Live 24! Pro Piacenza-Padova, -3: Giandonato non si allena, novità in vista?

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Ore 21.30 – (Il Piccolo) Tutto confermato, gli inviti a tutte le società della provincia sono partiti e stasera il progetto del consorzio promosso da Vasco Vascotto verrà illustrato alle società dilettantistiche nella riunione fissata alle 19 nella sede del Centro Coordinamento dei Triestina Club. Sede scelta non certo a caso, tanto per ribadire che l’avanzamento del progetto non può prescindere dal coinvolgimento del tifo organizzato che, come tutti sanno, detiene i diritti sul marchio storico: presente, molto probabilmente, anche Lollo Campanale, portavoce della Curva Furlan. In effetti, mancherà chi ha dato il via al progetto, perché Vasco Vascotto, lontano da Trieste per i suoi impegni mondiali di velista, verrà rappresentato da Alex De Bosichi che illustrerà ai colleghi delle società dilettantistiche i principi del consorzio. «Essenziali saranno le ampie garanzie offerte alle varie società che vorranno collaborare anche alla stesura delle regole – sottolinea Alex De Bosichi – e posso anche anticipare che Gianluca Mauro, rappresentante dell’Alma, sponsor della squadra di basket, ci ha dimostrato l’interesse della sua azienda sul progetto per far rivivere la squadra alabardata e contribuire al finanziamento: ne discuteremo ai primi di febbraio, quando Vasco sarà nuovamente in città». La volontà è di fare una società totalmente nuova, che ottenga l’uso del marchio e sia al via della prossima stagione del calcio dilettantistico: i nuovi affiliati, però, devono obbligatoriamente iniziare dalla Terza Categoria ma i promotori del progetto confidano che, considerati i personaggi impegnati, la storia passata, il blasone e la volontà di un futuro importante, ci sia la possibilità di ottenere una ripartenza dall’Eccellenza. «Anche Max Tonetto – ricorda De Bosichi – ha sposato il progetto in pieno e la prossima settimana sarà a Trieste per incontrarci: nel frattempo ci ha detto che ne ha parlato con il presidente federale Tavecchio e con Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione Calciatori». Proprio su questa collocazione potrebbe inserirsi il Trieste Calcio, nel senso che – non dovessero esserci altre possibilità – la società presieduta da Niki De Bosichi potrebbe cedere la sua iscrizione alla nuova entità e mutare la denominazione: «Mi auguro non sia necessario – sottolinea Alex De Bosichi – perché vorrei salvaguardare quanto, in più di trent’anni, mio padre ha portato avanti: la squadra è in buona posizione nel torneo di Promozione e, perché no, potrebbe anche lottare per arrivare proprio nel campionato superiore e in caso di necessità, potrebbe regalare alla nuova società la categoria da cui si vorrebbe partire. Il progetto piace a tutti, c’è il consenso anche degli enti pubblici e abbiamo già detto che faremo richiesta per giocare al “Rocco” per cui il Trieste Calcio potrebbe continuare tranquillamente la sua strada e contribuire alla riuscita del progetto, come altre società dilettantistiche, con il suo già importante vivaio».

Ore 21.00 – (Corriere delle Alpi) Due, forse tre settimane di stop. Non buone notizie dall’ecografia a cui si è sottoposto ieri Paolo Pellicanò. Il centrale gialloblù, dopo aver alzato bandiera bianca a Fontanafredda, ha avuto un riscontro non piacevole. «È stiramento, ma c’è anche un piccolo strappo», dice. Brutta notizia. Purtroppo non è molto fortunato il difensore bellunese. A fine ottobre si era fermato un mese. Adesso un’altra piccola tegola che lo toglierà dal campo sicuramente per le prossime due partite. Per essere ottimisti, si potrebbe ipotizzare il rientro in vista del derby il 10 febbraio, o al massimo quattro giorni dopo nello scontro diretto ad Este. «Starò fermo un po’ di giorni, prima di iniziare a fare esercizi specifici. Forse dovrò andare anche in piscina». Un peccato, perché Pellicanò stava fornendo continuamente grandi prestazioni e non si sentivano più voci di mercato da Padova e dintorni. «Mi avevano fatto piacere, come penso sia normale. Però, negli allenamenti e in partita la concentrazione era sempre massima, per cui mi dispiace per quest’altro infortunio». Prestazione incoraggiante. A Fontanafredda sono sfuggiti di mano i due punti, ma fino a che è rimasto in campo all’ ex Feltrese non è dispiaciuta la prova dei compagni. «Secondo me abbiamo espresso un buon calcio, e siamo stati parecchio sfortunati tra traverse, salvataggi sulla linea etc. Ci è mancata un po’ di cattiveria, perché alla fine abbiamo segnato su rigore e poi abbiamo preso un gol evitabile, su un tiro peraltro velleitario. Per come abbiamo giocato però, non è di sicuro un punto guadagnato». L’Este, nel frattempo, è andato a più 4. La volontà è quella di arrivare al terzo posto, ma i giallorossi padovani non stanno sbagliando un colpo. «Noi ci siamo imposti dall’inizio di pensare e lavorare ogni settimana per vincere la partita successiva. Non vogliamo pensare a cosa fanno le altre. Sabato sarà una partita impegnativa, ma nonostante le assenze la rosa è ampia. Ieri ero all’allenamento e ho visto i miei compagni ben determinati e convinti di voler prendersi i tre punti». Qui Levico. La squadra gialloblù trentina sabato arriverà al Polisportivo non di buon umore. Nel 2016, è arrivato un solo punto a Fontanafredda, mentre in casa ci sono i due stop con Mestre ed Este. Domenica scorsa, non è bastato il ritorno nello stadio di Levico per fermare gli ospiti. Resta una squadra da prendere con le molle, come tutte le formazioni che lottano per la salvezza. All’andata venne fuori un pareggio non entusiasmante, e davanti la squadra del lago può da poco contare su Dimas Goncalves. Un brasiliano che qualche anno fa segnava parecchio con la Vecomp, e aveva timbrato anche al Polisportivo.

Ore 20.30 – (La Provincia Pavese) Romano doc, vive a Fregene sul mare, anche se ci ritorna poco durante la stagione per la lontananza da casa e i pochi tempi di stacco. Alessandro Malomo, 24 anni, difensore del Pavia, è cresciuto prima nelle giovanili della Lazio per poi passare alla Roma, per cui simpatizza. Proprio con la maglia giallorossa ha giocato nella Primavera di mister De Rossi insieme a molti talenti che giocano tra A e B. Su tutti Alessandro Florenzi. «Con lui ci si sente spesso – dice Malomo – Ma in quella squadra c’erano anche Bertolacci, Antei, Crescenzi oggi a Pescara, Viviani». Dopo l’ottimo campionato scorso anche quest’anno il suo rendimento è tra i migliori di quelli degli azzurri. «Sono abbastanza soddisfatto anche se poi quando la squadra non va bene è difficile parlare di positività dei singoli. Purtroppo in questo periodo non stiamo giocando benissimo e l’unico pensiero che abbiamo tutti insieme è di riprendere il cammino nel modo migliore». Non basta la qualità della rosa del Pavia rispetto ad avversari sicuramente inferiori come la Pro Patria e lo si è visto domenica scorsa. «Le partite non si vincono a tavolino con il nome o con il blasone e contro la Pro Patria potevamo e dovevamo far gol e vincere – ribadisce il difensore romano – Oltre al risultato non abbiamo fatto la gara che dovevamo fare. Non credo che il problema oggi sia di natura fisica, domenica ci sono stati poi altri fattori come un campo congelato in cui i tacchetti non affondavano e la palla rimbalzava malissimo. Non per cercare scuse, ma insieme ai nostri problemi questi fattori non ci hanno aiutato. L’unica medicina per uscire da questa situazione è proprio quella di vincere e dobbiamo tornare a farlo contro la Cremonese». Nonostante una sola vittoria nelle ultime nove partite giocate dal Pavia, in cui si sono conquistati solamente nove punti, il Pavia è rimasto a meno sette dalla capolista Cittadella e a meno quattro da Alessandria e Bassano. «Nella sfortuna almeno le squadre davanti non ci hanno staccato così pesantemente come poteva accadere visto il nostro scarso ruolino di marcia degli ultimi mesi. Poteva andare sicuramente molto peggio, questo conferma che il campionato è particolare e difficile per tutti. Adesso serve poco, vincere qualche partita e ci si può rilanciare». Ora i molti cambiamenti, non finiti, del mercato di gennaio propongono anche il problema di trovare l’affiatamento tra nuovi e vecchi. «Dobbiamo essere bravi noi a far amalgamare i nuovi arrivati con il resto del gruppo e loro ad integrarsi in fretta. I ragazzi arrivati hanno fatto vedere di poter far bene e mi auguro che questo contribuisca a rilanciarci tutti insieme». Il difensore di Fregene è alla seconda stagione a Pavia, come si trova in città. «Non mi piacciono città frenetiche come Milano e Roma – spiega il difensore del Pavia – Sono abituato alla mia Fregene, prima di qui a Prato. A parte il clima mi trovo benissimo a Pavia». Da qualche settimana ha perso un inseparabile compagno fuori dal campo come Denny Cardin. «Eravamo affiatati e mi è spiaciuto che se ne andasse ma d’altronde qui era ai margini della squadra e mi fa piacere che alla Pro Piacenza giochi e possa esprimere le sue qualità – sottolinea Malomo che non si sottrae a una battuta – Sono tra i preferiti delle tifose ? Anche questo non guasta. Fidanzato? No, per ora no».

