Live 24! Alessandria-Padova, -2: ultimi test prima della trasferta piemontese, pensando al mercato

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Ore 21.40 – (Corriere delle Alpi) Come cambiano le prospettive. Fino alla rete di Paladin, pensare di chiudere in pareggio sarebbe stata un’ipotesi neppure da prendere in considerazione. Poi è cambiato tutto, tra gol e doppia espulsione. E a quel punto c’è stata anche la paura di perderla, come ammette lo stesso mister Roberto Vecchiato. «La partita era abbastanza in controllo a mio modo di vedere. Eravamo andati in vantaggio anche in maniera meritata tutto sommato. In quei minuti però è successo di tutto. C’erano fuori i due centrali di ruolo, Franchetto che è il primo cambio in panchina non stava bene. Ci siamo ritrovati a dover cambiare tutto e quindi, il rischio di uscire sconfitti c’era». Prima si era visto un primo tempo con le due squadre equivalersi, mentre nel secondo tempo era uscito meglio il Belluno. «Più o meno è andata così. D’altronde il Tamai è una squadra che ha buonissime individualità. Si aiutano, hanno spirito e appena gli lasci un po’ di campo ti mettono in difficoltà con la loro velocità. Il nostro gioco ci aveva comunque portato ad essere in vantaggio. Dirò comunque che siamo stati bravi a non perderla. In nove abbiamo concesso davvero poco». Da capire l’idea del mister gialloblù sui tre episodi che hanno, di fatto, deviato l’andamento della contesa. «Il gol è abbastanza semplice da interpretare. Era fuorigioco di Paladin, come ammesso dal guardialinee, solo che il tocco di Sommacal ha, come da regolamento, rimesso in gioco l’attaccante. Sulle espulsioni dico che il secondo giallo di Calca mi è parso esagerato e anche il guardialinee non ha sbandierato nulla: la scelta è stata solo dell’arbitro. Ci sta tutta invece quella di Sommacal». Non sarà affatto semplice per Vecchiato sistemare il reparto arretrato in vista della sfida con il Calvi Noale, visto pure l’infortunio di Pescosta. «Decideremo un po’ come fare, in base anche ai ragazzi che avremo a disposizione. Cercheremo comunque di schierare una squadra competitiva. Bisogna ricordarsi che oggi non abbiamo perso, ma pareggiato. Non è una cosa così strana».

Ore 21.30 – (Corriere delle Alpi) Quattro minuti. Sono pochi nell’economia di una partita, ma ieri hanno cambiato in maniera indiscutibile il match del Belluno. Tra il 37’ e il 40’ della ripresa, il gol del pareggio di Paladin e una doppia espulsione. Fuori tutti e due i centrali difensivi: doppio giallo sia per Calcagnotto che Sommacal. E così, il sogno di andare a prendersi per la sesta volta di fila i tre punti esterni si interrompe quando si intravedevano ormai i titoli di coda sul campo delle furie rosse. Fin lì, un Belluno che era avanti anche meritatamente. Non era stato semplice, contro una squadra che sta appena due punti dietro e che di qualità ne ha. Soprattutto che gioca a viso aperto, senza badare solo al contenimento. La squadra di Vecchiato nel primo tempo qualche volta ha dovuto stringere i denti per evitare brutte sorprese, poi nella ripresa ha svoltato. Traversa quasi subito di Sommacal prima della conclusione di Duravia: palo gol e Carniel raccoglie dal sacco. Qualche sofferenza normale, prima del patatrac. A quel punto, va dato atto ai gialloblù di aver saputo tirare bene i remi in barca, evitando il più possibile pericoli e portandosi a casa un punto che è comunque prezioso, nel mantenere intatte le cose in zona play-off. Al via, è in panca Mosca che tra varicella e influenza non ha fatto proprio una fine di 2015 al massimo della forma. Logica la scelta di Pellicanò al suo posto, con Sommacal dietro assieme a Calcagnotto. Confermata la formula di trequartista-tuttofare per Duravia, alle spalle di bomber Corbanese e Farinazzo. Tra gli ospiti l’ex di giornata in campo è Furlan, mentre Brustolon si accomoda in tribuna visto che è ancora in fase di recupero, dopo la rottura del crociato. Bello davvero che le due squadre non stiano a studiarsi tanto, in avvio. È passato poco, quando Miniati prova la prima conclusione del match. Masoch è abile a recuperare un bel pallone a metà campo, ma il contropiede andrà per le lunghe senza produrre. Si sveglia anche la squadra di De Agostini. Proprio Furlan saggia i riflessi di Brino, mentre c’è tanta fatica nell’arginare il pimpante Diaw. Sommacal, attorno al 12’, si immola sull’esterno del tridente friulano. Ha un bel pallone da girare verso la porta Corbanese, al 19’, ma il pallone si spegne sul fondo. Nell’economia del match, si ergono a protagonisti Bertagno e Duravia. I due giocatori qualitativamente più forti prendono in mano la squadra, mettendo parecchio in crisi la fase passiva del Tamai. Non riesce invece ad incidere Farinazzo, al quale manca sempre il guizzo decisivo per provare a spaccare con una giocata la partita. Nel frattempo si corre qualche rischio, prima dell’intervallo. Gran bella conclusione al volo di Diaw, pallone alto di non moltissimo. Tocca a Quarzago in avvio di ripresa, visto che Pescosta non ce la fa. È Miniati a scalare da terzino. Appare comunque un Belluno più quadrato ma anche pericoloso. Appena due giri di lancette e Sommacal di testa prende la traversa da corner di Duravia. È l’11 trevigiano poi ad approfittare di una spizzata di Corbanese e da fuori a mettere in porta il punto del vantaggio. Ci va anche Masoch al tiro, mentre dall’altra parte Brino non è impeccabile sulla conclusione di Petris da fuori. Corbanese di testa trova il centesimo centro in gialloblù, ma il guardialinee annulla tutto. Poi i momenti chiave. Su un pallone spiovente, beffardo tocco di Sommacal che rimette in gioco Paladin che si invola a battere Brino. Poi il doppio rosso per fallo di mano e a questo punto c’è da stringere i denti. Va bene che Petris, nell’ultimo tiro, mandi fuori di poco.

Ore 21.10 – Mercato Pavia: praticamente concluso l’acquisto di Jacopo Manconi, fari nuovamente puntati su Ferdinando Sforzini. Attesa per il maxi-scambio col Mantova, mentre sono stati ceduti Cardin alla Pro Piacenza e Del Sante alla Juve Stabia.

Ore 20.50 – (Gazzetta di Reggio) «Certo che vorrei essere in campo sabato a Bassano con la maglia della Reggiana. Il campo mi manca e vorrei riprendermi una piccola rivincita». Beppe Alessi, per tutti il capitano, ripensa spesso alla semifinale dei playoff della scorsa stagione, quando il sogno della serie B si fermò ai rigori. Cosa ricorda di quel 31 maggio 2015? «Una bella atmosfera, con i nostri tifosi che ci hanno fatto sentire in casa. Poi il finale non è stato quello che volevamo…». Ci pensa spesso? «Molto spesso. Penso a quel colpo di testa uscito di cinque centimetri. Il rigore sbagliato. Ho chiuso lì la mia carriera e avrei voluto farlo in modo diverso. Credo che ai punti meritavamo di vincere noi. Speriamo che questa volta la squadra abbia un pizzico di fortuna in più». Come la vede la partita di sabato? «Mi sembra di rivedere quella dell’anno scorso. Reggiana e Bassano sono due squadre forti, che si equivalgono. Penso che sarà una gran bella partita e la guarderò in televisione. Chi è favorito? «Toccando ferro dico Reggiana. Ce la possiamo fare». Quanto le manca il campo? «E’ ovvio che un pochettino manca. Mi dispiace anche aver sfiorato la serie B. Mi manca lo spogliatoio, il campo, però sono contento della mia nuova esperienza all’Accademia del calcio. Diciamo che il distacco non è stato traumatico perché sono rimasto nell’ambiente». L’Accademia, che porta il suo nome, sta andando molto bene… «Al di sopra delle aspettative. Abbiamo uno staff di dirigenti e collaboratori che sta lavorando benissimo. I bambini danno tantissimo entusiasmo e portano il sorriso». La società ha tanti progetti in cantiere e una buona dose d’entusiasmo. «Questo è quello che mi piace di più. Vedo progetti per il futuro, oltre che un bel presente». Che voto dà alla stagione della Reggiana fino a questo punto? «Positivo. Ovvio ci sono state quelle tre o quattro partite dove si è sbagliato qualcosina in fase difensiva o non si è segnato, ma in altre la squadra meritava di vincere o comunque di non perdere, penso ad esempio a Cittadella». Che differenza vede con la Reggiana della scorsa stagione? «L’anno scorso eravamo la sorpresa del campionato mentre quest’anno tutti gli avversari sanno che siamo forti e dunque ci aspettano con il coltello tra i denti. Per questo è più difficile» Che squadra l’ha impressionata di più? «L’Alessandria, ha un bell’organico. Ma la Reggiana ha dimostrato di giocarsela anche con lei». La società cerca una prima punta. Vorrebbe tornare in campo? «Certo. Per riprendere dove ho lasciato (ride, ndr). Scherzi a parte credo che Nolè, Arma e Siega siano molto bravi. Se si cerca un altro attaccante è segno che c’è la volontà di fare cose importanti».

