Live 24! Ancona-Padova, -2: resettiamo tutto, mercoledì si torna in campo…

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Ore 22.00 – (Il Piccolo) Da tre settimane Alberto Marchiori gioca titolare a fianco di Leonarduzzi causa gli acciacchi di Aquaro, ma per sua sfortuna nelle ultime partite è incappato proprio nelle prime due sconfitte della Triestina. Anche da parte sua c’è stata qualche sbavatura, come del resto in tutta la squadra, ma il difensore centrale assicura che l’Unione non si dà per vinta: «Purtroppo è andata male, ma per fortuna giochiamo già giovedi a Montebelluna così non c’è troppo da pensare. Per noi non è certo chiusa qui, c’è un girone intero da giocare e nel calcio non si sa mai. Dobbiamo lavorare e cercare di vincere il più possibile, poi vedremo alla fine come siamo messi». Il dato eclatante è che la difesa alabardata, che finora aveva preso solo 9 reti in 13 partite, ieri ne ha prese quattro tutte in una volta: «Purtroppo può capitare, davanti avevamo l’attacco che ha fatto più gol di tutti, ma questo non vuol dire e non vuole essere una giustificazione. Poi ovviamente da vedere come li abbiamo presi, ma ripeto, al di là di tutto, bisogna lavorare per migliorare». […]

Ore 21.40 – (Il Piccolo) È un Daniele Bradaschia particolarmente amareggiato, ma anche battagliero, quello che arriva in sala stampa subito dopo il ko con il Mestre. L’attaccante, impiegato ieri nelle vesti di trequartista, sostiene che la Triestina ha fatto una grande partita ma ha pagato cari alcuni errori: «Sono demoralizzato ma allo stesso tempo la prova di forza della squadra c’è stata. A mio parere il risultato non ci premia per quanto fatto vedere in campo: è stata una partita giocata alla pari ma risolta dagli episodi. Il terzo e il quarto gol loro sono solo colpa nostra, dobbiamo fare un esame di coscienza e dare una svolta il prima possibile, già a partire da giovedì a Montebelluna. Caratterialmente non siamo certo mancati, ma abbiamo fatto degli errori evitabili e loro sono stati bravi ad approfittarne. Alla fine abbiamo fatto tre gol al Mestre, purtroppo ne abbiamo presi quattro ma secondo me non è colpa della difesa, ma del collettivo». […] Detto questo, Bradaschia è pronto ancora a dare battaglia e non alza di certo bandiera bianca: «Il campionato è lungo, mancano ancora 60 punti da assegnare, se poi loro le vincono tutte, bravi loro. Ma non è finita, ci mancherebbe. La classifica importa a maggio, non conta adesso. Loro hanno esultato tanto stavolta, vediamo alla fine chi esulterà, io spero di farlo al ritorno a Mestre. Noi cerchiamo di fare più punti possibili, poi vedremo». […]

Ore 21.10 – (Il Piccolo) Viaggia alla media di un gol a partita, ormai un esperto della serie D e ancora una volta decisivo per le sorti del suo Mestre. Dario Sottovia, 13 gol in campionato e autore di una doppietta ieri al Rocco, ha trafitto Voltolini in chiusura di prima frazione, ma soprattutto ha avuto il grande merito di infliggere il colpo letale all’Unione quando l’inerzia a metà ripresa sembrava tutta di marca alabardata. Galvanizzato l’attaccante veneto. «La nostra è una ruota che gira a mille e finché va, bisogna approfittarne. Non era facile venire a giocare qui a Trieste, per di più trovare una Triestina reduce dalla sconfitta della settimana precedente. Abbiamo dimostrato che in questo momento abbiamo qualcosa in più degli altri, dobbiamo mantenere i piedi per terra, comunque sta andando tutto bene». […] L’effetto Rocco? «Avevo giocato solo una volta davanti a un pubblico così, con l’Este a San Benedetto del Tronto. Il pubblico si sente e i primi palloni scottano, è una cornice incredibile, da serie A. Penso che farò difficoltà a dimenticare un giorno così». Mestre squadra da battere. Campodarsego e Triestina? «Il campionato è lunghissimo, bisogna essere bravi a mantenere quell’equilibrio fino ad adesso per noi vincente».

Ore 20.40 – (Il Piccolo) […] «Una splendida coreografia organizzata dai tifosi triestini. La Triestina ha fatto una grandissima partita al di là del risultato che non le è favorevole, non lo dico perché abbiamo vinto ma perché veramente è così. E’ stata una bella battaglia in campo – prosegue Zironelli – non ci siamo risparmiati e le squadre ribattevano colpo su colpo». Dove ha vinto questa partita la formazione arancionera? «L’inizio della Triestina è stato molto buono, bravi a ripartire pur non concretizzando le occasioni. Noi invece siamo stati bravi, pur avendo incassato da poco il 2-2, a ripartire con l’ottimo coast to coast di Gritti e la palla messa dentro per Sottovia che ha realizzato. Quella rete credo abbia tagliato le gambe alla Triestina, e da lì è arrivato anche il quarto gol con Zecchin. Ciò nonostante abbiamo subìto un’altra reazione veemente della Triestina e non a caso abbiamo incassato il terzo gol. Noi portiamo a casa il risultato, ma va detto con onestà che è stata una partita tra due squadre di categoria superiore». Un campionato che a questo punto vede dietro al Mestre il ritorno prepotente del Campodarsego. Terranno tutte e tre? «Le prime tre formazioni stanno facendo benissimo, nessun risultato è ancora determinante, siamo appena a dicembre».

