Live 24! Padova-AlbinoLeffe, -2: loro pensano a come imbrigliare i bergamaschi, voi pensate a riempire l’Euganeo…

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Ore 21.00 – (Il Piccolo) Adesso è l’ora dello scatto decisivo: se si vuole puntare in alto non si può più sbagliare. Dopo il prestigioso successo sul Padova, per restare in zona play-off e migliorare la propria posizione, domenica la Triestina deve andare a Gubbio (inizio ore 16.30, arbitra Cipriani di Empoli) per fare bottino pieno. L’obiezione è nota: l’Unione finora ha fatto ottime prestazioni con le grandi, ma anche una tremenda fatica con le piccole. Ma proprio sotto questo aspetto, oltre all’entusiasmo derivante dall’aver messo sotto la capolista, qualche nota per essere ottimisti c’è. È vero che l’Unione con le pericolanti ha lasciato spesso a desiderare, ma proprio il Gubbio è stata l’unica squadra tra le ultime quattro in classifica che gli alabardati sono riusciti finora a battere (il Vicenza va escluso perché si trova lì sotto solo a causa dei punti di penalizzazione). All’andata al Rocco contro gli umbri, infatti, finì 3-1, anche se fu tutt’altro che semplice. Sta di fatto che tra le squadre di bassa classifica, quelle affamate di punti e bisognose di ossigeno, quella umbra è stata la sola che la Triestina è riuscita finora a battere. Ed è un buon viatico verso la trasferta a Gubbio. Con le altre invece è andata decisamente meno bene: con il Fano l’Unione all’andata è stata addirittura sconfitta in una brutta partita, ma con i marchigiani gli alabardati avranno la prossima settimana la possibilità di rifarsi al Rocco. Con Santarcangelo e Teramo, invece, la Triestina ha raccolto la miseria di 3 punti in quattro partite, frutto di due pareggi con i romagnoli, e di un pareggio interno e del brutto ko di fine marzo in Abruzzo. […]

Ore 20.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Che fra il Bassano e Michael Fabbro sarebbe stato divorzio era chiaro. Che però l’ufficialità sarebbe arrivata a campionato in corso, in piena corsa salvezza per il Chievo e in piena corsa playoff per i giallorossi nessuno poteva prevederlo. Ma il procuratore Donato Di Campli ha spiazzato tutti a proposito di un affare chiuso già da tempo. «Tutto è nato appena chiusa la sessione di gennaio — spiega — parliamo di un giocatore importante che ha fatto tanto anche per il Bassano. Sta trovando poco spazio per scelte societarie, anche se al Bassano dicono di contrario: sarà il tempo a stabilire la verità». Detto che il dg Werner Seeber ha già smentito seccamente, i problemi fra Fabbro e il Bassano era già cominciati l’estate scorsa. Diversa la situazione di Mattia Minesso. Neppure lui ha rinnovato e probabilmente non lo farà nelle prossime settimane, ma sta giocando da titolare e continua a segnare gol importanti. Si è parlato di un interesse del Padova ma dalla città del Santo nessuno conferma, né ufficialmente né dietro le quinte. […]

Ore 19.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) […] Viene lecito chiedersi dove possa arrivare questa squadra, ed è Dario Sottovia a raccontarcelo. «Onestamente non ci pensiamo – spiega il bomber arancionero – ma sinceramente la vedo dura per gli altri. Noi non abbiamo niente da perdere e tutto da guadagnare, stiamo andando a mille ed onestamente, a parti inverse, avrei qualche preoccupazione a giocare contro di noi». Con la vittoria di mercoledì, il Mestre è salito al 4. posto in classifica, un risultato pazzesco che però potrebbe ancora migliorare. «A guardare il calendario non è impensabile chiudere il campionato da secondi – spiega Sottovia – ma a prescindere da questo credo che fino ad ora siamo andati oltre ogni più rosea aspettativa. Analisi a parte, io credo che l’unica cosa da fare siano i complimenti a questo gruppo, che come l’anno scorso sta giocando una stagione spettacolare in cui ha dimostrato come il gruppo, l’organizzazione e l’ambiente giusto valgano più di ogni cosa». Perché anche mercoledì, il Mestre ha dimostrato come la preparazione e la lucidità nell’affrontare la gara siano stati i fattori determinanti per il netto successo ottenuto. «Nonostante il poco tempo avevamo preparato la partita alla grande, abbiamo giocato una gara di grande lucidità in cui siamo sempre stati consapevoli della loro forza. Abbiamo creato 5 occasioni ed abbiamo fatto 4 gol, segnale che qualcosa è cambiato sicuramente rispetto ai mesi scorsi e ci ha portato a essere il miglior attacco del girone, zittendo tutti quelli che dopo l’andata chiedevano a gran voce di rinforzare il reparto». […]

