Live 24! Teramo-Padova 0-0, altro pari senza gol per Brevi: annullato un gol ad Alfageme

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Ore 22.25 – Lega Pro girone B, fischio finale: Bassano-Pordenone 2-0, Reggiana-Fano 3-1, Santarcangelo-Lumezzane 2-0.

Ore 21.00 – Sala stampa, Filipe (centrocampista Padova): “Non sono e non potevo essere il salvatore della patria, ma abbiamo fatto vedere più gioco dimostrando anche coraggio dato che giocavamo fuori casa! Peccato solo per la mancanza di gol, ma con un pizzico di qualità in più quando ci proponiamo in avanti possiamo dire la nostra. Oggi ci siamo resi protagonisti di una buona partita, e ci portiamo a casa questo punto. Le mie condizioni fisiche? Difficile riprendere sul sintetico, ma dopo qualche minuto ho preso il ritmo. Ci sarò martedì? Certo!”.

Ore 20.50 – Sala stampa, Andrea Bergamo (viceallenatore Padova): “Abbiamo disputato una buonissima partita, perché siamo tornati a creare gioco ed occasioni. Ci stiamo pian piano ritrovando, manca solo il gol ma una volta fatto un ulteriore step possiamo dare fastidio a tutti. Abbiamo avuto un calo fisiologico nel secondo tempo, ci hanno messo in difficoltà in un paio di ripartenze ma non abbiamo mai prestato pericolosamente il fianco. Ci siamo solo allungati un po’, serve più equilibrio ma ribadisco che a mio avviso siamo stati protagonisti di una buonissima prestazione. Filipe? Si sentiva la sua mancanza perché siamo una squadra da palla a terra e non da lanci, e se riusciamo a sviluppare il gioco così sappiamo essere davvero pericolosi come dimostrano le occasioni avute e che purtroppo non abbiamo sfruttato a dovere… Ora manca solo il gol, ma questa è la strada giusta”.

Ore 20.30 – Lega Pro girone B, fischio finale: Gubbio-Forlì 1-0.

Ore 20.25 – Fischio finale a Teramo: fra Teramo e Padova finisce 0-0. Annullato un gol ad Alfageme nella ripresa, piccolissimi progressi sotto il profilo del gioco per il Padova di Brevi, ancora però lontanissimo da un gioco degno di tal nome

Ore 18.25 – Lega Pro girone B, fischio finale: Maceratese-Mantova 1-0, Venezia-Sambenedettese 2-2.

Ore 18.20 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) «Del Pordenone temo la capacità di colpire e segnare in ogni momento della partita, indipendentemente dal fatto che i neroverdi stiano attaccando o subendo il gioco avversario». Luca D’Angelo, allenatore del Bassano, descrive così le sue sensazioni sulla gara di stasera in programma allo stadio Mercante. A suo avviso dunque il Pordenone assomiglia più a un cobra, per velocità e tasso di pericolosità, che a un ramarro. «Quella di Bruno Tedino – ha aggiunto – è una squadra esperta che si conosce bene e ha qualità. Può farti male in qualsiasi frangente, con la giocata di un singolo (e qui spicca Rachid Arma, sette gol in altrettante gare di campionato ndr) o con il gruppo». Ma D’Angelo, pur riconoscendo le qualità principali dell’avversario, non snaturerà il suo Bassano. Squadra corta, che vive di un possesso palla a volte quasi monotono, ma sicuramente avvolgente. Poche fiammate, tanta mole di gioco a sfiancare la resistenza di chi arriva all’ombra del ponte degli alpini. «Attaccheremo – ha confermato il tecnico bassanese in conferenza stampa – e lo faremo come in ogni partita. Non possiamo cambiare il nostro modo di giocare, sarebbe un errore. Non andremo certamente allo sbaraglio, ma ci faremo sentire in fase offensiva». Poi uno sguardo al campionato: «Ci sono squadre come Parma, Reggiana, Venezia e Feralpi che secondo me lotteranno per vincere il campionato. E tra queste inserisco anche il Pordenone di Tedino. Secondo me è al loro livello, quindi stasera ci aspetta una gara difficilissima, uno scontro diretto». Infine alcuni dubbi di formazione: «Maistrello e Grandolfo – ha spiegato D’Angelo – secondo me possono giocare insieme, ma non so se li utilizzerò». Indisponibili i due primi portieri (Rossi e Guadagnin): tra i pali andrà Bastianoni e in panchina siederà il giovane degli Allievi Piras.

Ore 18.10 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Altro che Parma e Venezia. Ancora una volta il match clou della giornata (l’ottava) è quello che vedrà questa sera (inizio alle 20.30) il Pordenone (primo con 16 punti) impegnato al Mercante di Bassano contro la Virtus (sesta con 12). Tedino non può più giocare a nascondino e infatti ammette: «Se dovessimo vincere anche a Bassano il ruggito del ramarro si propagherebbe per tutto il girone nordorientale. Sarebbe un segnale forte, impossibile da ignorare». Adesso Stefani e compagni non devono far altro che togliere quel «se». LA CODA DEL RAMARRO – Al Mercante il Pordenone arriva in forma e quasi al completo. Mancherà solo Matteo Buratto infortunatosi nel match di sabato scorso con il Venezia. Scalpitano tutti per giocare. In particolare i sette ex giallorossi (Stefani, Semenzato, Ingegneri, Misuraca, Berrettoni, Cattaneo e Pietribiasi). Probabilmente lo faranno solo i primi cinque. Cattaneo e Pietribiasi dovrebbero iniziare in panca, pronti a entrare per cambiare volto al match se necessario. Sempre che Tedino non faccia pretattica e non decida di inserire dall’inizio Pietribiasi, che sembra aver raggiunto uno stato di forma ottimale e che farebbe carte false pur di giocare la prima intera davanti ai suoi ex supporters. «La fortuna e la forza del Pordenone di quest’anno – spiaga il tecnico – è proprio quella di avere un roster lungo. Ci sono almeno quattro o cinque ragazzi che stanno fuori, che meriterebbero di essere fra i titolari. Purtroppo – sorride Bruno – si gioca solo in undici». E i primi undici (che sia 4-4-2 o 4-3-3) dovrebbero essere Tomei, Semenzato Stefani, Ingegneri, De Agostini, Suciu, Burrai, Misuraca, Martignago, Arma e Berrettoni. La comitiva neroverde partirà questa mattina alle 10.30. Per la prima volta, visto il percorso non troppo lungo, il giorno stesso della partita, senza ritiro. Arbitrerà la sfida Emanuele Mancini, di Fermo, coadiuvato da Andrea Trovatelli di Pistoia e Francesco Gnarra di Siena. VICINI E LONTANI – Cresce la febbre del sabato sera neroverde. Saranno almeno 200 i supporters (club organizzati e “fai da te”) che seguiranno i neroverdi al Mercante, dove troveranno almeno 2 mila tifosi giallorossi. Chi non sarà fisicamente vicino seguirà l’andamento del match al De Marchi (maxischermo per possessori di scratch card) o nei vari bar o da casa col computer. LE ALTRE – Interessante sarà anche la sfida delle 14.30 fra Venezia (14) e Sanbenedettese (13 con una partita da recuperare) che potrebbe regalare ai lagunari un momentaneo primato. Alla stessa ora verranno giocate anche Maceratese (4)-Mantova (6). In precedenza (14.30) si terranno le sfide Ancona (6)-Albinoleffe (6) e Modena (6)-Sudtirol (6). Alle 18.30 scenderanno in campo Teramo (6)-Padova (9) e Gubbio (13)-Forlì (2). L’altro match della 20.30 sarà invece quello fra Santarcangelo (10) e Lumezzane (8). Il posticipo del lunedì (20.45) vedrà invece il Feralpisalò (13) fare visita al Parma (12) al Tardini.

Ore 18.00 – (Messaggero Veneto) Non sarà solo il Pordenone a Bassano. Dalla città, infatti, partiranno circa 200 tifosi, suddivisi in due corriere organizzate (da caffè Nogaredo e Supporters) e mezzi propri. La trasferta in terra vicentina, dal ritorno tra i “pro”, è una delle più gettonate per molti motivi, tra cui la vicinanza: di certo questa ha un sapore particolare – è la prima da capolista – e quindi richiama un ancora maggiore numero di cuori neroverdi. Potere dei risultati. Così il Pordenone sarà supportato come si deve in una gara che conta. E le urla dei suoi tifosi, al Mercante, si sentiranno più che da tante altre parti. Non è infatti caldo il tifo del Bassano, ed è un incitamento che, a volte, cade nel vuoto in uno stadio così dispersivo. Naturalmente il sogno dei tifosi è tornare a casa con un altro successo, il terzo di fila, in modo tale da passare un’altra settimana in vetta alla classifica. Intanto c’è una certezza, e cioè che dopo il torpore iniziale il tifo si sia svegliato definitivamente. Dopo le prime due gare casalinghe – avversari Gubbio e Teramo – il presidente dei “ramarri” Mauro Lovisa aveva denunciato una scarsa presenza di tifosi neroverdi sugli spalti. Non può dire lo stesso ora, dopo una campagna abbonamenti chiusa a quota 440 (record), dopo due gare casalinghe da oltre 2 mila spettatori (quelle con Parma e Venezia) e dopo una trasferta che ha visto staccare appunto 200 biglietti. Intanto è già attiva la prevendita relativa ai ticket di Pordenone – Santarcangelo, gara valida per la nona giornata e in programma sabato prossimo, alle 18.30, al Bottecchia. I circuiti sono i soliti, vale a dire bar Libertà di Pordenone, caffè Nogaredo di Cordenons oppure on line sul sito www.ticketland1000.com. I prezzi sono confermati: 22 euro la tribuna centrale (ridotto 18, under 16 10 euro), 17 euro la tribuna laterale (ridotto 13, under 16 5), tribuna laterale est e gradinata locale 12 euro (ridotto 10, under 16 2 euro). Le riduzioni si applicano agli over 65 e per la fascia d’età che va dai 16 ai 20 anni. Sono anche disponibili i biglietti per il settore ospiti (che non saranno venduti il giorno della gara): intero 12 euro, under 16 2 euro.

