Live 24! Padova-Pro Patria, -3: finisce 13-0 l’amichevole col Conselve, triplette per Finocchio ed Ilari

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Ore 23.00 – (Il Piccolo) C’è chi l’Unione prova a prendersela preparando un’offerta d’acquisto, in base all’asta fallimentare il cui bando impone che le buste arrivino in Tribunale entro martedì prossimo a mezzogiorno, e chi invece prova a riprendersela presentando sempre a Palazzo di giustizia, ma al piano di sopra, un ricorso contro la dichiarazione di fallimento da cui poi è stata bandita proprio l’asta calendarizata per martedì. In attesa che s’appalesino eventuali partecipanti a quell’asta (per adesso si può dare per scontata la sola presenza della cordata australiana di Mauro Milanese, l’unica che a metà febbraio ha messo faccia e soldi con la cauzione da centomila euro, allora necessaria a non staccare la spina all’esercizio provvisorio in essere) assai meno misteriosa è l’identità di chi tenta il piano B, quello del ricorso, il cui epilogo sotto forma di sentenza d’appello è atteso però in data da destinarsi, se prima o dopo martedì non è dato sapere. Marco Pontrelli infatti, accompagnato come al solito dal socio e amico Pangrazio Di Piero, s’è rifatto vivo ieri in città per giocarsi la partita di rivincita rispetto a quella persa malamente a cavallo tra gennaio e febbraio quando il collegio del Tribunale civile composto dai giudici Arturo Picciotto (presidente), Riccardo Merluzzi (delegato alla procedura) e Daniele Venier (a latere) dichiarò appunto il fallimento dell’Unione Triestina 2012 accogliendo la richiesta avanzata dal pm Maddalena Chergia. Sì perché proprio ieri, all’ora di pranzo, è andata in scena l’udienza a porte chiuse reclamata da Pontrelli davanti alla Seconda sezione civile della Corte d’appello di Trieste composta dai giudici Salvatore Daidone (presidente) e Maria Antonietta Chiriacò (a latere) e dal giudice onorario Arrigo De Pauli (l’ex alto magistrato è in questo caso relatore della causa). Pontrelli in aula era assistito dagli avvocati di Roma Maurizio Branchicella e Filomena Siggillino. La sua controparte era rappresentata nell’occasione dal curatore Giuseppe Alessio Vernì e dall’avvocato Enrico Guglielmucci come difensore della procedura fallimentare in corso. È stata una buona mezz’ora di schermaglie, con i legali di Pontrelli che hanno sostenuto l’illegittimità sia della dichiarazione di fallimento del Tribunale sia la richiesta in tal senso del pm. La prima perché «Pontrelli aveva rinunciato al concordato nei termini di legge» cosicché, secondo i suoi difensori, il Tribunale non avrebbe dovuto avere il potere di dichiarare il fallimento. La seconda perché, parola dell’avvocato Branchicella, lo stato di insolvenza rilevato dal pm non sarebbe esistito in quanto «inferiore alla soglia dei cinquecentomila euro di debito», e ciò sarebbe testimoniato anche da «una recente citazione diretta a giudizio della Procura di Trieste per Mehmeti e Mbock per il mancato versamento di 390mila euro in Triestina». Reclami contestati chiaramente da Vernì e dall’avvocato Guglielmucci, secondo cui la pendenza di un’istruttoria prefallimentare aveva reso inutile la rincuncia al concordato dell’ultima ora di Pontrelli e l’esistenza di «posizioni debitorie molto rilevanti» era peraltro certificata dalla totale mancanza di liquidità del club al momento della richiesta di fallimento del pm. I giudici d’Appello si sono riservati la decisione. Che arriverà fra quando? Il tempo che sarà necessario. Inutile imbarcarsi, al momento, in qualunque previsione. L’asta, invece, non può aspettare. E così, a meno di una sentenza insolitamente rapida per cause di questo genere, da martedì l’Unione avrà il successore di Pontrelli. Magari “sub judice”, ma pur sempre un altro padrone.

Ore 22.40 – (Corriere delle Alpi) Santomaso – Belluno, il contatto è confermato. Ovviamente Il Belluno non ha reso ufficiale l’accordo già raggiunto, ma che il telefono di Piazzale della Resistenza abbia chiamato l’ex preparatore del Ripa Fenadora è una certezza confermata anche dal vice presidente del Belluno Livio Gallio. «Graziano Santomaso è un amico, è libero, e quindi lo abbiamo contattato, dobbiamo ancora definire i dettagli». Negli ultimi tre anni la preparazione del Belluno è stata seguita in prima persona dall’allenatore Roberto Vecchiato che sarebbe entusiasta. «Sarebbe un bel passo avanti per tutti il suo arrivo in squadra – commenta il tecnico – insieme alla società è stato deciso di introdurre per la prossima stagione questa nuova figura e quindi ci siamo mossi per trovare la persona giusta». Madiotto piace al Belluno. Smentite di rito per i contatti, ma la società gialloblù non nasconde l’ammirazione verso il ragazzo classe 1991, arrivato al Boscherai la scorsa estate. «Madiotto è fortissimo, ma non c’è stato nessuna chiamata da parte nostra – spiega il vice presidente di Piazzale della Resistenza Livio Gallio, a cui fa eco anche il numero uno Gianpiero Perissinotto – il giocatore ci piace, sta facendo una bellissima stagione e gli auguro il meglio per il futuro. Un contatto con lui? A me non risulta». «Madiotto mi piace, ma me ne piacciono anche tanti altri – commenta con diplomazia Vecchiato – ma preferisco pensare prima di tutto ai giocatori che abbiamo adesso. Bisogna muoversi in anticipo? Si, senza però dimenticare a chi c’è in rosa ora». Duravia al Mestre? Il presidente Perissinotto e il vice Gallio hanno spiegato di non sapere se la società veneziana abbia contattato o meno il loro giocatore. «Duravia oggi è un giocatore del Belluno – conclude Gallio – e ci auguriamo possa rimanere. Ma il calcio a volte divide, fa seguire altre strade, ma staremo a vedere cosa succederà; se dovesse andare via rimarrebbe comunque un amico». Nel frattempo il trequartista di Montebelluna non si è allenato in questi giorni con la squadra per il problema al menisco accusato quasi un mese fa contro il Ripa Fenadora. Difficilmente il giocatore sarà a disposizione di mister Vecchiato per la sfida casalinga di domenica alle 15 contro la Luparense. Chi invece tornerà tra i convocati sarà Marco Farinazzo, che aveva saltato il match contro la Virtus Vecomp a causa del riposo forzato dopo le micro fratture al viso subite nella sconfitta in casa contro il Monfalcone prima di pasqua. Record battuto. Con la vittoria a Verona il Belluno ha toccato quota 62 punti, tre in più delle due precedenti stagioni. Corbanese e compagni adesso avranno a disposizione altre cinque partite per incrementare ulteriormente il proprio bottino».

Ore 22.20 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Le due vittorie consecutive ottenute ad Ascoli e al Menti contro il Livorno hanno alzato morale e percentuali di salvezza del Vicenza, che dopo il doppio stop casalingo con Trapani e Cagliari sembrava destinato a franare verso una inevitabile retrocessione in Lega Pro. Ad otto giornate al termine del torneo cadetto, il Vicenza è invece risalito al quint’ultimo posto della classifica, che porterebbe ai play out da migliore classificata. Franco Lerda però crede che la sua squadra possa salvarsi direttamente. «Noi resteremo in serie B — sottolinea il tecnico biancorosso — anche se per farlo dovremo lottare su ogni pallone, in ogni campo, e raccogliere anche le briciole di qualsiasi cosa ci possa portare punti. La cosa che mi rassicura è che siamo in crescita come squadra, più compatta e più determinata. Anche atleticamente stiamo meglio, nel calcio quando le cose vanno male la vittoria è la miglior medicina per rialzare la testa». Per farlo Lerda dovrà affidarsi ad un gruppo abbastanza ristretto a causa dei tanti infortuni, considerato che Manfredini, Bellomo, Pozzi e Vigorito, operato ieri alla spalla dal professor Castagna nella clinica Humanitas di Rozzano, non rientreranno e che Laverone ha un problema al tallone che difficilmente verrà superato in poco tempo. Una condizione, per altro, che accompagna il cammino dei biancorossi fin da inizio stagione. Ma oltre che sul campo, il Vicenza calcio sta lavorando anche per rispettare la scadenza del 18 aprile, data entro la quale dovranno essere pagati stipendi e relativi contributi dei tesserati per un importo totale di circa 1,9 milioni di euro. La riunione di lunedì scorso tra i soci di Vi.Fin., la finanziaria composta dagli imprenditori vicentini che dall’aprile dello scorso anno stanno tenendo in vita il Vicenza calcio, ha visto rimandare la decisione a lunedì prossimo quando sarà nota anche la tranche che arriverà dalla Lega Calcio.