Ore 20.10 – (La Provincia Pavese) Non solo operazioni in entrata, ma anche altre partenze dopo quelle di Del Sante, Sabato e Cardin. Questo l’obiettivo della fase finale di calciomercato in casa Pavia. Negli ultimi giorni l’Ancona avrebbe pensato concretamente a Mattia Marchi, l’attaccante a scadenza di contratto il prossimo giugno, e che la società azzurra voleva inserire in uno scambio con il Mantova per avere Valerio Foglio. I marchigiani avevano pensato anche a Matteo Momenté, in uscita da Mantova, ma il nome di Marchi sembra in queste ore più caldo. L’uscita dell’attaccante romagnolo lascerebbe libero un posto nel reparto offensivo e non è un mistero che rimane nel mirino del Pavia Nando Sforzini, non convocato dall’Entella lunedì sera per la gara con l’Ascoli. La situazione rimane in stand by per il centravanti dei liguri, che attende ancora qualche possibilità di rimanere in B (rimane aperta la pista Salernitana che guarda anche ad altri attaccanti, tra cui Ardemagni del Perugia), prima eventualmente di scendere in Lega Pro. Per un eventuale suo ingaggio a Pavia il discorso è destinato eventualmente agli ultimi giorni di mercato. In dirittura d’arrivo il prestito di Marco Martin al Pordenone. Il presidente dei friulani Mauro Lovisa ha confermato anche i contatti con Matteo Abbate che,però, non sarebbe propenso a trasferirsi ai “ramarri”. Sempre da definire il discorso La Camera dopo il suo no a Albinoleffe e Rimini. Per il ruolo di mediano continua a rimanere una pista praticabile quella per Michele Pazienza, attualmente al Vicenza, dopo che Addae è stato blindato dall’Ascoli. Dopo Pirrone dai bianconeri potrebbe, invece, arrivare il difensore Andrea Mengoni se si riterrà di rinfoltire il reparto difensivo in caso di uscite.

Ore 19.40 – (Gazzetta di Reggio) Era uscito malconcio dalla gara di Padova, con in volto i segni della battaglia in campo. Ma per il difensore centrale Alessandro Spanò il peggio doveva ancora arrivare. Lunedì il giocatore è rimasto vittima di un incidente stradale, nel giorno di riposo, e ha rischiato grosso. Una signora ha tirato dritto a un semaforo e ha travolto la sua auto: l’airbag ha salvato il difensore, che si è procurato una frattura al setto nasale con interessamento dell’occhio sinistro. Oggi Spanò sarà in via Agosti e i medici dovranno valutare le sue condizioni, ma è ovviamente fortemente a rischio per la gara di lunedì sera con il Lumezzane. La Reggiana oggi alle 14.30 riprende gli allenamenti dopo i due giorni concessi da Alberto Colombo al termine della trasferta di Padova, gara nella quale i granata hanno portato a casa un buon pareggio. La settimana comincia di mercoledì perché il prossimo impegno di Nolè e compagni sarà il posticipo di lunedì sera al Città del Tricolore contro il Lumezzane (ore 20.30), squadra battuta per 2-0 nella gara d’andata. La prima cosa che attende il tecnico lombardo sarà fare quadrato di una situazione che vede l’organico in piena evoluzione perché la rescissione contrattuale di Federico Angiulli, unita alle condizioni fisiche da valutare di giocatori come Mirko Bruccini, Dejan Danza, Paolo Bartolomei e Vasile Mogos – tutti centrocampisti -, fanno pensare ad un nuovo periodo di difficoltà alle porte, proprio nel momento che il calendario sembrava sorridere. Ricordiamo che per Bruccini i guai al ginocchio sono iniziati la scorsa settimana in allenamento, Danza ci convive ormai da inizio stagione mentre gli ultimi due hanno subito un infortunio di gioco nell’ultima partita di Padova ma per entrambi c’è ottimismo di vederli subito in gruppo da oggi. . Tra i volti nuovi invece ci sarà il giovane attaccante Giorgio Degola, nipote dell’omonimo ex vicepresidente granata. che si fermerà in prova per alcuni giorni e si attende l’arrivo del fantasista sardo Marco Piredda, sostituto naturale di Angiulli. Per quanto riguarda il giudice sportivo nessuno squalificato tra i granata mentre il Lumezzane dovrà fare a meno dell’attaccante Manuel Sarao. Intanto si attendono notizie sul mercato granata. La partenza di Angiulli, e quella probabile di Giannone, dovrebbero consentire alla società di fare alcune operazioni. Il mercato è in mano al dg Raffaele Ferrara. Il colpo che tutti stanno aspettando è quello della punta e per ora l’unico nome in ballo è ancora quello di Marco Sansovini. La società granata intanto ha promesso ai giocatori un premio in caso di raggiungimento dei playoff e ha chiesto ai giocatori di pensare partita per partita.

Ore 19.20 – (Gazzetta di Reggio) Il centrocampista Federico Angiulli ha rescisso il contratto con la Reggiana e ha firmato un biennale con il Benevento, che milita in Lega Pro. Il calciatore se ne è andato accusando Colombo di averlo voluto mandare via, ma quanto accaduto nei giorni scorsi fa ipotizzare una strategia ben precisa da parte del centrocampista. Dopo Bassano Angiulli ha criticato ai microfoni di Teletricolore le scelte dell’allenatore. Alla ripresa degli allenamenti c’è stato un faccia a faccia piuttosto acceso. Poi prima della trasferta a Padova il calciatore è stato ripreso da Colombo per il suo atteggiamento in campo e subito dopo ha accusato un mal di schena che gli ha impedito di essere convocato. Angiulli ieri ha detto al sito Tuttolegapro.com che Alberto Colombo lo ha accusato di aver approfittato della situazione «per trovare una scusa per andarmene da Reggio. Di sicuro le offerte non mi mancano, sono anche in scadenza a giugno, ma non era mia intenzione abbandonare la nave a stagione in corso».

