offensivo, teoricamente, non dovrebbero essere toccati. I TIFOSI. Saranno almeno una cinquantina i tifosi al seguito a Bergamo. Il Club “Angelo Gabrielli-Granata per sempre” ha organizzato un pullman di sostenitori che, domani, partirà alle 13.30 da via Ca’ Nave, davanti alla sede dell’Inps di Cittadella, per raggiungere lo Stadio Atleti Azzurri d’Italia. Previste però anche diverse auto. La squadra, invece, si muoverà per il suo mini-ritiro già questo pomeriggio, dopo aver effettuato l’allenamento di rifinitura al Tombolato alle 10.30. ALBINOLEFFE CONTESTATO. Davanti, il Citta si ritroverà un avversario in crisi. L’Albinoleffe ha vinto una sola partita fra le sette disputate, contro quella Pro Patria che, sin qui, si è rivelata terreno di conquista per tutti: finì 2-1, con gol decisivo dell’ex biancoscudato Soncin, dal dischetto. E i tifosi hanno iniziato a contestare. «È un momento difficile, francamente un avvio del genere non me lo sarei aspettato nemmeno io» ,le parole del presidente Gianfranco Andreoletti, «Abbiamo preso troppi gol e perso tante partite. È necessario lavorare a livello di modulo, si devono perfezionare certi movimenti richiesti dall’allenatore. Per risalire non esiste alcun segreto se non quello del lavoro».

Ore 13.30 – (Corriere del Veneto) A Cittadella è alle porte la trasferta di Bergamo contro l’Albinoleffe. Alessandro Sgrigna, tornato a disposizione dopo il lungo infortunio che l’ha tenuto lontano dai campi da gioco per quasi tre mesi, scalpita e vuole almeno uno spezzone di partita. Roberto Venturato lo ha testato in settimana e almeno un frammento di gara dovrebbe farglielo disputare. L’ampiezza della rosa permette una gestione meno assillante anche per quanto riguarda i recuperi dagli infortuni e Sgrigna tornerà titolare soltanto quando offrirà garanzie precise sotto il profilo della tenuta tecnica e atletica. La Lega Pro, infine, ha comunicato gli orari della decima giornata di campionato. Per la prima volta dall’inizio dell’anno, Padova e Cittadella giocheranno in giorni diversi: Lumezzane-Cittadella verrà disputata sabato 7 novembre alle 15 mentre Padova-Pordenone domenica 8 novembre alla stessa ora. È la prima casalinga per il Padova all’Euganeo in orario pomeridiano domenicale.

Ore 13.00 – (Gazzettino) «Anche se abbiamo incontrato due grandi squadre come Sudtirol e Cittadella che ci hanno punito alle nostre più piccole disattenzioni, mentre con il Renate abbiamo pagato la troppa voglia di fare, ci ha portato a commettere errori di frenesia. Però continuo a pensare che siamo un’ottima squadra e ritrovando quel pizzico di serenità e cattiveria che ci è mancato nelle ultime gare possiamo dire la nostra fino in fondo». Con il Mantova c’è il precedente (1-1) in Coppa Italia. «Anche loro non attraversano un momento positivo e vorranno riscattarsi, tanto più che vincere con il Padova in Lega Pro è come vincere con la Juventus in serie A. Dobbiamo farci trovare pronti: a parità di condizioni mentali, sul campo siamo superiori». FIOCCO ROSA. È nata ieri Melita Altinier. Congratulazioni all’attaccante e a sua moglie Sara.

Ore 12.50 – (Gazzettino) Per Giandonato, come detto, potrebbe essere arrivato il momento del debutto da titolare in campionato, dopo gli spezzoni a gara in corsa con Sudtirol e Renate. «In settimana l’allenatore mi ha tenuto molto in considerazione, vediamo quali saranno le sue scelte. Caratterialmente sono un leader, e in una squadra ce ne vogliono sia in campo e sia in panchina. Ho sempre lavorato aspettando la mia occasione e quando il tecnico mi chiamerà in causa risponderò presente». Domani ci si attende che il Padova torni a essere quello d’inizio campionato e conta solo vincere. «Ci aspetteranno tutti al varco. Vogliamo fare una prova di sacrificio, sostanza e qualità per portare a casa i tre punti che sono fondamentali per la classifica». Da cosa dipende l’involuzione che ha avuto la squadra? «Nelle prime giornate abbiamo speso molto sul piano dell’intensità mentale, e magari c’è stata una piccola flessione».

