Live 24! Forlì-Padova, il giorno dopo: l’amaro in bocca è ancora ai massimi livelli…


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Ore 20.30 – (Il Piccolo) […] Indubbia la soddisfazione del tecnico lucchese per la vittoria su un campo tradizionalmente ostico. «Sotto certi aspetti è stata una partita avvincente, nel primo tempo siamo partiti forte e abbiamo avuto due-tre occasioni per fare gol, poi è uscito l’Union Feltre che sul campo di casa viaggia forte e lo ha dimostrato. Nel secondo tempo siamo riusciti a sbloccare il risultato e ci siamo caricati. La squadra veniva da una settimana particolare, cominciata con una sconfitta immeritata, seppur dovuta a nostri demeriti. Ci siamo ripresi questi tre punti e credo che chi è venuto a vederci da Trieste sia rimasto contento dell’impegno e della determinazione messe in campo dai ragazzi. Sono contento inoltre che Carlos sia tornato al gol e di chi è entrato a gara in corso: Serafini, Di Dionisio e Turea che ha messo in mezzo la palla del secondo gol. Il gruppo è forte, i ragazzi sono rimasti uniti e il risultato è meritato». A minare la vigilia, l’infortunio a Cecchi che in parte ha scombinato i piani. La risposta però è stata buona… «Certo, Lorenzo è un giocatore importante per noi, un ragazzo fantastico e ci dà equilibrio in campo. Spiace un infortunio così, nella rifinitura. Chi lo ha sostituito, lo ha fatto con grande impegno. È un momento nel quale non possiamo mancare nell’intensità di gioco, la dobbiamo mettere sempre. Quando giochi nella Triestina, devi dare tutto dal primo all’ultimo minuto, per ora questo atteggiamento lo abbiamo e non dobbiamo mollarlo». […]

Ore 20.00 – (Giornale di Vicenza) Silenzio. Parla il presidente. Stefano Rosso irrompe in sala stampa e si gode un successo di capitale importanza. «Sudato e meritato – ammette – propiziato da un eccellente primo tempo e sostenuto dallo spirito di gruppo. Questo mi è piaciuto: tutti hanno lottato per l’obiettivo». Quindi il pres chiarisce la posizione sui giocatori scontenti (Falzerano e Cavagna, entrambi in uscita, per Venezia e Melfi, ndr). «La situazione è molto semplice: chi non se la sente di abbracciare il nostro progetto, non viene mandato via, ma si esclude da solo, è molto facile da capire. Noi non abbiamo problemi ad accogliere chi ci tiene ma non tratteniamo nessuno. E specialmente – rimarca – non ci facciamo ricattare per nessun motivo, questo sia chiaro da subito». Poi dinanzi alle telecamere Rai allarga i concetti. «Considero la serie B l’unica categoria da cui il calcio possa essere sostenibile. È una meta alla quale ambiamo anche noi, ma senza ossessioni: se non sarà quest’anno, potrà esserlo il prossimo o quello dopo. Di sicuro qua nessuno intende fare il passo più lungo della gamba. Non l’abbiamo mai fatto». Quindi torna sul match («Vittoria di sostanza e concretezza») e risponde pure alla questione della fascia di capitano tolta il mese scorso, uno dei temi più battuti nel chiacchiericcio in città. «Personalmente sono molto legato a Bizzo – spiega – con lui ci siamo già parlati e sono certo che quella fascia lui ce l’abbia tatuata anche sul cuore. Ci sono perciò le premesse perché possa tornare a indossarla quanto prima». Non è detto accada domenica a Bolzano visto che con Rossi capitano Bassano è a due vinte su due e la scaramanzia nel pallone non è mai accessorio. Intanto Renzo Rosso applaude Roby Candido. «Il migliore in campo, vittoria pesante, che ci voleva». […]

Ore 19.30 – (Giornale di Vicenza) Candido, pulito e smagliante. Il bottino di Bassano è immacolato e non fa una piega. Roby è l’hombre del partido, ma i suoi amici non costruiscono affatto una partita in ombra: l’1-0 è asfittico ma il malloppo è nitido: 7 punti in 3 gare, forse la crisi è passato remoto.Si comincia che, come previsto, la fascia sotto la tribuna centrale è buona per la libera di Coppa del Mondo, conta indovinare la sciolina, chi si avventura lo fa a suo rischio e forse sarebbero più adatti gli scarponi da arrampicata. Poi c’è chi, come Laurenti e Minesso, se ne infischia e aggredisce le avversità. L’Ancona no, l’Ancona è timida e impacciata, cammina sulle uova o come l’elefantino nella cristalleria. Non si adatta al fondo gelato, prima traballa poi balla non appena Proietti si installa alla consolle con il disco di giornata. Cioè subito: minuto 4, apertura da sultano di Mattia che taglia il campo e scucchiaia un’assistenza deliziosa per Candido che si invola come fosse sul vespino 50 special. Roby non lo si riacchiappa proprio, anzi, entra in area, sterza di brutto sul controllore diretto e fulmina Scuffia sul palo opposto. 1-0 così, per rompere il ghiaccio. […] Ma quale ghiaccio. La verità è che Candido è sbucato all’improvviso dalle terre di nessuno e gli avversari sono stati fregati. Avessero avuto i dangeliani anche la cattiveria per mandare al tappeto il nemico sarebbe stato il piano perfetto. Rantier è stato reintegrato ma ciò non toglie che sia ancora sul mercato. L’1 febbraio il club farà le opportune valutazioni ma la società fa sapere che il giocatore non è fuori da possibili trattative. Nel frattempo Bassano arpiona il sesto gradino, che offre i playoff a domicilio. Butta via.

