Live 24! Padova-Cittadella, -4: doppia seduta bagnata per i Biancoscudati

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Ore 22.10 – (Il Piccolo) È scattata l’operazione rinforzi in casa Triestina. Tenendo però presente che non si potrà fare molto: intanto perché a febbraio inoltrato si può attingere solo al mercato degli svincolati ancora a spasso, e poi perchè a disposizione c’è un budget risicato per motivi che non è nemmeno necessario ribadire. Fatto sta che ieri a Prosecco, a scoprire il freddo e la bora dell’altipiano carsico, c’era un piccolo plotone di giocatori in prova. Insomma, quello della Triestina questa settimana è quasi un camp di tre giorni, che sfocerà nell’amichevole in famiglia in programma domani. Tre giorni intensi al termine dei quali si procederà all’jnevitabile scrematura, perché alla fine gli elementi da prendere saranno pochi e soprattutto da venerdì la squadra dovrà pensare a preparare la trasferta di Este con una rosa il più possibile definitiva. Fatto sta che ieri, oltre a Christian Fantina, c’erano almeno una quindicina di giocatori in prova, parecchi dei quali stranieri. Ma il problema, come racconta Milanese, è quello di puntare sulla qualità, non sulla quantità. E di qualità in questo momento dell’anno in giro non ce ne può essere molta: «Si pone il problema che avevo sempre paventato – dice Milanese – arrivare in questa situazione a mercato chiuso e con solo svincolati a disposizione. Il problema è che in giro di giocatori all’altezza ce ne sono pochi: noi dobbiamo puntare a migliorare l’undici, non ad allungare la rosa. Un’operazione di qualità quindi, non di quantità, sempre dopo aver ricevuto l’ok economico. Vediamo in questi giorni. Qualcuno è voluto venire pur non essendo nemmeno tesserabile: infatti gli stranieri avrebbero dovuto svincolarsi entro il 31 dicembre per essere tesserati ora fra i dilettanti. Insomma, ora si possono prendere solo italiani o quelli che sono italiani per doppio passaporto. Intanto ho cercato almeno di rinforzare lo staff: ora c’è un preparatore atletico, di cui avevamo un gran bisogno, e poi ancora un fisioterapista e due dottori. Cerchiamo di dare un po’ di normalità in un momento che per forza di cose è al di fuori dell’ordinario».

Ore 21.40 – (Corriere delle Alpi) Venerdì di (ri)conferme. Tra due giorni il Belluno incontrerà il proprio staff tecnico per discutere del futuro di allenatore, direttore sportivo e responsabile del settore giovanile . A meno di sorprese eclatanti, mister Roberto Vecchiato, Augusto Fardin e Ivan Da Riz, per la stagione 2016-2017, saranno ancora al loro posto. «Sono ottimista sugli incontri che terremo venerdì – spiega il presidente Gianpietro Perissinotto – abbiamo dato appuntamento a tutti e tre in momenti differenti perchè ogni posizione è separata dalle altre. Ormai ci conosciamo da tre anni e il calcio lo pensiamo in maniera molto simile. Si è venuta a creare una bella amicizia e un rapporto di stima che non sono da sottovalutare. La società si è sempre trovata bene e sono fiducioso dell’esito positivo degli incontri. Messa a posto la parte tecnica cominceremo a pensare alla prossima stagione». È il Belluno di oggi quello più forte del triennio? «Bisogna aspettare la fine per dirlo, sono tutte e tre squadre molto valide, in questo momento stiamo facendo molto bene ma mancano ancora dodici partite. Vogliamo migliorare il quarto posto dello scorso anno». Il progetto “Lega Pro” va avanti? «Ci piacerebbe andarci un giorno, ma è presto per parlarne. Magari ci fossero i presupposti, prima bisogna rafforzare la società. Vogliamo crescere con calma, stiamo investendo da anni sulla società e sul settore giovanile e non vogliamo rischiare di disfare tutto con mosse premature». Situazione infortunati. Ieri non si sono allenati Simone Bertagno, ancora alle prese con la botta rimediata domenica contro l’Este, e Nicola Calcagnotto, a casa febbricitante. Non hanno svolto l’intera seduta con la squadra Paolo Pellicanò e Yari Masoch: le condizioni dei due giocatori non preoccupano, ma andranno comunque monitorate. “Giovani D Valore”. Il Belluno è sesto con 1163 punti. Lo scorso anno la squadra di Vecchiato si era piazzata in seconda posizione ottenendo anche un premio in denaro importante. In questa stagione i gialloblù si trovano decisamente staccati dalle prime quattro in classifica ma tra queste c’è la Sacilese che è ormai condannata alla retrocessione e quindi verrà esclusa dalla competizione e farà guadagnare un posto a tute le formazioni alle proprie spalle. Guardando la classifica dei giovani il Belluno però si sta togliendo la soddisfazione di mettersi alle spalle corazzate come Campodarsego (undicesimo), Venezia (diciottesimo), Este (diciannovesimo) e Virtus Vecomp (decima). Classifica giovani D Valore: Montebelluna 2540, Sacilese 2011, Giorgione 1760, Liventina 1614, Abano 1277, Belluno 1163.

Ore 21.10 – (Gazzetta di Reggio) Il maltempo sta condizionando la marcia di avvicinamento della Reggiana alal gara col Renate. Ieri anche la seduta pomeridiana d’allenamento è stata dirottata dai campi di via Agosti a quelli sintetici adiacenti la palestra Fit Village, nella quale la squadra aveva già lavorato al mattino. Quella di via Mazzacurati è una struttura al coperto, certamente utile per evitare la pioggia ai giocatori ma le misure del terreno di gioco sono ben distanti da quelle che la squadra utilizza abitualmente. Per questo motivo ogni discorso tattico relativo alla trasferta di sabato (con fischio d’inizio alle ore 15) a Meda contro il Renate, è rimandato ai prossimi giorni. Per quanto riguarda l’infermeria hanno lavorato in palestra i lungodegenti Andrea Parola e Riccardo De Biasi ( un problema al polpaccio sinistro per il primo e riabilitazione dopo l’intervento col fattore di crescita ai legamenti del ginocchio sinistro per il secondo) ai quali si sono uniti Nicholas Siega, Paolo Frascatore e Riccardo Ceccarelli: le loro sono tre situazioni diverse che dovrebbero evolvere positivamente in settimana visto che per Siega si tratta di una botta ricevuta nella sfida col Mantova, per Frascatore è sempre il solito fastidio al piede sinistro che sembra in grado di gestire mentre il “Cecca” si è procurato una distorsione alla caviglia nella seduta di lunedì. Nessun problema per Dario Maltese e Raffaele Nolè che hanno usufruito di un giorno in più di permesso e che ieri si sono allenati regolarmente col gruppo. Anche oggi Bruccini e compagni saranno costretti a migrare in altra parte della città, precisamente sull’impianto della Reggio Calcio alla Canalina verso le 10, per trovare un campo d’allenamento agibile dopo le abbondanti piogge di questi giorni. IL GIUDICE SPORTIVO. Nessuna squalifica per la Reggiana, che anzi ritrova Alessandro Spanò. Ma arriva la diffida per Paolo Bartolomei che sarà squalificato al prossimo cartellino giallo. Tutti a disposizione nelle file dei nerazzurri brianzoli del tecnico Giovanni Colella. L’ARBITRO. Renate-Reggiana sarà diretta da Alessandro Meleleo della sezione di Casarano coadiuvato da Luca Cassarà di Cuneo e da Massimiliano Magri di Imperia.