Ore 20.30 – (Gazzetta di Reggio) La Reggiana ha lavorato anche ieri mattina sull’impianto di via Agosti per mettere a punto le strategie da adottare sabato a Bassano quando finalmente riprenderà il campionato dopo tre settimane di sosta per le festività natalizie. Tra le varie situazioni provate nella seduta spiccavano i calci d’angolo per allenare sia la fase d’attacco che quella difensiva mentre al termine della sessione tecnico-tattica il tecnico Colombo ha lasciato divertire i suoi uomini, divisi in due undici a carte mischiate, nella solita partitella in famiglia dove, come consuetudine, alla formazione perdente è toccato l’ingrato compito di risistemare all’esterno del rettangolo di gioco la porta removibile utilizzata per le sfide di metà campo. Nessun volto nuovo agli ordini del trainer, anzi, quantomeno in abiti civili è riapparso anche il centrocampista Dejan Danza che ha confermato sia l’influenza dei giorni scorsi, che l’avrebbe tenuto lontano da Reggio mentre i compagni rientravano, sia la voglia di rimanere parte integrante del progetto granata di questa stagione appena sarà completamente guarito. Oltre al giovane di Ostiglia, campione d’Italia Primavera in carica ( titolo conquistato col Torino nella passata stagione pur essendo di proprietà della Pro Vercelli ), ha marcato visita anche il portiere Andrea Rossini che ha pagato dazio per gli ultimi impegni sul terreno pesante, avvertendo un problema al ginocchio destro che sarà verificato oggi dal medico granata Franco Taglia, ma che non dovrebbe essere nulla di preoccupante. Oggi i granata termineranno la preparazione con l’allenamento delle ore 14.30 in via Agosti mentre domani mattina sarà in programma la prima rifinitura dell’anno nuovo.

Ore 20.10 – Mercato Reggiana: la priorità è la punta, sempre aperta la pista che porta a Marco Sansovini. Sul fronte cessioni sempre in uscita Pesenti e Giannone, mentre Angiulli sarebbe richiesto dal Brescia.

Ore 19.50 – (Gazzetta di Mantova) Detto, fatto. Come annunciato martedì dal patron della Sdl e del Mantova, Serafino Di Loreto, l’iter per arrivare all’ingresso di nuovi soci in Viale Te è iniziato ieri con l’approdo in sede dell’ex dg di Lamezia e Pisa Marco Cerminara, uomo di fiducia del gruppo imprenditoriale (per ora top secret) che fra un paio di mesi dovrebbe rilevare una piccola quota del capitale dell’Acm (10-15%), per poi aumentarla a fine stagione. Cerminara, dopo aver seguito l’allenamento dei biancorossi, ha confermato che con lui «arriveranno amici importanti» e ha poi speso poche altre parole per spiegare il suo ruolo: «Per ora mi sto occupando di cose tecniche – ha detto – e tutti insieme faremo il bene del Mantova. Questa piazza non c’entra nulla con la Lega Pro, ma ora la situazione è difficile e va risolta lavorando a testa bassa. Il mercato di gennaio è complesso, ma sono certo che ne usciremo bene. Anche perché qui c’è la fortuna di poter contare su una società solida, fatta di persone serie, mentre nel calcio è sempre più frequente trovare dei “banditi”». A benedire l’iniziativa di Di Loreto è il gruppo dei soci mantovani, a nome del quale parla Giambattista Tirelli: «Non conosco i dettagli dell’operazione – spiega l’ex vicepresidente – ma so che Serafino sta lavorando per portare nel Mantova altre forze economiche, di cui ci sarà bisogno per tentare l’assalto alla serie B. A me, Bompieri e Giovanardi fa molto piacere che il progetto biancorosso si rafforzi, perché a questa squadra e a questa città teniamo molto». E, a testimonianza di ciò, Tirelli risponde all’appello di Di Loreto, che aveva auspicato la permanenza dei soci mantovani anche per la prossima stagione: «Non posso dire adesso con certezza con quale formula, se da sponsor o da soci, ma noi saremo sicuramente vicini al Mantova. Non scappiamo via e siamo in totale sintonia con il piano di Di Loreto, che è quello di andare in B per poi poter fare calcio senza rovinarsi economicamente». Sempre in tema di assetto societario, anche l’ex ad biancorosso Federico Bosi conferma l’intenzione dell’ex presidente Michele Lodi di restare nel Mantova, contrariamente a quanto aveva detto nei mesi scorsi: «Al momento non è all’ordine del giorno la nostra uscita dalla società. Anzi, a dire il vero potremmo restare anche più avanti, perché è stata trovata una sinergia interessante con la Sdl. Ma è ovvio – conclude Bosi – che, se arrivassero nuovi soci attivi per irrobustire il progetto Acm, noi saremmo pronti a cedere gratuitamente le nostre quote come avevamo detto la scorsa estate».

Ore 19.30 – (Gazzetta di Mantova) Mister Ivan Javorcic ieri mattina si è trovato in campo due “regali”: il neoacquisto Francesco Lo Bue, terzino destro proveniente dal Lecce, ha infatti cominciato ad allenarsi con i nuovi compagni, fra i quali è ricomparso Francesco Ruopolo. «Lo Bue è un acquisto importante – dice Javorcic al ternmine della seduta -, lui e Tripoli ci daranno una mano e ci permetteranno di migliorarci sul piano tecnico ma anche della personalità e del temperamento. Stanno bene, magari non hanno i 90 minuti nelle gambe ma deciderò al termine della settimana se utilizzarli già a Bergamo. La società sta mandando segnali importanti a noi e alla piazza, dobbiamo soltanto lavorare sodo sul campo per uscire da questa situazione di classifica». Altrettanto soddisfatto Javorcic è per il ritorno di Ruopolo, del quale però dovrà essere valutata la reazione del ginocchio ai carichi di lavoro: «Di questo ragazzo ho una stima immensa, perché so cos’ha dato alla squadra. Il suo recupero sarebbe importante, così come lo è quello di Anastasi, Caridi e Momentè». Quest’ultimo però anche ieri non si è allenato a causa di una contrattura. le sue condizioni verranno valutate oggi, così come quelle di Di Santantonio, che continua ad allenarsi a parte per un fastidio muscolare. Con Javorcic, chiusura sullo strano pool (il ds Pelliccioni e i consulenti Penta e Cerminara) che sta lavorando sul mercato: «La società sta mettendo a disposizione tutte le conoscenze possibili per non sbagliare le scelte – conclude -, tutti insieme lavoriamo per il bene del Mantova».

Ore 19.10 – Mercato Mantova: già acquistati Tripoli e Lo Bue, ora si pensa soprattutto alle cessioni. Sono cinque i giocatori in esubero: Beretta (potrebbe andare al Tuttocuoio), Foglio (in ballo nel maxi-scambio col Pavia), Gavazzi (in stand-by la trattativa col Pordenone), Longo (richiesto dal Messina) e Puccio (che ha rifiutato Savona e MartinaFranca).

