Live 24! Fermana-Padova, -5: loro tornano ad allenarsi, voi avete 700 biglietti per Fermo da “bruciare”…

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Ore 20.30 – (Il Piccolo) Di battaglie in serie C Filippo Porcari ne ha viste. Un campionato dove spesso accade che a prevalere sia chi arriva prima sui secondi palloni piuttosto di chi tenta la giocata sopraffina. L’Unione sembra averlo capito, dopo la sconfitta di Teramo. «Sapevamo si trattasse di una partita complicata, considerando che per il Gubbio era l’ultima in casa, dovevano dare tutto ed erano agguerriti per portare a casa una vittoria davanti al loro pubblico. Noi, rispetto alle altre trasferte con le squadre più piccole, anche se squadre piccole in questo campionato non ce ne sono, abbiamo avuto l’atteggiamento giusto. Un pareggio giusto, non fermiamoci ai “se” e ai “ma, le partite in serie C sono queste, devi metterci la grinta e la cattiveria, altrimenti non le porti a casa». Dopo la sconfitta di Teramo sembra comunque sia scattata una molla, almeno sul piano psicologico. «Contro il Padova avevamo fatto una grandissima partita, con l’atteggiamento giusto e anche a Gubbio non lo abbiamo sbagliato. Noi eravamo andati a Gubbio per fare i tre punti, non sono arrivati ma già domenica avremo l’opportunità di riprenderceli contro il Fano. L’importante è riportare in campo l’atteggiamento avuto nelle ultime due partite». […] Come sta la squadra?«Gli ultimi minuti non ce la facevo più e l’allenatore ha fatto bene a sostituirmi con Alberto (Acquadro ndr) che era reduce da una bellissima prestazione contro il Padova e al quale faccio i miei complimenti. E proprio questa deve essere la nostra forza, la forza del gruppo. Questa squadra può arrivare ai play-off e a mio avviso essere anche una buona sorpresa».

Ore 20.00 – (Il Piccolo) «Non sono soddisfatto, volevo i tre punti, ma mi è piaciuta la reazione della squadra». L’analisi di Nicola Princivalli a fine partita è come sempre lucida. Almeno per quanto riguarda la fotografia del match che la Triestina ha impattato in rimonta sul terreno eugubino. Se si allargano gli orizzonti, al di là dei novanta minuti di domenica, la soddisfazione generale si fa ancora più esigua. Mancano tre partite al termine della regular season e quindi c’è una chance in meno di provare la rimonta sulle squadre che precedono l’Unione in classifica. Poco male, purché si mantenga l’ottava o la nona o la decima posizione. L’obiettivo iniziale era la salvezza magari entrando nei play-off. Ma nel corso della stagione tutti, nessun escluso (men che meno la società), hanno cullato la speranza di arrivare più in alto, forse al terzo-quarto posto o comunque con la possibilità di giocare i primi turni al Rocco. Questo per appagare il pubblico e anche per mettere un po’ di fieno nelle casse della società impegnata in uno sforzo finanziario notevole e non scontato. Ma soprattutto perché l’organico e alcune prestazioni hanno lanciato segnali inequivocabili sul fatto che questa squadra vale una mezza dozzina di punti in più. Il fatto è che quel famoso salto invocato da mesi non è arrivato. Può arrivare ancora? Certo, ma ormai lo spazio temporale è stretto, anzi strettissimo.Il fatto inequivocabile è che dopo la brillante prestazione vista al Rocco con il Padova (e questo al di là del risultato), a Gubbio si sono visti gli stessi difetti di qualche mese fa. […]

Ore 19.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Dottor Jekyll e Mister Hyde. Probabilmente, non esiste metafora migliore per questo Mestre, capace di far sognare con risultati straordinari come il 4-0 in casa della Reggiana e poi cadere per 1-0 in casa del fanalino di coda Fano in una delle peggiori prestazioni dell’anno. […] Nel caso specifico di domenica, pesa ovviamente il terzo impegno in sette giorni che inevitabilmente ha levato un po’ di benzina ad una squadra che, obiettivamente, ha già raggiunto con abbondante anticipo il proprio obiettivo e si è trovata ad affrontare una formazione alla disperata ricerca di punti per provare a salvarsi, ma come racconta Riccardo Gagno, è difficile trovare un motivo che spieghi questa involuzione. «Onestamente non so dare una spiegazione – afferma il portiere arancionero – è una cosa che si ripete, ma posso dire come prima della partita nello spogliatoio ci fosse lo stesso stato d’animo delle altre volte. Facciamo fatica con le squadre che si chiudono dietro e serrano gli spazi, ed anche stavolta nonostante avessimo preparato al meglio la partita non siamo riusciti a superare questo ostacolo». Adesso, ci sono due settimane di tempo per preparare un’altra partita come quella di domenica 29, in cui il Mestre affronterà in Santarcangelo. «Tra due settimane andremo alla ricerca di risposte importanti. Adesso analizzeremo la gara di Fano per capire dove abbiamo sbagliato e non ripetere gli stessi errori, sapendo che già da oggi dobbiamo lasciarci alle spalle questa sconfitta e guardare avanti». […]