Ore 17.50 – (Messaggero Veneto) «Vincendo col Venezia abbiamo dato un segnale forte al campionato. Se ci ripetiamo col Bassano ne diamo un altro, ma stavolta sarebbe molto forte». Non usa grandi giri di parole Bruno Tedino per descrivere ciò che succederebbe in caso di successo al Mercante: d’altronde il Pordenone consoliderebbe il proprio primato e farebbe suo un altro scontro diretto, prendendo lo slancio verso un poker di sfide abbordabili almeno sulla carta (Santarcangelo, Alto Adige, Ancona e Lumezzane). «E’ da tre stagioni che il Bassano disputa campionati di alto profilo – riconosce la forza dell’avversario il tecnico dei neroverdi –. Negli ultimi due tornei ha raggiunto sempre i play-off. Quella di quest’anno è una squadra molto forte, che gioca in maniera diversa e meglio sul piano della costruzione del gioco, portando molti giocatori a chiudere l’azione. Per noi sarà una partita molto difficile e che dovremo affrontare al top». Il Pordenone va a Bassano da prima della classe: una superiorità che deve far valere anche per dare seguito alle dichiarazioni di Lovisa che vogliono questa una sfida da serie B. «Guidiamo il girone e la classifica si deve guardare – afferma Tedino –, però noi pensiamo a scendere in campo cercando di fare il nostro gioco. Noi, a differenza di altri, abbiamo una fortuna: non abbiamo l’assillo di vincere, abbiamo più equilibrio». E’ un vantaggio che va sfruttato, così come la spinta dei 200 tifosi «che ci daranno una grande carica». Nessun indizio sulla formazione da parte di Tedino, se non che potrebbe esserci qualche accorgimento per affrontare al meglio il 4-4-2 del Bassano. «Certo è – continua – che in questo momento abbiamo tanti giocatori che potrebbero tranquillamente scendere in campo dal 1’. C’è l’imbarazzo della scelta, è una buona cosa». Tutti convocati eccetto Buratto, infortunato. La squadra partirà nel pomeriggio e tornerà in serata. In casa Bassano il tecnico Luca D’Angelo afferma che la sua squadra «attaccherà anche se temo il Pordenone, una compagine esperta e capace di trovare il gol in ogni momento». Il difensore e capitano Nicola Bizzotto, invece, concentra l’attenzione su altri aspetti. «Per noi sarà quasi un derby – spiega –, ci sono molti nostri ex compagni tra i neroverdi. Nei giorni scorsi mi sono sentito con Semenzato, gli ho fatto i complimenti per la rete con il Venezia. Dal fischio d’inizio, però, si dimentica tutto e si pensa soltanto a vincere la gara». Bizzotto chiude con una riflessione sulla sua squadra: «Nelle ultime settimane abbiamo lavorato molto e abbiamo ancora margini di miglioramento».

Ore 17.40 – (Messaggero Veneto) Non avrà il fascino del match col Venezia, ma è comunque una gara importante e che può aprire scenari impensabili sino a poco tempo fa. Esame da capolista per il Pordenone. I “ramarri” provano a superarlo in trasferta al cospetto del Bassano, che attualmente occupa la quarta posizione nel girone B di Lega Pro. Dopo quello perso col Parma nel quinto turno, costato la vetta a favore del Venezia, la squadra di Tedino vuole confermarsi grande e leader del campionato per poi affrontare al top un mese sulla carta abbordabile, fatto di gare con rivali da metà classifica in giù. Insomma, una gara che può dare lo slancio alla squadra e consolidarne le ambizioni: con i giallorossi sono praticamente tutti a disposizione e i 200 tifosi al seguito del team sognano il colpaccio. Leader. Il Pordenone sabato scorso ha dimostrato di valere il primo posto. Non soltanto ha arginato la forza dei lagunari, uscita in maniera evidente nella prima mezz’ora: è riuscito a segnare e poi ha legittimato il vantaggio, andando a vincere in maniera meritata. Tre punti che hanno dato consapevolezza e morale, ancor più di quelli già esistenti e ricreatisi dopo il blitz di Macerata. La settimana di lavoro è dunque trascorsa alla grande, bilanciata tuttavia dalla solita umiltà e dalla prudenza di Tedino: il tecnico sa che non è stato fatto ancora niente, l’aveva dichiarato ai tifosi già sabato scorso tra gli abbracci. Serve in primis sfatare il tabù relativo al Mercante. In due stagioni di Lega Pro il Pordenone non ha mai vinto nello stadio di Bassano: due ko per 1-0, per tanti versi meritati. Anche questa è una prova di maturità da capolista da superare. Il futuro. I giallorossi sono forti: giocano già bene, nonostante abbiano cambiato la scorsa estate allenatore (D’Angelo, il terzo in tre stagioni), e sono pericolosi sugli esterni – con Falzerano e Minesso, giocatori che piacevano a Tedino – e davanti con Rantier e Grandolfo, fedelissimi del tecnico. Il Pordenone conosce le qualità dell’avversario e, impostando una partita per attaccare, terrà d’occhio molto la fase difensiva, che in alcuni match è stata fondamentale. A Mantova in primis, quando, sistemati col 4-4-2 e con Buratto e Martignago attenti sulle fasce, hanno limitato i virgiliani. Al Mercante potrebbe essere nuovamente così, anche sul 4-3-3 di partenza: Suciu, che rientra dal 1’, farà la mezzala che darà una mano alla linea difensiva, così come Martignago e Berrettoni si applicheranno nella fase di non possesso. La formazione, salvo sorprese, sarà quella di sabato scorso, con Arma davanti e Burrai in cabina di regia. Scenari. Se il Pordenone vince a Bassano dà un grande segnale al campionato e si dirige con slancio a un mese potenzialmente più facile dell’ultimo. Dopo questa gara ci saranno Santarcangelo, Alto Adige (che sarà affrontato in coppa Italia già martedì 18 ottobre, al Bottecchia alle 17.30, la vincente se la vedrà col Venezia), Ancona e Lumezzane: squadre che lottano per salvarsi. E da cui – chissà, ora è giusto sognare – può nascere una prima fuga.

Ore 17.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Un esercito di ex (sette, alcuni dei quali, come Gianvito Misuraca, con il dente avvelenato), la vetta della classifica in palio in una serata da cuori forti, tanti temi e spunti per una partita non banale. A voi Bassano-Pordenone, a voi un Mercante stracolmo di passione e un verdetto che, qualunque esso sia, sposterà qualche equilibrio. «Il Pordenone lotterà insieme a Venezia, Parma, Reggiana e Faeralpisalò per il primo posto della classifica — dice Luca D’Angelo — niente succede per caso: hanno investito molto in estate sul mercato, costruendo una squadra esperta. Sono forti ma non ci snatureremo davanti a loro: giocheremo per vincere, con possesso palla e maggior concretezza. Andremo all’attacco, la nostra idea è quella di cercare di fare la gara». A Pordenone l’atmosfera è elettrica. Il presidente Mauro Lovisa, ad esempio, ha definito il Bassano la favorita nella corsa al primo posto, mentre Gianvito Misuraca ha ammesso che, in caso di gol, esulterebbe senza remore: «Prima di tutto — ha detto — per il rispetto che devo alla mia attuale squadra e ai tifosi. Il Bassano è un’ottima squadra, rispetto all’anno scorso ha cambiato qualche elemento, ma hanno mantenuto la stessa struttura complessiva». Poi ci sono gli altri ex, tutti che muoiono dalla voglia di scendere in campo. «Capisco che per alcuni dei miei — dice Bruno Tedino — questa sia una sfida tutta particolare, ma veniamo da un’ottima prova con il Venezia e cambiare diventa difficile. Indipendentemente dagli uomini che cominceranno o scenderanno in campo, sarà importante conservare la mentalità che ha regalato a noi stessi e a tutto il popolo neroverde questa meravigliosa settimana da capolista. Siamo veramente orgogliosi di ciò che siamo riusciti a fare sabato scorso. Al Mercante dovremo fornire un’altra prova di grande intelligenza». D’Angelo, però, ci crede eccome. E fa notare che nella scorsa giornata ci siano stati sette pareggi sulle dieci partite giocate. A testimonianza di un girone che viaggia sempre sul filo del massimo equilibrio. Un equlibrio che, in parte, si può spezzare stasera. Al Penzo alle 16,30 uno di fronte all’altra ci sono Venezia e Sambenedettese, seconda e terza del girone: sì, ci sarà da divertirsi.

Ore 16.40 – (Giornale di Vicenza) Tutti abili ed arruolati per D’Angelo fatto salvo per i lungodegenti Rossi, Stevanin e Guadagnin (tuttavia il portiere ravennate entro 15 giorni è atteso nella lista convocati). Ergo i ballottaggi principali riguardano la mediana tra Bianchi e Cenetti che ormai ha i 90′ nelle gambe e la prima linea dove danzano in quattro per due maglie. L’impressione è che gli esclusi di partenza possano subentrare poi in corso d’opera. Intanto da Pordenone sono attesi 300 supporter al seguito, mentre sulla scia dell’euforia dell’ambiente il tecnico furlano Tedino preferisce tenere i piedi ben piantati per terra. «Andiamo a Bassano con totale serenità – dice – se vinciamo guadagniamo alla grande in autostima e consapevolezza. Se invece perdiamo non cambierà un accidente poiché saremo sempre lì nel gruppo di testa. Per questo siamo tranquilli a prescindere. Incontriamo un avversario – sottolinea – che ogni anno cambia allenatore, giocatori e qualche volta modulo come quest’anno eppure è sempre lì con le più forti. Evidentemente è un gran merito della società alla quale faccio i complimenti». Bassano però insegue punti non elogi.