Ore 20.40 – (Gazzetta di Mantova) Il presidente della Lega Pro Gabriele Gravina conferma che alla fine del mese l’attuale dirigente biancorosso Serafino Di Loreto sarà proposto ufficialmente alla presidenza della Calcio Servizi, la società che cura gli aspetti finanziari e di marketing della Lega Pro, in pratica la cassaforte dell’Istituzione che Gravina, eletto da un paio di mesi, è chiamato a gestire sino alle nuove elezioni, previste entro la fine deall’anno. «Martedì prossimo – spiega il presidente – riuniremo a Firenze il consiglio direttivo ed in quella sede metteremo a punto le proposte relative alla designazione delle cariche per la società Calcio Servizi. Di Loreto è fra i candidati a far parte della società che cura l’attività di Lega Pro sotto l’aspetto finanziario, in caso di accoglimento delle proposte contiamo di eleggerlo entro la fine del mese, probabilmente lunedì 29, alla presidenza della Calcio Servizi». Gravina non si pronuncia formalmente ma fonti vicine alla presidenza indicherebbero come probabile anche la nomina di Di Loreto ad uno dei due posti di vice presidenza di Lega Pro. L’interessato nega recisamente: «Sono stato contattato – dice Di Loreto – per far parte della Calcio Servizi, attendo le decisioni della Lega Pro e mi adeguerò ad esse con spirito costruttivo, convinto come sono dell’importanza di mettere a disposizione di Mantova e del Mantova il mio lavoro e di tutti gli amici della Sdl». Rimane da definire la tempistica delle nomine, anche se l’appoggio del massimo dirigente di Lega consente al patron biancorosso di guardare al suo futuro dirigenziale nella Calcio Servizi con ragionevole fiducia in una soluzione positiva. Dai tempi di Romano Freddi, consigliere di Lega di C negli anni Settanta, Mantova non ha più avuto una rappresentanza ai livelli federali.

Ore 20.20 – (Gazzetta di Mantova) Domenica Mantova-Cuneo verrà diretta da Alessandro Pietropaolo di Modena, lo stesso che ha arbitrato il match dell’andata, conclusosi con l’1-0 dei piemontesi grazie ad un calcio di rigore di Cavalli allo scadere del primo tempo. Si tratta di un direttore di gara all’apparenza facile nel sanzionare i calci di rigore, visto che il 10 ottobre 2014 in Coppa Italia il Mantova venne sconfitto col minimo scarto a Bassano, con un penalty di Munarini. Fra gli squalificati un turno al piemontese Chinellato, autore dei due gol che hanno regalato il pari col Bassano.

Ore 20.00 – (Gazzetta di Mantova) Dall’infermeria biancorossa arrivano buone notizie alla ripresa degli allenamenti, con il recupero oggi al più tardi entro domani degli acciaccati Tripoli, Lo Bue e Masiello mentre rimangono ancora indisponibili Cristini, Zammarini e Ruopolo. Sotto la pioggia al Centrale Te i biancorossi hanno svolto un’ora e mezza di esercizi tecnici, partitelle a pressione e schemi tattici e l’infermeria inizia a svuotarsi. Tripoli, fermo da due settimane, conferma che da oggi tornerà ad allenarsi con i compagni: «Sto meglio – spiega l’attaccante biancorosso – in effetti non era solamente una contrattura quella per cui mi sono fermato, probabilmente la situazione era leggermente più complessa e comunque ora sto bene e non vedo l’ora di tornare ad allenarmi con i compagni. Spero proprio di potere giocare domenica contro il Cuneo, ci attende una partita decisiva per cominciare ad allontanarci dalle zone pericolose». Anche l’esterno difensivo Lo Bue è sulla via del rientro: «Va meglio rispetto ai giorni scorsi, per giovedì dovrei essere con il gruppo e forse domenica potrò essere convocato. Spero proprio di poter dare una mano alla squadra in questo momento difficile». Terzo dei rientranti è l’esterno sinistro Masiello: «Sto recuperando, va molto meglio e spero di riuscire a rientrare al più presto nelle condizioni adeguate per dare una mano alla squadra». Per gli altri il rientro è previsto in tempi meno brevi, come spiega il vice allenatore Gabriele Graziani che ieri è stato cooptato a sostituire mister Javorcic in conferenza stampa: «Il mister valuterà nei prossimi giorni se fare affidamento anche su Lo Bue, Tripoli e Masiello. Per gli altri servirà più tempo. Certo il recupero è importante, perchè ci permette di prepararci in maniera adeguata. Abbiamo visto i ragazzi consapevoli di avere fornito una buona prestazione a Reggio Emilia, contro una squadra che insieme ad Alessandria e Feralpi Salò per me è la più forte del girone. È stato un bel punto, che avrebbe potuto addirittura diventare più di 1 se fossimo stati più fortunati con Gonzi e successivamente con Caridi. Quel che conta è che i ragazzi hanno ritrovato quella carica psicologica e agonistica che sarà importantissima in vista del match di domenica contro il Cuneo, non stiamo fare troppi programmi nè guardiamo anche alle altre gare. Abbiamo l’obbligo di pensare esclusivamente a fare bottino contro il Cuneo. Da domenica guarderemo a come impostare il match di Lumezzane». Ciccio ha pochi dubbi sul valore del confronto contro gli uomini allenati da Iacolino, sorprendenti ma meritevoli vincitori nella gara di andata: «Per il Mantova sarà una partita fondamentale, nella quale contiamo di avere dalla nostra il maggior numero possibile di tifosi (è attiva la promozione 2×1, che consente a chi ha pagato il biglietto di Mantova-Cremonese di entrare gratuitamente domenica, ndr). Abbiamo bisogno di ritornare alla vittoria come dell’aria per tirare fiato e domenica non possiamo prendere sottogamba l’impegno».

Ore 19.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) «Sì, il Pordenone adesso ci fa paura». A parlare sono i dominatori del girone, che nel posticipo di lunedì si sono concessi anche il lusso di rimontare due volte il Pavia e di andarsi a prendere una vittoria allo scadere che ha riportato a sette il vantaggio sul Pordenone. Ma il Cittadella per la prima volta inquadra il pericolo, e a sentire il direttore sportivo Stefano Marchetti ha le tinte neroverdi. Al big match manca una vita. Cittadella-Pordenone, che oggi sarebbe prima contro seconda, andrà in scena al Tombolato a metà aprile. E chissà quali scenari saranno stati dipinti prima di quel giorno. Oggi, però, la classifica ribadisce il concetto spiegato da Marchetti: «Il Pordenone – ammette – è la nostra rivale». Poi la dichiarazione che non ti aspetti: «E per me non è assolurtamente una sorpresa». Il ds granata è una volpe del calcio, ne sa a palate. Conosce bene Bruno Tedino, stima il consulente neroverde Giorgio Zamuner, allestisce squadre competitive e low cost da una vita. E il Pordenone l’aveva inquadrato dall’inizio: «L’organico neroverde è ben gestito, e questo si sapeva dall’estate. Tedino gli ha dato il gioco, da tecnico preparato e valido qual è. Non è una sorpresa vedere i ramarri lassù, e il campionato è ancora lungo. Insomma, non possiamo stare tranquilli, perché dietro di noi c’è una grande squadra». E neanche la prontezza con cui il Cittadella risponde colpo su colpo al Pordenone fa star tranquillo Marchetti: «Nel club di Lovisa giocano tanti ragazzi forti e il Pordenone rispetto a noi può avere anche un vantaggio». È la spensieratezza: «Il Cittadella è stato costruito con l’obbligo di tornare immediatamente in serie B, mentre a Pordenone non c’è pressione, e i risultati si stanno vedendo tutti. Adesso inizierà, sia per noi che per loro, un ciclo di partite che dirà la verità (il Cittadella sarà di scena all’Euganeo nel derby contro il Padova, ndr), prima dello scontro diretto». Il sogno? «Alla fine del campionato vorrei il Cittadella direttamente in B e il Pordenone promosso vincendo i playoff. Sarebbe bellissimo. Cosa può fare il club neroverde? Diventare il nuovo Cittadella. Gli ingredienti ci sono tutti».