Ore 20.10 – (Il Piccolo) «Non dobbiamo smettere né di crescere, né di crederci»: il pensiero del post-Mestre di mister Andreucci si può riassumere così. Perché il tecnico afferma di avere tra le mani un’ottima Triestina, che però ha commesso degli errori e pertanto deve migliorarsi. Soprattutto se vuole confrontarsi con il Mestre. «Dal punto di vista tecnico-tattico abbiamo fatto bene – spiega Andreucci – ma certi errori commessi contro un Mestre che ha tanta qualità, si pagano cari. Quando si prendono 4 gol in casa bisogna guardarsi dentro». Il tecnico rivendica la grande prova della Triestina: «Sul piano del gioco abbiamo anche infiammato il pubblico. Abbiamo fatto molto bene la prima mezz’ora, abbiamo creato più di loro eppure ci siamo trovati sotto su un tiro sul quale il nostro portiere interviene solitamente in maniera diversa. Ma è giovane e soggetto ad errori, come è capitato a loro alla fine. Qualche errore individuale c’è stato, ma non rimprovero nessuno, per impegno tutti hanno dato il massimo. Caratterialmente abbiamo sempre reagito in ogni situazione. Certo, è una sconfitta pesante per noi, che però ci deve dare la certezza di aver giocato alla pari contro una grande squadra». […] Visto che è dicembre, si potrebbe parlare di rinforzi sul mercato, ma il pensiero di Andreucci su questo è molto chiaro: «Io alla società non ho chiesto neanche un giocatore e non mi sento di chiedere niente. Io ho tanta fiducia nei miei giocatori, se capiamo che dobbiamo crescere assieme diventiamo ancora più forti. Se invece cominciamo a dire che ci manca questo o quell’altro, siamo delle fighette, perché allora è facile cambiare tutto e poi dire siamo stati bravi. Se la società lo ritiene, se ne parlerà assieme, ma io riparto dai miei, credo che bisogna fare con quello che si ha e fare di più».

Ore 19.40 – (Giornale di Vicenza) Se non centri la porta, vincere diventa un’utopia. I numeri lo avevano già fatto notare contro il Benevento, nonostante una partita ben giocata dal Vicenza che era arrivato spesso alla conclusione (19 volte) ma aveva trovato lo specchio appena 4 volte. A Novara è andata peggio, nel senso che i biancorossi sono stati meno continui ed efficaci nella manovra, e in più hanno pure calato la mira: appena 2 conclusioni tra i pali della porta avversaria sulle 13 tentate. Davvero troppo poche per sperare di tornare dal Piola con un risultato positivo.LA CHIAVE. E dire che il Novara non ha fatto molto più dei biancorossi per aggiudicarsi l’intera posta in palio: i padroni di casa hanno esercitato un po’ di pressione (10 minuti e 54 secondi nella metà campo d’attacco contro gli 8 minuti e 6 secondi del Vicenza), il possesso palla è stato diviso quasi equamente (51% a 49% per i piemontesi), e i giocatori di Boscaglia sono arrivati al tiro addirittura una volta in meno del Vicenza (12 contro 13). Ma negli episodi che potevano far girare la partita, il Vicenza non è mai riuscito ad affondare il colpo: sintomatico il conto dei calci d’angolo, che ha visto Giacomelli e compagni batterne ben 7 (uno solo per il Novara) in maniera del tutto inconcludente. […]

Ore 19.10 – (Gazzettino) Il Cittadella perde tre delle ultime quattro gare giocate, ma se a Benevento così come a Carpi la squadra di Roberto Venturato non meritava di uscire battuta, sabato in casa con la Spal ha avuto ben poche scusanti per giustificare una sconfitta sostanzialmente meritata. Perché la squadra di Semplici ha interpretato al meglio la partita, chiudendo gli spazi e colpendo in maniera chirurgica, al contrario dei granata che non hanno saputo trovare la chiave giusta per sfondare sulle corsie esterne, dove la Spal ha fatto la differenza. Il diggì Stefano Marchetti non cerca alibi: «Abbiamo affrontato un avversario che si è chiuso bene ed è stato molto brava nelle ripartenze. Noi non siamo riusciti a trovare il guizzo vincente e abbiamo concesso il contropiede decisivo, che ci ha fatto male». Si sapeva alla vigilia che la partita sarebbe stata complicata. «Molto tattica, dura, l’equilibrio è durato per lunghi tratti dell’incontro. La differenza l’hanno fatta gli episodi e loro sono stati bravi a sfruttarli». Quando perdi c’è sempre qualcosa da aggiustare, da rivedere. «Abbiamo concesso qualche calcio d’angolo che si poteva evitare con un po’ più di attenzione e mestiere, così come le loro ripartenze», sottolinea Marchetti. Che poi aggiunge: «Raggiunto l’1-1 abbiamo provato a vincere la gara, ma proprio nel nostro momento migliore ci hanno infilati in contropiede. Non è stato il Cittadella brillante come nelle altre partite, anche se ha lottato, cercando di fare la partita come sempre». […] Oggi pomeriggio si riparte. «Per continuare a far bene serve entusiasmo. Il Cittadella sta disputando un grande campionato, non dimentichiamolo, stiamo vivendo un momento di calo e bisogna ritrovare una vittoria importante per riportare le cose sul binario giusto». […]

Ore 18.50 – (Mattino di Padova) Il bastone e la carota. Dopo il ko di Carpi, Stefano Marchetti era stato tutt’altro che tenero con i suoi uomini, che non avevano riversato in campo «la cattiveria che serve per sperare di far punti contro avversari del genere». Alla sconfitta interna con la Spal, da parte del direttore generale del Cittadella segue invece il richiamo a una nuova parola d’ordine: «serenità». Quella necessaria per affrontare al meglio le quattro sfide di dicembre, che chiuderanno il girone d’andata. «Stiamo disputando un grande campionato, non dimentichiamocelo», afferma il d.g. granata. «Stiamo, però, attraversando un momento di calo e ora abbiamo bisogno di ritrovare prestazioni e risultati importanti per rimettere tutto sui binari giusti. Adesso conta la testa: dobbiamo ritrovare la tranquillità e, ovviamente, la determinazione che servono». Questione di… mestiere. Le analogie con la gara dello scorso turno al “Cabassi” non mancano. «Con la Spal come a Carpi ci siamo ritrovati davanti due squadre molto chiuse e forti nelle ripartenze, e quando non sei pericoloso come dovresti, e concedi qualcosa, poi finisce che becchi il gol. Noi sappiamo giocare così: dobbiamo aggredire l’avversario. Ma se non segni, contro rivali del genere rischi sempre qualcosa. Gli uomini di Semplici stavano anche in undici dietro la linea della palla, tutti stretti. In questa partita abbiamo sbattuto contro un muro, non a caso trovando il gol con una conclusione da fuori area, forse l’unica maniera in cui poteva arrivare. I ragazzi si stanno comportando bene, ma devono essere meno ingenui. A volte siamo stati limpidi come l’acqua, mentre nel calcio serve un po’ di mestiere». […]