Ore 18.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Il giorno dopo i titoli sono tutti per «Zirolandia», con l’ennesimo capolavoro firmato da un tecnico che sta scalando tutte le classifiche imponendosi all’attenzione del grande pubblico. Il Mestre deborda a Reggio Emilia, il Santarcangelo gli dà una mano fermando il SudTirol nel recupero disputato ieri e adesso si punta a battere pure il Fano, domenica, per guadagnare ulteriori posizioni. Mauro Zironelli però non potrà contare su Marco Beccaro, protagonista assoluto del clamoroso 4-0 rifilato alla Reggiana. Gol ed ennesima conferma di un campionato di assoluto livello per l’attaccante padovano, che salterà il prossimo impegno per squalifica. «Certe polemiche mi hanno fatto sorridere — sottolinea Beccaro — perché evidentemente non conoscono bene Zironelli… Che ha sempre schierato formazioni diverse da una settimana all’altra e che queste partite le legge come nessuno. E’ un fenomeno. Io penso di essere a posto come spritz, cene e pizze offerte ai miei amici di Padova che mi hanno chiamato per farmi i complimenti: direi che ho fatto il mio dovere…». […]

Ore 18.00 – (La Nuova Venezia) Definirla “ammazzagrandi” ormai non è più una novità. Mestre outsider, e anche la Reggiana, seconda in classifica, è caduta in casa dopo dieci vittorie e un pareggio consecutivi e con un sonoro 0-4. Ovviamente su di giri il presidente Stefano Serena, sia per l’exploit di Reggio Emilia sia per la classifica degli arancioneri. «È stata una partita incredibile, se non inaspettata soprattutto nel risultato» dice, «ma sapevo che da questi ragazzi ci si può aspettare di tutto».Mestre al quarto posto, la squadra con più punti tra le neo promosse dei tre gironi e uno score uguale alle prime della classe: qualcosa vorrà pur dire. «Qualche risultato mi ha stupito, non lo nego, e un calo l’avevo messo in preventivo» riprende Serena, «ma abbiamo battuto squadre sulla carta a noi superiori. Il lavoro alla lunga paga. E non posso non tenere conto delle grandi capacità del nostro allenatore. Ora ci sono nove punti in palio, giocheremo per fare sempre punteggio pieno perché vogliamo restare nella parte alta della classifica».Si aspettava il quarto posto? «No, effettivamente no. Eravamo partiti con l’obiettivo salvezza e invece eccoci qui a giocarci il quarto posto. Almeno abbiamo smesso di sentire le voci che avevamo troppi giocatori che provenivano dalla D ma hanno dimostrato che valevano la Lega Pro e la qualità si vedeva dall’anno scorso. Sapevo però che avremmo fatto bene anche quest’anno. Ora l’obiettivo si sposta sui playoff». […]

Ore 17.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) L’occhio deve cadere sulla stagione 2015-16, la prima dopo il costoso ripescaggio estivo, la prima con Bruno Tedino in panchina. Si può anche andare più indietro con la memoria, tornando al 2013-14, concluso con la rimonta completata sul Marano (in serie D) e la vittoria del campionato. Sono due esempi che devono guidare il Pordenone di Fabio Rossitto nelle ultime tre giornate della stagione regolare: sì, perché per chiudere in crescendo un campionato sino a oggi deludente serve uno scatto, come ai bei tempi. L’annata 2015-16 resta la migliore della storia del club. Il secondo posto, alle spalle del Cittadella tritatutto, è ancora oggi il risultato più onorevole della società neroverde. Nelle ultime tre giornate i ramarri dovevano difendere il piazzamento dal ritorno del Bassano, e venivano dalla sconfitta rimediata proprio nella partita che avrebbe consegnato la promozione in B ai padovani. La squadra di Bruno Tedino allora inanellò tre vittorie consecutive, passando sopra Cuneo, Pavia e Giana. Uno scatto finale che aiutò Strizzolo e compagni ad affrontare il playoff con una carica indescrivibile, arginata solo dal Pisa di Gattuso in semifinale. L’epilogo di campionato del Tedino due, ossia quello andato in scena l’anno scorso, non è stato altrettanto spedito. Infatti il Parma ha preso il largo e si è garantito il secondo posto, dietro al Venezia e davanti al Pordenone.

