Live 24! Padova-Cremonese: dentro l’uovo i biancoscudati trovano tre punti d’oro, corsa ai playoff ancora aperta

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Ore 23.00 – Sala stampa, Giuseppe Pillon, allenatore Padova: “L’aspetto che conta più di tutti è il risultato. Per 35 minuti li abbiamo messi sotto, dopo il loro gol la partita tatticamente è diventata più difficile. Noi siamo andati in sofferenza, abbiamo pensato tutti a portare a casa il risultato, ma non bisogna nascondersi ne vergognarsi. Non c’è niente di male a giocare così. Bianchi? Gli ho passato un uomo fisso nel secondo tempo, ma anche li abbiamo sbagliato qualcosa. Non abbiamo fatto benissimo con le mezz’ali. Sapevo che nel secondo tempo saremmo andati a discapito del gioco, ma l’importante era portare a casa la partita. Se me l’ero vista brutta? A Pordenone avevo visto un grande Padova, loro si erano chiusi e hanno portato a casa la partita. Sul 2-1 è nato un po’ di timore, dopo che avevamo sfiorato il 3-0. Abbiamo sofferto più in quei minuti che nel secondo tempo. Finocchio? E’ stata una scelta tattica, mi serviva un centrocampista in più. Ogni tanto andiamo in difficoltà e facciamo degli errori che non si dovrebbero fare. A Pordenone abbiamo fatto errori evidenti, speriamo di non farli più. De Risio e Diniz erano entrambi in diffida, quindi salteranno le prossime partita. Mi devono spiegare che gialli sono? Non riesco a capirli. Il conti per i playoff? Non dobbiamo guardare gli altri, solo noi stessi, vincerne il più possibile e poi vediamo. Non possiamo sbagliare niente se vogliamo puntare a qualcosa in alto. Dovrò preparare bene la prossima, perché servirà inventarsi qualcosa. Le vacanze Pasquali cadono giuste per rifiatare. Bucolo? Se l’ho messo in campo vuol dire che credo in lui. Tutti sono utili, guardo durante gli allenamenti e poi decido. Io capisco quelli che stanno fuori, che si incazzano, l’importante è che continuino ad allenarsi e che sappiano prendere le occasioni. Questa è la legge del calcio”.

Ore 22.25 – TERMINA L’ALTRO ANTICIPO: REGGIANA- PRO PATRIA 1-0.

Ore 22.20 – TERMINA LA PARTITA: PADOVA- CREMONESE 2-1.

Ore 20.00 – (La Provincia Pavese) L’undicesima di ritorno del girone A di Lega Pro si apre oggi con tre gare. Alle 15 a Gorgonzola il Giana Erminio ospiterà l’Albinoleffe. In serata, alle 20,30, si giocheranno Reggiana-Pro Patria e Padova-Cremonese. Il Pavia, che sarà in campo domani pomeriggio alle ore 18 a Bassano del Grappa, effettuerà la rifinitura questa mattina, nel pomeriggio partenza per il ritiro in Veneto. In mattinata saranno sciolti gli ultimi dubbi. Assenti sicuri Muscat a Malta con la sua nazionale, Carraro squalificato per due giornate e gli infortunati Pirrone, Siniscalchi, oltre a Bellazzini che prosegue il suo programma di recupero. Da valutare le condizioni di Malomo e Sforzini. Per chi vorrà seguire il Pavia a Bassano la prevendita è attiva tramite il circuito Booking Show e i tifosi pavesi potranno acquistare il biglietto al bar Lanterna di via San Giovannino 23/25 e il bar Scala di via Scala 10/A. Il prezzo del tagliando per il settore ospiti è di 12 euro più il costo della prevendita. Il Bassano aderisce al programma «Porta un amico allo stadio».

Ore 19.40 – (La Provincia Pavese) A guidare il Bassano, secondo in classifica nel girone A di Lega Pro, che domani pomeriggio alle ore 18 affronterà il Pavia nel turno prepasquale di campionato, c’è Stefano Sottili, tecnico che la scorsa estate è stato tra i papabili ad accasarsi su quella azzurra. Il 46enne toscano era stato contattato dall’ex dg azzurro Massimo Londrosi la scorsa estate. Lo stesso Sottili lo ha confermato nel girone d’andata al termine della gara pareggiata (1-1) dal suo Bassano al Fortunati. Poi il Pavia, che aveva anche sondato Fulvio Pea, preferì alla fine Michele Marcolini, primo allenatore di questa travagliata stagione. I veneti si presentano in gran salute: 5 vittorie consecutive e un secondo posto in classifica con 52 punti, dieci in meno della capolista Cittadella (62), e due in più del Pordenone (50). «Un girone di ritorno strano – dice mister Sottili – All’andata a nessuno era riuscito di fare un filotto importante come invece è accaduto in questo ritorno a Cittadella, con 10 vittorie, e Pordenone, con 8. Noi siamo reduci da un mini-filotto perché siamo a quota cinque successi di fila». Numeri che vi portano a ipotecare i play off ? «La strada è ancora molto lunga: ad oggi, Cittadella a parte lanciatissimo verso la serie B, c’è spazio per tutti per entrare nelle prime tre, da noi che siamo secondi a Padova e Reggiana che sono settime. Poi dipenderà da molti fattori, tra cui anche la fortuna di incontrare magari nelle ultime partite squadre che non hanno più nulla da chiedere al campionato». Quale il segreto della sua squadra? «Sicuramente il gruppo è l’arma vincente e qui ho trovato l’ambiente giusto: intendo non solo il fatto di poter lavorare in tranquillità ma in uno staff organizzativo dirigenziale che completa quello che ogni giorno facciamo noi come staff tecnico e giocatori, in cui c’è la cultura del lavoro. Poche persone, ma tutte competenti e ognuna che si occupa di fare solo quello che gli compete». Domani affronterà un Pavia che sta deludendo: arriva dal ko di Padova e da quello ancora più brutto in casa con il Renate. «Ho visto il video della gara di domenica e dopo un brutto primo tempo il Pavia ha dimostrato, con grinta e determinazione, magari con poca lucidità, di poter rimontare. E alla fine se fosse finita 2-2 non si sarebbe gridato allo scandalo. Il Pavia ha individualità in grado di incidere sul risultato anche quando magari non si esprime al meglio. E’ una squadra che ritengo con la rosa più forte del girone con Cittadella e Alessandria. Per questo va sempre presa con le molle».

Ore 19.10 – (Gazzetta di Mantova) Senza farci troppo caso, se non solo a ridosso del Centenario, all’Acm è capitato all’incirca una volta a decennio di scendere in campo per un impegno di campionato proprio il 24 marzo, anniversario della fondazione del club avvenuta nel 1911. A partire dagli anni ’40 sono infatti 10 i precedenti che vedono i biancazzurri (prima, biancorossi poi) confrontarsi con le rivali di turno. Di queste 10 gare 8 sono state giocate al Martelli, con 4 successi, un pari e 3 ko. Due le trasferte, coincise con altrettante sconfitte: 1-4 a Crema nel torneo Misto di Guerra B-C del 1946 e 0-1 a Mestre in C2 nel 1985. Tra le partite disputate a Mantova in una soltanto il clima era quello della serie A, nel 1968, quando il Napoli passò di misura con una rete di Bosdaves. L’ultimo precedente è del 2013, in Seconda divisione: dopo una striscia di 3 ko casalinghi l’Acm si risveglia battendo la Pro Patria grazie ad un gol di De Respinis (in foto) nella ripresa. In epoca relativamente recente anche lo 0-2 con la Sambenedettese del 2002, il 2-0 al Darfo del 1996 e l’1-2 col Casale del 1991.

