Roberto Venturato, dai recuperi di campionato non giungono buone notizie per il Cittadella, scivolato al settimo posto della classifica di Serie B. Il margine sulla nona piazza della prima esclusa dai playoff, attualmente il Carpi, si è ridotto a sole due lunghezze: siete appaiati al Venezia con 50 punti, e gli emiliani sono a 48. Cosa cambia per voi? «Cambia questo: che i prossimi risultati diventeranno ancora più importanti», risponde il tecnico granata, che ieri ha ritrovato i suoi uomini al Tombolato dopo i tre giorni di riposo lasciati per Pasqua (Salvi avverte ancora dolore al ginocchio, Bartolomei si è allenato in parte in gruppo e in parte da solo). «Per cui, se vogliamo rimanere tra le prime, dobbiamo riuscire in quel cambio di passo che altri hanno già fatto, non noi».
[…]Dopo lo stop interno con lo Spezia, ha rimarcato che il suo compito ora è soprattutto quello di tenere alto il morale della truppa. Cos’ha detto ai suoi? «Semplicemente che dobbiamo continuare per la nostra strada, perché, anche se abbiamo perso sia a Venezia che contro i liguri, le prestazioni ci sono state e abbiamo confermato di avere una nostra identità. Per indole credo che si debba sempre guardare il bicchiere mezzo pieno: oggi non dobbiamo abbatterci, al contrario servono equilibrio, serenità ed anche un certo entusiasmo, perché il nostro è stato sin qui un campionato importante e ora arriva la parte più stimolante. Dobbiamo solo imparare ad essere più concreti». E qui affrontiamo un argomento spinoso, perché gli errori sotto porta sono una costante del Citta. Schemi e fluidità di manovra si allenano, ma come si allena la concretezza? «È un fattore individuale, che affini con l’esperienza e l’abitudine a giocare a certi livelli. In questo senso, noi scontiamo un po’ il fatto che la maggior parte dei componenti la rosa raramente in passato ha giocato a questi livelli. Ecco perché dico che la maturità deve arrivare anche sul piano mentale, per riuscire a far fruttare le qualità che indubbiamente ci sono. Mi riferisco in particolare agli attaccanti: sono 5 elementi di valore, ma tutti giovani e non hanno mai vissuto prima momenti del genere».
[…](Fonte: Mattino di Padova. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)
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