Da quando siedono in panchina, non si sono ancora mai affrontati. Lo faranno domani (ore 14.30, arbitro Andreini di Forlì), per la prima volta, proprio allo stadio Euganeo. Oscar Brevi e Antonino Asta, due uomini legati dal Torino, di cui entrambi sono stati capitani, e da un lungo racconto di calcio che parte dai campetti del dilettantismo lombardo per arrivare, passando per Palermo, a Padova-FeralpiSalò. «Quante volte ci siamo affrontati da giovani!», sorride Asta, oggi allenatore dei Leoni del Garda. «Tutt’e due abbiamo fatto la gavetta, io giocavo con l’Abbiategrasso e il Saronno, lui nella Gallaratese e nel Corsico. Poi, un giorno, dopo aver spiccato il volo, ci siamo ritrovati a Palermo». Il vostro rapporto? «Con Oscar è sempre stato buono, perché ci conoscevamo già, ma in Sicilia ci siamo uniti ancora di più. Era il 2003, lui arrivò a gennaio e furono 5 mesi molto intensi: era il primo Palermo di Zamparini, con l’arrivo di Sonetti in panchina svoltammo e arrivammo ad un passo dalla Serie A, dando il via alla grande scalata dei rosanero negli anni successivi».
[…]Quest’estate, però, il suo nome era stato accostato anche al Padova: fatalità, alla fine l’ha spuntata Brevi. «L’ho sentita anch’io questa voce, ma sostanzialmente non c’è mai stato un vero e proprio contatto. Io a Salò sono contento, sto apprezzando molto questa realtà piccola ma vera, eppure giocatori e allenatori sperano sempre di misurarsi, un giorno, con piazze dal fascino e dal valore diversi. Se un giorno arrivasse la chiamata da Padova, non potrei dire di no». Padova-Feralpi: accorta fase difensiva contro aperta spregiudicatezza. Due atteggiamenti che rispecchiano la vostra personalità? «Ogni allenatore porta sempre un po’ del suo modo di essere da giocatore nelle squadre che poi allena. Il Padova prende pochi gol, è ben strutturato ed equilibrato, mentre noi cerchiamo sempre di proporre, siamo aggressivi. I campionati si vincono in tutte le maniere, non è detto che una delle due visioni sia sbagliata, ma alla lunga chi prende pochi gol di certo qualcosa porta a casa». Che Padova si aspetta? «Sono contento che Oscar sia riuscito a superare le difficoltà iniziali. Nonostante la squadra nuova e diversi infortuni importanti, ora sono in salute. E spero che piano piano il lavoro gli dia ragione. Tranne domani, naturalmente».
(Fonte: Mattino di Padova, Francesco Cocchiglia. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)
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