Ore 19.10 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Allarme rosso al De Marchi. Anzi, grigiorosso. Fermo sempre Marchi, anche Filippini è ad alto rischio per sabato: l’ecografia a cui l’attaccante si è sottoposto ha evidenziato l’elongazione dell’adduttore destro. Acciaccati o inutilizzabili Cosner, De Agostini, Beltrame. Di certo bloccato Ingegneri. Pederzoli (alluce) non si è allenato; riprenderà solo oggi. La pioggia non aiuta i recuperi. Tedino non sa ancora chi potrà portare a Cremona e chi potrà scendere sul rettangolo dello Zini sabato sera (20.30). IN SALITA – «Non è certo una grande settimana – scuote la testa il tecnico – Speravo di poter preparare meglio la trasferta sul Po. Comunque questa è la situazione. Dobbiamo prenderne atto, stringere i denti e andare avanti». Emergenza quindi proprio nel momento in cui comincia la salita: Cremonese, Sudtirol, l’ipotetica pausa con il Lumezzane, poi ancora Bassano, Padova, Alessandria, Reggiana, Feralpisalò, Cittadella. Tutte squadre da metà alta del tabellone. Sarà contro queste che i ramarri dovranno difendere i playoff o addirittura il secondo posto conquistato con le avversarie della metà bassa. «Non sono d’accordo – replica Tedino – Cremonese, Cittadella o Pro Patria, per me non fa differenza. Abbiamo affrontato gare difficili anche con Mantova, Renate e la stessa Pro Patria. Anzi quest’ultima è stata forse la più difficile sotto il profilo psicologico». FUOCO AMICO – Sarà psicologicamente difficile anche la gara di Cremona per la presenza sulla panca grigiorossa di Fabio Rossitto, ex tecnico neroverde, tuttora amato dal popolo del Bottecchia. «Sarà difficile – puntualizza Tedino – per il potenziale dell’avversaria. La Cremones ha un organico da categoria superiore. La difesa era già buona con Pea (solo 15 gol subiti in 21 partite prima del poker incassato a Salò con doppietta del “mulo” Maracchi, ndr). A centrocampo ha gente di sostanza e qualità come Pesce e Suciu. Il reparto avanzato con Sansovini, Maiorino e Brighenti è di primissima qualità. Rossitto è stato bravo a mettere le cose a posto dalla vita in su e a dare grandissime motivazioni agli attaccanti». IL PIANO – Come si fa a prolungare la serie a caccia del settebello neroverde? «Prima di tutto – ricorda Tedino – bisognerà vedere chi riuscirà a partecipare alla trasferta. Al di là dei protagonisti e indipendentemente dagli avversari, dovremo continuare a produrre il nostro calcio, fatto di intensità, corsa ed entusiasmo. Servirà una grande prestazione per portare a casa punti dallo Zini». Rese note ieri anche le designazioni della sesta di ritorno. Cremonese-Pordenone verrà diretta da Lorenzo Bertani di Pisa, arbitro di Mantova-Pordenone (2-0, prima uscita ufficiale in Lega Pro in coppa Italia) nell’agosto 2014. Assistenti Urselli e Viola.

Ore 18.50 – (Messaggero Veneto) Marchi, De Agostini, Beltrame sono fuori dai giochi. Ingegneri è in dubbio. Ma non solo: ci sono altri giocatori al momento tutt’altro che certi di esserci sabato a Cremona. Il Pordenone è entrato nel vivo della preparazione della gara con molte incognite. A rischio Pederzoli, Filippini e anche Strizzolo, ieri fermatosi nell’allenamento sul sintetico del Don Bosco. Si parta dal primo. Il regista non ha lavorato ieri e non lo farà neppure oggi. L’alluce del piede destro è ancora gonfio. Già da un mese il giocatore scende in campo solo grazie a un’infiltrazione pre-gara: adesso ha dovuto fermarsi per ricaricare e per cercare di essere delle partita sabato. Si monitora il suo stato, così come quello di Filippini. Ieri è arrivato l’esito della risonanza: solo un’elongazione all’adduttore sinistro, nessuno stiramento. L’attaccante dovrà stare fermo almeno sino a giovedì, venerdì dovrebbe tornare a disposizione. Sono due giocatori che Tedino vuole recuperare a tutti i costi, per leadership e cifra tecnica. In due hanno segnato 10 gol e tutti in trasferta. Preoccupano meno le condizioni di Strizzolo, che si è fermato solo per precauzione nella seduta di ieri. Ha sentito un dolore muscolare e ha preferito fermarsi. Oggi dovrebbe essere di nuovo col gruppo. Tedino ha così lavorato a ranghi ridotti, impostando la seduta ad alte intensità con possessi palla e la cosiddetta “gabbia”. Oggi lavoro pomeridiano alle 14.30 al De Marchi. Prima Tedino, assieme al vice Marchetto e al collaboratore Toffolo, saranno a Manzano a salutare la nazionale italiana under 17, impegnata in un’amichevole con la Serbia. Il tecnico neroverde andrà a trovare quella che è stata la sua ultima squadra e il suo ultimo gruppo di lavoro.

Ore 18.30 – (Messaggero Veneto) Lui c’era, in quel Verona che perse il campionato. «Il Portogruaro alla fine salì in B con merito. Questo Pordenone può fare altrettanto. E me lo auguro: nella nostra zona serve una società così in alto. E poi Lovisa mi sta simpatico: mi piace molto come presidente». I neroverdi come i granata nel 2010: la pensa così un grande ex giocatore, il portogruarese Samuele Dalla Bona, che nella sua carriera deliziò tutti da giovane vestendo le maglie di Chelsea e Milan. Lui, mediano classe ‘81, visse in prima persona la rimonta dei veneziani vestendo la maglia dell’Hellas. «Arrivai a gennaio dall’Iraklis, Grecia – ricorda –: la squadra era prima con sette punti di vantaggio. Dopo un po’ subentrò l’appagamento e il Portogruaro, oltre a essere un ottimo gruppo, aveva fame. E ci superò all’ultima giornata». La distanza tra gialloblù e granata, dopo la quinta di ritorno, era come quella che divide ora i “ramarri” dal Cittadella. «Il Pordenone deve continuare a crederci – prosegue Dalla Bona –. Non è più una sorpresa, la squadra gioca molto bene e inizia a conoscere la categoria. Poi una delle sue forze è il presidente, che è un entusiasta e un ambizioso». “Sam” ha conosciuto Lovisa due anni fa: suo cugino, l’ex ds Sergio Pinzin, lo portò al De Marchi come istruttore nel camp estivo. «Ha una grande capacità: col suo carattere mantiene tutto l’ambiente con la concentrazione alta – analizza –. L’ho sempre visto carico. Serve uno come lui, per tentare una scalata del genere: per certi versi mi ricorda De Laurentiis, che ha portato il Napoli dalla C alla A». E che è stato suo presidente quando giocò nel “Ciuccio” dal 2006 al 2009. Dalla Bona si schiera a favore dei neroverdi e confida nella rimonta. «Quando azzecchi l’annata può succedere di tutto – continua –. Corri, vai forte, hai entusiasmo e giochi bene: serve stare sul pezzo e andare avanti così. E poi, qualora dovesse andare bene, non mi pare che il Pordenone possa fare la fine del Portogruaro. La vedo come una realtà solida e strutturata, con un centro sportivo da serie A». E una mano a questi neroverdi, ora, la può dare Berrettoni, compagno di squadra di “Sam” in quel Verona. «Può fare ancora la differenza – chiude – perché ha qualità che pochi altri hanno in giro». Pordenone da B: anche Dalla Bona ci crede. Di sicuro, a questo punto, provarci non costa nulla.

Ore 18.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Non è bastato il suo gol di sabato a Cuneo per evitare una rimonta da beffa. Roberto Candido non si dà pace, dimenticare un doppio vantaggio (da 2-0 a 2-2) dilapidato nel recupero non è semplice. «Non segnavo dalla prima giornata – sospira il centrocampista del Bassano – Speravamo in un risultato diverso. Abbiamo gettato le basi per una vittoria importante su un campo difficile, sono bastati due episodi che loro sono stati bravi a sfruttare. Dispiace tanto, ma dobbiamo guardare avanti. Ora concentriamoci per la prossima sfida contro la Giana Ermini: sabato dobbiamo prenderci i punti che abbiamo lasciato per strada sabato scorso».