Ore 22.00 – (Giornale di Vicenza) Forse in pochi lo sanno. O forse lo sanno in molti. Una breve ricerca sulla rete ci dice che il derby tra Hellas Verona e Vicenza è in assoluto il più antico derby italiano tra società militanti nei campionati professionistici. Altro che Milano, Roma, Torino o Genova, il derby in Italia è una “cosa assolutamente veneta”. Non siamo ai livelli di Celtic-Rangers a Glasgow in Scozia, con motivi religiosi a dividere una intera città. No, qui da noi c’è una “sana” rivalità basata solo ed esclusivamente sulla goliardia, anche se spesso in passato sfociata in episodi che niente hanno a che fare con il calcio. Ecco perché qui a Verona se l’Hellas dovesse proprio retrocedere in Serie B – per scongiurare quella che non è più un’ipotesi sarebbe necessario solo un miracolo sportivo -, l’unica soddisfazione in Serie B il prossimo campionato sarebbe quella di rigiocare il derby con il Vicenza. Sperando che i vicentini in qualche maniera possano rimanere nella serie cadetta, però. Nonostante le ultime due vittorie la squadra di Lerda si trova nelle zone basse della classifica e alle porte c’è la trasferta di Cesena. E allora c’è un filo sottile che dalla Curva sud del Bentegodi arriva fino al Menti, come a dire: “Forza ragazzi, non retrocedete…”. Chiaro che qui a Verona nessuno lo dirà mai, ma quando se ne parla un sorrisino lieve e sardonico si fa largo sul viso di noi tifosi dell’Hellas. Che a proposito del Vicenza, e del Verona, aggiungono con un pizzico di malcelato vittimismo: «Ma si sa che tanto il Vicenza in ogni caso verrà salvato. E’ già successo tre volte in passato, figurarsi se non lo salvano anche stavolta… Se fosse successo all’Hellas? In Lega Pro dritti e silenzio. E poi se Sky avrà i diritti anche per il prossimo anno della Serie B, sai che bello scoprire che il vero derby per noi è quello contro i vicentini?».Sono lontanissimi i derby del passato e là devono rimanere. Niente Paolo Rossi o Gianfranco Zigoni, niente G.B. Fabbri o Giancarlo Cadè. I ricordi a volte fanno male, e il calcio è cambiato profondamente. Ma il derby, il “nostro derby” rimane sempre quello con il Vicenza. Tra Serie A, Serie B, Coppa Italia e Coppa Alta Italia, Campionato Alta Italia, Prima Categoria, Campionato Cci e spareggi vari l’Hellas Verona ha vinto 35 partite contro le 34 del Vicenza con 25 pareggi. Con buona pace dell’altra squadra a Nord Ovest di Verona…

Ore 21.40 – (Giornale di Vicenza) Ormai è ufficiale: questa stagione passerà agli archivi come una delle più tribolate nella storia biancorossa per quanto riguarda gli infortuni. L’ultimo in ordine di tempo (purtroppo non in ordine di gravità, a quanto pare) ha rovinato l’allenamento di ieri pomeriggio al Morosini: durante la partitella Juri Cisotti, calciando in porta al termine di un rapido contropiede, ha sentito il ginocchio destro girarsi in maniera innaturale e si è accasciato a terra. Purtroppo non è riuscito ad uscire dal campo camminando normalmente, e si è dovuto far sorreggere dai ragazzi dello staff medico. L’esito degli accertamenti si avrà solo nelle prossime ore, ma l’impressione ricevuta dal campo è quella di un infortunio serio.MORETTI OK. E dire che la conta degli assenti, all’inizio dell’allenamento, aveva dato esiti tutto sommato confortanti. Regolarmente in gruppo Moretti, che dunque ha smaltito la botta alla coscia destra che lo aveva costretto ad abbandonare il campo contro il Livorno, così come El Hasni e Pinato, nemmeno convocati la scorsa settimana. Si sono invece limitati a guardare i compagni da bordo campo Laverone, Modic e Brighenti: se per il capitano la gestione dei carichi è finalizzata a poterlo regolarmente impiegare a Cesena (ma Ligi si tiene pronto per l’eventuale chiamata), pare decisamente meno probabile ipotizzare una presenza sia pure in panchina dell’esterno toscano e del regista bosniaco. Assente giustificato invece lo studente Giovanni Sbrissa, alle prese con un esame universitario, oltre ai vari Manfredini, Bellomo, Vigorito e Pozzi che hanno già chiuso la loro stagione.REPETITA IUVANT. Franco Lerda ha schierato la formazione dei probabili titolari secondo l’ormai definito modulo 4-2-3-1, mentre le riserve hanno interpretato il 4-3-3 del Cesena. Il tecnico biancorosso ha insistito molto sui movimenti necessari a tenere la squadra aggressiva e racchiusa in pochi metri, invitando i suoi giocatori a “scivolare” rapidamente in modo coordinato per contrastare l’avvio della manovra avversaria. Lerda scandiva ogni indicazione ripetendola almeno due o tre volte, quasi a volerla inculcare a fondo nella testa dei suoi giocatori.UNICO DUBBIO. Per la prossima partita l’allenatore biancorosso pare avere un solo dubbio: a contendersi una maglia da titolare sembrano essere Raicevic e Giacomelli. Ebagua, al rientro dalla squalifica, pare invece sicuro di giocare dal primo minuto; resta da capire in quale posizione. Se la spuntasse Giacomelli, come al solito l’attaccante nigeriano agirebbe da centravanti, supportato alle sue spalle da Vita a destra, Galano al centro e appunto Giacomelli a sinistra. Le carte verrebbero invece rimescolate per far posto a Raicevic: in questa seconda soluzione (forse al momento in leggero vantaggio), il montenegrino agirebbe da riferimento avanzato, con Ebagua subito alle sue spalle, mentre Galano si sposterebbe sulla destra e Vita a sinistra.SOLUZIONI DIVERSE. In effetti, cambiando l’ordine dei fattori, il risultato potrebbe essere abbastanza diverso, considerando le caratteristiche dei trequartisti a disposizione. Vita a destra e Giacomelli a sinistra sono infatti giocatori che in quella posizione, più che tentare la conclusione a rete, possono imbeccare un compagno in area (si pensi alla splendida azione che ha portato al raddoppio di Raicevic sabato scorso). Con Galano (mancino) a destra e Vita (destro) dall’altra parte, invece, le due mezzepunte esterne potrebbero con maggiore frequenza tentare di rientrare per tirare in porta, e la coppia Ebagua-Raicevic potrebbe garantire il presidio dell’area avversaria con più peso e centimetri. Una nuova indicazione è attesa nell’allenamento di stamattina, prima della consueta rifinitura a porte chiuse di domani.

Ore 21.20 – (La Provincia Pavese) Continua il lavoro settimanale del Pavia con mister Rossini che ha a disposizione praticamente l’intera rosa. Da martedì è tornato ad allenarsi con i compagni anche il centrocampista ex Ascoli Giuseppe Pirrone, inoltre il difensore Angelo Siniscalchi ha ormai superato gli acciacchi delle scorse settimane. Scontate le squalifiche tornano a disposizione a centrocampo anche Alessandro Marchi e Federico Carraro, due soluzioni in più in mezzo al campo per il tecnico azzurro. Tranne Bellazzini, quindi gruppo nutrito che tornerà in campo questa mattina alle ore 11. Alla stessa ora allenamento anche domani e la rifinitura del sabato, quando nel pomeriggio si partirà alla volta di Mantova. I virgiliani – dopo la terza sconfitta consecutiva a Salò, con un rigore subito all’87’ – si trovano ormai condannato quasi matematicamente ai play out. La formazione guidata ora da Luca Prina, ex Entella, terzo tecnico stagionale dopo Maspero e Javorcic, è terzultima con 23 punti, a nove dalla salvezza diretta e precede solamente Albinoleffe (19) e Pro Patria (7). Finora solo sette punti conquistati nel girone di ritorno e 395’ senza segnare reti, praticamente da quattro partite e mezza.

Ore 21.00 – (La Provincia Pavese) Quando il Pavia va in svantaggio non riesce a recuperare. E’ accaduto nelle ultime due uscite casalinghe con Renate e Alessandria, ma è anche un preoccupante dato stagionale che mette a nudo un limite degli azzurri. Un problema di personalità, di mentalità che va al di là di quello che è il valore tecnico di una rosa che sulla carta è tra le migliori del girone. In nove gare finora il Pavia è andato in svantaggio e in ben sei occasioni non è riuscito a raddrizzare il punteggio. Il primo episodio al debutto allo Zini di Cremona, nella prima uscita stagionale, in cui gli azzurri persero per 1-0. Sempre nel girone d’andata un caso diverso da tutti è stato, alla quinta giornata, nello scontro diretto con il Cittadella. Qui i veneti andarono in vantaggio al 43’ con Bobb. Il Pavia pareggiò all’80’ con Ferretti, ma subì nel finale, all’86’, la rete del 2-1. Gara da dimenticare l’ultima della gestione Marcolini, lo 0-2 al Fortunati contro il Lumezzane: al 22’ gol ospite di Cruz e in avvio di ripresa, al 54’ arrivò il raddoppio di Sarao. Un altro pesante ko fu quello che costò anche in questo caso la panchina al suo tecnico, Fabio Brini, è stato il 3-0 di Padova: gara senza alibi per Facchin e compagni. Due gol nel primo quarto d’ora condizionarono negativamente anche il debutto di Stefano Rossini, non più tardi di tre settimane fa con il Renate: il match finì 2-1 per i brianzoli. Il sesto ko dopo essere andati in svantaggio è quello di lunedì con l’Alessandria quando dopo l’1-0 in avvio di ripresa di Morero c’era tutto il tempo per rimettersi in carreggiata. Ma il Pavia ha accusato il colpo come un pugile messo alle corde. Una sola volta nell’arco di questo campionato il Pavia è andato sotto, ma poi è riuscito a rimontare: è accaduto alla quarta d’andata a Cuneo, il lontano 27 settembre 2015. Dopo il gol di Conrotto (25’) gli azzurri riuscirono a pareggiare con Cesarini (56’), ma subirono la rete del 2-1 di Cavalli al 79’. Ci fu, però, una strepitosa rimonta finale con Ferretti (88’) e Cesarini (90’) e arrivò il successo per 3-2. Nel girone d’andata due pareggi del Pavia sono stati figli di rimonte. Contro il Bassano finì 1-1 con il pareggio di Cristini in avvio di secondo tempo (48’), dopo il vantaggio di Germinale al 25’. L’altro fu in occasione del debutto di Brini quando al Fortunati contro la Feralpi il Pavia subì al 36′ la rete di Tortori, ma poi ribaltò il punteggio con la doppietta di Cesarini (41’ e 68’). Ancora Tortori per i gardesani, al 76′, andò a segno per il definitivo 2-2.