Ore 16.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Anche Bebe Vio da ieri fa parte dei ramarri. Una delegazione del club, in rappresentanza del Pordenone, ha consegnato la speciale maglia neroverde alla campionessa paralimpica di scherma a Roma, in occasione del Premio Tor Vergata – Etica nello sport, che le è stato assegnato alla presenza di tutte le società di Lega Pro. Un altro successo mediatico dello staff neroverde che si occupa di comunicazione. Intanto gli altri ramarri si sono allenati ieri sul sintetico dello Sfriso di Sacile (acciaccati Perilli e Caccetta, con Bombagi in recupero), che li ospita quando le precipitazioni rendono insidiosa l’erba del De Marchi. La sfida di domenica alle 16.30 al Menti è particolarmente sentita da Misuraca, che ha vestito biancorosso dal 2009 al 2013. «Sarà una grande emozione confessa Gianvito -. Dell’esperienza con il vecchio Lane conservo ricordi indimenticabili. Mi spiace molto per la situazione difficile vissuta da società e tifosi. Spero con tutto il cuore che riescano a risolverla». […]

Ore 16.00 – (Messaggero Veneto) Il Pordenone che giocherà a Vicenza potrebbe avere un nuovo “vestito”. Fabio Rossitto, infatti, starebbe valutando l’opzione di abbandonare il 4-4-2 visto nelle ultime due uscite per tornare al 4-3-3, modulo utilizzato a Trieste e per la maggior parte della stagione con Leonardo Colucci nella versione “albero di Natale”. Ancora da stabilire chi saranno gli interpreti che scenderanno in campo a Vicenza. I maggiori dubbi riguardano il reparto offensivo, fermo restando l’utilizzo di Gerardi come prima punta: al suo fianco potrebbero giocare Berrettoni e Ciurria, anche se non sono da sottovalutare le candidature di Cicerelli e Nocciolini, quest’ultimo in ripresa dopo il leggero infortunio accusato prima della sfida con la Reggiana. Non dovrebbero esserci perplessità relativamente ai giocatori da schierare negli altri settori: in porta dovrebbe tornare Mazzini, in difesa i “soliti noti” (Formiconi, Stefani, Parodi e De Agostini), mentre a centrocampo, con Misuraca e Burrai, il candidato principale a completare il reparto è Zammarini. Ancora out invece Bombagi, che non prenderà parte all’allenamento neppure oggi: l’ex giocatore della Ternana potrebbe così non essere convocato per la gara del Menti. […]

Ore 15.30 – (Messaggero Veneto) Arrivato come ultimo acquisto del mercato estivo del 2016, col passare del tempo Gianvito Misuraca ha guadagnato sempre più peso nello spogliatoio neroverde. Ed è per questo che parla da leader e cerca di spronare i compagni: «Vogliamo fortemente i play-off. Non esserci sarebbe una delusione e non vogliamo neppure pensare a questo scenario». È così che il centrocampista classe 1990 carica la squadra in vista della sfida di domenica (alle 16.30) col Vicenza, partita di cui è un illustre ex avendo giocato coi veneti dal 2009 al 2012.Misuraca, i ramarri arrivano al rush finale: tre gare che valgono una stagione.«Sarà una partita fondamentale per noi come per il Vicenza. Dovremo scendere in campo con il piglio giusto: grinta, cuore e idee, dal primo all’ultimo pallone. Fare risultato al Menti è sempre difficile, anche se, statistiche alla mano, nell’ultimo periodo hanno faticato in casa. Conosco molto bene l’ambiente, so che dà una grande carica. Dovremo imporre il nostro gioco, anche se l’avversario ha un organico da primi posti». Cosa vorrà dire per lei tornare al Menti?«Una grande emozione. Sono cresciuto in biancorosso e i ricordi sono indimenticabili. Il Vicenza adesso vive una fase storica complicata e mi dispiace molto. Auguro che tutto si possa risolvere, spero il meglio per la piazza e tutto l’ambiente, ma al fischio d’inizio non ci dovrò pensare». Se dovesse segnare? «Esulterei per rispetto dei miei colori, ma allo stesso tempo in maniera contenuta».