Ore 16.30 – (Giornale di Vicenza) Bassano-Pordenone è uno sberleffo. Massì, una linguaccia sparata in faccia a tutti quei soloni che puntualmente ad agosto pronosticano chiunque e mai queste due che in estate non se le fila nessuno. Salvo poi rosicare in autunno dai loro referenziati pulpiti nazionali, pregando che la piacevole favola tutta nordestina vada a farsi friggere al più presto perchè c’è da fare largo a chi ha speso di più. E invece l’impressione è che furlani e giallorossi si divertano un mondo a sovvertire l’ordine precostituito per vedere l’effetto che fa. Così stasera è giusto che siano proprio loro a celebrare il big match sotto i riflettori del Mercante (alle 20.30): la leader solitaria contro i guastatori scelti.D’Angelo promette per davvero di attaccare stasera. Magari non a tutto spiano, questo no. «Noi attaccheremo di sicuro – dice – cosa faccia il Pordenone non so. Certo, premeremo con discernimento e non in modo dissennato. Ma nei limiti del possibile miriamo a fare la partita. Se poi vincono loro e si dimostreranno migliori, qua la mano. Ma l’idea rimane quella di spingere per provare a segnare e a vincere». Alza la guardia dinanzi alla prima della classe. «I numeri parlano chiaro – riconosce – affrontiamo l’attacco più prolifico e un avversario organizzatissimo. Il Pordenone è rivale estremamente esperto che ha la notevole capacità di trovare un gol in qualunque momento della partita, dote non comune. Ma francamente sono più preso dalla prestazione dei miei che da quanto potranno realizzare loro. Poi ci vuole equilibrio tattico per tutelare la fase difensiva come stiamo facendo nelle ultime uscite». Indica la via il precettore adriatico. «Dobbiamo coniugare mentalità aggressiva a velocità di esecuzione. Al pubblico non chiedo nulla – chiosa – la nostra gente è matura e competente: se saremo reattivi i tifosi ci sosterranno, tocca a noi trascinarli e non ho dubbi che accadrà».SAMMY ALLO STADIO. Sammy Basso sarà al Mercante per promuovere la sua speciale maratona di Venezia a bordo di una carrozzina. Con l’energia di Sammy, Bassano è già 2-0 e tutti a casa alè.

Ore 16.25 – Lega Pro girone B, fischio finale: Ancona-AlbinoLeffe 1-0, Modena-SudTirol 1-0..

Ore 15.50 – (Gazzetta di Reggio) Una Reggiana con qualche acciaccio si prepara ad ospitare il Fano. Ieri mister Leonardo Colucci ha fatto il punto sull’infermieria. «Marchi non sarà della gara al pari di Cesarini e Pedrelli. Falcone ha qualche problemino e va centellinato e anche Manconi ha qualche fastidio, così come Nolè. Ma stanno stringendo i denti e saranno tutti a disposizione per la gara». Alla fine sono quasi sempre gli stessi che giocano. «A memoria d’uomo non ricordo quattro partite in dodici giorni. Mi piacerebbe valutare la squadra settimana dopo settimana, invece non può essere così». Formazione a parte, ci possiamo aspettare qualche tiro in più verso la porta? «Io ho contato diciotto, diciannove cross: dobbiamo andare a riempire l’area. Perché se fai questo puoi indurre l’avversario all’errore. Dobbiamo sforzarci ad andare in area, e in questi giorni abbiamo lavorato sotto questo aspetto». Arriva il Fano e c’è solo un risultato a disposizione. «Adesso tutte le squadre sono attrezzate. Nessuno parla mai della Sambenedettese o del Sudtirol e non è solo perché ti chiami Reggiana o Venezia o Parma e allora vinci. Dobbiamo togliercelo della testa. Questa, e parlo della Reggiana, è una squadra che al completo può competere per le prime quattro, cinque posizioni. Adesso che mancano alcuni elementi fondamentali è una squadra da settimo, ottavo posto. Si può dire questo? Si può dire perché non è una squadra completa». E quando lo sarà al completo? «Quelli mezzi acciaccati comunque la disponibiltà te la danno ed è un attegiamento che mi piace». Cesarini? «I tempi di recupero sono un po’ lunghi». Tipo? Riusciamo a quantificare? «Non ho una laurea in medicina. Per Marchi, in accordo con lo staff medico, si è deciso di recuperarlo per la partita contro il Padova. Anche per Pedrelli non so per quanto ne avrà ancora e in che condizioni sarà quando tornerà a disposizione. Mi auguro, tra un mese, di avere tutta la rosa a disposizione». Dopo questi due pareggi come ha visto i ragazzi? Arrabbiati? Delusi? Preoccupati? «I ragazzi sono fin troppo responsabili. Se avessimo vinto e ci fossimo trovati a 14 punti andava tutto bene. Personalmente avrei preferito avere otto punti e tutta la rosa a disposizione. Perché bisogna costruire e se semino oggi domani non posso raccogliere i pomodori. Poi è logico che si voglia vincere a prescindere: i primi ad essere amareggiati siamo noi e i tifosi. Posso aggiungere una cosa?». La aggiunga. «Quando le squadra vengono a giocare in questo stadio da Champions League, mettono sempre in campo qualcosa di piu. Me lo dicono i ragazzi che sono venuti qui da avversari e che nelle partite in casa giocavano con 300 spettatori. Ma questo non vuole essere un alibi». Franzone ha detto che lei non è in discussione… «Se vogliamo mettere in croce una squadra dopo due pareggi, facciamolo pure, non è un problema. Ad inizio campionato quando parlavo della barca intendevo tutti:. Se alcuni componenti si stancano e tirano i remi in barca, gli altri devono remare anche per loro».

Ore 15.40 – (Gazzetta di Reggio) Reggiana-Fano in programma stasera al Città del Tricolore, con fischio d’inizio alle ore 20.30, arriva al termine di un ciclo intenso di partite ma per Perilli e compagni ci sarà un unico risultato utile se vogliono restare attaccati al treno delle prime: la vittoria. Gli ultimi pareggi a reti inviolate con Lumezzane e Santarcangelo, non certo due corazzate, hanno allontanato la squadra dalla vetta ed acceso i primi malumori nell’ambiente, però il presidente Mike Piazza, che le ha vissute di persona in tribuna e conosce bene lo sport, ha chiesto un po’ di pazienza e di sostegno, un concetto ripreso poi dall’ad Maurizio Franzone che si è spinto anche promettere la Serie A in cinque anni. Visto il divario tecnico e di blasone tra le due società si potrebbe pensare che la matricola pesarese sia l’avversaria giusta per sbloccarsi ma nel calcio nulla è così scontato infatti gli uomini di mister Cusatis, che pure ha ammesso in settimana di vedere i granata tra i favoriti alla vittoria finale, verranno a giocarsi le loro chances potendo vantare meno pressione in testa e stanchezza nelle gambe. Difatti anche stavolta la prima incognita che riguarda l’undici di Leonardo Colucci sarà proprio la condizione di alcuni giocatori ma le riserve saranno sciolte solo nel risveglio muscolare mattiniero nel quale verranno valutati i tanti acciaccati, seppur costretti a tirare la carretta in questi giorni: Ghiringhelli, Angiulli, Manconi, Nolè, Guidone su tutti e senza dimenticare che Bonetto torna dopo una settimana di stop. Come se non bastasse a loro vanno aggiunti Pedrelli, Cesarini e Marchi infortunati e Maltese squalificato. E’ vero che l’organico allestito dal ds Andrea Grammatica è molto ampio ma in alcune zone del campo, specie davanti, il rischio è di trovarsi all’ultimo minuto con gli uomini contati. Per ovviare a ciò il tecnico di Cerignola, nelle poche sedute a disposizione, ha lavorato su diverse alternative di gioco e di atleti, provando sia il 4-3-3 che il 4-2-3-1 ed inserendo spesso fra gli ipotetici titolari il difensore Trevisan e l’attaccante Otin Lafuente. Ipotizzare che sarà in campo è arduo ma di sicuro, ove possibile, si vedrà un po’ di turnover anche se questo non aiuterà a trovare quel gioco che ancora latita. Una curiosità. Per i più giovani Fano è solo una località balneare ma chi ha già qualche capello brizzolato ricorderà le battaglie nei 16 precedenti, tutti in terza serie fino all’88, con uno score di sole sei vittorie granata e tre pari: il conto è aperto e la Reggiana col calore degli oltre 6000 tifosi potrà riequilibrarlo, far subito dimenticare i fischi di martedì e far tornare l’entusiasmo.

Ore 15.20 – Lega Pro girone B, fine primi tempi: Ancona-AlbinoLeffe 1-0, Modena-SudTirol 0-0..

Ore 15.10 – (Gazzetta di Mantova) Tutto il mondo è paese, o giù di lì, verrebbe da dire guardando ciò che sta accadendo in casa della Maceratese. Anche il club marchigiano cioè è in vendita: una cordata toscana si è già fatta avanti e all’orizzonte ci sarebbe pure un gruppo laziale. L’anno scorso la squadra marchigiana, all’epoca allenata da Bucchi (passato ora al Perugia), arrivò terza nel girone B di Lega Pro qualificandosi per i playoff per la B dove fu sconfitta (3-1) dal Pisa che poi fece il grande salto. La Maceratese d’estate ha cambiato pelle (solo tre conferme), ridimensionando gli obiettivi e puntando su giovani o gente in cerca di rilancio. Soltanto uno o due esperti per reparto, tra i quali i difensori Gattari, 33enne ex Campobasso e Perna, classe 81, proveniente dall’Altovicentino in D ma dal passato in B col Modena. A centrocampo la vecchia conoscenza dell’Acm è il regista 33enne Alberto Quadri. In attacco occhio al trequartista Petrilli, ’87 ex Padova che l’anno scorso rifilò una doppietta ai virgiliani causando l’esonero di Maspero, e anche all’attaccante Allegretti, reduce da 19 gol con la Vibonese. Il tecnico dei marchigiani è il 45enne Federico Giunti, ex giocatore del Chievo, che ha sempre allenato in Umbria tra Perugia, Gualdo e Foligno, dove lo scorso anno in D fu esonerato. Maceratese-Mantova è una novità assoluta: le due squadre non si sono mai affrontate in campionato. La formazione di Giunti è penultima con 4 punti (deve recuperare una gara) e finora non ha mai vinto. In casa la Maceratese ha ottenuto un solo pareggio (0-0 con l’Ancona) e due sconfitte con Sambenedettese (1-2) e Pordenone (2-4).