Ore 20.40 – (Gazzetta di Reggio) La Reggiana è fuori dai giochi per i play off e sta iniziando a programmare il futuro. L’ex ds Renzo Corni, protagonista della cavalcata granata dalla Serie C alla A ai tempi di Marchioro, con grande umiltà prova a dispensare consigli per la rinascita di una squadra alla quale è sempre molto affezionato. Corni, è deluso dalla Reggiana? «Ho visto un paio di partite e qualche allenamento e la squadra meritava di più per il valore dei suoi singoli». Cioè? «Sembrava un buon organico, con buone individualità, ed il fatto che sia a metà classifica significa che mi ero sbagliato a valutarla o che hanno sbagliato qualcosa loro. Vedevo buoni ritmi ma è mancato qualcosa nel finalizzare». A gennaio avrebbe cambiato qualcosa in corsa? «Davanti hanno preso un giocatore (Letizia, ndc) e ci sta che possa aver deluso, ma soprattutto valeva la pena recuperare uno come Nolè perché guardando le sue potenzialità nel passato qua ha fatto poco: non ha trovato sicurezza o tranquillità? Non so, ma lui doveva essere la svolta nell’attacco invece entrava, usciva, giocava poco. Ma del resto anche io ho fatto errori prendendo giocatori che poi hanno fallito». Hanno inciso le troppe chiacchiere che periodicamente uscivano? «La squadra è una famiglia perciò serve correttezza perché, se esce qualcosa dallo spogliatoio, qualcuno non ci fa caso ma altri ne possono risentire e se si incrina il rapporto sono problemi. Un gruppo coeso può dare dei punti importanti in classifica soprattutto quando gli obiettivi non sono lontani. Dirigenti, giocatori e media dovrebbero tutti remare dalla stessa parte». Adesso, a 5 giornate dalla fine, cosa farebbe? «Se fossi persuaso che non c’è più nulla da fare per l’obiettivo inizierei a scartare chi non rimarrà, proverei chi ha giocato poco in ottica futura e parlerei con quelli che vorrei tenere per sapere cosa vogliono fare, ad esempio Nolè». Però arrivano le prime della classe, non si rischierebbe un’imbarcata? «Silenzi è il primo che proverei perché ha delle qualità che mi ricordano suo padre. E’ chiaro che partendo subito in una squadra demoralizzata rischia di bruciarsi perciò gli darei mezzora invece di 5′. Ma ci sono anche altri giovani, come Danza, che ho visto giocare una sola volta ma mi è parso il migliore in campo. In definitiva, inserire tanti giovani insieme forse no ma fare delle scelte lungimiranti». Con la sua esperienza cosa consiglia a questa giovane società? «Di cancellare subito questa stagione confermando la fiducia a Corradini perché è un ragazzo assennato e competente. Non va illusa la piazza che in futuro si spaccherà il mondo e soprattutto serve un amalgama fra le tre figure più importanti: il presidente, il direttore sportivo e l’allenatore. Fiaccadori mi dava dei parametri economici ed io mi dovevo muovere all’interno di questi, Marchioro mi faceva una lista di giocatori con certe caratteristiche poi ognuno lavorava e si gestiva il suo campo. E soprattutto non mi sono mai permesso di riprendere il tecnico per una partita persa e nemmeno lui mi ha mai contestato un giocatore che non gli piaceva».

Ore 20.20 – (Gazzetta di Reggio) Mancano cinque gare alla fine del campionato e in casa granata si pensa, per forza di cose, al futuro. Lunedì mister Alberto Colombo ha comunicato al centrocampista Michele Pazienza che non fa parte del progetto futuro della Reggiana. Il giocatore, arrivato a mercato chiuso a febbraio, in quanto svincolato, ha un contratto fino al 30 giugno. Fino alla fine del campionato la Reggiana cercherà di capire quali giocatori della rosa attuale possono essere confermati e sarà dato più spazio ai giovani. Sicuramente un giocatore sul quale si punta è Dejan Danza, che è in prestito ma non è escluso possa essere riconfermato (con l’accordo della Pro Vercelli che ne detiene il cartellino). Ieri Pazienza si è allenato regolamente con la squadra e il clima ai campi era all’apparenza disteso. Il centrocampista, ex, tra le altre, di Juventus, Napoli e Bologna, ha giocato poco in questi due mesi e il suo arrivo non era apparso come il classico toccasana (in un mercato invernale dove non sono arrivati i rinforzi necessari). Di certo Pazienza non è responsabile della deludente stagione granata e il fatto che sia stato messo ai margini in modo così esplicito potrebbe essere legato a questioni di spogliatoio. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico ieri la squadra ha svolto una doppia seduta, tra palestra e prato, e finalmente arriva qualche buona notizia dall’infermeria perché hanno ripreso ad allenarsi pienamente col gruppo anche il centrocampista Paolo Bartolomei ed il centrale difensivo Riccardo De Biasi, entrambi reduci da lunghi stop. Al differenziato sul campo resta solo Gianluca Zucchini, che pare comunque sulla via del ritorno, mentre per Dario Maltese e Francesco Rampi solo lavori in palestra ma non sono situazioni particolarmente preoccupanti e si spera di recuperarli per la sfida col Cittadella, in programma domenica al Città del Tricolore alle ore 15. Per Paolo Frascatore ed Antonio Loi non si conoscono ancora tempi certi di recupero. Oggi la squadra sarà impegnata alle ore 15 in via Agosti nella consueta partitella in famiglia di metà settimana. Da oggi si capirà qualcosa di più della formazione che dovrebbe scendere in campo contro la capolista: i play off ormai sono lontani ma fare una brutta figura non sarebbe il modo migliore per iniziare a programmare il futuro. La società ha inoltre chiesto ai giocatori di onorare al meglio gli ultimi impegni, anche per rispetto dei tifosi.

Ore 20.00 – (Gazzetta di Mantova) Il Mantova ha svolto ieri mattina un allenamento prevalentemente tattico e nel pomeriggio mister Prina ha fatto lavorare alcuni giocatori al Centrale Te con Ciccio Graziani, gli altri si sono ritrovati in palestra per una seduta atletica. Nel pomeriggio intorno alle 15 è in programma una partitella al Martelli a ranghi contrapposti, anzichè l’ormai tradizionale test con la formazione Berretti. Tutti i giocatori, ad eccezione del lungodegente Ruopolo e di capitan Gaetano Caridi, che dovrebbe tornare a disposizione entro una ventina di giorni, sono a disposizione di mister Luca Prina, che appare intenzionato a schierare il 5-3-2 con pochi cambiamenti rispetto alla formazione beffata a Salò. In attacco è probabile l’inserimento di Beretta al fianco di Marchi, ma anche l’ingresso di Falou è tutt’altro che da escludere. A metà campo, invece, è scontato il recupero di Enzo Di Santantonio che ha swcontato il turno di squalifica e potrà dare il suo apporto alla squadra. «A Salò – sottolinea il centrocampista di origine francese, alla seconda stagione in biancorosso – siamo stati penalizzati da episodi sfavorevoli ma soprattutto ci è mancato il gol, che avremmo assolutamente meriutato per il gioco prodotto. Non mi pare affatto che il Mantova abbia disputato una brutta partita, purtroppo non siamo stati premiati dalla buona sorte». Di Santantonio sottolinea la qualità degli allenamenti che la squadra sta svolgendo con Luca Prina: «Assieme al mister stiamo ritrovando un rendimento positivo, in ogni occasione tutti stiamo dando il massimo dell’impegno. In partita? È scontato che vogliamo mettere tutta la nostra fame di vittoria, ne va anche della nostra carriera e non possiamo lasciarci andare al pessimismo ma anzi è ora di ritornare a far bottino pieno». Fisicamente a posto, Di Santantonio fa un pensierino anche alla cabala: «Lo scorso anno contro il Pavia arrivò un 3-0 fantastico, fu una delle migliore partite del Mantova di Juric. Speriamo di ritornare a vincere, ne abbiamo davvero bisogno come abbiamo bisogno dell’incoraggiamento del nostro pubblico».

Ore 19.40 – (Gazzetta di Mantova) Lo share del Mantova 2015-2016 è molto al di sotto della vecchia sigla di chiusura della Rai, già indisponente di suo, e non può stupire il gesto di ignoti tifosi che nella notte fra martedì e mercoledì hanno posato sulla recinzione del campo Centrale Te lo striscione che vedete riprodotto qui sotto (“Non pensate d’aver rotto i coglioni?”) e che è stato prontamente tolto alle prime luci dell’alba dai solerti addetti alla manutenzione dell’impianto per non intristire i biancorossi. Non solo: durante la giornata, a rendere ancor più pesante il clima nel rapporto fra i tifosi e la squadra, sono circolate anche indiscrezioni di un possibile sciopero del tifo da parte della curva, l’inossidabile supporto per Caridi (che domenica non ci sarà ma che entro venti giorni dovrebbe rientrare) e compagni nell’impresa sempre più ardua di toccare riva nella navigazione verso la salvezza. E allora cos’accade? Domenica i biancorossi saranno lasciati in silenzio o i cori della curva terranno alta perlomeno la cornice scenografica del Martelli (oltre che, si spera, il morale della truppa)? A sentire i capi della tifoseria lo stato d’animo, emerso anche nel corso della riunione svoltasi martedì alla bocciofila di viale Te, è di severa critica ma non di sciopero del tifo: «Vogliamo dire – sottolineano Massimo Marchetti, a nome dei Ragazzi della Te, e altri rappresentanti dei club che fanno riferimento alla frangia più calda della tifoseria – che siamo stufi marci di essere su ogni campo, in ogni condizione climatica a cercare di incoraggiare il Mantova a tornare alla vittoria e di vedere invece una serie di risultati avvilenti, che non hanno fine. Le parole scritte sullo striscione sono condivisibili dalla maggior parte di noi, e se poi una buona volta i dirigenti la smetteranno di mettere le mani avanti parlando di possibile ripescaggio potremo finalmente togliere a questi giocatori anche l’alibi di sapere che tanto il Mantova resterà in Lega Pro, comunque vadano le cose. Chiediamo di non sentir più parlare di ripescaggio sinchè ci sono in ballo i tre punti, vogliamo che la squadra scenda in campo con la grinta, la determinazione e il carattere che sono indispensabili per salvarsi sul campo e senza tirare in ballo i giochi di potere o ricorrendo alle carte bollate». Stando all’opinione della maggioranza dei tifosi della curva, quindi, lo sciopero appare escluso ma questo non deve far pensare ad un clima idilliaco in vista della partita contro il Pavia: «Siamo sempre stati al fianco della squadra – sottolineano i tifosi – perchè siamo legati alla maglia biancorossa, però abbiamo finito la pazienza ed è ora che il Mantova ritorni ad essere degno del suo prestigio, non una scalcagnata Armata Brancaleone».