Ore 18.50 – (Messaggero Veneto) Oggi, dopo il giorno libero, la squadra ricomincia ad allenarsi. Vacanze e ritiro sono ormai un ricordo: il Pordenone tra poco più di 48 ore riprende il suo cammino in Lega Pro. E di fronte ha il mese che le può indirizzare la stagione. Da sabato, con la Giana Erminio, sino al weekend del 13-14 febbraio (avversario la Pro Patria), la squadra di Tedino ha sei gare con squadre che si trovano più in basso in classifica e quindi la possibilità di mettere assieme un tesoretto di punti-salvezza. Serve fare il pieno per per poi affrontare con serenità l’ultima parte di stagione. Il calendario. Si comincia così con la Giana, 21 punti, uno in meno dei “ramarri. Vincere significherebbe tenere a debita distanza una rivale per la permanenza in categoria e chiudere l’andata a quota 25, decisamente un bel bottino. Dopodiché comincia il girone di ritorno, che regala cinque match più che alla portata. Sabato 16 gennaio arriva la Pro Piacenza, che attualmente ha 19 punti; quindi il Pordenone va a Bergamo, ospite dell’Albinoleffe, ora penultimo. Gennaio (il 30 o il 31) si chiude con la visita al Bottecchia del Mantova, quart’ultimo con 15 punti e prossimo a una rivoluzione in questo mercato di riparazione. Febbraio parte con la trasferta di Meda col Renate – quinta tappa del ciclo –, squadra terzultima, e prosegue con la Pro Patria, attualmente ultima. E’ chiaro che, se il Pordenone coglie un bottino tra i 12 e i 15 punti, si avvicina a quota 40 (andrebbe a 38) e potrebbe inserire il pilota automatico negli ultimi 3 mesi. Giocherebbe per centrare la permanenza aritmetica in categoria e arrivare più in alto possibile. Magari tra le prime 8 come vuole la proprietà, in modo da prendere parte alla Tim Cup la prossima stagione. Ripresa. Oggi il Pordenone si ritrova dopo la giornata libera concessa da Tedino. Seduta alle 10.30 al De Marchi, che sarà ripetuta anche domani (quindi la partenza per Gorgonzola). Quasi sicuramente non sarà convocato De Cenco, che in questi giorni si era sottoposto a una risonanza per valutare il quadricipite femorale, acciaccato dopo una botta subita col Pavia. Non dovrebbe essere nulla di grave. A ogni modo il brasiliano continuerà a lavorare a parte, visto che si trova indietro di condizione rispetto al resto del gruppo.

Ore 18.30 – Mercato Pordenone: rifiutato lo scambio Priola-Finocchio col Crotone, si continua a lavorare per l’arrivo di Gavazzi. Sfuma, invece, Alessio Benedetti: il centrocampista della Cremonese si è difatti accasato all’Arezzo.

Ore 18.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Proseguita ieri, con una doppia seduta al Centro tecnico «Piermario Morosini» di Isola Vicentina, la preparazione del Vicenza in vista della ripresa del campionato di Serie B fissata per il 16 gennaio quando al «Menti» sarà di scena il Modena, partita valevole per la prima giornata del girone di ritorno. In questi giorni però l’attenzione è tutta rivolta al mercato che ha vissuto ieri una giornata interlocutoria. Come reso noto nei giorni scorsi, nel taccuino della dirigenza berica ci sono almeno tre calciatori da acquistare: un difensore, un centrocampista e un attaccante. Tre calciatori che dovranno aumentare la forza dell’organico berico in modo da consentire alla compagine di Pasquale Marino di risalire la classifica divenuta precaria a causa delle brutte prestazioni offerte tra novembre e dicembre, periodo in cui il Vicenza non è mai riuscito a vincere. L’obiettivo primario è l’acquisto di un attaccante che possa aumentare il potenziale di reti dell’attacco biancorosso. Il nome su cui punta il Vicenza è quello di Osarimen Giulio Ebagua che il Como, proprietario del cartellino dell’attaccante nigeriano, è restio a cedere in quanto il tecnico dei lariani Gianluca Festa considera il giocatore un titolare. Il Vicenza sta provando a mettere sul tavolo della trattativa l’attaccante Stefano Pettinari che non rientra più nei piani tecnici di Marino oltre a un conguaglio in denaro e la società lariana sta valutando l’offerta. Una risposta è attesa per il fine settimana, ma l’impressione è che l’intesa possa essere raggiunta. A centrocampo, dopo che la trattativa sembrava arenata, sono ripresi i contatti con il Latina per il ritorno a Vicenza di Federico Moretti. Accordo non semplice ma, considerando il fatto che la società pontina ha riaperto il dialogo, si potrebbe chiudere nel giro di una settimana.

Ore 17.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Al suo secondo spezzone di partita Emilio Volpicelli ha dato una marcia in più a un Venezia che correva il rischio di innervosirsi per il gol che non arrivava. E in sala stampa il mancino ex Bisceglie si è meritato i complimenti del presidente Tacopina. «Davvero? Non ho ancora avuto il piacere di stringergli la mano però sono contento abbia apprezzato – sorride timidamente Volpicelli -. Questo Venezia ha un parco attaccanti fortissimo, ognuno di noi può portare forze fresche e cambiare la partita, a me è riuscito l’assist vincente per Acquadro ma i complimenti vanno divisi con i miei compagni che nei precedenti 60’avevano sgobbato non poco». Secondo centro stagionale per capitan Evans Soligo. «Mi sono inserito bene riuscendo a coronare al meglio una bellissima azione corale, a conferma dei picchi di qualità che possiamo esprimere sul piano del gioco. Abbiamo vinto con la testa una partita che sapevamo complicata, anche perché il Dro nell’ultimo periodo si era risollevato in classifica. Contro squadre che si chiudono servono più velocità e più uno contro uno, qualche errore quindi può starci come nel primo tempo in cui ci è mancato quel pizzico di cattiveria ritrovata in tempo nella ripresa. Tutto ciò fermo restando che siamo stati bravi a non rischiare niente». Gara al solito generosa per Paolo Carbonaro. «Nel primo tempo mi sono arrabbiato per un rigore evidente, stavo andando in porta e il fallo l’ho subito, invece mi è stata fischiata chissà quale scorrettezza. Credo che il Venezia abbia confermato la qualità di chi entra in corsa e aiuta ad alzare il ritmo anche i compagni reduci da un’ora di fatica». Buona prestazione in fascia sinistra anche per Leonardo Galli. «Nel primo tempo ha funzionato bene l’asse con Innocenti, gli avversari non mi seguivano e ho cercato di guadagnare metri senza timore, però nei cross devo migliorare. Nei primi 25’abbiamo creato molto, avessimo segnato sarebbe finita con un risultato ampio come contro Giorgione e Triestina. Il Campodarsego è ancora davanti ma sono sicuro cederanno al nostro ritmo».

Ore 17.20 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Soddisfatto per la quarta vittoria consecutiva del suo Venezia, un po’ meno per la risposta del pubblico. Dopo aver gioito da New York per le goleade contro Giorgione (6-0) e Triestina (6-1) Joe Tacopina è tornato a soffrire nel gelo di un Penzo non proprio gremito (542 paganti oltre ai 786 abbonati). «Il 9 ottobre quando ci siamo insediati lo abbiamo fatto con lo slogan «Uniti ripartiamo» rivolto alla città tutta – le considerazioni del numero uno lagunare -. Le delusioni e le sofferenze del passato non contano, questo Venezia ha appena avviato un progetto a lungo termine, importante, ambizioso e che per essere realizzato necessita della partecipazione di tutti. La serata con il Mestre è stata indimenticabile però non basta, la Curva Sud fa un tifo super ma il Venezia ha bisogno sempre di calore e partecipazione. Noi faremo la nostra parte, anche voi tifosi fate la vostra, coraggio!». Battere il Dro non è stato facile. «Non sempre puoi segnare 5-6 gol, è un buon segno quando vinci pur non giocando troppo bene. Questo 2-0 prezioso premia un gruppo che lavora con grandissima intensità, ho visto come si allenano. Ora è tutto diverso e incoraggiante». Decisivo l’ingresso di Volpicelli, uno dei nuovi acquisti. «Il ds Perinetti e mister Favarin stanno facendo un buon lavoro, la rosa è molto ampia e tutti potrebbero giocare titolari senza far rimpiangere chi sta fuori. Siamo molto competitivi, il Campodarsego è ancora a +1 ma l’importante è continuare a raccogliere i tre punti. Questo Venezia da solo può essere artefice del proprio destino, la vittoria della serie D e il salto nel professionismo è nelle nostre mani». Tacopina domenica seguirà Soligo e compagni nella trasferta in casa della Sacilese, fanalino di coda sconfitta ieri per 2-0 dalla Luparense? «Ci saranno anche i miei soci John Goldman e John Tapinis che arriveranno domani, martedì rientrerò a New York per il compleanno di mia figlia ma il 27 gennaio tornerò in città per un paio di settimane e mi dedicherò al Venezia a 360 gradi. Il sindaco Brugnaro? Credo lo saluterò questa sera (ieri, ndr) al Taliercio per la partita della Reyer con lo Zenit San Pietroburgo: certo, amo anche il basket, tifo per i Brooklyn Nets, mentre non «sopporto» i New York Knicks».