Ore 12.40 – (Gazzettino) Non sembra avere convinto l’esperimento del 4-3-3 con il Renate, tanto che domani nella sfida all’Euganeo con il Mantova potrebbe essere rispolverato il 4-3-1-2. È proprio questo il modulo provato dai biancoscudati nell’allenamento effettuato ieri alla Guizza, con Parlato in mezzo al campo a impartire movimenti e suggerimenti. E rispetto all’uscita in terra brianzola cambieranno anche alcuni interpreti. Nel pacchetto arretrato ci sarà il rientro al centro della difesa di Fabiano che ha scontato il turno di squalifica (fuori Niccolini). Nel centrocampo a tre si va verso le conferme per Bucolo e Corti, mentre la novità potrebbe essere rappresentata da Giandonato che è stato provato nel potenziale undici di partenza come regista davanti alla difesa. Nel reparto avanzato il ritorno di Cunico trequartista alle spalle del rientrante Neto Pereira e Altinier sembra la formula più probabile.

Ore 12.20 – Salvatore Amirante non figurerà tra i convocati per la sfida di domani col Mantova: l’attaccante ha ancora bisogno di almeno una settimana di lavoro intenso per poter tornare a completa disposizione di mister Parlato.

Ore 11.55 – Sulle scelte: “Neto Pereira dal primo minuto? Deciderò su tutti e 24 domani, è giusto che dopo un trittico di partite ci possano essere dei cambiamenti… E ribadisco che non molliamo, chi molla può anche andarsene! Giandonato e Petkovic dal primo minuto? Non vi dirò mai chi giocherà tra i singoli giocatori…”. Termina la conferenza stampa.

Ore 11.50 – Sulla flessione: “Siamo in letargo da un po’ di tempo, dobbiamo darci una svegliata. Domani dobbiamo creare occasioni e tornare a vincere per cambiare rotta ed invertire la testa. I tifosi? Soffrono e gioiscono con noi, quindi andiamo a prendere il loro sostegno e trasformiamolo in energia positiva e non in nervosismo. C’è troppa pressione? Chi non sa reggerla ha dei limiti e non dovrebbe fare il calciatore… Io ho massima fiducia nei ragazzi!”.

Ore 11.45 – Arriva Parlato. Sul Mantova: “È un avversario di grande valore ma dobbiamo giocare per chi si augura una reazione da parte nostra, quindi dobbiamo pensare a fare la gara e a creare delle occasioni. Dobbiamo leggere la partita nel migliore dei modi, se poi ci sarà bisogno di aggredirli sin da subito lo faremo! E dobbiamo trovare la chiave giusta per giocare con determinazione e serenità senza sottovalutare il loro valore”.

Ore 11.40 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 11.20 – Qui Guizza: partitella finale.

Ore 11.00 – Qui Guizza: ultimi test anti-Mantova, nuovamente provato il 4-3-1-2.

Ore 10.40 – Qui Guizza: tutti presenti, in gruppo anche Amirante.