Ore 18.20 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Match-winner e migliore in campo. Il blitz di Fano porta il nome di Marsura, che però divide meriti e soddisfazione con i compagni. «Al gol era da tempo che andavo vicino, ma un po’ per sfortuna, un po’ per colpa mia, non arrivava. È venuto nella occasione giusta, tanto da permetterci di vincere qui a Fano. Lo dedico alla squadra, al mister e allo staff perché ogni giorno lavoriamo duro per ottenere queste soddisfazioni». C’è stato da sudare al cospetto di un Fano che non si è mai dato per vinto, anche se raramente ha inciso. «Ma è stato un avversario degno. Quando è andato sotto, ha reagito e ci ha costretto a difenderci, giocando un buon calcio. Però non abbiamo mai sofferto troppo. Poi contro qualunque avversario non si può pensare di comandare la partita per tutti i novanta minuti. Bisogna saper soffrire in certi momenti e preoccuparsi di non prendere gol». In questo senso Marsura vuole sottolineare un dato. «Abbiamo la miglior difesa, ma perché quando è il momento, sappiamo compattarci e aiutarci». […]

Ore 18.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) C’era una priorità e Inzaghi l’aveva impressa nella testa dei suoi. «Sarebbe stato un peccato non tornare a vincere dopo una sconfitta come quella con il Padova. Poi non c’è mai niente di facile. Però abbiamo giocato di squadra, soffrendo quando era il caso. Non che si sia andati in difficoltà e nemmeno che il Fano abbia avuto grandi occasioni». Ci sono state recite migliori di questa, però, e l’allenatore del Venezia lo ammette. «Si poteva fare meglio, certamente. Il nostro primo tempo è stato comunque buono, mentre nel secondo tempo avremmo dovuto sviluppare meglio qualche ripartenza. Detto questo, la palla per il 2-0 l’abbiamo comunque avuta». Un successo da valutare in prospettiva. «Alla fine ci si renderà conto dell’importanza di risultati come questi. Siamo stati molto concreti e con tutte le assenze che avevamo, non era facile. Di sicuro ho a disposizione una rosa molto valida e chi è stato impiegato ha fatto in pieno il suo dovere». […]

Ore 17.40 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Missione compiuta. Perchè dopo la sconfitta con il Padova, bisognava tornare a vincere e il Venezia ci è riuscito. Badando al sodo in un secondo tempo votato al contenimento, dopo che invece nella prima parte della sfida di Fano la squadra di Pippo Inzaghi aveva ostentato una superiorità abbastanza chiara. Notevole che i lagunari si siamo subito impossessati della partita, nonostante il doloroso passo falso di lunedì e le scorie che si era trascinato. Sotto forma di assenze, più che altro, con gli squalificati Garofalo, Ferrari e anche Vicario che erano andati ad aggiungersi nella lista degli indisponibili a Gejio e Fabiano. La profondità della rosa è venuta in soccorso di Inzaghi, che non ha toccato nulla davanti, dove Marsura è stato il match-winner e anche il più efficace dei suoi, e Moreo, centravanti numero tre per pedigree, si è mosso con personalità. Dietro invece spazio a Baldanzeddu e Pellicanò ai lati, mentre le tre partite in una settimana e soprattutto la prossima con il Gubbio, ritenuta un po’ più complicata di questa, hanno indotto l’ex milanista a rivoltare il centrocampo.
Fuori Acquadro, Pederzoli e Soligo, dentro Fabris, Stulac e Bentivoglio. Contraccolpi praticamente nessuno e anzi l’innesto di Fabris in particolare ha pagato preziosi dividendi. […]

Ore 17.20 – (La Nuova Venezia) Il Venezia prende e porta a casa tre punti che gli consentono di restare nel terzetto battistrada, anche se continuano a comandare Reggiana e Pordenone con un punto in più, mentre per il bel gioco si aspettano giorni migliori. Intanto stavolta era importante dimenticare Padova e ripartire. E il timbro della vittoria è vidimato da Davide Marsura. «Sono contento perché il gol era cercato da un po’», spiega l’attaccante, «e ci consente di ottenere un successo fondamentale. Abbiamo incontrato una buona squadra ma abbiamo saputo soffrire; siamo stati compatti, non abbiamo subito reti e continuiamo ad avere la migliore difesa. Siamo sulla strada giusta, dobbiamo continuare in questo modo». Tra i più positivi c’è senz’altro Vittorio Fabris che, quando accelera, diventa un fattore importante per il Venezia. «Mi sento bene e al 100 per cento», dice l’esterno, «ma in questa rosa, chiunque gioca dà il suo contributo. Stavolta dobbiamo dare i giusti meriti al Fano; gioca un bel calcio, per fortuna siamo riusciti a sbloccare in fretta la gara e, tenendo a palla a terra, facevamo fatica a ripartire. Vincere qui era fondamentale dopo aver perso il derby lunedì». […] «Dovevamo vincere e lo abbiamo fatto», ammette Simone Bentivoglio, «ma dobbiamo cercare di sfruttare meglio le ripartenze. Avevamo voglia di cancellare il brutto 1-3 con il Padova, immeritato e deciso dagli episodi. Eravamo decisi a ripartire subito».