Ore 19.20 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Fischia “Brivido”, alias Marco Piccinini. Il soprannome dell’arbitro forlivese designato per Pordenone – FeralpiSalò gli deriva dall’intercalare usata dal famoso telecronista Sandro Piccinini, di cui comunque non è parente. Sarà lui a dirigere il match della 30. giornata di LegaPro, sabato alle 17.30 al Bottecchia. Verrà coadiuvato da Marco Scatragli e Nicola Mariottini, entrambi provenienti dalla sezione Aia di Arezzo. CABALA – Piccinini è un fischietto con cui i lombardi hanno sempre perso con due gol di scarto. I precedenti in cui il romagnolo, nella scorsa stagione, ha diretto i gardesani sono stati FeralpiSalò-Cuneo 0-2 e Bassano-FeralpiSalò 3-1. Ingegnere edile di 31 anni, è alla sua quarta stagione in LegaPro, con quasi 60 partite alle spalle, di cui 13 in questo 2015-16 nei tre gironi. Dai numeri sembra un arbitro «casalingo»: le vittorie dei locali sono il doppio di quelle esterne. Altra statistica: ha sventolato 61 cartellini gialli. Due soli quelli rossi. POSTUMI – Dopo la sconfitta di Pordenone, c’è un clima pesante intorno alla Reggiana. È comparso uno striscione in zona Campovolo, vicino al ritrovo dei granata, che faceva riferimento a «conseguenze» per i giocatori per il deludente campionato fin qui disputato. Le forze dell’ordine lo hanno rimosso e la Digos ha avviato un’indagine per risalire agli autori delle minacce.

Ore 19.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Vincere contro la FeralpiSalò per staccare mezzo pass per i playoff, ma anche per ripetere quel tris di vittorie interne che all’inizio del ritorno dette il “la” alla cavalcata dei ramarri. Un risultato positivo ottenuto sabato pomeriggio andrebbe ad eguagliare la miglior serie interna conseguita in questa stagione. Tutto iniziò contro la Pro Piacenza, battuta 1-0 al Bottecchia grazie al gol di Francesco Finocchio, poi passato al Padova. Quella gara segnò la svolta interna, dopo le due sconfitte consecutive maturate con Cittadella e Pavia, mettendo il Pordenone nelle condizioni di rincorrere un posto di prestigio. Poi arrivò un altro 1-0, stavolta contro il Mantova (a segno Luca Strizzolo), e infine il tris (di gol e vittorie casalinghe) ottenuto a spese del fanalino di coda Pro Patria (in gol Berrettoni, Buratto e Strizzolo). Nel mezzo gli exploit esterni e il filotto d’oro di otto vittorie.
Ora tutto questo può ripetersi, perché dopo il pareggio con il Lumezzane i neroversi sono tornati a correre anche in casa, dove hanno ottenuto comunque meno punti che in trasferta. Fondamentali, infatti, i successi contro Padova e Reggiana, arrivati dopo altrettante sconfitte. Adesso c’è la FeralpiSalò, da sconfiggere come accadde con l’Albinoleffe un anno fa. Posta in palio diversa, ma peso della gara simile. Anche allora il Pordenone si costruì a domicilio la possibilità di agguantare i playout. Oggi vuole i playoff e il Bottecchia deve tornare un fortino che fa paura agli avversari.

Ore 18.40 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Con la FeralpiSalò passerà probabilmente l’ultima grossa perturbazione sopra la corsa playoff neroverde. Per «bucare le nuvole» nell’inseguire il sogno servono tutte le frecce in faretra. Per verificare affilatura e lucidatura di chi ha giocato meno, oppure da un po’ non trova più spazio, è servita l’amichevole di ieri pomeriggio al De Marchi. RIECCOLI – Filippini e Berrettoni davanti, Marchi e De Agostini nelle retrovie: queste sono state le due coppie «inedite» (per quanto visto finora in stagione) che Bruno Tedino ha presentato da subito in campo. Marchi ha partecipato a una partita «vera» dopo 5 mesi. De Agostini dopo tre, pure con fascia da capitano al braccio e gol. Tutto sommato positivo il bilancio pomeridiano, al netto della differenza in campo con gli sparring partner di turno. Gli attaccanti sono andati a segno e hanno pure fallito di poco altrettante occasioni personali. Vuoi per mira, vuoi per cercare soluzioni di giustezza, anziché maggiormente efficaci. In difesa il lavoro è stato certamente meno intenso e gravoso. BERSAGLI – Il San Gaetano, ospite ieri, è una squadra di Promozione veneta. Terzo in classifica, è in piena lotta playoff. Analogie a distanza di tre categorie. L’agilità e la facilità di andare a rete dei neroverdi, dunque, vanno soppesate in relazione a chi stava di fronte. Il 10-0 conclusivo parla da solo. A segno tutte le punte attualmente “di riserva”: Berrettoni (2), Filippini (1) e Valente (3). Utili in prospettiva, siccome né Pordenone né Feralpi hanno propri attaccanti nei primi tre posti della classifica marcatori. Il più ben messo, tra i bomber delle due prossime avversarie, è Bracaletti: 9 reti. Segue sempre De Cenco con 8, uno più di Filippini per i padroni di casa e di Tortori per gli ospiti. TABELLINO – Il Pordenone è partito con De Toni fra i pali; Cosner, Marchi, De Agostini e Talin in difesa; Castelletto, Ramadani e Bovolon a centrocampo; Berrettoni, Filippini e Valente davanti. Dopo le segnature della prima frazione (il bis di Berrettoni, lo scavetto di Filippini, il pallonetto di Bovolon), con la girandola di sostituzioni nella ripresa sono arrivate quella di testa di De Agostini, la stoccata dalla distanza di Valente (che prima dell’intervallo si era fatto parare un rigore) e il suo bis con un tocco sotto. Quindi quello al volo di De Anna e il penalty trasformato da Salamon per fallo su Valente, il quale poi ha completato la decina su suggerimento di De Anna.

Ore 18.20 – (Messaggero Veneto) Quando si dice una squadra camaleontica. La Feralpisalò, ospite sabato al Bottecchia, incarna appieno la definizione. La formazione bresciana è stata infatti capace di cambiare pelle dal girone d’andata a quello di ritorno. E non soltanto a causa dell’avvicendamento in panchina che a novembre ha visto Aimo Diana subentrare a Michele Serena. Il cambiamento è stato soprattutto di “tendenza”. Nella prima parte di stagione, infatti, Maracchi e compagni erano delle autentiche furie lontano da casa: 6 vittorie e nessuna sconfitta nelle 9 trasferte dell’andata. Mentre nel proprio stadio lasciavano parecchio a desiderare: basti pensare che la prima vittoria è arrivata soltanto a metà novembre a spese del Lumezzane. Quindi la trasformazione. Nel girone di ritorno ben 3 sconfitte fuori, tra l’altro consecutive, su 5 gare disputate. Il successo manca da quasi 3 mesi. Ma in compenso a Salò la marcia si è letteralmente capovolta: vittorie (5 su 7) e imbattibilità interne, a una media di più di 2 gol a partita. Allora c’è da fidarsi di questa Feralpi claudicante in trasferta? Al pensiero che tra le sue vittime esterne ci sono Alessandria, Cittadella e Bassano, probabilmente è meglio di no.

Ore 18.00 – (Messaggero Veneto) La concorrenza fa bene. Se diventa sinonimo di gol, meglio ancora. Se lo augura Bruno Tedino, che in vista della gara di sabato (alle 17.30) al Bottecchia con la Feralpisalò potrebbe dover risolvere piacevoli problemi di abbondanza nel reparto avanzato. L’amichevole disputata ieri al De Marchi con i dilettanti (Promozione) del San Gaetano ha messo in mostra tutti gli attaccanti tenuti in panchina sabato scorso con la Reggiana. Tripletta di Valente, doppietta di Berrettoni, un solo sigillo, ma di pregevole fattura, di Filippini. Loro i mattatori del 10-0 rifilato ai trevigiani, in cui hanno brillato pure i giovani Bovolon, De Anna e Salamon. Sorrisi. Può dunque sorridere il tecnico neroverde, che sabato tornerà a sedersi in panchina dopo il turno di squalifica scontato con gli emiliani. E non soltanto per la preventivabile “vendemmia” di reti che ha caratterizzato la sgambata di ieri. Il rientro in difesa di Marchi, titolare dopo 5 mesi di assenza, e quello di De Agostini (provato nella veste di centrale), assente anch’esso da qualche mese dai primi undici, rappresentano ulteriori note liete in vista del delicato match di sabato con la Feralpisalò. Una gara in cui i neroverdi hanno la possibilità di blindare perlomeno un piazzamento tra le prime quattro del girone, così da scongiurare il rischio di farsi risucchiare fuori dalla zona play-off. Partita. Tedino con il San Gaetano si è inizialmente affidato a un 4-3-3 con De Toni in porta, il rientrante Cosner, Marchi, De Agostini e Talin in difesa; Castelletto, Ramadani e Bovolon in mezzo; Berrettoni, Filippini e Valente di punta. La prima frazione si apre con una doppietta (entrambe le reti di piede) di Berrettoni, seguita da un’autentica perla di Filippini: scatto, tunnel, e scavetto che sorprende il portiere. Applausi scroscianti per lui. Così come per il giovane Bovolon, in gol con un bellissimo pallonetto. Prima dell’intervallo penalty fallito da Valente. L’esterno offensivo si rifarà nella ripresa. Sua la punizione che mette sulla testa di De Agostini il 5-0. Quindi una tripletta, intervallata da una prodezza volante di De Anna e dal rigore di Salamon (procurato dallo stesso Valente). Dubbi. Le cosiddette seconde linee dimostrano di avere fame. Il segnale che Tedino si aspettava per affrontare al meglio il rush finale del campionato. E’ ovvio che la notevole differenza di valori con la rivale di ieri non consente particolari valutazioni. Ma la prestazione di più di qualcuno è destinata a insinuare qualche dubbio nella mente del tecnico neroverde: in particolare nel tridente (o trequartista più due punte) d’attacco. Al momento in sei, ovvero Filippini, Martignago, Strizzolo, Cattaneo, Berrettoni e Buratto, si giocano 3 maglie.

