Timidi segnali di risveglio. E una prestazione contro il Pordenone che ha scacciato i fantasmi più inquietanti, quelli di una squadra che non riesce neppure a tirare in porta. Il Padova s’interroga, riflette, pensa e studia soluzioni alternative, ma non si piega. Osserva con un pizzico di preoccupazione la classifica (i playout distano appena due punti), ma è convinto che gli allarmismi siano inutili: «Penso che il nostro valore non sia quello che dice al momento la classifica – evidenza il vicepresidente Edoardo Bonetto – non possiamo essere questi e la prestazione col Pordenone dimostra che siamo sulla strada giusta. Ci è mancato soltanto il gol, ma le occasioni le abbiamo create e credo anche che nel nostro organico ci siano i giocatori necessari per riuscire a cambiare marcia. Altinier, Neto Pereira, Cunico e Amirante hanno potenzialità importanti». E, a proposito di Amirante, il centravanti ligure è sotto stretta osservazione.
Lo staff tecnico e quello medico lavorano fianco a fianco, ma anche in questo caso la situazione ben presto prenderà una piega precisa. O Amirante riesce a lasciarsi alle spalle i problemi persistenti al ginocchio, oppure la società suo malgrado tornerà sul mercato nel mese di gennaio: «Abbiamo grande rispetto nei confronti del giocatore – spiega Bonetto – stiamo seguendo con attenzione e un po’ di apprensione i suoi progressi dopo l’infortunio. Siamo convinti che possa ancora tornare utile a questa squadra, poi è chiaro che se la situazione non dovesse migliorare, saremmo costretti a valutare il da farsi a gennaio. Ma è un argomento prematuro, crediamo in Amirante e pensiamo che possa dare ancora tanto a questa squadra». La fiducia nei confronti di Carmine Parlato, a dar retta alle dichiarazioni della proprietà, pare intatta e l’allenatore campano gode ancora di un buon credito all’interno della tifoseria. Fermo restando che i risultati sono sempre decisivi, la dirigenza spera che la svolta possa arrivare con Parlato in panchina e sta facendo di tutto per supportarlo.
È altrettanto vero che ci si aspetta un’inversione di rotta decisa quanto tempestiva a cominciare da domenica, quando il Padova affronterà la Cremonese dell’ex Pea: «La classifica non la guardo mai – taglia corto il vicepresidente – di solito comincio a farlo a marzo. Ho fiducia nei miei giocatori, credo che il problema sia di autostima, essenzialmente psicologico. Hanno perso un po’ di fiducia in se stessi, dobbiamo lavorare tutti assieme affinché possano ritrovarla il più in fretta possibile sin da domenica a Cremona. Ci aspetta una partita complicatissima, anche perché abbiamo visto che le insidie sono ovunque. Il Cittadella ha perso con l’Albinoleffe, il Bassano con il Mantova in casa, la Reggiana col Cuneo. La buccia di banana la puoi trovare dappertutto, poi è chiaro che per risalire la classifica le partite bisogna per forza vincerle primo o dopo. Pea è un allenatore che schiera la sua squadra molto coperta e pensa prima di tutto a difendersi, con la Cremonese non sarà facile».
(Fonte: Corriere del Veneto, Dimitri Canello)
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