Ore 19.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Tre pali, tante occasioni sprecate, botte, nervosismo e un risultato che soddisfa a metà. Il Bassano impone il pareggio alla Reggiana, sale al quarto posto in solitaria, ma recrimina per due legni e troppa imprecisione sottoporta. «Abbiamo fatto un grande primo tempo — spiega il tecnico Giovanni Colella a fine partita — abbiamo sempre cercato di creare, quando affrontiamo le squadre forti non ci tiriamo indietro. Corriamo e lavoriamo tanto, in attacco siamo un po’ meno lucidi. Complimenti alla Reggiana che gioca bene, noi abbiamo ciò quello che dovevamo. Peccato non essere riusciti a vincere». E’ un Bassano grandi firme, quello che nel primo tempo incanta il Mapei Stadium. Eberini deve far fronte ad assente pesanti in difesa e inventa Genevier difensore centrale. L’unica differenza sostanziale con il Mestre è che i giallorossi non segnano e falliscono occasioni a ripetizione. Si comincia con il palo di Tronco dopo un minuto con un tiro cross che stava beffando Facchin. […]

Ore 18.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Nomen omen: i romani lo sapevano bene. L’augurio, o il destino, nel nome. Al Menti quello di Burrai, Salvatore, è stata l’ennesima conferma che gli antichi difficilmente parlavano a vuoto. Il gol di Burrai al 24′ della ripresa ha pareggiato i conti con quello realizzato da Ferrari a metà del primo tempo, permesso al Pordenone di conservare la posizione in zona playoff ed evitato tutte le polemiche che sarebbero seguite a un nuovo stop (dopo Padova) dei ramarri. Poi, per continuare ancora con i riferimenti classici, ci ha pensato anche Tyche, dea della fortuna con la palla in mano, a indirizzare sulla traversa la sfera calciata dal dischetto da De Giorgio all’85’, dando il suo contributo al mantenimento dell’equilibrio. «Gara strana commenta lo stesso Salvatore -; per numero di occasioni costruite avremmo meritato di vincerla noi. Se però De Giorgio avesse messo dentro quel rigore ammette , ora staremmo qui a parlare di un’altra sconfitta». Il metronomo analizza il match. «Nel primo tempo il Vicenza ci ha messo in difficoltà. Il gol che abbiamo preso riconosce con grande onestà è colpa mia. È stato un mio errore di posizionamento a consentire a Giacomelli di proiettarsi in avanti e servire un pallone delizioso a Ferrari che ha infilato Perilli. Nel secondo tempo però non c’è stata partita. In pratica abbiamo dominato. Valentini ha fatto autentici miracoli sulle conclusioni di De Agostini e Ciurria. Senza contare il legno colpito dallo stesso Patrick. Rimane però quel rigore, che oltretutto non c’era. Ultimamente è quasi una denuncia ce li danno contro gratis. Quindi, alla resa dei conti sentenzia , quello del Menti è stato un buon punto». […]

Ore 18.00 – (Messaggero Veneto) La partita col Vicenza, per quanto sia stata strana visti i numerosi episodi, ha dato un’indicazione importante a Fabio Rossitto: il Pordenone, col tridente formato da Berrettoni, Gerardi e Nocciolini, può essere realmente pericoloso. Lo si è visto nel secondo tempo del Menti, quando col terzetto in campo – aiutato anche dalla superiorità numerica, va detto – la squadra ha creato una pioggia di occasioni da rete. Una “lezione” da tenere a mente in vista della sfida con la Sambenedettese di domenica, che precederà il turno di riposo dopo il quale si capiranno molte cose relativamente all’eventuale approdo ai playoff da parte dei ramarri. Offensivo. La soluzione vista nel primo tempo di Vicenza, con Bombagi e Berrettoni fra le linee e a supporto di Nocciolini, non ha funzionato. Il Pordenone è risultato praticamente inoffensivo e l’ex Parma si è dimostrato non totalmente a suo agio nella posizione di centravanti. Altra musica nella ripresa: Berrettoni, da esterno sinistro, è spesso entrato “dentro” al campo incidendo; l’ingresso di Gerardi al centro dell’attacco ha aumentato il peso offensivo e Nocciolini, sull’out di destra, si è rivelato un pericolo: ha fatto vedere forza fisica, capacità di saltare l’uomo e, in particolare, velenosità nei cross. I suoi traversoni, potenti e tagliati, sono spesso stati una minaccia per la difesa del Vicenza. E non a caso il gol di Burrai è nato da una sua iniziativa sulla fascia. […]