Ore 15.00 – (Gazzetta di Mantova) Quello che scenderà in campo oggi a Macerata, per lo scontro salvezza con i biancorossi di casa, è un Mantova decimato dalle assenze. A casa sono rimasti infatti gli infortunati Siniscalchi, Bandini, Zammarini, Maccabiti e Boniperti, mentre Ruopolo e Caridi «si sono aggregati al gruppo – spiega mister Luca Prina per senso di responsabilità e al massimo potranno fare un quarto d’ora in caso di emergenza». Lo stesso Skolnik è a disposizione ma reduce da due soli allenamenti con la squadra dopo l’infortunio al polpaccio. Insomma, «stavolta la situazione è davvero di grandissima difficoltà – afferma l’allenatore biancorosso -, soprattutto perché non avremo cambi, a parte quelli difensivi e dovremo schierare dall’inizio più di un elemento che non ha i 90 minuti nelle gambe, come per esempio Salifu, Di Santantonio e Sene Pape. Il che significa che negli ultimi 20-25 minuti del match dovremo davvero gettare il cuore oltre l’ostacolo per portare a casa un risultato positivo. E non un brodino – scandisce Prina – come qualcuno ha definito lo 0-0 di Padova». L’allenatore biellese fa una pausa e poi insiste sul concetto: «Non bisogna mai dimenticare qual è l’obiettivo del Mantova: la salvezza, anche all’ultimo minuto dell’ultima giornata. E dunque quando si muove la classifica è sempre un fatto positivo». A Macerata Prina si aspetta un match tutto improntato sull’agonismo: «I marchigiani non hanno tutta la qualità del Padova e dunque credo che, come abbiamo fatto noi all’Euganeo, punteranno molto sull’aggressività. Sarà una partita difficile, in un ambiente ostico, ma io sono convinto che faremo risultato con i ragazzi che abbiamo a disposizione. Sulla buona prestazione non ho dubbi e ho fiducia che riusciranno a stringere i denti anche nel finale di partita, quando potranno venire a mancare un po’ le forze. Stiamo lavorando molto sul concetto di concretezza, per far capire alla squadra che la buona prestazione è soltanto il mezzo, mentre il fine è sempre e soltanto il risultato. E noi finora abbiamo lasciato per strada troppi punti che avremmo meritato». Fin qui l’aspetto tecnico della giornata. Ma a Macerata – almeno stando alle indiscrezioni che trapelano da Viale Te – oggi ci sarà anche un vertice fra soci bresciani e soci romani per decidere il futuro del club. Da giorni il presidente Sandro Musso, patron Serafino Di Loreto, il socio di maggioranza Enrico Folgori e il suo amico Marco Claudio De Sanctis risultato irrintracciabili per la Gazzetta. A quanto è dato sapere starebbero trattando una “soluzione condivisa” per evitare la sparizione della società. Ma il tutto avviene nel silenzio più assoluto dei protagionisti, che evidentemente si ritengono in diritto di tenere all’oscuro la tifoseria, già ostaggio delle loro beghe fin dal 5 di agosto. La Lega Pro ha intimato al Mantova di fornire definitivi chiarimenti su quel passaggio di quote alla Costruzioni Generali Zoldan Srl entro lunedì, pena il passaggio della “pratica” alla Procura Figc, con conseguente avvio di un processo nel quale l’Acm rischierebbe la mancata iscrizione al prossimo campionato. Bene, a 48 ore da questa scadenza nessuno si prende ancora la briga di spiegare al popolo biancorosso cosa stia davvero accadendo e questo atteggiamento è decisamente censurabile. L’auspicio è che davvero si sia vicini a una soluzione in extremis, perché far ritrovare lunedì la città di fronte al (mis) fatto compiuto sarebbe imperdonabile.

Ore 14.40 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Macerata, Gubbio e Forlì, queste finora le tappe vincenti di una Sambenedettese a dir poco corsara. In trasferta infatti il team rossoblù, neopromosso dalla serie D come il Venezia, ha raccolto 9 dei suoi 13 punti dimostrandosi più a suo agio rispetto alle mura finora non molto amiche del Riviera delle Palme, dove il Mantova si è imposto per 3-1, il Fano è caduto solo per 1-0 e il Parma è uscito con un rocambolesco 2-2. Per i marchigiani però quella di Venezia sarà la trasferta più difficile, mentre martedì ci sarà il recupero casalingo con il Padova: due motivi sufficienti per accantonare le polemiche post-Parma innestate dal presidente Fedeli contro l’arbitro e l’attaccante Calaiò. Oggi al Penzo la Samb deve rinunciare per squalifica a Radi e Lulli, con Ferrario e Damonte candidati titolari. Gli ultimi precedenti risalgono alla Lega Pro1 2008/09, quando al 3-1 esterno del Venezia (a segno Collauto, Momentè e Malatesta) fece seguito lo 0-0 del Penzo davanti a 3.000 spettatori.

Ore 14.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) In tribuna a tifare ci sarà anche il presidente Joe Tacopina, rientrato da Londra dopo il meeting organizzato dal Chelsea. Ieri al termine della rifinitura mister Inzaghi e i giocatori hanno consegnato agli ultras della curva sud lo striscione di 18 metri «VeneziaMestre 1987» acquistato anche grazie agli arancioneroverdi, per rinsaldare il legame squadra-tifosi.  Sul fronte formazione novità in difesa davanti a Facchin: sulle fasce tornano i titolari Baldanzeddu e Garofalo dopo le squalifiche, al centro con Modolo c’è Malomo favorito su Cernuto per sostituire capitan Domizzi (infortunio muscolare post Pordenone). A centrocampo Pederzoli e Bentivoglio in regia con Fabris a destra e Marsura dalla parte opposta a trasformare il 4-4-2 in 4-3-3. In avanti Geijo, Ferrari e Moreo si giocano tre maglie, mentre dopo un mese si rivede Fabiano, in panca ma pronto al subentro. Assente lo sloveno Stulac impegnato con la Nazionale Under 21. La società mette a disposizione dei tifosi due barche con partenza alle ore 15 e 15.15 da Punta San Giuliano; ai botteghini del Penzo disponibili soli 100 biglietti ma la prevendita agli sportelli Vela è attiva fino al pre partita.

Ore 14.20 – (Gazzettino, edizione di Venezia) «Qualsiasi calcolo sarebbe inutile, per piegare la Sambenedettese serve un Venezia tutto all’attacco». Scalpita Agostino Garofalo e non potrebbe essere altrimenti, essendo reduce da due giornate da spettatore dopo l’espulsione di Ancona che l’ha costretto a saltare la vittoria col Lumezzane e il ko di Pordenone. La parola d’ordine è dunque «rivincita», visto che quella odierna – ore 16.30 – sarà la prima di due gare di fila al Penzo (tra sette giorni alla stessa ora toccherà al Teramo). «Perdere non fa mai piacere, però le sconfitte non sono tutte uguali e a Pordenone nonostante il risultato si è visto un buon Venezia – il giudizio del terzino sinistro -. L’impegno è regolarmente al top e per fortuna il calcio dà la possibilità di rifarsi. I gol? Dobbiamo migliorare nel servire le nostre punte perché è fondamentale che si sblocchino. Pordenone è il passato, noi con due uscite consecutive davanti ai nostri tifosi puntiamo ovviamente al massimo». I rossoblù marchigiani a detta di molti sono forse la vera sorpresa di questa prima fase di campionato. «Sta facendo molto bene ma per me la Sambenedettese non è una sorpresa, perché si tratta della classica squadra di Lega Pro tutta difesa e contropiede. Noi, in trasferta e a maggior ragione in casa nostra, non dobbiamo temere nessuno pur portando a tutti quel rispetto necessario per non sottovalutare mai gli avversari. Il Venezia dovrà pensare a spingersi all’attacco, al tempo stesso però ci servirà il giusto equilibrio per limitarli nel loro obiettivo di colpirci in contropiede». La retroguardia lagunare ritroverà Garofalo e Baldanzeddu sugli esterni mentre al centro bisognerà sopperire all’assenza di Domizzi. «Maurizio è il nostro capitano e leader, ha un gran sinistro che ci consente di iniziare da dietro la costruzione della manovra, quindi non possiamo nascondere che l’assenza peserà – ammette il 32enne di Torre Annunziata -. Fortunatamente però la nostra rosa è lunga, chi giocherà sarà senz’altro all’altezza. A prescindere dagli interpreti dico che non aver raccolto nulla a Pordenone ci carica ancor più per la sfida odierna».