Ore 19.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Inizia una settimana particolare per il mercato del Pordenone, divisa tra certezze e opportunità. Non sarà l’ultima in cui le trattative saranno aperte, perché formalmente la finestra invernale si chiuderà definitivamente solo il 31, ma di certo sarà quella decisiva. Mercato chiuso o chances da giocare fino all’ultimo secondo? Il Pordenone attende, senza perdere di vista i possibili obiettivi. Tutto può ancora succedere. Ma come detto fino allo sfinimento dalla dirigenza neroverde, la regola è una sola: nessuno entra se nessuno parte e si parla ovviamente dei big in rosa. Ma qualche possibilità c’è ancora. Negli ambienti del calciomercato torna a circolare un nome che sembrava passato di moda. È quello di Yusupha Bobb, centrocampista che gioca nel girone C e che ha un passato nel Cittadella campione della scorsa Legapro. […] Il rinforzo sarebbe gradito al Pordenone, che nel caso in cui si verificasse un’uscita sarebbe intenzionato a investire tra difesa e centrocampo. Lo sfoltimento della rosa neroverde dovrà avvenire soprattutto in attacco, dove il parco giocatori è troppo affollato. I nomi sono sempre quelli di Pietribiasi e Raffini, mentre in difesa i possibili partenti sono Pellegrini e Marchi. Al momento, però, nessuno vuole lasciare il Pordenone, vista la posizione in classifica e l’andamento positivo del girone d’andata. […]

Ore 18.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Ramarri fermi (41 punti) per il rinvio del match di Teramo, superati dal Parma (42) e staccati dal Venezia (45). I lagunari sono passati (3-0) al Mapei Stadium di Reggio Emilia. In vantaggio con Soligo al 30′ hanno rischiato di essere riacciuffati su rigore al 57′, ma Facchin ha parato il tiro dagli 11 metri di Marchi. Poi sono dilagati con Moreo (70′) e Fabris (83′) consolidando il primo posto. Il Parma ha battuto il Santarcangelo al Tardini con un gol di Evacuo a un quarto d’ora dal termine. Successo di misura che consente ai crociati di scavalcare il Pordenone e di portarsi almeno momentaneamente al secondo posto. Per il lanciatissimo team di Roberto D’Aversa è la quarta vittoria consecutiva. Inizio di 2017 amaro invece per il Padova che ha perso (0-1) a Forlì. Al Morganti erano già cadute Venezia e Reggiana. Il gol decisivo per i romagnoli è stato realizzato al 45′ da Capellini. I galletti hanno quindi ripreso il ruolo di ammazza-grandi dopo la batosta (0-5) subita al Bottecchia. Inutile per i biancoscudati l’esordio in corsa (65′) di Caio De Cenco. Il Padova resta quarto con 39 punti. […]

Ore 18.00 – (Messaggero Veneto) Comincia oggi la settimana del Pordenone. I neroverdi si ritroveranno al De Marchi agli ordini di Tedino per la seduta d’allenamento (alle 14.30) che apre un periodo piuttosto duro. Salvo sorprese sabato prossimo, al Bottecchia, i ramarri affronteranno il Mantova per la gara della quarta giornata di ritorno di Lega Pro, proprio perché mercoledì 1º febbraio dovrebbero disputare a Teramo il recupero del terzo turno. Infine domenica 5 febbraio ci sarà il big match Parma-Pordenone al Tardini. Un trittico di sfide molto difficile, che dirà molto sulle ambizioni della squadra cittadina. Intanto oggi si apre l’ultima, vera, settimana di mercato: la finestra, lo si ricordi, si chiuderà alle 23 del prossimo martedì 31 gennaio. Il Pordenone non può al momento effettuare movimenti in entrata visto che la lista degli “over” (i nati prima del 1º gennaio 1994) è bloccata: potrebbe farli qualora andassero via almeno uno dei tre giocatori in uscita, ovvero i difensori Eros Pellegrini (’90) e Paolo Marchi (’91) e l’attaccante Stefano Pietribiasi (’85). […]

Ore 17.30 – (Messaggero Veneto) La classifica è ancora incompleta, visto che non sono state giocate tre partite. Ma in vetta la situazione è ben chiara. Il 2017 del girone B di Lega Pro è partito sotto il segno di Venezia e Parma. Veneti ed emiliani hanno vinto e staccato il Padova (battuto dal Forlì) e la stessa Reggiana, caduta con i boys di Inzaghi. Se il Pordenone dovesse battere il Mantova e vincere il recupero di Teramo (gara saltata ieri causa neve e terremoto) salirebbe sul treno-promozione diretta. Questo ha detto il primo turno dell’anno, il terzo del girone di ritorno. Venezia e Parma hanno dato una bella spallata. I lagunari sono andati a vincere a Reggio Emilia per 3 a 0. Un risultato che non lascia spazio a equivoci, evidenziando il maggior valore della squadra di Inzaghi rispetto a quella di Colucci, tecnico quest’ultimo che è ora a forte rischio esonero. […] Il Parma, pur a fatica, ha invece battuto il Santarcangelo (1-0 con gol di Evacuo) ed è riuscito così a superare per ora il Pordenone e a staccare il Padova, con cui condivideva il quarto posto. Proprio i biancoscudati sono caduti a sorpresa a Forlì (1-0), dimostrando di non riuscire a fare il salto di qualità definitivo per rimanere lassù. La classifica ora è questa, per le prime cinque posizioni: Venezia 45, Parma 42, Pordenone 41, Padova 39 e Reggiana 37. […]