Ore 17.42 – Qui Conselve, fischio finale: Padova-Conselve 13-0.

Ore 17.37 – Qui Conselve: c’è gloria anche per il giovane Moreschi, a segno con un tap in ravvicinato. 13-0.

Ore 17.32 – Qui Conselve: Altinier vince la palma di “gol più bello della giornata” con una magistrale rovesciata. 12-0.

Ore 17.28 – Qui Conselve: ancora Ilari, che sfrutta un errore del portiere per insaccare a porta vuota. 11-0.

Ore 17.24 – Qui Conselve: Padova in doppia cifra, doppietta personale per Ilari in contropiede. 10-0.

Ore 17.21 – Qui Conselve: terzo gol di Finocchio, e terzo assist di Ilari. 9-0, e nel Padova il giovane Moreschi subentra a Diniz.

Ore 17.20 – Qui Conselve: l’8-0 è firmato da Altinier con un bellissimo tiro a giro di destro.

Ore 17.15 – Qui Conselve: a segno ancora Finocchio, e ancora su assist di Ilari. 7-0.

Ore 17.13 – Qui Conselve: Finocchio “chiude il set” con un destro ravvicinato. 6-0. Nel Padova Bottalico subentra a De Risio.

Ore 17.10 – Qui Conselve: “manita” del Padova, gol di pregevole fattura di Diniz con un potente diagonale di destro dal limite. 5-0.

Ore 17.00 – Qui Conselve: poker Biancoscudato, gol di Ilari. 4-0.

Ore 16.58 – Qui Conselve: inizia il secondo tempo. Questa la formazione del Padova, che torna a schierarsi col 4-4-2: Favaro; Diniz, Moretto, Kgaras, Favalli; Ilari, Mazzocco, De Risio, Petrilli; Finocchio, Altinier.

Ore 16.45 – Qui Conselve, fine primo tempo: Padova-Conselve 3-0.

Ore 16.39 – Qui Conselve: tris del Padova e doppietta personale per Sparacello. 3-0.

Ore 16.35 – Qui Conselve: raddoppio del Padova, a segno Sparacello su rigore. 2-0.

Ore 16.30 – Qui Conselve: ci vuole mezz’ora per vedere il primo gol, a siglarlo è Bucolo al termine di un’azione personale. 1-0.

Ore 16.00 – Qui Conselve: inizia l’amichevole.

Ore 15.30 – Qui Conselve: Biancoscudati in campo per il riscaldamento. Questo l’undici titolare, schierato col 3-4-1-2: Petkovic; Diniz, Sbraga, Dell’Andrea; Turea, De Risio, Bucolo, Bearzotti; Cunico; Petrilli, Sparacello.

Ore 15.00 – (Giornale di Vicenza) Luca Laurenti non è una semplice spalla a fianco della star. Non ha bisogno di un Bonolis al centro del proscenio per luccicare. Perchè il giallorosso Laurenti, all’anagrafe Gianluca, brilla di luce propria. Esterno atipico, fisicamente strutturato, muscolarmente esplosivo, ha una capacità di corsa e spinta inusuale. Più che nell’uno contro uno, brucia tutti sullo scatto e sulla potenza atletica. Tre apparizioni sinora, tre scampoli di gara, ma una presenza scenica che è viva ed attiva: con la Giana Erminio al Mercante ha messo in mostra la velocità, a Mantova sulla progressione non lo teneva nessuno, a Cittadella è cresciuto di personalità sfiorando il vantaggio, murato sul più bello da Alfonso. Il passo successivo è un gettone da titolare che, complice le cattive condizioni di Piscitella e Candido potrebbe materializzarsi già domenica con la Pro Piacenza allo stadio. E in ogni caso tre presenze e tre vittorie: come amuleto funziona già benissimo.Laurenti, lei ha il merito di entrare e lasciare il segno e di farsi trovare sempre pronto…È quello che devo fare e che voglio fare. Incidere sempre in qualche modo. Devo ammettere che all’inizio ho fatto un po’ fatica. Venivo dall’Altovicentino che anche se appartiene alla fascia altissima della serie D non è paragonabile al livello e al ritmo di gioco che c’è in Lega Pro. Quindi ho dovuto adattarmi ai sistemi di allenamento diversi e più intensi e a cadenze più accentuate in partita. Non facevo la categoria da qualche anno e ho avuto bisogno di adeguarmi dal punto di vista fisico. Ora che il processo di inserimento è completato penso di poter dire la mia.A meno di tre mesi dal suo ingresso al Bassano, pentito della scelta?Nemmeno per idea. Ho 25 anni, ho già vissuto questa Lega con la Spal, la mia società d’origine e quando si è presentata l’opportunità di tornarci non ho avuto esitazioni. Era un treno da afferrare al volo. Anche perchè la chiamata è giunta dal Bassano, un top club per la categoria, altrimenti rimanevo a Valdagno.Quanto vale come autostima il blitz del Tombolato?Tantissimo. Battere la più forte di tutte in casa sua e in modo netto ti dà una consapevolezza speciale. Tuttavia, anche se può apparire paradossale, contro Pro Piacenza e Lumezzane sarà molto più complicato che col Cittadella. Chi lotta per non retrocedere te la mette sempre giù dura, i testacoda sono subdoli.Il Citta naturalmente è già su?Non scherziamo. Vanno su anche se non si presentano alle partite…La sua Spal ormai ha un piede e mezzo in B.La mia Spal è nell’altro girone che, con tutto il rispetto, è nettamente inferiore al gruppo A. Qua ogni partita è una battaglia, là molto meno. Alla mia prima col Bassano abbiamo incontrato l’Alto Adige che per un tempo pareva il Real Madrid. Poi si è dato una calmata. E parliamo dell’Alto Adige che è a poco più di metà classifica, figuriamoci le altre.Se entra ai playoff questo Bassano è un osso duroDi sicuro. Io poi ormai sono a pieno regime e voglio osare, nel mio ruolo non puoi accontentarti del compitino. Mai.Col gruppo come va?Benone. Abito con Fabbro e Gargiulo, ma con tutti ho legato subito, da Davì sino agli altri compagni. Insomma, ho fatto un affare a vestire questa maglia.

Ore 14.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Tesi difensiva convincente e documentata, Perinetti «va in gol» per primo nell’inchiesta Fuorigioco. Ieri il ds del Venezia ha ottenuto il dissequestro del proprio conto corrente bancario, preventivamente bloccato due mesi fa essendo stato inserito nella lunga lista dei dirigenti indagati dalla Procura di Napoli per presunte evasioni fiscali nel trasferimento di calciatori (nel caso specifico di 8 mila euro nel passaggio di Matteo Paro dal Genoa al Bari nel 2009). Il Tribunale del Riesame ha annullato il decreto di sequestro ritenendo meritevole di accoglimento la tesi difensiva esposta agli inquirenti dallo stesso Giorgio Perinetti e dal suo legale Gianmaria Daminato, ieri mattina nella sede di Mestre della Guardia di Finanza. Il dirigente lagunare da subito aveva definito «un’assurdità totale pensare che avrei dato qualcosa a qualcuno per evadere 8 mila euro – le sue parole a fine gennaio -. Una cifra irrisoria per un club di serie A, come i 12 milioni dell’intera inchiesta rispetto al miliardo annuo che il calcio porta nelle casse dello stato. Il tutto poi per un giocatore come Paro che non ha quasi messo piede in campo per gli infortuni». L’Operazione Fuorigioco punta il dito contro il vizio delle società di «mascherare» una parte dell’ingaggio dovuto al giocatore, versandolo all’agente per dribblare il fisco pagando meno tasse sul contratto di lavoro calcistico. Perinetti ha dimostrato con l’avvocato Daminato di essersi occupato, nella stagione 2009/10, del trasferimento di Paro esclusivamente da un punto di vista tecnico e non fiscale, aspetto documentato come da regolamento nel campionato 2010/11 dai nuovi dirigenti del Bari, club che Perinetti non rappresentava più legalmente essendo già passato al Siena. «Sono molto soddisfatto – si è limitato a commentare il ds in attesa del pieno proscioglimento – e il fatto che mi sia stato subito concesso il dissequestro del conto corrente la dice lunga sulla mia posizione. Sono stato io ad aver chiesto di spiegare tutto agli inquirenti per dimostrare di aver sempre agito correttamente». CURVA SUD – Esaurito il pullman della Curva Sud per la trasferta di domenica a Este (ore 15): i tifosi potranno accodarsi con le auto alle 12.30 da Venezia (Tronchetto-People Mover) e alle 12.45 da Mestre (Piazza Barche).

