Bassano-Pordenone, Mateos: “Un pari andrebbe bene! E possiamo fare come il Pordenone…”

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La guarderà da spettatore speciale. A Bassano e Pordenone, infatti, Marcelo Mateos ha trascorso una fetta importante della sua carriera di calciatore e, successivamente, di dirigente. La scorsa estate ha lasciato i colori neroverdi per vestire i panni di team manager del Padova. E alla gara di sabato è interessato sia perché i biancoscudati puntano a inserirsi nella lotta al vertice sia perchè, per lui, sarà una sorta di derby del cuore. Sette anni a Bassano, tre a Pordenone, dove ha lasciato i ricordi migliori? «Chi fa il mio lavoro, lascia un pezzo di cuore in ogni città in cui vive. A Bassano, visti tutti gli anni trascorsi, ho lasciato anche una fetta di vita extracalcistica. E quando posso ci torno ancora. Ma pure con Pordenone il legame è ancora molto forte». Se l’aspettava la squadra neroverde lassù, da sola in testa, dopo 7 giornate? «Non mi stupisce. La scorsa stagione si erano già poste le basi per un grande progetto. E sebbene quest’estate siano cambiati diversi giocatori, è rimasto un tecnico come Tedino che è sinonimo di risultati e bel gioco. E, soprattutto, alle spalle è aumentata la voglia di vincere di una società seria e ambiziosa». A proposito, sabato sarà anche la sfida tra due modelli imprenditoriali, per quanto diversi, uniti dalla voglia di far assaporare il grande calcio a due realtà calcisticamente “freddine”. «Se non ci fossero Renzo Rosso da una parte e Mauro Lovisa dall’altra, non so in effetti dove si troverebbero i due club. Loro sono la principale garanzia per il futuro. La loro è una passione contagiosa. Penso in questo caso al Bottecchia, che ho visto anche sabato scorso pieno come non mai. Il presidente Lovisa è stato davvero bravo a risvegliare l’entusiasmo di un’intera città». In campo ci saranno tanti ex. Se potesse puntare su qualcuno, che nome farebbe? «Penso che Berrettoni, a prescindere, sia uno dei giocatori più decisivi di questa categoria. Se a ciò ci aggiungiamo pure la voglia dell’ex di farsi rimpiangere, non posso che indicare lui». E dall’altra parte, a chi dovrà prestare maggiormente attenzione il Pordenone? «Non è un ex, ma se giocherà mi guarderei bene da Tommy Maistrello, attaccante giovane (classe 1993) e completo, che vede benissimo la porta». Giocatori sulla carta decisivi, due squadre votate allo spettacolo. Che partita sarà? E che risultato si auspica? «Mi aspetto una gran bella gara. Ma spero non ci sia un vincitore. Un pari andrebbe bene al mio Padova, che sta cercando di recuperare terreno (meno 7 dalla vetta). L’anno scorso il Pordenone a dicembre si trovava a metà classifica e alla fine ha rischiato di vincere il campionato. Possiamo provarci anche noi».

(Fonte: Messaggero Veneto)




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