Ore 17.10 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Il Venezia fa il suo dovere superando 2-0 il Dro e risponde al Campodarsego che ha rimontato due volte la Ripa Fenadora, strappando un 3-2 decisivo per mantenere inalterata la situazione al vertice del girone C. «Tanto nelle peggiore delle ipotesi perderanno con noi al Penzo il 28 febbraio – scherza ma non troppo mister Giancarlo Favarin -. La corsa a distanza continua, siamo sempre sotto di un punto ma la cosa che dà fiducia è che il Campodarsego prende sempre gol. Noi stiamo facendo quello che dobbiamo e dobbiamo continuare a vincere, dopodiché guarderemo al risultato dei nostri avversari». Agli arancioneroverdi è servita più di un’ora per infilare il Dro. «Sono soddisfatto, la partita è stata proprio come me la immaginavo, con il Venezia a cercare spazi contro una squadra votata esclusivamente alla fase difensiva. L’ostacolo più duro è proprio sbloccare il risultato, per questo dico bravi ai miei ragazzi per la pazienza e la voglia che ci hanno sempre messo». Sul piano della brillantezza la sosta può aver influito? «Sicuramente, abbiamo sempre cercato il gioco e la manovra, qualche errore c’è stato ma non era facile velocizzare e trovare spazi nel loro muro. Tuttavia eravamo in buona salute prima di Natale e abbiamo confermato di esserlo anche nella prima gara del girone di ritorno». Decisivi i gol dei due mediani Acquadro e Soligo. «Buon segno anche questo, soprattutto Acquadro ha sempre creduto poco nel gol, stavolta si è inserito con convinzione e tempismo riuscendo a centrare il bersaglio dando quel quid in più oltre al solito contributo per gli equilibri di un Venezia con 4 punte. Come Soligo, da applausi per esperienza e personalità». Volpicelli ha cambiato passo alla sfida. «Ha qualità importanti, con il suo ingresso ne ha beneficiato anche Fabiano spostato dalla fascia destra a quella sinistra. Una volta andati sull’1-0 il Dro finalmente si è aperto e tutto è diventato più facile». Quello di Volpicelli è stato l’unico cambio. «Sufficiente avendo trovato i giusti equilibri. Domenica a Sacile sicuramente apporterò qualche novità nella formazione».

Ore 16.50 – (La Nuova Venezia) Dopo le abbuffate di gol contro Giorgione e Triestina, il Venezia ha faticato più del previsto per avere la meglio di un Dro quadrato, che si è chiuso in difesa sperando di strappare un punto al Penzo. A sbrogliare la matassa ci hanno pensato Acquadro e Soligo, e il 2-0 conquistato sul campo permette alla squadra di Favarin di restare nella scia del Campodarsego, avanti sempre di un punto in classifica. La sosta ha lasciato senza dubbio un po’ di ruggine nelle gambe dei giocatori, ma la voglia di chiudere subito la partita è rimasta. Lo si è notato sin dalle prime battute con un Venezia solido e sempre a caccia di palloni, i trentini schiacciati nella loro metà campo, ma che in questa fase di accerchiamento hanno avuto la fortuna di scamparla sempre. Gli arancioneroverdi hanno puntato moltissimo sulla fascia sinistra con Innocenti e Galli a sovrapporsi per aprire spazi, peccando però di precisione nei cross. Il Venezia ha messo grinta e fisicità, ma il non trovare la via della porta ha creato anche un chiaro nervosismo, tramutatosi non in cartellini gialli ma in passaggi sbagliati sempre troppo lunghi o più corti nel necessario. Una situazione che ha agevolato il Dro, più fortunato che abile nel venirne ogni volta fuori nel miglior modo. Favarin si è sbracciato a lungo dalla panchina, chiedendo maggiori inserimenti da parte dei centrocampisti, e a rispondere sono stati Acquadro e Soligo che hanno fatto il doppio lavoro: da una parte pressing e recupero palloni, dall’altro supporto all’attacco e ricerca costante dello spunto decisivo. Non è un caso se alla fine sono stati i migliori in campo, centrando entrambi la porta difesa da Chimini, sbloccando prima e chiudendo poi la partita. L’avvio del Venezia non ha lasciato dubbi sulle potenzialità del gruppo, con un tasso tecnico nettamente superiore all’avversario e una collezione di calci d’angolo che alla fine si è interrotta sul 10-1. Mancata solo la mira nel primo tempo, perché il portiere dei trentini di palloni ne ha sfiorati un paio, con i suoi compagni che invece l’area del Venezia l’hanno saggiata la prima volta al 35’, con un’azione da corner che ha creato più spavento che pericoli concreti. Al 40’ Colpo ha poi tentato un’incursione dalla sinistra, crossando in mezzo un pallone che Galli e Amassoka hanno sfiorato quando Vicario era ormai fuori dai giochi. La ripresa ha regalato ritmi leggermente più elevati, con il Dro a difendersi in dieci davanti a Chimini per poi provare qualche timida sortita in contropiede. Fabiano ha alzato il ritmo, anche quando al 14’ Innocenti ha lasciato spazio a Volpicelli, passando così sulla fascia sinistra per dare spazio al neo entrato. Proprio dal piede di Volpicelli al 20’ è partito il cross telecomandato per la testa di Acquadro che, incrociando il pallone in una difficilissima torsione del corpo, ha aperto le marcature segnando il suo primo gol stagionale. Ne è seguita una corsa sfrenata verso la panchina per abbracciare l’allenatore in seconda Langella, che lo aveva spronato a lungo alla vigilia. Dopo 7’ la partit>a si è chiusa con il raddoppio di Soligo. Un’azione splendida il cui merito va soprattutto addebitato a Carbonaro, abile nel recuperare il pallone in pressing a metà campo, e poi involarsi sulla sinistra. Dallo scambio con Serafini in area è nato l’assist per il capitano del Venezia che ha superato da due passi il portiere ospite. Il resto è stata accademia, con il Dro scomparso quasi dal campo e i tre punti finiti nelle tasche degli arancioneroverdi. In classifica non cambia nulla perché il Campodarsego continua a fare miracoli e rimonte sul ‘campetto’ di casa. Tra tre giorni si va a Sacile, dove il Venezia non può permettersi passi falsi contro l’ultima della classe. Per lo scontro diretto con i padovani c’è tempo (28 febbraio, ndr), ma è chiaro che Favarin vorrebbe arrivarci dopo aver già completato l’operazione sorpasso.

Ore 16.30 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 16.10 – Qui Guizza: cross e tiri in porta finali.

Ore 15.50 – Qui Guizza: provate soluzioni da palla inattiva.

Ore 15.30 – Qui Guizza: schemi anti-Alessandria in corso, provato il 4-4-2.

Ore 15.10 – Qui Guizza: lavoro atletico, tutti presenti.

Ore 14.50 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo, allenamento sul sintetico.

Ore 14.30 – Qui Guizza: Biancoscudati ancora negli spogliatoi.

Ore 14.00 – (Gazzettino) Andrea Pagan, allenatore dell’Este, è squalificato e non ha potuto guidare la squadra dalla panchina. «Sapevamo che sarebbe stata difficile, fare punti a Noale non sarà facile per nessuno – spiega il tecnico dalla tribuna dello stadio veneziano – certo, non è stata la nostra migliore prestazione, ma abbiamo giocato per vincere. Alla fine si tratta di un buon punto, è andata come all’inizio del campionato». «Devo dire che il guardalinee è stato bravo nell’occasione del rigore che ci è stato negato – continua l’allenatore, sostituito in panchina dal suo vice, Edrik Tiozzo – i ragazzi hanno confermato in spogliatoio che il fallo era effettivamente avvenuto fuori area. Ora dobbiamo metterci a lavorare per il derby di domenica contro il Campodarsego».

Ore 13.50 – (Mattino di Padova) Pareggio senza reti tra Calvi Noale ed Este, che alla fine accontenta entrambe, i padroni di casa considerate le pesanti assenze denunciate nell’occasione e i giallorossi perché il distacco da Virtus Vecomp e Belluno rimane invariato. Per la prima volta dall’inizio il mister della Calvi Noale, Giovanni Soncin, vara il 4-3-3. L’Este risponde con lo stesso modulo, schierando i due centrali Guagnetti e Montin e i laterali bassi Tiozzo e Arvia in difesa; a centrocampo Busetto, Maldonado e Caporali, e in avanti, da destra a sinistra, Coraini, Mastroianni e Marcandella. All’inizio la parola d’ordine sembra essere “primo non prenderle” e solo al 15’ la Calvi rompe il ghiaccio con una punizione centrale di Baggio. Al 35’ un positivo Marcandella dalla sinistra crossa sul secondo palo, dove arriva Coraini, ma Fortin chiude lo specchio della porta in calcio d’angolo. Dell’Andrea si rende poi pericoloso al 39’ con una conclusione alta. La ripresa si apre con la più grossa occasione per l’Este, al 1’: Fortin para a terra una conclusione insidiosa di Caporali appena dentro l’area. Al 26’ Tiozzo gioca la carta Franciosi per vincere la sfida, con il neo-acquisto che entra al posto di Busetto sistemandosi al fianco di Mastroianni al centro dell’attacco: così il nuovo 4-4-2 all’occorrenza con due esterni alti come Coraini e Marcandella si trasforma in 4-2-4. Al 32’ Arvia spinge sulla sinistra e mette al centro per la testa di Mastroianni, centrale per Fortin. Al 38’ ancora Arvia si accentra, ma l’estremo di casa blocca a terra. Al 43’ il neo-entrato Viola si smarca sui trenta metri e prova la conclusione: palla a fil di lato. Sul cambio di fronte al 44’ Pilotto, poi ammonito, atterra Caporali al limite dell’area e l’arbitro, la signora Finzi, indica decisa il dischetto del rigore tra le proteste dei veneziani. Poi torna sulla sua decisione una volta consultatasi con l’assistente Vitali. È l’ultimo sussulto prima del fischio finale.