Ore 14.00 – (Corriere del Veneto) «Vogliamo i tre punti perché fanno morale ma attenzione: non c’erano eccessi di entusiasmo quando eravamo primi e non siamo caduti in depressione dopo il ko di Pordenone». Per il Venezia di mister Filippo Inzaghi la sfida di oggi al Penzo con la Sambenedettese è l’occasione giusta per riprendere la corsa. E archiviare sotto la voce «episodio sfortunato» la sconfitta del Bottecchia. «Dovevamo perdere prima o poi, questo si sapeva. Ma la squadra ha giocato bene e quando c’è la prestazione una sconfitta può anche essere salutare. In questa fase della stagione è più importante la prestazione del risultato. Adesso mi preme questo», conferma il tecnico arancioneroverde. Al Penzo arriva una squadra in gran forma, terza in classifica a un punto dal Venezia e con una partita in meno (il recupero con il Padova è previsto martedì). «Sono sorpreso fino a un certo punto di trovare la Samb così in alto. E’ una squadra con buoni giocatori, molta corsa e sostanza. Non sarà semplice — avverte Inzaghi — ma noi giochiamo in casa e vogliamo dare una nuova soddisfazione ai nostri tifosi: erano venuti in tanti a Pordenone e purtroppo sono rimasti delusi». La Sambenedettese è reduce dal 2-2 interno con il Parma e fino ad ora in trasferta ha sempre vinto. «Per la statistica ora potrebbe anche perdere — scherza il tecnico arancioneroverde — mi aspetto una squadra che, come tante altre in Lega Pro, tenderà a rimanere compatta per colpire in contropiede. Dovremo stare attenti ad ogni dettaglio e cercare di fare una buona gara. Di solito quando si gioca bene, si vince». Inzaghi ritrova Baldanzeddu e Garofalo, che torneranno dunque a presidiare le fasce e a portare supporto davanti. Mancherà capitan Domizzi, fermato sabato scorso a Pordenone da un problema muscolare. «Sicuramente l’assenza del capitano è importante. Lui è un giocatore difficilmente sostituibile per il suo carisma. Ma sul piano tecnico — sottolinea il mister — ho sostituti all’altezza. Cernuto e Malomo potranno prendere il suo posto e fare bene. La nostra forza è il gruppo». E dopo un mese si rivedrà Fabiano, che oggi partirà dalla panchina dopo aver finalmente smaltito la botta al ginocchio rimediata con il Mantova. «Mi ha sorpreso vederlo pimpante dopo un mese di inattività. E’ tornato al 100% e sarà dei nostri. Partirà dalla panchina e potrebbe entrare a partita in corso. Di sicuro — osserva Inzaghi — con lui ho un’arma in più». Fabiano è infatti un giocatore che crea gioco e che potrebbe mettere gli attaccanti nelle condizioni migliori per segnare, visto che attualmente il limite sta nella fase realizzativa. «Finora abbiamo creato tante occasioni limpide, ci manca forse un qualcosa in più sotto l’aspetto offensivo ed è proprio su questo — riferisce il tecnico arancioneroverde — che abbiamo lavorato in settimana». Ma non c’è alcuna critica all’indirizzo degli attaccanti: «Stanno lavorando bene e si sacrificano molto aiutando in difesa: troveranno la via del gol». Gli undici titolari non dovrebbero variare di molto rispetto a sabato scorso, se non per il rientro dei due terzini e l’assenza di Domizzi, che dovrebbe essere rimpiazzato da Malomo. La Sambenedettese deve invece fare a meno di Radi, squalificato per due giornate dopo il match con il Parma (sua l’espulsione costata poi il rigore del 2-2) e di Lulli, fermo per un turno dopo il doppio giallo di una settimana fa. E a Bassano, alle 20.30, l’altro big-match tra i giallorossi e la capolista Pordenone: un mezzo favore può arrivare anche dal Mercante…

Ore 13.40 – (La Nuova Venezia) Vincere per ripartire, e cercare di approfittare degli scontri diretti in programma tra oggi (Bassano-Pordenone) e lunedì (Parma-Feralpisalò). Big-match anche per il Venezia, visto che al Penzo si presenta, dopo sette anni e mezzo, la Sambenedettese, un punto in meno e una partita in meno rispetto alla truppa di Pippo Inzaghi. Venezia reduce dal passo falso di Pordenone, due gare casalinghe (tra una settimana arriva il Teramo) che possono tramutarsi in trampolino di lancio per riprendersi il primo posto lasciato ai neroverdi di Bruno Tedino. Inzaghi saluta il ritorno di Baldanzeddu e Garofalo, assenti con Lumezzane e Pordenone per squalifica, e il recupero di Fabiano, fuori gioco dal 3 settembre quando si infortunò a Mantova nell’impatto con il portiere virgiliano Bonato. Tre giocatori che rientrano, due che mancano: Maurizio Domizzi, out per l’infortunio muscolare agli adduttori di sette giorni fa, e Leo Stulac, convocato dall’Under 21 della Slovenia per le due gare in Lituania e Serbia. Malomo e Cernuto si giocano la maglia di difensore centrale, modulo che sarà determinato dall’utilizzo o meno dei due centravanti (Ferrari al fianco di Geijo), anche se poi Fabris a destra e Marsura a sinistra garantiranno spinta sulle fasce e incursioni in area. Quanto alla Sambenedettese, è una neopromossa d’assalto, un punto in meno rispetto al Venezia, ma con una partita (in casa con il Padova) da recuperare in settimana. Insieme al Gubbio, è la sorpresa di questo avvio di stagione. Sempre vittoriosa in trasferta (2-1 a Macerata, 3-1 a Gubbio, 1-0 a Forlì), sempre a segno sia in Coppa Italia (3 reti) che in campionato (10 centri), la Sambenedettese ha in Leonardo Mancuso (4 gol) il suo bomber principale, a segno da tre partite di fila. Il riconfermato Palladini, ex giocatore della Samb, a Sant’Elena non potrà contare sui difensori Radi (squalificato) e N’Tow (infortunato) e sul centrocampista Lulli (anche lui squalificato). Ferrario e Damonte i candidati a una maglia da titolare, a centrocampo l’alternativa è Candellori. L’ultima apparizione della Sambenedettese al Penzo (26 aprile 2009) finì in parità (0-0), Ottavio Palladini era in campo, guidato in panchina da Giorgio Rumignani. Così in campo. Stadio “Penzo” ore 16.30 Venezia (4-4-2): 1 Facchin; 23 Baldanzeddu, 13 Modolo, 5 Malomo, 26 Garofalo; 24 Fabris, 4 Pederzoli, 7 Bentivoglio, 17 Marsura; 7 Ferrari, 19 Gejio. A disposizione: 12 Sambo, 22 Vicario, 2 Luciani, 3 Galli, 14 Pellicanò, 25 Cernuto, 8 Soligo, 21 Acquadro, 10 Fabiano, 11 Tortori, 18 Moreo, 20 Edera. Allenatore: Inzaghi. Sambenedettese (4-3-3): 1 Frison, 4 Di Filippo, 25 Mori, 31 Ferrario, 11 Pezzotti; 5 Berardocco, 29 Damonte, 8 Sabatino; 7 Mancuso, 9 Sorrentino, 17 Di Massimo. A disposizione: 12 Raccichini, 22 Pegorin, 19 Tavanti, 20 Mattia, 14 Crescenzo, 18 Candellori, 11 Tortolano, 21 Vallocchia, 23 Fioretti. Allenatore: Palladini. Arbitro: Giua di Olbia.

Ore 13.20 – (Gazzetta di Modena) Sarà un Sudtirol con gli stessi problemi del Modena quello che alle 14,30 di oggi si presenterà al Braglia: Wiliam Viali non è ancora stato messo in discussione dalla società, ma in caso di ulteriore passo falso la sua panchina potrebbe iniziare a traballare. La formazione altoatesina sin qui ha raccolto gli stessi punti del Modena con un ruolino di marcia identico, troppo poco per essere in linea con l’obiettivo stagionale, il raggiungimento dei playoff. Indisponibile Lomolino, ieri operato in artroscopia al ginocchio, in forse Tulli, debilitato da un problema intestinale che gli ha impedito di allenarsi fino a giovedì: nel caso in cui non riuscisse a partire dall’inizio, il suo posto verrebbe preso dal brasiliano Packer, favorito su Torregrossa e Sparacello. Altro ballottaggio in regia, ma di natura tecnica, tra Obodo e Vasco. Il modulo sarà il 4-3-3, una sorta di dogma societario. Nelle file del Sudtirol gli ex canarini Bassoli e Fortunato (in panchina), l’ex Primavera del Sassuolo Gliozzi, l’ex Primavera del Carpi Sarzi Puttini e l’esterno offensivo di Castellarano Ciurria.

Ore 13.10 – (Gazzetta di Modena) Basso convocato solo per onor di firma («Non è utilizzabile per un problema al gluteo», ha dichiarato Pavan), Besea indisponibile al pari di Osuji e Salifu per un principio di pubalgia, Laner, Olivera, Giorico e Ravasi acciaccati, Bajner appena rientrato dall’Ungheria dopo il grave lutto che lo ha colpito e Schiavi non ancora al top dopo il problema agli adduttori. Sembra un bollettino di guerra il quadro dipinto ieri in conferenza da mister Pavan, tra problemi più o meno noti. Il tecnico canarino ha detto di essere orientato alla conferma del 4-4-2, riadattato in 4-2-3-1 se, come pare, sarà Tulissi ad agire in coppia con Diakite nel reparto avanzato. Loi sarà confermato a sinistra, Schiavi stringerà i denti e si piazzerà a destra, con Ravasi e Bajner in panchina assieme a Basso. In mezzo Giorico sarà affiancato da Laner, favorito su Olivera ma con un’autonomia limitata, mentre in difesa tutto sembra portare alla conferma del quartetto visto all’opera con il Bassano, nonostante Aldrovandi e Popescu scalpitino. Sakaj andrà con la Berretti per mettere minuti nelle gambe. Pavan ha svelato un retroscena: «Avrei voluto provare dall’inizio Bajner, purtroppo la disgrazia che lo ha colpito non gli ha permesso di allenarsi in settimana se non nella rifinitura».