Ore 17.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) A dieci giorni dall’asta, il Vicenza si ritrova ultimo in classifica. Problema non da poco per chi è interessato ad acquisire il club, considerato che se arrivasse la retrocessione acquisire la società all’asta non sarebbe più così conveniente, tanto che lo stesso bando prevede l’invalidità dell’acquisto in caso di retrocessione. […] Ma chi è pronto a prendere il club e a rilanciarlo? Ad oggi non ci sono conferme che portino a cordate vicentine, anche se nelle ultime ore le voci sugli ex Vi.Fin. Dalla Vecchia e Pastorelli sono piuttosto numerose. Non è un mistero che Dalla Vecchia, almeno un paio di mesi fa, fosse in predicato di far parte della cordata capitanata da Ubaldo Calabrò e Stefano Tacconi. Ma dopo aver più volte dichiarato di essere pronto a versare il milione a garanzia, il gruppo di Calabrò però non ha fatto seguire i fatti alle parole e al momento non è ben chiaro se parteciperà all’asta. Nelle ultime ore l’ex ds biancorosso Lionello Manfredonia si è prodigato nell’incontrare numerosi imprenditori vicentini, nel chiaro tentativo di dare forza a una cordata con riferimenti locali e che sta cercando solide basi per partecipare all’asta. Resta da valutare anche la pista legata alla cordata modenese capitanata dall’avvocato Gianpiero Samorì, che sta cercando di prendere il Modena e dichiara pubblicamente di voler tentare di acquisire il Vicenza se non riuscirà ad acquisire la società emiliana, anche se i tempi sono stretti e non sembrano consentire scelte. Il gruppo emiliano è formato da una decina di imprenditori, tra cui Maurizio Setti, Edoardo Rossetti e Carlo Alberto Bulgarelli. In teoria, come per altro dichiarato dall’avvocato Samorì, a questo gruppo si dovrebbero affiancare alcuni imprenditori vicentini e per capirne gli sviluppi non resta che attendere il 27 aprile. Più concreta, come anticipato nei giorni scorsi, sembra essere la pista che porta al gruppo (con un riferimento locale) legato al Deportivo Alaves, club basco di Vitoria che milita nella Primera Division. Ma nelle ultime ore hanno preso consistenza alcune indiscrezioni su un gruppo immobiliare di Torino che starebbe lavorando per presentarsi all’asta.

Ore 16.40 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 16.20 – Qui Guizza: partitella finale.

Ore 16.00 – Qui Guizza: esercitazioni col pallone nello stretto.

Ore 15.40 – Qui Guizza: lavoro in palestra per Trevisan, Contessa e Gliozzi. Terapie per Pulzetti.

Ore 15.20 – Qui Guizza: lavoro atletico, giornata a dir poco primaverile.

Ore 15.00 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per l’allenamento.

Ore 14.30 – Pierpaolo Bisoli parla dopo il pareggio della Reggiana col Bassano, che crea le condizioni per il Padova, con una vittoria a Fermo, di festeggiare la promozione: “Visti tutti i risultati, il pareggio contro l’Albinoleffe è quasi da considerarsi una vittoria. Adesso abbiamo tre match point da sfruttare, a cominciare da domenica a Fermo. Domenica non è stata una grande prestazione, l’Albinoleffe ci ha tenuto testa e ci ha messo in difficoltà. Ringrazierò sicuramente i ragazzi per quello che hanno fatto, solo questi giocatori potevamo pareggiare con l’Albinoleffe. Noi non abbiamo mai sbracato, non abbiamo mai perso male. Questa squadra non ha il braccino e neppure tensione, quando ci pensi troppo è chiaro che ti crei più problemi. Partiamo un giorno primo per Fermo, sono convinto che possiamo riuscire a conquistare questi tre punti e tornare a festeggiare. Se non sarà questa sarà la prossima, potrebbero anche non servire tre punti, ma dobbiamo dare tutto e se vinceremo festeggeremo in pullman al ritorno e mi passeranno davanti tutti i mesi trascorsi con questa squadra da luglio in poi. Ho visto Reggiana-Bassano, l’ho vista a casa da solo, ho sofferto ma più passavano i minuti e più pensavo che il pareggio contro l’Albinoleffe era oro colato. Siamo in testa dal 28 ottobre, credo che ci vada dato merito di quello che stiamo facendo. Adesso prima di fare un passaggio o un dribbling magari ci si pensa un po’ troppo e questo determinare i risultati. Vogliamo trovare la concentrazione giusta per partire un giorno prima. Partiamo venerdì mattina e faremo due allenamenti a Fermo”.

