Padova, il futuro secondo il “Corriere del Veneto”: difficile immaginare scenari concreti, ma…

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Il crollo rovinoso contro l’Albinoleffe ha avuto l’effetto di un terremoto a Padova e dintorni. Al quartier generale di viale Rocco, il giorno dopo il ko che ha provocato l’uscita al primo turno dei playoff per mano dell’Albinoleffe, il clima è quello di una vera resa dei conti, un tutti contro tutti che non promette nulla di buono. Si parte dai vertici, con Giuseppe Bergamin e Roberto Bonetto mai così lontani, mai così distanti da quando tre anni fa iniziarono la loro avventura, ripartendo dalla serie D. Al momento è difficilissimo immaginare scenari concreti per l’immediato futuro. A differenza di dodici mesi fa, quando le voci di un’uscita di scena di uno dei due erano prive di fondamento per una lunga serie di ragioni, adesso la possibilità che uno dei due (o addirittura entrambi) si faccia da parte è concreta. Nelle ultime settimane è emerso il nome di Alessandro Banzato, vicepresidente del Petrarca rugby e titolare di Acciaierie Venete, colosso nel settore siderurgico e da tempo accostato al Calcio Padova. Capire se Banzato possa o meno compiere il grande passo al momento è complicatissimo.

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Sul piano tecnico a rischiare grosso, comunque vadano le cose, al momento sono sicuramente Oscar Brevi, a cui non verrà rinnovato il contratto, ma anche il dg Giorgio Zamuner, messo sotto accusa da entrambi i soci per un finale di stagione deludente. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, oltre all’esonero mancato di Brevi dopo Bolzano per cui aveva spinto molto Bonetto, è stata la scelta dello staff tecnico di giocare alle 14.30 con l’Albinoleffe. Una scelta avallata dalla dirigenza, parsa sin dal primo momento illogica considerata l’età media di un gruppo composto da molti ultratrentenni. Il caldo, con oltre 27 gradi nel corso del match (oltre dieci in più rispetto ai giorni precedenti) ha fatto il resto. C’è poi la questione del rinnovo automatico del contratto di Zamuner in caso di quarto posto. Si dice che ci sia un accordo scritto, forse una scrittura privata, ma sulla volontà di dargli seguito non si può mettere la mano sul fuoco. Siamo alla vigilia dell’ennesimo reset? Staremo a vedere.

(Fonte: Corriere del Veneto, Dimitri Canello. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)




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