Ore 12.50 – (Alto Adige) Non sarà la partita della vita ma poco ci manca. E si, perché questo Modena-Alto Adige, ad appena otto giornate dall’inizio della competizione, si preannuncia come un match se non decisivo, quanto meno indicativo per il futuro di entrambe le compagini. Modena che presenta nel roster il meranese Simon Laner, trentaduenne attaccante che nella sua luminosa carriera, avviata indossando la maglietta della Virtus Don Bosco, ha attraversato i lustri calcando anche il palcoscenico della massima serie con lo scudetto di Cagliari, Verona e Carpi. Nella scorsa stagione il centrocampista nativo di Gargazzone ha invece militato in Svizzera nel Chiasso. Torniamo adesso alla gara di oggi ed alle sue valenze. Partiamo dai colori biancorossi, ovvero quelli dell’Alto Adige reduce dal pareggio con il Teramo, conquistato con l’ardore agonistico tipico di chi ha saputo lottare in campo sino all’ultima stilla di energia. E la situazione, riteniamo, si dovrà ripetersi anche questo pomeriggio, quando al “Braglia” Marcone e compagni saranno chiamati a confrontarsi con lo stato d’animo di un Modena a caccia della prima vittoria casalinga. “È una partita complicata, non v’è dubbio – dice mister Viali – anche sotto l’aspetto ambientale, perché andiamo in uno stadio importante che sarà permeato da un’atmosfera particolare…loro in casa non hanno ancora vinto e, quindi, mi aspetto un atteggiamento aggressivo sin dal primo minuto. Non dobbiamo però farci spaventare da questo, ma, al contrario, dovremo esibire quella personalità che siamo stati in grado di esprimere, con regolare costanza, sin dalla prima giornata. Cammin facendo abbiamo migliorato diversi aspetti, crescendo sia sotto l’aspetto psicofisico che anche su quella della determinazione. Dopo aver affrontato il Forlì, avevo chiesto ai ragazzi di metter fuori la giusta anima, le gare con Reggiana e Teramo hanno saputo esibire anche questo valore”. Un concentrato di caratteristiche che, se espresso per intero, dovrebbero consentire ai biancorossi di ingabbiare le intenzioni dei “canarini”, quest’ultimi alla ricerca dello spazio libero in cui poter spiegare le ali verso zone più tranquille della classifica. “Il Modena è una squadra composta da giocatori importanti, qualcuno che è rimasto dalla serie B come Giorico e Calapai, a questi si sono aggiunti Marino e Basso del Trapani. E’ un organico è di buon livello che sa difendere bene e concedere pochi spazi. Ci aspettiamo una gara difficile e da interpretare…sarà un match molto combattuto”. E per scardinare la retroguardia modenese, ci sarà bisogno della possenza e dell’incisività di Sparacello e Gliozzi, i quali, superato l’esame del debutto (il secondo tempo con il Teramo), scalpitano per poter scendere in campo sin dal primo minuto. Mister Viali, interrogato sull’argomento, preferisce mantenere un velo di suspence. “La squadra è pronta a qualsiasi cambiamento – dice il tecnico – nel senso che in settimana ho provato varie soluzioni per quanto riguarda il reparto avanzato e posso dire che ho diverse idee sulla scelta finale”. Idee che potrebbero essere agevolate dalle non ideali condizioni fisiche lamentate da Tulli, afflitto in settimana da un virtus intestinale, mentre Cia, invece, dovrebbe scendere in campo sin dal primo minuto. E passiamo al cromatico giallo che identifica il Modena. I canarini di mister Pavan non stanno attraversando un buon periodo, accentuato da risultati che hanno zavorrato la compagine modenese nella zona bassa. Il pari ottenuto contro il forte Bassano ha un po’ risollevato il morale dei modenesi che per oggi promettono grande ardimento per conquistare la prima vittoria casalinga. Con queste premesse è o non è la partita della vita?

Ore 12.30 – (Gazzettino) «Speriamo continui così». È l’augurio che si è fatto ieri pomeriggio Stefano Marchetti, presente al Tombolato sia per seguire l’allenamento di rifinitura della squadra, sia per osservare da vicino la Primavera granata in amichevole con i pari età del Vicenza. Il direttore generale ci ha preso gusto nel comandare il campionato cadetto: in vetta ci sta bene e il primo posto non lo lascerebbe più. Roberto Venturato, invece, nella conferenza stampa della vigilia, usa toni molto più prudenti: «Dobbiamo avere chiara qual’è la nostra dimensione, siamo una realtà diversa da Verona, Bari o lo stesso Frosinone. Il Cittadella ha come obiettivo la salvezza e su quella deve concentrarsi. Più avanti, vedremo». L’allenatore cerca quindi di smorzare gli entusiasmi, pur riconoscendo i meriti della squadra che ha imparato ad adattarsi in fretta alle condizioni ambientali e tattiche che si presentano di gara in gara. «A Trapani abbiamo vinto una partita difficile, che mi ha restituito segnali importanti: la squadra ha sofferto quand’è stato il momento di farlo, c’era il terreno sintetico che non conosceva, poi un vento forte, ma è riuscita ad avere la meglio su tutto. Una prova di carattere e di grande personalità che mi fa guardare all’immediato futuro con molto ottimismo. Le vittorie danno entusiasmo, ti permettono di lavorare bene e preparare il prossimo incontro nelle migliori condizioni mentali». Quanti i meriti dei giocatori e quelli del tecnico nel percorso di maturazione generale e complessivo del Cittadella? «Stiamo lavorando per cercare un’identità ben precisa, mi piace vedere la squadra puntare all’iniziativa, al possesso della palla. E sono convinto che ci siano ancora grossi margini di miglioramento». La sfida con il Frosinone, in questo senso, rappresenta una tappa significativa per i colori granata. «Affronteremo un avversario appena retrocesso dalla serie A, che ha mantenuto gran parte dell’intelaiatura dello scorso campionato. Ha cambiato l’allenatore, Marino è un tecnico molto esperto, competente e bravo, che sa far giocare bene le sue squadre, e punterà all’immediato ritorno nella massima serie. Il coefficiente di difficoltà per noi aumenta, ma io guardo sempre al bicchiere mezzo pieno, pensando che in questi casi il Cittadella possa migliorare ancora. Servirà grande attenzione da parte nostra, pensando solo al Frosinone e tralasciando ogni altro discorso». Per la formazione, Venturato come sempre non lascia trapelare nulla, ma tutto fa presumere che venga confermato l’undici vittorioso di Trapani, con Strizzolo favorito su Arrighini. È stato convocato anche Lora, alle prese con la lombalgia: è probabile però che non faccia parte della lista dei 20 da consegnare all’arbitro.

Ore 12.20 – (Gazzettino) In crisi di gioco e di risultati – due pareggi e poi due ko nelle ultime quattro gare, con un solo gol all’attivo – ma con un organico capace in ogni momento di rialzare la testa e fare male. Il Frosinone può contare su elementi di categoria superiore come il portiere Bardi, il difensore Ariaudo e gli attaccanti Dionisi e Ciofani, ma ancora fatica a trovare una sua identità. «Rispetto alla gara con il Perugia – ha dichiarato il tecnico Pasquale Marino – ci sarà qualche novità. Possiamo variare qualsiasi sistema di gioco, ma dovrà esserci sopratutto uno scatto a livello di concentrazione e cattiveria agonistica».
Assenti i difensori Russo, Brighenti e Kragl, a centrocampo si rivedrà Frara, per il ruolo di laterale sinistro in ballo Mazzotta e Crivello, in avanti a destra spazio a Paganini.

Ore 12.00 – (Mattino di Padova) Cittadella in vetta con 18 punti, Frosinone dodicesimo a quota 8. Se qualcuno avesse ipotizzato che la classifica sarebbe stata questa prima dello scontro diretto di stasera, valido come anticipo dell’ottava giornata, si sarebbe preso del pazzo. E invece Iori e compagni sono lì, e hanno saputo riprendersi immediatamente dopo lo scivolone interno con il Brescia di due settimane fa. «A Trapani abbiamo dato un segnale importante, soprattutto a noi stessi. È stata una gara difficile, interpretata bene, che ci regala ulteriore entusiasmo», afferma Roberto Venturato che, per l’occasione, ha convocato 21 elementi, tra cui Lora, in ripresa dopo la lombalgia che l’ha afflitto in settimana, ma probabilmente destinato alla tribuna. «Allo stesso tempo – continua Venturato – dobbiamo conservare la nostra umiltà». Che avversario si aspetta stasera? «Il Frosinone è retrocesso dalla Serie A e ha mantenuto l’intelaiatura della squadra che, nella scorsa stagione, con una partenza leggermente migliore si sarebbe potuta salvare. È un test molto importante per noi. Il coefficiente di difficoltà aumenta ancora, perché davanti avremo una delle squadre che hanno più possibilità di salire in Serie A, assieme al Verona, al Carpi e, credo, al Bari». Facciamo qualche conto: tutta la rosa del Cittadella, a inizio stagione, costava meno del cartellino di Dionisi e Bardi, valutati 3,5 milioni a testa. Cosa pensa davanti a questo genere di confronti? «Al fatto che dobbiamo mantenere la nostra dimensione e una visione chiara delle nostre prospettive. Non siamo il Frosinone o il Verona, ma abbiamo costruito una squadra che ha dei valori e che deve continuare a esprimerli. Il profilo deve rimanere basso: possiamo realizzare qualcosa d’importante, ma l’obiettivo principale resta mantenere la categoria». Il Frosinone è reduce da due stop consecutivi e in trasferta, in questa stagione, non ha ancora segnato: pensa che adotterà qualche accorgimento tattico particolare contro di voi? «Marino ha quasi sempre giocato con il 4-3-3, con due attaccanti esterni e un centravanti. In qualche occasione ha utilizzato due punte pure e potrebbe rifarlo, avendo a disposizione Ciofani, Dionisi e Cocco. In ogni caso ha sempre cercato di mettere in pratica un calcio propositivo, e la sua rosa ha le caratteristiche per assecondarlo. Certo, non è facile trasmettere le proprie idee a una squadra che ha già vissuto un ciclo estremamente positivo, iniziato in Serie C e arrivato in A. Ma il valore di Marino e dei suoi giocatori sono la base per un campionato di alto livello». Lasciamo da parte il Frosinone: avrà saputo che dopo la sconfitta incassata dal Cittadella, Serse Cosmi, tecnico del Trapani, si è ritrovato la sua Audi incendiata. «Quando leggo notizie del genere mi fermo subito e cerco di evitare di approfondire, perché ho sempre la speranza che nel calcio si pensi alle partite e i tifosi non vadano oltre gli sfottò, senza arrivare a condizionare la tranquillità delle persone. Mi auguro sia stato un incidente all’auto e niente di più, e che Cosmi riesca a trovare dentro di sé la voglia di lavorare bene come ha fatto sinora». I timori di Marino. «Il Cittadella? Gioca bene- dice Pasquale Marino, tecnico dei ciociari – sta dando continuità alla scorsa annata e merita la classifica che ha. È una squadra che sa sia giocare in verticale sia fraseggiare. Dovremo essere bravi e aggressivi perché in avanti loro sono molto bravi. Iori a centrocampo, e Litteri, Chiaretti e Arrighini in attacco sono ottimi giocatori» Il tecnico dei ciociari dovrebbe riproporre Frara a centrocampo, ma non potrà contare sugli infortunati Russo, Kragl e Brighenti.