Ore 13.50 – (Gazzettino, edizione di Venezia) L’andamento lento della zona-playoff obbliga il Venezia a ritrovare i tre punti stasera al Penzo contro l’Entella Chiavari (ore 20.30). Dopo quattro partite senza vittorie gli arancioneroverdi hanno un solo risultato contro il pericolante ma scorbutico team ligure, anche per cancellare l’1-2 col Brescia che dieci giorni fa ha interrotto a sei la serie di successi consecutivi tra le mura amiche. Malgrado i due soli punti raggranellati sugli ultimi 12 in palio il team di Pippo Inzaghi occupa un positivo settimo posto, confermato con l’1-1 di tre giorni fa a Perugia. «Tre punti questa sera contro l’Entella ci darebbero uno slancio importantissimo sprona la squadra il tecnico piacentino perché entriamo nel rush finale delle ultime sette giornate e la posta è molto alta per tutti quanti a prescindere dai rispettivi obiettivi. L’immeritato stop contro il Brescia è stato solo un intoppo dopo un periodo molto prolifico nel nostro stadio, l’obiettivo non può che essere riprendere il filo». Sabato a Perugia il Venezia ha pregustato la vittoria, sfumata a cinque minuti dal termine. «Un pareggio rocambolesco, forse su Modolo c’era fallo ma ormai conta poco anche se avremmo potuto condurre in porto l’1-0. Dispiace perché la nostra è una delle migliori formazioni sul piano difensivo, sbagliamo pochissimo, purtroppo ultimamente malgrado ciò prendiamo qualche gol quindi significa che dobbiamo cercare di limitare ancora di più le sbavature». […]

Ore 13.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Senza un attimo di pausa. Neppure il tempo di prendere fiato e archiviare il pari di Perugia, che già si torna in campo per il turno infrasettimanale del campionato di serie B. Al Penzo, in un martedì sera tutto da vivere, il Venezia scommette su se stesso e sull’ennesimo successo casalingo. Perché, se è vero che fuori casa la squadra non vince da cinque mesi, nel fortino sull’isola di Sant’Elena il rendimento è decisamente superiore. Scivolone con il Brescia a parte, Filippo Inzaghi può contare su una squadra che vince e che sa anche esprimere un buon gioco. Molto meglio, questo è certo, rispetto a quanto non abbia fatto fuori casa, dove le incertezze continuano. «Io sono soddisfatto di quello che ho visto a Perugia — sottolinea Superpippo — è vero che non abbiamo vinto ma è altrettanto vero che la squadra ha giocato un’ottima partita. Siamo stati sfortunati negli episodi chiave, avremmo potuto portare a casa i tre punti. Domani (oggi per chi legge, ndr ) ci sarà tanta gente allo stadio, siamo carichi e cercheremo di fare risultato. Se dovessimo vincere faremo un bel balzo in classifica, di questo siamo consapevoli, così come lo siamo della nostra forza. E per i playoff ce la giocheremo fino in fondo. Non mi aspettavo di trovare l’Entella così in basso in classifica, è una squadra con tanti giocatori esperti e di categoria, per me è una sorpresa trovarla qui». […]

Ore 13.10 – (La Nuova Venezia) «Ci aspettano sette finali, iniziamo a vincere la prima». Inzaghi punta la Virtus Entella e sogna quella vittoria che consentirebbe al Venezia di avvicinarsi al sogno playoff. Si ritorna in campo tre giorni dopo il pareggio di Perugia contro una squadra impegnata nella lotta per salvarsi, attualmente ai playout, quindi in viaggio verso il Penzo per cogliere un risultato positivo. Venezia rimontato a Perugia, Virtus Entella che invece ha rimontato in casa l’Avellino e che si presenta a Sant’Elena senza il bomber De Luca (sette reti e sei assist all’attivo), squalificato dal giudice sportivo. Venezia che avrà bisogno della spinta del pubblico e la curva sud, dopo che alcuni rappresentati sono andati domenica al campo, ha chiamato a raccolta i tifosi arancioneroverdi.«La prestazione di Perugia mi lascia ben sperare per il futuro» commenta Inzaghi, «arrivati a questo punto, non bisogna più guardare la classifica dell’avversario di turno. Mancano poche partite alla fine, tutte le squadre hanno un obiettivo da puntare: chi lotta per salvarsi, chi per entrare nei playoff, chi per andare direttamente in Serie A. Noi abbiamo una posizione di classifica bellissima e vogliamo difenderla in tutti i modi».Venezia a caccia della vittoria che manca da quattro turni (Frosinone, Carpi, Brescia e Perugia), Inzaghi può contare sull’intera rosa, solo Frey è in diffida, e qualche avvicendamento ci sarà rispetto alla trasferta di Perugia. Innanzitutto il rientro di Pinato a centrocampo e di Geijo in attacco, la rifinitura di questa mattina consentirà al tecnico di valutare il recupero di Andelkovic: se il difensore sloveno avvertirà la fatica della partita di Perugia sono pronti eventualmente Cernuto o Bruscagin per sostituirlo dal primo minuto. […]