Ore 13.30 – (Gazzettino) Mercoledì vittorioso per il vice rossoblù Raffaello Brazzale, in panchina al posto dello squalificato Enrico Cunico. «Queste sono partite in cui puoi trovare delle difficoltà, se non le sblocchi subito – commenta il tecnico – Abbiamo avuto almeno 4-5 palle gol nitide nel primo tempo, ma non siamo riusciti a sfruttarle, anche perché di fronte avevamo un’avversaria che si è barricata per difendere il pareggio. Comunque era importante conquistare i tre punti e iniziare il girone di ritorno con una vittoria, ci serviva soprattutto a livello psicologico. Siamo tornati a vincere in casa dopo quasi tre mesi, e abbiamo lasciato la zona play out». «Speriamo – conclude Brazzale – che sia un risultato di buon auspicio per questo 2016, ci attendono delle partite difficili nelle prossime settimane».

Ore 13.20 – (Mattino di Padova) Anno nuovo? Se sarà nuova pure la vita lo dirà solo il tempo, ma la prima Luparense del 2016 è senz’altro incoraggiante. A San Martino di Lupari torna a risplendere il sole, perché nella prima gara del girone di ritorno i Lupi battono la Sacilese, tornando a conquistare quella vittoria casalinga che mancava ormai dal 10 ottobre (2-0 sull’Abano) e lasciando, finalmente, la zona playout. Gara difficile doveva essere, e comunque tale è stata: perché la formazione pordenonese, fanalino di coda del girone C e che con quella di ieri ha infilato la nona sconfitta consecutiva, per un’ora buona è riuscita a reggere l’urto dei padroni di casa, grazie alle parate di Nutta e ad un po’ di imprecisione da parte della squadra di Cunico (squalificato, in panchina il vice Brazzale). Quanto al possesso palla, alla manovra e alla qualità del gioco, la partita è stata assolutamente a senso unico, ma se non fosse stato per Beccaro, e per l’unica indecisione dell’estremo difensore ospite, probabilmente staremmo qui a parlare della più classica delle “sterili supremazie”. Il tridente di casa le ha provate davvero tutte per mettere la sfida sui giusti binari. Ma tra qualche tiro sbilenco e un po’ di malasorte, la statistica è stata tanto impietosa quanto infruttuosa: 14 conclusioni verso la porta da parte della Luparense, solo quattro per la Sacilese, di cui nessuna nello specchio. Se il risultato alla fine è stato di 2-0, gran parte del merito va al giovane Nutta, portiere della formazione biancorossa. L’estremo difensore friulano si è superato due volte su Sottovia nella prima frazione (respingendo di piede al 25’, e soprattutto con un gran balzo sul colpo di testa del numero 9 di casa al 43’), e pure su Beccaro, proprio allo scadere del primo parziale. Nel mezzo, è stata la traversa a salvarlo sul colpo di testa di Antonello. Nella ripresa, con il passaggio al “4-2-3-1”, la Luparense è però riuscita a trovare varchi ancora più ampi, e, dopo l’ennesimo… miracolo di Nutta (bel tuffo sul destro radente di Sottovia al 4’), è riuscita a sbloccare la gara al 17’. Merito di Roveretto, bravo a convergere da destra verso il centro, merito di Beccaro, scaltro nel calciare di prima intenzione sull’assist del compagno, e sfortunata complicità proprio del – sin lì – migliore in campo: stavolta Nutta c’è arrivato, ma non è riuscito a bloccare la sfera che, dopo aver accarezzato il palo, si è insaccata. E praticamente non c’è più stata partita: l’assedio finale della Luparense, accentuato dalla sciocca espulsione di Bigutto che ha rimediato due “gialli” in tre minuti, ha incanalato il risultato verso i rossoblù. Che al 41’, grazie al missile scagliato sotto l’incrocio da Giglio, hanno chiuso i conti e festeggiato una vittoria che, al “Gianni Casèe”, mancava ormai da tre mesi.

Ore 13.00 – (Gazzettino) Appare moderatamente soddisfatto Karel Zeman: il successo casalingo con il Giorgione regala un’importante boccata d’ossigeno alla sua squadra, ma il tecnico aponense pretende di più sul piano del gioco. «Ho visto un ottimo primo quarto d’ora da parte della mia squadra – esordisce – i ragazzi hanno giocato come voglio e hanno fatto vedere ciò che proviamo in allenamento. Poi però non lo hanno più fatto. Nel primo tempo siamo stati bravi a creare diverse occasioni da rete e siamo riusciti a portarci in vantaggio. Peccato perché il pareggio del Giorgione è arrivato su un nostro regalo». La ripresa è stato altalenante con momenti favorevoli prima alla compagine ospite e poi all’Abano. Zeman è onesto nella disamina quando ammette che poteva anche finire diversamente: «Loro si sono dimostrati una ottima squadra e per alcuni tratti potevano anche segnare. In questa fase noi siamo stati bravi soprattutto a rimanere compatti, facendo salire i nostri avversari che ci hanno concesso gli spazi e così abbiamo vinto la partita».

Ore 12.50 – (Mattino di Padova) L’Abano ora funziona. E, come direbbe mister Zeman (il figlio Karel, s’intende), «verticalizza» che è un piacere. Anche se il Giorgione si dimostra un osso duro, i neroverdi riescono ad iniziare l’anno nel migliore dei modi, trascinati dalle reti di Vincenzo Pepe e Manuel Caridi, e dall’intraprendenza del “nuovo” 4-3-3 (già testato, seppure con risultati meno evidenti, con Union Ripa La Fenadora ed Este), con le mezzali a macinare chilometri e gli esterni d’attacco, Pepe e Fusciello nel primo tempo, Caridi e Bortolotto nella ripresa, a cercare continuamente la profondità. Il Giorgione, dal canto suo, non sfigura: la formazione allenata da Antonio Paganin mette in apprensione più volte la retroguardia aponense, indebolita dall’assenza di Thomassen, infortunatosi nell’amichevole di domenica scorsa con il Cittadella. La vivacità dei trevigiani, tuttavia, non si palesa subito perché l’Abano parte agguerrito: al 3’ e al 5’ vanno al tiro Pepe e Gnago, entrambi sfortunati nella mira. Al 15’, invece, è Pazzaia a sventare il pericolo opponendosi alla conclusione di Gnago, propiziata da un ottimo scambio con Fusciello. Il Giorgione fa vedere buone cose in avanti quando salgono Gashi, Gazzola e Podvorica. Proprio Podvorica, bravo a sfruttare un’incertezza in chiusura di Meneghello, impegna Bettin da pochi passi. L’Abano, tuttavia, passa alla mezz’ora: su punizione, Pepe disegna una traiettoria precisa e batte Pazzaia. L’1-0 non scoraggia i rossostellati: passano 5’ e Gazzola (marcato alla leggera da Maistrello) fiuta un pasticcio di Tescaro a ridosso dell’area di rigore prima di infilare Bettin. I due portieri, almeno nel primo tempo, non vengono più impegnati seriamente: da una parte Gnago e dall’altra Bernardelle si muovono tanto, ma non riescono ad incidere, e anche sulla mediana non c’è più l’audacia delle battute iniziali. Gusella libera il sinistro a ripresa inoltrata (72’), mentre Gazzola si fa deviare in angolo una botta dai 16 metri. Nel momento migliore del Giorgione l’Abano segna il 2-1: a far gioire il pubblico di Monteortone è il neoentrato Caridi. L’esterno neroverde prima approfitta di uno svarione della retroguardia ospite e poi infila Pazzaia. A dirla tutta, l’Abano ha pure l’occasione per chiudere la pratica all’88’: Gnago, lanciato verso il bersaglio, arriva davanti al portiere con le pile scariche e spara sul palo. Sulla respinta Pazzaia smanaccia e salva tutto.