Ore 18.50 – (Gazzetta di Mantova) Ivan Javorcic vede un Mantova in crescita, accetta la “rivoluzione” di mercato decisa dal club ma ribadisce la fiducia nel suo gruppo, difendendo gli attaccanti Anastasi e Momentè fino a indicarli come «quelli che ci salveranno». Il tecnico croato rifiuta inoltre l’alibi della sfortuna e punta tutto sul match di domenica con il Sudtirol, indicandolo come quello che «può cambiare il corso del nostro campionato». E per questo chiede l’aiuto del popolo biancorosso al termine di un’intervista a 360 gradi sul momento difficile del Mantova. Mister, a mente fredda è ancora soddisfatto della prova contro il Renate? «Sì, ho rivisto la partita e dico che senza dubbio siamo cresciuti rispetto alla sfida con l’Albinoleffe. Siamo stati più veloci, più verticali, abbiamo creato diverse occasioni… Insomma, il pari brucia ma siamo in crescita e cresceremo ancora. Questa squadra può salvarsi». Eppure il club non sembra crederci molto se mette tutti sul mercato… «Il calcio è fatto di momenti e adesso è normale che siamo tutti in discussione. Magari fra due settimane cambieranno tante cose. Io dico ben vengano acquisti che possono darci una mano, ma sono concentrato soltanto sul campo e credo nel mio gruppo. Spero il mercato finisca presto, perché è ovvio che un minimo di distrazione lo crea. Anche se finora in campo la squadra non ne ha risentito». Il Mantova nelle ultime 4 partite ha giocato tantissimo nella metà campo avversaria ma ha segnato soltanto 2 gol, uno peraltro su autorete. Come se lo spiega? Colpa delle punte? «Non è un problema di singoli, anche perché nulla vieta di segnare con centrocampisti e difensori. È vero che stiamo faticando a finalizzare, ma bisogna ricordare che soltanto da qualche settimana abbiamo quasi tutti gli attaccanti a disposizione. Loro devono arrivare al 100% della forma e trovare la giusta intesa. Se vogliamo fare nomi, Anastasi e Momentè, che adesso magari vengono criticati, saranno quelli che ci faranno salvare». Patron Di Loreto ha promesso che prima della gara con il Sudtirol porterà un esorcista al Martelli… Iniziativa a parte, quanto ha inciso secondo lei la sfortuna nelle ultime gare? «A me non piace parlare di fortuna o sfortuna, è un terreno scivoloso che può creare alibi. Se ci sono episodi non favorevoli, la soluzione è lavorare, reagire e creare i presupposti per far passare la fortuna dalla propria parte. Certo è che nelle ultime partite avremmo meritato molti più punti: dovremo riprenderceli nelle prossime». In vista di domenica sarà privo per la prima volta di Dalla Bona, il giocatore attorno al quale ruota il centrocampo. E potrebbe avere anche altre defezioni. Come vi farà fronte? «Il vice Dalla Bona è Lombardo, un ragazzo che sta lavorando bene e crescendo. In settimana sarà lui a darmi i segnali per capire se potrò schierarlo dall’inizio. E poi lo staff medico conta di recuperare in extremis Di Santantonio e Raggio Garibaldi… Vedremo, potremmo avere diverse soluzioni. Ho pensato anche a un Caridi alla Pirlo, ma Tano è troppo importante davanti, dove è in grado di accendere la luce e mandare in porta le punte». Domenica arriva il Sudtirol e il Mantova deve provare a sfatare il tabù Martelli contro la quinta in classifica: preoccupato? «Sarà una partita molto difficile, ma può essere quella che cambia il nostro campionato. Per superare l’ansia che ormai ci prende quando giochiamo in casa abbiamo veramente bisogno della nostra gente. Tutti insieme possiamo venirne fuori, di questo sono sicuro».

Ore 18.30 – (Gazzetta di Mantova) Il Mantova inizia a spingere il piede sull’acceleratore per quanto riguarda le cessioni. L’accordo per la cessione (a titolo definitivo) di Gabriele Puccio al Rimini c’è già e oggi dovrebbe essere ufficializzato dopo un incontro fra il procuratore del centrocampista e i dirigenti romagnoli. Quella odierna potrebbe essere la giornata buona anche per la partenza dell’attaccante Moreno Beretta, che interessa al Tuttocuoio ma anche al Pordenone. Il ds Alfio Pelliccioni – come ha dichiarato nei giorni scorsi – ha poi avuto mandato dalla società di cedere anche altri giocatori biancorossi. «Tutti sono sul mercato», ha spiegato il dirigente. E infatti c’è già stato un abboccamento con il Santarcangelo, che vorrebbe Valerio Anastasi e Fabio Gavazzi. Quest’ultimo, però, interessa sempre al Pordenone e soprattutto al Sudtirol, che potrebbe alla fine imporsi nella volata per l’ingaggio del difensore, che è arrivato a Mantova in prestito dal Novara. Per Daniele Dalla Bona e Samuele Sereni non ci sono al momento richieste, mentre Matteo Momentè piace a diverse squadre e soprattutto all’Albinoleffe, che da tempo sta mostrando concreto interesse per il bomber. La lista dei possibili partenti potrebbe poi ulteriormente allungarsi, visto che Pelliccioni ha specificato che «nessuno è incedibile». E che mister Javorcic ha confermato (vedi altro articolo in pagina) con un eloquente «siamo tutti in discussione». Evidentemente il Mantova ha scelto la via della rivoluzione, con tutti i rischi che ciò comporta per una squadra di calcio. Che deve appunto essere squadra e che può risentire pesantemente del cambio di parecchi titolari. Detto ciò, è evidente che – se davvero si procederà a diverse cessioni – si dovranno individuare sostituti all’altezza della situazione. Per quanto riguarda il centrocampo, è noto l’interesse del Mantova per il mediano del Bassano Giacomo Cenetti, che però il club veneto non vuol cedere. Ma un altro nome caldo sarebbe quello del quasi 35enne Alessandro Budel, che quest’anno non ha trovato spazio nel Brescia e che mister Javorcic ha già allenato lo scorso anno nelle Rondinelle. Per la fascia sinistra, è sfumato definitivamente l’obiettivo Martin, visto che il terzino del Pavia è andato al Pordenone. Piace invece il 22enne Matteo Liviero, che è di proprietà della Juventus e che finora ha giocato poco (7 presenze) nel Lecce. Con il Pavia sembra definitivamente sfumato lo scambio che avrebbe portato Valerio Foglio nel club azzurro. L’esterno sinistro resta comunque sul mercato. Per l’attacco, infine, fra i possibili obiettivi del Mantova c’è il 22enne Simone Magnaghi della Cremonese, che in questa prima parte della stagione ha collezionato 8 presenze in grigiorosso segnando un gol. Per finire, ci sono da registrare voci – non confermate da Viale Te – che vorrebbero la Sampdoria interessata al giovane attaccante biancorosso Gyeson Del Bar.

Ore 18.00 – (Messaggero Veneto) Una buona notizia per Tedino arriva dall’infermieria. De Cenco ha ripreso a correre, Paolo Marchi lo farà oggi. Stanno uscendo dai rispettivi infortuni il centravanti e il difensore del Pordenone, entrambi ai box da tempo. Salvo sorprese, la coppia tornerà a lavorare col gruppo negli ultimi giorni della prossima settimana, poco prima del match con il Mantova. Stessa situazione sta vivendo un altro giocatore importante, Riccardo Martignago, anche lui infortunato. Ieri la prima corsa, tra 7-8 giorni si aggregherà alla squadra e si metterà a disposizione del tecnico neroverde. Spingiamoci in una previsione: per i primi di febbraio, gara di Meda col Renate, se non capiterà qualcos’altro nel frattempo, si potrà vedere nuovamente un Pordenone al completo. O, almeno, con una rosa quasi interamente utilizzabile. Il “quasi” è riferito all’unica situazione spinosa in ballo, quella legata a Michele De Agostini. Ieri il terzino si è sottoposto a una risonanza, che ha verificato lo stato del suo ginocchio, uscito malconcio dalla gara con la Pro Piacenza. Oggi si avranno i risultati. Lo staff neroverde è poco ottimista: ben che vada il giocatore starà fuori sei settimane. L’acquisto di Martin, a proposito, cade a fagiolo; ma in questo momento De Agostini stava facendo molto bene e neanche di fronte all’arrivo dell’ex Pavia sarebbe uscito dall’undici titolare. La stagione in corso si conferma comunque sfortunata dal punto di vista dell’infermeria. Tutti i giocatori rimasti ai box sono stati vittime di guai traumatici, non muscolari: segno che nessuno si è mai dovuto fermare per un carico di lavoro eccessivo. Determinante in questo senso l’opera del preparatore atletico, Adalberto Zamuner, che non a caso ha sempre proposto una squadra con la “gamba” giusta, mai in difficoltà sotto il profilo del ritmo.