Ore 12.40 – (Mattino di Padova) […] Qui Campodarsego. I due scogli più insidiosi della volata finale, intanto, sono stati superati senza particolari intoppi, in virtù del buon pareggio (seppure a reti bianche) con il Mantova e del successo nel derby con i “cugini”. Ora, però, dalle parti di Reschigliano è già tempo di mettere da parte la classifica: domani, allo stadio “Voltini” di Crema, capitan Aliù e colleghi giocheranno la semifinale di andata della Coppa Italia di categoria, altro obiettivo prestigioso. «Vincere con l’Este era importantissimo per restare incollati alla Virtus Vecomp, che ha ancora due punti in più di noi», afferma il patron del “Campo”, Daniele Pagin. «Sapevamo che, giocando come sappiamo, avremmo superato l’Este in quanto superiori, ma questo derby rappresentava comunque una bella insidia». […] Qui Este. Arzignano Valchiampo, Union Feltre e Tamai. Un tris di partite niente male per l’Este che, dopo la sconfitta nel derby con il Campodarsego, difficilmente potrà ambire al terzo posto, sempre più nelle mani dei gialloazzurri di Vincenzo Italiano. Capitan Lorello e compagni sono staccati di 7 punti, ma potrebbero sfruttare lo scontro diretto per rimpolpare le speranze di un posto sul podio del girone C. Quel che è certo, però, è che i playoff non sono ancora così al sicuro: l’Adriese, sesta della graduatoria, è a sole 3 lunghezze e in questo finale di campionato potrebbe tentare il clamoroso sorpasso ai danni di Este o Mantova, nonostante il calendario dei granata preveda pure due big match con Campodarsego ed Arzignano. Qui Abano. La retrocessione dell’Abano, ormai, ha i crismi dell’aritmetica. L’ultimo posto e le 11 sconfitte consecutive, l’ultima delle quali con il Tamai, sono costati cari ai neroverdi, costretti a tirare i remi in barca dopo quattro stagioni in quarta serie, condite peraltro da ottimi risultati. […]

Ore 12.10 – (Gazzettino) «Non abbiamo vissuto un mese esaltante, ma siamo dentro i play off e vogliamo restarci». Roberto Venturato mostra gli artigli alla vigilia del confronto con il Palermo e avvisa la squadra siciliana: portare a casa punti dal Tombolato non sarà un’impresa facile, perché il Cittadella non intende accontentarsi di quanto fatto finora. L’appetito vien mangiando, recita un famoso detto. E i granata non si ritengono soddisfatti della semplice salvezza, che per una realtà come Cittadella rappresenta un traguardo per niente scontato e, dopo averli centrati un anno fa, intendono ripetere l’esperienza degli spareggi. Magari migliorando i risultati ottenuti nella passata stagione. «Proveremo a rimanere dove siamo, in zona promozione, e se possibile punteremo a migliorare l’attuale classifica. L’importante è canalizzare la tensione nel modo giusto e giocare la partita contro il Palermo cercando di disputare una buona prestazione». Quella di stasera sarà la prima di sette autentiche finali. Dove nessuno regalerà niente, perché tutti, per una ragione o per l’altra, sono ancora in ballo, alla ricerca del proprio obiettivo. Anche il Palermo di Tedino, con il tecnico ultimamente messo in discussione. «In questo momento del campionato, dove ti giochi tutto, non c’è serenità per nessuno – sottolinea Venturato – Ognuno avverte la tensione in ragione degli obiettivi da raggiungere». L’avversario è uno dei più attrezzati della categoria. «Ricordiamoci che una stagione fa era in serie A, la rosa è stata confermata in gran parte, ed è composta da giocatori bravi e di livello. È una squadra che aldilà di qualche risultato non raggiunto nell’ultimo periodo non ha mai mancato la prestazione. Sa giocare sulle palle da fermo, sa ripartire: è completa in ogni reparto, non c’è un aspetto da tenere d’occhio più di un altro. Per questo occorrerà un grande Cittadella». Stasera si dovrà battere anche il tabù-Tombolato. «Nel nostro stadio finora abbiamo fatto poco, vogliamo riscattarci, centrare un risultato importante». […]

Ore 11.50 – (Mattino di Padova) Dal Parma di venerdì al Palermo di stasera l’indice di difficoltà per il Cittadella cambia poco: sempre di una “grande” trattasi, con i rosanero siciliani che occupano il secondo gradino della classifica insieme al Frosinone, 8 lunghezze sopra la squadra di Venturato, e con un bilancio sin qui di 15 vittorie, 14 pareggi e 6 sconfitte, una delle quali maturata proprio al “Barbera” contro i granata. Quella sera – era di lunedì 20 novembre, in posticipo – il Citta giocò una partita strepitosa, segnando tre gol (Kouamé, Strizzolo e Salvi) e strappando applausi a scena aperta. Ed è una prestazione da 10 e lode che l’allenatore chiede ai suoi di provare a ripetere, perché, dopo il brodino preso al Tardini – un pari rigenerante seguito alla batosta di Terni – è fondamentale la continuità. In una parola, «servono testa, determinazione e grande voglia di ottenere qualcosa di importante». Gli stimoli ci sono, ma in casa… Venturato etichetta la sfida come «un altro esame di maturità» davanti ai propri tifosi, dove quest’anno non è andata molto bene, e respinge l’idea di un Citta appagato dal fatto di aver raggiunto la quota-salvezza, a 50 punti, e spinto inconsciamente ad aver allentato la presa: «Dall’esterno può anche darsi che sia affiorata questa sensazione», sottolinea, «ma vi assicuro che avere un’opportunità così significativa di giocarsi la Serie A non abbassa la tensione, anzi. Abbiamo sbagliato solo Terni. Ora ci sono, nel gruppo, capacità e volontà di migliorarsi, tanto più che contro simile avversario gli stimoli scaturiscono da soli, senza bisogno di sollecitazioni». Il che significa rimanere agganciati al treno delle prime 8, di cui il Cittadella occupa l’ultimo vagone. […]

