Padova-Teramo, l’analisi de “Il Mattino di Padova”

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Per fortuna, di Teramo ce n’è uno solo. Sei punti (su sei) gli abruzzesi hanno portato via al Padova, capolista (sin qui) incontrastata del girone B della Serie C, e non hanno rubato nulla, nè all’andata nè tantomeno al ritorno. Per loro il balzo in avanti, verso la salvezza, è probabilmente decisivo, mentre per i biancoscudati coincide con la prima sconfitta all’Euganeo dopo quasi 10 mesi, risalendo l’ultimo (amarissimo) k.o. casalingo al 14 maggio 2017, prima, e unica, partita dei playoff contro l’Albinoleffe, che stroncò (3-1) le velleità della squadra di Oscar Brevi, estromettendola subito dalla corsa al salto di categoria. C’è un po’ di tutto nella caduta, fragorosa, di ieri: alcuni gravi errori commessi dai singoli, che hanno prodotto un effetto domino sulla gara, un arbitraggio che definire sconcertante suona persino generoso (non perché abbia inciso sul risultato, quanto per la gestione complessiva, davvero irritante), e infine un terreno di gioco che ha penalizzato oltremodo il gioco dei padroni di casa (domanda: se la società non ha i teloni per proteggere dalla neve il prato, perché non fare come le altre formazioni del girone e cercare il rinvio della gara per cause di forza maggiore, visto che quattro incontri sono stati cancellati?). Buoni ultimi, aggiungiamoci i meriti degli avversari, che hanno fatto la loro figura approfittando di tanta… generosità e ringraziando alla fine.

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In sequenza cronologica, così come suggerisce il film della sfida, partiamo dal primo protagonista in negativo: il signor Luca Zufferli di Udine. Al 9′ ha sorvolato su una netta spinta in area di Caidi su Gliozzi, che, ricevuta palla da Contessa di testa, aveva le spalle alla porta. Il fallo è parso netto, non per il fischietto friulano. Venti minuti dopo Trevisan, appena ammonito sotto la tribuna, ha rifilato una gomitata all’ivoriano Gondo. Corbelleria enorme, punita giustamente con il “rosso” diretto. Solo che Zufferli non ha assegnato il rigore conseguente (che c’era tutto, essendo il fallo stato commesso all’interno dei 16 metri), ma ha indicato il limite dell’area. È stato l’unico “favore” al Padova, perché poi ha sorvolato su tante situazioni fallose da parte degli ospiti, compreso un secondo fallo, da “giallo”, su Sarno, non sanzionato nella ripresa ad Ilari, già ammonito al 33′. Non poteva, tuttavia, chiudere gli occhi quando, al 34′, Capello, entrando in area sulla destra, è venuto a contatto con Speranza cadendo. Il penalty è arrivato, magari meno netto di quello su Gliozzi, ma solo perché non ha potuto rifiutarsi di fischiarlo, dopo un attimo di esitazione.

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Ora nervi saldi e massima tranquillità. C’è tempo sino a lunedì 12 per preparare bene il derby di Bassano, dopo il quale ci sarà l’ultima sosta. Restano 9 giornate, 27 punti a disposizione. È sempre e solo il Padova il padrone del proprio destino.

(Fonte: Mattino di Padova, Stefano Edel. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)




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