Ore 12.30 – (Gazzettino) «Pensavo che fosse arrivata la giornata della prima sconfitta, invece la squadra mi ha fatto un altro bellissimo regalo e siamo ancora imbattuti». Ecco il presidente Daniele Pagin soddisfatto per un successo dalle mille emozioni. «Più o meno è stata la stessa situazione vissuta con il Fontanafredda, e anche questa volta abbiamo rimontato. Ero già felicissimo sul 2-2, al terzo gol è stato il massimo. Abbiamo sofferto, ma ora andiamo avanti a dare il più possibile fastidio al Venezia». Ecco Antonio Andreucci: «Sapevamo che ripartire dopo la sosta è sempre difficoltoso, farlo con una vittoria è senz’altro importante. Il segreto? Crederci sempre e avere grande determinazione. E poi c’è un motivo tecnico: quando chiudiamo gli avversari nella loro area siamo pericolosi avendo qualità davanti». Nella prima frazione però si è vista una squadra in difficoltà, la svolta nella ripresa quando ha inserito Cacurio e Michelotto cambiando modulo. «Effettivamente nel primo tempo è andata così, loro si abbassavano molto con tanti giocatori dietro alla linea della palla e alla prima situazione hanno fatto gol. La partita si è messa in salita, è stato importante pareggiare alla fine del primo tempo. Nella ripresa abbiamo cercato di dare più ritmo, la partita si è aperta. Loro sono passati in vantaggio su un errore nostro, poi abbiamo allargato il gioco e sfruttato le nostre potenzialità». Michelotto decisivo con due assist. «In particolare il secondo dato che si è liberato dell’avversario e l’ha messa dentro. Nel primo ha messo un ottimo cross, ma è stata più un’invenzione di Kabine». Nell’occasione i bellunesi hanno protestato per una spinta su Ianneo. «L’arbitro lasciava correre da una parte e dall’altra, quella situazione non l’ho vista. Ma diciamo la verità: ha fatto un grande gol». Kabine che si è ripetuto con il 3-2. «Sono contento per lui, è venuto qui con grande umiltà e sta dimostrando il suo valore». Un flash su Aliù autore dell’1-1. «È un giocatore importante, e sempre una spina nel fianco per gli avversari». Non ha brillato Radrezza. «Era un sorvegliato speciale, si è un po’ innervosito per qualche fallo che non gli hanno fischiato e magari la sua prestazione ne ha risentito. Ma è un giocatore importante per noi: è giovane e deve crescere».

Ore 12.20 – (Mattino di Padova) Se non ci sono ribaltoni continui, le vittorie non le vogliamo. Questo sembra essere il motto del Campodarsego, che nelle ultime partite casalinghe ha sempre regalato gol ed emozioni ai propri tifosi. E vittorie. Idem dicasi contro l’Union Ripa, gara terminata 3 a 2 per i padroni di casa che così mantengono il primato in classifica. L’avvio è intenso ed equilibrato, con il primo tiro in porta a opera di Aliù su apertura di Kabine, seguito verso il quarto d’ora dalla botta al volo di Radrezza. Più pericoloso dall’altra parte Gjoshi, che su cross basso di Santi conclude vicino al sette. Di nuovo padovani in attacco con Kabine, bloccato da Scaranto in due occasioni: prima lo anticipa e poi devia in angolo. Nell’altra metà campo sussulti sul tiro cross di Madiotto. Finché arriva il vantaggio ospite al 34’: Savi vola lungo la fascia, prima che intervengano su di lui i difensori fa partire un diagonale da distanza ravvicinata che non lascia scampo a Vanzato. Dopo un’incornata di Aliù, il pari si concretizza allo scadere da un rigore: fallo di mano fischiato a Guzzo, batte Radrezza che spedisce la palla sulla traversa, ma il solito Aliù si tuffa e ribatte in rete. Al rientro degli spogliatoi si mostra più convinta l’Union Ripa, che ottiene due angoli consecutivi nei minuti iniziali, grazie anche a un’insidiosa conclusione da fuori di Sani. Risponde la capolista con Piaggio, che cerca il tiro, ma una volta entrato in area trova le gambe di un difensore; e più volte con Aliù che va al tiro dopo aver dribblato la difesa. I neroverdi non stanno comunque a guardare e diventano micidiali sulle ripartenze. Ne sa qualcosa Vanzato, costretto ad atterrare in area Madiotto lanciato a rete: per l’arbitro è rigore e ammonizione, batte lo stesso Madiotto che non sbaglia. Incassa il colpo, ma non molla il Campo, che cerca soluzioni su calcio piazzato. Occorre però aspettare il 27’, con un passaggio del neoentrato Michelotto a Kabine: stop di petto e palla all’incrocio dei pali. L’attaccante di origine magrebina si ripete pochi minuti più tardi, sempre su cross di Michelotto, ma stavolta con una splendida rovesciata. È il 3 a 2, che fa esplodere in un boato di entusiasmo l’intera tifoseria casalinga. I bellunesi non si arrendono, fanno pressing, con il solito Madiotto e con Amadori, pure rischiando nelle retrovie per le iniziative del tandem Michelotto-Kabine. Ma c’è il triplice fischio del direttore di gara, il Campo resta primo.

Ore 11.50 – (Gazzettino) Epifania regolarmente in campo ieri per il Cittadella con obiettivo puntato sulla ripresa del campionato sabato alle 15 in casa con il Sudtirol. Gli altoatesini sono già stati affrontati dalla squadra granata in Coppa Italia e sono stati piegati solo ai tempi supplementari in mezzo a un nebbione. Giulio Bizzotto in quella partita realizzò un gol, mentre un altro lo ha messo a segno nella prima amichevole del 2016 con l’Abano. La sua facilità ad andare a rete, in rapporto ai minuti giocati, non è male, ma con l’arrivo di Emiliano Bonazzoli gli spazi saranno ancora più angusti. «La sana concorrenza fa solo bene alla squadra – sostiene l’interessato- Poter sfruttare meglio la fase aerea può fare la differenza. Da parte mia darò il massimo per essere pronto alla chiamata. Abbiamo lavorato molto nei giorni scorsi, ma l’affaticamento per sabato sarà smaltito». Sul Sudtirol, continua: «In Coppa entrambe le formazioni erano rimaneggiate, loro si stanno dimostrando un buon complesso e navigano nell’alta classifica. Sarà una partita difficile, ma l’obiettivo per noi sono i tre punti. Ci stiamo preparando al meglio curando i dettagli, servirà la massima determinazione». Concludere il girone di andata in testa è importante. «Ancor di più contano i punti – precisa Bizzotto – perchè alla fine ciò che si è lasciato per strada può essere determinante. La classifica che vale è quella finale. Finchè siamo davanti dobbiamo guardare a noi stessi cercando la continuità anche nel girone di ritorno perchè sono parecchie le concorrenti attrezzate nella corsa alla serie B». Intanto dal 11 al 22 gennaio in sede è riaperta la campagna abbonamenti. Prezzi: tribuna Fedelissimi ovest interi 230, ridotti 180, fino 14 anni 25; tribuna centrale ovest 180 (120-25); tribuna laterale scoperta 80 (50-10); tribuna coperta est 50 (30-10); tribuna Family per tre dello stesso nucleo 80 euro. Il Centro di coordinamento ha approvato la scelta della società.