Ore 15.30 – (Messaggero Veneto) […] Trevor Trevisan, pordenonese Doc classe 1983, difensore del Padova e doppio ex della sfida, mette in guardia Stefani e compagni su ciò che si potrà trovare domenica al Menti, anche dal punto di vista ambientale. «Non sarà una partita facile – commenta il centrale, in biancorosso dal 2005 a gennaio 2007 -. I vicentini devono per forza provare a vincere, anche se stanno vivendo una situazione molto delicata: io ho passato un momento del genere a Pisa, nel 2009, anche se la società fallì una volta terminato il campionato di serie B. Tuttavia capivamo durante la stagione i problemi cui stavamo andando incontro: in quei momenti la forza la trovi all’interno del gruppo e mi pare che il Vicenza sia riuscito a fare quadrato». Il Pordenone però deve andare oltre i problemi (seri) dell’avversario e vincere per se stesso. «Conquisterà i tre punti chi avrà più forza mentale – è il pensiero di Trevisan -. Arrivati a questo punto della stagione conta molto la testa. Sotto il profilo tecnico il Pordenone non è minimamente in discussione: è una formazione molto forte, a me aveva fatto una grossa impressione nella sfida giocata contro di noi all’andata. Può ottenere la vittoria a Vicenza».Il risultato pieno è necessario se si vuole prendere parte ai play-off. «Non posso immaginare spareggi-promozione senza i neroverdi – afferma il giocatore del Padova -. Nelle ultime due annate ha conquistato altrettante semifinali, la post-season non può perdere una protagonista così: magari ci arriverà con minori aspettative rispetto alle ultime due stagioni, ma ci deve arrivare». […]

Ore 15.00 – Biancoscudati in campo all’Appiani per l’allenamento a porte chiuse.

Ore 14.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) […] Il recupero di ieri tra il Santarcangelo, diretta concorrente del Vicenza nella corsa alla salvezza, e il Sudtirol si è concluso con la vittoria 1-0 dei romagnoli. Non un buon risultato per Giacomelli e compagni, in quanto con questi tre punti il Santarcangelo ha staccato il Vicenza di tre punti lasciando la squadra di Franco Lerda al penultimo posto in classifica. Domenica al Menti, contro il Pordenone, il Vicenza sarà obbligato a vincere e a sfatare il tabù che dura dal 5 novembre 2017. Tra i biancorossi mancherà ancora lo squalificato Comi che sconterà il secondo turno di stop, e Lerda pare intenzionato a confermare l’undici che ha pareggiato a Mestre. L’allenatore del Vicenza punterà ancora sul 3-5-2, con l’unico dubbio relativo l’ex modenese Giorno, che potrebbe essere sostituito da uno tra Tassi e il ritrovato Salifu, in crescita di condizione. Ma in settimana Lerda ha lavorato anche sul 4-2-3-1 con la difesa formata dai terzini Bianchi e Giraudo, e Milesi, Malomo e Crescenzi per due maglie nel ruolo di centrale difensivo. In mediana, in entrambe le soluzioni tattiche, l’uomo chiave sarà Romizi, con De Giorgio e Giacomelli che saranno chiamati ad innescare Ferrari che domenica a Mestre è parso in crescita rispetto alle ultime prestazioni, e a cui in questo finale di campionato sono chiesti i gol per centrare la salvezza.

Ore 13.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) «Nessuno strascico dopo la sconfitta col Brescia, inizia la fase in cui si decide tutto e sappiamo di non dover sbagliare niente per fare punti a Perugia». L’ultimo scivolone al Penzo non ha scalfito la fiducia di Pippo Inzaghi nel suo Venezia, in campo domani allo stadio Curi (ore 15) per lo scontro diretto in chiave playoff contro gli umbri che stanno tre punti più su. Il Brescia domenica scorsa con alcune contromosse ha un po’ inceppato il 5-3-2 arancioneroverde, rischio in prospettiva non spaventa il tecnico lagunare che esclude novità tattiche nel rush finale del campionato. «Perché dovremmo cambiare qualcosa che funziona? Di sicuro noi non possiamo scendere in campo per difenderci contro un Perugia che è cresciuto molto rispetto all’andata. Non mi stupisce, Di Carmine-Cerri hanno realizzato 30 gol in coppia e, assieme a Caputo-Donnarumma dell’Empoli, sono i migliori attaccanti della B, senza scordare che a febbraio hanno aggiunto un giocatore di Serie A come Diamanti». Avanti dunque con il modulo che ha portato Domizzi e compagni a conquistare la salvezza con nove turni di anticipo.
«Siamo nei playoff perché ce li siamo conquistati e meritati, ora vogliamo tenerceli stretti, di certo non abbiamo smesso di giocare due settimane fa. Noi fuori siamo visti come la sorpresa del campionato, qui probabilmente la sua stoccata all’ambiente ci rendiamo ancora poco conto di cosa fa sempre questa squadra, ma è più bello così perché le criticità ci aiutano a crescere e a fare sempre meglio». […]