Ore 17.40 – (Messaggero Veneto) La trattativa era complessa, anche a detta degli stessi protagonisti. Tuttavia ieri, a sorpresa, si è sbloccata. Il Pordenone esulta: Marco Martin è un nuovo giocatore dei neroverdi. Manca solo un documento per l’ufficialità, poi il terzino classe ’87 lascerà il Pavia e si aggregherà alla truppa di Tedino, dove arriverà in prestito sino a giugno. Già oggi può allenarsi con i nuovi compagni ed esordire sabato a Bergamo con l’Albinoleffe, visto l’infortunio di De Agostini. Si tratta di un acquisto autoctono: Martin è di Pasiano, è un pordenonese, il secondo in rosa dopo Tomei. Più lontano invece l’arrivo di Gavazzi (’88), difensore del Mantova. Affare fatto. Martin-Pordenone, affare ai titoli di coda. Ieri c’è stata la svolta sull’asse Pordenone-Pavia. Un cambio di direzione che non era nei programmi, ma arrivato grazie al blitz a Milano del consulente di mercato dei “ramarri”, Giorgio Zamuner. La situazione iniziale prevedeva già l’accordo tra le due società: poi è stato convinto l’agente del giocatore ad accettare l’incentivo all’esodo del Pavia e quindi firmare per il Pordenone, la società di casa sua. La formula, come detto, è il prestito, con i lombardi che coprono gran parte dell’ingaggio: impensabile accollarsi un contratto come quello di Martin, “pesante” economicamente e per durata (triennale, scadenza nel 2018). A ogni modo, si tratta di un grande colpo, quello messo a segno da parte del Pordenone. Martin, ex capitano dell’Alto Adige, è da anni tra i migliori fluidificanti mancini della categoria. Nel 2014 ha sfiorato la serie B con il Suedtirol e ha militato per sei mesi tra i cadetti nel Pescara. Stop. Con il suo arrivo salgono a 17 i giocatori “anziani” nella lista dei 24. Si è quindi a uno in più del previsto: il Pordenone voleva mantenere la formula dei 16 “vecchi” più 8 giovani. Cosa fare, considerato che l’elenco va consegnato alla Lega Pro entro il 3 febbraio? Per ora i neroverdi fanno uscire il baby Pavan e mantengono al “17+7” la situazione. Così facendo riceverebbero dalla terza serie un contributo leggermente inferiore a quello previsto. Altrimenti si rinuncia a un altro “vecchio”, ma l’ipotesi è attualmente difficile: chi dare in uscita? Non è finita. Per questi motivi diventa complicato arrivare a Gavazzi, anche perché il giocatore a cui si poteva rinunciare – Ingegneri – convince sempre più lo staff. Sabato la prova definitiva: se la squadra fa ancora risultato, si dovrebbe proseguire su questa strada. Già il rientro dell’ex Bassano è un grande acquisto in ottica play-off, ancor più lo è quello di Martin.

Ore 17.10 – Qui Guizza: termina l’allenamento. Ci viene comunicato che Giandonato ha chiesto ed ottenuto un giorno di permesso per motivi personali.

Ore 16.40 – Qui Guizza: partitella finale.

Ore 16.20 – Qui Guizza: assente anche Giandonato.

Ore 16.00 – Qui Guizza: prime prove anti-Pro Piacenza, rientra negli spogliatoi Neto Pereira.

Ore 15.40 – Qui Guizza: continua il lavoro atletico.

Ore 15.20 – Qui Guizza: lavoro atletico.

Ore 15.00 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per l’allenamento dopo una breve seduta video.

Ore 14.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) L’ha fatto di nuovo. E adesso i riflettori del mondo del calcio brillano tutti su di lui. Riccardo Bocalon ha segnato i due gol che hanno schiuso le porte della sua Alessandria ai quarti di finale di Coppa Italia, dove troverà il Milan di Mihajlovic. I «grigi» erano sotto 1-0 con lo Spezia e l’ex arancioneroverde, veneziano di Castello, fremeva in panchina: poi mister Gregucci (altro ex) l’ha mandato in campo e lui ha fatto quello che sa fare meglio, cioè segnare. Preferibilmente gol decisivi, proprio sui titoli di coda. L’aveva fatto nel 2010 con il Portogruaro, quando all’89’ inchiodò il Verona strappando ai gialloblù il biglietto per la serie B e l’ha rifatto nel 2013 con la maglia del Venezia: finale playoff contro il Monza, doppietta con secondo sigillo all’87’. «E’ vero — dice Riccardo al telefono — non sono nuovo a gol di questo tipo. E’ bello segnare ma lo è ancora di più quando il gol è decisivo…». Ceduto in estate a titolo definitivo dall’Inter all’Alessandria, dopo due stagioni in cui sembrava potesse tornare in serie B, anche nel turno precedente di Coppa era stato decisivo: ancora subentrando dalla panchina aveva segnato il gol vittoria al Genoa. E adesso tutti parlano di lui e chissà che, stavolta, non arrivi la chiamata dai piani alti. «Vivo alla giornata, per due stagioni sembrava dovessi salire in B e poi non se ne è fatto nulla. Sono tranquillo, non ha senso fare il passo più lungo della gamba. Alla fine una ha quel che si merita», dice con grande maturità ora che di anni ne ha 26. E il Venezia? Non l’ha dimenticato: «Ci mancherebbe, sono e sempre sarò un tifoso del Venezia. Il mio cuore è lì. Seguo le vicende della squadra e spero che torni al più presto in Lega Pro, questa volta non solo di passaggio». In futuro magari le strade di Bocalon e del Venezia di Joe Tacopina potrebbero anche incrociarsi. «Mai dire mai… Intanto però io penso all’Alessandria e alla partita con il Cuneo. Il campionato è la nostra priorità, anche se vogliamo continuare anche questo sogno in Coppa». In stagione Bocalon ha segnato 10 gol. E adesso lo attende il Milan e San Siro: «Segnare là, quello sì sarebbe davvero un sogno».

Ore 14.10 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Può sembrare per certi versi un paradosso, dato il primo posto in classifica e il miglior attacco d’Italia, ma anche la corazzata-Venezia fatica a segnare. O meglio, ha il suo bel daffare a sbloccare lo 0-0 di partenza, soprattutto al Penzo dove il facile 6-1 alla Triestina è stato l’eccezione in mezzo a vittorie sofferte come l’1-0 alla Ripa Fenadora (rigore di Fabiano all’84’), il 2-0 al Dro a metà ripresa e il 2-1 di domenica al 90’sul Monfalcone, tanto per restare alle ultime gare. «Gare così succederanno sempre più spesso – è pronto il tecnico Giancarlo Favarin – perché nel girone di ritorno i punti contano per tutti e non solo per noi. Gli avversari ci giocano addosso, in casa nostra non ne parliamo, quindi giocare bene non è semplice ma non è nemmeno la priorità. Al Venezia interessa vincere». Gli arancioneroverdi sono ora attesi da due uscite di fila (domenica a Verona con la Virtus Vecomp, ore 14.30, poi con la Luparense) e in trasferta il 4-2-3-1 introdotto dal tecnico toscano sembra girare meglio. Possibili future variazioni tattiche tra le mura amiche? «Ho una rosa lunga e ampia scelta, otto attaccanti con caratteristiche diverse e tutti duttili, quindi davanti cercherò qualche variazione nei ruoli. Col Monfalcone stavo per far entrare Carbonaro e Fabiano ma Ferrante ha avuto un problema e ho dovuto effettuare due cambi un uno. Sappiamo di aver commesso qualche errore perché troppo lenti nella manovra, anche da dietro, e abbiamo recuperato meno palloni del solito». A VERONA – I tifosi lagunari possono acquistare in prevendita a 12 euro i biglietti per Virtus Vecomp-Venezia, nella sede societaria di viale Ancona 43 a Mestre (ore 9.30-12, 15.30-18.30). Domenica al botteghino dello stadio Gavagnin-Nocini di Verona l’ingresso costerà 15 euro. DELL’ANDREA – Niente Campodarsego per l’ex terzino arancioneroverde Marco Dell’Andrea. Il passaggio del diciottenne noalese (11 presenze lo scorso anno nel Venezia in Lega Pro) era già stato ufficializzato dal Padova, società con cui aveva firmato un triennale la scorsa estate. Per Dell’Andrea nessuna presenza in Lega Pro ma una sola gara con la Berretti biancoscudata sufficeiente a far saltare il trasferimento in prestito ai rivali del Venezia.

