Padova-Triestina, l’analisi de “Il Mattino di Padova”

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Il Padova-bis conquista gli ottavi di Coppa Italia e si regala, ad inizio dicembre, un derby in casa del Vicenza. A soli quattro giorni dalla sfida di campionato, la Triestina esce ancora sconfitta dall’Euganeo, ma stavolta con le ossa rotte: i biancoscudati versione baby, con due soli giocatori (Russo e Mandorlini) al di sopra dei 26 anni e un classe 2000, Boscolo Bisto, titolare in difesa, rifilano 5 gol agli alabardati, meno rimaneggiati rispetto alla squadra di Bisoli ma inesistenti per tutta la gara. Missione compiuta, davanti ai pochi intimi (meno di 600) all’Euganeo, ma l’orario (non proprio felice) era quello che era. L’ottavo di finale sarà Vicenza-Padova, anche se sulla data è mistero: da calendario dovrebbe essere mercoledì 6 dicembre, ma contando che Pulzetti & C. giocheranno lunedì 4 con la Fermana e sabato 9 con la Reggiana, in entrambi i casi all’Euganeo, bisognerà trovare un’altra data. Tra le tante novità in campo, la più evidente (e non prevista) è il modulo di gioco. Non il 3-5-2 annunciato apertamente da Bisoli alla vigilia, ma un 4-5-1 che, con l’avanzamento di Cisco e Zambataro, diventa un 4-3-3 improntato allo sfondamento sugli esterni. Il risultato è che nella retroguardia, con la coppia centrale formata dal giovane Boscolo Bisto e da Russo, sulla destra agisce Mandorlini: se semplice esperimento o concreta prospettiva per il futuro, visto l’infortunio di Madonna, lo dirà il tempo. Nella Triestina di Sannino, invece, turnover decisamente meno massiccio, ma con esiti imbarazzanti. Tra la fisicità davanti alla difesa di De Risio, la grinta messa da Serena e Mazzocco su ogni pallone, e la rapidità degli esterni, il Padova ha vita fin troppo facile contro l’instabile formazione ospite.

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(Fonte: Mattino di Padova, Francesco Cocchiglia. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)




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