Ore 11.30 – (Corriere del Veneto) E’ pronta una nuova rivoluzione. Stasera contro il Palermo (si gioca al Tombolato, calcio d’inizio alle 20.30) il Cittadella proverà a ritrovare il feeling con la vittoria che manca ormai da un mese e Roberto Venturato pensa a un rilancio di Scaglia e Benedetti, dopo le rispettive squalifiche, di Chiaretti, Vido e Kouamé, tutti a riposo almeno inizialmente nel turno scorso di campionato. Nelle ultime sei partite sono arrivate tre sconfitte e tre pareggi, l’ultimo dei quali tuttavia molto positivo a Parma, dove la squadra ha ritrovato gioco e pure un risultato importante, considerata l’emergenza con cui si è presentata al Tardini. Oggi sarà quasi un «mors tua, vita mea», considerato che un’eventuale successo granata costerebbe con ogni probabilità l’esonero a Bruno Tedino, la cui panchina traballa parecchio dopo gli ultimi risultati non positivi. Un ko dei rosanero al Tombolato sarebbe fatale al tecnico trevigiano. «Spero di non infliggergli il colpo di grazia — sorride Roberto Venturato — ma devo pensare alla mia squadra e voglio vincere. Il Palermo è una squadra che lotta per la serie A diretta, mentre noi abbiamo vissuto un mese non esaltante. In questo momento del campionato non c’è serenità per nessuno, ognuno ha la tensione in funzione degli obiettivi che insegue. Il Palermo era in serie A, ha fatto un buon campionato ed è in lotta per la promozione diretta. Noi siamo ancora dentro la griglia playoff e vogliamo restarci. La cosa importante è canalizzare la tensione, giocarsi la partita e cercare di fare una buona gara. Vogliamo provare a rimanere dove siamo e a migliorare la nostra classifica. Il Palermo è una squadra di grande livello e capacità. Per noi è un altro esame di maturità in casa dove abbiamo fatto poco, dobbiamo provare a fare qualcosa di importante». […]

Ore 11.00 – (Gazzettino) Il nostro impegno è sempre massimale, il pubblico è stupendo perché ci trascina sempre. Remiamo tutti per lo stesso obiettivo, e speriamo di raggiungerlo il prima possibile». Come state vivendo questo rush finale all’interno dello spogliatoio? «Dire che siamo spensierati, sarebbe una bugia. È normale che ci sia un minimo di pressione, ed è giusto così. Non tutti hanno la fortuna di giocare in una piazza come Padova e di avere la possibilità di vincere il campionato. Dobbiamo sapere gestire questa pressione nel migliore dei modi e trasformarla in cattiveria sul campo, sapendo che è tutto nelle nostre mani». […] Fermo, diceva, tappa fondamentale. «Sappiamo che ci attende una partita dura. Anche se la Fermana è in una zona di classifica neutra e giocherà serena, venderà cara la pelle. Quanto a noi dobbiamo andare a giocarcela con il coltello tra i denti sapendo quanto è importante questa partita. Adesso veramente potrebbe capitarci qualunque avversario, ma dobbiamo portare a casa l’obiettivo il prima possibile. E a Fermo dobbiamo ottenere i tre punti a tutti i costi».

Ore 10.50 – (Gazzettino) […]  A suonare la carica è capitan Trevor Trevisan, costretto l’altra sera a uscire sullo 0-0 per un leggero affaticamento al polpaccio. «Nel primo tempo ho subìto un fallo prendendo un colpo al polpaccio, e durante l’intervallo si è un po’ raffreddato. Quando è ricominciata la partita non ero al top e per precauzione ho preferito chiedere il cambio, anche perché è giusto dare spazio a chi sta nelle migliori condizioni. Non è comunque nulla di grave». Il giocatore ha assistito al resto dell’incontro dalla panchina. «È evidente che volevamo i tre punti, ma per come si è messa la partita ci teniamo stretto questo pareggio anche se la nostra intenzione era tutt’altra. Sapevamo quanto era importante questa partita, e ci tenevamo a regalare una gioia a tutti, ma purtroppo non ci siamo riusciti. Nel percorso che abbiamo nella nostra testa sappiamo che a Fermo dobbiamo vincere, è fondamentale. Ci prepareremo al meglio come abbiamo sempre fatto durante tutta la stagione, anche se in questo periodo subentrano mille fattori in campo: ogni punto diventa molto importante per tutti, e portarne a casa tre sarebbe tanta roba.