Ore 17.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Sfilano gli arancioneroverdi, nella sala stampa del Mapei, dove da 4 stagioni c’è il Sassuolo, in serie A, e l’obiettivo del Venezia nel tempo diventerà questo. Evans Soligo spacca la partita: «L’abbiamo preparata bene – spiega – in 20 giorni, addirittura, e io ho segnato nel momento migliore della Reggiana. Il presidente Tacopina era in tribuna, è sicuramente molto contento. Ci credevamo all’inizio nella promozione, figurarsi adesso. Abbiamo chiuso l’anno solare davanti, si inizia il 2017 nel migliore dei modi e questo successo crea entusiamo». «La mia parata – racconta Davide Facchin – vale quanto un gol, abbiamo fatto una gran bella partita, volevamo vincere più di loro. Era una gara insidiosa, tantopiù che il Parma ci aveva agganciato, ma siamo solo a metà dell’opera. Abbiamo sofferto una squadra ferita, riversata nella nostra metà campo per pareggiare. E il rigore è molto dubbio, poteva cambiare la storia della partita». Agostino Garofalo spiega il raddoppio. «Lo proviamo in allenamento, sulla mia punizione è arrivato il bellissimo colpo di testa di Moreo. Abbiamo giocatori importanti, anche Modolo e Domizzi, non è un caso che il 60% dei gol venga da calcio da fermo». Stefano Moreo allontana le critiche agli attaccanti: «Spero di segnare altri gol chiave». E Vittorio Fabris archivia la partita con il tris. «Moreo mi ha dato fiducia servendomi al limite dell’area – sottolinea – la deviazione del difensore Panizzi mi ha aiutato».

Ore 16.40 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Vent’anni fa, Inzaghi vinse la classifica cannonieri con l’Atalanta, esultò all’ultima giornata, al Mapei, che allora si chiamava Giglio, stavolta corrobora le speranze di promozione. «Dopo la sosta – racconta l’allenatore arancioneroverde – la prima partita nasconde sempre insidie, invece i ragazzi sono stati straordinari, è stata la migliore partita della stagione, da ogni punto di vista. Abbiamo creato tantissimo, dispiace perchè la Reggiana ha rischiato di pareggiare con un rigore molto generoso. Rischiamo poco, giochiamo bene senza palla, in possesso siamo stati sempre pericolosi, dando l’impressione di poter segnare in ogni momento». Domenica arriva il Parma. «Intanto ci godiamo questo successo, sono felice per i nostri tifosi. Sentire alla fine che ci gridavano Grazie ragazzi mi rende orgoglioso, conosco i loro sacrifici, come si allenano. Queste gare danno la consapevolezza di essere forti. Sono scontri diretti che aumentano l’autostima, avrei potuto inserire dieci giocatori. A centrocampo giocano Stulac e Acquadro, ovvero un ’95 e un ’96 non è sempre facile impiegare i giovani, si stanno disimpegnando molto bene».

Ore 16.20 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Venezia bellissimo e scatenato, protagonista della migliore prestazione stagionale per intensità, voglia, concretezza e attenzione. Supera di scatto la Reggiana, la manda indietro a meno otto e si conferma in vetta. Anno nuovo, capolista vecchia. La fame di vittorie è sempre viva in casa-Inzaghi: ieri ha scelto di non impiegare i nuovi per premiare il gruppo che aveva chiuso il 2016 da protagonista e il campo gli ha dato ragione. Anzi i suoi ragazzi si sono resi interpreti di una prestazione davvero esaltante, spadroneggiando in casa emiliana, costruendo il successo con calma, difendendolo con tenacia, accrescendo il vantaggio in maniera decisa e tranquillizzante. Visto il rinvio del match del Pordenone e il ko del Padova a Forlì, adesso il Venezia ha tre punti di vantaggio sul Parma che è la prima inseguitrice e arriverà al Penzo domenica alle 14.30: e sarà un’altra prova verità. Ma tornando al match di ieri sera va sottolineata la grande attenzione con la quale il Venezia è sceso in campo, consapevole di dover affrontare un avversario determinato e alla ricerca del colpaccio: adesso invece il tecnico Colucci è ormai sulla soglia dell’uscita, in attesa della decisione del presidente Mike Piazza dagli States. Già perché anche di un derby a stelle e strisce si è trattato: Tacopina l’ha seguito dalla tribuna, lasciando il Mapei Stadium senza rilasciare dichiarazioni, mentre Piazza era oltreoceano. Solito modulo per Inzaghi ad avvio gara. Regia affidata a Stulac, apprezzabile nel suo lavoro, poiché Pederzoli accusa un guaio a un ginocchio che non sembra di facile soluzione e sul quale aleggia ancora un certo mistero: oggi o domani si potranno conoscere i dettagli. Al fianco dello sloveno Acquadro e Soligo grandi e instancabili mattatori. Le sorprese non finiscono visto che in difesa c’è Malomo sulla destra invece dell’attesissimo Zampano. Davanti Marsura e Moreo ad affiancare un Geijo attivissimo e utilissimo anche se ben poche volte in zona-gol. Grande battaglia e grande equilibrio nella prima parte di gara con Cesarini e Genevier a tenere alte le manovre granata. I due team si equivalgono anche se il Venezia pare andare un po’ con cautela, evitando sbilanciamenti. Almeno sino al gol di Soligo che dà il via a una serie di azioni più ficcanti da parte lagunare. E l’equilibrio continua in avvio ripresa interrompendosi quando Facchin intuisce e pare il rigore di Marchi: la Reggiana è senza forze, si affida alla fisicità per restare in partita. Ma il Venezia è più bravo tecnicamente, sfrutta ogni palla, ha dalla sua la forza psicologica e cala il secondo gol, poi il terzo. Quindi Stulac centra il palo, Tortori si vede togliere una palla impossibile da Perilli. Tutto il gruppo, innesti in corsa compresi, ha contribuito a rendere importante una prestazione bella, a far pesare il doppio quei tre punti. […]