Ore 10.20 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per la rifinitura.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Riecco Neto, e riecco il modulo di Parlato. Le indicazioni degli ultimi allenamenti sono state abbastanza chiare: dopo il 4-3-3 sperimentale di Meda, il tecnico biancoscudato tornerà, anche se non al favorito 4- 2-3-1, per lo meno al 4-3-1-2. E non è escluso che, visto l’andazzo della squadra nelle ultime uscite, nell’undici iniziale possa esserci qualche sorpresa: ieri pomeriggio alla Guizza il tecnico ha mischiato un po’ le carte, ma qualche indicazione è arrivata comunque. In mezzo al campo, in particolare, Parlato potrebbe lanciare dal primo minuto Manuel Giandonato, e sarebbe la sua “prima” da titolare in campionato, visto che, finora, l’ex centrocampista della Juventus era partito dall’inizio proprio contro il Mantova, in Coppa Italia, e la settimana successiva col Pordenone. Un modo per caricarlo di responsabilità, dopo un inizio di stagione non ineccepibile, ma anche per far girare meglio la squadra con un regista puro. Ai suoi lati dovrebbero giostrare Bucolo e Corti, con diverse incognite anche nel reparto avanzato. Per il posto di trequartista se la giocano Petrilli, Cunico e Ilari: il favorito al momento è il primo, viste anch3 le scelte operate dal tecnico contro il Renate, e per il capitano sarebbe la seconda panchina consecutiva. Davanti, con il neo papà Altinier, ci sarà proprio Neto Pereira.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Un ritorno essenziale per il Padova e per Parlato, tatticamente parlando, ma anche una buona notizia vista la statistica: con Neto, nelle prime giornate, il Padova era riuscito a infilare sette punti in tre gare, senza di lui solo due in quattro. «Dobbiamo uscire dal nostro momento-no, e in questa situazione l’unica medicina sono i tre punti: vincere sarà fondamentale, dobbiamo prepararci bene e portare a casa questa benedetta vittoria. Per riuscirci, l’importante è fare ciò che ultimamente non ci è venuto: entrare in campo concentrati e cattivi, perché solo così possiamo portare a casa i tre punti. Io sarò di nuovo a disposizione, ma non credo che la squadra possa essere dipendente da un singolo giocatore: qui tutti sono importanti, ma nessuno è indispensabile. È per questo che ognuno deve mettere del suo e dare il suo contributo, sia io che i miei compagni. È naturale, però, che in attacco ognuno di noi ha caratteristiche diverse, io tengo un po’ la palla e faccio salire la squadra, ma tutti i miei compagni si sono sempre dati da fare».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) «Sto bene e sabato ci sarò. Se servirà, anche dal primo minuto». Le parole di Neto Pereira suonano come una liberazione: senza di lui, i biancoscudati sono crollati nel gioco e nello spirito. Ed è per questo che il recupero dell’attaccante brasiliano, in vista della gara di domani pomeriggio all’Euganeo contro il Mantova, diventa di vitale importanza. «Sono tornato in gruppo solo questa settimana», prosegue Neto Pereira, «Mi sono sentito sempre bene, posso dire che contro il Mantova ci sarò. Quello che mi ha tenuto fuori così a lungo è stato uno stiramento all’adduttore: la settimana scorsa la lesione era guarita ma l’ecografia di controllo aveva evidenziato una piccola contrattura, quindi per scongiurare guai peggiori abbiamo preferito non forzare il mio rientro in campo e rischiare una ricaduta».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Un tifoso padovano 35enne è stato denunciato dalla Digos di Reggio Emilia perch durante la partita Reggiana-Padova del 6 settembre ha acceso un fumogeno sulle gradinate verso la fine della partita. Grazie alle telecamere di videosorveglianza dello stadio e alla collaborazione con la Digos di Padova, la polizia ha individuato il tifoso, incensurato, che stato denunciato per possesso e accensione di fuochi pirotecnici. Ora la questura dovr decidere se applicare per il tifoso anche il Daspo. Fiocco rosa, intanto, in casa biancoscudata: nella notte tra mercoledì e giovedì è nata infatti la primogenita di Cristian Altinier e della moglie, Sara. La piccola Melita, questo il nome che papà e mamma hanno scelto per lei, è nata alle 2.30 all’ospedale di Mantova.