Ore 13.50 – (La Nuova Venezia) Da “chioccia” e vice-Calzi, a leader del centrocampo, conservando la fascia di capitano: l’arrivo di Favarin ha cambiato qualche gerarchia in campo e da qualche partita, Sacilese esclusa a causa del turnover, Evans Soligo è sempre più padrone del centrocampo. Già con Favaretto il 37enne di Marghera era salito di livello, sfruttando al meglio le giornate di squalifica di Calzi con Campodarsego, Mestre e Fontanafredda, poi a partire dalla trasferta di Castelfranco è salito ancor di più, andando anche a segno proprio con Giorgione e Dro. «Il gruppo è ampio e la qualità alta, c’è tempo per tutti, c’è bisogno di tutti per arrivare alla promozione» osserva Evans Soligo, «che resta ed è il nostro obiettivo». Ritrovata la vetta, il Venezia l’ha conservata con il Monfalcone. «Al Penzo tutte le squadre ci affronteranno più o meno in questo modo, serve pazienza. Inoltre non bisogna guardare la classifica di chi affronti, ma lo stato di forma della squadra nell’ultimo periodo». Adesso ci sono due trasferte consecutive contro Virtus Verona e Luparense, mentre il Campodarsego dopo il viaggio a Trieste riceverà il Dro. «Non credo che Virtus e Luparense ci aspetteranno e si difenderanno, magari troveremo più spazi. Noi vogliamo continuare a vincere, l’obiettivo è essere davanti al Campodarsego anche alla fine del mese dopo queste due trasferte insidiose. La Virtus è una squadra ben strutturata, a inizio stagione si pensava fosse l’avversaria più temibile e nella gara a San Donà aveva confermato queste qualità». Dal centrocampo a tre di Favaretto al centrocampo a due di Favarin. «È cambiato il modulo, è vero, ma in tanti anni ho giocato in tutte le posizioni in mezzo al campo. Con due soli centrocampisti c’è più spazio da coprire, ma facciamo più volume in attacco e i due esterni tornano sempre a darci una mano». Infine Marcolini, fermo dalla vigilia del match con la Triestina per un infortunio muscolare al polpaccio, oggi dovrebbe riprendere con il gruppo.

Ore 13.20 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) La notizia di giornata è il passaggio definitivo di Antonio Cinelli al Cagliari. Intesa raggiunta ormai da giorni ma ratificata solo ieri, con la società sarda che verserà nelle casse del Vicenza circa duecentomila euro e che a giugno lascerà che il mediano vada al Chievo, club con cui Cinelli ha trovato un accordo per i prossimi tre anni. Per sostituire il suo ormai ex capitano, il Vicenza sabato aveva pensato a Nicola Bellomo (Ascoli ma proprietà Chievo) ma lunedì la trattativa si è stoppata perché il Vicenza ha tentato di arrivare a Tommaso Bianchi del Leeds, che per caratteristiche è il giocatore più adatto a sostituire Cinelli. La società ha messo sul piatto un’offerta importante ma non abbastanza per convincere Bianchi a vestire la maglia biancorossa. Arrivare a Jacopo Dezi (Napoli) è molto difficile e così ieri il Vicenza è tornato su Bellomo con cui si potrebbe a breve definire un’intesa per un prestito fino al giugno 2017. Bellomo a Vicenza ci verrebbe di corsa e sta facendo tutto il possibile per chiudere l’intesa, anche se è chiaro che non tutto dipende dalla volontà dell’ex centrocampista di Barletta e Bari. In attesa di perfezionare l’arrivo di un centrocampista, il Vicenza lavora anche in uscita; domani potrebbe essere il giorno giusto per il passaggio di Michele Pazienza al Pavia e per lo scambio di prestiti con il Carpi tra Richard Marcone e Francesco Benussi. Il portiere veneziano, che con il Carpi ha il contratto in scadenza a giugno, nel caso arrivasse a Vicenza potrebbe sottoscrivere un contratto di diciotto mesi. Tra chi lascerà Vicenza c’è anche Leandro Rinaudo, ma negli ultimi giorni per il difensore palermitano non si registrano novità concrete.

Ore 13.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Ottantasei minuti di sbadigli o quasi, poi il lampo nella notte del Curi griffato Stefano Giacomelli. Eccolo, il coniglio dal cilindro di Pasquale Marino, che si tira fuori dai guai con sei punti pesantissimi in due partite e inizia il 2016 come meglio non avrebbe potuto. Prima il 2-1 al Modena, poi 1-0 al Perugia: en-plein da urlo e zona playout lontana. Il Vicenza brilla di luce pura, nonostante la cessione di Cinelli e i soliti guai legati agli infortuni: vanno ko pure Vita e Galano, roba da mettersi le mani nei capelli e situazione tutta da valutare nei prossimi giorni. Fatto sta che la classifica adesso fa decisamente un altro effetto rispetto alla cupa chiusura di sipario di fine 2015. Si gioca con un freddo intenso e pungente: quattro gradi sotto zero, non una grande idea recuperare il match a gennaio in orario serale. E i giocatori in campo ne risentono, così come ne risente la qualità delle rispettive manovre. Nel primo tempo sul taccuino ci sono diverse occasioni: dopo appena due minuti Taddei scocca un tiro insidiosissimo che esce di un nonnulla a lato della porta di Vigorito. Il Vicenza non resta a guardare, Sbrissa fa e disfa nel ruolo di mezzala, Moretti imposta una regia ragionata ma senza rinunciare alla velocità. Al 7’ Vita mette Sbrissa solo davanti a Rosati, ma il tiro a rete è davvero poca cosa e la parata del portiere perugino non è nemmeno troppo difficile. Il Perugia sfrutta molto bene le fasce laterali e costruisce palle gol davvero interessanti: al 19’ è ancora Taddei, uno dei migliori in campo, a innescare Parigini, che ancora una volta trova sulla sua strada un ottimo Vigorito. Ed è ancora il numero uno biancorosso a salvare la propria porta al 35’, quando Rossi indovina il corridoio giusto e viene murato in extremis. Il finale di frazione è di marca biancorossa: Moretti, che non si fa pregare quando c’è da tirare dalla distanza, trova lo spazio per mettere paura a Rosati. E sull’angolo successivo per poco un’ingenuità di Zebli non regala il vantaggio agli uomini di Marino. La nota stonata, come sempre, sono gli infortuni. In un’azione banale alla fine della prima frazione, si fa male Vita, costretto ad alzare bandiera bianca. Dentro Galano, uno degli esclusi eccellenti assieme ad Ebagua e Giacomelli (turnover obbligato dopo il match di sabato) e grande preoccupazione per il nuovo stop. Quanto a infortuni se la cava bene pure il Perugia che, già decimato in difesa, a inizio ripresa deve fare i conti pure con il ko di Parigini, che al 12’ si ferma e chiede il cambio. Dentro, dunque, Zapata e perdita gravissima per Bisoli, che può consolarsi solo in parte con l’imminente arrivo di Rolando Bianchi. Vigorito è ancora decisivo, prima su Taddei abbastanza goffamente ma alla resa dei conti in modo efficace e poi su un cross velenoso di Zapata, respinto prima che qualcuno possa arrivare al tap-in vincente. Passano i minuti e la partita perde di intensità, Marino allora si gioca la carta Ebagua, spedito nella mischia al posto di Raicevic, che non riesce a replicare la doppietta ammazza-Modena. E allora dentro pure Giacomelli, giusto per dire di averle provate tutte. Solo che a uscire è Galano, a sua volta subentrato a Vita e alle prese con noie muscolari tutte da valutare. Carta vincente? La risposta è un sì su tutta la linea: perché a quattro minuti dalla fine è proprio Giacomelli, con un gol dei suoi, a spostare gli equilibri con una vittoria pesantissima. Rosati protesta, come la panchina del Perugia, per un presunto fuorigioco attivo di Ebagua sul tiro dell’esterno biancorosso. Gol regolare, dunque? Così pare anche se il dubbio resta, ma più su sponda perugina che a una visione più attenta e oggettiva dell’azione. Insomma, la ruota gira, stavolta a Perugia sorride solo il Vicenza. E non è poco, considerato l’aria che tirava fino a qualche settimana fa.