Ore 16.00 – (La Nuova Venezia) […] La sfida di Reggio Emilia è girata dopo il rigore di Marchi respinto da Davide Facchin. «È stato un momento importante senza dubbio», osserva il portiere, «ma non dimentico il salvataggio sulla linea di Acquadro sullo 0-0. Abbiamo fatto una bella gara, credo che avessimo più voglia di vincere rispetto a loro. Reggiana e Padova non sono fuori dalla lotta di vertice, ci sono ancora tanti scontri diretti». Per capitan Evans Soligo un gol che ha spostato gli equilibri della partita. «Abbiamo avuto molti giorni per prepararci», dice, «e siamo stati bravi a segnare quando stavamo un po’ soffrendo la loro pressione. Siamo stati quasi perfetti». Sulla corsia di sinistra, Agostino Garofalo si è dimostrato una spinta inesauribile. «Ci siamo avvicinati a Reggio come si preparano le gare importanti», spiega il laterale, «e pure il gol di Moreo è frutto del lavoro in allenamento. Abbiamo una rosa con tanti giocatori validi». E proprio Moreo ha messo dentro il gol del ko qualche minuto dopo il rigore fallito da Marchi. «Ci tenevo a segnare», chiarisce l’attaccante, «e sono contento di esserci riuscito. Abbiamo controllato bene la gara e la Reggiana ne ha risentito». A Vittorio Fabris il compito di certificare la vittoria esterna con il 3-0, anche se il suo tiro è stato toccato da un avversario: «Ho cercato d’incrociare ed è andata bene. Le voci di mercato? Ho parlato ma non sono riuscito a trovare l’intesa con il Real Madrid (ride ndr). Battute a parte, spero andare in serie B con il Venezia».

Ore 15.40 – (La Nuova Venezia) L’allenatore Filippo Inzaghi gongola ma tiene anche i piedi ben saldi a terra. «Sono felice», spiega, «perché dopo la pausa natalizia si possono nascondere delle insidie. Invece la squadra ha giocato molto bene, ha rischiato poco ed è stata pericolosa: credo la migliore partita della stagione». Il Venezia ha fatto le cose giuste nei momenti chiave dell’incontro, dimostrando di averlo preparato bene. «In situazioni come queste», continua il tecnico piacentino, «arriva la consapevolezza di essere forti. La Reggiana continuerà a rendere dura la vita a tutti ma sono orgoglioso dei miei ragazzi ed è bello vedere l’entusiasmo della gente. Godiamoci i tre punti ma poi penseremo al Parma: sarà una bella lotta in un Penzo pieno». […]

Ore 15.20 – (La Nuova Venezia) Segnatevi la data, domenica 22 gennaio, ieri, se avete appena preso il giornale. Stavolta non ce n’è per nessuno, ecco a voi un Venezia in modalità carrarmato, padrone di una partita tra le più importanti della stagione. E siccome più delle opinioni contano i risultati, mettiamo in archivio un 3-0 in casa della Reggiana. Tre gol, un palo (Stulac al 92’) la miglior prova di un campionato che sta diventando sempre più intrigante. Stavolta nessuno potrà dire che il Venezia vince ma non piace. Una lezione di efficienza, particità concretezza, una festa per i tanti tifosi arancioneroverdi arrivati fin qui. Guardatevi la classifica, sulla scia c’è il Parma, il Pordenone che ha una partita in meno, poi si sta facendo il vuoto. Al calcio d’inizio il Venezia sa di doversi scrollare di dosso il Parma, che ha giocato subito dopo pranzo e vinto con il Santarcangelo. Inzaghi conferma piena fiducia ai suoi uomini, Zampano e Caccavallo siedono in panchina, Malomo copre il lato destro, Stulac ha le chiavi del centrocampo e vicino a lui opera capitan Soligo. Dall’altra parte invece Colucci piazza il neo arrivato Genevier davanti alla difesa e punta su Ettore Marchi regista d’attacco, con Cesarini che parte defilato ed ha il compito di tagliare al centro. […] Festa in campo, festa in curva, perfino l’acclamatissimo Pippo Inzaghi corre per l’abbraccio finale. Vincere 3-0 a Reggio non l’avrebbe detto nessuno, ieri mattina. Ma il Venezia, che comincia anche a piacere, non finisce di stupire.

Ore 14.50 – (Giornale di Vicenza) A Carpi hanno giocato spiccioli di partita nel finale, da oggi Filip Raicevic e Cristian Galano tornano protagonisti dello sprint di calciomercato. Il centravanti piace a Pescara e Crotone, le due società di serie A alla ricerca di rinforzi per una disperata rincorsa alla salvezza, ma anche al Bari che deve recuperare terreno per tornare in alto in classifica nel campionato cadetto. Il Vicenza, che ha ritrovato Giulio Ebagua, ha fissato prezzo e condizioni per cedere Raicevic e vuole considerare bene le offerte. Sul piede di partenza dovrebbe esserci anche Galano: il Carpi era andato dritto su Alessio Vita, poi si era parlato anche di una possibile accoppiata, e cioè Vita insieme a Galano alla società emiliana. Ma il giocatore che a Vicenza è in prestito dal Sassuolo è stato dichiarato incedibile, a meno di offerte clamorose, e a questo punto resta da vedere se il Carpi continuerà la trattativa per il solo Galano o se tenterà un ultimo affondo per Vita. […]

Ore 14.20 – (Gazzettino) «Ho saputo che avrei giocato soltanto prima di arrivare allo stadio. Non ho neanche chiamato mia mamma per dirglielo, altrimenti sarebbe stata in ansia per me». È fatto così Alberto Paleari, un ragazzo genuino e semplice, ma un grande professionista, come ha affermato il suo allenatore davanti al termine di Cittadella-Bari: «Sono contento per lui. Non si fanno prestazioni di così grande spessore se non lavori sodo, se non ti alleni al massimo ogni giorno, Paleari è un esempio». Dopo le lodi – strameritate – di Venturato, l’interessato descrive l’emozione della prima in serie B: «Ne avevo tanta, anche perché sono stato avvisato soltanto all’ultimo, non ho avuto il tempo per prepararmi mentalmente, anche se sapevo che Alfonso in questi giorni aveva qualche problemino di cervicale. È andata bene, direi, e sono contento: è da agosto che lavoro per farmi trovare pronto. Ho giocato in tutte le categorie minori, mi mancava la serie B». Cosa le hanno detto Pierobon e Alfonso prima di scendere in campo? «Pierobon mi ha dato i suoi consigli preziosi, come fa ogni giorno dall’inizio della stagione, e da un campione come lui ho solo da imparare. Alfonso invece mi ha dato il bocca al lupo». Ripensando alla partita con il Bari, lei ha salvato la sua porta in tre circostanze: quale l’intervento più difficile? «Sul diagonale di Floro Flores. Sono riuscito a deviare il pallone quanto basta per mandarlo sul palo. Quando sei posizionato bene in porta, come chiede sempre Pierobon, anche gli interventi più difficili diventano possibili». […] Adesso si va a Terni con un’altra iniezione di autostima in corpo. Marchetti ha detto che di devono vincere altre quattro partite per salvarsi, ma non vi sta stretto il minimo obiettivo, anche alla luce dei risultati delle dirette avversarie di classifica che hanno rilanciato il Cittadella? «È stato un turno favorevole per i nostri colori, noi siamo lì. Pensiamo a una partita per volta, cercando di accontentare il direttore più presto possibile, e poi vedremo cosa succederà».