Ore 13.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) […] Il Venezia pensa già alla trasferta di domani a Perugia, dove Filippo Inzaghi recupererà Sinisa Andelkovic. Il difensore sloveno si è allenato per tutta la settimana assieme ai compagni di squadra ed è pronto a tornare nella formazione titolare. Prenderà quasi certamente il posto di Bruscagin, mentre l’allenatore non ha ancora sciolto il dubbio fra Audero e Vicario. I due portieri rimangono in ballottaggio, le quotazioni dell’estremo difensore di proprietà della Juventus sono in deciso rialzo ma una decisione definitiva verrà presa soltanto nella giornata odierna, dopo che la squadra raggiungerà l’Umbria.

Ore 12.30 – (La Nuova Venezia) Venezia in viaggio per Perugia, partenza di buon mattino e rifinitura in Umbria, in vista del match di domani (ore 15) al “Renato Curi”, che mette in palio un pezzetto di playoff. Inzaghi ha la rosa al completo, Andelkovic è pronto al rientro. «Si è allenato bene questa settimana» dice Inzaghi sul difensore sloveno «dovrò valutare se è in condizione di partire dal primo minuto». Se il Venezia ha mancato contro il Brescia il balzo in avanti in zona playoff, il Perugia con la sconfitta di Avellino ha fallito l’aggancio alla zona promozione diretta. «Anche il Venezia ha fame di vittorie, come ce l’avrà il Perugia» osserva Inzaghi, «i responsi dell’ultimo turno sono la dimostrazione e la conferma che in Serie B non esistono risultati scritti in partenza. Per questo motivo è importante il percorso effettuato dal Venezia finora, che è estremamente positivo, adesso dobbiamo difendere a tutti i costi questa posizione in classifica che ci siamo guadagnati e che vogliamo tenerci stretta». Un match che si preannuncia spettacolare al “Renato Curi”. «Domani ci aspetta una partita molto difficile, il Perugia ha nei tre attaccanti quanto di meglio può offrire la categoria, con Diamanti che è un giocatore di Serie A. Sapere che una squadra come il Perugia è soltanto tre punti davanti al Venezia, in lotta con noi per i playoff, deve costituire un grande stimolo per disputare una grande partita». […]

Ore 11.50 – (Gazzettino) Prima ancora di pensare allo spessore dell’avversario di stasera – il Parma, forse la squadra più in forma del momento – Roberto Venturato è costretto a guardare in casa propria, a fare i conti con l’emergenza vera e propria nel reparto difensivo. Tra i giocatori squalificati – Benedetti e Scaglia, espulsi a Terni, e fermati per un turno dal giudice sportivo – e quelli infortunati – Salvi non ha ancora recuperato dalla botta al ginocchio ed è in forte dubbio anche per il confronto di martedì prossimo con il Palermo, Caccin e Liviero sono indisponibili – l’allenatore ha gli uomini contati nel reparto arretrato. Adorni, Pelagatti, Pezzi e Varnier sono i superstiti della difesa, questa volta non si deve ipotizzare la formazione perché i quattro sono gli unici a disposizione di Venturato. Il tecnico, almeno a centrocampo, potrà invece scegliere liberamente e contare pure sul recupero di Bartolomei che ha finalmente risolto i problemi alla caviglia, e scalpita per un posto da titolare dal primo minuto, anche se Schenetti e Settembrini partono favoriti. Sulla trequarti agirà Chiaretti, in avanti è probabile la conferma della coppia Vido-Kouame che ha deluso a Terni come il resto della squadra, ma che potrebbe far male a un Parma che stasera farà la partita. «Le difficoltà del confronto sono tante – ha affermato il tecnico granata nella conferenza stampa della vigilia -. E’ un’avversaria costruita per puntare alla serie A, lo si intuisce dalla rosa dei giocatori, di alto livello, dagli investimenti fatti, dall’importanza della piazza, dell’ambiente. Il Parma è ripartito dalla serie D, e in tre anni è arrivato sino a giocarsi la promozione diretta nella massima serie, ed è una tra le squadre più forti e attrezzate del torneo». […]