Ore 14.10 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Nell’indagine «Fuorigioco» il ds del Venezia Giorgio Perinetti si è aggiudicato il primo round. Ieri il Tribunale del Riesame di Napoli ha infatti accolto il ricorso presentato dall’avvocato Gianmaria Daminato e ha annullato il decreto di sequestro preventivo, disposto dalla Procura partenopea, del conto corrente del dirigente arancioneroverde. L’ambito è appunto quello dell’indagine «Fuorigioco» e la contestazione a Perinetti riguarda il prestito del calciatore Matteo Paro, risalente al periodo in cui lavorava per il Bari: i reati contestati sono evasione fiscale e false fatturazioni. «L’indagine è ancora in corso – commenta Perinetti – ma sono convinto della assoluta correttezza del mio operato. Sono contento di essere stato ascoltato dagli inquirenti, ai quali ho ribadito la mia estraneità ai fatti contestati».

Ore 13.50 – (La Nuova Venezia) Primo successo per Giorgio Perinetti nell’ambito dell’inchiesta “Fuorigioco”: il Tribunale del Riesame di Napoli ha accolto il ricorso presentato dal legale del direttore sportivo del Venezia, Gianmaria Daminato. A fine gennaio, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli aveva infatti disposto il sequestro preventivo del conto corrente bancario del dirigente arancioneroverde. Ieri mattina la decisione del Tribunale del Riesame, che ha annullato il decreto di sequestro preventivo avendo ritenuto meritevole di accoglimento la tesi difensiva presentata da Giorgio Perinetti attraverso il suo legale. Sempre ieri, il direttore sportivo del Venezia, assistito dall’avvocato Gianmaria Daminato, è stato sentito dagli inquirenti campani, ai quali ha ribadito la propria estraneità rispetto alle contestazioni mosse nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli. «Io sono sempre stato tranquillo», ha spiegato Giorgio Perinetti al Taliercio, «era importante chiarire come sono andati realmente i fatti, mi sentivo in dovere di esporli, poi spetta agli inquirenti fare le loro deduzioni». Giorgio Perinetti era stato inserito a fine gennaio nel listone di dirigenti, giocatori e procuratori finiti nel mirino della Guardia di Finanza nell’ambito delle indagini dell’inchiesta “Fuorigioco”. Il caso specifico, che ha visto coinvolto il dirigente arancioneroverde, riguarda il centrocampista Matteo Paro. Perinetti era finito infatti nel gruppo degli indagati per la trattativa del trasferimento in prestito del centrocampista di scuola Juventus, arrivato ad inizio luglio 2009 al Bari, neopromosso in Serie A, in prestito dal Genoa, dove fece ritorno a fine gennaio 2010, dopo un grave infortunio al ginocchio, per essere dirottato poi al Piacenza. La cifra contestata al direttore sportivo arancioneroverde è di 8.000 euro. «Ribadisco la mia completa estraneità ai fatti contestati», aveva scritto a fine gennaio Perinetti nella nota emessa dal Venezia Fc, «peraltro successivi alla conclusione del mio rapporto lavorativo con l’A.S.Bari». Verso Este. Domenica, intanto, il Venezia si gioca un pezzo notevole di Lega Pro. «Ci sono mille motivi per essere sul pezzo», ha spiegato Giorgio Perinetti, «se facciamo risultato a Este, diamo un segnale eloquente al campionato. Sarà una bella partita, Este è un bel campo, una squadra che sta giocando il miglior calcio del girone e che vorrà cercare di ripetere lo scherzetto della gara d’andata». La Curva Sud VeneziaMestre informa i tifosi di aver esaurito tutti i posti nel pullman organizzato per la trasferta e invita tutti i sostenitori a recarsi ad Este con mezzi propri seguendo il pullman e a comprare i biglietti in società. Gli orari di partenza sono: 12.30 da Venezia-Tronchetto, all’altezza del People Mover, e alle 12.45 da Mestre-Piazza Barche.

Ore 13.20 – (Gazzettino) «Il mio futuro al Campodarsego? Prima dobbiamo trovare un’identità di vedute sui programmi». La dichiarazione è del direttore generale Attilio Gementi, e lascia intendere che oggi come oggi non c’è da mettere la mano sul fuoco sulla prosecuzione del suo rapporto con il club biancorosso, anche se le probabilità restano elevate. Pur con la squadra ancora in corsa per il primato in classifica (cinque punti di distacco dal Venezia) nella sua prima storica partecipazione al campionato di serie D, dietro le quinte sono già iniziate le manovre in vista della prossima stagione. Tanto che nei giorni scorsi il presidente Daniele Pagin aveva dato per scontata la conferma di Gementi. «Mi fa immenso piacere che il presidente voglia ripartire dal sottoscritto. Ne abbiamo parlato anche sabato: per quanto riguarda la mia posizione non c’è alcun problema, dobbiamo invece risintonizzarci su quali sono i programmi futuri perché dopo due annate così importanti bisogna capire quali obiettivi si può porre ancora una società come il Campodarsego, che in serie D è comunque una delle migliori. Nei prossimi giorni ne discuteremo». Non sembrano mancare però le sirene provenienti da altre società: stando ai rumors Gementi è stato contattato nelle ultime settimane dal Mestre e dalla Luparense San Paolo. «Voci se ne sentono tutti i giorni, non solo su di me, anche se mi fa piacere se qualcuno si è accorto del lavoro che è stato fatto. Detto questo, sono in una società che mi auguro voglia crescere ulteriormente. E se con la società condivideremo i programmi, sarei felicissimo di portare avanti il mio lavoro. Al Campodarsego sto benissimo, è una società importante sotto tutti i punti di vista soprattutto su quello umano, e vorrei rimanere qui. Ma ci devono essere i presupposti per poter migliorare ciò che abbiamo fatto finora». Con Pagin avete parlato anche di un’eventuale conferma di Antonio Andreucci? «Il discorso relativo all’allenatore non è stato accennato, è tutto rimandato a fine campionato. Ora c’è da concentrarsi sulle ultime cinque partite, a cominciare da quella di domenica: è fondamentale vincere con il Levico per guadagnare punti su Este o Venezia che giocano lo scontro diretto. È un peccato avere buttato via qualche punto nelle ultime cinque-sei giornate, ma i giochi sono ancora aperti».

Ore 12.50 – (Mattino di Padova) Tre giocatori squalificati in Serie D nelle squadre padovane. Uno di loro, Nicolò Montin, salterà il big match di domenica prossima al Nuovo Stadio di Este fra i giallorossi locali e la capolista Venezia. Il difensore era stato ammonito domenica scorsa a Dro e a metà ripresa aveva lasciato il posto a Coraini. Gli altri due atleti sospesi dal giudice sportivo per una giornata sono Mattia Maistrello (Abano), che sarà costretto a vedersi dagli spalti la partita di Mestre, e Nicolò Severgnini (Luparense San Paolo), che salterà la trasferta di Belluno.

Ore 12.20 – (Gazzettino) A sorpresa, ma non troppo, ieri è arrivata ad Andrea Gabrielli una lettera di elogio da parte del presidente della Lega Pro Gabriele Gravina, riferita al fair play e al calcio di valori dimostrati dal Cittadella non solo nell’ultima partita con il Bassano. «L’ospite, l’hospes latino, ha il duplice significato di “colui che ospita” e “colui che è ospitato” e sugli spalti del Tombolato si è visto come i tifosi siano stati considerati ospiti e protagonisti in un teatro, dove si vive la passione per il calcio”. Nell’allenamento di ieri regolarmente in gruppo Pascali, che aveva giocato con il Bassano fasciato per una ferita fra naso e occhio destro. Benedetti, invece, ha una contrattura ai flessori della coscia destra; fermo anche Bonazzoli per la costola sinistra fratturata nella partita di Foggia. Intanto sono aperte le prevendite per la partite di domenica a Reggio (circuito Tiketone). Il club “Angelo Gabrielli Granata per sempre” si muoverà in pullman in partenza domenica alle 11.30 dal bar Stadio; al ritorno cena “Da Godi” a Fontaniva (informazioni al 339.399.12.19).

Ore 12.00 – (Gazzettino) Il Cittadella ha ripreso ieri pomeriggio la preparazione in vista della trasferta di domenica a Reggio Emilia (Mapei Stadium, ore 15, arbitra Pasquale Boggi da Salerno). La sconfitta di lunedì con il Bassano ha interrotto la serie di undici vittorie consecutive in Lega Pro, un record per la categoria, ma non ha inciso sul morale della squadra. Il capitano Manuel Iori ne è convinto: «Dispiace avere interrotto questo filotto di risultati, ma ci può stare. Avevamo preparato la sfida in maniera diversa, l’esito però non è stato quello che volevamo. Abbiamo concesso quattro-cinque ripartenze che loro hanno saputo sfruttare al meglio, inoltre abbiamo commesso diversi errori di precisione e perso troppi palloni. Escludo comunque un calo di forma da parte nostra». Su come ripartire, il capitano spiega: «Non credo ci sia bisogno di rimedi particolari. Analizzeremo gli errori commessi per non ripeterli e poter affrontare la prossima partita con la Reggiana puntando a un pronto riscatto. Non è il caso di fare drammi per una sconfitta, noi dobbiamo continuare con la serenità di sempre, facendo quello che abbiamo dimostrato di saper fare». Una situazione come quella attuale Iori non l’ha mai vissuta. «Credo che a pochi sia successo di interrompere un filotto-record come questo. Mi era capitato di perdere una partita dopo quattro-cinque risultati utili consecutivi. È normale nel calcio, l’importante è mantenere gli equilibri giusti e restare se stessi». Nella vittoria per 2-1 sulla Reggiana all’andata al Tombolato il capitano granata ha messo a segno di testa il gol del raddoppio, dopo il sigillo di Litteri. «Adesso è un’altra partita. Troveremo una squadra che alla vigilia era data fra le favorite e che ora sta attraversando un buon momento. Non ha giocato male nell’ultima gara persa di misura a Pordenone, mentre in precedenza aveva colto due vittorie. Sarà una partita tosta contro un avversario che ha elementi validi e un’ottima difesa. Noi dobbiamo trasformare in rabbia tutta la delusione per l’ultima sconfitta. Il campionato non è finito e l’obiettivo non l’abbiamo ancora conquistato». Il Cittadella è in corsa anche per la Coppa Italia Lega Pro: nella finale di ritorno giovedì 14 aprile con il Foggia al Tombolato servirà l’impresa, dovendo i granata rimontare il ko per 4-1 rimediato in Puglia. Il tris ravvicinato con Reggiana, Foggia e Pordenone lunedì 18 aprile in posticipo dirà molto, o tutto. «Questa settimana dobbiamo lavorare bene restando concentrati solo sulla partita di Reggio Emilia. Poi verranno gli altri impegni con la solita filosofia: una partita alla volta puntando sempre alla vittoria».