Ore 17.40 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Derby a Noale e sfida verità col Campodarsego al Penzo. Nelle prossime due giornate il Venezia si giocherà sicuramente una grossa fetta di credibilità e ambizioni, nonché di possibilità di rovesciare l’attuale classifica che a 11 gare dal termine lo vede costretto ad inseguire. «È vero che battendo anche l’Abano saremmo risaliti ad una sola lunghezza dalla vetta, tuttavia io vedo sempre il bicchiere mezzo pieno e aver conquistato 7 punti in otto giorni va bene – analizza il tecnico Giancarlo Favarin -. Si può sempre migliorare e fare di più, però ho visto i miei ragazzi dare tutto in partite giocate «alla morte» perché ormai tutti si attaccano al punticino». Domenica trasferta nel fortino della Calvi Noale (ore 14.30) che oggi recupera a Verona con la Virtus Vecomp, mentre domenica 28 a Sant’Elena arriverà proprio la capolista. «Due gare fondamentali, ma perché lo sia quella col Campodarsego è necessario vincere a Noale e non sarà una passeggiata. Per questo ho concesso un giorno di riposo extra a chi ha giocato sempre o quasi contro Montebelluna, Liventina e Abano. Domenica scorsa abbiamo sofferto il campo pesante e pressoché impraticabile sulle corsi laterali, soprattutto davanti alle panchine. Chiaro che il Venezia sia stato più penalizzato dal fattore ambientale, peccato però perché dopo il vantaggio di Modolo avrei scommesso che l’avremmo portata a casa». Gli impegni ravvicinati avevano spinto Favarin a rinunciare in partenza a Fabiano e Serafini. «I cambi sono entrati bene, Marcolini per congelare un pò la partita, Fabiano invece ho voluto provarlo al vertice del rombo in posizione più centrale e infatti ha messo qualche buona palla in profondità. Su una in particolare Serafini avrebbe potuto segnare ma Rossi Chauvenet ha fatto davvero una grossa parata. La testa è già a Noale con la consapevolezza che i campionati si decidono proprio in questo periodo». Ieri al Taliercio ripresa solo per chi ha giocato meno, oggi doppia seduta a ranghi completi: da verificare le condizioni degli influenzati Lattanzio, Di Maio e Cernuto, mentre Acquadro è a Roma con la Rappresentativa di serie D.

Ore 17.20 – (La Nuova Venezia) Progetto Scuola, atto secondo. Con la spinta degli ottimi risultati ottenuti lo scorso anno, il Venezia Football Club lancia la seconda edizione del progetto rivolto alle scuole primarie e secondarie. Temi e metodologie sono stati illustrati nella sede di viale Ancona con la partecipazione del direttore generale Dante Scibilia, del responsabile del settore giovanile Mattia Collauto e dei due coordinatori del Progetto Scuola 2016, Riccardo Bovo e Francesco Beltramelli, mentre gli istituti erano rappresentati da Mirella Mancini, Tiziano Battaggia e Tania Festari. Per quanto riguarda le scuole primarie, il tema sviluppato è quello dell’alimentazione e dello sport con l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi a un corretto stile di vita e al rispetto verso se stessi rendendoli consapevoli di ciò che si mangia. La proposta è articolata in tre lezioni di attività motoria per ogni classe e una frontale. Sette le scuole primarie coinvolte: Virgilio, Baracca, Da Vinci, Tintoretto, Goretti, Pellico e Battisti per un totale di 42 classi e circa 800 tra bambini e bambine con 150 le ore di lezione di attività motoria. Il secondo step prevede l’invito dei bambini allo stadio Penzo per assistere a una partita del Venezia, l’ultimo step è la grande festa conclusiva al Taliercio, in calendario martedì 17 maggio. La proposta per la scuola secondaria, invece, prevede lo sviluppo del progetto “Supporters”, che punta a educare alla legalità e al rispetto delle regole negli stadi. Sarà destinato a circa 300 studenti delle 19 classi dell’istituto Berna. Tutti i partecipanti, genitori compresi, saranno coinvolti il 28 febbraio al Penzo per la partita del Venezia contro il Campodarsego. Mattia Collauto ha aperto la presentazione del Progetto Scuola, poi la parola è passata ai due coordinatori. «Puntiamo a proporre un calcio pulito» ha spiegato Riccardo Bovo, «a diffondere la cultura di uno sport che deve unire e non dividere, avvicinare le scuole alla società e farci conoscere come società». Chiusura con Francesco Beltramelli. «Gli obiettivi e le finalità proposti rappresentano il nostro modo di intendere lo sport e la vita. Impegno, educazione, generosità, altruismo e fair play sono i valori che contraddistinguono la nostra società e la metodologia di lavoro che proponiamo ai nostri ragazzi. Portiamo questa metodologia di lavoro all’interno del contesto scolastico».

Ore 16.50 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 16.30 – Qui Guizza: partitella finale.

Ore 16.10 – Qui Guizza: lavoro particolareggiato per difensori ed attaccanti.

Ore 15.50 – Qui Guizza: schemi anti-Cittadella sul campo sintetico.

Ore 15.30 – Qui Guizza: assenti solo Cunico, Petkovic e Niccolini.

Ore 15.10 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per l’allenamento pomeridiano.

Ore 14.40 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Piove sul bagnato. La squalifica di Sampirisi espulso a Pescara per un fallo da ultimo uomo, nonostante le immagini tv abbiano evidenziato l’errore arbitrale, era attesa, ma le giornate di squalifica sono state due. Questo significa che l’ex difensore del Genoa salterà non solo la gara di sabato al «Menti» contro l’Avellino, ma anche quella a Crotone tra dieci giorni. Sampirisi è stato fermato, come scrive il giudice sportivo, «per aver commesso un intervento falloso su un avversario in possesso di una chiara occasione da rete» e perché «all’atto dell’espulsione, uscendo dal terreno di giuoco, ha rivolto a un assistente espressioni irrispettose». Un turno di squalifica, come previsto, anche per Moretti arrivato alla sua quinta ammonizione, così come il difensore dell’Avellino Chiosa che, come il compagno di reparto Pucino, squalificato la settimana scorsa per due turni, non scenderanno in campo sabato. Contro gli irpini in campo ancora una volta un Vicenza in emergenza a centrocampo, ma soprattutto nel reparto arretrato. Un quadro pesante per il Vicenza visto che Brighenti, infortunatosi al legamento collaterale del ginocchio sinistro nella gara casalinga contro la Virtus Lanciano, probabilmente dovrà saltare anche la gara di sabato. In difesa è ancora emergenza. Anche per questo la società berica ieri ha accelerato per ingaggiare l’ex difensore della Reggina Daniel Adejo, svincolatosi a gennaio dai greci del Kalloni e che si sta allenando con gli scozzesi dell’Aberdeen. Adejo, 27 anni il prossimo agosto, è un difensore centrale che fa di velocità e prestanza fisica le sue doti migliori. Ha facilità di corsa che gli permette di giocare anche terzino destro, caratteristiche che potrebbero essere utili al Vicenza che, dopo aver perso Manfredini per tutta la stagione a causa della rottura del tendine d’Achille destro, si trova con un reparto arretrato in cui le alternative sono all’osso. Nella tarda serata di ieri le parti stavano trattando sulla formula con cui definire l’intesa, con Adejo che chiede un contratto con scadenza 30 giugno 2017 e la società berica che proponeva un accordo di cinque mesi con opzione per la stagione successiva. Possibile che l’accordo venga trovato con un contratto fino a giugno 2016, con prolungamento di una stagione in caso di permanenza del Vicenza in Serie B.

Ore 14.10 – (La Provincia Pavese) Chi è Stefano Giovani, l’arbitro che ha prima annullato, su segnalazione di un assistente, e poi convalidato il gol di Iori del 3-2 sul Cittadella? Trentun anni, della sezione arbitrale di Grosseto, dirige in Lega Pro dal campionato 2011-12, dopo aver fischiato per quattro stagioni in serie D. In questo campionato ha diretto finora 10 gare, quattro del girone A, due del B e quattro del C. Complessivamente in queste partite ha estratto 43 cartellini gialli e 3 rossi. E’ sicuramente un arbitro di punta per i vertici della Can Pro visto che oltre a Cittadella-Pavia gli era stata già assegnato lo scorso 14 novembre la direzione del big match dell’undicesima d’andata tra Pavia-Bassano terminato 1-1. Ma anche in quell’occasione ha suscitato molte proteste da parte del Pavia calcio per una decisione che sarebbe potuta costare agli azzurri la sconfitta. Al 39’ della ripresa nell’area di rigore del Pavia l’attaccante dei veneti Pietribiasi spinge vistosamente alle spalle il difensore azzurro Siniscalchi che cade a terra toccando con le mani il pallone, chiaramente in maniera involontaria. Giovani fischia e tutti pensano alla concessione della punizione per il Pavia, invece il direttore di gara indica il dischetto del rigore, tra le vibranti proteste dei giocatori azzurri. Per fortuna ci pensa Facchin a parare il tentativo di trasformazione di Germinale, che in caso di trasformazione del penalty avrebbe portato il Bassano in vantaggio 2-1 a pochi minuti dalla fine della partita. Il Pavia segnalò poi alla procura federale della Figc l’arbitro per quell’episodio. Giovani è stato oggetto di una clamorosa protesta (il video si può ancora trovare sul web su You Tube) il 13 gennaio 2013 durante la gara di Seconda Divisione tra Campobasso e Arzanese: dopo una decisione contestata, dall’altoparlante dello stadio cominciarono a piovere offese verso di lui («Sei un bast…»). Qualcuno disse che fu il presidente del Campobasso Ferruccio Capone a pronunciare quelle parole, altri invece indicarono lo speaker dello stadio molisano. Giovani in quella occasione lasciò l’impianto scortato dalle forze dell’ordine, mentre la vicenda finì con una maximulta di 10 mila euro nei confronti del Campobasso.