Ore 11.30 – (Mattino di Padova) Difesa, adesso è vera emergenza. Per la prima volta nella stagione il Cittadella, che sabato alle 15 ospiterà al Tombolato il Sudtirol di Giovanni Stroppa, si trova con gli uomini contati. All’elenco degli indisponibili rischia di aggiungersi Amedeo Benedetti: nel corso della partitella di fine allenamento, ieri pomeriggio, il terzino sinistro ha rimediato una botta all’altezza del polpaccio destro, che lo ha costretto ad abbandonare anzitempo il campo, da cui è uscito sorretto da Pascali. Gli immediati accertamenti hanno escluso lesioni, ma resta da vedere come sarà assorbito l’ematoma e se il giocatore recupererà per la ripresa del campionato. Di fatto, come ammette Roberto Venturato, «c’è poco da girarci intorno, con la squalifica di Scaglia, l’infortunio di Pascali, che rimarrà fuori almeno due o tre settimane a causa della lesione ai flessori della coscia destra, e la pubalgia che ha colpito Donazzan e Amato, dietro siamo contati». Spinto dalla necessità, il tecnico ha chiamato ad aggregarsi alla prima squadra il centrale difensivo Marco Varnier e il terzino sinistro Pietro Zonta, in “prestito” dalla Berretti di Giulio Giacomin: entrambi saranno probabilmente convocati per la gara di sabato. Non solo, se Benedetti non dovesse recuperare, uno dei due potrebbe essere schierato davanti ad Alfonso, assieme a Salvi, Cappelletti e De Leidi. Chiaretti o Minesso? In cabina di regia mancherà Iori, anch’egli squalificato. In allenamento Venturato sta provando Sgrigna in quel ruolo, dopo averlo utilizzato da playmaker nelle amichevoli con Campodarsego e Abano e nel secondo tempo di Cremona, quando non perse praticamente un pallone. Il dubbio più grosso riguarda chi vestirà i panni del trequartista. «Minesso? Ha le qualità per giocare in quella posizione», le parole di Venturato che, come d’abitudine, non si sbottona. Nelle ultime ore ha ripreso quota, tuttavia, la candidatura di Chiaretti, che pure ha ripreso a lavorare con i compagni soltanto martedì. «È vero che sono rientrato da poco, ma mi sono sempre allenato seguendo il programma per il mantenimento della forza studiato per il sottoscritto. E poi ho partecipato a un torneo di beach soccer con gli amici del mio paese», confessa il talentuoso brasiliano, che ha trascorso le vacanze in Sud America. «Mi sento pronto per giocare. Il fuso orario? Ci sono soltanto tre ore di differenza tra Belo Horizonte e qui, smaltirlo non è stato complicato». Bonazzoli si candida. Se in difesa e a centrocampo i grattacapi non mancano, davanti ci sono solo piacevoli “problemi” di abbondanza, alimentati dal nuovo arrivato Emiliano Bonazzoli. «Ho trovato un gruppo molto unito», sottolinea il puntero mantovano. «In allenamento il mister mischia le coppie d’attacco, ma per quanto mi riguarda ho sufficiente esperienza per poter giocare sia accanto ad un altro centravanti che assieme ad una seconda punta». Sudtirol a forza 5. Le amichevoli contano poco, ma, stando agli esiti delle ultime, gli uomini di Stroppa sembrano più in palla rispetto ai granata: domenica hanno travolto 5-0 (Gliozzi, Bandini, doppietta di Crovetto e Maritato) il Dro, che milita in Serie D, alternando la difesa a 4 al 3-5-2, il modulo più utilizzato in questa stagione.

Ore 11.10 – (Gazzettino) Una doppietta per Turea – con un tiro dal limite sugli sviluppi di un corner la prima rete – e di pregevole fattura pure i gol di Altinier (colpo di testa sul secondo palo) e Bucolo (conclusione dalla lunga distanza), mentre Cunico ha chiuso i conti con un’azione insistita. «Positivo – ha dichiarato a fine gara Pillon – il fatto che ci fossero tutti. Sapevo che i giocatori avrebbero avuto le gambe pesanti e soprattutto chi ha un fisico più prestante soffre maggiormente per cui non c’è stata grande lucidità. Fa comunque parte del gioco, anche se non sempre la squadra ha giocato con ordine nei momenti di difficoltà. Per sabato non ci sono alibi e dovremo essere al 100 per cento. Sul piano fisico sono sicuro che avverrà, ma servirà che avvenga lo stesso a livello mentale e tattico. L’avversario è forte, ce la giocheremo». Presente sugli spalti pure l’ex Zecchin che ha così potuto rivedere Corti e Neto Pereira, suoi compagni ai tempi del Varese.

Ore 11.00 – (Gazzettino) Fino all’intervallo pochi spunti, con un gioco piuttosto prevedibile, qualche spunto del solito Neto Pereira e con le azioni più pericolose arrivate quando la squadra ha alzato i ritmi, come in occasione del gol di Bearzotti, servito rasoterra da Neto, imbeccato sulla destra da Ilari. Al centro della difesa ha giocato Nicolas Banjar, difensore serbo classe 96 in prova. Più vivace la ripresa, ravvivata dall’iniziale pareggio dell’ottimo Vecchi che lanciato dal centrocampo, si è inserito tra i due centrali – in questo ruolo è stato provato Ramadani al fianco di Fabiano – e ha superato Favaro con preciso e potente diagonale. Nei minuti successivi, a parte un’altra occasione di Vecchi, involontariamente servito da Dell’Andrea, si è visto un copione più consono a questo tipo di partite, con il Padova che è uscito alla distanza e ha dilagato, nonostante le ottime parate di Tieppo e un paio di legni.

Ore 10.50 – (Gazzettino) A tre giorni dalla difficile trasferta ad Alessandria, primo impegno di campionato del 2016, riguarda l’infermeria la notizia più importante che arriva dall’amichevole disputata dal Padova sul campo del vivace Borgoricco, formazione in vetta al girone C di Promozione. Tutti i biancoscudati, ad eccezione naturalmente di Niccolini, sono a disposizione e hanno trovato spazio nel test di ieri per un tempo. Archiviati dunque i vari acciacchi che hanno fermato nei giorni scorsi Fabiano, Anastasio, Corti, Bucolo e Neto Pereira. Sul campo si è giocato a ritmi piuttosto blandi, con la squadra che sta smaltendo i pesanti carichi di lavoro della scorsa settimana e con il tecnico Pillon che ha mischiato le carte, fermo restando il consueto modulo 4-4-2, il tutto sotto gli occhi dello stato maggiore societario.

Ore 10.40 – (Gazzettino) Pretattica o realtà? A sentire il diesse De Poli, ieri a Borgoricco a seguire la squadra, difficilmente ci saranno nuovi acquisti a breve, ma non sono da escludere sorprese, né sulla tempistica, né sui nomi dei giocatori in arrivo, fermo restando i ruoli – difesa e attacco – in cui serve un intervento con maggiore urgenza. Sul primo fronte al momento gli unici centrali a disposizione sono Diniz e Fabiano, tanto che ieri Pillon in quel ruolo ha provato Ramadani, con la possibilità anche di accentrare Dionisi. Nel mirino ci sono in particolare Pesoli e Sbraga della Carrarese: quest’ultimo ha già un accordo con il Padova che però resta in attesa del via libera della società, in gravi difficoltà economiche e ora in mano a un liquidatore. Ma ci sarebbe anche un altro nome ancora top secret. «I tempi – ha dichiarato De Poli – non dipendono da noi». In pratica, la società da cui dovrebbe arrivare deve a sua volta ingaggiare un pari ruolo. Per l’attacco la pista più affascinante porta sempre a Succi, anche se, oltre alla fattibilità economica dell’operazione, c’è da valutare la possibile concorrenza di altre squadre di B, in primis il Modena. Quanto al centrocampo, è vicino De Risio (Juve Stabia), ma prima va ceduto un giocatore.

Ore 10.20 – (Mattino di Padova) Per ora, a meno di improvvise accelerate nelle ultime ore, il Padova che scenderà in campo ad Alessandria non avrà volti nuovi: «Credo sarà così», conferma il mister, senza perdere sorriso e ottimismo. Proprio il tecnico, dopo la partita, si è fermato a colloquio con De Poli, che l’ha aggiornato sulle trattative in corso. Anche se, così dice il ds, «non ci sono novità». Il primo arrivo dovrebbe essere il difensore e la prima scelta è sempre Andrea Sbraga, 23enne della Carrarese. Il giocatore vuole Padova, ha l’accordo con i biancoscudati ma il club toscano, in liquidazione, non lo libera facilmente. Il fatto che Sbraga sia squalificato non impone l’urgenza di chiudere subito l’affare, ma se la situazione non si sbloccasse nel giro di una settimana De Poli potrebbe virare su un altro difensore (coperto da riserbo), con il quale avrebbe già l’accordo.

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) L’unico volto nuovo, fin qui, del 2016 biancoscudato è quello di un giovanotto che forse i tifosi non avranno nemmeno il tempo di vedere. Ieri pomeriggio a Borgoricco è sceso in campo per 45’ anche Nicolas Banjar, difensore serbo, classe 1996, proposto a De Poli da uno dei tanti talent scout che cercano di piazzare i propri giocatori in giro per l’Europa. Potrebbe allenarsi alla Guizza anche nei prossimi giorni, ma non ha chance di essere tesserato e per il momento ha soltanto tappato un “buco” difensivo che ha costretto Pillon (visto anche il mancato tesseramento di Gorzelewsky) a schierare Ramadani stopper nella ripresa. «Abbiamo solo due centrali difensivi e sono veramente pochi», ha spiegato l’allenatore. «La mia opinione sul “mercato” non è cambiata, servono assolutamente un difensore centrale e un attaccante. La squadra ne ha bisogno sia a livello numerico per completare la rosa sia per migliorare alcune situazioni di gioco. Per questo è molto importante che arrivino».