Ore 17.00 – (La Nuova Venezia) Filippo Inzaghi si tiene stretti i tre punti conquistati a Fano, e con il Venezia riprende la corsa verso la promozione. Un successo che rimette in carreggiata la squadra dopo lo stop di lunedì scorso nel derby casalingo contro il Padova. «Avevo ricordato l’importanza di questo successo ai miei giocatori, e l’importanza di riprendersi subito», commenta Inzaghi, «a Fano però era difficile, visto che il Padova aveva perso e altre squadre sofferto parecchio. Abbiamo disputato una buona partita, superato qualche difficoltà, e dopo un buonissimo primo tempo non abbiamo rischiato granché. Dovevamo fare il secondo gol, Modolo ci è solo andato vicino nella ripresa, però come accaduto anche a Salò, queste sono gare che hanno un significato prezioso per la classifica, mettendo in palio punti pesanti». […] Intanto il Padova ha subito perso in casa con il Pordenone. «Sì, è vero, ma non guardo alle altre», conclude il tecnico, «andiamo avanti senza fare vittimismi, si può anche perdere ma rimango fiducioso quando succede in partite nelle quali giochiamo bene e non meritiamo la sconfitta. Gli applausi dei tifosi alla fine del derby danno il significato della nostra prestazione in quella sfida». […]

Ore 16.40 – (La Nuova Venezia) Il Venezia è tornato. Vincente, concreto, sparagnino, poco propenso a deliziare la gente, ma molto attento a prendersi i tre punti e chiudere la cerniera della tasca. Tagliamo corto: 1-0 qui a Fano, vittoria legittima, ma anche stavolta batticuore fino al 94’, perchè non si sa mai, quelli ti piazzano un pallone in area e dalla mischia non si sa cosa venga fuori. Sul piano qualitativo Venezia nettamente superiore ai granata marchigiani, ma incapace di chiudere i conti già nel primo tempo, dopo la zampata di Marsura, gol-partita. Anzi, dopo il gol, la squadra di Inzaghi dà l’impressione di adattarsi al ritmo degli avversari, badando a gestire un vantaggio minimo e un possesso di palla mai in discussione. Insomma, il Venezia che abbiamo visto altre volte, quello che per il momento mette nel mirino il risultato e basta, per tutto il resto c’è tempo. E del resto, per vincere i campionati si fa anche così. Inzaghi mescola le carte, gioca per la prima volta dall’inizio Leo Stulac, sloveno di piede buono e tecnica valida, tira il fiato Pederzoli che probabilmente sarà in campo mercoledì contro il Gubbio. Pellicanò sostituisce Garofalo, tridente con Moreo centrale, il primo tempo è tutto di marca veneziana mentre il Fano, piuttosto lungo, si scopre anche al contropiede. Una squadra che cerca di giocare, quella in maglia granata, ma che non graffia in avanti, non ha il sangue agli occhi, non ha punte che traducano il lavoro dei centrocampisti, in particolare del valido Bellemo che copre davanti alla sua area e cerca di iniziare la manovra dei suoi. […] Al tirar delle somme, pur sottolineando con l’evidenziatore che il Venezia non ha incantato nessuno, la risposta più importante è arrivata, la sconfitta in casa contro il Padova non ha lasciato cicatrici ma semmai qualcuno a battersi il petto per le proteste scomposte e le frasi evitabili. Quelli del Fano brontolano per alcune decisioni dell’arbitro, ma anche questa è una musica replicata. Dell’arbitro di turno si lamentano tutti, casualmente, quando non vincono.

Ore 16.10 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 15.50 – Qui Guizza: partitella a campo ridotto per le riserve di ieri.

Ore 15.30 – Qui Guizza: esami specifici per Alfageme e De Risio, usciti malconci dalla sfida col Pordenone.

Ore 15.10 – Qui Guizza: lavoro defaticante per i titolari di ieri.

Ore 14.50 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per l’allenamento. Colloquio tra mister Brevi e la squadra.

Ore 14.30 – (Mattino di Padova) Italiano ci aveva perso le speranze, poi ammette: «È stata una vittoria emozionante, non adatta ai deboli di cuore, ma sia benedetta una vittoria che mancava da troppo. Purtroppo, a un buon primo tempo è seguito una ripresa non all’altezza, penso che sia un problema di tenuta fisica, abbiamo una squadra giovane che non è abbastanza smaliziata nel sapersi gestire fisicamente. I gol che subiamo sono tutti uguali? Lo sappiamo bene, lavoriamo in settimana per evitare di prenderli ma evidentemente dobbiamo fare meglio». […]

Ore 14.10 – (Mattino di Padova) Paura e delirio a Vigonza! La Vigontina si affida al santo giusto e all’ultimo respiro, all’ultima preghiera, all’ultimo tiro in porta (e per di più su calcio di rigore), quando ormai anche Vincenzo Italiano stava uscendo dal campo in preda a una crisi mistica, San Paolo concede una vittoria che mancava ormai da due mesi e mezzo. È stata una partita dalle emozioni violente, assolutamente vietata ai cardiopatici, ma anche ai puristi delle difese e ai filosofi dell’arte pedatoria. Il 3 – 2 con cui i padovani hanno mandato a casa con le pive nel sacco il Legnago è stato più uterino che pindarico, ma non per questo meno meritevole di lode. Cacurio e Formuso provano a superarsi con una doppietta ciascuno ma è al 94′ che Casagrande fa saltare di gioia il Comunale con il rigore che scaccia ansie e inevitabili cattivi presagi. Italiano continua a battere la strada del 4 – 3 – 3 con una piccola rivoluzione: subito dentro i neoacquisti Brugnolo e Siega a scapito di Episcopo e Masiero, mentre Vanzato in porta sostituisce Rossi; dall’altra parte del guado, Andrea Orecchia si affida ad un quadrato e spigoloso 4 – 4 – 2 a numerazione classica. […] In classifica, la Vigontina San Paolo (13 punti) si lascia alle spalle la zona nera ed entra in quella rossa, in compagnia di Este e Calvi Noale, a meno quattro dal Legnago.