Ore 11.30 – (Mattino di Padova) Sei vittorie nelle ultime 7 giornate per il Parma. Due punti in 5 partite per il Citta. A fotografare il momento che stanno vivendo le rivali che si affronteranno nell’anticipo di stasera al Tardini, in fondo bastano questi semplici dati. La squadra più in palla, che negli ultimi due turni ha regolato Frosinone (2-0) e Palermo (3-2), affronta quella che nello scorso turno ha forse toccato il punto più basso della gestione Venturato, con il 5-1 incassato a Terni. Eppure sono proprio da serate come questa che passano le ambizioni granata, come afferma lo stesso tecnico: «Dobbiamo capire se i due passi indietro fatti ci consentiranno di farne qualcuno in avanti. Di sicuro le difficoltà in questo incontro sono molto alte, ma si tratta di una partita bella da giocare e che regala stimoli positivi». No Salvi. Il guaio è che ci si arriva con 4-difensori-4 in organico, visto che Salvi non ha recuperato dalla botta al ginocchio rimediata a Venezia. «Avendo Scaglia e Benedetti squalificati e Salvi, Caccin e Liviero infortunati, qualche problema dietro ce l’abbiamo, ma questo non cambia le cose: nell’arco di una stagione succede che ci si trovi in emergenza». La nota lieta è che «Bartolomei sta bene, si è allenato in gruppo per tutta la settimana». Venturato non si sbottona sulle scelte, ma il centrocampista toscano potrebbe andare subito ad irrobustire la linea mediana, con Iori e Pasa che potrebbero disputare una gara a testa in cabina di regìa (martedì 17 c’è il Palermo), così come Schenetti e Chiaretti.«Sberla salutare». Inutile far finta che la “manita” rimediata al Liberati non abbia lasciato il segno. «Se a 11 giornate dalla conclusione eravamo a 3 punti dalla Serie A diretta, e ora siamo scivolati a 8, il primo responsabile sono io», ribadisce Venturato. «Ora, però, mancano 8 giornate e bisogna avere stimoli e forza per realizzare qualcosa d’importante. I giocatori devono mantenere la loro serenità e riprendere quel modo di stare in campo che per alcuni tratti delle ultime partite è venuto meno. Dobbiamo semplicemente tornare a giocare». […]

Ore 11.10 – (Corriere del Veneto) […] Non ci saranno Scaglia e Benedetti, senza contare il recupero di Salvi che non è andato a buon fine. Praticamente non ci sono terzini sinistri di ruolo, tranne Pezzi che tuttavia da Venturato, in quel ruolo, viene considerato «adattato». Oggi si dovrà fare di necessità virtù e, di solito, è proprio nelle difficoltà che anche nel recente passato il Cittadella ha dimostrato di saperne uscire alla grande. Non resta che attendere il responso del campo per sapere se sarà così anche stavolta. « Dobbiamo fare un bagno di umiltà — rimarca Venturato — quello che è successo potrebbe essere salutare o non sarà servito a nulla. Vogliamo riprendere quello che siamo in grado di fare e che abbiamo dimostrato nel corso dell’anno. Le difficoltà nell’affrontare una squadra come il Parma sono molto alte. La partita sarà bella e dai forti stimoli, affrontiamo una delle squadre più forti in assoluto della B. Dobbiamo renderci conto che è una squadra costruita per cercare la serie A: rosa, investimenti, ambiente. Tre anni fa erano in serie D e sono lì per giocarsi la A diretta, sono tra le più forti del campionato sicuramente». Da Parma arriva il tam tam di guerra di Roberto D’Aversa, all’inseguimento del triplo salto promozione che avrebbe dell’incredibile. «Eravamo decisi a battere squadre costruite per vincere. Siamo stati umili e compatti — dice — e così dovrà essere col Cittadella che fuori casa ha vinto più di tutti. Le assenze ci sono da entrambe le parti: non siamo fortunati nemmeno noi. Per fortuna ho la rosa ampia: con tutti disponibili è dura escludere qualcuno».