Ore 12.30 – (Gazzettino) Una domenica da protagonista per Andrea Schenetti, che a Cuneo ha firmato la rete del 2-0 che ha messo al sicuro la vittoria del Cittadella. È la seconda rete dell’ex Como in questo campionato, dopo quella decisiva realizzata con la Giana Erminio. «L’amara sconfitta con il Sudtirol – spiega l’interessato – chiedeva una forte reazione e noi volevamo assolutamente una vittoria immediata e convincente. Inoltre sapevamo che l’Alessandria aveva perso, per cui non si doveva sprecare questa occasione per allungare in classifica. Siamo stati pronti a sfruttare questa opportunità con una prestazione di carattere e concretezza». Sul suo gol, spiega: «È stato bravo Manuel (Iori, ndr) con un lancio perfetto, io ho scelto il tempo giusto per attaccare lo spazio e mettere il pallone dentro di piatto destro sull’uscita del portiere. Non ho una dedica particolare per questa rete. La dedico ai miei compagni augurandomi che altri miei gol possano concorrere a raggiungere il nostro obiettivo. Segnare fa sempre piacere, ma la cosa più importante è la vittoria della squadra». Schenetti sta giocando con una certa continuità in un ruolo diverso rispetto allo scorso campionato. «Purtroppo la passata stagione ho avuto un brutto infortunio che mi ha condizionato. Quest’anno sto bene e sto trovando spazio. Cerco di dare il massimo per ricambiare la fiducia dell’allenatore, adattandomi ai compiti che mi vengono chiesti. Gioco in prevalenza mezzala e ho più possibilità di trovarmi vicino alla porta avversaria, ma non disdegno di allargarmi sulla fascia per crossare in mezzo all’area. L’importante è seguire le indicazioni del tecnico per raggiungere tutti uniti l’obiettivo». Dopo due sconfitte al Tombolato con Feralpisalò e Sudtirol, sabato alle 15 ci sarà la Pro Patria, fanalino di coda. L’imperativo categorico è tornare alla vittoria in casa. Riprende Schenetti: «Dobbiamo fare bottino pieno perchè per vincere il campionato è fondamentale trovare i punti necessari sul proprio terreno di gioco. Da adesso tutte le partite sono come delle finali. Nel girone d’andata abbiamo lasciato troppi punti per strada, in particolare con avversari di bassa classifica e ciò non va bene. Alla lunga chi sbaglia di meno vince, e sappiamo che ogni sfida diventa difficile se non viene affrontata con lo spirito giusto. La Pro Patria è una buona squadra, guai se ci lasciamo influenzare dalla classifica, perchè rispetto all’inizio di stagione ha cambiato allenatore e si è rinforzata». Sui tre punti di vantaggio su Alessandria e Bassano, conclude: «Meglio averli, ma conta solo la classifica finale. Noi dobbiamo restare concentrati su una partita alla volta e averne due di seguito in casa deve solo trasmetterci uno stimolo in più per fare bene davanti al nostro pubblico».

Ore 12.10 – (Mattino di Padova) Un giocatore perso sino a fine stagione e uno ritrovato a tutti gli effetti. Il primo è Yusupha Bobb. Il 19enne centrocampista gambiano proveniente dal Chievo ieri mattina è rimasto sotto i ferri del dottor Claudio Zorzi, primario di Ortopedia e Traumatologia all’ospedale Sacro Cuore di Negrar (Verona), per un paio d’ore. L’intervento di ricostruzione della frattura del perone della gamba sinistra è perfettamente riuscito. Il giocatore ha trascorso lì la notte, ma già oggi tornerà probabilmente a Cittadella. Nel suo immediato futuro almeno 15-20 giorni di riposo assoluto, prima di iniziare la riabilitazione, che durerà per i tre mesi successivi. Completamente “ritrovato” è, invece, Andrea Schenetti. Dopo aver trascorso ai box praticamente tutta la scorsa stagione per un doppio infortunio, prima al ginocchio, con tanto di operazione, e poi all’adduttore, il centrocampista è finalmente tornato “quello di prima”. Non sempre brillantissimo ad inizio campionato, è cresciuto gara dopo gara diventando uno degli inamovibili di Venturato e coronando la sua rinascita con il secondo gol stagionale, quello, al volo, che ha chiuso la gara di Cuneo. «Quando devi fare i conti con infortuni lunghi, certe difficoltà vanno messe in preventivo. Fondamentale è stato poter ritornare ad allenarmi con continuità», spiega il 24enne esterno milanese. Forse può capire meglio di altri quanto sta passando lo sfortunato Bobb in queste ore. «Sì, perché ho attraversato una situazione simile alla sua. So bene quanto sia importante avvertire il calore dei compagni e dell’ambiente in questi casi, Yusupha deve sapere che gli siamo vicini. Ero nella sua zona di campo quando si è infortunato: non è stato uno scontro “cattivo”, quello con Ruggiero, ma ricadendo a terra ha appoggiato male il piede e l’avversario gli è franato sopra. Certo, non immaginavamo si fosse fratturato il perone». Ora in mezzo al campo siete contati. Al momento non ci sono alternative a lei e Lora accanto a Iori, anche se il d.g. Marchetti sta sondando il mercato (nelle ultime ore è trapelata la voce di un interessamento per il 28enne Lorenzo Staiti della Virtus Entella, vedremo se ci saranno novità). A proposito: la conoscevamo come esterno classico, come si trova in questo ruolo da mezz’ala disegnato per lei da Venturato? «Non è un’esperienza del tutto nuova per me, anche se è vero che per la maggior parte della carriera ho giocato da ala destra. Le mie caratteristiche si conoscono: probabilmente rendo al meglio quando posso affondare in fascia, ma con questo modulo abbiamo trovato un nostro equilibrio e personalmente mi ci trovo bene. Di sicuro in questa posizione devo sacrificarmi di più in copertura». Restiamo sull’argomento “sacrifici”. Marchetti dice che lo stop subìto con il Sudtirol alla ripresa del torneo è dipeso anche da un certo rilassamento nel periodo natalizio. «Quando ci sono soste lunghe capita di frequente che la concentrazione cali e probabilmente è successo pure a noi, a livello inconscio. Però a Cuneo la cattiveria c’era. Siamo scesi in campo sapendo che, dopo la sconfitta dell’Alessandria a Salò, avremmo potuto allungare in classifica e credo che quella determinazione si sia vista». Ieri i granata sono tornati al lavoro per preparare la gara con la Pro Patria in programma sabato alle 15, al Tombolato (arbitrerà il signor Fiorini di Frosinone). Al gruppo mancavano gli infortunati Donazzan, Pascali e Paolucci.

Ore 11.50 – (Corriere del Veneto) Il doppio infortunio di Bobb e Paolucci apre le porte a un possibile arrivo a centrocampo a Cittadella. Il dg Stefano Marchetti, secondo quanto riferiscono fonti vicine alla dirigenza dell’Entella, avrebbe sondato con decisione il centrocampista Lorenzo Staiti, 28 anni, con un profilo che piace parecchio nella città murata. Staiti è rientrato da un paio di settimane dopo un infortunio e ieri sera era in panchina nel vittorioso posticipo contro l’Ascoli. I buoni rapporti fra le dirigenze potrebbero agevolare la chiusura dell’affare. Ieri, intanto, Yusupha Bobb è finito sotto i ferri: l’intervento eseguito in mattinata all’ospedale di Negrar dal professor Claudio Zorzi è perfettamente riuscito. I tempi di recupero per il centrocampista: 15 giorni di stop assoluto, tre mesi di riabilitazione e infine il rientro graduale all’attività agonistica. Salvo sorprese, dunque, la stagione di Bobb è praticamente finita. Sabato contro la Pro Patria, accanto a Iori e Schenetti, non resta che la soluzione Lora, unico centrocampista della prima squadra rimasto disponibile. A meno che nei prossimi quattro giorni il mercato non porti novità immediate.

Ore 11.20 – (Gazzettino) Dopo gli arrivi di Sbraga e De Risio, manca all’appello almeno un attaccante per completare le strategie di mercato. «È importante arrivare a una punta – sottolinea De Poli – Vediamo se riusciamo a farcela in tre-quattro giorni. Succi e Panico? Sono giocatori che abbiamo sentito, ma ci stiamo muovendo anche in altre direzioni». Proprio per Panico, gioiellino classe 1997 del Genoa, potrebbero esserci sviluppi in tempi rapidi con l’entourage del giocatore che ha già espresso entusiasmo per la possibile destinazione biancoscudata. «È davvero un buon giocatore e ha possibilità anche in prospettiva futura. Ha già esordito in serie A e il Genoa ci tiene moltissimo, ne stiamo parlando. Ha già dimostrato di essere uno dei giovani emergenti più importanti, può giocare prima o seconda punta». Naturalmente il diesse dovrà lavorare anche in uscita per sfoltire la rosa. Basti pensare che in mezzo al campo sono in sei per due maglie, ossia De Risio, Bucolo, Corti, Mazzocco, Giandonato e Ramadani. «Indubbiamente sono un po’ troppi», chiosa De Poli.