Ore 13.50 – (Mattino di Padova) Florindo non nasconde il rammarico per l’1-1 finale: «Mi dispiace per quel rigore trovato in modo un po’ casuale dal Cordenons» commenta. «Dovevamo portare a casa i tre punti e non ci siamo riusciti. In questo senso non ci ha aiutati la doppia squalifica di Gilli e Dovico, due elementi importanti, e l’assenza di Ferrara, che ha provato ad esserci fino all’ultimo». «Mancava un po’ di fantasia e qualità, ma sono comunque contento dei ragazzi e pure dei nuovi arrivati Vianello, Ermacora e Munaretto che si sono mossi bene. A loro si aggiungerà presto un altro attaccante». […]

Ore 13.30 – (Mattino di Padova) Sembrava tutto perfetto: il pareggio con la Virtus Vecomp di due settimane fa per tornare a sorridere, la vittoria di Pieve di Soligo con l’Eclisse per festeggiare e infine un gol dopo sette minuti con il Cordenons, davanti al proprio pubblico, per scacciare definitivamente una crisi durata due mesi. Sembrava, appunto. Perché l’Este, alla fine, deve accontentarsi di un pareggio casalingo, mangiandosi pure le mani per non essere riuscito a puntellare il risultato in superiorità numerica (espulsione del mediano ospite Sutto al 32′). Sia chiaro: la «ics» non è da buttare, perché allunga a tre la striscia di risultati utili consecutivi e permette di guardare al turno infrasettimanale di giovedì 8 dicembre (in trasferta a Legnago) con maggior fiducia. E in classifica un passetto in avanti i giallorossi lo fanno, pur non riuscendo a sorpassare proprio il Cordenons, ancora dodicesimo in classifica a +2 su capitan Lorello e compagni. Per quanto riguarda il match del Nuovo Stadio, le due compagini dimostrano di avere muscoli e forza d’animo: in più l’Este sfoggia intraprendenza, il Cordenons una grande predisposizione alla sportellata. […]

Ore 13.10 – (Mattino di Padova) […] «Chi pensava» commenta Tiozzo «che dopo aver battuto la Triestina saremmo venuti a Tamai a fare una passeggiata si è sbagliato di grosso. È stata una gara tosta, maschia, in cui nella prima mezz’ora ho visto una sola squadra in campo, la mia. Peccato per esserci un po’ innervositi dopo il rigore del pareggio. Ma nel complesso non posso che ritenermi soddisfatto. La corsa ai play-off, che per noi rappresentano un traguardo di grande prestigio, continua».

Ore 12.50 – (Mattino di Padova) A voler guardare il bicchiere mezzo pieno, Tamai e Abano dimostrano che un pareggio può essere motivo di soddisfazione. Brindano i mobilieri, per aver acciuffato un risultato positivo al cospetto di una delle formazioni più in forma del momento. E nonostante una situazione d’emergenza a livello di organico che non accenna a placarsi. È un punto che consente al Tamai di restare al sicuro dalle sabbie mobili dei play-out. Può allo stesso modo gioire l’Abano che, in virtù dei risultati sugli altri campi, consolida la quarta posizione in classifica, guadagnando una lunghezza sulla Triestina, ora terza dopo il ko interno nel big-match con il Mestre. La squadra di Tiozzo allunga a 5 risultati utili consecutivi la serie d’oro in corso, confermandosi una delle realtà meglio attrezzate del girone. Il bicchiere mezzo vuoto però racconta di un’occasione sprecata, e se nel finale il direttore di gara avesse preso una decisione diversa (leggi: rigore non concesso agli ospiti) ora probabilmente staremmo raccontando tutta un’altra storia. Non aveva ancora pareggiato in casa la squadra di De Agostini (4 vittorie e 2 sconfitte), e per la legge dei grandi numeri doveva capitare prima o poi. È successo in un’occasione propizia, in quanto lo stesso tecnico temeva le insidie di un match da affrontare senza diversi titolari. Quasi un marchio di fabbrica, invece, il pareggio esterno per l’Abano: il quinto in sette gare lo conferma. […]

Ore 12.20 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) In tribuna autorità all’Euganeo siede anche Nicola Rizzoli, l’arbitro modenese che ha diretto la finale degli ultimi Mondiali. Visiona, da corregionale, il bolognese Prontera che arbitrà Padova-Pordenone. E il pubblico se la prende spesso, sia con lui che con il suo assistito. Spesso e volentieri, però, si sente di più la voce delle circa 300 gole neroverdi che si sono sistemati a distanza siderale dal campo, nella curva ospiti dell’impianto padovano. C’è anche spazio per il ricordo, tra gli ultras neroverdi: Uniti al vostro lutto, Forza Chape c’è scritto con i colori del Pordenone. E’ l’omaggio alla squadra brasiliana della Chapecoense, tragicamente decimata dal disastroso incidente aereo la cui notizia ha fatto il giro del mondo. A inizio partita lo stadio ha rispettato un minuto di silenzio. Poi però è salito forte l’urlo dei pordenonesi. Subito cori e mani alzate, oltre a tanta voce e cuore. Il Pordenone, noi siamo il Pordenone, ribadiscono i supporters che si sono sobbarcati la prima trasferta domenicale di questo ciclo. Come a dire che la capolista è la capolista, e che gli altri possono schierare anche una tifoseria quantomeno da serie A, ma la sostanza cambia poco. Soprattutto quando in campo scendono, oltre a ventidue gambe, anche undici teste ormai mature per il salto di qualità. […]

Ore 12.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) […] In sala stampa il Pordenone schiera il tridente, e dopo il tecnico arrivano le due stelle dell’Euganeo, Rachid Arma ed Emanuele Berrettoni. Due gol a testa, lo scalpo del Padova è roba loro. L’attaccante marocchino, poi, esulta il doppio: non segnava su azione dal 24 settembre e su rigore dal 16 ottobre e ieri ha segnato la sua decima rete in campionato (capocannoniere con Mancuso della Sambenedettese). «Finalmente i gol – sospira nel post partita – tra l’altro i più importanti della mia stagione. Sono contento di aver portato punti al Pordenone, ma devo ringraziare un modo di giocare che mi ha insegnato molto. Prima giocavo solo da punta, ora vado a cercarmi il pallone. Il mio Pordenone è proprio forte e mi fa divertire. A Lumezzane è stata la nostra svolta, abbiamo imparato a soffrire». Poi parla un immenso Berrettoni, dolorante a un ginocchio: «Sto andando bene, ma è la squadra che mi esalta. Sono tra i più esperti e mi devo prendere qualche responsabilità in più. Ora restiamo con i piedi per terra in vista dell’Albinoleffe». Infine il commento rabbioso di Ezio Brevi, tecnico del Padova. «Le lamentele veneziane di una settimana fa – ha detto riferendosi all’arbitraggio – sono servite. Oggi gli episodi non ci hanno sorriso».

