Triestina-Padova, l’analisi de “Il Mattino di Padova”

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Non si può sempre vincere, e quando si cade bisogna fare buon viso a cattiva sorte. Al “Nereo Rocco”, in uno stadio che gli aveva portato bene sin qui, il Padova scivola inaspettatamente, ma sui tre punti finiti in tasca alla Triestina non c’è proprio nulla da dire. Ha vinto con merito la squadra migliore nella circostanza, che ci ha messo più voglia, più cattiveria, più ferocia agonistica nell’arrivare prima sui palloni, al cospetto di un avversario apparso sotto tono e decisamente di spessore inferiore rispetto all’undici brillante, determinato e capace di un pressing a tutto campo ammirato contro il Pordenone, annichilito con tre gol nella ripresa.Per i biancoscudati è la quinta sconfitta in campionato, la seconda del girone di ritorno (dopo quella all’Euganeo con il Teramo). Le conseguenze sulla classifica si misurano così: + 7 sulla Reggiana, passata a Ravenna 1-2 (con firma determinante di Altinier) e che mercoledì sera recupererà la gara casalinga con il Mestre e + 8 sulla Sambenedettese, finita ko a Bassano. Poteva andare decisamente peggio.Cornice splendida. In uno stadio costruito per il calcio e che regala sempre un effetto speciale, le due tifoserie si sono contrapposte con il solito corollario di sfottò, cori e urla che appartengono di diritto ai derby. Unica nota negativa lo scoppio di quattro petardoni nella curva ospiti, che costeranno una pesante multa alla società biancoscudata. Superfluo ogni commento.La Triestina, che aveva già fatto un figurone all’andata con Sannino in panchina (ora c’è Princivalli), pur uscendo sconfitta 2-1 dall’Euganeo (reti di Tabanelli e Capello, in mezzo l’1-1 di Meduri), ci teneva a mettere le mani sull’intera posta e ha disputato un’ottima gara. Pur priva di Porcari, squalificato, ha attaccato subito il nobile avversario, costringendolo a fare quello che non ci si sarebbe aspettato: difendersi e rinviare lungo per le punte. E qui il Padova ha mostrato i “limiti” della sua giornata-no: poco ritmo, scarsa propensione alla soluzione della manovra lungo le fasce (ci ha provato più Contessa a sinistra, a dire il vero, della coppia Zambataro-Mazzocco a destra, giustamente confermata dal tecnico dopo l’ottima prova pre-pasquale, ma apparsa stavolta meno fluida e pimpante), mancanza di incisività e determinazione negli ultimi 20-25 metri.

[…]

Da domani si riparte, pensando all’Albinoleffe di domenica prossima. Nessun dramma, ma è bene riflettere su quanto accaduto a Trieste: solo una giornata-no oppure c’è qualche piccola crepa che sta affiorando?

(Fonte: Mattino di Padova, Stefano Edel. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)

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