Ore 11.40 – (Mattino di Padova) Ripresa degli allenamenti ieri pomeriggio al Tombolato. Alla seduta non hanno partecipato Benedetti e Bonazzoli. Il primo, uscito anzitempo nel derby, in mattinata si era sottoposto ad un’ecografia che ha evidenziato la contrattura ai flessori della coscia destra. Nessuna lesione, ma a questo punto la sua presenza a Reggio sembra poco probabile. Per Bonazzoli, invece, la stagione potrebbe già essere finita: gli accertamenti medici effettuati sabato hanno infatti chiarito che nel corso della finale di Coppa, a Foggia, si è fratturato una costola. «Dovrò rimanere a riposo per almeno un paio di settimane, poi vedremo», le parole dell’attaccante. I complimenti della Lega. Il presidente della Lega Pro, Gabriele Gravina, ha indirizzato una lettera di congratulazioni ad Andrea Gabrielli: «Il suo club ha messo in pratica l’ospitalità in più di una circostanza, l’ultima, in ordine cronologico, lunedì scorso nella sfida con il Bassano», si legge nel testo. «Sono pagine che danno il vero senso di questo sport, che si riassume nello striscione dei tifosi del Cittadella: “Nessuna rivalità, ma tanta ospitalità”».

Ore 11.20 – (Mattino di Padova) Un paio di cerotti vistosi si incrociano proprio sopra le sopracciglia. Non ha più la fasciatura che gli avvolgeva la testa nel derby con il Bassano, ma i postumi restano. E così Manuel Pascali, il gladiatore venuto dalla Scozia, sembra ancor più un guerriero. «Con Momentè c’è stato uno scontro di gioco di quelli che capitano di frequente in campo. Ho accusato un po’ di fastidio per il primo quarto d’ora, ma poi ho preso confidenza con quel turbante stile “vecchi tempi”. Lo staff medico non mi ha applicato punti di sutura perché il taglio non era così profondo, ma credo che dovrò giocare fasciato anche a Reggio Emilia», sorride il difensore del Cittadella. «Ormai, però, ci sto prendendo l’abitudine: è la terza volta in questa stagione che termino una gara in queste condizioni. La prima era stata con il Napoli in amichevole, la scorsa estate, e poi in casa del Renate, a Meda». A quella botta sono poi seguite le due pappine dei giallorossi, che hanno interrotto la vostra striscia-record di 11 vittorie consecutive. Come si reagisce a questo ko? «Non ha senso farne un dramma. La sconfitta dà fastidio, inutile nasconderlo, perché perdere un derby è sempre antipatico. Ma aggiungo che non vorrei essere nei panni di nessun altro in questo momento: chi ci insegue può solo sperare in un nostro tonfo clamoroso. Per quanto ci riguarda, non dobbiamo pensare ai punti di vantaggio e al calendario. Se ci si sofferma troppo su queste cose, poi non le si vive nel modo giusto. L’imperativo è quello di concentrarsi su ogni singola partita, volta per volta, e metterci sotto con il lavoro, a testa bassa. Andremo a Reggio per vincere, poi quel che sarà, sarà…». Da spettatore coinvolto nella recita, come ha visto il suo Citta? «Non siamo riusciti ad essere incisivi negli ultimi venti metri, ma può capitare. Abbiamo disputato un buon primo tempo: tolta la punizione di Momentè e l’occasione avuta da Piscitella in contropiede dopo il possibile rigore non concesso per il fallo su Litteri, non ne ricordo altre. Nella ripresa il Bassano ha trovato il gol nel momento in cui stava giocando meglio, e lì è cambiato tutto. Noi ci siamo riversati in avanti per ribaltare il risultato e loro hanno potuto mettere in pratica quello in cui sono più abili: le ripartenze». Un copione che accomuna questa sconfitta a quelle incassate da FeralpiSalò e Sudtirol. «È vero, ma è passato molto tempo e in altre gare abbiamo dimostrato più maturità anche contro avversarie rintanate nella loro metà campo. Ho avuto l’impressione che gli uomini di Sottili siano venuti al Tombolato per accontentarsi del pareggio. In lunghi tratti del match ci hanno aspettato al limite dell’area e persino Momentè, il loro centravanti, se ne stava sulla sua trequarti. Bravi comunque, perché questo atteggiamento alla fine ha pagato». Si è vista, però, anche una certa stanchezza nella vostra ultima mezz’ora. «Non abbiamo finito in crescendo come ultimamente ci capitava, eppure è anche vero che lo 0-2 è arrivato come una mazzata. Già è difficile recuperare un gol ad una squadra del livello del Bassano, recuperarne due diventava davvero complicato». Domenica incontrerete un’altra avversaria in grado, all’andata, di crearvi più di un grattacapo. «La Reggiana è una squadra a cui è tremendamente difficile fare gol: ne ha subìti appena 18 sin qui, e 4 nella sola partita con il Pordenone, altrimenti sarebbe premiata da numeri ancora migliori. Allo stesso tempo vive un momento difficile ed è stata anche contestata dai tifosi. Contro di noi, all’andata, ha disputato un’ottima ripresa, pur incontrando alcune difficoltà in attacco. Speriamo ne incontri ancora domenica… Noi ci presenteremo al Mapei Stadium, uno degli impianti più belli della categoria, con tanta voglia di rifarci e cancellare del tutto il derby con il Bassano».

Ore 10.50 – (Gazzettino) C’è poi da fare i conti con il Feralpi, quinto a quota 49, in svantaggio con il Padova negli scontri diretti, ma con una serie di gare, a partire dalla trasferta di sabato a Pordenone, tutt’altro che morbide. Con i bresciani il divario da colmare in cinque partite è di 4 punti e in caso di arrivo a tre nella classifica avulsa prevarrebbero i biancoscudati. Nella tabella è considerato anche il Pavia che però, pur appaiato al Padova, è sotto negli scontri diretti con due concorrenti su tre e deve ancora misurarsi con il Feralpi. Non va infine dimenticato che accedono ai play off solo le due migliori quarte dei tre gironi. Un posto è virtualmente occupato dal girone C (quarta a quota 53, quinta a 51) per cui la sfida a distanza si gioca con l’Ancona nel girone B, attualmente a 49 punti. I marchigiani affronteranno fuori casa Pontedera (sesto), Lupa Roma (penultima) e Siena (settimo) e ospiteranno la capolista Spal tra due turni e il Rimini (tredicesimo).

Ore 10.40 – (Gazzettino) Occorre dunque vincere e sperare nelle disgrazie altrui. Tradotto in numeri, nelle prossime quattro gare servono altrettanti successi, a fronte di un bottino massimo di due vittorie e due pareggi per i piemontesi. Ipotesi possibile? Il calendario prevede per il Padova tre gare di fila abbordabili, purché affrontate con lo spirito giusto, contro le ultime della classe Pro Patria e Albinoleffe e la pericolante Giana Erminio. Poi serve un colpaccio a Bassano alla penultima giornata, sicuramente difficile, ma i vicentini, ora avanti al Padova di dieci punti – fuori portata pure il Pordenone, terzo con otto lunghezze di vantaggio e messo meglio negli scontri diretti – potrebbero anche avere la testa ai play off nel frattempo già acquisiti. Quanto all’Alessandria, la squadra sta bene, è reduce da tre vittorie e il calendario, come si può vedere nella tabella che sintetizza la corsa al quarto posto, non pare proibitivo, ma il rischio di scivolare in una buccia di banana può essere sempre dietro l’angolo.

Ore 10.30 – (Gazzettino) «Se l’Alessandria vincerà a Pavia sarà difficile riagguantarlo, ma noi non molleremo niente fino all’ultimo secondo». Così si esprimeva domenica Beppe Pillon al termine dell’incontro pareggiato a Cuneo dal Padova che già rischiava di complicare la corsa al quarto posto, ultima possibile poltrona per i play off. Il giorno dopo si è verificata la condizione che il tecnico temeva – il successo dei piemontesi, ora avanti di sette lunghezze rispetto ai biancoscudati – ma adesso si spera che trovi compimento la seconda parte della sua frase, con la squadra che ha il dovere di provare a fare il pieno di punti per chiudere al meglio la stagione e tenere comunque accesa quella pur flebile speranza di una rimonta in extremis. Le possibilità di conquistare i play off, inutile negarlo, sono limitate, ma non va dimenticato che all’ultima giornata l’Alessandria giocherà all’Euganeo in una sfida che potrebbe risultare decisiva, qualora Diniz e colleghi riuscissero nel frattempo a rosicchiare agli avversari quattro punti in altrettante giornate. In tal modo arriverebbero all’appuntamento finale con tre lunghezze di ritardo e con la prospettiva di raggiungere l’obiettivo in caso di successo grazie al saldo attivo negli scontri diretti dopo il pari per 1-1 dell’andata.