Ore 14.00 – (Mattino di Padova) Il Cittadella è in buone mani. Letteralmente. Su quelle di Enrico Alfonso, tra le colonne della cavalcata-promozione della passata stagione e, in quella in corso, autore di un ottimo girone d’andata, non c’erano dubbi. Chi lo conosce, e l’ha seguito nelle file della Giana Erminio nello scorso campionato di Lega Pro, non ha mai avuto perplessità nemmeno sulle qualità di Alberto Paleari. Soltanto sabato pomeriggio questo ventiquattrenne portiere brianzolo di Giussano ha, però, potuto esordire in Serie B e “ripresentarsi” ai tifosi granata, che non lo vedevano giocare dalla sfortunata gara con la Cremonese, in Coppa Italia, dello scorso agosto. E lui ha risposto presente, mettendo l’impronta dei suoi guantoni sul convincente successo colto a spese del Bari. «Sono molto contento, mi sono fatto trovare pronto. Erano sei mesi che aspettavo questo giorno, seguendo le indicazioni di Pierobon che, con la sua esperienza, mi segue e sprona come un papà, e i consigli di Alfonso», racconta Paleari, svelando poi che pure lui ha scoperto solo all’ultimo momento che sarebbe stato titolare contro i “galletti”. «Ho saputo che avrei giocato il giorno stesso della partita: Enrico accusava da qualche giorno problemi di cervicali, ma si era sempre allenato. Non ho parlato con nessuno dei miei familiari prima della partita, so che mia mamma si agita molto e non volevo che si preoccupasse. In campo, poi, non è stato facile ritrovare subito i tempi di gioco e ci ho messo qualche minuto a ingranare, ma quando ti alleni tutti i giorni con un obiettivo davanti tutto diventa più semplice». […] «L’intervento più difficile? Forse quello su Floro Flores nel secondo tempo: ero ben posizionato e sono riuscito a sfiorare il pallone mandandolo sul palo. La giornata è stata favorevole per il Citta, per i risultati delle altre. Noi proveremo a giocarcela. Io continuerò a lavorare a testa bassa, arrivando al campo presto e andando via per ultimo e, se verrò di nuovo chiamato, mi farò trovare pronto».

Ore 13.30 – (Mattino di Padova) Vito Antonelli recensisce la sua squadra: «Non mi attacco allo sfortuna, ci è mancato quel pizzico di cattiveria in più sotto porta che ci avrebbe portato in dote i tre punti. Abbiamo avuto diverse occasioni, dobbiamo soltanto essere più concentrati». Sull’andazzo della gara: «Faccio i complimenti ai ragazzi che, rispetto ad Abano, hanno fatto un ulteriore passo avanti, giocando bene per tutti i novanta minuti e non soltanto per un tempo. La squadra è stata alta e ha creato pericoli agli avversari, sempre restando propositivi. Come dedizione e impegno ci siamo, ho soltanto due rammarichi, sul gol in cui vi sono stati errori di posizionamento e, appunto, sulla scarsa cattiveria dimostrata nell’area avversaria». […]

Ore 13.10 – (Mattino di Padova) Al terzo atto del regista Vito Antonelli arriva il primo applauso ma è mancata la standing ovation finale e il sipario si è chiuso sul pareggio. Il neomister della Vigontina San Paolo, dopo due sconfitte di misura, raccoglie il primo punto della propria gestione ma è un incasso amaro poiché, per trama e recita, avrebbe meritato di essere triplicato. Il giubilo è durato neanche quattro minuti, dal gol di Antenucci (leggasi Busetto), al pareggio di Roveretto (leggasi Grbac), poi i locali hanno alzato i ritmi della disputa, costringendo l’Arzignano Chiampo se non alle barricate, almeno agli scudi. Antonelli sciorina i suoi col 4-2-3-1, con Casagrande e Radujko ai serramenti e Bernardes di punta supportato dal trio Santoni, Antenucci, Brugnolo; Paolo Beggio si affida alla prosa dal titolo eloquente “primo non prenderle” così costringe i terzini Toso e Bertoli a vigilare sulle proprie terre guardate a vista da Bortoli, mentre il solo Grbac può osare le avanzate per armare Tonani. Ne scaturisce un 4-1-4-1 da trasferta, bello da guardare come una mantellina tessuta dalla suocera livorosa ma che assolve alla funzione di non far passare spifferi. […] In classifica, la Vigontina San Paolo sale a quota 14 punti, a più 2 dalla maglia nera Careni Pievigina e a meno 3 dalla linea playout segnata dal Calvi Noale.