Ore 11.40 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) «La gente si è divertita, il Padova un po’ meno». Bruno Tedino può anche permettersi il lusso di una battuta, accompagnata da un sorriso che tradisce un polso che corre ancora a 190 battiti a riposo. Se l’è vista brutta, il comandante in capo, ma ha portato il suo esercito alla vittoria di una battaglia campale nella quale ce l’avrebbe fatta chi sarebbe rimasto in piedi per ultimo. «Questa è una vittoria pesante – ammette subito dopo il tecnico del Pordenone – per il blasone e per la classifica di un avversario che ha rischiato di pareggiare. Non potevamo giocare in maniera diversa, magari attendendo il Padova: non ne siamo capaci. Se non avessimo interpretato così la partita avremmo perso. Paura? Ne ho avuta, specialmente dopo aver segnato il 4-1 ed aver visto che sul cronometro mancavano ancora tanti minuti. Io non sono mai tranquillo. Poi, quando il Padova ha trovato immediatamente il secondo gol, siamo andati in sofferenza. Merito loro, sono stati bravi a mettere tanti palloni in area. In quel caso possiamo patire». […]

Ore 11.20 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Quattro a tre, come Italia-Germania all’Atzeca il 17 giugno del 1970. È partita d’altri tempi anche quella fra Pordenone e Padova all’Euganeo. Successo che resterà a lungo nella storia neroverde. Gara piena di errori, ma anche ricca di cuore e di emozioni. Segnata dalla doppietta di Berrettoni e da quella ancora più importante di Arma, che torna finalmente al gol. Non faceva centro dal 16 ottobre. Su azione addirittura dal 24 settembre. Non vale il primato solitario perché ha vinto anche la Reggiana (3-2 a Gubbio) che resta sul primo gradino della graduatoria, a quota 33, a braccetto con i neroverdi, ma permette di tenere un punto sotto il Venezia. Il trio si stacca dal gruppo che insegue, guidato dalla Sambenedettese (29). Sono state in realtà due le partite giocate all’Euganeo, entrambe di 45′. La prima chiusa sull’1-0 ha laureato con 110 e lode Tedino e tutto il Pordenone all’università di Padova. La seconda è stata molto simile alle feste di laurea, dove succede di tutto (alla quale si adegua anche l’arbitro Prontera di Bologna) con i ramarri che si fanno agguantare subito, poi allungano sino al 4-1 e alla fine rischiano di essere acchiappati nuovamente. […]

Ore 10.50 – Le pagelle del Padova (Gazzettino): Bindi 5.5; Cappelletti 5.5 (Germinale sv), Emerson 5.5, Russo 5; Madonna 5.5, Mazzocco 6 (De Risio 6), Mandorlini 6.5, Dettori 6.5, Favalli 6; Alfageme 5.5 (Neto Pereira 6.5), Altinier 6.

Ore 10.40 – (Gazzettino) Nonostante il grande cuore, è brusco il risveglio del Padova dopo le esaltanti vittorie di Parma e Venezia. Merito di un Pordenone (al quinto successo di fila) che sul piano del gioco e delle occasioni ha legittimato il suo primato in classifica. Gli ospiti hanno condotto la gara fino al 4-1, poi hanno subìto la rimonta dei biancoscudati che sono andati a un passo dal clamoroso pareggio. Sull’esito della partita pesano però le decisioni dell’arbitro Prontera di Bologna, sicuramente inadeguato per l’importanza della sfida. Già nel complesso la sua direzione di gara è stata assai modesta, anche perchè scarsamente aiutato dagli assistenti di linea. Ma sono stati tre gli episodi che hanno mandato su tutte le furie il Padova. Erano entrambe viziate da un fallo non ravvisato su Neto Pereira (subentrato poco la mezz’ora all’infortunato Alfageme) le azioni che hanno prodotto il primo e il terzo gol del Pordenone. E proprio nei secondi finali il modesto fischietto emiliano non se l’è sentita di punire con il rigore una netta trattenuta in area ai danni di Germinale. È giusto però anche sottolineare che in quest’ultima circostanza il pallone è poi finito a Madonna che colpevolmente non è riuscito a fare centro da distanza ravvicinata. Fino all’intervallo le due squadre si sono affrontate con grande accortezza tattica e nulla faceva presagire un secondo tempo così scoppiettante. Meglio il Pordenone nello sviluppo della manovra, ma bravo anche il Padova ad affidarsi ai lanci lunghi per ripartire negli spazi. Il tutto in un terreno di gioco pieno di insidie tra buche e sabbia. […]

Ore 10.30 – (Gazzettino) […] Tornando al tecnico, ecco la sua disamina. «Nel primo tempo non eravamo brillantissimi e aggressivi come lo siamo stati in altre circostanze, e comunque abbiamo avuto due palle gol clamorose nelle quali è stato bravo il portiere. Commentare il secondo tempo mi è difficile. Sapevamo che il Pordenone era forte, però ci sono state troppe situazioni che mi hanno lasciato molti dubbi. Forse le lamentele di qualcun altro (le dichiarazioni dei dirigenti del Venezia dopo il derby, ndr) hanno creato qualcosa di diverso. Complimenti al Pordenone che ci ha inflitto la prima sconfitta casalinga, l’accettiamo a denti stretti».Crede che l’arbitro abbia condizionato il risultato? «Non spetta a me dirlo. Facciamo il mea culpa, tutto il resto non lo valuto». Aggiunge: «Potevamo fare meglio, la seconda frazione è stata particolare. Anche se siamo andati sotto pesantemente la squadra non ha mollato di un centimetro, e ci poteva stare il pareggio. I ragazzi hanno dato tutto, peccato per il risultato. Ripeto, bisogna accettarlo senza cercare scuse o alibi». […] Un flash di Emerson. «Merito al Pordenone che ha sfruttato le occasioni, noi un po’ meno. Il mio rigore? Avevo il braccio attaccato al corpo, non so con quale criterio gli arbitri decidano cosa fischiare o meno». Poi la parola ad Altinier: «C’è molto rimpianto perché stavamo completando una rimonta clamorosa che sarebbe stata meritata. Il rigore nel finale? È incredibile, e ce ne era uno anche su di me nel primo tempo. Ora ad Ancona speriamo di invertire il trend nei turni infrasettimanali che finora non ci sono stati favorevoli».