Ore 09.10 – (Corriere del Veneto) «Due nella regular season e due ai playoff. Alla fine la differenza la fece un giocatore eccezionale come El Shaarawy, che abbiamo visto tutti dov’è finito. Ai playoff eravamo convinti di avercela fatta e di essere andati in finale, poi c’è stato quel ragazzo che ha messo sottosopra la partita». Padova in qualche modo è nel suo destino. Prima, quando Neto era una stella del Varese, lo è stato da avversario nella stagione che portò i biancoscudati a giocarsi la promozione in serie A con il Novara, ora quella maglia è la sua dopo che il corteggiamento insistito dell’estate scorsa abbia fatto breccia nel suo cuore: «Non possiamo che ringraziare i tifosi per il sostegno che ci stanno dando – ammette Neto Pereira – e capiamo molto bene che non siano contenti. Del resto i risultati delle ultime settimane sono stati molto negativi, ma tutti insieme con il lavoro e con la capacità di saper soffrire possiamo uscire da questo momento. I tifosi si aspettano molto da me? Io da solo non posso fare nulla, posso dare una mano, questo è certo. Ma non posso cambiare un risultato o una stagione, non sono un fenomeno. Voglio dare il mio contributo, spero già a partire da domani contro il Mantova».

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Sono giorni di tensione e di scoramento a Padova, in attesa di quel risultato che possa rivitalizzare un ambiente depresso e che pare essersi in qualche modo rassegnato ad una stagione di medio cabotaggio. A pensarci bene, nulla di diverso rispetto alle dichiarazioni d’intenti e ai progetti d’inizio anno ma si sa, l’ambiente difficilmente accetta una navigazione «a vista» in mare aperto e, per giunta, con qualche tempesta di troppo. Le ultime tre uscite hanno portato in dote soltanto un punto, la squadra è scivolata in basso in classifica e l’assenza di Neto Pereira è un trait d’union che non può essere ignorato. Il brasiliano, a 37 anni, ha dimostrato ancora una volta (se mai se ne fosse avvertita l’esigenza) di poter fare la differenza. E adesso il Padova spera che sia proprio Neto a invertire una tendenza che ha fatto precipitare le quotazioni biancoscudate in coincidenza del suo infortunio: «Ho affrontato quattro volte il Padova nel 2010-2011 – ricorda in un’intervista rilasciata a Calcio Padova Tv – e furono tutte bellissime partite».

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Secondo: quando l’ad biancoscudato presenterà il suo ambizioso piano per l’area dell’Euganeo, il municipio la esaminerà con attenzione e, se la riterrà di valenza pubblica, la metterà in gara. Per confrontarla, così stabilisce la legge, con eventuali altre. Ma, passando dal sogno alla realtà, va ricordato qualche aspetto significativo. A cominciare dal fatto che i terreni in questione ad ovest di corso Australia, sia quelli di cui è titolare il Comune che gli altri di proprietà privata, possiedono una destinazione urbanistica ben precisa: «area per impianti sportivi e per attrezzature di interesse generale», si legge nel piano regolatore. E ciò significa, ad esempio, che se Bonetto e soci volessero inserire una quota di commerciale e di residenziale, sarebbe necessaria una variante ad hoc da approvare nell’aula di Palazzo Moroni. Ma di chi sono le superfici di cui stiamo parlando? Quelle subito attorno allo stadio, compreso ovviamente lo stesso stadio, sono del Comune. Guardando sia a nord, verso via Due Palazzi, che a sud, verso via Croce Verde e Montà. Le aree che confinano con quelle del municipio, invece, appartengono a tre soggetti diversi: alla catena di supermercati Alì, quella a nord-ovest, all’Istituto diocesano per il sostentamento del clero, quella a sud-ovest, e all’altra catena di supermercati Pam, quella a sud-est. E intanto, sulla vicenda, i consiglieri del Pd Umberto Zampieri e Enrico Beda chiedono la convocazione urgente della Commissione Sport a Palazzo Moroni, presieduta dal leghista Davide Favero: «Va fatta immediatamente chiarezza, nelle sedi opportune. Non è ammissibile che una materia così delicata venga affrontata, peraltro in modo a dir poco approssimativo, soltanto sulle pagine dei giornali».