Ore 11.40 – (Corriere del Veneto) Tutti a predicare prudenza, a gettare acqua sul fuoco. Eppure, nel Cittadella che stasera (ore 20,30) affronta il Frosinone e che si culla sul dolce pensiero di rimanere in vetta, comincia a farsi strada il sogno di centrare il traguardo più grosso. Prima il capitano Manuel Iori, con quell’hashtag #nonsuccedemasesuccede lanciato via Twitter, poi Manuel Pascali, che ha frenato, sì, ma ha pure aggiunto che se a gennaio la classifica sarà ancora questa se ne potrà riparlare. Parole recepite pure da Stefano Marchetti che, come al solito, mantiene un profilo basso: «Non dobbiamo mai dimenticarci della nostra dimensione — spiega il dg granata — stiamo facendo benissimo e ne siamo consapevoli, ma il nostro segreto sinora è stata l’umiltà, il lavorare a testa bassa, il fare gruppo. A Trapani magari non abbiamo giocato una grande partita soprattutto nel primo tempo, ma abbiamo saputo soffrire nel momento più complicato, quello in cui potevamo andare in svantaggio. Poi Iori ha trovato un gran gol ed è cambiato tutto. Ecco, mettiamola così. Non parliamo di salvezza, ma di ragionare partita dopo partita, questo sì. Non è giusto guardare troppo avanti anche se siamo primi. Se vogliamo proseguire questa nostra cavalcata bisogna tenere i piedi ben saldi a terra». Partita col Brescia a parte, poi, quello che avrebbe dovuto essere il reparto teoricamente più a rischio come la difesa, si sta rivelando al contrario il punto di forza: «Non è facile costruire un reparto all’altezza senza snaturare la filosofia del Cittadella — spiega Marchetti — ho cercato i giocatori con le caratteristiche giuste, che si incastrassero a dovere con il nostro modo di stare in campo. Penso di averli trovati». Nel frattempo ieri Venturato ha provato diverse soluzioni per affrontare il Frosinone. Strizzolo potrebbe scalzare Arrighini, Schenetti e Valzania allo sprint per una maglia, difesa verso la conferma.

Ore 11.20 – (Il Centro) Un esame difficile sulla strada della svolta definitiva. Il Teramo riceve oggi la visita del Padova dello squalificato Oscar Brevi (sostituito in panchina dal vice Bergamo) con l’obiettivo di agganciare in classifica la squadra veneta e allungare la striscia positiva. Il tecnico Federico Nofri, consapevole delle difficoltà della gara, carica i suoi ragazzi: «Il Padova ha un organico di alto livello», dice l’allenatore biancorosso, «e va affrontato facendo una partita sopra le righe. Non bisogna concedere il pallino del gioco agli avversari. Voglio vedere undici diavoli in campo. Se vogliamo mantenere la media inglese, d’altronde, dobbiamo cercare di vincere. La nostra classifica attuale è deficitaria e bisogna fare punti. Un giudizio sul girone? C’è equilibrio, ma è ancora presto per scattare una fotografia chiara sul campionato». Sul piano tattico non sono previste novità. «E’ importante avere delle idee definite. In questo momento», sottolinea Nofri, «stiamo lavorando sul 4-4-2 e sul 3-5-2 (utilizzato finora a gara in corso, ndc). Non siamo in grado di stravolgere un concetto di gioco e di proporre situazioni nuove dall’oggi al domani». Capitolo-formazione. Nofri non si sbottona più di tanto, ma ribadisce concetti già espressi nelle scorse settimane: «Non sono un allenatore che modifica le formazioni in sei o sette undicesimi. Valuto sulla base di ciò che vedo quotidianamente e analizzo la crescita del singolo. Mi affido a chi oggi mi dà più garanzie sotto tutti i punti di vista». Si va, pertanto, verso la conferma dei titolari già schierati contro Fano e Sudtirol, a meno di cambiamenti dell’ultima ora, in un paio di reparti, o improvvisi acciacchi di qualcuno dopo la rifinitura di ieri. Qualche timida chance d’impiego potrebbero averla, se dovesse prevalere l’effetto-sorpresa, il terzino Sales («La sua condizione sta migliorando, ma non gioca da quattro mesi e la tenuta è da verificare») e l’esterno Di Paolantonio («Sta bene. Deve trovare la condizione ottimale. Ha qualità importanti»). Convocato a sorpresa il trequartista Carraro, ma per evitare ricadute difficilmente verrà utilizzato e al massimo potrebbe sedersi in panchina. In casa Padova assenti la mezzala De Risio, il difensore Monteleone e l’attaccante Neto Pereira. Nel 3-5-2 iniziale, spazio agli ex pescaresi Dettori e Alfageme. Rispetto al match pareggiato con il Mantova, possibili le novità Sbraga (in difesa) e Filipe (a centrocampo). La retroguardia veneta, con 5 reti subìte, è tra le migliori del girone B. Il Padova ha una gara in meno, che recupererà martedì, alle 14,30, sul campo della Sambenedettese. I precedenti. La sfida odierna torna a distanza di dieci anni. L’unico successo del Teramo, tra le mura amiche, risale al 3-0 del 12 marzo 2000, quando a mandare ko i veneti furono le reti di Sacchi, Nicoletti (su rigore) e Manari. Sono otto i precedenti complessivi tra le due formazioni. Il bilancio sorride ai colori biancorossi, che hanno prevalso in quattro occasioni mentre tre sono stati i pareggi. Nel 2005, allo stadio Euganeo, l’unica vittoria del Padova, per 1-0, con gol di Cotroneo.

Ore 11.00 – Probabile formazione Padova (Gazzettino): Bindi; Sbraga, Emerson, Cappelletti; Madonna, Mandorlini, Filipe, Dettori, Favalli; Alfageme, Altinier.

Ore 10.50 – (Gazzettino) Tenendo conto che avete faticato ultimamente a imporre il vostro gioco, che prestazione dovete fare? «Una gara attenta e comunque coraggiosa, nel senso che inizialmente il Teramo ci verrà ad aggredire e dovremo essere bravi a fare girare palla velocemente per andare a giocare davanti dove abbiamo caratteristiche importanti: Alfageme è un attaccante che se ha spazio e profondità, non è facile da marcare. Ripeto, dobbiamo essere bravi nella circolazione della palla e nella velocità non solo di gambe, ma soprattutto di testa». Tra l’altro dovrete adattarvi il prima possibile al manto sintetico. «Conta soprattutto adattarsi velocemente con la testa, sapendo che i rimbalzi sono diversi e che la velocità della palla cambia. Ma già nel riscaldamento mi aspetto che i ragazzi riescano a capire questa ulteriore difficoltà».

Ore 10.40 – (Gazzettino) Più vaga la risposta di Brevi sull’eventuale ritorno nell’undici titolare di Sbraga, più volte provato in settimana con l’ipotetica difesa titolare. «Abbiamo una rosa che ci permette di fare qualche variazione, e sono valutazioni che faremo all’ultimo. Che giochi con il Teramo o con la Samb, abbiamo bisogno di lui come degli altri ragazzi come Fantacci, Mazzocco, Gaiola e Germinale». Spostiamo l’attenzione sul Teramo, reduce da una vittoria con il Fano e da un pareggio con il Sudtirol. «Viene da un buon momento, è una squadra aggressiva con determinate qualità e dobbiamo affrontarla con massima attenzione e rispetto, mettendo in pratica ciò che abbiamo preparato in settimana. Abbiamo lavorato soprattutto sui nostri concetti per migliorare quegli aspetti nei quali abbiamo qualche difficoltà, ma sono sicuro che con il tempo questa squadra ha margini di miglioramento. Siamo riusciti a recuperare qualche giocatore, e siamo fiduciosi».

Ore 10.30 – (Gazzettino) Una gara all’insegna dell’attenzione e del coraggio per fare risultato a Teramo. È questo che Oscar Brevi chiede oggi al Padova nella prima delle due trasferte ravvicinate (martedì il recupero con la Sambenedettese) che suonano quasi come un crocevia di questo inizio di campionato. Dopo il deludente pareggio con il Mantova, è necessario dimostrare progressi sul piano del gioco e del risultato per fare dimenticare un avvio di stagione titubante certificato da una classifica poco esaltante alla luce degli attuali nove punti. Il tecnico riabbraccia nell’occasione Filipe, quel palleggiatore attorno al quale era stato concepito lo sviluppo della manovra, ed è pronto a farlo partire dall’inizio anche se non può essere al top alla luce del lungo stop. «Chi ha giocato al suo posto non ha fatto male, anzi l’ha fatto bene, ma con caratteristiche diverse. E mancando il regista abbiamo avuto qualche difficoltà in più nella costruzione del gioco. Di sicuro Filipe non può reggere in questo momento due partite ravvicinate, però con il Teramo lo schiererò dall’inizio. Poi vediamo quanta autonomia e intensità ha, questo è il punto di domanda dato che non si è allenato a lungo con la squadra: è sempre rimasto in movimento, ma nel lavoro sul campo c’è molto altro».