Ore 18.50 – (Gazzetta di Mantova) In viale Te regna un clima di assoluto riserbo sul Mantova che mister Luca Prina intende schierare domani pomeriggio contro il Cittadella; i giostrai che stanno sbaraccando la zona del Te giurano che in mattinata sia stato svolto prevalentemente un allenamento tattico con i centrocampisti e si scusano per non poter fornire ai tifosi il medesimo servizio informazioni nella giornata odierna, stante il loro esodo verso altri lidi e il ribadito desiderio del tecnico di celare agli occhi dei curiosi anche la seduta odierna di rifinitura, fissata per le ore 17. Al di là delle battute il clima in casa biancorossa non può che essere di preoccupata attesa per il confronto con la capolista, che ha un piede e mezzo in serie B e che ha vinto tutte e 10 le gare del girone di ritorno, con ciò raddoppiando ampiamente l’esiguo poker di successi “made by” Maspero e Javorcic. L’atmosfera comunque è diversa dal passato, come sottolinea don Gaetano Caridi che domani giocherà la sua trecentotredicesima partita in maglia biancorossa: «In questi pochi giorni Prina si è già dimostrato un eccellente motivatore e sta facendo leva sull’aspetto psicologico per fare in modo che anche contro il Cittadella il Mantova riesca ad offrire una prestazione combattiva. Il pronostico non è certamente dalla nostra parte, ma sotto l’aspetto psicologico abbiamo notevoli margini di crescita e anche con una maggiore combattività ed autostima possiamo lottare con maggiore impeto». Il capitano sa perfettamente quanto la volontà di mantenere massimale la concentrazione aiuta a superare qualsiasi ostacolo: «Con Prina abbiamo cominciato un percorso nuovo – sottolinea Caridi – attraverso il quale puntiamo a migliorare anche la nostra autostima e a rendere la vita sempre più difficile agli avversari, Prina sa come fermare il Cittadella. Che questa squadra abbia dei limiti è chiaro a tutti, però dev’essere altrettanto chiaro come nessuno di noi pensi a recitare il ruolo della comparsa. A chi verrà a darci una mano con l’incoraggiamento garantisco che il Mantova le proverà tutte per anticipare la Pasqua con unj risultato importante, che ci permetta di riprendere il cammino verso la salvezza, che era e rimane il nostro obiettivo principale. Contro il Bassano abbiamo dimostrato segnali di miglioramento, che vanno confermati anche contro il Cittadella». Prina dovrebbe confermare pressochè in blocco la formazione che domenica ha perso contro il Bassano tenendo eventualmente per le ultime ore della vigilia il dubbio circa il rientro di Scalise (probabile il cambio con Lo Bue) e Masiello (meno) sulle fasce difensive. A metà campo la possibilità prevalente prevede che Raggio Garibaldi venga accentrato al posto di Perpetuini, con Zammarini pronto a subentrare all’ex Entella mentre in attacco (oltre a Gonzi e Caridi) dovrebbe essere confermato l’assetto a una punta fissa, con Marchi favorito. Dopo la seduta la squadra andrà in ritiro all’hotel La Favorita.

Ore 18.20 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Fra presente e futuro, il Pordenone guarda oltre la grande festa con il Padova. Eliminata forse una concorrente per i playoff (biancoscudati relegati a meno 9), c’è la possibilità di tagliare un’insidia per il terzo posto: l’Alessandria che parte da meno 4. FAVOLE PRESENTI – Già il palcoscenico, lo stadio Moccagatta, ha un che di mitico. La classifica, soprattutto, mette sale e pepe nella sfida. Domani alle 18 sarà il big match di giornata. I grigi di mister Gregucci hanno vissuto la favola di Coppa Italia, arrivando a giocarsela fino alla semifinale di San Siro contro il Milan. I neroverdi di Tedino, terzi in classifica, rappresentano il sogno avverato: nessun risveglio opposti a una diretta concorrente. La voglia di B era insita nella costruzione dell’Alessandria, mentre è maturata strada facendo negli sviluppi dei ramarri. Ambizione e rivelazione a confronto. SOGNI FUTURI – Sarà ancora Pordenone – Padova, ma potrebbe vincere il Milan. La strana triangolazione ha per protagonista un calciatore che domani (19.30) sarà in campo a Tamai, perché gioca con la LiventinaGorghense. Filippo Boem interessa ai due club che si sono affrontati sabato al Bottecchia: è lui a far proseguire il derby fra Padova e Pordenone, che si giocherà fino all’estate con l’apertura del mercato. Stando al sito milannews24 “è concreto l’interesse del Milan su Boem, centrocampista centrale, classe ’97”. Il portacolori della LiventinaGorghense è appena rientrato dal Torneo di Viareggio, a cui ha preso parte con la Rappresentativa di serie D. Capace di concludere anche dalla distanza, finora in campionato è andato a segno solo contro l’Ufm, nel 3-2 con cui i veneti hanno vinto all’andata. Secondo Tuttolegapro.com la contesa fra Pordenone e Padova è aperta. Dalla fucina in riva al Monticano fino ai rossoneri, la trafila potrebbe replicare quella del casarsese Brian Cristante, al diavolo senza LegaPro.

Ore 18.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) «Al Moccagatta per vincere». Mirko Stefani non ha dubbi, né esitazioni. Anzi, “Superman” aggiunge anche il risultato: «Sarà una partita di sacrifico. Soffriremo, ma finirà 2-1 per noi». AUSTOSTIMA AL MASSIMO – La vittoria sul Padova ha spazzato via ogni timore nato fra il pari con il Lume (1-1) e la sconfitta di Bolzano (0-1). Era una gara delicata. La mancata vittoria avrebbe probabilmente rimesso in discussione l’intera stagione dei ramarri. Squadra e città hanno reagito alla grande, vincendo il confronto con gli avversari sul rettangolo e sugli spalti, rilanciando la candidatura al calcio dei grandi. A proposito: ieri sul “sabato d’oro” è intervenuto anche il presidente Mauro Lovisa. «Ringrazio di cuore le istituzioni, le forze dell’ordine, l’associazione Bottecchia e i volontari, oltre al nostro staff organizzativo – ha detto -. È stato un grande lavoro di squadra». Il resto è arrivato dai harahiri delle avversarie nella corsa-playoff. Prima la FeralpiSalò scivolata (0-1) a Renate; poi Sudtirol e Pavia battute in casa da Giana (0-1) e Renate (1-2). Ramarro quindi ancora saldamente al terzo posto (che garantisce l’accesso sicuro all’appendice nobile) a quota 50, a 4 lunghezze dall’Alessandria (ai playoff andranno le due migliori quarte dei tre gironi), 5 dalla Feralpi e addirittura 8 sul Pavia. NUOVO SPAREGGIO – Domani alle 18 il Moccagatta sarà quindi teatro di un’altra notte di stelle. L’ennesima di questa stagione di grandi prove, grandi esami, ma anche grandi soddisfazioni. «Siamo pronti – risponde con sicurezza il capitano -. Ogni volta che siamo stati chiamati a offrire segnali importanti li abbiamo dati: vedi Cremona, Bolzano e sabato scorso Padova. Tutte partite belle da affrontare. Sarà così anche in Piemonte. Giocheremo contro un’altra squadra forte, di grandi tradizioni, in uno stadio che fa parte della storia del calcio italiano. Ci andremo con l’umiltà di chi si è presentato da poco nel calcio che conta, ma anche – suona la carica – con la convizione di essere forti come loro». INCONTENTABILI – Al De Marchi si dice spesso che comunque vada a finire sarà una stagione memorabile. Il tifoso fa presto, viziato dai risultati, ad alzare l’asticella. Non si accontenta più della «bella figura». Vuole i playoff. «Fa bene – risponde Stefani -. Anche noi siamo felici di quello che abbiamo fatto finora. Anche in noi però è cresciuta l’ambizione strada facendo e vogliamo tutti andare sino in fondo. Abbiamo – è l’arringa prima della “battaglia” con i grigi – il dovere e la capacità di arrivare in fondo». SENZA CAVATAPPI – Peccato che al Moccagatta non sarà presente Alex Pederzoli, squalificato, che a Pordenone è cresciuto anche in maturità. Alla classe innata e ai numeri ha aggiunto la voglia di soffrire. Attacca, dirige e ora difende pure. Con il Padova ha tolto il tappo della tensione dopo appena 240’’, indirizzando la partita sul piano preferito da Tedino e dai suoi. Buratto, Pasa e Mandorlini dovranno fare gli straordinari per sopperire alla sua assenza.