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Il Padova era passato in vantaggio al 35’ del primo tempo con un tocco sottomisura di Bearzotti sull’assist di un pimpante Neto Pereira. I biancoscudati si sono scatenati soltanto negli ultimi minuti, con una doppietta di Turea, il classico colpo di testa in anticipo di Altinier, il timbro di Cunico (il quale, schierato in attacco, ha mostrato una buona intesa con l’ex compagno ai tempi di Portogruaro) e lo splendido gol dai 25 metri di Bucolo. «Era normale che a metà settimana, visti i carichi di lavoro che abbiamo sostenuto in questi giorni, avessimo le gambe pesanti e ci fosse poca lucidità», ha commentato Pillon. «Nonostante questo, dobbiamo sempre essere ordinati, mentre in quest’occasione abbiamo perso un po’ troppi palloni». Sabato sarà un Padova più sciolto? «Assolutamente sì, a livello fisico saremo pronti e io mi aspetto di vedere una squadra brillante già ad Alessandria. Vogliamo giocarcela e ripartire bene».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Nessun problema neppure per Fabiano, che ha smaltito la botta al ginocchio rimediata lunedì in allenamento, e per Neto Pereira, ripresentatosi dopo il viaggio in Brasile in buone condizioni di forma. L’unico piccolo dubbio per il tecnico potrebbe essere, come di consueto, al centro del campo, con Mazzocco e Giandonato (quest’ultimo desideroso di convincere la dirigenza a trattenerlo) che scalpitano per soffiare una maglia ai due titolari. Imballati. Per il resto, è stato un Padova un po’ imballato quello sceso in campo a Borgoricco, davanti a circa 250 tifosi, tra i quali anche l’ex Giampietro Zecchin, ancora senza squadra visti i problemi alla caviglia che continuano ad affliggerlo e lo stanno costringendo a cure speciali, che dovrebbero tirarlo a lucido in queste settimane. Gambe dure e ritmi non particolarmente veloci hanno favorito un Borgoricco voglioso di ben figurare davanti a tanti sostenitori, e rimasto in partita sino ad un quarto d’ora dalla fine grazie anche alla splendida rete di Vecchi, che ad inizio ripresa si è infilato tra Ramadani e Fabiano, battendo Favaro con un bolide di destro all’incrocio.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Anno nuovo, Padova vecchio. È questa l’indicazione maggiore che arriva dall’amichevole dell’Epifania, vinta dai biancoscudati per 6-1 sul campo del Borgoricco, capolista nel campionato di Promozione. E, se da un lato è assolutamente una buona notizia, visto il recupero a pieno regime di infortunati e acciaccati, dall’altro fa capire come il “mercato” (ne riferiamo a parte) sia iniziato un po’ in sordina e viva al momento una fase di stallo. Non si cambia. A questo punto sembra altamente probabile che il Padova pronto a scendere in campo ad Alessandria sia la formazione-tipo di Pillon, quella che ha inanellato due vittorie consecutive con Albinoleffe e Giana Erminio, con il recupero (rispetto all’ultima uscita con il Bassano) dell’infortunato Corti e dello squalificato Dionisi. Il centrocampista ex Varese, infatti, ha bruciato le tappe recuperando totalmente dalla piccola frattura al coccige e disputando un buon primo tempo ieri.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) L’Alessandria, che sabato al “Moccagatta” riceverà il Padova nella prima partita del 2016, ultima peraltro del girone di andata in Lega Pro, ieri ha disputato anch’essa un’amichevole al Michelin Sport Club di Spinetta Marengo. Avversario dei grigi la formazione Allievi Nazionali di mister Civeriati, battuta 11-1 grazie alle reti di Bocalon (3), Nicco, Boniperti e Mezavilla nel primo tempo, e a quelle di Marconi (2) e Branca (3) nella ripresa. Tra le notizie positive per il tecnico Angelo Gregucci, che nei due tempi ha utilizzato tutti gli elementi della rosa (eccezion fatta per l’infortunato Manfrin), è il rientro di Mezavilla, schierato nella prima frazione di gara. L’ormai 33enne centrocampista brasiliano, ex Juve Stabia, si candida dunque per una maglia contro i biancoscudati. Sabato è atteso il pubblico delle grandi occasioni per una gara che torna dopo 34 anni.

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Così Bepi Pillon si ritrova con due soli centrali difensivi a disposizione (Fabiano e Diniz) per la trasferta più difficile dell’anno, quella di Alessandria in programma sabato pomeriggio alle 15 al «Moccagatta». Sbuffa Pillon al termine dell’amichevole giocata e vinta ieri a Borgoricco per 6-1. «Sapete la mia opinione – precisa il tecnico biancoscudato – Abbiamo solo due centrali difensivi e ce ne serve almeno un altro, ma credo sia difficile che arrivi per sabato. Avevamo le gambe un po’ pesanti, ma era ovvio perché abbiamo lavorato molto a livello atletico. Sabato però ad Alessandria voglio un Padova brillante, non con gambe imballate. Non voglio alibi o scuse, sono sicuro che ci saremo a livello fisico, ma dovremo esserci anche a livello mentale». De Poli, alle prese con una gestione complessa del mercato, ha glissato spiegando che né ieri né oggi erano in previsione novità. Gli affari più vicini alla conclusione sono quelli che riguardano Sbraga e De Risio (Juve Stabia). Con entrambi esiste già l’accordo di massima, che attende solo la formalizzazione. Poi ci sono le piste che portano ai rinforzi in attacco: prima scelta Succi (Cesena), poi i vari Cristofori (Pro Piacenza), Della Rocca (Rimini via Lecce), Infantino (Carrarese, davvero difficile) e l’ultima new entry che conduce a Pordenone, dove piace il centravanti De Cenco.

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) Stallo persistente sul mercato a due giorni dalla ripresa del campionato di Lega Pro. I tifosi si chiedono: perché? Perché, come ha precisato il presidente biancoscudato Giuseppe Bergamin, «le operazioni verranno fatte tenendo in equilibrio i conti», perché la mancata vittoria col Bassano ha un po’ frenato le ambizioni di risalita del Padova verso i playoff promozione che condurrebbero alla Serie B dalla porta di servizio e perché la mancata cessione di Manuel Giandonato di fatto blocca sul nascere tutte le altre operazioni imbastite e sul punto di essere definite. E poi ancora: perché alla Carrarese, patria del difensore Andrea Sbraga con cui esiste già l’accordo economico, c’è una situazione talmente complessa da giustificare ampiamente gli attuali ritardi alla fumata bianca. Il riassunto di quanto accaduto sinora: Fabrizio De Poli non è ancora riuscito a piazzare in uscita i vari Giandonato (proposto senza successo ad almeno sei squadre), Aperi, Anastasio (non ci sono offerte e il Napoli nicchia per riprenderselo) e Ramadani. Niccolini, che sarebbe potuto finire al Gubbio, si è infortunato gravemente e ha molto probabilmente terminato anzitempo la sua stagione.

Ore 08.30 – Lega Pro girone A, la classifica aggiornata: Cittadella 32, Alessandria 31, Bassano 28, FeralpiSalò 27, Pavia e SudTirol 26, Reggiana 25, Cremonese, Cuneo, Padova e Pordenone 22, Giana Erminio 21, Lumezzane e Pro Piacenza 19, Mantova 15, Renate 12, AlbinoLeffe 11, Pro Patria 7.

Ore 08.20 – Lega Pro girone A, i risultati della sedicesima giornata: Padova-Bassano 1-1 (Favalli (Pd) al 26′ pt, Fabbro (Ba) al 38′ st), Lumezzane-AlbinoLeffe 2-0 (Nossa (Lu) al 31′ pt, Sarao (Lu) al 37′ st), Cremonese-Cittadella 0-1 (Paolucci (Ci) al 38′ st), Reggiana-Alessandria 1-1 (Marras (Al) al 24′ pt, Mogos (Re) al 34′ pt), Mantova-Pro Patria 1-1 (Capua (Pp) al 5′ st, Momenté (Mn) al 44′ st), Renate-Cuneo 1-0 (Napoli (Re) al 6′ pt), SudTirol-Pro Piacenza 2-1 (Rantier (Pp) al 27′ pt, Kirilov (St) al 40′ pt, Tait (St) al 47′ st), FeralpiSalò-Giana Erminio 0-2 (Marotta (Ge) al 2′ pt, Perico (Ge) al 19′ st), Pordenone-Pavia 0-2 (Malomo (Pv) al 24′ pt, Ferretti (Pv) al 17′ st).

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Ore 08.00 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Maglietteveloci.it, Macron Store, Studio Pignatelli Netstore, Birra Antoniana, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 6 gennaio: il Padova batte 6-1 il Borgoricco in amichevole davanti a circa 300 spettatori.

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