Ore 11.10 – (Gazzettino) «Alla Juve Stabia non è andata come mi aspettavo: mi hanno chiesto comunque di prolungare il contratto, ma quando ho saputo che c’era ancora l’interesse del direttore, sono voluto venire qui. De Poli è una persona che stimo, crede in me e spero di ripagare la sua fiducia». Un flash sulle sue caratteristiche tecniche. «Nel centrocampo a due mi piace giocare davanti alla difesa, dare una mano al reparto arretrato e recuperare palloni, nonché impostare l’azione. Nel centrocampo a tre prediligo la posizione di mezzala sinistra e mi piace inserirmi». Posizione quest’ultima che ha ricoperto al Martina, con al fianco Bucolo. «Sì, lui stava davanti alla difesa». Tra i biancoscudati, conosce già anche altri compagni. «Con Altinier abbiamo giocato insieme a Benevento, poi conosco Fabiano, Aperi e Favalli». Con le “Vespe” ha giocato in questa stagione solo otto partite. «Ciullo è stato esonerato dopo otto gare, poi sono rimasto fuori una ventina di giorni per infortunio e in quelle tre partite la squadra aveva fatto bene, quindi il nuovo tecnico ha scelto di andare avanti per quella strada. Ma ora sono al Padova, e so di essere in una squadra bene organizzata e nella quale c’è voglia di fare bene: dipende tutto da me. Ho guardato la partita con la Reggiana, mi sembra che i ritmi siano più elevati rispetto al girone sud. Speriamo di dare un’accelerata in questo girone di ritorno».

Ore 11.00 – (Gazzettino) «Voglio farmi perdonare per ciò che è successo in estate». Si presenta così Carlo De Risio, approdato in biancoscudato con qualche mese di ritardo. Già, perché con il club di viale Nereo Rocco era già tutto fatto nella sessione estiva del mercato, ma il giocatore aveva scelto di andare alla Juve Stabia. «Ero già accordo con il Padova, ma poi mi aveva chiamato Ciullo, l’allenatore che ho avuto al Martina e che mi ha sempre stimato, convincendomi ad andare alla Juve Stabia. Se potessi tornare indietro, sceglierei il Padova». Al suo fianco nella sala stampa dell’Euganeo c’è Fabrizio De Poli: «Il ragazzo ha chiesto scusa alla nostra società. Sa di avere sbagliato e adesso è qui con noi per mettersi in discussione e per dimostrare il suo valore. Ci darà una mano non solo per questa seconda parte di stagione, ma anche per i prossimi anni». Il contratto è fino a giugno, con opzione però pluriennale, anche se il diesse non ha specificato per quante stagioni. Torniamo al nuovo centrocampista biancoscudato. «Sono arrivato da pochissimo, ma ho già visto cosa mi può dare questa squadra e cosa posso dare io».

Ore 10.50 – (Gazzettino) Altolà per Dell’Andrea al Campodarsego. È saltato il trasferimento del terzino classe 1997, ufficializzato lunedì sera dal club biancoscudato. Il Padova è dovuto tornare sui suoi passi per una svista regolamentare. «Il ragazzo ha giocato domenica con la Berretti e non può essere tesserato con una squadra di serie D», afferma De Poli. La regola, infatti, prevede che per un giocatore professionista debbano trascorrere trenta giorni dall’ultima partita disputata prima di tesserarsi con una società dilettantistica, nel caso specifico il Campodarsego in serie D. Quindi avendo giocato Dell’Andrea domenica, il suo trasferimento sarebbe stato teoricamente possibile solo a febbraio inoltrato, e invece il mercato invernale chiude i battenti il 30 gennaio. Insomma, un peccato non troppo veniale dal momento che la trattativa con il Campodarsego non era stata messa in piedi nelle ultime ore. E non è il primo intoppo di carattere burocratico, visto che qualche mese fa aveva fatto scalpore il “caso Amirante” con il giocatore mandato in campo a Pavia anche se solo per pochissimi istanti al posto di Petrilli, senza però averne i requisiti non essendo stato inserito nella lista depositata in Lega.

Ore 10.40 – (Gazzettino) Primo assaggio sul campo da biancoscudato per il nuovo acquisto De Risio, che si è aggregato subito alla squadra ieri in occasione della ripresa della preparazione in vista della trasferta allo stadio Garilli con la Pro Piacenza in programma sabato alle 17.30. La sessione pomeridiana ha fatto registrare un piccolo inconveniente per Neto Pereira, costretto dopo pochi minuti a rimanere prima a bordo campo e poi a fare rientro anticipato in spogliatoio per un indurimento muscolare alla gamba, lo stesso inconveniente che aveva costretto il brasiliano a lasciare il campo nella ripresa con la Reggiana. Le sue condizioni saranno rivalutate oggi dallo staff biancoscudato, anche se non sembrerebbe esserci preoccupazione circa la presenza del capitano nella prossima partita. Tornando agli ingredienti della doppia seduta, lavoro atletico al mattino, mentre al pomeriggio i giocatori si sono cimentati in diverse esercitazioni con il pallone, il tutto sotto la sguardo di Pillon peraltro sempre pronto a intervenire per dare suggerimenti. Oggi pomeriggio si replica con un’altra sessione di lavoro.

Ore 10.20 – (Mattino di Padova) Centrocampista giovane e duttile, De Risio. «Mi piace giocare davanti alla difesa, dare una mano al reparto arretrato recuperando i palloni e cercando di impostare il gioco. In un centrocampo a tre, invece, il ruolo a me più congeniale è quello di mezzala sinistra, anche se sono un “destro”, perché mi piace inserirmi nell’area avversaria. Non mi sono mai ispirato ad un giocatore in particolare, ma fra tutti i compagni che ho avuto in carriera ho sempre cercato di osservare i più umili e i più lavoratori, rifacendomi a loro per migliorare». Ieri ha lavorato con i suoi nuovi compagni, saggiando per la prima volta il centro di allenamento della Guizza già nella seduta mattutina: qui ha conosciuto Pillon, e ha ritrovato alcuni vecchi amici. «Conoscevo già Fabiano, Altinier, Aperi e Favalli. E poi a Martina ho fatto coppia con Bucolo: insieme abbiamo giocato sia a due che a tre a centrocampo, sono sicuro che ci ritroveremo come allora. Adesso tocca a me, voglio dimostrare quanto valgo e farmi perdonare».

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) Solo che la storia, nel frattempo, è cambiata parecchio: dopo sole sei partite a Castellammare, Salvatore Ciullo è stato esonerato (ironìa della sorte, proprio a seguito della sconfitta contro il Martina Franca) e con il nuovo allenatore delle “Vespe”, Nunzio Zavettieri, il feeling non è mai sbocciato. «Le cose non sono andate come mi aspettavo. Ciullo ha avuto un sacco di problemi, soprattutto di infortuni, e per questo non abbiamo raggiunto i risultati sperati ed è stato cacciato praticamente subito. Quando arrivò Zavettieri, io rimasi una ventina di giorni ai box per infortunio, e in quelle prime gare il nuovo mister ottenne due vittorie e un pareggio, riequilibrando la classifica: quando tornai disponibile, decise di confermare la squadra delle gare precedenti. A dicembre mi è stato quindi proposto il rinnovo contrattuale, ma appena il mio procuratore (il leccese Gerry Palomba, presente ieri nel primo giorno a Padova del suo assistito, ndr) mi ha comunicato che De Poli era tornato alla carica, ho deciso di rifiutare e di venire qui. Con il senno di poi, se potessi tornare indietro sceglierei Padova sin dall’inizio: sono qui da pochissimo tempo e già ho visto che cosa questa squadra mi può dare».