Ore 13.50 – (La Provincia Pavese) Quaranta secondi. Tanto passa da quando il primo assistente Domenico Campitelli di Teramo alza la bandierina per segnalare la posizione di fuorigioco di Iori del Cittadella sul 3-2, fino a che la rete viene invece convalidata, dopo un fitto conciliabolo tra lo stesso assistente e l’arbitro Giovani di Grosseto. Il cambio di decisione in questo lasso di tempo è frutto di un libero convincimento dell’assistente, che si rende conto di non aver visto che Carraro sulla linea di porta tiene in gioco Iori? Oppure il passo indietro è stato indotto dalla segnalazione di qualcun altro che era al di fuori del rettangolo di gioco? La soluzione del giallo nel finale di Cittadella-Pavia è a due voci, contrastanti tra loro. Da un lato il club azzurro è convinto che in quei quaranta secondi c’è stato tutto il tempo di avvisare assistente e arbitro della svista. Chi lo ha fatto? Il dg del Pavia Nicola Bignotti non ha dubbi, e lo ha dichiarato con foga al termine della partita: «Il gol era sicuramente regolare, ma una terna arbitrale che riceve indicazioni dal cameraman non è mai capitato da nessuna parte. Non è la nostra ricostruzione, è andata così: il cameraman (della Rai, che riprendeva la gara, ndr) ha segnalato ai dirigenti del Cittadella, quindi hanno avvisato il quarto uomo che l’ha segnalato all’arbitro, che ha cambiato idea convalidando la rete. Siamo stati condannati dalla prova tv». Che però in Lega Pro non può essere utilizzata in questo caso. E’ andata davvero così? Non secondo la versione numero due dello stesso episodio, quella di fonte Cittadella. «Da quello che ho visto io è stato lo stesso assistente a richiamare l’arbitro perché probabilmente non era sicuro della sua chiamata – spiega Edoardo Gorini, viceallenatore dei veneti nonché ex difensore del Pavia – credo che fosse coperto da Facchin, per quello non ha visto Carraro sulla linea di porta. O forse l’errore è stato determinato dal fatto che il giocatore del Pavia era in completo bianco, vicino a palo, e non ha distinto la sua figura. Noi abbiamo protestato subito, certo, anche se non io personalmente, e non ho capito perché ho preso un turno di squalifica, ma pazienza. Ma non c’è stato nemmeno il tempo materiale per segnalare guardando le immagini trasmesse in tv che il fuorigioco non c’era. Credo che l’assistente sia stato molto bravo ad ammettere l’errore». Cosa che in effetti capita di rado, se non mai, come ben sa il Pavia se si ripensa all’episodio clamoroso di un anno fa ad Arezzo (di cui parliamo qui sotto). Peraltro va detto che a differenza della direzione di Pavia-Bassano (1-1), nella quale aveva assegnato agli ospiti un rigore semplicemente assurdo nel finale di gara, lunedì sera la prova del signor Giovani è stata nel complesso buona. Dopo pochi secondi, su un contropiede del quasi imprendibile Jallow, non si era nemmeno fatto ingannare dalla caduta in area dell’attaccante ghanese e sulla quale tifosi di casa e Cittadella aveva reclamato un rigore in realtà inesistente. Tornando alla prova tv, non è del tutto vero che non possa essere utilizzata in Lega Pro. Il codice di giustizia sportiva lo ammette «limitatamente ai fatti di condotta violenta o concernenti l’uso di espressione blasfema» non rilevati dall’arbitro e sulla base di «filmati di documentata provenienza». La segnalazione «oltre che dal Procuratore federale, può essere effettuata anche dal commissario di campo, se designato». Un’altra possibile applicazione della prova tv è quella dello scambio di persona in caso di ammonizione o espulsione. In questo caso però la prova vale ai fini delle sanzioni da applicare (o meno) ai tesserati, mentre per la ripetizione della gara è necessario che il direttore di gara ammetta l’errore tecnico.

Ore 13.30 – (La Provincia Pavese) Il Pavia paga con un’ammenda di 5.000 euro il burrascoso post-partita di Cittadella con le proteste furibonde nei confronti dell’arbitro per il gol prima annullato e poi convalidato, costato agli azzurri una bruciante sconfitta al 90’. Il giudice sportivo Pasquale Marino, sulla scorta del referto arbitrale, ha motivato così la sanzione: «Al termine della gara persona non identificata, ma riconducibile alla società, avvicinava l’arbitro che rientrava negli spogliatoi rivolgendogli reiterate frasi offensive; successivamente negli spogliatoi altra persona non identificata, ma riconducibile alla società, rivolgeva all’arbitro ulteriori e reiterate frasi offensive». Si era temuto anche peggio, per la verità, vista la veemenza con la quale il Pavia aveva protestato nei confronti del signor Giovani di Grosseto e la coda non proprio pacifica a fine gara, nel passaggio che porta i giocatori fuori dal campo e fino agli spogliatoi. Ma forse ha giocato una sorta di compensazione per un ripensamento inusuale e dai contorni secondo il Pavia poco chiari nel momento decisivo del match. C’è però da dire che è tecnicamente corretta la decisione finale del direttore di gara, quella cioè di convalidare il gol del Cittadella (assolutamente regolare) intervenendo sulla chiamata dell’assistente che aveva segnalato un fuorigioco rivelatosi inesistente. E anche se le proteste del Pavia non riguardavano la decisione in sé, ma le modalità con le quali si è arrivati a convalidare la rete, proprio la mancanza di errore tecnico dell’arbitro ha indotto il Pavia a non presentare alcun reclamo. Che non avrebbe speranza di essere accolto. Le contestazioni in campo (prima quelle del Cittadella, poi del Pavia) per la decisione modificata dall’arbitro sono anche costate due ammonizioni ai capitani delle squadre: cartellino giallo a Iori, autore del gol, che era andato a protestare vivacemente nei confronti dell’assistente con la bandierina alzata; dopo la concessione del gol, la stessa sorte è toccata a Davide Facchin, che ha vigorosamente sostenuto le ragioni del Pavia. Per il portiere azzurro, peraltro ancora una volta grande protagonista in campo, si tratta della quarta ammonizione: al prossimo cartellino giallo scatterà in automatico un turno di squalifica. Turno che invece è scattato per Edoardo Gorini, ex Pavia e ora vice allenatore del Cittadella, per «atteggiamento irriguardoso verso un assistente arbitrale durante la gara (espulso)». Una sanzione figlia del concitato finale di gara: a essere espulso, infatti, era stato il dg del Cittadella Stefano Marchetti e non Gorini.