Ore 17.40 – (Messaggero Veneto) Non si è spenta ancora l’eco per la gara di sabato scorso col Padova. A distanza di 72 ore, infatti, il presidente del Pordenone, Mauro Lovisa, ha voluto ringraziare chi ha contribuito a realizzare l’evento. «Straordinario lo spettacolo del campo, con un confronto tra due squadre fortissime e molto corrette, come quello sugli spalti, dove neroverdi e padovani hanno dato il loro sostegno incessante e all’insegna del rispetto reciproco». Un grande lavoro di squadra, di concerto fra Questura e Comune, con la polizia municipale e il prezioso contributo degli Alpini. «Ringrazio di cuore tutti – commenta –. Il mio augurio è che da qui in avanti ogni gara, pur nell’irripetibilità del seguito padovano, sia un evento di grande richiamo per la città». A partire dalla sfida in notturna del 2 aprile con la Reggiana. «Vedere tanta gente allo stadio è una piccola scommessa vinta. Ma per noi – chiude – è un punto di partenza».

Ore 17.20 – (Messaggero Veneto) Otto squadre in corsa, tre posti disponibili, sette giornate al termine: oggi, con la prima tranche dell’undicesimo turno del girone di ritorno, la volata play-off può avere inizio. Dato ormai per irraggiungibile il Cittadella, resta un bel gruppo a giocarsi il supplemento di stagione. Sette squadre che, a inizio anno, sembravano destinate a lottare (almeno) per quest’obiettivo, più un’intrusa: il Pordenone. E che ha talmente tante carte da giocarsi da essere una delle favorite. BASSANO 52 punti. La prima delle normali è… paranormale pure lei. Oltre ai punti, 52, ha una serie incredibile di sicurezze su cui far leva: miglior difesa in casa (5 gol subiti), la panchina più incisiva (7 reti dei subentrati), la miglior distribuzione offensiva (15 giocatori mandati in gol), lo stato di forma, visto che arriva da 5 vittorie di fila. Adesso ha Pavia (domani alle 18) e al rientro Cittadella. Se non scoda in questi 180’, è praticamente ai play-off. PORDENONE 50. I ramarri giocano domani ad Alessandria e partono forti del loro pregio: escluso il Cittadella, è la squadra top in trasferta per punteggio (27 “gettoni”) e reti segnate. Mica male, vista la sfida in programma. Ha dalla sua leggerezza mentale, dei principi di gioco consolidati, un gruppo granitico e, inoltre, giocatori “freschi” come Martignago e Beltrame che possono spaccare le partite: se nei prossimi 270’ (Alessandria, Reggiana e Feralpi) totalizza almeno 6 punti è fatta. ALESSANDRIA 46. Ha pagato – paga tuttora – le energie spese per il cammino in Tim Cup, dove è arrivata sino in semifinale col Milan: 7 punti negli ultimi 5 match. Ma rimane la squadra a livello d’organico più forte, con alternative in ogni reparto, che gioca molto bene. Tedino definisce il 4-3-3 di Gregucci «armonico e a tratti spettacolare». Adesso però non può più sbagliare: deve comunque essere tra le due migliori quarte per approdare ai play-off e il calendario riserva subito Pordenone e Pavia. Grigi sotto pressione, perché la post-season è obbligatoria dati gli investimenti. FERALPISALÒ 45. Ha il miglior attacco e un calendario agevole: Lumezzane e Mantova nei prossimi 180’, quindi il Pordenone. I gardesani possono sferrare l’offensiva, considerato che sono in ripresa dopo la vittoria con l’Albinoleffe, capace di mettere fine a un periodo negativo fatto di 4 gare senza successi. La squadra si conosce a memoria da anni e vuole culminare il suo percorso col raggiungimento dei play-off. PAVIA 42. Tre tecnici, 33 giocatori impiegati (record di categoria), difficoltà di concentrazione (nessuno come i lombardi ha subìto 4 gol dopo il 90’), fatica a chiudere in 10: sette espulsioni, numeri uno anche in questo. Il Pavia ha speso milioni di euro ed è fuori dai giochi. Può ancora rientrare, forte di un calendario che dà una chance (Bassano e Alessandria) subito e un organico fortissimo. Il punto è: ce la farà a mantenere l’ambiente calmo? REGGIANA 41. Miglior difesa del campionato, il pubblico più numeroso del girone ma anche un rendimento troppo altalenante: 4 vittorie nel girone di ritorno. La “Regia” è appesa a un filo, anche se ha 5 scontri diretti nelle ultime 7 partite. Deve però non sbagliare più un colpo. PADOVA 41. Squadra solida, con solo due ko nelle ultime 13 partite: paga il cattivo inizio e quindi deve sempre rincorrere. Oggi con la Cremonese l’ultima chiamata. Se perde, difficilmente rientra nei giochi. CREMONESE 40. Il capocannoniere, Brighenti, tre vittorie negli ultimi 4 match. E’ però obbligata a vincerle quasi tutte, da qui alla fine. Missione durissima per la squadra del tecnico pordenonese Rossitto.

Ore 16.50 – Lega Pro girone A, fischio finale: Giana Erminio-AlbinoLeffe 0-0.

Ore 16.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Un tuffo nella quotidianità, un abbraccio agli studenti del Liceo Brocchi di Bassano del Grappa e un affetto che fa ben sperare in prospettiva futura. Ieri mattina una delegazione di giocatori del Bassano, guidata dal capitano Nicola Bizzotto e completata da Filippo Stevanin, Michael Fabbro e Roberto Candido, ha incontrato gli studenti per fare il punto nella corsa promozione e parlare del proprio percorso come atleti. Sottolineando più volte il concetto di sacrificio: «Per diventare un calciatore professionista – ha spiegato Bizzotto – ho fatto tanti sacrifici e non ho mai trascurato la scuola, arrivando a frequentare gli istituti serali per completare il mio percorso. A tutti voi dico di impegnarvi e di crederci fino in fondo, come abbiamo fatto noi. Ci stiamo provando anche quest’anno, siamo secondi e lotteremo fino in fondo tutti assieme per il traguardo. Lo scorso anno ci siamo andati vicini, quest’anno abbiamo incontrato qualche difficoltà, ma non molliamo e la costanza ci sta premiando». Nel frattempo, in vista del turno infrasettimanale prepasquale in programma domani al Mercante contro il Pavia, Stefano Sottili punterà ancora su Dario D’Ambrosio, fratello di Danilo esterno dell’Inter. Entrambi difensori colò vizio del gol, come accaduto proprio a Mantova a Dario: «Abbiamo conquistato una vittoria importante- sorride il diretto interessato – abbiamo giocato con intelligenza, non era semplice andare a Mantova nella settimana del cambio di allenatore e conquistare i tre punti. Il mio gol lo dedico alla mia famiglia, alla mia fidanzata e a me stesso, ho passato due anni difficili a causa degli infortuni avuti, ma a Bassano ho trovato un ambiente fantastico e uno staff molto preparato». Il Pavia è in crisi, dopo il ko col Padova e l’esonero di Fabio Brini è arrivata un’altra sconfitta domenica in casa contro il Renate. Sembra il momento giusto per infliggere il colpo di grazia a una diretta concorrente nella corsa ai playoff.

Ore 16.00 – (Gazzetta di Reggio) Squadra che vince non si cambia. Così è parso durante la rifinitura di Reggiana-Pro Patria anche se, in questo periodo, le alternative sono poche. «Ho avuto il benestare per Rampi e Nolè – spiega mister Colombo – nonostante le infiammazioni al ginocchio, saranno della partita. Gli altri sono quelli di Cuneo». La vittoria in Piemonte ha riacceso le speranze play off? «Dipenderà anche da quello che succede negli altri campi, ma per noi questa non sarà una partita scontata perché abbiamo solo da perdere. È la classica partita che non mi fa dormire la notte. Nelle ultime tre sfide, la Pro Patria ha fatto un pari a Piacenza e due sconfitte casalinghe per 1-0, con Bassano ed Alessandria, incassando due tiri in porta in tutto.Ma vivono la condizione difficile di classifica con serenità, non concedendo spazi, e se la reputi una partita facile la discesa diventa salita». Questo è il motivo di alcuni esperimenti tattici visti nella rifinitura? «Se non riuscissimo a sbloccare la gara, dovremo provare qualcosa di diverso. Sappiamo che ci sarà da sudare». Il brutto pareggio dell’andata servirà da stimolo? «Potrebbe darci motivazioni in più perché allora ci tirammo addosso delle critiche, ma non cerco una vendetta personale. Non vorrei sbagliare di nuovo l’approccio di questa gara». Basterà partire dalla prova di carattere vista sabato? «Il carattere da solo non basta, però ci vuole, mentre sul piano tecnico-tattico dovremo metterci qualcosa di più. Una filosofia di gioco va data, e su questo piano quest’anno è mancato qualcosa anche da parte mia, ma prima ancora del tipo di gioco servono le motivazioni e la grinta». Nel complesso come ha visto la squadra dopo Cuneo? «La vittoria ci ha dato serenità e un incentivo a fare bene, anche se non tutto il negativo è stato cancellato». Tra l’altro sarà una partita speciale per lei e per molti dei giocatori… «Infatti… Nel professionismo ho iniziato proprio lì. Bruccini vi ha vinto un paio di campionati, Spanò c’è cresciuto e Siega in un anno ha mostrato il valore che l’ha portato qui». Perché i tifosi dovrebbero venire allo stadio di mercoledì sera? «Perché i tifosi granata la Reggiana la amano e la seguono sempre, non hanno eguali in questo, perciò mi aspetto lo stesso pubblico che ci sarebbe di domenica».