Ore 10.20 – (Gazzettino) Ha appena terminato la conferenza stampa quando Oscar Brevi s’intrattiene per qualche istante con il presidente Giuseppe Bergamin nella sala delle interviste. Un fitto conciliabolo a bassa voce, nel quale il tecnico parla della partita al patron biancoscudato. Poi è proprio Bergamin a dire la sua davanti a taccuini e microfoni. «Cosa ci siamo detti con il tecnico? La partita è andata così, anche se poteva finire diversamente. Però se abbiamo perso vuole dire che qualche errore è stato commesso. Non sono preoccupato per il ko, si è vista una reazione della squadra e alla fine abbiamo sfiorato il 4-4». Il rigore nel finale? «Poteva starci, ma dobbiamo accettare la decisione dell’arbitro. È una battuta d’arresto che non deve creare allarmismo, abbiamo giocato con una squadra che ha dimostrato di avere dei valori. Sta a noi riprendere una strada che non è stata interrotta, anche se c’è un pizzico di rammarico. Dobbiamo recuperare questi tre punti, e lo faremo già nella prossima partita». […]

Ore 10.00 – (Mattino di Padova, editoriale di Stefano Edel dal titolo “Persa una battaglia, non la guerra. Basta stare in scia”) […] Il confronto con una delle due capolista, pur negativo a livello di risultato, non ha ridimensionato i biancoscudati, anzi. Ed è da questa certezza che bisogna ripartire, in un dicembre fondamentale per restare agganciati al trenino che conta. Dei danni provocati dall’arbitro di ieri parliamo nelle pagine interne, qui c’interessa inquadrare il momento del Padova in un contesto più generale e ribadire come Brevi abbia le carte in regola, adesso, per far compiere ai suoi il salto di qualità. Serve ragionare di testa, soprattutto: e quando si dice ragionare, s’intende avere la personalità e il carattere per reagire alle situazioni negative che si verificano in partita. È successo per la quinta volta di fila: la squadra è andata sotto, eppure ha trovato la forza di reagire. In altre circostanze aveva ribaltato il risultato e vinto; stavolta, di fronte ad un avversario forte e rodato, si è fermata ad un passo dall’impresa. Ecco, nel ripartire oggi, si parta dall’idea che si è persa una battaglia, non la guerra. E che il campionato è ancora lungo. Per fortuna, mercoledì si torna in campo: quale migliore opportunità per riscattarsi?

Ore 09.50 – Le pagelle del Padova (Mattino di Padova, Francesco Cocchiglia): Bindi 6; Cappelletti 5.5 (Germinale 6), Emerson 5, Russo 5; Madonna 6, Mazzocco 6 (De Risio 6), Mandorlini 6, Dettori 6, Favalli 6; Alfageme 6 (Neto Pereira 6.5), Altinier 6.5.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Il quinto posto rimane tale, ma il distacco dallo stesso Pordenone (arrivato a 10 successi) e dalla Reggiana che lo affianca al vertice sale a 5 punti, mentre il Venezia terzo è a 4 lunghezze. Il podio non è lontano, tuttavia alla squadra di Tedino bisogna riconoscere i meriti che ha: non è un caso se si trova lassù. Gioca bene, conta su un’ottima organizzazione e dalla metà campo in su è micidiale. […] Un gran balzo di Tomei su rovesciata di Neto Pereira (41’) e un ottimo Bindi a deviare su Arma, con palla che dal corner successivo Misuraca ha indirizzato sulla traversa (43’), hanno fatto da prologo al “fattaccio”, accaduto al 47’, nel secondo dei 4’ di recupero: assalto all’arma bianca alla porta avversaria e in una mischia furibonda davanti a Tomei, Germinale è stato abbracciato da De Agostini e tirato giù; non solo, Madonna che sopraggiungeva di gran carriera è stato spinto al momento di battere a rete, concludendo proprio sull’estremo difensore. Immagini e foto parlano chiaro: il penalty era gigante. Nè Pronterà nè il suo collaboratore hanno visto nulla. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca: così il Venezia è stato risarcito per i presunti “torti” subìti nel derby? Qui, se si sta zitti, si rischia di pagare un conto salato. Al di là, ripetiamo, degli errori difensivi, sui quali una riflessione si impone. E quanto agli arbitri…

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) All’Euganeo va in scena una gara d’altri tempi, di quelle che sarebbero piaciute ai nostri nonni. Sette gol (precedente più sostanzioso il 6-4 sulla Cavese del 4 maggio 2008, Serie C anche allora), una sagra degli errori da una parte e dall’altra, emozioni e una rimonta incredibile da parte dei biancoscudati vanificata sul più bello da una (non) decisione dell’arbitro che ha mandato su tutte le furie giocatori e pubblico di casa. C’era un rigore sacrosanto, e quel rigore, se trasformato, avrebbe potuto significare la rete del 4-4 per la squadra di Brevi. Che al 23’ della ripresa era sotto 1-4 contro il Pordenone, e che in nove minuti – dal 25’ al 34’ – era riuscita nell’impresa di ridurre le distanze sino a portarsi 3-4, rendendo infuocato il finale di partita. Direzione di gara da dimenticare, quella di Alessandro Prontera di Bologna, osservato speciale in tribuna dal concittadino Nicola Rizzoli, al quale ha dato… manforte (in senso negativo) l’assistente D’Annibale di Marsala (che operava sotto la tribuna ovest), incapace di azzeccarne una, tra fuorigioco non visti, altri sbandierati e fortemente dubbi e falli non rilevati commessi davanti agli occhi. All’Euganeo – il cui terreno, arato dai rugbisti in occasione di Italia-Tonga e rovinato in precedenza da un fungo, oggi è diventato tra i peggiori del girone – il Padova cade per la prima volta, salendo così a 4 sconfitte su 16 partite (le altre tre a Fano, San Benedetto del Tronto e Bassano).