Ore 13.00 – (Gazzettino) Terzo gol in notturna per Manuel Iori. Dopo quelli messi a segno con Padova e Reggiana, è arrivato lunedì quello pesante con il Pavia. «Rimane un caso» precisa il capitano granata confermando la risposta data nei giorni precedenti al match con i lombardi. L’emozionante sequenza dei gol, con il 3-2 finale in doppia rimonta per la squadra di Roberto Venturato, non ha scalfito il roccioso capitano: «Ho dormito poco, ma per me è normale dopo le partite di sera. L’importante è aver vinto una partita difficile dimostrando di essere una grande squadra, soprattutto a livello mentale, con un grande cuore perchè non era facile reagire trovandoci due volte sotto. Questa vittoria è una spinta ulteriore per proseguire verso il nostro obiettivo». Adesso la preparazione è tutta rivolta al derby di domenica prossima, che inizierà alle 15 all’Euganeo. Per Iori è un ritorno da ex. «Il derby è sempre una partita diversa dalle altre. La sentiamo tutti, i tifosi in modo particolare, ma noi dobbiamo pensare solo al nostro programma per prepararla nel migliore dei modi. Sappiamo le difficoltà che andremo ad incontrare perchè ogni derby è sempre una partita a sè, ma noi siamo consapevoli dei nostri mezzi». Il Padova dopo l’arrivo di Bepi Pillon è imbattuto. Riprende il capitano granata: «Conosco bene l’allenatore biancoscudato perchè l’ho avuto nelle mie due esperienze a Livorno e per un breve periodo a Pisa. So come lavora e ho una grande stima di lui. Adesso però me lo trovo dall’altra parte e noi dobbiamo cercare di fare nostra la posta in palio. Non sarà facile, dovremo curare bene tutti i dettagli e avere grande rispetto per l’avversario». Tornando alla vittoria sul Pavia, spiega: «Sapendo che Pordenone, Feralpisalò e Alessandria avevano vinto per noi c’era molta pressione in più. Abbiamo subìto il primo gol su un mio errore, poi ho rimediato realizzando quello finale. Nel bene e nel male ho influito sul risultato». Sulla decisione dell’arbitro, che prima non aveva convalidato e poi si è corretto, afferma: «Mentre mettevo dentro il pallone di testa mi ero accorto benissimo che c’era un difensore sul palo. Ho insistito a far valere le nostre ragioni e penso che sia stato l’assistente, in un secondo momento, a segnalare all’arbitro la rettifica». Altro grande protagonista è stato Lamin Jallow, confermato da Venturato dopo la convincente prova a Piacenza. Sull’occasione da gol avuta di testa al 20′, su un assist di Litteri, spiega: «Ho schiacciato bene, ma il portiere ha fatto un miracolo. Forse se indirizzavo la palla dall’altra parte l’avrei preso in controtempo». Il gol dell’1-1 è stato imperioso. Continua il gambiano: «Avevo tanta rabbia perchè eravamo appena andati in svantaggio. Sono riuscito a entrare in area e ho calciato forte in diagonale. Dedico il gol a Zita che gestisce il bar stadio». Sua anche l’azione del secondo gol granata, nato su una delle tipiche accelerazioni che lo rendono imprendibile. «Avevo i primi sintomi dei crampi – spiega Jallow – ma quando Schenetti mi ha dato la palla in fascia non ho pensato ad altro superando nell’uno contro uno il difensore. La palla che ho messo al centro è finita in rete nel contrasto fra Litteri e un difensore».

Ore 12.40 – (Gazzettino) Il Cittadella si è allenato ieri mattina sul sintetico del Tombolato suddiviso in due gruppi: lavoro defaticante con il preparatore atletico Andrea Redigolo per i giocatori che hanno disputato la partita con il Pavia, compreso Lora che aveva preso una botta alla caviglia, allenamento leggero con partitella per gli altri con il tecnico Roberto Venturato. Pascali ha svolto un lavoro differenziato, mentre De Leidi sta facendo terapie e palestra. Andrea Paolucci ha corso a parte e si è esercitato in una serie di allunghi. «Vado meglio – precisa – e ogni giorno ci sono dei passi in avanti. Oltre a palestra, mi alleno in campo, spero fra una decina di giorni di unirmi al gruppo». Oggi, domani e venerdì la preparazione continuerà al pomeriggio, sabato mattina la rifinitura. Per l’atteso derby di domenica prossima allo stadio Euganeo sono organizzati due pullman, uno dal Club Granata Cittadellese (3472380283) che partirà dal bar «Da Claudio» alle 13,30, l’altro del club «Angelo Gabrielli granata per sempre» (3393991219) con partenza dallo stadio alle 13,15.

Ore 12.20 – (Mattino di Padova) «Adesso arriva il bello». Lo dice Manuel Iori, ma in fondo lo pensano anche tutti i suoi compagni. «Il successo sul Pavia ci ha regalato una scossa positiva e allo stesso tempo può essere mentalmente una “mazzata” per le squadre che ci stavano inseguendo e che ci aspettavano al varco, avendo tutte vinto nelle gare che avevano anticipato la nostra», sostiene il capitano del Cittadella, contro i lombardi protagonista nel bene (il gol decisivo) e nel male (un suo pallone perso ha favorito il vantaggio iniziale degli ospiti). La sostanza, nella settimana che condurrà alla sfida con il Padova di domenica, per la capolista, però, non cambia: «Il derby? In questa fase del campionato non possiamo concederci distrazioni né rallentare, dobbiamo incamerare più punti possibile, perché ora iniziano a valere doppio». Sarà per questo che Venturato non ha concesso giorni di riposo ai suoi uomini: ieri l’allenamento si è svolto di mattina, con una blanda seduta defaticante per chi è sceso in campo lunedì sera e un allenamento più corposo per gli altri. Il morale al Tombolato è indubbiamente alto e fra i giocatori c’è voglia di scherzare. «Sul primo gol del Pavia ho fatto una bella cag..a», si lascia andare Iori. «Eh, di solito sono io che riprendo i miei compagni quando incappano in errori del genere, stavolta l’ho combinata grossa. Per fortuna Jallow è riuscito a rimediare subito, ha dato un paio di strappi importanti nel corso match. Ma tutta la squadra va elogiata, di solito si parla del gioco e della qualità che mettiamo in campo, ma con questa rimonta, dopo essere andati sotto due volte, abbiamo dimostrato di avere un grande cuore e… gli attributi». Iori non era nell’elenco dei diffidati, per cui l’ammonizione (la sesta nella stagione) rimediata protestando per il gol inizialmente annullato non lo toglierà dal derby. «Da regolamento il cartellino ci stava, ma confesso che non ho mai preso un “giallo” così volentieri…». Dal capitano agli ultimi arrivati lo spirito è lo stesso. Prendete, ad esempio, Valerio Nava, di nuovo autore di una prova convincente in fascia: «La gara con il Padova? Noi cercheremo di andare all’Euganeo a fare la nostra partita, come facciamo sempre, e portare a casa più punti possibile. Ci arriviamo dopo aver lanciato un messaggio alle nostre inseguitrici: tutte le dirette concorrenti speravano in un nostro passo falso contro un avversario di livello come il Pavia». Restano quelle «amnesie difensive», per usare le parole di Venturato, che si ripresentano puntualmente. Il Citta, forte del secondo attacco più prolifico del girone A con 37 reti all’attivo (soltanto una in meno della FeralpiSalò), può contare, tuttavia, soltanto sull’ottava miglior difesa, con 23 gol incassati in 22 giornate, più di uno a partita. «Qualche errore, dietro, ci sta, perché siamo una squadra che prova sempre a giocare la palla senza buttarla via. Guardiamo a quanto di buono abbiamo fatto: spuntarla all’ultimo minuto, contro una rivale tanto forte, dà la carica».

Ore 12.00 – (Mattino di Padova) Sulla panchina granata, domenica allo stadio Euganeo, non siederà Edoardo Gorini. Il secondo allenatore del Cittadella è stato infatti squalificato per una giornata, «per atteggiamento irriguardoso verso un assistente arbitrale durante la gara», come si legge nel comunicato del giudice sportivo, uscito ieri. In realtà dell’espulsione di Gorini si sono accorti in pochi, essendo stata comminata dall’arbitro Giovani di Grosseto a match concluso, quand’erano soprattutto i giocatori e lo staff del Pavia a lamentarsi dopo la convalida del 3-2. Non figurano, invece, provvedimenti disciplinari nei confronti di Stefano Marchetti, che era stato allontanato per proteste dopo il gol momentaneamente annullato a Iori. «Non so se sono stato espulso, me ne sono andato da solo dopo aver parlato con l’arbitro. Cosa gli ho detto? Il gol è regolare, c’è un uomo sul palo. Gliel’ho ripetuto più volte, senza aggiungere altro», la versione del d.g. granata. «Ne approfitto per fargli i complimenti: si può sbagliare, ma capirlo e rimediare è segno di grande intelligenza e onestà professionale». Per quanto riguarda il cartellino giallo affibiato a Iori, non ci saranno ricorsi da parte della società, anche se Venturato si era auspicato la “grazia” nei suoi confronti, visto che le proteste del capitano erano motivate.