Ore 15.50 – Lega Pro girone A, fine primo tempo: Giana Erminio-AlbinoLeffe 0-0.

Ore 15.30 – (Gazzetta di Reggio) Calcisticamente parlando, l’antipasto di Pasqua per i tifosi granata è il match Reggiana-Pro Patria che prenderà il via alle 20.30 di stasera al Città del Tricolore. In questi ultimi due anni si è parlato spesso dei rapporti che legavano le due società sia dal punto di vista tecnico, con tanti scambi di giocatori in un senso e nell’altro, sia da quello sentimentale perché l’ossatura dell’attuale Reggiana è stata portata in blocco da Vavassori, allora presidente del club bustocco, quando l’imprenditore lombardo sembrava coinvolto nel progetto futuro granata. È naturale, dunque, che a molti giocatori e membri dello staff tecnico torneranno alla luce tanti ricordi. A livello statistico la sfida è quasi un classico per la categoria, senza dimenticare l’emozionante play off per la serie B della stagione 2008-09, con 35 confronti all’attivo che vedono gli ospiti prevalere 13-12, col fattore campo spesso prevalente. La classifica attuale, però, dice che la Pro Patria ha già un piede e mezzo tra i dilettanti mentre per gli uomini dell’ex Alberto Colombo la fiammella dei play off è ancora accesa e proprio questo particolare dovrebbe dare a Bruccini e compagni quelle motivazioni che – troppo spesso – in stagione sono mancate con le formazioni di bassa classifica. Non a caso il primo punto dei varesini arrivò proprio nella gara d’andata contro la Reggiana – dopo 11 giornate – e fece irritare parecchio l’ambiente e i tifosi granata. L’obbligo è quello di crederci ancora, ricordava in settimana l’amministratore delegato Guido Tamelli: «Dobbiamo guardare partita per partita senza parlare di obiettivi perché sappiamo come è andata a finire in passato». Il problema è che la vittoria di Cuneo è stata praticamente annullata dai risultati delle avversarie: il quarto posto resta a cinque punti di distanza e anche negli altri gironi le rispettive quarte non mollano e continuano a fare punti alzando l’asticella. Stasera più che mai serve dunque uno sforzo di concretezza prima di giocarsi, dopo la pausa pasquale, il tutto per tutto negli scontri diretti. Uno sforzo, tra l’altro, che verrà chiesto agli stessi protagonisti della vittoria contro il Cuneo perché l’infermeria granata restituisce per la panchina solo Rampi e Nolè. Per Pazienza, Bartolomei e Zucchini c’è la speranza di un recupero per la prossima settimana, quando ci sarà la sfida col Pordenone. Se non dovessero subentrare novità nel risveglio muscolare di stamattina, il trainer si affiderà allo stesso 3-5-2 di sabato: Perilli in porta; Spanò, Parola e Sabotic in difesa; Mogos, Bruccini, Danza, Maltese e Mignanelli a centrocampo; Siega ed Arma davanti. Chi mancherà per infortunio è l’ex granata D’Alessandro che, per la prima volta, avrebbe potuto incrociare nel suo stadio la squadra che lo ha lanciato.

Ore 15.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Aveva vissuto una stagione molto simile tre stagioni fa a Varese quando con una compagine costruita per puntare ai play off, la formazione lombarda si salvò ai play out superando il Novara che retrocesse in lega Pro. «Sono due campionati che presentano parecchie analogie – conferma Lorenzo Laverone – anche allora partimmo bene con il nostro bomber Pavoletti che segnava a raffica; poi però tanti infortuni, difficoltà societarie e anche un po’ di jella ci portò a giocare i play out che fortunatamente riuscimmo a vincere. A cinque, sei giornate dalla fine del campionato un po’ tutti ci davano per spacciati, ma poi riuscimmo a salvarci a conferma che in serie B non c’è niente di scontato e questo lo dobbiamo tenere presente anche noi perché la classifica ci concede ancora buoni margini di recupero». Nelle ultime partite si è visto un Laverone in difficoltà, il dolore al tallone lo limita e in questi giorni non gli permette nemmeno di allenarsi con regolarità. «Bene non sto – risponde laconicamente Laverone – purtroppo questa sembra una stagione stregata con una lunga serie di infortuni che ha colpito gran parte della rosa, tra cui quelli gravi di Manfredini, Brighenti e l’ultimo di Bellomo». Una serie di infortuni che ha anche condizionato la condizione atletica del gruppo. «Purtroppo quando ti alleni a singhiozzo perché sei costretto a fermarti quando magari stavi per raggiungere la miglior forma, non è una situazione facile per un giocatore. In più se non arrivano i risultati ci si allena con scarsa serenità. Sono tutte situazioni negative che però abbiamo l’obbligo di superare perché a dieci giornate dal termine del campionato c’è tempo e modo per uscire da questa brutta situazione». Per venirne fuori la società berica ha scelto di cambiare allenatore e direttore sportivo, andando a sostituire Pasquale Marino con Franco Lerda e, notizia ufficiale di ieri, Paolo Cristallini con Antonio Tesoro. «Queste sono scelte della società che non ci competono – spiega Laverone – il nostro compito è quello di giocare e di lavorare sul campo. Di sicuro quando c’è un cambio di guida tecnica c’è sempre dispiacere per chi viene esonerato perché le colpe sono senza dubbio anche nostre visto che in campo andiamo noi giocatori. Chiaro che però adesso daremo tutto insieme a mister Lerda perché l’obiettivo primario è il Vicenza e la permanenza in serie B; abbiamo dieci partite a disposizione per centrare l’obiettivo, non sarà facile ma ce la possiamo e dobbiamo fare».

Ore 14.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) «Vantaggio confermato e una gara in meno da giocare, bene così anche se il Venezia poteva salire a più 7 essendo passato due volte in vantaggio». A tre giorni dal derby di Mogliano col Mestre l’unico cruccio di Giancarlo Favarin è legato al 2-2, non alla sua espulsione a fine primo tempo per un «contatto» con il viceallenatore arancionero Ivan Galante. Episodio che potrebbe costargli una squalifica costringendolo in tribuna già domenica 3 aprile alla ripresa contro il Fontanafredda (ore 15 stadio Penzo). «Premesso che non lo conosco nemmeno, dopo l’1-1 del Mestre è passato davanti alla nostra panchina – ricostruisce l’episodio il tecnico lagunare – insultandomi e dicendomi di stare zitto perché avevo lasciato per strada suo cognato. Non sapevo di cosa stesse parlando, sono andato verso di lui e gli ho messo un dito al naso, poi mi è stato detto che si riferiva a Scantamburlo (Davide, ex terzino arancioneroverde, ndr), vale a dire il primo giocatore che portai con me a Matera dopo la mancata permanenza a Venezia quattro anni fa». L’arbitro Zufferli di Udine non ha assistito all’episodio. «Ma quando sono rientrato negli spogliatoi mi ha espulso perché qualcuno gli aveva riferito qualcosa. Ora non so cosa scriverà nel referto né mi interessa della squalifica, mi spiace solo che potevamo allungare in vetta». Il Venezia ha ripreso la preparazione, domani amichevole a Rovigo (stadio Gabrieli ore 15) con i pari categoria del Delta. «Abbiamo preso due gol evitabili – torna sul derby Favarin -, soprattutto il secondo, mentre sul primo c’era un fallo evidente su Cernuto. Il nostro percorso continua, mancano sei finali e oltre al Campodarsego ora bisogna tenere d’occhio anche un Este che continua a salire». Ieri pomeriggio Joe Tacopina è intervenuto al meeting «Trapani Conference» illustrando il progetto «Venezia e il sogno a stelle e strisce»; il ds Perinetti ha glissato «Non mi risultano in agenda incontri con Zamparini» (il patron del Palermo ha chiesto a Tacopina di sondare il mercato americano per vendere il club rosanero) e quindi oggi il presidente arancioneroverde sarà a Mestre. Lo stesso Perinetti a Trapani ha parlato di «Cuore, testa e risultati» e un contributo l’ha portato Leandro Rinaudo, prossimo ad entrare nella scuderia dei collaboratori del ds forse anche per il Venezia.