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Raramente la vita o la carriera concedono una seconda occasione. Se capita, già di per sé è una grande fortuna, e cercare di sfruttarla è l’unico imperativo. A Carlo De Risio, il secondo acquisto del “mercato” invernale del Padova, è accaduto proprio così. «Sono qui con sei mesi di ritardo, e voglio farmi perdonare per quello che è accaduto in estate»: sono state queste le prime parole del mediano abruzzese, 24 anni compiuti lo scorso giugno, nel primo giorno della sua nuova esperienza calcistica. «Sapete cos’era successo?», ha raccontato ai giornalisti nella sala-stampa dell’Euganeo ieri pomeriggio. «Che tutto era stato fatto con il Padova: sarei venuto qui molto volentieri, in una bellissima squadra. Ma all’improvviso giunse una telefonata: mi chiamò l’allenatore che a Martina, due anni fa, mi aveva lanciato nel calcio vero, e mi chiese di andare con lui alla Juve Stabia. Fu questo che mi fece cambiare idea: non avevo nulla contro il Padova, e mi dispiacque dire di no quando ormai tutto era definito, ma mi sentii di seguire la chiamata del mio vecchio allenatore».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Non ne fa drammi il direttore generale del Campodarsego, Attilio Gementi: «Avevamo trovato l’accordo con il Padova e con il giocatore, poi all’atto pratico ci siamo resi conto che non era possibile effettuare il trasferimento. Ho sempre detto che ci saremmo rinforzati se fosse arrivato qualche giovane in grado di farci fare il salto di qualità, come poteva essere Dell’Andrea. Altrimenti possiamo restare così». Altre trattative. Dopo De Risio il “mercato” del Padova, adesso, è focalizzato su due fronti. Il primo è quello dell’attaccante, con De Poli che proverà a chiudere il cerchio entro il fine settimana. Sale forte la candidatura del diciottenne Panico, di proprietà del Genoa: «Giovane molto interessante, lo stiamo seguendo», ha confermato il ds. Il ritorno di Succi è destinato a sfumare, così come l’approdo di Maritato del Sudtirol, nonostante lo stesso De Poli sia stato a Bolzano domenica scorsa: «Ero lì solo perché, d’ora in poi, andrò a vedere altre partite di Lega Pro la domenica». L’altro fronte caldo è quello delle uscite. Su Aperi c’è sempre l’Agrakas, mentre in lista di partenza ci sono anche Giandonato e Ramadani.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Lo scorso anno era successa la stessa cosa con Zubin, che dopo essere arrivato dal Pordenone ad inizio dicembre dovette aspettare gennaio per esordire con il Padova. In questa stagione la Figc ha cambiato il regolamento, permettendo alle società dilettantistiche di fare operazioni fino al 31 gennaio, ma di non poter tesserare nessun giocatore svincolatosi da una squadra di categoria superiore, da febbraio in poi. «Non possiamo fare altrimenti, purtroppo è solo una questione burocratica», il commento del direttore sportivo Fabrizio De Poli. «Dell’Andrea resta con noi, vedremo se troveremo un’altra sistemazione (obbligatoriamente in Lega Pro, ndr), da qui alla fine del mercato».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Dell’Andrea al Campodarsego? Come non detto. Il “mercato” biancoscudato incappa in un nuovo “caso”, di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Dopo l’annuncio del passaggio del terzino ex Venezia alla formazione biancorossa di Serie D, arrivato nel tardo pomeriggio di lunedì, ieri mattina c’è stato il dietrofront. Il giocatore, non essendo un “giovane di serie”, non può essere tesserato da una società dilettantistica in quanto, per ratificare il passaggio da un campionato pro ad uno dilettantistico, c’è bisogno che siano trascorsi almeno 30 giorni dall’ultima partita disputata. Dell’Andrea, che in Lega Pro questa stagione non ha mai messo piede in campo, ha però giocato sabato scorso con la Berretti e per questo potrebbe essere tesserato soltanto il 18 febbraio. Quando il “mercato” sarà ormai chiuso da un pezzo.

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) A proposito delle caratteristiche tecniche, De Risio si descrive così: «Mi piace dare una mano al reparto difensivo, recuperare palloni ed impostare il gioco, in un centrocampo a due ho giocato spessissimo. In caso di centrocampo a tre mi piace giocare mezzala sinistra per inserirmi». A margine della conferenza stampa Fabrizio De Poli ha annunciato, fra lo stupore dei presenti dopo l’annuncio ufficiale arrivato il giorno prima, il mancato trasferimento di Marco Dell’Andrea al Campodarsego. «La questione è burocratica — spiega — il giocatore ha partecipato a una partita con la Berretti con il Rimini domenica scorsa, per questo motivo non è più possibile utilizzare la formula di cessione scelta per un club di serie D come il Campodarsego e Dell’Andrea rimane con noi. Panìco? È giovane, ma è un buonissimo giocatore, ne abbiamo effettivamente parlato col Genoa, ma stiamo sondando anche altri giocatori». Le altre piste in ballo per l’attacco portano a Virdis (Savona) e a De Cenco (Pordenone), ma non vanno escluse altre soluzioni, magari tramite qualche scambio negli ultimi giorni di mercato. Da seguire con attenzione la situazione di Giandonato, ormai fuori dal progetto e scivolato nelle gerarchie a ultima scelta a centrocampo. Per ora il giocatore ha puntato i piedi ma se dovesse spuntare la pista giusta, non vanno esclusi sviluppi repentini.

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) Il difensore (Sbraga) c’è, il centrocampista (De Risio) pure. Adesso rimane da acquistare l’attaccante. O meglio: gli attaccanti, visto e considerato che in rosa sono rimasti solo Altinier e Neto Pereira e sono usciti Amirante e Cucchiara. Ieri è stato presentato l’ultimo arrivato Carlo De Risio, arrivato a titolo definitivo dalla Juve Stabia con un contratto di sei mesi con opzione di rinnovo pluriennale. Perché questa formula? Perché il giocatore ha voluto in qualche modo farsi «perdonare» il dietrofront dell’estate scorsa, quando scelse le «Vespe» nonostante un accordo già raggiunto con il club di viale Nereo Rocco. Il Padova, dunque, si rinforza ancora, puntando su profili relativamente giovani per coprire le falle di una rosa buona ma incompleta. De Risio, 24 anni, arriva dopo un lungo corteggiamento. «Quest’estate era praticamente tutto fatto per venire in questa bellissima squadra — ammette De Risio — ma al Martina due anni fa avevo un allenatore come Salvatore Ciullo che mi stimava e che mi ha sempre fatto giocare anche quando non ero al meglio. Quando mi ha chiamato ho deciso di seguirlo alla Juve Stabia. Le cose però non sono andate come dovevano e, pur avendo la possibilità di rinnovare, appena ho sentito del nuovo interesse del Padova ho scelto i biancoscudati».

Ore 08.30 – Lega Pro girone A, la classifica aggiornata: Cittadella 35, Alessandria e Bassano 32, FeralpiSalò 31, SudTirol 30, Pavia e Pordenone 28, Reggiana 26, Cremonese, Giana Erminio e Padova 24, Cuneo 23, Pro Piacenza 22, Lumezzane 19, Mantova 17, Renate 16, AlbinoLeffe 13, Pro Patria 8.

Ore 08.20 – Lega Pro girone A, i risultati della diciottesima giornata: Cuneo-Cittadella 0-2 (Iori (Ci) su rigore al 43′ pt, Schenetti (Ci) al 32′ st), Pro Patria-Pavia 0-0, Padova-Reggiana 0-0, SudTirol-AlbinoLeffe 2-2 (Gliozzi (St) al 39′ pt, Crovetto (st) al 1′ st, Checcucci (Al) al 22′ st, Magli (Al) al 30′ st), Cremonese-Bassano 1-1 (Brighenti (Cr) al 5′ pt, Davì (Ba) al 45′ st), Lumezzane-Giana Erminio 0-1 (Perna (Ge) al 8′ st), Renate-Mantova 1-1 (Florian (Re) al 16′ st, autogol di Malgrati (Mn) al 27′ st), Pordenone-Pro Piacenza 1-0 (Finocchio (Pn) al 14′ st), FeralpiSalò-Alessandria 3-0 (Maracchi (Fs) al 16′ pt, Bracaletti (Fs) su rigore al 26′ pt, Settembrini (Fs) al 5′ st).

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Ore 08.00 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Maglietteveloci.it, Macron Store, Studio Pignatelli Netstore, Birra Antoniana, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 19 gennaio: doppia seduta di allenamento per i Biancoscudati e presentazione ufficiale di De Risio.




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