Ore 11.40 – (Corriere del Veneto) La mente è tornata all’espulsione di Zinedine Zidane durante la finale Mondiale Italia-Francia del 2006. Una testata a Marco Materazzi prima impunita e poi «segnalata» da una prova tv utilizzata «in segreto». L’altroieri, lunedì sera a Cittadella, quanto accaduto nei minuti di recupero della partita col Pavia ha avuto dell’incredibile. Siamo al 92’, calcio d’angolo battuto da Zaccagni, torre di Bonazzoli sul secondo palo, dove Iori ben appostato mette dentro facendo esplodere il «Tombolato» per il 3-2 finale. L’arbitro Giovani di Grosseto inizialmente convalida, poi vede il guardalinee con la bandierina alzata e annulla per offside. Un clamoroso abbaglio: sulla linea Carraro tiene in gioco Iori. Il dg Stefano Marchetti si avvicina minaccioso al guardalinee, poi inveisce contro l’arbitro e viene allontanato. Iori, a sua volta, protesta e viene ammonito. Passa una ventina di secondi e l’arbitro torna sui propri passi e convalida (giustamente) il gol. La rete, lo dicono le immagini, è validissima, ma non si capisce chi abbia fatto «ravvedere» l’arbitro, visto che era stato il guardalinee a segnalare erroneamente il fuorigioco. Secondo il Pavia, il «colpevole» è stato il cameraman Rai appostato per le riprese a bordocampo, versione smentita dalla Lega Pro. «Il gol era regolare – tuona il dg del Pavia Nicola Bignotti – ma una terna arbitrale che riceve indicazioni dal cameraman non è mai capitato da nessuna parte. Non è la nostra ricostruzione, è andata così: il cameraman ha segnalato ai dirigenti del Cittadella, quindi hanno avvisato il quarto uomo che l’ha segnalato all’arbitro, che ha cambiato idea convalidando la rete. Siamo stati condannati dalla prova tv. La vogliono fare in Uefa, beh, in Lega Pro c’è già». Sui social guerra fra tifosi granata e quelli del Padova in vista del derby di domenica. Ma non è stata l’unica stranezza: nel comunicato del giudice sportivo viene registrato il giallo per proteste a Iori, ma non ci sono tracce del rosso a Marchetti. A sorpresa, la squalifica di Edoardo Gorini. «Sono stato espulso a fine partita – precisa il vice di Roberto Venturato – Non avevo fatto nulla di particolare, se non protestare come tutti. L’arbitro ha pescato nel mucchio ed è toccato a me». Ieri si sono rincorse voci su un possibile ricorso per errore tecnico da parte del Pavia, ma alla fine solo smentite.

Ore 11.10 – (Gazzettino) Chi va tenuto d’occhio nel Cittadella? «Iori è il giocatore che dà geometrie, ma è tutto il complesso granata ad avere qualità. Però, ripeto, sono molto fiducioso: il Padova dell’ultimo periodo è una squadra vera e li affronteremo senza paura». Se il Padova ha cambiato registro inanellando una serie di risultati positivi, il merito è di Pillon. «È un allenatore che ha calcato palcoscenici importanti e con la sua grande esperienza ha apportato qualche accorgimento riuscendo a dare anche più fiducia ai ragazzi. E i risultati aiutano ad avere consapevolezza dei propri mezzi». Un pensierino ai play off? «Sono una persona molto ottimista e se dovessimo fare bene con Cittadella e Renate, allora potremmo iniziare a guardare avanti. Siamo comunque in linea con gli obiettivi che ci eravamo prefissati, nel senso che questo doveva essere un anno di assestamento e stiamo disputando un buon campionato. Poi sperare non costa nulla».

Ore 11.00 – (Gazzettino) «Arriviamo al derby con il morale alto, e come tutte le partite lo vivrò con ansia dato che sono uno che soffre durante il match. Alla fine contano come sempre i tre punti, sarebbero fondamentali per continuare il filotto di risultati positivi. Il Cittadella è forte, ma anche noi siamo una grande squadra». Bonetto non ha dubbi su quale può essere domenica l’arma in più per Neto Pereira e compagni. «Abbiamo un vantaggio enorme, vale a dire i nostri tifosi. Il loro appoggio è fondamentale, mi auguro che vengano ancora più numerosi allo stadio». Al Tombolato all’andata era andata male, c’è la voglia di vendicare quella sconfitta? «Non credo nella vendetta, ma solo nella fame di punti e di gloria, nonché nell’orgoglio di rendere felici i nostri tifosi. Dobbiamo giocare per loro». Chi può essere l’uomo derby tra i biancoscudati? «Mi immagino una partita molto tattica e accorta. Noi saremo sempre compatti e stretti tra i reparti, e non credo che il Cittadella venga ad attaccarci con presunzione. Potrebbero essere determinanti i calci piazzati, quindi spero che sia decisivo uno dei nostri difensori centrali».

Ore 10.50 – (Gazzettino) «Sono molto orgoglioso della nostra squadra, ce la possiamo giocare con tutti. Ho grande fiducia per il derby». A suonare la carica in vista della sfida con il Cittadella è il vice presidente biancoscudato Edoardo Bonetto. Nel suo cuore c’è il Padova, anche se rivangando nel suo passato calcistico da terzino c’è anche un’esperienza con il Cittadella: due anni con la squadra Primavera agli ordini di Rolando Maran, attuale tecnico del Chievo. «Ero arrivato dopo aver fatto tutta la trafila nel settore giovanile biancoscudato, ho un ottimo ricordo di quel periodo con i granata anche perché è stata la mia prima esperienza calcistica importante. Eravamo un gruppo bello, c’era grande sintonia con la società. Già all’epoca si vedeva che Maran era un allenatore con grandi qualità, in particolare nella cura della fase difensiva. Mi aveva portato anche in prima squadra, poi a metà stagione ero andato al Thiene». Amarcord a parte, l’amore per il Padova è unico. «Non potrei mai fare il vice presidente o il presidente in una società diversa dal Padova, il mio cuore batte solo per il biancoscudo».

Ore 10.30 – In corso alla Guizza l’allenamento mattutino dei Biancoscudati.

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) Sul versante opposto della difesa biancoscudata, Dionisi dovrà invece vedersela con Lora e Jallow, due brutti clienti. «Sarà una sfida difficile», ammette il terzino romano, «e se sono primi in classifica un motivo ci sarà. Il Cittadella si muove bene, e giocando quasi sempre con due punte centrali e due centrocampisti che si inseriscono, il lavoro di noi terzini è soprattutto di copertura. Sarà una bella sfida, per la difesa come per tutta la squadra». Come fermarli? Il Padova in questi giorni comincerà a preparare le contromisure all’attacco dei granata. «Di sicuro servirà grande attenzione, il derby sarà una gara difficile come lo sono state le ultime due contro Feralpi e Sudtirol. Dovremo avere un occhio di riguardo per tutti gli avversari, ma come tutti anche i granata sono umani e qualche errore possono commetterlo: dovremo essere bravi a sfruttarli e cercare di pungerli nelle poche occasioni che ci concederanno». Lei è carico, anche perché dopo la scoppola rimediata all’andata al Tombolato c’è grande voglia di rivincita nel vostro spogliatoio. «Rispetto per tutti, ma paura di nessuno. Anche il Cittadella dovrà essere bravo a metterci in difficoltà, perché il Padova è in un buon momento e sarebbe esagerato avere timore di una sfida come questa. Tanto più visto che nelle ultime tre occasioni il Padova è sempre uscito sconfitto: vogliamo chiudere questa statistica, e riportare un po’ di equilibrio nel conto dei derby. I tifosi ci daranno una mano, sappiamo quanto tengono a questa partita e daremo il massimo soprattutto per loro».