Ore 14.10 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Un’esperienza utile per crescere, anche nelle difficoltà incontrate: Alberto Acquadro è tornato in squadra dopo l’uscita della Rappresentativa di Serie D dalla Viareggio Cup. Fatale il 2-0 subito dal Torino, anche se le chance di qualificazione erano ormai minime. «Non abbiamo fatto benissimo, soprattutto perché tra giocatori non ci conoscevamo. Ma ce la siamo sempre giocata, vedi i gol annullati contro il Torino», racconta il centrocampista arancioneroverde che ora è pronto per riprendere il suo posto in mediana, accanto a Evans Soligo. Proprio il capitano gli è particolarmente mancato: «Qui sono abituato ad avere lui come riferimento, mentre in Rappresentativa quel ruolo spettava a me. Ero io a dover infondere sicurezza ai compagni», spiega Acquadro che non a caso ha indossato la fascia di capitano. Da lontano ha seguito il derby con il Mestre: «Ho ascoltato la partita alla radio. Penso che il pareggio sia stato giusto ed è importante essere rimasti a +5 sul Campodarsego». La società farà valere l’opzione per il suo riscatto: «Una riconferma sarebbe una bellissima cosa». Intanto oggi dovrebbe arrivare in città il presidente Joe Tacopina che ieri, insieme al ds Giorgio Perinetti, ha partecipato ad un evento, la Trapani Conference, organizzata da Vas Football Events, in collaborazione con l’università di Palermo. La squadra ha ripreso ieri gli allenamenti, anche se all’orizzonte c’è la sosta pasquale nel fine settimana. Oggi prevista seduta solo al mattino, domani invece amichevole a Rovigo (ore 15) con il Delta Porto Tolle. Attese le squalifiche di mister Favarin, di Soligo e Serafini. La società ha firmato un accordo biennale con il Novotel che diventerà la sede dei ritiri della prima squadra. E venerdì (ore 18) si inaugura il corner shop di via Mestrina, angolo Galleria Teatro Vecchio.

Ore 13.50 – (La Nuova Venezia) Favarin non fa sconti, nemmeno nella settimana pasquale: quindi allenamento fino a venerdì per il Venezia con tanto di amichevole giovedì (ore 15) a Rovigo contro il Delta. Oggi, intanto, arriveranno le squalifiche per una giornata di Soligo e Serafini, ma anche quella del tecnico, espulso durante l’intervallo domenica a Mogliano dopo il battibecco con Ivan Galante, vice allenatore del Mestre. Favarin è già stato squalificato per due turni dopo l’espulsione nella partita con la Luparense che gli costò due giornate di squalifica. Considerando che il tecnico pisano è recidivo, quanto meno arriveranno altri due turni, se non addirittura tre. «Non so cosa possa aver scritto l’arbitro nel referto perché lui non ha visto nulla» il commento, ieri, di Favarin, «eravamo già nel corridoio per andare nello spogliatoio quando mi ha avvicinato dicendomi che gli era stato riferito che avevo avuto un comportamento non regolamentare con il vice allenatore del Mestre». Ma cosa è accaduto tra Favarin e Galante? «Dopo il primo pareggio, ha iniziato a inveire contro di me, urlandomi che avevo lasciato per strada suo cognato. Io non conosco Galante e non capivo, a fine primo tempo sono andato a chiedergli spiegazioni alzando il dito verso il suo naso. E’ venuto fuori che io avrei lasciato a casa Scantamburlo, suo cognato. Io non so chi gli abbia raccontato una storia del genere. Finita la stagione al Venezia, non sono stato riconfermato da Cinquini, ma Davide Scantamburlo è stato il primo giocatore che ho chiamato quando sono andato a Matera». Fatto sta che Favarin dovrà fermarsi forzatamente, almeno con Fontanafredda ed Este. Il pareggio con il Mestre è ormai in archivio. «Guardiamo il bicchiere mezzo pieno, è passata un’altra partita e abbiamo sempre cinque punti di vantaggio sul Campodarsego. Era una partita tosta, in un contesto caldo, su un campo impossibile. Potevamo vincere, ma anche ritrovarci con tre punti di margine». E dal cilindro Favarin ha pescato il doppio senior, Soligo-Marcolini, in mezzo al campo e Chicchiarelli in attacco. «Ho deciso domenica mattina, anche dopo aver visto le condizioni del campo, che non ci avrebbe consentito di giocare palla a terra. Sapevo che servivano, a quel punto, centimetri e muscoli in mezzo al campo. Samuele ha fatto una buona partita, in crescendo».

Ore 13.20 – (Gazzettino) Guai ovviamente a mollare la presa, ma il traguardo è sempre più vicino. Nessuna, tra le candidate alla promozione, è riuscita negli ultimi due mesi e mezzo a reggere la marcia da record del Cittadella che ha ottenuto dieci successi di fila, senza lasciare nemmeno un punto per strada nel girone di ritorno. Con sette partite ancora da disputare, è dunque difficile immaginare possibili ribaltoni, ma al tempo stesso non va dimenticato che i granata sono attesi da un calendario tutt’altro che morbido in quanto devono ancora misurarsi, in entrambi i casi al Tombolato, con Bassano e Pordenone, le più dirette inseguitrici, ma anche con Reggiana e Feralpi (sempre in trasferta), ancora in corsa per i play off, con la Cremonese e in chiusura con il Sudtirol, l’ultima compagine che ha regalato un dispiacere ai granata lo scorso 10 gennaio. Fin qui, comunque, raramente il Cittadella ha tradito le attese negli scontri diretti, con doppi successi su Alessandria e Pavia, vittoria esterna con Pordenone, pareggio a Bassano e, unico ko, quello interno con il Feralpi. Proviamo innanzitutto a ragionare con i semplici e incontrovertibili numeri della matematica, considerando come base di partenza i 21 punti ancora in palio, i dieci di vantaggio sui vicentini e i dodici sui friulani. Immaginando che le due concorrenti facciano il pieno di qui alla fine, i granata, ora a quota 62, per festeggiare dovrebbero conquistare ancora dodici punti o dieci se fosse il Pordenone la migliore in quest’ultima fase. Va da sè che vincendo, ma anche non perdendo, i due scontri diretti, la strada sarebbe ancora più spianata. Per questo motivo la prima data da cerchiare in rosso è quella di lunedì 4 aprile quando alle 20 Litteri e colleghi ospiteranno il Bassano, con il Pordenone impegnato nel difficile campo di Reggio Emilia. Con una favorevole concomitanza di risultati la serie B sarebbe a un passo, se non addirittura una realtà già quel giorno, a cinque turni dalla fine, anche perché non è da escludere che nel frattempo i granata, impegnati domani a Mantova, possano avere guadagnato altri punti dato che si giocano contemporaneamente Bassano-Pavia e Alessandria-Pordenone. Nel turno del 10 aprile la squadra di Venturato affronta fuori casa la Reggiana, il Bassano ospita il Pro Piacenza mentre il Pordenone sfida il Feralpi. Nel week end successivo ci potrebbe essere un altro match point, con lo scontro diretto Cittadella-Pordenone e con il Bassano che trova sulla sua strada al Mercante il Lumezzane. A quel punto mancherebbero tre giornate. La terz’ultima registra l’impegno più difficile proprio per i granata che giocano a Salò, mentre il Bassano si misura con il Renate in trasferta e il Pordenone ospita il Cuneo. Il programma della penultima di campionato prevede Cittadella-Cremonese, Bassano-Padova e Pavia Pordenone, mentre l’ultimo atto mette in scena Sudtirol-Cittadella, Reggiana-Bassano e Pordenone-Giana Erminio. Un’ultima curiosità. Già oggi i granata sono certi che delle diciassette compagne di avventura solo sei hanno ancora la matematica possibilità di sorpassarlo, ma già domani il numero potrebbe scendere a quattro.