Ore 10.40 – (Gazzettino) Un grande successo domenica per il Biancoscudato Day, la grande festa organizzata dalla tifoseria organizzata assieme al Padova per promuovere le varie attività e iniziative. Nonostante il cielo grigio e minaccioso che per tutto il pomeriggio faceva presagire pioggia intensa, salvo poi risparmiare i presenti, oltre quattromila persone hanno anticipato il loro arrivo allo stadio per visitare i quindici gazebi allestiti dai club nel viale del parcheggio sud vicino alle biglietterie, tutti colorati con bandiere, sciarpe, striscioni e magliette. A tale iniziativa, realizzata nell’ambito del Progetto 3P (Patto-Passione-Partecipazione), voluto dalla Lega Pro per favorire un cambiamento culturale e il recupero della dimensione sociale del calcio, hanno aderito l’Associazione Azionariato Popolare Magico Padova, la Tribuna Fattori, che ospitava le onlus Giorgia Libero e Progetto Insieme, e i seguenti club aderenti all’Aicb o indipendenti: Amissi, Fossa dei Leoni, Maserà, Alta Padovana, Elisir, Galline Padovane, Luna Fidas, Avis Biancoscudata Vigonza con le ragazze del Padova femminile, Croce Verde, Padova nel Cuore e Vecia Padova. Insieme a loro, la sezione Alpini di Padova, i ragazzi dell’Academy biancoscudata e i Biancoscoppiati. A completare la festa, i gonfiabili per i bambini, un gazebo di giochi di abilità mentali e il calcio balilla umano. Non è mancato uno spazio dedicato alla solidarietà, con la distribuzione dei poster ufficiali della squadra in divisa Capitanio – Fashion Uomo tramite i quali sono state raccolte delle donazioni a favore della fondazione Città della Speranza. […]

Ore 10.30 – (Gazzettino) La Reggiana non va oltre lo 0-0 nel posticipo con il Bassano ed è un risultato che fa sorridere il Padova, più che mai padrone del proprio destino. Se domenica conquista la vittoria sul campo della Fermana è sicuro di essere promosso in serie B. Classifica alla mano, infatti, in virtù del pareggio di ieri sera al Mapei Stadium gli emiliani fanno un passettino avanti portandosi a 51 punti, con sette lunghezze di ritardo dai biancoscudati che sono a quota 58. Mentre la Sambenedettese è seconda con 52 punti, e un ritardo di sei lunghezze dalla truppa di Bisoli. Ecco allora che domenica nella trasferta a Fermo se il Padova fa sua la vittoria conquista la promozione in serie B con due giornate d’anticipo dato che la Sambenedettese anche vincendo sul campo del Pordenone resterebbe a sei punti, ma i biancoscudati sono in vantaggio negli scontri diretti, e la Reggiana se dovesse fare sua l’intera posta nel posticipo di lunedì a Bergamo con l’Albinoleffe sarebbe tagliata fuori restando a sette punti di distacco. […]

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) Da lì bisognerà capire come si muoveranno gli organi di competenza. Sarà riservato un altro settore dello stadio ai tifosi biancoscudati per aumentare i biglietti a disposizione? Non ci saranno altri posti e magari verrà allestito un maxi-schermo in città per permettere la visione della partita? Tutte ipotesi sulle quali la società di viale Rocco inizierà a ragionare da questa mattina, quando alle 8 aprirà la prevendita ai punti della società Bookingshow e on line sul sito www.BookingShow.it. […] Ha parlato della questione biglietti anche il presidente Roberto Bonetto, intervenuto ieri sera alla trasmissione “Biancoscudati live” su Telenuovo. «Vedremo come andranno i primi giorni di prevendita e se sarà il caso di chiedere qualche biglietto in più», ha detto Bonetto. «In ogni caso già portare 700 tifosi a Fermo sarebbe un ottimo risultato. Sono contento della partecipazione del pubblico domenica scorsa all’Euganeo e spero che l’ultima partita casalinga del 6 maggio possa essere un’occasione di festa e che arrivino anche il doppio dei tifosi». […]