Ore 12.50 – (Mattino di Padova) Dopo la gara, il tecnico dell’Este Michele Florindo non nasconde la soddisfazione per i tre punti che permettono ai giallorossi di uscire dalla zona playout: «Stiamo crescendo di partita in partita e i risultati ci premiano» afferma l’ex difensore. «Dedico questa vittoria alla famiglia Lucchiari. Io, lo staff e i giocatori lavoriamo per dare soddisfazioni soprattutto alla nostra dirigenza». Sul match col Tamai Florindo spende poche parole: «Siamo stati bravi perché per un tempo abbiamo dominato, tanto è vero che il Tamai non ha mai tirato in porta» aggiunge. […]

Ore 12.30 – (Mattino di Padova) È tutto un altro Este. Per gioco, risultati e consapevolezza nei propri mezzi. Qualcosina da migliorare c’è ancora, certo, ma nulla si può dire su questo inizio di 2017: una vittoria con l’Arzignano, seppure al fotofinish, un buon pareggio a Valdagno con l’Altovicentino e un altro successo nello scontro diretto col Tamai, formazione che, al Nuovo Stadio, ha sempre creato qualche problema. Ora la zona playout è un po’ più lontana per uomini di Michele Florindo, bravi a mettere sotto gli ospiti e poi a chiudere il risultato nel momento più difficile, il finale del match. Ma la vera forza di capitan Ferrara e compagni è l’intraprendenza. […] La retroguardia biancorossa può far poco sull’ennesima giocata offensiva dell’Este, che firma l’1-0 sul traversone allungato da Munaretto per Ferrara, pronto a insaccare. Nella ripresa gli atestini fanno le prove generali per il 2-0: al 49’ Gilli si fa vedere sulla destra prima di servire l’accorrente Faggin, pronto a liberare il destro. Stavolta risponde alla grande Buiatti, spiazzato invece dal rigore di Vianello concesso al 55’ per un fallo nettissimo di Bignucolo (espulso nell’occasione) su Cavallini. Il Tamai accorcia le distanze e torna pericolosamente in corsa al 65’, per un errore di Montin che non capisce le intenzioni di Murano e si fa sorpassare da Giglio, liberissimo per il tap-in. […] L’Este ne approfitta e mette al sicuro il risultato grazie a un filtrante di Tessari per Ferrara: per il fantasista scartare Buiatti e gonfiare la rete è (quasi) un gioco da ragazzi.

Ore 12.10 – (Mattino di Padova) Una volta negli spogliatoi, il mister dell’Abano Luca Tiozzo è un fiume in piena di elogi per la propria squadra. Quasi a voler esorcizzare le recenti partenze di Andrea Nobile e Alexis Ferrante, il primo verso il Piacenza e l’altro verso il Brescia, con conseguente forte disappunto nell’ambiente aponense. «Non abbiamo pensato a chi non c’è più, ma alla sfida da affrontare contro una diretta concorrente al vertice. Per giunta molto tecnica e insidiosa, come è appunto il Campodarsego. Abbiamo interpretato in maniera opportuna la partita in tutti i suoi momenti, sia con possesso sia senza possesso palla. Quanto alle occasioni, ne abbiamo create di importanti già nel primo tempo, per cogliere poi i frutti nel secondo. Pertanto ringrazio i miei giocatori e la società che sta alle spalle, che ha assemblato questo gruppo». […] Il tecnico Cristiano Masitto e il direttore sportivo Attilio Gementi non mettono in dubbio il pari avversario. A loro restano piuttosto tanti rimpianti per come è maturato questo risultato. «Potevamo chiudere la gara già nella prima frazione, magari sfruttando qualche ripartenza in più e in generale cercando di mantenere al massimo il possesso palla –spiegano -. Purtroppo ci siamo allineati male in difesa e siamo stati castigati alla prima vera occasione degli avversari. È un peccato, anche perché durante gli allenamenti ci esercitiamo moltissimo con le palle inattive, sia nella gestione che nel contrasto. A questo va aggiunta una condizione fisica non ancora eccelsa, che ci ha resi poco lucidi». […]

Ore 11.50 – (Mattino di Padova) Finisce con un gol per parte e per tempo la partita tra Campodarsego e Abano, non soltanto sfida al vertice ma derby tra due squadre con forti ambizioni. Un risultato sostanzialmente giusto, seppure con qualche rimpianto per i padroni di casa che non sono riusciti a mantenere quanto costruito nel primo tempo. Gli avversari hanno dimostrato, invece, compattezza e caparbietà anche dopo il recente addio di due pedine fondamentali come Ferrante e Nobile. […] Un errato disimpegno di Severgnini rischia di favorire Fracaro, rimedia Lebran. Sul rovesciamento di fronte, tuttavia, Aliù riesce a crossare perfettamente per D’Appolonia: bello stacco di testa, fuori di un soffio. Gli va meglio dopo la mezzora quando, su cross dalla bandierina, si coordina molto bene e di testa manda la palla sul sette portando in vantaggio i suoi. […] Il pari arriva più tardi grazie a Busetto, abile al 22’ a sfruttare un calcio piazzato di Pagan e una disattenzione della retroguardia casalinga che lo lascia totalmente smarcato. […]

Ore 11.20 – Le pagelle del Padova (Gazzettino, Andrea Miola): Bindi 6.5; Cappelletti 6, Emerson 5.5, Russo 6; Madonna 5.5, Mazzocco 5.5 (De Cenco 5.5), Mandorlini 6, Dettori 6.5, Favalli 6.5; Neto Pereira 6 (Alfageme sv), Altinier 5 (Germinale 6).