Ore 10.40 – (Gazzettino) Mercoledì ha disputato la partita perfetta per sviluppo del gioco, percentuale realizzativa e capacità di stare in campo. Questo risultato è un vantaggio per noi, lo accettiamo volentieri». Aggiunge. «Adesso dobbiamo pensare a fare risultato con l’Albinoleffe: una sfida tosta con una formazione rognosa che sta bene in campo, corre molto e ti viene a pressare alto. A fine partita guarderemo al risultato delle rivali, sapendo che nella prossima gara ci attende la trasferta con la Fermana ed è un’altra partita difficile. Ripeto, il risultato di mercoledì è importante per noi, ma dobbiamo pensare alle nostre partite per arrivare allo scontro diretto con la Reggiana con più punti possibile di vantaggio e correre così meno rischi. La nostra priorità è guardare a un obiettivo alla volta e non guardare oltre facendo troppi ragionamenti che ti portano a sprecare molte energie, altrimenti succede che rischi di inciampare come a Trieste e non possiamo permettercelo». […]

Ore 10.30 – (Gazzettino) «Ovviamente la sconfitta della Reggiana non ci dispiace, anche se ai fini della matematica cambia poco. Se prima ci servivano nove punti, ora ce ne servono sei. Poi se arrivano risultati favorevoli dagli altri campi, meglio. Ma dobbiamo focalizzarci sulle nostre gare». Si era fatto accreditare per andare al Mapei Stadium, però alla fine il direttore generale Giorgio Zamuner ha visto nel suo ufficio in sede la vittoria del Mestre che consente al Padova di mantenere sette lunghezze di vantaggio in classifica sulla Reggiana a quattro giornate dalla fine. «E’ stato un risultato fin troppo rotondo, ma sapevo che è difficile affrontare il Mestre. Speravo nella sua vittoria, però non ho gufato la Reggiana. Sapevo che avrebbe avuto una gara complicata perché se lasci fare la partita alla formazione di Zironelli ti mette in difficoltà e l’abbiamo testato sulla nostra pelle.

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) «Ci chiamano l’ammazzagrandi per qualcosa, o no? A quelle che sono lì, in alto, abbiamo portato via tanti punti: 6 su 6 a Reggiana e Bassano, 4 alla FeralpiSalò e al Pordenone, 3 alla Sambenedettese. Siamo quarti in classifica, e per una neo-promossa è un risultato eccezionale. Adesso siamo anche l’attacco più forte, con quelli del Padova e della Feralpi». Vorrebbe delle scuse, allora? «Ma nooo!! Solo che, prima di uscirsene con certe affermazioni, bisognerebbe informarsi. In queste ore sono stato tempestato di messaggi di amici padovani, soprattutto ristoratori e titolari di bar e locali pubblici, tifosi pronti ad offrirmi pranzi e cene in segno di ringraziamento. Potrei mangiare a sbafo per un anno (e ride, ndr). Eh sì, abbiamo fatto proprio un bel regalo a Bisoli e ai suoi ragazzi». […] Per chiudere, ci racconti come mai, contattato dal vice-presidente Edoardo Bonetto, non chiuse la trattativa con il Padova l’anno della D.«Perché ero in parola con la Sacilese e per me la parola è sacra. Mia moglie me ne disse di tutti i colori per aver rifiutato quella proposta. Di più: consigliai io ai dirigenti di prendere Parlato, che a Pordenone era andato in rotta con patron Lovisa».