Ore 09.20 – (Mattino di Padova) Fa una smorfia, poi un ghigno e un lungo sospiro. E prova a rispondere nel modo più razionale possibile. È arrabbiato Oscar Brevi per una sconfitta condizionata (come ha sottolineato un Euganeo rabbioso) da tante decisioni arbitrali dubbie. Ma allo stesso tempo cerca di non lasciarsi trasportare dalla furia del post partita, provando ad analizzare una gara strana. Anche se non manca qualche “stoccatina” al grande accusato di giornata, l’arbitro Prontera. «Nel primo tempo non eravamo brillantissimi ed aggressivi come in altre circostanze, ma abbiamo avuto lo stesso due palle-gol clamorose nelle quali è stato bravo il loro portiere», il commento dell’allenatore. «Detto questo, non eravamo aggressivi e non riuscivamo a gestire la palla in un certo modo. Quindi, mi riesce difficile commentare la ripresa». Non tanto per quanto successo in campo tra le due squadre, quanto per le decisioni arbitrali: «Si sono verificate troppe situazioni che mi hanno lasciato tanti dubbi, ma che non mi va di analizzare. Probabilmente le lamentele di qualcun altro la settimana scorsa (riferimento al Venezia, ndr) hanno creato un qualcosa di diverso, facendo passare in secondo piano il risultato. Complimenti al Pordenone che ci ha battuto in casa. Bisogna accettarlo, seppure a denti stretti e con grande rammarico». Crede che la direzione arbitrale abbia condizionato il risultato? «Non spetta a me dirlo. Il calcio è fatto di una serie di componenti e non mi va di analizzare tutti i fischi arbitrali. Preferisco concentrarmi su quello che non è andato in noi».

Ore 09.10 – (Mattino di Padova) […] Arrabbiato è anche Cristian Altinier, il cui gol ha solamente tenuto in vita le speranze. «Un vero peccato, perché siamo andati vicini ad una rimonta che sarebbe stata incredibile», la delusione del bomber mantovano. «A livello di occasioni avremmo meritato il pareggio, anche se il Pordenone è un’ottima squadra noi abbiamo fatto il nostro, e non meritavamo questa sconfitta. Di rigori non fischiati, alla fine, ce n’erano due, perché, oltre a quello su Germinale, ce n’era anche uno su di me nel primo tempo, quando su un’azione da corner un avversario (ancora una volta De Agostini, ndr) mi ha tirato a terra per la maglia a due passi dalla porta. Dobbiamo dimenticare in fretta questa giornata, e pensare subito alla gara di mercoledì con l’Ancona. Siamo vivi».

Ore 09.00 – (Mattino di Padova) Altro che “puma”. Emerson, stavolta, è un’autentica pantera: nero di rabbia come mai lo si era visto finora, lui che invece di solito misura ogni parola. “Non voglio commentare quello che è successo, tutti hanno visto quello che è avvenuto sul campo», la risposta piccata del difensore brasiliano a precisa domanda sull’operato del direttore di gara. «Gli arbitri di oggi condizionano le partite, rispondono male e sono presuntuosi: io, in casi come questi, preferisco pensare che siano semplicemente scarsi. Quello che ci chiedono prima delle partite, quando vengono in spogliatoio per l’appello, è rispetto e collaborazione: se questo è il principio, anche noi lo vogliamo, e quindi credo che sarebbe giusto adottare lo stesso metro con tutt’e due le squadre. Il rigore per il Pordenone ci poteva stare, avevo la mano attaccata al corpo, ma il tocco c’è stato. Il problema è che poi non ci è stato fischiato un rigore solare su Germinale».

Ore 08.40 – Lega Pro girone B, la classifica aggiornata: Pordenone e Reggiana 33, Venezia 32, Sambenedettese 29, Padova e Gubbio 28, Bassano 27, Parma 26, FeralpiSalò 25, AlbinoLeffe 24, Santarcangelo 19, SudTirol 18, Ancona e Teramo 16, Lumezzane* 14, Fano 13, Maceratese*, Mantova e Modena 12, Forlì 9.

Ore 08.30 – Lega Pro girone B, risultati e marcatori della sedicesima giornata: Fano-Venezia 0-1 (Marsura (Ve) al 20′ pt), FeralpiSalò-Ancona 0-0, Gubbio-Reggiana 2-3 (Candellone (Gu) al 32′ pt, Guidone (Re) al 34′ pt, Casiraghi (Gu) al 36′ pt, Guidone (Re) al 38′ pt, Ghiringhelli (Re) al 1′ st), Maceratese-SudTirol 1-2 (Gliozzi (St) al 25′ pt, Petrilli (Ma) al 31′ pt, Fink (St) al 44′ pt), Mantova-Santarcangelo 3-1 (Marchi (Mn) al 34′ pt e al 13′ st, Sirignano (Sa) al 33′ st, Zammarini (Mn) al 45′ st), Sambenedettese-Modena 1-1 (Mancuso (Sa) al 2′ st, Basso (Mo) al 11′ st), AlbinoLeffe-Lumezzane 2-0 (Mastroianni (Al) al 13′ st, Agnello (Al) al 45′ st), Forlì-Teramo 0-2 (Bulevardi (Te) al 2′ pt, Carraro (Te) al 14′ pt).

Ore 08.20 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.10 – Ringraziamo anche Box Uomo, Studio Pignatelli Netstore, Birra Antoniana, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

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