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Dalla sua parte, sul versante destro dei granata, Venturato dovrebbe confermare Schenetti, oppure inserire Zaccagni. «Quella è sempre una zona delicata del campo, tutta la squadra dovrà muoversi bene, e così anche noi esterni potremmo esserne agevolati. Se giochiamo di squadra, come sappiamo fare, possiamo fermare chiunque, anche il Cittadella». La capolista un po’ di timore lo incute comunque, ma il Padova sta bene e non parte per fare la vittima sacrificale come all’andata. «Giocano un ottimo calcio, ma siamo in grado di fermarli: se cerchiamo di fare una partita importante anche a livello tattico, possiamo riuscirci. A questo mondo niente è impossibile, nemmeno fermare i loro attaccanti». Quello che potrebbe invece giocare a vostro vantaggio è la tendenza che vede il Cittadella, negli ultimi tempi, subìre gol per colpa di qualche distrazione di troppo. «Segniamo poco negli ultimi tempi, ma stiamo lavorando per migliorare i nostri numeri e sono sicuro che abbiamo attaccanti importanti, che possono risolvere la partita anche con una sola occasione».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) La marcia di avvicinamento al derby è ufficialmente iniziata. E Padova-Cittadella, prima ancora che sul campo domenica pomeriggio, si gioca in questi giorni di vigilia sulla carta, sugli schemi dei due allenatori, sulla tattica che dall’una e dall’altra parte si metterà in piedi per avere la meglio sull’avversario. Il Padova si presenta con una difesa rocciosa: un solo gol preso nelle ultime cinque gare e porta inviolata da tre settimane. Il Cittadella, invece, può contare sul secondo attacco del girone, sulle “bocche di fuoco” che, tra Litteri (già arrivato in doppia cifra) e i giovanotti che gli girano intorno, hanno sin qui trascinato la squadra di Venturato in testa alla classifica. Ma uno dei grandi punti di forza dei granata è soprattutto sulle corsie esterne: per Matteo Dionisi e Alessandro Favalli si prospetta una domenica di grande lavoro. A maggior ragione per chi all’andata non c’era, e non sa cosa aspettarsi: «Avrei voluto giocare quella partita a tutti i costi, ma per una botta alla coscia dovetti dare forfait», spiega Favalli. «Finalmente adesso sono pronto: è una gara importante, e non vedo l’ora di giocarmela. Quando ero a Cremona, i miei derby li ho vinti, sia contro il Piacenza che contro il Pergocrema, sia contro il Mantova: chissà che domenica non possa arrivare un’altra soddisfazione…».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) È iniziata ieri pomeriggio la settimana di avvicinamento al derby per i biancoscudati. Dopo il giorno di riposo concesso lunedì da mister Pillon, la prima squadra ieri si è ritrovata alla Guizza per cominciare a preparare la sfida di domenica con il Cittadella. Con una buona notizia: Nicola Petrilli, infatti, ha potuto effettuare l’intera seduta di allenamento senza problemi, a differenza di quanto era avvenuto nelle ultime due settimane, tanto da indurre il tecnico a schierare Mazzocco, dal primo minuto, sabato scorso contro il Sudtirol nella posizione di esterno sinistro. Se l’attaccante torinese confermerà anche nei prossimi giorni di aver smaltito la piccola infiammazione che l’aveva colpito negli ultimi tempi, domenica pomeriggio dovrebbe riprendere il suo posto in campo dal primo minuto. Qualche piccolo problema l’ha avuto, invece, Sparacello, che ha accusato un piccolo fastidio muscolare in avvio di seduta, subito superato, visto che poi si è allenato insieme ai compagni. A parte i lungodegenti Petkovic, Cunico e Niccolini, Pillon dovrebbe avere quindi tutti a disposizione per la sfida alla capolista. Compreso Diniz, che dopo la nona ammonizione stagionale, rimediata a Bolzano, è entrato in diffida. L’ARBITRO. Deciso il fischietto di Padova-Cittadella: sarà il signor Marco Mainardi, arbitro della sezione di Bergamo, a dirigere il derby di domenica (ore 15).

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) I biglietti per Padova-Cittadella possono essere acquistati nei punti vendita Ticketone e sul sito www.ticketone.it sino alle 12.30 di domenica 21. Le biglietterie dell’Euganeo apriranno sempre domenica, alle 13.30. L’invito dela società biancoscudata è di acquistare il tagliando in prevendita per evitare inutili code ai botteghini con conseguente rischio di perdere parte dell’incontro, che inizierà alle 15. Questi i punti-vendita TicketOne abilitati alla vendita dei biglietti: Cartoleria Tabaccheria 212, via Montà 157/C Padova (tel. 049.713245), aperto anche la domenica mattina; Coin Ticketstore, via Altinate 16/8 Padova (049.8364084); Toto Abano, viale delle Terme 87 Abano (049.810665); Totoricevitoria “Casa Fortuna”, via Bajardi 5 (presso Centro Commerciale “La Corte”) Padova (049.8647805); Lastminute Tour Vigonza c/o Centro Matrix Shop, via Udine 3 Vigonza (049.629171). Per informazioni: mail biglietteria@padovacalcio.it; tel. 329.1058424 Il Padova ha deciso di premiare tutti coloro che acquisteranno il biglietto per il derby contro i granata sul web o presso i punti vendita TicketOne abilitati, dando la facoltà di acquistare contemporaneamente il biglietto (nello stesso settore) per la gara interna contro il Renate prevista per sabato 27 febbraio, alle ore 15, al prezzo scontato del 50%.

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Ripresa degli allenamenti ieri per Padova e Cittadella in vista del derby domenica alle 15 all’«Euganeo». Nessuno squalificato fra le due formazioni, ma al Centro sportivo «Geremia» alla Guizza assente per gran parte dell’allenamento Matteo Dionisi, in permesso. L’esterno biancoscudato ha raggiunto i compagni nella parte finale della seduta, a cui ha partecipato anche Rosario Bucolo. Al lavoro anche il Cittadella ieri mattina al «Tombolato». Lavoro di scarico per chi ha giocato contro il Pavia e piccoli acciacchi segnalati per Jallow e Lora. In ripresa Pascali: potrebbe recuperare per domenica dopo l’assenza per una lesione muscolare.

Ore 08.30 – Lega Pro girone A, la classifica aggiornata: Cittadella 47, FeralpiSalò e Pordenone 40, Alessandria 39, Bassano 37, Reggiana 34, Pavia e SudTirol 33, Padova 32, Cremonese 31, Giana Erminio 27, Cuneo 25, Pro Piacenza 24, Renate 22, Lumezzane 20, Mantova 19, AlbinoLeffe 15, Pro Patria 2 (-7 punti di penalizzazione).

Ore 08.20 – Lega Pro girone A, la ventiduesima giornata: Cuneo-Bassano 2-2 (Candido (Ba) al 25′ pt, Momenté (Ba) al 8′ st, Chinellato (Cn) al 29′ st e al 45′ st), Lumezzane-Renate 1-3 (Napoli (Re) al 22′ pt, Cruz (Lu) al 23′ st, Graziano (Re) al 39′ st, Curcio (Re) al 43′ st), Pordenone-Pro Patria 3-0 (Strizzolo (Pn) al 11′ pt, Buratto (Pn) al 14′ st, Berrettoni (Pn) al 18′ st), SudTirol-Padova 0-0, Reggiana-Mantova 1-1 (Gonzi (Mn) al 17′ pt, Siega (Re) al 32′ pt), Pro Piacenza-Giana Erminio 1-1 (Cogliati (Ge) al 5′ pt, Bini (Pp) al 29′ pt), AlbinoLeffe-Alessandria 1-3 (Bocalon (Al) al 12′ st e al 16′ st, Iocolano (Al) al 20′ st, Checcucci (Al) al 26′ st), FeralpiSalò-Cremonese 4-2 (Brighenti (Cr) al 9′ pt, Tortori (Fs) al 20′ pt, Maracchi (Fs) al 24′ pt, Tortori (Fs) al 35′ pt, Maracchi (Fs) al 12′ st, Brighenti (Fs) al 36′ st), Cittadella-Pavia 3-2 (Sforzini (Pv) al 31′ pt, Jallow (Ci) al 32′ pt, Sforzini (Pv) al 8′ st, aut. Ghiringhelli (Pv) al 24′ st, Iori (Ci) al 45′ st)

Ore 08.10 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.00 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Maglietteveloci.it, Box Uomo, Studio Pignatelli Netstore, Birra Antoniana, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 16 febbraio: primo allenamento settimanale per i Biancoscudati, a parte solo Dionisi.




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