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Mauro Zironelli, è stato di parola. Alla faccia di chi aveva ipotizzato chissà quale rilassamento da parte del Mestre nel recupero di Reggio Emilia… «Sa cosa le dico? Che a Padova dovrebbero farci un monumento. Non tanto a me, quanto ai padovani che ho in squadra e che sono andati a segno mercoledì: Beccaro e Sottovia. E poi Zecchin, e con lui gli “ex” Perna e Favaro. E mancava Neto Pereira…». Eppure quella frase pronunciata domenica, a Portogruaro, dopo lo 0 a 0 con il Vicenza aveva scatenato malumori. «Perché chi non mi conosce parla e scrive a vanvera. A dire la verità, sono stati più i social ad alimentare questa polemica, ma, ripeto, si è costruito un castello in aria, e non ce n’era motivo. Basterebbe sapere che in Serie D ho schierato 34 formazioni diverse, cambiando addirittura 8/11 da una gara all’altra, mentre l’altroieri ne ho avvicendati sei. In rosa considero tutti, ma proprio tutti, titolari e riserve. E gioca chi sta meglio. I padovani non lo sapevano? Peggio per loro…». Ma li ha fatti felici, perché fermare la Reggiana lanciatissima in casa è stata un’impresa.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) «Non abbiamo mai fatto dichiarazioni contro il Mestre, i commenti usciti non riguardano la nostra società. Gli arancioneri hanno dato una risposta sul campo, si sono giocati la partita come tutte le squadre di Serie C, come abbiamo avuto modo di constatare anche noi a Trieste».Il vantaggio rimasto invariato sulle inseguitrici ha contribuito a diminuire una certa tensione che si respirava dopo la sconfitta di domenica?«Quando si è vicini a raggiungere un traguardo prefissato da tanto tempo è naturale che sopraggiunga un po’ di tensione vedendo le avversarie avvicinarsi. Ma questo Padova non ha mai sbagliato un allenamento, può aver fallito qualche partita, ma anche a Trieste, pur nel contesto di una brutta gara, la prestazione c’è stata». […]

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) […] «Dobbiamo essere bravi a tenere i piedi per terra e i nervi saldi», il monito del direttore generale Giorgio Zamuner. «Il campionato non è ancora finito e abbiamo già visto a Trieste come l’intoppo possa sempre essere dietro l’angolo. Non è fatta. Cambia solo che, rispetto ad inizio settimana, invece di fare 9 punti ne dobbiamo raccogliere 6 per avere la matematica certezza della promozione. Dobbiamo concentrarci solo su questo, domenica ci aspetta una partita molto difficile, perché l’avversario è tosto, corre molto e gioca bene. Servirà il vero Padova per tornare alla vittoria». Il d.g. spegne anche le polemiche nate, soprattutto sui social, e riferite alle dichiarazioni del tecnico mestrino Zironelli.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) La tifoseria del Padova è stata colpita da un grave lutto proprio alla vigilia del momento clou della stagione. Ieri è mancato, dopo una lunga malattia, Ruggero Ranzato, il fondatore del Centro Coordinamento Club Biancoscudati. Aveva compiuto 80 anni meno di due mesi fa e sino all’ultimo ha seguito la squadra anche dagli spalti dell’Euganeo, a conferma di una passione viscerale non solo per i colori ma proprio per la partecipazione alle partite nel suo aspetto più puro e genuino. La tifoseria organizzata dei club, infatti, nacque a Padova grazie al suo spirito di iniziativa a metà anni ’70. Prendendo spunto dai gruppi di sostenitori che seguivano il Milan, Ranzato decise di dar vita al Cccb, che dopo la promozione in Serie A mutò il proprio nome (quello attuale) in Aicb. Coinvolgendo locali, bar e ristoranti di città e provincia, riuscì a raccogliere un nutrito seguito di appassionati, che visse il suo momento di massimo splendore dopo la promozione in B del 1987, quando si contavano quasi un centinaio di club biancoscudati affiliati al Cccb.Lasciato il lavoro di idraulico per avviare un’attività di articoli sportivi, fu protagonista fino agli ultimi anni della sua vita di un gran numero di iniziative pensate per coinvolgere l’intera tifoseria biancoscudata. […]

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Profilo basso e consapevolezza che, nonostante si sia fatto un grande passo in avanti anche per demeriti altrui (ko della Reggiana), il rettilineo finale non sia ancora stato imboccato. Mancano quattro giornate e al quartier generale biancoscudato non si respira ancora l’aria leggera di chi sta per fare festa. Anzi, la tensione è ancora ben alta: l’obiettivo del Padova capolista resta assolutamente alla portata ma non ancora raggiunto. Di calcoli, in questo momento, se ne fanno pochi. Eppure, se si dovesse battere l’Albinoleffe, il Bassano dovesse espugnare Reggio Emilia e la Samb non dovesse riuscire a superare il Teramo, già lunedì sera dopo il match del Mapei Stadium si potrebbe festeggiare la promozione in B. Scenari al momento indefiniti, mancano ancora quattro partite e serve ancora da compiere un ultimo sforzo. Senza contare che l’Albinoleffe resta un cliente scomodo. Ieri è stato provato il 3-4-1-2 ma si è fermato il capitano Nico Pulzetti per un problema muscolare da valutare. È rientrato, invece, in gruppo Sergio Contessa, che ha smaltito la leggera influenza del giorno precedente. […]

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