Ore 11.10 – (Gazzettino) È amarissimo il primo verdetto dell’anno per il Padova che tra rimpianti e proteste si arrende a un Forlì di nuovo in versione ammazzagrandi (in casa aveva già collezionato gli scalpi di Reggiana e Venezia), vede allontanarsi la vetta della classifica ed è scavalcato dal Parma. Sull’esito finale della gara pesano come macigni le tante occasioni maldestramente sciupate dai biancoscudati e anche un gol fantasma di Neto Pereira (espulsi per proteste il tecnico Brevi e il preparatore atletico Martinelli) che l’incerto arbitro Massimi non se l’è sentita di convalidare. A completare il quadro negativo della giornata la rete concessa al Forlì quasi allo scadere del primo tempo. Bravo nella circostanza Capellini a indovinare l’angolo alto alla sinistra di Bindi, ma la percussione centrale che ha portato al sigillo del centrocampista è nata da un pallone perso in maniera banale da Altinier. Senza contare che Emerson è uscito forse troppo tardi dalla linea difensiva nel tentativo di andare a chiudere lo specchio della porta all’avversario. E dire che i primi venticinque minuti della truppa di Brevi erano stati da grande squadra. Il Padova ha subito preso il controllo delle operazioni. Davvero essenziale e dinamico il gioco esibito in queste fasi dai biancoscudati, bravi ad attaccare sulle corsie esterne, ma anche a pressare alto per andare subito alla riconquista del pallone. Particolarmente ispirato soprattutto Dettori, sempre nel vivo delle manovra. Unica nota stonata la mancanza di cattiveria davanti alla porta. A gridare vendetta le opportunità sciupate di testa da Altinier e successivamente da Madonna che meritavano davvero una sorte migliore. Poi l’episodio del gol-non gol (incornata di Neto Pereira da due passi e respinta del portiere in prossimità della linea di porta), che neppure le immagini televisive sono riuscite a chiarire con certezza. […]

Ore 11.00 – (Gazzettino) […] Sulla stessa lunghezza d’onda il diggì Giorgio Zamuner: «Una partita strana, che ci lascia veramente l’amaro in bocca perché abbiamo disputato i primi quaranta minuti migliori dwl campionato, senza però riuscire a sbloccare il risultato e poi sull’unico loro tiro in porta fino all’intervallo hanno segnato, complicandoci la vita. Alla squadra non si può imputare nulla, ha fatto un’ottima partita, ha messo ritmo e creato palle gol; mi sa che, anche restando fino a lunedì, non si sarebbe segnato. Si deve ripartire con fiducia». «Dal campo mi sembrava gol – racconta Neto Pereira – e a fine partita ho parlato anche con l’assistente che ha detto che la palla non aveva passato la linea. Sicuramente un episodio che poteva cambiare la partita. Anche noi dobbiamo fare un po’ il mea culpa per non avere concretizzato le tante azioni; sapevamo che venivamo in un campo difficile e siamo partiti con il piglio giusto». Un flash di Nicola Madonna: «Un grande primo tempo che potevamo chiudere con tre reti di scarto. Nella ripresa è stato tutto più difficile, ma abbiamo comunque attaccato e creato altre situazioni pericolose. Evidentemente doveva finire così».

Ore 10.50 – (Gazzettino) «Abbiamo perso una partita che, anche l’avessimo pareggiata, mi avrebbe lasciato tanta delusione». Oscar Brevi non nasconde la grande amarezza al termine di una gara stregata, anche a livello personale con l’espulsione nel primo tempo dopo che non era stata assegnata la rete sull’incornata di Neto Pereira. «Ero uno dei pochi che non aveva protestato – commenta il tecnico – e forse sono stato allontanato perché ero uscito di qualche metro dall’area tecnica. C’è rammarico, ma non solo per quell’episodio». Poi prosegue la sua analisi: «Spiace, rispetto ad altre sconfitte questa brucia davvero tanto perché abbiamo fatto quasi mezz’ora di grande calcio, creando tantissime situazioni e purtroppo non siamo stati né bravi né fortunati visto che quel gol, inutile negarlo, c’era. Passando in vantaggio ci sarebbe stato un altro tipo di gara». E invece la porta dei romagnoli è rimasta inviolata. «Tante opportunità, dieci angoli, vari palloni che ballavano in area. Nel calcio, quando non riesci a segnare, c’è il rischio di perdere e loro nell’unica ripartenza che hanno avuto, e in realtà era una palla persa, hanno fatto una rete incredibile». […]

Ore 10.30 – (Mattino di Padova, editoriale di Stefano Edel dal titolo “Il solito ‘difetto’, con le piccole si va in affanno”) Peccato. Perché si poteva stare in scia al Venezia, passato con grande autorità a Reggio Emilia; si rintuzzava da pari a pari l’allungo del Parma; si finiva, visto il rinvio della gara del Pordenone a Teramo, per recitare la parte del terzo incomodo tra le due big del girone. […] Ciò detto, e non mancando di sottolineare la pessima prestazione della terna arbitrale, colpevole di non aver visto un gol di Neto Pereira che c’era, il “neo” che credevamo estirpato è invece affiorato: il Padova è piccolo con le “piccole” e grande con le “grandi”. Per vincere in Lega Pro non basta. Speriamo che la lezione di ieri sia l’ultima in tal senso.

Ore 10.20 – Le pagelle del Padova (Mattino di Padova, Francesco Cocchiglia): Bindi 6.5; Cappelletti 5.5, Emerson 5.5, Russo 6; Madonna 5.5, Mazzocco 5.5 (De Cenco 5), Mandorlini 5.5, Dettori 6, Favalli 5.5; Neto Pereira 6 (Alfageme 5), Altinier 5 (Germinale 5).