Ore 13.00 – (Gazzettino) Tutto come previsto: Andrea Paolucci è tornato a lavorare con il gruppo. Il centrocampista è a tutti gli effetti recuperato e a disposizione del tecnico Venturato, ma difficilmente farà parte dei convocati per la trasferta di domani a Mantova. Più probabile il suo rientro in campo nella partita d’andata della finale di Coppa Italia a Foggia in programma giovedì 31 marzo. Sempre lavoro differenziato, invece, per il difensore De Leidi.
Questa mattina la squadra sosterrà l’allenamento di rifinitura al Tombolato, quindi l’allenatore diramerà la lista dei convocati e poi nel primo pomeriggio ci sarà il trasferimento in pullman per il ritiro di Mantova. A seguire la partita del “Martelli” (calcio d’inizio alle 18) sono annunciati anche una trentina di tifosi granata. Dopo la partita in terra virgiliana i granata potranno usfruire di tre giorni di riposo. Il Cittadella tornerà ad allenarsi lunedì pomeriggio per preparare la trasferta di Foggia per la Coppa.

Ore 12.40 – (Mattino di Padova) Giulio Bizzotto, lo sa chi è in testa alla classifica dei marcatori della Coppa Italia dei big? «Sì, mi sa che sono io». E lo dice così? Ci si aspetterebbe un po’ più di entusiasmo… In fondo, è primo con 5 gol e ha serie possibilità di rimanere al comando anche dopo la finale tra Juventus e Milan del 21 maggio. Niang, ammesso che rientri dal suo infortunio, ora è a quota 3, mentre Dybala, Morata, Zaza e Balotelli sono fermi a 2. «Per carità, a livello personale mi piacerebbe poter dire di essere stato il miglior marcatore della manifestazione, ma credo sarebbe più giusto se in vetta ci fosse qualcun altro, autore di gol più importanti dei miei. In fondo, 4 di quelle 5 reti le ho messe dentro contro la squadra juniores del Potenza al primo turno». Eccolo qui, “Baby Biz”, in tutta la sua essenza. A 19 anni potrebbe vantarsi di guardare dall’alto al basso campioni ben più affermati di lui. Invece, pur nel vivo di una stagione che si sta rivelando trionfale per il Cittadella, mostra una maturità non comune alla sua età. Sin qui lei si è rivelato decisivo in diverse occasioni, anche se magari avrebbe potuto firmare qualche gol in più. E la gara di domenica scorsa, con il Lumezzane, è l’esatta fotografia di quanto appena affermato. «Ero molto contento per l’assist offerto a Lora, ma mi sarei messo a piangere quando mi sono “divorato” quel gol solo di fronte al portiere. Vero è che non è stata una partita facile per noi, contro una squadra che si difendeva con ordine, molto compatta. Ma è successo più volte in campionato: avversarie molto chiuse reggono per i primi 45’, ma, galvanizzate dal pareggio, nella ripresa si aprono un po’ e noi colpiamo». Non è facile neanche giocare una gara sì e quattro no, come spesso le è capitato sin qui. «È vero, e per questo mi spiace ancora di più quando non riesco a farmi trovare pronto in zona gol. D’altra parte, se notate, quasi mai lo stesso undici è sceso in campo per due incontri di fila. Qualcosa vorrà dire, no? I tanti giocatori di qualità sono il segreto alla base dei 10 punti di vantaggio sulla seconda e della finale raggiunta in Coppa di Lega Pro, superando, fra le altre, una rivale come la Spal, che sta dominando il suo girone». Che voto dà alla sua stagione? «Quello che assegno anche alla mia ultima prestazione, fra il 6 e il 6.5. Ho fatto vedere buone cose, ma sarebbe potuta essere ancora migliore». Vista tutta questa prudenza, è inutile chiederle se si sente la promozione già in tasca. «Aspettiamo un altro paio di partite prima di sbilanciarci. Dovessimo vincere le prossime due, allora sarà diverso. Un passo falso domani a Mantova ci può anche stare, e poi lunedì 4 aprile ci sarà lo scontro diretto con il Bassano, che è una grande squadra. Potremmo anche ritrovarci a + 4, con 5 giornate ancora davanti…». Sono tanti se… «È chiaro che il futuro è in mano nostra, ma sono proprio queste le giornate decisive». Torniamo un attimo alla partita con il Lumezzane: lei ha sentito i fischi dei tifosi a fine primo tempo? «Confesso che non ci ho fatto troppo caso. A chi ha mugugnato dico che pensiamo di meritare un po’ di fiducia in più, per quello che abbiamo fatto sinora. Andare al riposo fra gli applausi ci avrebbe caricato».

Ore 12.20 – (Mattino di Padova) Paolucci in gruppo e sempre più vicino al rientro ufficiale, De Leidi ancora a parte. Il bollettino del giorno, dal Tombolato, non registra particolari novità. Ieri l’allenamento è stato aperto dall’analisi video delle gare del Mantova, avversario domani alle 18 allo stadio Martelli (una trentina i tifosi granata al seguito). Stamattina, alle 11.30, è in programma la seduta di rifinitura, prima della partenza in pullman. Dopo la partita ci saranno tre giorni di sosta, già decisi da Venturato: Iori e compagni riposeranno sino a domenica, tornando al Tombolato il lunedì di Pasquetta per preparare la finale d’andata della Coppa Italia di Lega Pro, in cartellone il 31 marzo a Foggia.

Ore 12.00 – (Corriere del Veneto) Finalmente qualcuno fa un passo in più, abbandonando la consueta prudenza che, ormai, ha poche ragioni per essere mantenuta. Per carità, i ribaltoni possono anche accadere, ma dilapidare in sette giornate dieci punti di vantaggio sembra onestamente un’impresa impossibile… al contrario. O quasi, come sottolinea Claudio Coralli in una recente intervista a un blog toscano: «Con 10 lunghezze di differenza – spiega il centravanti toscano – non credo ci siano problemi per noi, però il derby col Bassano che ancora ci aspetta e che dovremo giocare al Tombolato ha un suo significato importante per questa società e quindi vogliamo portare a casa un altro risultato utile». Coralli ha recentemente superato il record di Enrico Sambo come miglior marcatore della storia del Cittadella, fondato 47 anni fa, nel lontano 1973: «Voglio sfruttare al meglio l’occasione della Coppa e della doppia finale contro il Foggia che ci aspetta – sottolinea – perché in questa manifestazione sono andato bene segnando 7 gol in 4 partite. Ci teniamo molto a questa coppa e vogliamo vincere anche questa, poi sarà l’occasione per provare a segnare ancora». Non è stata un’annata facile per Coralli, che a un certo punto sembrava in procinto di trasferirsi al Venezia. Ma adesso il peggio sembra alle spalle e il centravanti toscano non immagina un ritorno nella terra natia. Anzi, il suo futuro lo vede, magari dietro la scrivania, ancora nella città murata: «Francamente io mi trovo benissimo al Cittadella – ammette Coralli – e spero che a fine carriera ci sia un posto di in questa società che apprezzo tantissimo e dove ho trovato un ambiente fantastico. Quindi in Mugello non vedo prospettive future da un punto di vista professionale». Oggi, intanto, è in programma la rifinitura pre-Mantova. Venturato recupera Lora, ma potrebbe varare un mini-turnover, visto che si gioca nuovamente ad appena quattro giorni di distanza dalla vittoria ottenuta domenica contro il Lumezzane.

Ore 11.30 – Probabile formazione Padova (Gazzettino): Favaro; Diniz, Sbraga, Fabiano, Favalli; Ilari, De Risio, Baldassin, Finocchio; Neto Pereira, Altinier.