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) Tra sogno e realtà. Le parole dell’amministratore delegato del Calcio Padova Roberto Bonetto, intenzionato entro la fine di novembre a presentare al Comune un piano per la costruzione di un nuovo stadio «all’inglese» al posto dell’Euganeo e di un centro polisportivo nell’area circostante l’impianto di viale Rocco, hanno inevitabilmente scatenato grande interesse nell’opinione pubblica cittadina. Tanto tra i tifosi biancoscudati e gli appassionati di altre discipline, quanto tra i non sportivi, comunque interessati a decifrare quale sarà, nel medio-lungo periodo, il futuro di quella zona di Padova. Sempre dando retta alle sue dichiarazioni, Bonetto (insieme con il presidente della società, Giuseppe Bergamin) incontrerà a breve i progettisti dello Juventus Stadium, cioè lo Studio Shesa di Roma e lo Studio Gau di Mantova: il modernissimo impianto del club bianconero, infatti, è stato individuato come modello dall’ad biancoscudato, che ha poi confidato di ispirarsi pure alla Veltins Arena di Gelsenkirchen, lo stadio della squadra tedesca Schalke 04, dove il terreno di gioco è in grado di slittare all’esterno della struttura e di rendere così la stessa polivalente. Dal canto suo, in attesa di ricevere la proposta di Bonetto e soci (provenienti, par di capire, da fuori regione), il sindaco Massimo Bitonci continua a mantenere fermi due punti chiave. Primo: a partire già dalla prossima stagione, il Calcio Padova si trasferirà al Plebiscito, per la cui sistemazione (realizzazione di una curva sud, capienza elevata a 10mila persone e circa un migliaio di nuovi posti auto) Palazzo Moroni ha già «prenotato» tre milioni di euro.

Ore 08.30 – Lega Pro girone A, il prossimo turno (ottava giornata, 24/25 ottobre): Albinoleffe-Cittadella, Alessandria-Renate, Bassano-Pro Patria, Cuneo-SudTirol, Giana Erminio-Pavia, Lumezzane-Pordenone, Padova-Mantova, Pro Piacenza-FeralpiSalò, Reggiana-Cremonese.

Ore 08.28 – Lega Pro girone A, la classifica aggiornata: Cittadella 17, Bassano, Pavia e Reggiana 15, Alessandria, FeralpiSalò, Pordenone e SudTirol 11, Cremonese 10, Giana Erminio, Lumezzane e Padova 9, Mantova 8, Cuneo e Pro Piacenza 6, Renate 4, AlbinoLeffe 3, Pro Patria 0.

Ore 08.26 – Lega Pro girone A, i risultati della settima giornata: Pordenone-SudTirol 2-1 (De Cenco (Pn) al 28′ pt, Finocchio (Pn) al 41′ pt, Gliozzi (St) al 42′ st e su rigore al 45′ st), Bassano-Alessandria 0-0, Mantova-Lumezzane 2-0 (Ruopolo (Mn) al 17′ st, Momenté (Mn) al 29′ st), Pro Patria-Cuneo 0-3 (Banegas (Cn) al 42′ pt, Garin (Cn) al 7′ st, Cavalli (Cn) su rigore al 14′ st), Renate-Padova 0-0, Cittadella-Giana Erminio 1-0 (Schenetti (Ci) al 36′ pt), Cremonese-AlbinoLeffe 2-0 (Bianchi (Cr) al 8′ pt, Brighenti (Cr) al 45′ st), FeralpiSalò-Reggiana 0-3 (Mogos (Re) al 1′ pt, Bruccini (Re) su rigore al 10′ pt, Arma (Re) al 24′ pt), Pavia-Pro Piacenza 3-0 (Siniscalchi (Pv) al 15′ st, Bellazzini (Pv) al 26′ st, Cesarini (Pv) al 36′ st).

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Ore 08.22 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Maglietteveloci.it, Macron Store, Studio Pignatelli Netstore, Birra Antoniana, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 22 ottobre: allenamento pomeridiano alla Guizza per i Biancoscudati, provato il 4-3-1-2.

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