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) Ovvero: non ci si può divorare una quantità industriale di palle-gol in area o davanti al portiere avversario e pensare di portar via un risultato positivo. Se poi commetti un errore, grave, nell’occasione in cui (Altinier nella fattispecie) perdi la sfera all’altezza del centrocampo, consentendo al trequartista di casa, Capellini appunto, di involarsi tutto solo verso l’area, senza che nessuno esca da questa per provare a fermarlo, e gli permetti pure di prendere la mira e realizzare uno splendido gol, il peccato diventa doppio. E non esiste giustificazione che tenga, neppure quella di una rete che c’era, e che è stata clamorosamente negata a Neto, per tentare di ridurre le responsabilità che ne conseguono. […] Insomma, niente da fare. Il Venezia ha allungato a + 6, il Parma è salito al secondo posto, Neto & C. sono scesi dal podio su cui si trovavano insieme ai ducali. Il ko è brutto, ma dimostra anche che il “vizietto” di subìre con le squadre di medio-bassa classifica non è stato sradicato. E su questo bisognerà lavorare.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Tanto di cappello al Forlì, anzi tanto di… Capellini, autore di una gran giocata allo scadere del primo tempo, con un destro a giro dal limite dell’area che si è infilato nel “sette” alla sinistra di Bindi. Il Padova cade al “Morgagni” dopo aver iniziato benissimo il girone di ritorno (successi con la Sambenedettese e l’Albinoleffe), e non sfata purtroppo il tabù che lo perseguita nello stadio romagnolo, visto che l’ultima vittoria da queste parti risale al marzo 1946, un 5-3 del campionato misto B-C che si disputò dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Consolazione magra per i biancoscudati: qui sono stati battuti anche il Venezia (1-0) e la Reggiana (2-0). È la quinta sconfitta della stagione, la quarta in trasferta (le precedenti a Fano, San Benedetto del Tronto e Bassano) contro una sola all’Euganeo (Pordenone), ed è una battuta d’arresto che brucia molto, anzi moltissimo. Perché frena la rincorsa alle posizioni di vertice assoluto e perché chiama in causa colpevolmente tutti, in ossequio ad una regola spietata del calcio: sbagli tu, vinco io.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Nel primo tempo, però, rimane il dubbio sul gol fantasma di Neto. «Una rete che, non ho alcun problema a dirlo, secondo me era valida. Dalla nostra posizione a tutti è sembrato che Neto avesse colpito di testa superando la linea, e che l’intervento di Turrin fosse arrivato ormai tardi. Invece la terna arbitrale ha deciso diversamente, in panchina in molti hanno protestato e sono stato espulso pure io, che invece ero solo uscito dall’area tecnica». E siamo solo all’inizio: come giudica l’operato del signor Massimi e dei suoi collaboratori? «Come hanno avuto una giornata storta i miei attaccanti, magari l’hanno avuta pure arbitro e assistenti. Oltre al gol di Neto, ad inizio ripresa c’era un rigore evidente per una trattenuta su Russo in area: io ero già in tribuna, e l’ho visto chiaramente. Per il resto, ha invertito qualche fallo, ha sorvolato su qualche intervento da ammonizione, ma questi sono episodi dei quali si può sempre discutere. Quello che non mi va giù è che abbiano “toppato” negli episodi decisivi». […]

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Partita dominata, dieci calci d’angolo (a zero) e almeno otto occasioni da gol create. Peccato che, alla fine, il risultato sia una sconfitta: Oscar Brevi mastica amarissimo dopo l’1-0 di Forlì, che inaugura nel modo peggiore il nuovo anno dopo le buone sensazioni offerte dall’amichevole con il Verona. «Siamo dispiaciuti e delusi», commenta il tecnico biancoscudato nell’immediato dopo-gara, «ma quando sbagli così tante occasioni da gol, nel calcio può anche accadere di perdere la partita. Onore al Forlì, che ha fatto la sua gara e l’ha portata a casa con merito, ma perdere così fa male. Perché abbiamo creato tantissime occasioni da gol, ma non siamo stati bravi o sufficientemente lucidi nel concretizzarle». Basta questo, per riassumere la gara? «Praticamente sì. Il Forlì si difende e riparte bene, lo sapevamo e ne abbiamo avuto la riprova sul campo: nell’unica occasione sono riusciti a segnare, mentre noi abbiamo fallito troppe opportunità, un po’ per errori nostri e un po’ per la bravura del portiere avversario».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Dopo la sconfitta di Forlì il clima tra i biancoscudati è cupo, ma non rassegnato. C’è quel gol, negato a Neto Pereira, che rimane ancora di più sullo stomaco in virtù del risultato finale. «Uno degli episodi che ci sono girati contro», allarga le braccia l’attaccante brasiliano. «Ho chiesto pure al segnalinee a fine gara come mai non l’avesse assegnato, e mi ha risposto che secondo lui la palla non era entrata: io rimango della mia idea, credo che quel gol avrebbe potuto cambiare la partita. Non è bello parlare degli arbitri, perché cercare alibi non serve a nulla, ma su tanti episodi la gestione della terna non mi è piaciuta». Comunque la si voglia vedere, il Padova torna a casa con una sconfitta, e al netto degli episodi qualcosa da registrare c’è. «Facciamo mea culpa perchè per vincere bisogna fare gol e non ci siamo riusciti. Il risultato parla chiaro e ci servirà da lezione, ma per come abbiamo giocato è un peccato che gli episodi ci abbiano detto male. Ci dispiace, ci tenevamo molto ad iniziare l’anno in maniera migliore». […]

Ore 09.00 – Lega Pro girone B, la classifica aggiornata: Venezia 45, Parma 42, Pordenone* 41, Padova 39, Reggiana 37, Bassano 36, Gubbio* 35, Sambenedettese e Feralpi Salò 32, AlbinoLeffe 29, Santarcangelo 27, Maceratese* 24, Südtirol e Ancona 23, Lumezzane* e Forlì 22, Teramo*, Modena* e Mantova 19, Fano 16.

Ore 08.50 – Lega Pro girone B, i risultati della ventiduesima giornata: Bassano-Ancona 1-0 (Candido (Ba) al 4′ pt), Fano-AlbinoLeffe 0-2 (Giorgione (Al) al 5′ st, Montella (Al) su rigore al 14′ st), Forlì-Padova 1-0 (Capellini (Fo) al 45′ pt), Parma-Santarcangelo 1-0 (Evacuo (Pr) al 28′ st), Reggiana-Venezia 0-3 (Soligo (Ve) al 30′ pt, Moreo (Ve) al 25′ st, Fabris (Ve) al 38′ st), Mantova-Sambenedettese 1-1 (Marchi (Mn) al 11′ st, Radi (Sa) al 34′ st), FeralpiSalò-SudTirol 1-0 (Gambaretti (Fs) al 29′ pt). Rinviate Gubbio-Lumezzane, Maceratese-Modena, Teramo-Pordenone.

Ore 08.40 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.30 – Ringraziamo anche Box Uomo, Studio Pignatelli Netstore, Birra Antoniana, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

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