Ore 10.20 – (Gazzettino) Amichevole per il Padova oggi alle 16 a Conselve contro l’Atletico (Seconda categoria). Anche nella doppia seduta di ieri, intanto, si sono regolarmente allenati Diniz che come De Risio ha pure scontato il proprio turno di squalifica, e Corti che domenica all’Euganeo contro la Pro Patria (calcio d’inizio alle 17.30, arbitro Annaloro di Collegno) tornerà a disposizione dopo l’infortunio al collaterale. A riposo precauzionale Neto Pereira, potrebbe rientrare in gruppo domani Anastasio e non recupera Dionisi. Un turno di stop, infine, per Baldassin. Questa mattina alle 9 Dionisi, Favalli, Finocchio e Ilari parteciperanno al Teatro Quirino di Vigonza con il locale sindaco Nunzio Tacchetto, l’assessore comunale allo sport di Padova Cinzia Rampazzo, il presidente provinciale dell’Avis Roberto Ferrari e gli alunni delle scuole elementari e secondarie della zona all’iniziativa di solidarietà “Un goal per la vita – Donare la vita è un gioco di squadra” organizzata dal club Aicb Avis Biancoscudato. DOPPIO DASPO. C’è anche la tifoseria del Padova tra le 25 aderenti al progetto di legge presentato ieri in Senato da parlamentari di diversi schieramenti che mira a evitare che chi incorre nel Daspo per decisione del questore, veda, in caso di condanna, un ulteriore periodo di divieto di ingresso allo stadio disposto dal giudice in aggiunta a quello già scontato.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Non specifica il destinatario dell’allusione, non si dilunga in una spiegazione, ma la fotografia di quel Pro Patria-Padova è ancora bene impressa negli occhi. Una squadra morta, spenta, palesemente votata alla frenata. Se fosse stata colpa del mister, o di un disegno ordito ai suoi danni, potrà spiegarlo solo chi c’era. «Da un lato vorrei parlare in maniera approfondita, spiegare alcune cose. Ma dall’altro mi dico che forse è meglio evitare certi discorsi, perché parlare del passato, adesso, forse non è opportuno. Tutte le vicissitudini preferisco tenermele per me, per riflettere su quello che è stato». E questi primi mesi qualcosa hanno già partorito. «Le due facce della medaglia: ho riflettuto su di me, e credo ci siano stati dei lati positivi, come per esempio il fatto che credo di aver dato tutto quanto avevo verso questi colori, e altri negativi, come alcuni comportamenti, alcune relazioni con le altre persone, alcune decisioni tecniche. Il tempo e una nuova squadra riusciranno a farmi ripartire, vedremo cosa accadrà».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) «Ma molti allenatori più esperti e navigati mi hanno consigliato di non pensarci, dicendomi che prima o poi, nella carriera di un tecnico, capita sempre di attraversare un momento come questo. Un esonero aiuta a migliorare le proprie capacità, è molto costruttivo perché ti permette di riflettere». Di cose ne vorrebbe dire tante, l’ex mister del Padova. Lo si avverte nella sua viva voce, smaniosa di viaggiare a ruota libera e confessare tutto, una volta per tutte, ma strozzata da una professionalità (e da un contratto con il club di viale Rocco ancora in essere) che impone una certa diplomazia. C’è un unico momento in cui si sbottona. È riferito a ciò che disse, all’indomani del suo esonero, il fidato vice, Rino Lavezzini, che alla Guizza si presentò davanti alle telecamere e sbottò, riferendosi platealmente alla squadra: «Se gli avessimo voluto bene, avremmo potuto fare molto di più per aiutarlo». «Con il senno di poi è sempre facile parlare», puntualizza Parlato. «È come quando metti in campo una formazione, e il giorno dopo ti chiedi cosa sarebbe successo se ne avessi messa dentro una diversa. Io ho occhi e orecchie, e ho sempre vissuto con tutti, mentre ero il tecnico del Padova, in maniera coerente e rispettosa. Quello che fanno gli altri non mi interessa».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Quella tra Padova e Pro Patria non è mai stata una partita qualsiasi. Lo sarà domenica, per forza di cose, con i biancoscudati aggrappati alla speranza di raggiungere i playoff ormai ridotta al lumicino, e forse addirittura più viva di quella che tiene in piedi i bustocchi, i quali con una sconfitta all’Euganeo saluterebbero la Lega Pro con 4 turni di anticipo. Ma negli anni che furono Padova-Pro Patria valeva la Serie B. E un girone fa, proprio per non farsi mancar nulla, Pro Patria-Padova è stata lo spartiacque della stagione di Neto Pereira & C. Nel gelo dello “Speroni”, il 28 novembre 2015, la squadra offrì una prova fredda tanto quanto l’ambiente circostante, e a pagarne le conseguenze fu Carmine Parlato, l’allenatore della rinascita, esonerato e sostituito da Bepi Pillon. Nonostante siano passati più di 4 mesi, e di mezzo ci sia un intero girone, per il tecnico della promozione dalla Serie D è ancora difficile parlare di quelle settimane. Tanto più di quella partita a Busto Arsizio. «Tra me e me, essendo stato il primo esonero in carriera, non ho mai nascosto di aver accusato il colpo», confessa l’allenatore partenopeo.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) A tre giorni dalla partita in programma all’Euganeo contro la Pro Patria (domenica alle ore 17.30), per Bepi Pillon comincia il tempo degli esperimenti. Oggi pomeriggio, alle 16, il Padova disputerà un’amichevole a Conselve, presso lo stadio Comunale (in via Vettorato 5) contro l’Atletico Conselve, formazione locale che milita in Seconda Categoria e che naviga in zona playoff, nel girone dominato però dal Monselice, che ha già conquistato la promozione in Prima. Nel corso della doppia seduta di allenamenti alla Guizza di ieri, intanto, il tecnico di Preganziol ha potuto constatare i miglioramenti fisici di Diniz e Corti: entrambi si sono allenati regolarmente e senza accusare fastidi, e domenica potrebbero tornare tra i convocati. Difficile, invece, che possa farcela Anastasio, rimasto ancora a riposo, mentre sono pari a zero le possibilità di vedere Dionisi, ancora out per il problema al polpaccio. Baldassin, infine, è squalificato.

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Roberto Bonetto rientrerà oggi dall’Indonesia dopo un viaggio di lavoro e ha ripetutamente smentito l’imminente uscita di scena della famiglia dal Padova al termine dell’attuale stagione. «Purtroppo c’è qualcuno che mette in giro voci che non stanno né in cielo né in terra — spiega Edoardo Bonetto — e, a scanso di equivoci, preciso che non mi riferisco ai giornalisti o agli organi di informazione. Lo scenario tratteggiato, in ogni caso, è assolutamente fuori luogo, non avendo noi neppure affrontato il discorso relativo alla prossima stagione in Consiglio di amministrazione e neppure in Assemblea dei soci. Deve ancora essere deciso tutto, per cui com’è possibile che noi vogliamo uscire se nemmeno sono stati decisi i programmi per il prossimo campionato? Dispiace, perché chi ha messo in giro questa sciocchezza ha danneggiato la società, la squadra e i tifosi». Capitolo playoff. Le parole di Bonetto, a ben vedere, sanno quasi di resa. «Fino a quando la matematica ci regala qualche chance — chiude il vicepresidente — è doveroso fare il massimo per cercare di conquistarli. Ma è anche vero, ed è giusto riconoscerlo, che qualcosa fino ad ora ci è mancato e che le partite ancora in calendario cominciano ad essere poche. E, di conseguenza, valano anche le possibilità di agganciare i playoff».

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Ai piani alti della Lega Pro la telefonata è arrivata. Paradossalmente prima di quanto accaduto a Cuneo, e l’idea è quella di farsi sentire nuovamente. Il Padova, con toni molto garbati, ha chiesto conto ai vertici della Lega dei fatti delle ultime settimane, con alcuni episodi arbitrali che, secondo il club biancoscudato, hanno danneggiato Pillon e la squadra. «Nessuno di noi – spiega il vicepresidente Edoardo Bonetto – è solito lamentarsi per gli arbitraggi, tanto che da parte nostra chiunque può verificare che non è mai stato prodotto un comportamento di questo tipo da quando siamo alla guida del Padova. Domenica a Cuneo bisogna innanzitutto dire che non c’è stata, da parte della squadra, una prestazione brillante come ci si poteva aspettare. Però, mettiamola così, siamo stati sfortunati con l’arbitraggio, domenica come in occasioni precedenti. Siccome non è la prima volta che accade, era giusto a nostro avviso farlo notare a chi di dovere. Ci fermiamo qui, perché tutti noi e io in prima persona pensiamo che gli arbitri facciano parte del gioco. Solo è comprensibile, e chiunque abbia giocato a calcio lo sa, che ci possa essere rabbia dopo certi episodi».

Ore 08.30 – Lega Pro girone A, la classifica aggiornata: Cittadella 65, Bassano 55, Pordenone 53, Alessandria 52, FeralpiSalò 49, Padova e Pavia 45, Reggiana 44, Cremonese 43, SudTirol 40, Giana Erminio 35, Lumezzane e Renate 32, Pro Piacenza 31, Cuneo 30, Mantova 23, AlbinoLeffe 19, Pro Patria 7 (-3 punti di penalizzazione).

Ore 08.20 – Lega Pro girone A, la ventinovesima giornata: Cremonese-Renate 2-0 (Scarsella (Cr) al 4′ pt, Magnaghi (Cr) al 24′ pt), SudTirol-Lumezzane 1-1 (Tulli (St) al 25′ pt, Sarao (Lu) al 44′ st), Pro Patria-Giana Erminio 0-2 (Cogliati (Ge) al 14′ st, Perico (Ge) al 38′ st), Pordenone-Reggiana 1-0 (Pasa (Pn) al 29′ st), Cuneo-Padova 1-1 (Chinellato (Cn) al 13′ st, Neto Pereira (Pd) al 32′ st), FeralpiSalò-Mantova 1-0 (Guerra (Fs) su rigore al 42′ st), AlbinoLeffe-Pro Piacenza 0-4, Cittadella-Bassano 0-2, Pavia-Alessandria 0-2.

Ore 08.10 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.00 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Maglietteveloci.it, Box Uomo, Studio Pignatelli Netstore, Birra Antoniana, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 6 aprile: doppia seduta per i Biancoscudati, in gruppo Diniz e Corti.

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