Ore 11.20 – (Gazzettino) Con il Pordenone, al di là delle sviste arbitrali, qualcosa non ha funzionato alla perfezione. «Ho rivisto la partita e abbiamo commesso errori individuali che di solito non facciamo: il rinvio sbagliato, alcune ingenuità nel gioco aereo. Però la prestazione c’è stata perché abbiamo creato diverse situazioni per segnare e dobbiamo continuare a giocare come stiamo facendo». La chiacchierata di Pillon con i cronisti va in scena prima della rifinitura, alla quale non ha preso parte Diniz. «Ha un problema alla cartilagine del ginocchio, quando ci sono campi così duri s’infiamma facilmente e dobbiamo gestirlo. Mi auguro che ci sia». L’impressione è che il difensore brasiliano stringerà i denti. Avendo giocato pochi giorni fa, possibile che faccia rifiatare qualcuno? «Ho visto bene i ragazzi sul piano fisico e mentale, ho comunque ancora un po’ di tempo per pensarci». Un avvicendamento potrebbe essere quello tra Mazzocco e Baldassin, con quest’ultimo provato insieme a De Risio. In lizza per una maglia anche Finocchio e Petrilli. Tra i convocati torna Petkovic. «È a disposizione, ma non so se giocherà».

Ore 11.10 – (Gazzettino) Dopo una sconfitta, è quasi sempre positivo tornare immediatamente. «Le motivazioni ci devono essere sempre. L’importante è essere concentrati, non mollare niente e giocarci tutte le nostre possibilità, partita dopo partita, per non avere alla fine alcun rammarico. Facciamo tutto ciò che possiamo e poi tireremo le somme, questo è il nostro dovere nei confronti della società, dei tifosi e di noi stessi». Anche la Cremonese scenderà in campo per giocarsi le sue residue speranze: c’è da aspettarsi una sfida a viso aperto. «Credo che sarà così, i grigiorossi verranno per vincere perché è l’unica possibilità che hanno. Però, ripeto, a sette gare dal termine del campionato non ci sono tanti calcoli da fare. Cerchiamo di fare più punti possibile». Che avversario si attende? «Di buona levatura, con Sansovini, Maiorino e Brighenti davanti che sono molto bravi tecnicamente, mentre Pesce l’ho avuto ad Ascoli ed è abile in cabina di regia nel dare i tempi alla squadra. Nel complesso un cliente scomodo, anche se ultimamente ne abbiamo già affrontati altri e quindi ce la giochiamo».

Ore 11.00 – (Gazzettino) Vincere per coltivare ancora la speranza dei play off. Non ci sono vie di mezzo questa sera per il Padova nell’appuntamento all’Euganeo con la Cremonese. Uno scontro diretto nel quale un pareggio servirebbe ben poco ai biancoscudati, il che lascia pensare a una sfida a tutto gas per fare propria l’intera posta. Tanto più che Neto Pereira e compagni hanno il dente avvelenato per la sconfitta con il Pordenone che ha complicato i piani nell’ottica di agganciare gli spareggi promozione, e di sicuro vorranno subito rifarsi. Insomma, posta in palio elevatissima come conferma Bepi Pillon alla vigilia: «È una partita importate, lo sappiamo tutti. L’affrontiamo con la testa giusta, con spirito di rivalsa e con la voglia di fare risultato. Ne abbiamo solo uno a disposizione? Non lo so, non faccio calcoli. Penso alla partita come ho sempre fatto e cerco di tirare fuori il massimo da questa, poi vediamo. Nel calcio ci può stare tutto».

Ore 10.50 – (Gazzettino) La Cremonese gioca con il 4-3-3 e in avanti può contare su due attaccanti dai grandi numeri. A gennaio è approdato Sansovini che va ad affiancarsi a Brighenti, capocannoniere del girone con 13 reti, e a uno tra Maiorino e Pacilli. In mediana l’esperienza di Pesce e buoni numeri anche per il pacchetto arretrato con 24 reti al passivo (quinta migliore difesa). Quanto alla formazione, data la vicinanza con l’ultimo impegno, oggi non è da escludere qualche novità nell’undici di partenza. L’ultima sfida all’Euganeo tra le due contendenti risale al 16 novembre 2008 nel campionato di C1 che poi ha visto i biancoscudati promossi. Il Padova prevalse per 3-2 in una girandola di emozioni, con gli ospiti avanti con Guidetti, subito raggiunti da Di Nardo e sorpassati alla mezz’ora della ripresa da Rabito. Pareggio di Viali a dieci minuti dalla fine e gol della vittoria di Baccolo dopo una travolgente azione sulla destra di Filippini.

Ore 10.40 – (Gazzettino) «Le ultime sette partite del campionato per continuare a sognare». Così il tecnico Fabio Rossitto etichetta la parte finale della stagione regolare della sua Cremonese. Se pensa ai play off il Padova, del resto, possono farlo anche i grigiorossi che hanno un solo punto in meno e che con il cambio in panchina, seppure con alti e bassi, hanno alzato il ritmo. Se infatti nella Cremonese di Pea il pareggio era il risultato più probabile (10 volte su 19), tanto che l’ex tecnico biancoscudato è stato esonerato dopo uno 0-0 a Pavia, risultato tutt’altro che disprezzabile, con Rossitto il segno X è completamente sparito. Sotto la sue gestione 15 punti su 24, frutto di cinque vittorie e tre sconfitte. Tre successi e un unico ko a tempo scaduto a Lumezzane, il bottino delle ultime quattro gare, a dimostrazione di una squadra ancora viva e che potrà tenere ancora accesa la speranza play off solo con un successo all’Euganeo.

Ore 10.20 – Probabile formazione Padova (Mattino di Padova): Favaro; Diniz, Sbraga, Fabiano, Favalli; Ilari, De Risio, Baldassin, Finocchio; Neto Pereira, Altinier.