Ore 10.20 – (Gazzettino) Un punto nelle prime quattro gare con in panchina Lamberto Zauli, cinque nelle ultime tre sotto la gestione di Federico Nofri. Il cambio del tecnico, il primo del girone B, ha portato immediati benefici in casa del Teramo, cresciuto nel gioco e nell’autostima come evidenziato dal successo in casa sul Forlì e dai pareggi esterni con Santarcangelo e Sudtirol al termine di buone prestazioni e con il rimpianto in entrambi i casi per i tre punti mancati. Sul piano tattico la squadra è passata dal precedente 3-4-3 a un 4-4-2 che vede nei terminali offensivi Sansovini e Jefferson, quest’ultimo non al meglio e ancora in dubbio, i suoi elementi più pericolosi. Oggi allo stadio Bonolis, dove saranno presenti una settantina di tifosi biancoscudati, sicure le assenze del difensore Karkalis e del trequartista padovano ex Fiorentina Federico Carraro. PRECEDENTI. Manca ancora all’appello il segno 2 nelle precedenti sfide in terra abruzzese. Per il Padova un pareggio per 1-1 (in vantaggio su autogol al primo minuto e raggiunto su rigore al novantesimo) nel torneo di C2, poi vinto, 1980-81 e, sempre in C2, un pesante ko per 3-0 il 12 marzo 2000 che fu seguito da una pesante contestazione degli ultras.

Ore 10.10 – Probabile formazione Padova (Mattino di Padova): Bindi; Sbraga, Emerson, Cappelletti; Madonna, Mandorlini, Filipe, Dettori, Favalli; Altinier, Alfageme.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Sbraga potrebbe essere la novità in difesa? «Abbiamo una rosa che ci permette qualche variazione, e, considerate le due gare che ci aspettano, faremo le nostre valutazioni sino all’ultimo: che giochi oggi, oppure martedì a San Benedetto, fa poca differenza. Abbiamo bisogno di lui, come di Fantacci, di Germinale, di Gaiola e di Mazzocco: tutti giocatori importanti, qualche variazione in queste due gare potrebbe esserci». Che tipo di partita dovrete fare? «Una partita attenta, di coraggio: il Teramo inizialmente verrà ad aggredirci, noi dovremo far girare velocemente la palla per poi sfruttare le caratteristiche degli uomini che abbiamo in avanti. Non è facile controllare Alfageme. Per arrivarci, però, dovremo essere veloci di gambe e di testa”. Il terreno sintetico è un’insidia in più? «L’adattamento a livello muscolare non c’è, l’importante è adattarci con la testa. Cambiano i rimbalzi, la velocità del pallone, è un gioco diverso rispetto a quello a cui siamo abituati. Dovremo essere pronti e veloci a capire che la palla viaggerà più velocemente, ma già dal riscaldamento mi aspetto che i ragazzi riescano a cancellare questa ulteriore difficoltà».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Fuori casa, a Gubbio, l’ultima volta era andata bene. Forse lontano dall’Euganeo riuscite a giocare più sereni? «Per noi cambia poco, l’importante è che ci siano dei miglioramenti in tutte le situazioni. Abbiamo recuperato qualche giocatore, e anche se c’è ancora qualcuno ai box con qualche problemino (De Risio e Neto Pereira su tutti, ndr) siamo fiduciosi». Quanto è importante il rientro di Filipe? «Ha avuto un infortunio particolare, e anche se chi l’ha sostituito ha comunque fatto il suo dovere, le sue caratteristiche ci sono mancate. Venendo meno il regista, la squadra ha avuto qualche difficoltà di troppo in fase di costruzione. Partirà dall’inizio? «Abbiamo due impegni ravvicinati, e di certo Filipe, dopo quaranta giorni ai box, non potrà reggerli entrambi. Ma, anche se abbiamo recuperato Mazzocco, che in settimana era un po’ affaticato, credo che schiererò il brasiliano dall’inizio, e poi vedrò quanta autonomia avrà. Nonostante i tanti giorni senza allenarsi con la squadra, ha una discreta condizione, ma in campo è un’altra cosa».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Quattro giorni per cominciare a scrivere una storia diversa. Quattro giorni per dare il via ad un altro campionato: Teramo e San Benedetto del Tronto sono le tappe che possono dare la svolta alla stagione del Padova, a patto che da entrambe le sfide si esca con punti pesanti. Tappe “per scalatori”, per proseguire nella metafora ciclistica, vista la difficoltà delle avversarie che Altinier e compagni incontreranno. Ma già questa sera, in Abruzzo, una vittoria potrebbe riportare il Padova in zone ben più nobili della classifica, in attesa che il recupero di martedì poi tolga ogni asterisco dalla graduatoria del girone B. A Teramo si gioca alle 18.30, e tra i biancoscudati, guidati in regia dal recuperato Filipe, c’è voglia di risalire alla svelta. «Sono partite importanti», le parole del tecnico Brevi, che oggi, squalificato, lascerà il posto in panchina al suo vice Andrea Bergamo. «Ed è chiaro che questi due scontri ravvicinati, quello di oggi e la gara di martedì contro la Samb, ci possono dare un vantaggio rispetto alle avversarie. A patto, però, che il Padova sia bravo a sfruttarlo: a cominciare da questa sera, dobbiamo pensare a portare a casa più punti possibili».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Dovrebbero essere circa una settantina i tifosi biancoscudati pronti ad imbarcarsi per la trasferta più lunga della stagione: stasera, a Teramo, sbarcheranno infatti il pullman organizzato dalla Tribuna Fattori e qualche altro supporter che si muoverà con mezzi propri. L’ottava giornata del girone d’andata è di scena oggi, in attesa del posticipo di lunedì sera al “Tardini” tra Parma e Feralpi Salò. Questo il programma completo: oggi ore 14.30 Ancona-Albinoleffe e Modena-Sudtirol; ore 16.30 Maceratese-Mantova e Venezia-Samb; ore 18.30 Gubbio-Forlì e Teramo-Padova; ore 20.30 Santarcangelo-Lumezzane, Bassano-Pordenone e Reggiana-Fano. Lunedì alle 20.45 Parma-Feralpi. Martedì è giorno di recuperi per il girone B. In campo ancora il Padova, che alle 14.30 sarà di scena a San Benedetto del Tronto: la squadra quindi si sposterà ad Ascoli dove si allenerà fino a martedì. Lo stesso giorno, ma alle 18.30, sarà recuperata Albinoleffe-Maceratese.

Ore 09.10 – Probabile formazione Padova (Mattino di Padova): Bindi; Cappelletti, Emerson, Russo; Madonna, Mandorlini, Filipe, Dettori, Favalli; Altinier, Alfageme.

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) «Abbiamo due partite ravvicinate — chiosa Brevi alla vigilia del crocevia tra Abruzzo e Marche — e abbiamo una chance per fare più punti possibili. Ci aspettiamo miglioramenti rispetto all’ultima uscita, anche perché abbiamo recuperato alcuni giocatori, come per esempio Filipe». Proprio Filipe verrà rilanciato, per necessità più che per scelta, dal primo minuto, nel tentativo di sbloccare un centrocampo mai così grigio come accaduto sette giorni fa all’Euganeo. «La mia idea — spiega Brevi — è quella di utilizzarlo dal primo minuto e poi valutare quanto può reggere, anche perché tre giorni più tardi giocheremo di nuovo e per forza di cose andranno fatte alcune valutazioni. Abbiamo alternative in tutti i settori del campo, compresa la difesa e senza dimenticare le corsie esterne. Dovremo cercare di avere una migliore circolazione di palla, sfruttando meglio le caratteristiche di Alfageme e cercando di adattarci alle caratteristiche del campo sintetico su cui giocheremo». Rispetto alla partita col Mantova, dunque, dentro Filipe per Gaiola, mentre Sbraga insidia il posto a Russo più che a Cappelletti. Difficile che vengano esclusi Madonna o Favalli, davanti per stessa ammissione di Brevi accanto ad Altinier verrà data fiducia ad Alfageme, sinora controfigura del buon attaccante ammirato negli anni scorsi a Grosseto, a Terni e a Caserta.

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) In tre giorni, tra oggi e martedì, probabilmente conosceremo tutta la verità su Oscar Brevi, il suo Padova e il progetto estivo iniziato da Giorgio Zamuner. Che aveva messo al centro del telaio proprio l’allenatore milanese, convinto che il legame strettissimo e di vecchia data fra direttore generale e nocchiero biancoscudato potesse rappresentare la chiave di volta di un’intera stagione. L’idea era quella di creare un team di lavoro che lavorasse a stretto contatto, che sapesse spalleggiarsi e difendere se stesso nei momenti difficili, tuttavia per adesso alle buone intenzioni sono seguiti soltanto pochissimi sprazzi di quello che sarebbe dovuto essere il Padova nuovo corso. Qualche lampo per un tempo contro il modesto Seregno, altri bagliori a tratti contro l’Albinoleffe, qualche spiraglio di luce contro il Forlì e poi più nulla. Oggi Zamuner, che sta provando a difendere Brevi dagli assalti di una piazza con cui proprio il feeling non è scattato, spera in un’inversione di tendenza a Teramo, una trasferta difficilissima. Perché altrimenti non sarà facile continuare a far da scudo ai malumori che esistono anche all’interno della proprietà soprattutto dopo lo scialbo 0-0 col Mantova. Il calendario offre una doppia chance in 72 ore, che può rappresentare la possibile svolta della stagione. Il tempo per rimediare tutto sommato c’è ancora e il Padova deve dimostrare che i dubbi che cominciano a serpeggiare anche fra diversi addetti ai lavori possono essere spazzati via.

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