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Se il Padova vincerà domenica prossima in casa della Fermana, sarà matematicamente promosso in Serie B. Eccolo, il primo vero match point per i biancoscudati, maturato ancora grazie ad un “regalo” della Reggiana, che, dopo aver perso contro il Mestre nel recupero di mercoledì scorso, ieri sera non è andata oltre lo 0-0 contro il Bassano, scivolando quindi al terzo posto in classifica, a – 7 dalla vetta. Il Padova adesso ha 6 punti di vantaggio sulla Sambenedettese, l’immediata inseguitrice, ma vanta gli scontri diretti a favore nei confronti dei marchigiani. Ecco perché basta un successo a Fermo, senza guardare i risultati delle altre, per riuscire a festeggiare con due giornate d’anticipo il salto di categoria. La gara di domenica 22 diventa quindi decisiva e ora si apre anche la corsa al biglietto e all’organizzazione della trasferta marchigiana. Al momento, infatti, la capienza del settore ospiti dello stadio “Recchioni” è fissata in 700 posti. Potrebbero essere troppo pochi per una partita di questa importanza e già oggi la Questura padovana dovrebbe avvertire il Gruppo di sicurezza dell’impianto di Fermo che l’afflusso potrebbe essere superiore.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Il ciclo è cominciato con il pareggio agguantato in rimonta (1-1) con il Sudtirol, anche se forse la partita-chiave è stata quella successiva, la sconfitta bruciante, anche se frutto di una concatenazione di episodi negativi, arrivata contro il Teramo, la prima e unica allo stadio Euganeo. Quindi la vittoria pesantissima di Bassano, due pareggi con FeralpiSalò e Mestre, fino al successo travolgente contro il Pordenone, in quella che forse è stata la miglior partita dell’anno. Sembrava il prologo al trionfo e invece è arrivato solo un punto nelle due gare successive. Un cammino da metà classifica, basti pensare che in queste ultime otto uscite alcune formazioni in lotta per salvarsi (Fano e Teramo) hanno raccolto più punti, mentre la Samb è riuscita a recuperare 7 lunghezze di distacco dalla vetta dalla 27ª giornata ad oggi

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Andamento lento. Ed il sospetto che stia venendo il classico “braccino” alla squadra che ha dominato l’intero campionato ma ancora non è riuscita a chiuderlo. Sebbene tutti i protagonisti si affrettino a negare qualsiasi ansia da prestazione in prossimità del traguardo, il calo di risultati e prestazioni accusato nelle ultime settimane è abbastanza evidente. Nelle ultime 8 partite il Padova ha raccolto appena 2 vittorie, a fronte di altrettante sconfitte e 4 pareggi. Dieci punti conquistati, per una media di 1,25 punti a partita. Nelle precedenti 23 apparizioni i biancoscudati avevano messo assieme 48 punti, di media più di 2 a gara. Un rendimento quasi dimezzato, in un periodo che ha visto un paio di picchi ma anche più battute d’arresto del previsto.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) È riuscito l’esperimento del “Biancoscudati day”, la kermesse dei tifosi andata in scena per tutto il pomeriggio di domenica prima di Padova-Albinoleffe. Il viale che dalle biglietterie porta alle tribune si è riempito di giochi, gazebo e bandiere, portando diversi sostenitori ad arrivare allo stadio in anticipo per fermarsi sotto gli stand allestiti dai vari club. Un’iniziativa che la società sta studiando di ripetere di frequente per le gare casalinghe della prossima stagione. […]

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) […] Zamuner, un sospiro di sollievo? «Siamo passati in pochi giorni dal dover fare nove punti al doverne fare tre. La certezza è che adesso, se vinciamo a Fermo, il discorso si chiude una volta per tutte. Ma per tutta la settimana scorsa ho ripetuto che bisogna portarli a casa, questi benedetti tre punti, non possiamo sperare negli altri». […] Non crede che la squadra stia soffrendo un po’ la pressione di dover vincere? «Sono stato un giocatore anch’io. Ho vissuto un’esperienza drammatica quando ero alla Spal e abbiamo perso una promozione contro il Como con una squadra dieci volte più forte. Il problema non è fisico, è soltanto mentale. Ho visto giocatori in difficoltà, Belingheri, che di solito gioca con grande serenità, si è un po’ nascosto, Sarno cercava la giocata, Trevisan sparava la palla lontana. Siamo tutti un po’ nervosi perché siamo vicini a questo obiettivo, speriamo che questa settimana finalmente ci sblocchiamo e che domenica, quindi, si possa festeggiare». Zamuner, perché il Padova sta frenando? «I risultati dimostrano che il campionato è lungo e che non è facile per nessuno. Adesso è come se fossimo a +7 sia sulla Reggiana sia sulla Sambenedettese, visto che abbiamo il vantaggio negli scontri diretti.Non è affatto un vantaggio di poco conto mancando tre partite alla fine del campionato». Si è sentito con Bisoli dopo la fine della partita? «No, dopo la partita con la Reggiana no. Ho scelto di stare a casa, ognuno ha deciso per conto suo e ha guardato la partita. Adesso ci dormo sopra, poi da domani (oggi per chi legge, ndr) prepareremo questa benedetta partita in casa della Fermana e cercheremo di tagliare questo traguardo. Manca soltanto l’ultimo sforzo, l’ultima occasione in cui gettare il cuore oltre l’ostacolo, ma finché non l’abbiamo fatto nessuno deve dire più nulla. Poi, quando sarà, ne riparleremo».

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