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) Visto che si è giocato solo quattro giorni fa, qualcuno potrebbe aver bisogno di rifiatare? «Abbiamo fatto solo due allenamenti, ma, se vedo che qualcuno accuserà un po’ di fatica, so che posso contare su tanti ragazzi che hanno voglia di entrare in campo. Ho visto bene la squadra, sia mentalmente che fisicamente». Diniz è in dubbio? «Ha un problema alla cartilagine del ginocchio, che ogni tanto s’infiamma, e per questo negli ultimi giorni ha riposato. Ma credo che ci sarà». Anche Petkovic è pronto per tornare? «È a disposizione, la sua risposta è stata positiva, ma non so se giocherà subito». Cosa temere della Cremonese? «È una squadra di buona levatura, ha i tre attaccanti Sansovini, Maiorino e Brighenti che sono davvero validi. E poi c’è Pesce, che ho avuto ad Ascoli: in cabina di regia dà i tempi alla squadra. È un cliente scomodo, ma ce la giochiamo». La squadra. Nella rifinitura di ieri il tecnico non ha voluto mischiare le carte. Diniz è rimasto ancora a riposo, ma dovrebbe farcela, e per questo l’unica variazione, rispetto all’undici di sabato scorso, potrebbe riguardare il centrocampo: Baldassin al posto di Mazzocco.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) «Non vorrei arrivare alla fine del campionato con il rammarico di non averci provato abbastanza: fare tutto ciò che possiamo è un dovere nei confronti di noi stessi, della società e di tutti coloro che ci vengono a vedere». È giusto dire che il pareggio non serve a nessuna delle due squadre? «Credo che sarà così, anche la Cremonese verrà qui cercando di vincere, perché è l’unica possibilità che ha di rimanere aggrappata al treno dei playoff. A sette gare dalla fine non ci sono molti calcoli da fare, contano solo i punti». Anche il Padova, per continuare a sperare nei playoff, ha un solo risultato da inseguire? «Non lo so, e non voglio nemmeno fare calcoli. Nel calcio tutto può succedere». A Pordenone cosa non è andato, al netto degli errori arbitrali? «Rivedendo la partita mi sono reso conto che abbiamo commesso diversi errori individuali, cosa che di solito non ci capita. La prestazione c’è stata, al “Bottecchia” abbiamo creato diverse occasioni da gol, ma abbiamo commesso delle ingenuità pesanti nei momenti topici della gara, piccoli dettagli che hanno fatto la differenza».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Il Padova è a 5 punti dai playoff, la Cremonese a 6: questa sera all’Euganeo si accendono i riflettori, e per entrambe le formazioni è una sfida da dentro o fuori. Chi perde, quasi sicuramente è fuori dalla lotta per il quarto posto, ma pure un pareggio, a conti fatti, potrebbe rivelarsi inutile. Per i biancoscudati, a soli quattro giorni dalla sconfitta di Pordenone che ha portato con sé rammarico e polemiche, c’è subito l’occasione di rialzare la testa: «Noi dobbiamo cercare di fare la nostra partita, e di far bene soprattutto per riscattarci dopo quanto accaduto sabato scorso», l’analisi della vigilia di Bepi Pillon. «È un match importante, e lo sappiamo tutti: affrontiamolo con la testa giusta, con spirito di rivalsa e con la voglia di fare una buona gara, giocando bene e cercando di portare a casa il risultato». Contento di scendere in campo pochi giorni dopo il ko Pordenone? «Non cambia molto secondo me. Le motivazioni ci devono essere sempre, l’importante è rimanere concentrati e non mollare niente, giocandoci le nostre possibilità gara dopo gara».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Quella di questa sera è la prima partita in notturna di tutta la stagione: il Padova scende in campo sotto i riflettori dopo aver ottenuto pochi giorni fa la nuova omologazione dell’impianto di illuminazione dell’Euganeo. La speranza, visto che si gioca alle 20.30, è che, dopo la prevendita decisamente modesta degli ultimi giorni, oggi si possa registrare un’impennata nella vendita dei biglietti, attualmente scarsi. Qui Cremona. I grigiorossi, sotto la guida di Fabio Rossitto, sono riusciti a ritrovare gioco e vittorie. E si presenta a Padova con due dubbi di formazione: Gambaretti e Pacilli sono in ballottaggio per una maglia da titolare in difesa e in attacco, con Formiconi e Maiorino destinati probabilmente alla panchina. L’ex tecnico del Pordenone potrebbe scegliere solo all’ultimo se schierare il tridente “pesante”, con Pacilli insieme a Sansovini e Brighenti, oppure se dare un turno di riposo all’ex attaccante del Vicenza. All’andata finì 1-1, e sulle due panchine sedevano Pea e Parlato (che non ci sono più): nonostante un palo clamoroso colpito da Neto, e tre interventi di Ravaglia su Petrilli nel finale, i biancoscudati uscirono dallo “Zini” con un solo punto.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Lo stadio Appiani di Padova, la cui tribuna completamente rinnovata è stata inaugurata di recente, torna ad ospitare una Nazionale azzurra. Accadrà mercoledì 13 aprile, in occasione dell’amichevole (ore 15) tra l’Italia Under 18 e i pari età della Francia. Un evento che richiamerà il pubblico delle grandi occasioni nell’impianto di via Carducci. Successivamente gli azzurriniaffronteranno la Romania in un’altra amichevole in programma l’11 maggio allo stadio «Carlo Angelo Luzi» di Gualdo Tadino. La squadra di Roberto Baronio è scesa in campo lo scorso 9 marzo a Lecco contro i pari età della Svizzera, pareggiando 1-1, con un gol realizzato dal centrocampista del Genoa Luca Matarese.

Ore 09.10 – Probabile formazione Padova (Corriere del Veneto): Favaro; Diniz, Sbraga, Fabiano, Favalli; Ilari, Baldassin, De Risio, Finocchio; Altinier, Neto Pereira.

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) «Ho molti ragazzi che vogliono giocare – ammette Pillon – vedrò anche se c’è qualcuno stanco e valuterò durante l’ultimo allenamento. Petrilli dal primo minuto è una possibilità, ma devo valutare bene. Lo vedrete prima della partita». Pillon non fa calcoli, non può più farlo. Deve vincere e basta, sperando che davanti freni non soltanto l’Alessandria, ma anche chi insegue a stretto contatto, ossia Pavia, Feralpisalò e Reggiana. Il Padova vuole provarci fino alla fine: «Dobbiamo riscattarci dopo la sconfitta di Pordenone – tuona – e non cambia nulla giocare di mercoledì. Dobbiamo giocarcela al massimo per non aver qualche rammarico a fine campionato. Sarà una partita a viso aperto anche perché per loro sarà un’importante opportunità per restare aggrappati alle zone alte della classifica. Loro hanno tre giocatori molto validi in avanti, la Cremonese sarà un cliente scomodo ma ne abbiamo già incontrati tanti ultimamente… Dobbiamo continuare a macinare il nostro gioco». Vincere e basta, Pillon non ha dubbi: «Non voglio neanche pensarci o fare calcoli – evidenzia – dobbiamo solo dare il massimo. E non dobbiamo ripetere gli errori individuali che abbiamo stranamente commesso sabato scorso, perché non siamo stati attenti e ho detto ai ragazzi che qualcosa abbiamo sulla coscienza».

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Il dubbio della vigilia: la cartilagine ballerina del ginocchio destro di Marcus Diniz, che fa preoccupare non poco Giuseppe Pillon. Nella rifinitura andata in scena ieri pomeriggio alla Guizza, il tecnico trevigiano prova Rosario Bucolo nel ruolo di esterno destro basso. Soluzione d’emergenza, certo, ma nella speranza che il difensore brasiliano sia oggi al suo posto. E che lo stesso Pillon spera, ovviamente, di non dover utilizzare, anche se la Cremonese che arriva oggi all’Euganeo (fischio d’inizio alle 20.30) è costretta a inseguire una chimera playoff. Ha un punto in meno del Padova, appeso a sua volta a una difficilissima rimonta e, a giudicare dalle indicazioni che arrivano dal capoluogo lombardo, l’allenatore Fabio Rossitto non ha grosse speranze di ribaltare un verdetto che non è ancora definitivo, ma che pare indirizzato. Potrebbe esserci almeno un cambio rispetto all’undici che ha perso sabato a Pordenone, compromettendo forse in modo irrimediabile la corsa forsennata agli spareggi promozione. Baldassin sembra in pole per sostituire Mazzocco, mentre sulla sinistra Finocchio deve guardarsi da Petrilli, ma potrebbe anche strappare la riconferma.

Ore 08.30 – Lega Pro girone A, la classifica aggiornata: Cittadella 62, Bassano 52, Pordenone 50, Alessandria 46, FeralpiSalò 45, Pavia 42, Padova e Reggiana 41, Cremonese 40, SudTirol 38, Giana Erminio e Renate 31, Lumezzane 30, Cuneo 28, Pro Piacenza 27, Mantova 23, AlbinoLeffe 18, Pro Patria 7 (-3 punti di penalizzazione).

Ore 08.20 – Lega Pro girone A, la ventisettesima giornata: SudTirol-Giana Erminio 0-1 (Bonalumi (Ge) al 5′ st), Cuneo-Reggiana 1-2 (Mogos (Re) al 6′ pt, Spanò (Re) al 13′ pt, Chinellato (Cn) al 14′ st), FeralpiSalò-AlbinoLeffe 3-1 (Soncin (Al) al 19′ pt, Romero (Fs) al 26′ pt, Pinardi (Fs) su rigore al 14′ st, Fabris (Fs) al 37′ st), Cremonese-Pro Piacenza 1-0 (Brighenti (Cr) al 39′ pt), Pordenone-Padova 2-1 (Pederzoli (Pn) al 4′ pt, Buratto (Pn) al 24′ st, Altinier (Pd) al 33′ st), Mantova-Bassano 0-2 (D’Ambrosio (Ba) al 11′ pt, Falzerano (Ba) al 13′ st), Pavia-Renate 1-2 (Napoli (Re) su rigore al 7′ pt, Scaccabarozzi (Re) al 10′ pt, Cesarini (Pv) al 12′ st), Pro Patria-Alessandria 0-1 (Marconi (Al) al 14′ pt), Cittadella-Lumezzane 1-0 (Lora (Ci) al 1′ st).

Ore 08.10 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.00 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Maglietteveloci.it, Box Uomo, Studio Pignatelli Netstore, Birra Antoniana, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 22 marzo: rifinitura pomeridiana per i Biancoscudati, riposo precauzionale per Diniz

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